
A pochi chilometri da Torino esiste un luogo dove le automobili vengono distrutte per salvare vite reali.
È il Centro Sicurezza di Stellantis a Orbassano, una delle strutture più avanzate al mondo per lo sviluppo della sicurezza passiva e attiva.
Questo centro nel 2026 celebra mezzo secolo di attività tra crash test, simulazioni virtuali e ingegneria strutturale evoluta.
Un traguardo simbolico, ma anche estremamente concreto.
Sono infatti oltre 24mila i crash test effettuati dal 1976 a oggi, con una capacità attuale che può raggiungere fino a 1.000 prove l’anno tra test fisici e simulazioni digitali.
Dalla deformazione programmata delle scocche degli anni Settanta alla simulazione predittiva basata su modelli digital twin e analisi multi-body, la celebrazione di questo anniversario è anche la fotografia di una trasformazione tecnologica radicale.
Un laboratorio globale per la sicurezza automotive
Fondato appunto nel 1976, il Centro Sicurezza Stellantis si sviluppa oggi su una superficie di circa 110mila m² e impiega oltre 100 specialisti, al lavoro su test fisici integrati con ingegneria virtuale avanzata.
L’infrastruttura comprende quattro piste di prova con altrettanti punti di impatto, capaci di simulare scenari complessi come per esempio impatti frontali, urti laterali dinamici, ribaltamenti, impatti con pedoni, test di resistenza del tetto e verifiche sui sistemi di ritenuta.

Grazie a queste capacità, i veicoli possono essere validati secondo oltre 175 standard di sicurezza internazionali, un requisito fondamentale per l’omologazione globale dei modelli.
La nuova frontiera dell’ingegneria
Il valore tecnologico del centro non si limita alla spettacolarità delle prove distruttive.
L’aspetto più innovativo è l’integrazione tra test fisici e simulazione virtuale ad alta fedeltà.
Il laboratorio utilizza sistemi avanzati di acquisizione dati, tra cui 13 telecamere mobili computerizzate orientate sul punto d’impatto, riprese ad alta velocità del sottoscocca, fino a cinque telecamere installabili a bordo veicolo, sensori accelerometrici multi-assiali, modelli FEM per simulazioni strutturali.
Queste tecnologie consentono di replicare digitalmente qualsiasi scenario di incidente, riducendo tempi di sviluppo e costi di validazione senza compromettere la precisione ingegneristica.
Un approccio che conferma come la sicurezza moderna non sia più soltanto un problema di resistenza dei materiali, ma un sistema complesso.
Questo sistema interessa diversi aspetti, come la progettazione strutturale multi-materiale, il comportamento dinamico delle masse, la calibrazione degli airbag multi-stage, gli algoritmi ADAS di prevenzione incidente e l’interazione tra elettronica e meccanica.
Il Centro Sicurezza di Orbassano in sintesi
| anno di fondazione | 1976 |
| superficie | 110.000 m² |
| crash test totali | oltre 24.000 |
| test annui | fino a 1.000 |
| piste di prova | 4 |
| punti di impatto | 4 |
| standard certificabili | oltre 175 |
| personale | oltre 100 tecnici |
| tecnologie chiave | simulazione virtuale, high speed imaging, FEM |
Un ecosistema globale di competenze
Il Centro Sicurezza di Orbassano non opera in modo isolato, ma fa parte di una rete internazionale che include strutture Stellantis analoghe a Belchamps (Francia), Chelsea Michigan (USA) e Betim (Brasile).
Questa distribuzione consente di adattare lo sviluppo dei veicoli alle diverse normative regionali e agli scenari reali di utilizzo.
È un aspetto molto importante in un contesto in cui la sicurezza deve confrontarsi con nuove variabili, come architetture elettriche ad alta tensione, batterie strutturali, ADAS obbligatori, cybersecurity del veicolo, guida assistita di livello crescente.
La sicurezza come processo continuo
La storia del centro Stellantis dimostra come la sicurezza automotive non sia mai un traguardo definitivo, ma un processo evolutivo.

Se negli anni Settanta l’obiettivo principale era preservare l’abitacolo durante un impatto, oggi la sfida consiste nell’evitare l’incidente attraverso sensori, radar, lidar e sistemi di assistenza alla guida.
In questo scenario, il crash test resta un momento fondamentale di verifica empirica, ma viene sempre più affiancato da modelli matematici e simulazioni predittive.
L’ingegneria invisibile che salva vite
Il paradosso della sicurezza automobilistica è che il suo successo si misura in ciò che non accade, ossia incidenti evitati e vite salvate senza clamore.
Da cinquant’anni, il Centro Sicurezza di Orbassano lavora proprio su questo confine sottile tra fisica e responsabilità sociale.
Ogni deformazione controllata della scocca, ogni millisecondo guadagnato nell’apertura di un airbag, ogni algoritmo che anticipa un impatto rappresenta un passo verso un’idea di mobilità più consapevole.
In un’epoca in cui l’automobile si trasforma in piattaforma software-defined, la sicurezza continua a restare una disciplina profondamente ingegneristica, dove la complessità non è un limite, ma lo strumento per proteggere l’essenziale: la vita umana.

















