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Tesla Cybercab, la nuova scommessa di Elon Musk

La nave è alla deriva, e il suo timoniere non sa dove ha messo i salvagenti. Detto male e in fretta, il futuro per Tesla, marchio californiano che era riuscito a mettere in riga il mondo dell’automotive, non sembra promettere nulla di buono. Da una parte la zampata cinese, che ad ogni trimestre ruba spazio e consolida modelli a ritmo inarrestabile, dall’altra gli effetti della scellerata discesa in campo politica di Elon Musk, le cui conseguenze ancora si fanno sentire sui bilanci malgrado il dietrofront annunciato, spingono sempre più Tesla verso l’ignoto.

Ed Elon, perso in chissà quali altri idee, scommette tutto su un altro mercato vergine, o quasi: i robotaxi. Nel giro di qualche settimana, una ventina di Tesla ovviamente elettriche e soprattutto autonome invaderanno le strade di Austin, popolosa capitale del Texas.

Tanti dubbi, fra esperti e inchieste 

Peccato che, secondo gli esperti, i “Cybercab” di Tesla non sembrano in grado di scansare incidenti e problemi una volta immersi nel traffico. Anzi, statisticamente “Autopilot” e “FSD” (Full Self-Driving), due software di guida autonoma finora utilizzati sulle Tesla, hanno provocato o non evitato a dovere incidenti mortali, e peggio ancora potrebbe succedere vista la decisione di Musk di affidarsi a videocamere piuttosto economiche rispetto ai più cari ma almeno sicuri sensori: si parla di 8 telecamere da 5 megapixel che patiscono gli effetti controluce e le giornate con scarsa luminosità, contro i sensori “Lidar” in 3D della Waymo, decisamente più costosi ma in grado di vedere anche al buio.

Per di più, i due software sono stati creati per avere sempre e comunque il supporto di un essere umano alla guida. Non a caso, sui due sistemi la “NHTSA” (National Highway Traffic Safety Administration) ha in corso diverse indagini, alcune iniziate nel 2016 dopo aver accertato che 13 decessi erano stati causati da malfunzionamenti dell’FSD, a cui lo scorso anno si è aggiunta l’ennesima, per altre due morti riconducibili alla guida autonoma.

L’unica dimostrazione pubblica dei Robotaxi è andata in scena lo scorso ottobre, quando una piccola delegazione di clienti Tesla fra i più fidati, era stato messo a bordo di una flotta di Cybercab per una prova nel chiuso dei “Warner Bros Studios” di Los Angeles: in pratica un giretto sui set, dove il traffico non esiste e i pedoni neanche. “Era solo un circuito chiuso in un set cinematografico, niente di impressionante – ha commentato Noah Goodall, esperto in sicurezza automobilistica – affrontare un ambiente urbano reale, con imprevedibilità, altri utenti della strada e situazioni in cui frenare non basta, è tutta un’altra storia. Cercavo segnali che indicassero una reale prontezza, ma non li ho trovati”.

Un indizio che sembra fare il paio con un’inchiesta realizzata da “Business Insider”, testata che è riuscita a intervistare alcuni dei circa 300 collaudatori dei due software impegnati nel programma “Project Rodeo”, raccogliendo dubbi, perplessità e l’idea che i tempi non siano ancora del tutto maturi per un passo così delicato. Parte del problema sta anche nella mancanza di verifiche sull’efficacia dei sistemi, o almeno di quelli affidati a esperti che non siano di parte.

La battaglia con Waymo, i robotaxi di Google

Per distogliere ogni dubbio, Tesla sembra aver scelto di fare affidamento su operatori da remoto pronti ad assumere la guida in caso di problemi, al contrario di quanto accade con “Waymo”, l’altro colosso dei robotaxi di proprietà di Alphabet, la sconfinata holding di Google, in cui gli operatori non sono in grado di guidare da remoto ma semplicemente di suggerire soluzioni ai sistemi. Per di più, il dipartimento di polizia e dei vigili del fuoco di Austin hanno confermato di aver condiviso mappe di edifici e zone critiche della città, oltre ad aver partecipato a simulazioni di interventi stradali.

Messe insieme fanno una serie di controindicazioni che, nel più perfetto spirito del personaggio, non hanno intimidito e tantomeno frenato Musk, super eccitato all’idea dell’arrivo dei Cybercab, soprattutto nella speranza di ridare fiato ai mercati di Tesla e strappare un sorriso a investitori sempre più in allarme. “Il problema con le auto Waymo è che costano molto di più – ha commentato Musk poche settimane fa – le loro sono auto costose e prodotte in piccole quantità. Le Tesla costano circa il 20–25% rispetto a una Waymo, e sono prodotte su larga scala”.

Come trasformare in cybertassista ogni proprietario di Tesla 

Il sogno nemmeno tanto segreto di Musk è che ogni proprietario di Tesla, in qualsiasi angolo del mondo, possa guadagnare denaro quando l’auto è inutilizzata convertendola in robotaxi. Per adesso, giusto per contenere eventuali problemi e danni, una flotta composta da una decina di Tesla Model Y, in attesa dell’arrivo del “Cybercab”, modello creato appositamente, entrerà in funzione nel prossimo giugno in una zona limitata di Austin, con possibilità di circolazione in un’area altrettanto circoscritta considerata tra le più sicure della città texana. Poi si vedrà.

Tour d’Europe, Bosch e Enilive in prima linea con i carburanti rinnovabili

Il rifornimento a Bari di due vetture partecipanti al Tour d'Europe 2025 - foto © Bosch

Tour d’Europe è un’iniziativa paneuropea promossa da Bosch, Iveco e Enilive. Vuole dimostrare come l’innovazione tecnologica e i carburanti alternativi possano contribuire concretamente alla neutralità climatica nel trasporto su strada.

Nel quadro degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea per il 2050, il settore dei trasporti è chiamato a una trasformazione radicale.

Tour d’Europe è iniziato a marzo 2025 e rappresenta una risposta concreta. Un viaggio su strada attraverso oltre 20 Paesi che coinvolge veicoli leggeri e pesanti alimentati esclusivamente da carburanti rinnovabili.

Mariano Cilenti, General Manager Centro Studi Componenti per Veicoli di Bosch

L’iniziativa mette in evidenza il potenziale immediato di questi combustibili per abbattere le emissioni che influiscono sul clima, senza richiedere modifiche infrastrutturali né la sostituzione dell’attuale parco circolante.

Il Bosch Digital Fuel Twin certifica la sostenibilità

La tappa del Tour che ha raggiunto a Bari il Centro Studi Componenti per Veicoli (consociata del Gruppo Bosch in Italia) è stata l’occasione per Bosch ed Enilive di presentare le tecnologie protagoniste dell’iniziativa.

Il Digital Fuel Twin (DFT) è una piattaforma cloud sviluppata da Bosch. Consente di tracciare e certificare digitalmente le emissioni di CO₂ legate al carburante utilizzato. Funziona attraverso uno scambio di dati tra veicolo, stazione di rifornimento e cloud, registrando con precisione il tipo e la quantità di carburante erogato.

Gabriele Saverio, Group Manager presso Bosch

Questa soluzione digitale rappresenta un nuovo standard per la trasparenza nella filiera dei carburanti e un potente strumento per i report ESG delle aziende.

Il DFT non si limita ai carburanti oggi disponibili (come HVO, FAME, E85, BioLNG), ma è già predisposto per supportare future soluzioni a zero emissioni, come e-fuel e idrogeno.

La tecnologia si inserisce pienamente nella visione Bosch di una mobilità sicura, sostenibile e connessa, confermando il ruolo di leadership del gruppo nel panorama automotive globale.

HVOlution, il biocarburante Eni pronto all’uso

Enilive è la società del gruppo Eni dedicata alla mobilità sostenibile. Promuove l’HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), un diesel rinnovabile al 100% derivato da scarti organici e grassi animali, già disponibile in oltre 1.300 stazioni di servizio in Europa.

Carola Cutrupi, responsabile Coordinamento e Sviluppo Attività Wholesale Estero di Enilive

HVOlution (questo il nome commerciale del prodotto) può essere utilizzato nei motori diesel compatibili senza alcuna modifica e rappresenta una soluzione immediatamente operativa per la decarbonizzazione del trasporto.

Durante le tappe italiane del Tour – a Torino, Milano e Bari già svolte seguiranno Roma, Gela e Venezia – Enilive organizza eventi divulgativi per mostrare al pubblico e ai decisori politici il ruolo strategico di questi carburanti nella transizione energetica.

Con l’apertura di una terza bioraffineria a Livorno prevista per il 2026, Enilive consolida il proprio impegno nel rendere la mobilità sempre più circolare e a basso impatto ambientale.

Il binomio vincente di neutralità tecnologica e decarbonizzazione

Il messaggio chiave del Tour d’Europe è chiaro: la neutralità climatica può e deve essere raggiunta utilizzando tutte le tecnologie disponibili, evitando approcci dogmatici che escludano soluzioni efficaci già operative.

I carburanti rinnovabili consentono di decarbonizzare milioni di veicoli esistenti, agendo subito e su vasta scala.

E l’integrazione del Digital Fuel Twin certifica i risultati ottenuti, rendendoli trasparenti e tracciabili.

Il Tour si concluderà il 24 giugno a Bruxelles con la pubblicazione di un rapporto istituzionale che documenterà il reale potenziale di riduzione delle emissioni conseguito e l’efficacia del DFT come strumento di certificazione.

BMW e Solid Power testano batterie allo stato solido sulla i7

Il progetto di BMW è una delle prime applicazioni pratiche su veicolo reale della tecnologia ASSB - foto © BMW

BMW ha avviato un programma di test su strada con celle allo stato solido (ASSB – All Solid-State Battery) di grande formato integrate su un prototipo di BMW i7.

Il progetto segna un momento importante per l’industria automobilistica, poiché rappresenta una delle prime applicazioni pratiche su veicolo reale di questa tecnologia considerata rivoluzionaria per la mobilità elettrica.

Una partnership strategica

La collaborazione tra BMW e Solid Power, attiva sin dal 2016, è evoluta nel tempo fino a includere un accordo di trasferimento tecnologico nel 2022.

Il programma di BMW prevede test su strada con celle allo stato solido di grande formato – foto © BMW

Solid Power, specializzata nello sviluppo di elettroliti solidi a base di solfuri, ha realizzato insieme a BMW celle sperimentali per test funzionali, ora integrate nella berlina elettrica ammiraglia della casa tedesca.

Un programma di test nella regione di Monaco di Baviera ha focalizzato la sua attenzione su queste celle analizzando parametri fondamentali per la futura industrializzazione, come l’espansione volumetrica delle celle, la pressione operativa e la gestione termica.

Perché le batterie allo stato solido sono il futuro

Le batterie allo stato solido rappresentano un avanzamento epocale rispetto alle attuali celle agli ioni di litio.

La loro struttura impiega un elettrolita solido, in questo caso a base di solfuri, al posto dell’elettrolita liquido o gelatinoso tradizionale.

Ciò comporta numerosi vantaggi, come la maggiore densità energetica: fino al 50% in più rispetto alle batterie attuali, secondo le stime di settore.

Inoltre, la riduzione degli ingombri, grazie all’eliminazione dei separatori liquidi è possibile realizzare pacchi batteria più compatti.

E ancora, una maggiore sicurezza in quanto l’assenza di elettroliti infiammabili riduce il rischio di incendi in caso di urti o cortocircuiti.

Infine, una maggiore durata perché si prevedono cicli di carica più numerosi senza degrado significativo.

La struttura delle ASSB impiega un elettrolita solido al posto di quello liquido o gelatinoso tradizionale – foto © BMW

Tuttavia, restano sfide tecnologiche rilevanti, in particolare nella produzione su larga scala, nella gestione meccanica dell’espansione delle celle durante i cicli di carica/scarica e nella conduzione ionica dell’elettrolita solido.

L’approccio modulare di BMW

La batteria sperimentale della BMW i7 integra celle prismatiche ASSB in moduli secondo la logica progettuale della quinta generazione BMW, già impiegata nella gamma elettrica attuale.

Questo approccio modulare consente al costruttore di combinare l’innovazione con architetture collaudate, riducendo i tempi e i costi di sviluppo.

L’integrazione è avvenuta in stretta sinergia con il Battery Cell Competence Center (BCCC) di Monaco e con la nuova linea prototipale di Parsdorf (CMCC), dove BMW prevede di produrre in proprio le celle solide sulla base della licenza concessa da Solid Power.

Un ecosistema di innovazione

BMW Group è attivo nello sviluppo delle celle sin dal 2008 e ha creato una rete globale di oltre 300 partner tra aziende, start-up e istituti universitari.

L’obiettivo è garantire un accesso privilegiato alle innovazioni e mantenere una posizione di leadership anche nella prossima generazione di mobilità elettrica.

In parallelo al test della i7, proseguono gli sviluppi per portare la tecnologia ASSB alla produzione di serie, prevista per la seconda metà del decennio. I progressi ottenuti grazie ai test su strada costituiranno la base per il salto di qualità verso batterie più efficienti, leggere e sicure.

L’integrazione su strada delle celle allo stato solido nella BMW i7 è la dimostrazione che questa tecnologia non è più solo da laboratorio.

Sebbene restino ancora passaggi cruciali prima della commercializzazione, l’esperienza di BMW e l’expertise di Solid Power segnano un passo concreto verso una mobilità elettrica più performante e sostenibile.

La batteria della BMW i7 integra celle prismatiche ASSB in moduli – foto © BMW

BYD Dolphin Surf, piccola e piena di ambizioni

Nell’operazione “Dolphin Surf” ideata dal colosso cinese BYD torna tutto, un tassello dopo l’altro: trattasi di utilitaria di segmento “A”, quello che serve per fare volumi amati ai bilanci, è confezionata con un design informale, simpatico e fresco, vanta una dotazione da segmento superiore, promette prezzi non assassini e ha la voglia immensa di smarcare l’elettrico 100% anche fra le vetture lunghe meno di quattro metri.

Sfugge, ma è un dettaglio, cosa c’entri in tutto questo un delfino surfante, ma questa è una caratteristica del marchio, che spesso ha scelto di affidarsi alla fauna marina (vedi la Sealion), ma mai aveva spinto l’immaginazione così tanto. Vabbè, misteri del marketing che probabilmente hanno anche a che fare con l’obiettivo ESG dell’azienda di abbassare di un grado la temperatura del pianeta diventando carbon neutral entro il 2045.

Nell’attesa, per ingannare il tempo, BYD si crogiola con un 2024 chiuso con 101 miliardi di euro di fatturato, e un 2025 che la vede al terzo posto mondiale per vendite dopo Toyota il gruppo Volkswagen, infiocchettato dall’aver raggiunto e superato Tesla e mister Elon Musk, l’ex signore dell’elettrico.

Piccola sarà lei

Un’utilitaria da città con il piglio della monovolume bonsai racchiusi in 3,99 m di lunghezza, 1,5 di larghezza e 1,6 di altezza. In realtà lo spazio non manca, né per soddisfare lo sguardo esternamente né all’interno. Fuori, spigoli che rientrano o gonfiano e intarsi con modanature scure sprizzano quel che il marchio cercava per fare colpo: dinamismo, simpatia, feeling. A renderla protesa in avanti la linea di cintura che alle portiere posteriori sale parecchio e lo spoiler che oltre a domare i flussi e ospitare il terzo stop la allunga visivamente.

All’interno, ergonomia e colori accessi accompagnano una dotazione da segmento superiore, con schermo touchscreen da 10,1” rotante, sedili di taglio sportivo in pelle vegana, pannello inferiore che racchiude selettore di marcia, controllo trazione, climatizzatore e comandi vocali. Più in basso ancora una piastra a induzione per la ricarica di smartphone, e per finire il sistema NFC Keyless per l’apertura delle porte anche attraverso smartphone condivisibile. Considerate le dimensioni, il bagagliaio resta generoso: da 308 a 1.000 litri abbattendo i sedili posteriori, a cui aggiungere una ventina fra portaoggetti, portabottiglie, tasche e pertugi vari, più meno visibili al prossimo.

Quello che non si vede

Realizzata sulla e-Platform 3.0, nata per ospitare la Blade Battery con celle a lama e dotata del sistema “8-in-1” che integra otto elementi del powetrain in un unico modulo. Due le batterie a disposizione, da 30 o 43,2 kWh, con percorrenze nel ciclo Wltp rispettivamente di 220 e 322 km e potenze di ricarica da 65 e 85 kW in corrente continua, con alternata a 11 kW per entrambe. Due anche i motori elettrici, da 88 e 156 CV: il primo abbinabile a entrambe le batterie, il secondo solo a quella più potente.

Oltre alla scocca, realizzata con il 68% di acciaio ad alta resistenza, la sicurezza si affida ad una notevole presenza di Adas, in genere roba per altri segmenti: cruise control adattativo, controllo della corsia, frenata di emergenza, sensori di parcheggio, controllo dei segnali stradali, retrocamera, chiamata di emergenza e i tre punti Isofix.

Le tre versioni

Tre le versioni, Active, Boost e Comfort, che partono con una batteria da 30 kWh, 65 kW di potenza e 220 km di autonomia, e chiudono al top si gamma con 115 kW e 310 km di range nel ciclo combinato e oltre 500 in quello urbano. Per i prezzi, la Active parte da 18.990 euro, che diventano 22.490 per l’allestimento intermedio e si arriva a 25.490 per la Comfort. Per l’Italia, è pronta un’offerta lancio da 99 euro al mese. Interessante la garanzia che copre la batteria per 6 anni o 200mila km.

Caso Aprilia-Jorge Martin: Noale chiarisce la sua posizione

Aprilia-Jorge Martin
Da Noale è tutto. Linea alla regia, direbbero i radiocronisti di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’.
Frase appropriata nel contesto attuale del motociclismo, spesso diventato espressione di tifo calcistico e, da parte di chi fa comunicazione, la ricerca dello scoop a tutti i costi.
Ben venga questo comunicato ufficiale di Aprilia a chiarimento delle decine di commenti apparsi sui social in queste settimane:
“Il contratto fra Aprilia Racing e Jorge Martín è valido ed efficace, e come tale deve essere rispettato fino alla sua scadenza (fine del 2026) da entrambe le parti, come del resto ha fatto Aprilia Racing che lo ha onorato in ogni sua parte, nei tempi e nei modi previsti e così sarà anche in futuro.
Aprilia Racing smentisce l’esistenza di trattative tra le parti per la modifica della durata del contratto che resta quella originariamente concordata e non commenta questioni che non la riguardano direttamente, ma si aspetta che altri team non facciano offerte di nessun tipo a piloti che sono sotto contratto: un tale comportamento sarebbe del resto illegittimo.
Tutto il Team supporterà Jorge nel suo percorso di recupero fisico, come sempre fatto, e non vede l’ora che torni in pista con la RS-GP”.
‘Caso’ Aprilia-Jorge Martin chiuso? Sembrerebbe, ma non escludiamo ulteriori sviluppi.
Al di là di tutto, auguriamo a Jorge Martin di tornare presto in sella e di concentrarsi sull’estrarre tutto il meglio dal materiale tecnico cche gli fornirà Aprila Racing.

Cambia la Comunicazione Press per i brand Fiat e Abarth

Andrea Laura Siro Brigiano nuova responsabile Comunicazione Press brand Fiat e Abarth - foto © Stellantis

Stellantis annuncia una nuova responsabile per la Comunicazione Press dei brand Fiat e Abarth.

A partire dal 1° luglio 2025 Andrea Laura Siro Brigiano assumerà la responsabilità del team di comunicazione.

Succede a Danilo Coglianese, che passerà a dirigere la Gestione Eventi per la regione Enlarged Europe di Stellantis.

Un nuovo volto alla guida della comunicazione

Andrea Laura Siro Brigiano vanta un solido background internazionale in ambito comunicazione e marketing.

ata a Dallas, Texas, ha completato un percorso accademico di alto livello, ottenendo un master in International Management e Marketing, un master in Fashion & Luxury Brand Management presso l’Istituto Marangoni di Milano e una certificazione in Disruptive Strategy presso la Harvard Business School.

Ha iniziato la sua carriera nel 2012 come Assistant Manager per la Comunicazione Corporate Worldwide presso Roberto Cavalli,.

Ha poi proseguito con incarichi sempre più strategici in aziende come Michael Kors, Bottega Veneta e Cybex.

In questi contesti ha gestito le attività di comunicazione globale, social media, relazioni pubbliche e partnership con VIP e opinion leader di settore.

Nel nuovo incarico riporterà direttamente a Olivier François, CEO di Fiat e Chief Marketing Officer di Stellantis Global.

Il nuovo ruolo di Danilo Coglianese

Dopo una lunga carriera nel settore della comunicazione automotive, Danilo Coglianese affronterà una nuova sfida professionale. Nato a Napoli, laureato in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, Coglianese ha iniziato il suo percorso nel 2000 nel Gruppo BMW, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità, sia in Italia sia nella sede centrale tedesca.

Danilo Coglianese nuovo responsabile Gestione Eventi per la regione Enlarged Europe di Stellantis – foto © Stellantis

Dal 2018 è stato alla guida della Comunicazione EMEA per Fiat e Abarth, entrando successivamente in Stellantis come Vicepresidente della Comunicazione Globale dei due brand. Il suo nuovo incarico, che prevede la responsabilità della Gestione Eventi per la regione Enlarged Europe, lo vedrà riportare a Eligio Catarinella, responsabile della Performance Marketing Regionale e degli Eventi per Stellantis.

Una strategia di continuità e rinnovamento

Il passaggio di consegne rappresenta un momento strategico per il gruppo Stellantis, che punta a rafforzare la comunicazione globale dei suoi marchi, mantenendo al contempo una forte attenzione alla coerenza dei messaggi e alla valorizzazione dei singoli brand sul mercato europeo e internazionale.

Con l’ingresso di Andrea Laura Siro Brigiano, Stellantis punta su un profilo giovane, dinamico e internazionale, in grado di innovare l’approccio alla comunicazione di Fiat e Abarth, proseguendo il lavoro di rafforzamento già avviato da Danilo Coglianese.

Nissan Micra 2025, sesta generazione elettrica

La nuova Nissan Micra arriverà in Italia entro la fine del 2025 - foto © Nissan

Design rinnovato, tecnologia evoluta e propulsione 100% elettrica.

La nuova Nissan Micra, attesa in Italia entro la fine del 2025, segna un’importante svolta per la casa giapponese e per il segmento B.

Una city car compatta ma spaziosa, elegante e soprattutto completamente elettrica, disponibile con due diverse batterie e un’autonomia fino a 408 chilometri. Un passo avanti decisivo nella strategia di elettrificazione di Nissan in Europa.

Un nuovo capitolo per la compatta Nissan

Con oltre 40 anni di storia e milioni di unità vendute, la Micra rappresenta un’icona dell’automotive compatto.

La sesta generazione abbandona definitivamente il motore termico per abbracciare una piattaforma elettrica dedicata, sviluppata nel contesto della strategia EV di Nissan che prevede il lancio di quattro nuovi modelli elettrici entro il 2027: Micra, Leaf, Juke e un inedito modello di segmento A.

Design ispirato ai SUV

Disegnata presso il Nissan Design Europe di Londra, la nuova Micra 2025 punta su linee semplici ma solide.

Il look si avvicina al mondo SUV con passaruota marcati, baricentro basso e cerchi da 18” disponibili nelle varianti Active, Iconic, Sport. I fari anteriori sporgenti e le luci posteriori LED a elementi circolari conferiscono identità visiva immediata.

La carrozzeria può essere personalizzata con 14 combinazioni cromatiche, includendo cinque tinte principali e due opzioni di tetto a contrasto.

Interni digitali e raffinati

L’abitacolo è progettato secondo principi di eleganza funzionale, con richiami stilizzati al Giappone come il profilo del Monte Fuji. Spiccano i due schermi da 10,1”: uno dietro al volante, l’altro touch centrale rivolto verso il guidatore. Finiture disponibili in tre varianti (Modern, Audacious, Chill), mentre l’illuminazione ambientale è configurabile in ben 48 colori.

Fino a 408 km di autonomia

Nissan Micra 2025 sarà proposta in due versioni elettriche. La prima con una batteria da 40kWh e una potenza di 90 kw e coppia 225 Nm. In questo allestimento l’auto pesa 1.400 kg e ha un’autonomia di 310 km (WLTP).

Sono 14 le personalizzazione della carrozzeria – foto © Nissan

La seconda ha una batteria di 52 kWh – potenza 110 kW e coppia 245 Nm – con un peso di 1524 kg e un’automnomia, sempre nel ciclo WLTP, di 408 km.

Entrambe offrono la ricarica rapida in CC (fino a 100 kW) che consente di passare dal 15% all’80% in circa 30 minuti. Le batterie sono raffreddate e riscaldate attivamente per garantire prestazioni costanti.

Grazie alla tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), la vettura può alimentare dispositivi esterni direttamente dalla batteria di trazione.

Prestazioni e comfort dinamico

Nonostante il look “robusto” la nuova Micra pesa solo 1.400 kg nella versione base. Questo, combinato con una piattaforma EV con pacco batterie basso, garantisce bilanciamento e maneggevolezza ottimi. Le sospensioni posteriori multi-link, rare nel segmento B, migliorano ulteriormente il comfort su strada.

Il guidatore può scegliere fra quattro modalità di guida. Comfort, equilibrio ottimale tra potenza, risposta e guida cittadina. Sport, coppia e potenza massime, sterzo più rigido. Eco, per una guida rilassata e ottimizzata nei consumi. E Perso, modalità personalizzabile in ogni parametro.

Inoltre, sono presenti e-Pedal e frenata rigenerativa modulabile, per massimizzare il recupero energetico.

Connettività con Google integrato

La nuova Micra è dotata di un ecosistema digitale avanzato, con Google integrato nel sistema infotainment. Google Maps, Google Assistant e accesso a Google Play sono di serie.

Grazie alla funzione In-Car Route Planning, il sistema calcola le soste di ricarica in tempo reale considerando l’autonomia e la topografia del percorso. La vettura supporta aggiornamenti OTA e connessioni Apple CarPlay – Android Auto. L’app NissanConnect Services permette inoltre di monitorare e controllare da remoto diversi parametri della vettura.

Sicurezza avanzata al top

La nuova Nissan Micra 2025 integra il pacchetto di sicurezza ProPilot Assist, che include il Cruise control adattivo, il mantenimento corsia e la frenata automatica d’emergenza. Completano la dotazione il riconoscimento stanchezza conducente, l’avviso e intervento angolo cieco l’allerta uscita sicura passeggeri, la frenata posteriore automatica e il rilevamento oggetti in movimento in retromarcia.

Un concentrato di innovazione

La nuova Nissan Micra 2025 offre innovazione tecnica, comfort, stile e sostenibilità. È progettata per clienti urbani e dinamici, ma con esigenze di autonomia e versatilità.

Con il passaggio alla trazione 100% elettrica, Micra entra nella nuova era della mobilità rimanendo fedele al proprio spirito agile e accessibile.

Il debutto commerciale in Italia è previsto a fine 2025. Un ritorno che promette di lasciare il segno.

Il muscolo e originale posteriore della vettura- foto © Nissan

Ecomotive Solutions a Hydrogen Expo 2025

Dal diesel dual fuel all’idrogeno rigenerativo, questa la visione di sistema di Ecomotive Solutions per la transizione energetica.

Ecomotive Solutions torna a Hydrogen Expo 2025 (aperto fino al 23 maggio a Piacenza) con una presenza ricca di contenuti tecnologici.

Allo stand A65-B84, l’azienda piemontese mette in mostra il risultato di importanti collaborazioni che mirano a rendere l’idrogeno una risorsa sostenibile, concreta e integrata.

Tra le novità più rilevanti, l’evoluzione del progetto “Diesel Dual Fuel AFS” sviluppato con Isotta Fraschini Motori, e la sinergia con Cavagna Group e la startup NexH2Gen, a testimonianza di un approccio sistemico alla filiera dell’H₂.

Specialista in sistemi elettronici per carburanti alternativi Ecomotive Solutions fa parte del Gruppo Holdim,

La transizione energetica parte dal motore

Al centro dell’esposizione Ecomotive c’è il sistema Diesel Dual Fuel AFS (Adaptive Fuel System) applicato a un motore IFM L1306C2, 6 cilindri marino.

Questa tecnologia consente l’utilizzo flessibile di diesel o HVO, miscelati con biometano, gas naturale o idrogeno verde, adattando in tempo reale la strategia di alimentazione.

Grazie all’accensione pilotata dal diesel e alla gestione elettronica avanzata, il sistema permette una sostituzione fino al 70% di biometano in condizioni stazionarie o fino al 50% di idrogeno.

Ciò consente una drastica riduzione delle emissioni di CO₂ fossile, sfruttando combustibili carbon-neutral.

Il progetto, nato da un Memorandum d’Intesa firmato nel 2024 tra Ecomotive e Isotta Fraschini Motori, ha superato la fase sperimentale ed è ora in fase di industrializzazione, dimostrando tempi di sviluppo rapidi e una solida cooperazione tecnica.

Una solida filiera dell’idrogeno

Lo stand Ecomotive accoglie anche due partner tecnologici che completano la visione integrata dell’azienda.

Cavagna Group (componentistica “Made in Italy” per l’H₂) è il partner industriale e azionista di minoranza di Ecomotive e presenta una gamma completa di componenti per la sicurezza e la gestione dell’idrogeno in mobilità e stoccaggio.

Tra questi le valvole multifunzionali per serbatoi (OTV), i dispositivi di scarico pressione TPRD, i regolatori e le valvole automatiche, componenti per impianti mobili e fissi

Tutti i prodotti sono conformi alle normative EC79 e UNECE R134, e rappresentano l’eccellenza italiana applicata al controllo dei gas.

Idrogeno rigenerativo da biomassa e scarti

La startup innovativa NexH2Gen porta in fiera una tecnologia proprietaria di produzione di idrogeno verde tramite Chemical Looping, basata su una variante moderna del processo “Steam-Iron”.

Questo sistema rigenerativo utilizza materiali nanostrutturati e consente la produzione in loco di H₂ da biomassa ligno-cellulosica o materiali di scarto, eliminando i problemi logistici legati al trasporto dell’idrogeno.

La collaborazione tra NexH2Gen ed Ecomotive prevede la realizzazione di un impianto pilota congiunto, che integrerà un piro-gassificatore Ecomotive con il reattore rigenerativo della startup.

Verso un futuro a zero emissioni

La partecipazione a Hydrogen Expo 2025 conferma l’approccio integrato di Ecomotive Solutions alla transizione energetica, che combina retrofit avanzati su motori diesel esistenti, tecnologie multi-fuel intelligenti, collaborazioni strategiche verticali e orizzontali nella filiera H₂, investimenti in tecnologie emergenti e decentralizzate.

Ecomotive Solutions continua a sviluppare tecnologie per carburanti alternativi, anche tramite i propri brand Autogas Italia, Bigas e Rail, mantenendo il proprio centro R&D a Serralunga di Crea (Alessandria). Dal 1991, il Gruppo Holdim promuove l’innovazione per una mobilità più efficiente e sostenibile.

Fiat Grande Panda Hybrid, il ritorno ibrido dell’icona urbana

La versione "La Prima" di Fiat Grande Panda Hybrid - foto © Auto Tecnica

Debutta Fiat Grande Panda Hybrid, la nuova compatta elettrificata progettata a Mirafiori.

Con questa vettura, il brand vuole scrivere un nuovo capitolo nel segmento europeo delle city car, segnando un ritorno strategico e ambizioso nel cuore della mobilità urbana accessibile.

Dopo il recente lancio della versione 100% elettrica, la variante ibrida è ora disponibile presso le concessionarie italiane ed europee, a un prezzo promozionale di 16.950 euro, con rottamazione e finanziamento Stellantis Financial Services Italia. Il listino ufficiale parte invece da 18.900 euro.

Fiat Grande Panda Hybrid – foto © Fiat

Il ritorno cool di Fiat sulla scena urbana

Basata sulla Smart Car Platform di Stellantis, la Grande Panda Hybrid è progettata e sviluppata interamente in Italia, presso il Centro Stile Fiat di Mirafiori.

Rappresenta il primo tassello di una nuova famiglia globale di modelli orientati a sostenibilità, accessibilità e innovazione.

La nuova Grande Panda segna il nostro ritorno con entusiasmo nel segmento B – ha spiegato Olivier François, CEO di Fiat, durante la conferenza stampa di presentazione della vettura – offrendo un’auto cool, accessibile, sostenibile e progettata per la mobilità urbana globale. Con la nuova Grande Panda vogliamo riportare il marchio a essere un punto di riferimento per volumi e semplicità”.

Olivier François durante la conferenza di presentazione della nuova vettura – foto © Auto Tecnica

François ha poi chiarito il motivo della scelta di Shaggy – e della sua mitica canzone Boombastic – come testimonial.

Noi la definiamo Pandastica – ha proseguito il CEO di Fiat – che significa allo stesso tempo romantica e fantastica. Romantica per il design, in quanto Panda è un’auto che non deve spiegarsi, una vera Fiat. Non è nostalgica, come magari la nostra 500 o la Renault 5, ma richiama segni iconici proiettati nel Ventunesimo secolo. E poi è fantastica perché creativa, fatta con materiali sostenibili, tutta italiana, al servizio di chi la usa tutti i giorni: cioè con le carte in regola per essere una protagonista del mercato. E infine è boombastic, perché è davvero una bomba in ogni aspetto: nel prezzo, nel traffico, nell’essere smooth, come la definisco io”.

Tecnologia ibrida intelligente per la città

La Grande Panda Hybrid monta il nuovo sistema mild hybrid T-Gen3, composto da un motore 3 cilindri 1.2 turbo da 110 CV, cambio automatico eDCT a doppia frizione a 6 rapporti, motore elettrico integrato da 21 kW, batteria al litio da 48V, inverter e centralina di gestione integrata.

Questa architettura consente funzionalità EV nei contesti urbani: grazie a specifiche impostazioni, è possibile muoversi fino a 1 chilometro in modalità completamente elettrica a velocità inferiori ai 30 km/h.

L’inconfondibile “lato B” di Fiat Grande Panda Hybrid – foto © Fiat

La strategia di combustione Miller Cycle e la frenata rigenerativa contribuiscono a ridurre i consumi e le emissioni di CO₂, che si attestano su 115 g/km WLTP per un consumo medio dichiarato di 5,4 l/100 km per l’allestimento Icon.

Il Miller Cycle è un ciclo termodinamico ideato da Ralph Miller nel 1957, evoluzione del ciclo Otto. Ritarda la chiusura della valvola di aspirazione durante la fase di compressione, riducendo così il rapporto di compressione effettivo rispetto a quello di espansione.

Spazio da segmento superiore

Pur misurando solo 3,99 metri in lunghezza, la Grande Panda Hybrid garantisce un’eccellente abitabilità per cinque passeggeri.

Le sue dimensioni (1,76 m di larghezza e 1,58 m di altezza) sono studiate per offrire equilibrio tra compattezza urbana e comfort interno, con un bagagliaio da 412 litri e soluzioni modulari di carico.

Il frontale è caratterizzato da numerose luci led – foto © Auto Tecnica

L’abitacolo riflette un design giovane e intelligente, con finiture colorate e materiali innovativi come il BAMBOX Bamboo Fiber Tex, un tessuto composto al 33% da fibre naturali di bambù. Tra i dettagli sostenibili spiccano anche 140 cartoni per bevande riciclati utilizzati per creare elementi in Lapolen Ecotek, una plastica riciclata blu metallizzata.

Pop, Icon e La Prima

Fiat propone tre configurazioni, ciascuna con un mix di tecnologia e stile.

La Pop ha climatizzatore manuale, cruscotto digitale da 10”, cambio eDCT, freno di stazionamento elettrico, smartphone station NFC con funzione Autolaunch, ADAS completi.

L’allestimento Icon ha in più l’infotainment da 10,25” con sei altoparlanti, luci full LED, e permette di richiedere pacchetti opzionali come Tech, Style e Winter.

Infine, “La Prima” è il top di gamma con tutti i pacchetti inclusi, cerchi da 17”, dettagli BAMBOX e finiture premium.

Sicurezza e connettività salgono a bordo

Su tutta la gamma sono presenti i principali sistemi di assistenza alla guida: Cruise Control e Speed Limiter, frenata automatica d’emergenza, Lane Keep Assist, Driver Attention Warning e avviso di apertura porte.

Gli interni dell’allestimento La Prima della nuova vettura – foto © Fiat

L’allestimento La Prima aggiunge anche sensori anteriori e telecamera posteriore.

La connettività è garantita dal cruscotto digitale da 10”, dal touchscreen da 10,25” e dal mirroring wireless.

Il sistema infotainment supporta Connect ONE (SOS, assistenza, report veicolo) e Connect PLUS, che aggiunge funzioni avanzate come Vehicle Finder e notifiche via app.

Spirito retro e moderno design italiano

Lo stile della nuova Grande Panda è una reinterpretazione contemporanea dell’iconica Panda anni Ottanta, con linee a cuneo, fari LED PXL ispirati ai videogiochi, e fanali posteriori cubici. Dettagli come il logo Fiat in rilievo e la scritta Panda 3D sulle portiere esprimono personalità e identità di marca.

La nuova Grande Panda segna il ritorno di Fiat nel segmento B – foto © Fiat

Le colorazioni ricalcano quelle della versione elettrica, mentre i numerosi accessori originali (oltre 100) consentono una personalizzazione totale, tra barre sul tetto, inserti colorati e finiture eco-compatibili.

Listino e promozione per il lancio

Come detto, il prezzo di listino parte da 18.900 euro, ma in l’Italia fino alla fine di maggio Grande Panda Hybrid è disponibile a partire da 16.950 euro con rottamazione e finanziamento Stellantis Financial Services Italia.

Abbiamo realizzato – ha concluso Olivier François – un’auto globale, smart e sostenibile, senza rinunciare alla nostra anima italiana. La Grande Panda Hybrid è la risposta concreta per rendere l’elettrificazione accessibile davvero a tutti”.

Sul prossimo numero di AutoTecnica la prova di Grande Panda Hybrid – foto © Auto Tecnica

Al via le prenotazioni in Italia per il nuovo Kia PV5

PV5 nelle versioni Cargo e Passenger - foto © Kia

Kia ha ufficialmente aperto le prenotazioni in Italia per il PV5, il primo modello della gamma PBV (Platform Beyond Vehicle) completamente elettrico.

Disponibile nelle versioni Passenger e Cargo, il PV5 si distingue per la sua flessibilità modulare e un’autonomia fino a 400 km, con ricarica ultraveloce, dal 10 all’80 per cento in meno di 30 minuti.

Le consegne sono previste per il quarto trimestre del 2025, con un prezzo di partenza di 31.850 euro IVA esclusa per la versione Cargo Business Mid Range e 38 mila euro per la versione Passenger 5 posti.

Un nuovo standard per i veicoli commerciali elettrici

Il PV5 è costruito sulla piattaforma E-GMP.S (Electric Global Modular Platform for Service), che consente una personalizzazione avanzata per diverse esigenze professionali e personali.

La versione Cargo offre un volume di carico tra 4 e 5,1 m³ e un’altezza della soglia posteriore di soli 419 mm, facilitando le operazioni di carico e scarico.

La compattezza di PV5, dallo stile inconfondibile – foto © AutoTecnica

Entrambe le versioni saranno disponibili con batterie da 51,5 kWh o 71,2 kWh, offrendo un’autonomia rispettivamente di circa 240 e 400 km.

Particolarmente interessanti le dimensioni: pur essendo lungo 4,7 metri, PV5 ha un’abitabilità e una capacità di carico superiore alla media del segmento. Infatti, grazie alla piattaforma progettata da Kia esclusivamente per modelli BEV, ha volante e posti anteriori posizionati molto più avanti – non c’è l’ingombro di cambio e motore – lasciando più spazio ai passeggeri o al carico.

Per quanto riguarda il Cargo, arriveranno in un secondo tempo la versione lunga 4,7 metri abbinata sia a 2,2 metri sia 1,9 di altezza. Inoltre, sempre per il Cargo sarà prevista anche una batteria da 43 kWh con 200 chilometri di autonomia, ideale per utilizzi su percorsi fissi e ripetitivi.

A proposito di ulteriori versioni in arrivo, nel 2026 la gamma Cargo sarà completata nel primo trimestre dal cabinato, mentre gli allestimenti più alti e lunghi e con batteria da 43 kWh saranno disponibili tra il terzo e quarto trimestre.

Invece, al Passenger 5 posti (per ora l’unico prenotabile) nel secondo e terzo trimestre del prossimo anno si aggiungeranno le versioni 6 e 7 posti, oltre all’allestimento per il trasporto dei disabili.

Una nuova business strategy per Kia

Alla presentazione statica di PV5, l’amministratore delegato di Kia Italia Giuseppe Bitti, ha illustrato brevemente l’ingresso del marchio nel settore dei veicoli commerciali.

Linee morbide e aggressività a braccetto – foto © AutoTecnica

Questo modello – ha spiegato – annuncia una nuova business strategy che permetterà a Kia di superare i 4 milioni di immatricolazioni globali nel 2030. Il market share raggiungerà il 4,5% con un obiettivo di vendite piuttosto ambizioso: 1 milione 260mila immatricolazioni di vetture BEV e circa 250mila PBV”.

Lo scenario in cui i costruttori si troveranno a competere vedrà un aumento della domanda di servizi di mobilità con nuovi protagonisti nel settore veicoli commerciali, come appunto Kia.

Inoltre, ci sarà una forte pressione per ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli mentre la crescente urbanizzazione porterà a una richiesta di veicoli più compatti, connessi e sostenibili.

L’inizio delle vendite di PV5 – ha proseguito Bitti – rappresenta una pietra miliare non solo per la nostra visione sui PBV, ma anche per la strategia più ampia di Kia per promuovere l’elettrificazione in tutta Europa. Grazie all’estrema versatilità e al basso costo complessivo, PV5 vuole essere un nuovo punto di riferimento nel segmento dei veicoli commerciali leggeri elettrici”.

Versatilità e innovazione

PV5 è più di un semplice veicolo elettrico, in quanto Kia lo ha progettato per rimodulare il concetto di mobilità.

Dalle funzionalità digitali alle configurazioni adattive e alla connettività intelligente, PV5 si propone come una soluzione dinamica e innovativa sia per i piccoli imprenditori sia per i gestori di flotte.

Il PV5 è progettato per adattarsi a diverse applicazioni, tra cui logistica urbana, ride sharing e piccole imprese. La versione Chassis Cab, prevista più avanti, offrirà ulteriori possibilità di personalizzazione, come la trasformazione in camper o veicolo per le consegne.

PV5 è dotato di un sistema di infotainment con display da 12,9 pollici e funzionalità avanzate di assistenza alla guida (ADAS), garantendo sicurezza e comfort per conducente e per passeggeri.

Con il lancio di PV5, Kia segna un passo significativo verso la mobilità elettrica nel settore dei veicoli commerciali. La combinazione di flessibilità, autonomia e tecnologie avanzate lo rende una soluzione ideale per le esigenze di trasporto moderne.

E la versione Passenger è la scelta giusta per quei clienti che apprezzavano i monovolume e possono ora valutare l’acquisto di un veicolo più corto, più funzionale e sicuramente più rispettoso dell’ambiente.

Il frontale di PV5 è caratterizzato dallo stile delle luci che si abbina alla funzionalità del paraurti in tre parti – foto © AutoTecnica

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