martedì 28 Aprile 2026 - 23:20:49

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La Formula E sbarca a Shanghai con un doppio E-Prix

Il circuito di Shanghai è lo stesso della Formula 1 - foto © Formula E

Il Campionato Mondiale ABB FIA Formula E 2024-2025 si prepara a vivere il doppio appuntamento dello Shanghai E-Prix

In programma il 31 maggio e il 1° giugno, si tratta del ritorno su uno dei tracciati più iconici della scena asiatica, con novità tecniche e un campionato piloti che potrebbe riaprirsi dopo il dominio iniziale di Oliver Rowland e della sua Nissan che ha 161 contro gli 84 del secondo in classifica, Pascal Werhlein su Porsche.

La massima espressione della mobilità elettrica

Le monoposto Gen3 Evo portano in pista un livello tecnologico mai visto prima nella storia della Formula E.

Con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 1,86 secondi, queste vetture stabiliscono nuovi standard di efficienza e prestazioni.

Lo Shanghai E-Prix rappresenta la prima occasione per vederle in azione sul suolo cinese, promettendo spettacolo e strategia ad alto livello.

La sfida Gen3 Evo in terra cinese

Il circuito internazionale di Shanghai, tradizionalmente utilizzato dalla Formula 1, viene adattato per esaltare le qualità delle monoposto elettriche.

La configurazione mantiene la sua classica forma a “” (shang), simbolo cinese che significa “ascesa”, e si prevede offrirà opportunità di sorpasso e battaglie ruota a ruota, complici anche le nuove strategie di gara.

L’attuale stagione di gare ha introdotto una vera rivoluzione regolamentare, il Pit Boost. Durante la gara i piloti potranno effettuare un breve pit stop per ottenere un boost di potenza, simile al concetto del pit stop strategico di altre serie. In questo contesto, la gestione del timing del boost si preannuncia cruciale, soprattutto su un tracciato tecnico come quello di Shanghai.

Piloti da tenere d’occhio

Oltre al leader del campionato, alcuni nomi meritano particolare attenzione per il weekend cinese. Antonio Félix da Costa (TAG Heuer Porsche) è il vincitore a Shanghai nel 2024, ha un feeling particolare con il tracciato e – terzo in classifica mondiale – deve assolutamente recuperare punti in classifica.

Sébastien Buemi (Envision Racing), forte in passato di due vittorie in Cina, è uno specialista dei circuiti cittadini asiatici e dopo un lungo periodo è tornato alla vittoria nell’E-Prix di Monaco a inizio maggio. Jake Hughes (Maserati) che dopo l’ottimo campionato dell’anno scorso, quest’anno non ha ancora ottenuto risultati positivi, a parte un podio.

Cultura, stile e innovazione

L’evento cinese non è solo motorsport. Formula E ha presentato trofei esclusivi ispirati alla cultura cinese e una colonna sonora originale dedicata alla tappa di Shanghai, a testimonianza di come lo sport elettrico miri a fondere spettacolo e identità locale in ogni appuntamento del calendario.

Il doppio E-Prix di Shanghai promette due gare avvincenti, grazie alla tecnologia Gen3 Evo, alla nuova regola del Pit Boost e a una classifica piloti che, per chi è dietro, non lascia spazio a calcoli. Tecnologia, strategia e cultura si fondono in un weekend che potrebbe riaprire (o almeno cercare di farlo) le sorti del campionato 2024/2025.

Una fase della gara dello scorso anno – foto © Formula E

Vacanze Sicure 2025: controllate gli pneumatici

vacanze sicure 2025

Questa iniziativa è uno dei frutti della collaborazione tra Polizia di Stato e Assogomma, Federpneus che da anni si pone come obiettivo la sicurezza degli automobilisti attraverso attività di sensibilizzazione e promozione della cultura della sicurezza stradale.

Una sinergia tra pubblico e privato che rappresenta un modello virtuoso di cooperazione istituzionale al servizio degli automobilisti.

vacanze sicure 2025

Tra le iniziative di maggior impatto svolte in questi anni citiamo:

  • “Vacanze Sicure” (dal 2003): campagna di informazione per un controllo preventivo dei pneumatici prima delle partenze estive.
  • “Inverno in Sicurezza”: eventi e campagne informative dedicati all’equipaggiamento invernale per affrontare in sicurezza il periodo invernale
  • Eventi dinamici, organizzati in pista riproducendo contesti reali, per dimostrare che la sicurezza stradale è direttamente collegata al tipo e alle condizioni di efficienza dei pneumatici montati.
  • Materiali informativi tematici: distribuiti tramite gommisti e rappresentanze dei vari stakeholder per un corretto equipaggiamento stagionale ed una manutenzione periodica.
  • Le attività di controllo sui punti vendita finalizzati al rispetto delle normative di riferimento.
  • La formazione periodica dei rivenditori specializzati e degli utilizzatori di pneumatici attraverso pubblicazioni, Q&A, ecc. riportate sul sito www.pneumaticisottocontrollo.it

Le attività di sensibilizzazione avviate congiuntamente, hanno contribuito in modo significativo ad incrementare l’attenzione dei conducenti rivolta al mantenimento delle condizioni di sicurezza di tali dispositivi.

Se in passato l’importanza attribuita agli pneumatici per la sicurezza era marginale, oggi questo componente è considerato uno dei primi 3 dispositivi di sicurezza attiva, insieme a freni e cinture.
Non è un caso che le sanzioni per questi 3 prodotti siano di entità tripla rispetto a qualunque altro prodotto non conforme montato su un veicolo.

Vacanze Sicure 2025: si parte!

La nuova edizione della campagna Vacanze Sicure 2025 prende il via con il coinvolgimento di cinque Compartimenti della Polizia Stradale: Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Regioni strategiche per traffico sia locale che di attraversamento tra nord e sud, est e ovest del Paese.
Il progetto si è avviato con un’intensa fase formativa in aula, dedicata agli operatori della Polizia Stradale che saranno poi impegnati nei controlli su strada. I temi trattati durante i corsi includono:

  • Marcature e normativa degli pneumatici
  • Danneggiamenti e usure anomale
  • Equipaggiamento misto

Ogni anno, a rotazione, vengono coinvolti nuovi compartimenti, permettendo così una diffusione capillare delle competenze. Dal 2003 ad oggi sono stati formati oltre 10.000 agenti su tutto il territorio nazionale.

vacanze sicure 2025

I controlli: oltre 10.000 verifiche su strada

Nei mesi di aprile e maggio, le pattuglie della Polizia Stradale effettuano controlli mirati sugli pneumatici, grazie all’uso di spessimetri professionali e schede di rilevazione fornite da Assogomma e Federpneus. Gli elementi analizzati comprendono:

  • Conformità delle marcature rispetto al libretto
  • Equipaggiamento stagionale corretto (estivo o invernale)
  • Presenza di danneggiamenti visibili o usura irregolare
  • Profondità del battistrada (limite legale 1,6 mm)
  • Scadenza della revisione

Anche la corretta pressione degli pneumatici, spesso colpevolmente trascurata dagli automobilisti, è un parametro importante per la sicurezza, di facile controllo. Facile non significa superficiale: l’operazione richiede manometri tarati e precisi e per questo è consigliabile eseguire i controlli presso il proprio gommista di fiducia anziché, ad esempio, alle colonnine presenti in talune stazioni di servizio.

Vacanze Sicure 2025: controlli e consigli per una guida sicura

Prima di un viaggio – che sia per un ponte primaverile, una gita fuori porta o le vacanze estive – è fondamentale verificare lo stato degli pneumatici. Ecco i consigli di Assogomma e Federpneus:

  • Affidarsi a un rivenditore specialista: per avere un servizio professionale e accurato
  • Controllare il battistrada: spessore minimo per legge 1,6 mm (auto e mezzi pesanti), 1,00 mm (motocicli) e 0,5 mm (ciclomotori)
  • Verificare la pressione: da controllare a freddo, seguendo le indicazioni riportate nel libretto d’uso e manutenzione del veicolo
  • Ispezionare visivamente i pneumatici: tagli, crepe, rigonfiamenti sono l’anticamera di un possibile cedimento strutturale (scoppio)
  • Controllare l’equipaggiamento stagionale: dopo il 15 maggio è obbligatorio passare a pneumatici estivi se si montano pneumatici invernali con codici di velocità più bassi rispetto a quelli riportati in carta di circolazione.

Santo Puccia, Direttore del Servizio Polizia Stradale

Ogni aspetto che influisca sulla sicurezza stradale non va trascurato: guidare con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi a quanto previsto dalla normativa, espone i conducenti a rischi elevati e costituisce un gesto di irresponsabilità che si  ripercuote negativamente su tutto il sistema della circolazione, di cui tutti siamo  parte integrante”. 

vacanze sicure 2025
Santo Puccia, Direttore del Servizio Polizia Stradale

“Gli strumenti che abbiamo a disposizione per contrastare questa tendenza passano attraverso un impegno a 360 gradi nella prevenzione, nei controlli, nell’informazione, per promuovere un nuovo approccio culturale di legalità sulle strade“.

Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma

Dare attenzione ai pneumatici è un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri non solo in termi

Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma.

ni di sicurezza stradale ma anche di attenzione all’ambiente. Dopo oltre vent’anni diattività congiunta con la Polizia Stradale, possiamo dire che Vacanze Sicure ha contribuito in modo concreto a cambiare la percezione degli automobilisti italiani: oggi lo pneumatico è finalmente riconosciuto come uno dei principali dispositivi di sicurezza attiva. Richiede un pizzico di manutenzione e soprattutto la giusta aria in pressione per partenze non solo intelligenti, ma soprattutto sicure”.

ULTRALEGGERA. Marcello Gandini ricordato al MAUTO

marcello gandini

A un anno dalla scomparsa di Marcello Gandini (1938–2024), il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile – celebra il genio rivoluzionario del maestro del car design con la mostra ULTRALEGGERA.

A design journey with Marcello Gandini between Italy and Qatar corredata da una Summer School di quattro giorni, pensata per un pubblico ampio e trasversale, non limitato ai soli professionisti del settore.

La mostra – nata dalla collaborazione con Qatar Auto Museum (QAM) e Virginia Commonwealth School of the Arts in Qatar (VCUarts) – è a cura di Marzia Gandini e Simone Carena, docente in VCUarts Quatar e ideatore del progetto.

Ospitata nella Project Room del Museo dal 20 giugno al 31 agosto 2025, l’esposizione mette in relazione disegni e prototipi di Marcello Gandini con i progetti degli studenti di VCUarts Qatar che, dal suo lavoro sempre innovativo e contemporaneo, si sono lasciati ispirare.

Gandini è universalmente riconosciuto come uno degli innovatori più audaci del design automobilistico: dalla sua matita sono nate dream car leggendarie come Lamborghini Miura, Marzal, Lancia Stratos, Alfa Romeo Carabo e Montreal.

Progetti rivoluzionari non solo per il loro impatto estetico, ma anche per la visione ingegneristica e tecnologica.

ULTRALEGGERA propone una selezione di disegni, bozzetti e modellini originali di Gandini, affiancati da opere realizzate dagli studenti coinvolti nel progetto al fine di esplorare il tema del movimento non solo fisico ma culturale e creativo, aprendo nuove prospettive e favorendo connessioni tra tradizione e innovazione.

Il progetto si configura come un’esperienza itinerante, capace di raccontare il pensiero progettuale di Gandini e la sua attualità per le nuove generazioni di creativi.

marcello gandini

Dal 18 al 21 giugno 2025

La mostra sarà accompagnata dalla ULTRALEGGERA Summer School – dal titolo Il design delle idee – realizzata in collaborazione con il Politecnico di Torino, lo Studio Marcello Gandini e Pinacoteca Agnelli.

Il programma propone quattro giornate di incontri teorici e laboratori pratici, rivolti a designer, architetti, ingegneri, progettisti – ma anche a tutti coloro che sono a vario titolo interessati alle connessioni tra estetica, innovazione e mobilità.

Una occasione unica per incontrare il pensiero di Marcello Gandini attraverso la voce di docenti, designer e professionisti che, con lui, hanno collaborato.

Gli incontri – che si svolgeranno tra la sede del Museo, il Politecnico di Torino e lo Studio Marcello Gandini ad Almese (TO) – mirano a esplorare le sfide legate alle professioni creative di oggi, dai designer agli architetti, agli ingegneri e progettisti.

A partire dal processo creativo e di pensiero che ha connotato la ricerca di Gandini, i partecipanti potranno sperimentare le modalità di concezione di un’idea, a partire dall’uso della matita e del foglio bianco, in un’esperienza che privilegia gli strumenti analogici, come carta, origami,  modellazione  plastica.

I  manufatti  prodotti  troveranno  posto  all’interno  della mostra ULTRALEGGERA.

Completano il progetto quattro video-lezioni inedite registrate nel 2023, nate da alcune conversazioni tra Marcello Gandini e Simone Carena.

Oggi rappresentano un prezioso patrimonio formativo, rivolto alle nuove generazioni, per riflettere sul potere dell’idea originale e sul valore del gesto creativo.

Marcello Gandini in tre pensieri

Utilizzate la tecnologia per quello che è, ovvero un mezzo per mettere in pratica delle idee”.

“Ma non smettete di scrivere, disegnare, fare calcoli, creare schizzi su carta”.

“Se non c’è un’idea originale, nessun prodigio tecnologico la può creare al vostro posto”.

PAGID, componenti di qualità per impianti frenanti, anche per l’aftermarket

pagid

TMD Friction è tra i principali protagonisti nel campo delle tecnologie destinate ai componenti d’attrito impiegati nei sistemi frenanti di primo impianto.

L’azienda, infatti, è specializzata nella progettazione e produzione di pastiglie freno e guarnizioni per freni a tamburo, destinate a un’ampia varietà di veicoli, dai passeggeri ai commerciali.

Innovazione e qualità certificata hanno fatto scegliere TMD Friction come partner sia da molti Carmaker sia da importanti operatori nell’aftermarket.

Il portafoglio di TMD Friction comprende sia soluzioni OEM sia una vasta offerta di marchi per il mercato indipendente.

In Italia, il gruppo è già presente con brand di riferimento come Textar, Don, Mintex e Bendix.

pagid

 

Arriva il marchio PAGID

Nel 2025, il portafoglio internazionale TMD si arricchirà con l’espansione strategica di Pagid, brand orientato alle alte prestazioni e disponibile in OEM e solo nel Regno Unito e Irlanda anche in aftermarket.

Nel corso dell’anno, Pagid sarà distribuito direttamente ai distributori IAM a livello globale, Italia inclusa, attraverso la solida rete internazionale di TMD Friction.

Questa operazione mira a migliorare la disponibilità dei prodotti, garantendo tempi di consegna ridotti e un servizio clienti potenziato.

Pagid rappresenta l’eccellenza OE nelle soluzioni frenanti ad alte prestazioni, grazie a un’offerta che include oltre 3.600 articoli tra pastiglie, dischi, tamburi e accessori.

La gamma copre un ampio spettro di veicoli: dalle city car ai veicoli elettrici, dai veicoli commerciali leggeri alle auto da corsa.

Il marchio è inoltre protagonista nel motorsport tramite Pagid Racing ed Pagid Street +.

Oltre alle performance elevate, Pagid è riconosciuto per l’eccellente comfort in frenata, la durata superiore e l’affidabilità costante in ogni condizione d’uso.

pagid

Ogni componente è progettato per integrarsi perfettamente con il sistema frenante del veicolo, garantendo massima sicurezza e controllo.

Il marchio si distingue anche per il forte investimento in ricerca e sviluppo, con un focus continuo su tecnologie innovative e sostenibili.

Grazie alla fornitura diretta da parte di TMD Friction, i clienti IAM potranno ora accedere ai prodotti Pagid beneficiando dell’infrastruttura logistica altamente automatizzata dell’azienda, sinonimo di efficienza e velocità.

Questa scelta strategica risponde alla crescente domanda nel segmento premium, rafforzando la posizione di TMD Friction come fornitore globale d’eccellenza nel settore frenante.

A390, la sportività elettrica secondo Alpine

Il frontale della A390 presenta una firma luminosa LED, la “Cosmic Dust” - foto © Alpine

Alpine presenta la A390, una fastback elettrica a cinque porte che unisce l’eleganza del design francese alla potenza di un’architettura tri-motore.

Con una potenza fino a 470 CV e un’autonomia dichiarata di 555 km, la A390 rappresenta un nuovo capitolo nella storia del marchio, combinando prestazioni elevate con versatilità quotidiana.

Design in equilibrio tra heritage e innovazione

La Alpine A390 si distingue per le sue linee fluide e dinamiche, ispirate alla leggendaria A110.

Il frontale presenta una firma luminosa composta da triangoli LED, detta “Cosmic Dust”, che si anima all’avvicinarsi del conducente. Con 4.615 mm di lunghezza, 1.885 di larghezza e 1.532 di altezza, la A390 offre una presenza su strada imponente ma raffinata.

Comfort per cinque passeggeri

L’abitacolo della A390 è progettato per offrire un’esperienza di guida coinvolgente senza sacrificare il comfort.

I sedili sportivi Alpine Sport Seat, rivestiti in Alcantara con inserti in carbonio, garantiscono supporto e comodità. Il cruscotto digitale da 12,3 pollici e il display centrale da 12 pollici offrono un’interfaccia intuitiva, il volante in pelle Nappa blu integra comandi per le modalità di guida, la funzione Overtake e il launch control.

Tecnologia tri-motore e torque vectoring

La A390 è equipaggiata con tre motori elettrici: uno anteriore e due posteriori, che forniscono trazione integrale e una potenza massima di 470 CV (versione GTS) o 400 CV (versione GT).

La A390 è equipaggiata con tre motori elettrici, uno anteriore e due posteriori – foto © Alpine

Il sistema Alpine Active Torque Vectoring gestisce la distribuzione della coppia tra le ruote posteriori, migliorando l’agilità e la precisione in curva.

Prestazioni senza compromessi

La batteria agli ioni di litio da 89 kWh, sviluppata da Verkor, offre un’autonomia fino a 555 km secondo il ciclo WLTP.

La ricarica rapida fino a 190 kW consente di passare dal 15% all’80% di carica in meno di 25 minuti, garantendo tempi di inattività ridotti.

Produzione e disponibilità

La Alpine A390 sarà prodotta nello stabilimento di Dieppe, in Francia, e rappresenta il secondo modello della gamma elettrica “Dream Garage” del marchio, dopo la A290. L’arrivo nelle concessionarie è previsto per la fine del 2025.

Il posteriore fluido e dinamico della A390 – foto © Alpine

Antonio Filosa nominato nuovo CEO di Stellantis

Il nuovo CEO di Stellantis, Antonio Filosa - foto © Stellantis

Stellantis ha scelto Antonio Filosa come nuovo CEO.

La decisione, presa all’unanimità dal consiglio di amministrazione dopo un lungo processo di selezione, segna un punto di svolta nella strategia del gruppo italo-americano per affrontare le sfide della transizione energetica e dell’evoluzione industriale.

Una nomina strategica in un momento chiave

Il consiglio di amministrazione di Stellantis, riunitosi nella notte italiana, ha nominato Antonio Filosa nuovo amministratore delegato del gruppo.

Il dirigente napoletano, 52 anni, assumerà ufficialmente l’incarico a partire dal 23 giugno 2025, in seguito a una convocazione straordinaria dell’assemblea degli azionisti.

Filosa prende il posto lasciato vacante da Carlos Tavares, dimessosi a dicembre, e lo fa dopo un percorso interno e internazionale che ne ha consolidato la reputazione come uno dei manager più completi e competenti all’interno del panorama automotive globale.

Un percorso professionale nel Gruppo

Antonio Filosa ha iniziato la propria carriera in Fiat, costruendo un profilo tecnico e manageriale fortemente orientato alla produzione e allo sviluppo industriale. In oltre 25 anni di attività, ha ricoperto ruoli chiave in Sud e Nord America, due aree strategiche per Stellantis, soprattutto in questa fase di ridefinizione del modello di business.

Durante il suo mandato come CEO per il Sud America, ha riportato Fiat al vertice del mercato e promosso in modo deciso l’espansione di Jeep, Peugeot, Citroën e Ram.

È noto per aver guidato lo sviluppo dello stabilimento di Pernambuco, tra i più importanti poli industriali del Sud America, da cui è partita la produzione locale di Jeep, oggi primo mercato del brand al di fuori degli Stati Uniti.

L’esperienza americana: razionalizzazione e rilancio

Nel suo attuale ruolo di CEO per le Americhe, assunto a dicembre 2024, Filosa ha avviato una profonda riorganizzazione delle attività nordamericane.

Tra le sue azioni la razionalizzazione delle scorte nei concessionari, la ristrutturazione del management regionale, il lancio di nuove linee prodotto e propulsori, il rafforzamento del dialogo con fornitori, sindacati e rete commerciale.

Uno degli ultimi successi operativi è rappresentato dal lancio del Jeep Avenger, che ha raccolto consensi positivi in termini di vendite e posizionamento strategico nel segmento B-SUV.

Le motivazioni del consiglio di amministrazione

La profonda conoscenza che Antonio ha della nostra azienda – ha dichiarato John Elkann, presidente di Stellantis – comprese le persone che considera il nostro punto di forza, e del nostro settore, lo rendono perfettamente preparato per il ruolo di CEO in questa nuova fase di sviluppo”.

Anche Robert Peugeot, vicepresidente, ha sottolineato la scelta come “naturale”, mettendo in evidenza la leadership collaudata e la capacità di affrontare le dinamiche complesse del settore automotive globale.

Un pensiero condiviso anche da Nicolas Dufourcq, CEO della Banque Publique d’Investissement (Bpifrance), che ha definito Filosa “l’uomo giusto per guidare Stellantis nella transizione industriale e tecnologica del settore”.

Le dichiarazioni di Antonio Filosa

È per me un grande onore essere nominato CEO di questa fantastica azienda – ha dichiarato Filosa – Sono grato al nostro presidente e al consiglio di amministrazione per la fiducia. Il nostro successo futuro si basa sulla forza dei nostri marchi, sull’innovazione continua e sulla straordinaria competenza delle nostre persone”.

Filosa ha poi ricordato l’eredità dei brand del gruppo e l’importanza dell’eccellenza operativa come leva per affrontare le prossime sfide, dal consolidamento elettrico alla digitalizzazione dei processi produttivi e dell’esperienza cliente.

Una nuova fase per Stellantis

Con la nomina di Filosa, Stellantis apre un nuovo capitolo orientato al consolidamento nei mercati chiave e alla transizione tecnologica verso la mobilità sostenibile. La scelta di un manager interno, ma con esperienza internazionale e visione strategica, conferma la volontà di proseguire nel solco della trasformazione industriale tracciata negli ultimi anni, ma con un forte ancoraggio alla cultura operativa e produttiva del gruppo.

La pagella del GP di Monaco

Photo: McLarenF1/X

MCLAREN 10

Photo: McLarenF1/X

Al via di ogni Gran Premio è pressoché scontato che i papaya (che a questo giro erano vestiti di bianco) scendano in pista per vincere. A Montecarlo però l’esito non è mai scontato. In più questa volta c’era l’incognita delle due soste obbligatorie che hanno movimentato la corsa senza però incidere granché sull’ordine d’arrivo. Come spesso accade a Montecarlo conta la posizione sulla griglia di partenza. Lando Norris, che ha vinto la corsa (10 e lode), aveva battuto Charles Leclerc di 109 millesimi in qualifica e ha costruito la vittoria proprio grazie alla pole di sabato e a una decisa difesa alla prima curva. Norris sta vivendo un momento delicato, la sua auto è a dir poco spaziale, ma è spaziale anche il suo compagno Oscar Piastri (voto 8) che grazie al terzo posto resta in testa al Mondiale. Nel paddock cominciava a consolidarsi l’idea (forse solo un pregiudizio) che Piastri avesse il carisma del vincente e Norris lo stigma del perdente. Prendersi il GP più prestigioso dell’anno serve a spazzare via ogni idea preconcetta e a tirare un grande sospiro di sollievo.

FERRARI 8,5

Photo: Ferrari.com

La vittoria a Montecarlo sarebbe stata possibile se sabato Charles Leclerc fosse riuscito a conquistare la pole. Invece il monegasco, di fronte al suo pubblico e al suo Principe Alberto, ha dovuto accontentarsi della piazza d’onore, tanto in qualifica quanto in gara. E tuttavia, per come sta andando la Ferrari in questo primo scorcio di stagione, un piazzamento di questo tipo è grasso che cola. Charles (voto 10) ci ha messo tutto quel che aveva sin dalle libere di venerdì, forse avrebbe meritato di più. Hamilton (voto 7,5) ha pagato a caro prezzo la penalità in griglia inflittagli per aver ostacolato Verstappen in qualifica, ma difficilmente avrebbe potuto fare meglio di Leclerc. Tuttavia non bisogna caricare la buona prestazione monegasca di significati che non ha: a Montecarlo non si sorpassa, l’aerodinamica conta meno, le Safety Car (che quest’anno non si sono viste) possono esser decisive, la track position è cruciale. A Barcellona, su una pista tecnicamente molto esigente, la musica potrebbe essere diversa, la Ferrari rischia di tornare sui livelli noti. Vero che la McLaren dovrà rinunciare a una piccola parte del suo vantaggio in virtù della Direttiva Tecnica 39 (che irrigidisce le ali anteriori), ma non immaginiamoci stravolgimenti che non ci saranno. Quello colto dalla Ferrari è comunque il miglior risultato stagionale per la mediocre monoposto di quest’anno, in attesa di cambiamenti più marcati che potrebbero arrivare da Silverstone. È già qualcosa.

RED BULL 7

La squadra cresce poco alla volta, ma la differenza può farla soprattutto Verstappen (voto 7) che per come si è messa la gara non ha potuto dare libero sfogo al suo talento. Nella mediocrità Tsunoda (voto 5,5) che è stato incolpevolmente tamponato da Gasly e per questo ridotto a semplice comparsa.

RACING BULLS 8

I cugini italiani della Red Bull sono stati i primi a capire come sfruttare l’obbligo delle due soste, merito (anche) di Laurent Mekies, lunga esperienza a Maranello (ma non lo si poteva trattenere, visto che le sue qualità non si scoprono oggi?). Si può discutere sulla decisione di introdurre il doppio pit stop, probabilmente non è stata la trovata migliore degli ultimi anni. Ma, stante la regola, a Faenza l’hanno interpretata per primi e alla grande. Per quanto attiene Isack Hadjar (voto 9) è evidente che sia nata una stella: quanto brillerà e quanto a lungo lo si vedrà nel tempo. Bravo anche Liam Lawson (voto 7) che arrivava da qualche prova mediocre e che è andato a punti.

HAAS 7,5

Esteban Ocon (voto 7.5) ottimo, molto concreto. Così come concreta è tutta la squadra americana made in Ferrari (chissà se Trump lo sa…). Bravo anche Ollie Bearman (voto 6) ma l’inutile mano pesante della Fia, che lo ha penalizzato in griglia, gli ha impedito di puntare a un risultato migliore.

WILLIAMS 8

Come la Racing Bulls, magari ispirata proprio dalla Racing Bulls, ottimizza l’idea della doppia sosta. Carlos Sainz (voto 7) è uomo squadra perfetto, ma ammette che correre per andare piano (così da consentire al compagno di squadra di avere un pit stop “gratuito”) non è il massimo. Ottimo Alexander Albon (voto 7), anche lui interprete degli ordini di scuderia. Comunque la Williams sta crescendo parecchio.

MERCEDES 5

Finito male il sabato (Antonelli a muro, Russell fermo per un guaio tecnico) è dura raccogliere qualcosa alla domenica. Però in gara non c’è stata un’idea di strategia, se non la vana attesa di una Safety Car o la balzana trovata di consigliare a Russell (voto 5) un sorpasso tagliando la chicane (cosa che è costata un drive trough). Quanto ad Antonelli (voto 5) è evidente che paga l’inesperienza: “Ho bisogno di un reset” ha detto. Giusto. E saperlo è già importante.

ALPINE 4

Una tamponata di Gasly (voto 4) a Tsunoda, chiude ogni ambizione. Il francese non sbaglia quasi mai, un errore accade anche ai migliori. Colapinto (voto 4) non trova la misura alla squadra, né la squadra a lui. Briatore deve imporre una svolta e sarebbe un peccato rinunciare all’acerbo talentino argentino.

ASTON MARTIN 6

È finalmente arrivato Il Genio (al secolo Adrian Newey), ma sull’auto di quest’anno non potrà fare molto. Fernando Alonso (voto 7) mette in scena l’ennesima prova di carattere, però l’auto è quella che è. Chissà se gli toccherà un ultimo giro di valzer nel 2026 oppure no. Stroll… beh, un tempo ormai lontano c’era un pilota che s’era meritato il soprannome di “chicane mobile” (niente nomi, non era nemmeno antipatico). Ebbene il canadese (voto 4,5) potrebbe rinverdirne le gesta.

SAUBER 5,5

Si fa quel che si può con quel che c’è. Stesso discorso per il veterano Hulkenberg e il rookie Bortoleto.

PIRELLI 7

Photo: Pirelli.com

Tutto bene con le gomme, di cui si discuterà a lungo per l’inutile imposizione del doppio pit stop (ma non è colpa della Pirelli). Mario Isola, direttore del Motorsport Pirelli, è però di diverso avviso: “Innanzitutto, va tenuto presente che la novità regolamentare introdotta ha certamente aumentato la curiosità non solo degli addetti ai lavori, ma anche degli appassionati per come si sarebbe svolta la gara. Se è vero che abbiamo avuto gli stessi primi quattro classificati della sessione di qualifica, è altrettanto vero che ci sono stati cinque cambi di leadership con tre piloti diversi che hanno condotto la gara e, alle loro spalle, c’è stata tanta azione, certamente molta di più di quanto, ad esempio, non si sia vista lo scorso anno. Onestamente, penso che gli spettatori – sia qui a Monaco che davanti alla televisione – tutto sommato si siano se non divertiti perlomeno non annoiati, come diverse volte accaduto qui in gare prive di eventi casuali, come la pioggia o delle neutralizzazioni. Del resto, Monaco è questa, prendere o lasciare”.

Ingegneria del profumo, l’essenza della tecnologia

Un profumo è una sensazione, spesso un ricordo, ma da sempre rappresenta un viaggio nel più profondo dell’anima, dove si nascondono emozioni che non hanno età. Basta un profumo per tornare a frammenti di vita che solo un attimo prima sembravano lontani, dimenticati e irripetibili, perché non c’è nulla che abbia la straordinaria capacità di scavare nella memoria come sa fare un effluvio.

L’incontro di due mondi

È esattamente da questo punto, da anni oggetto di studio e teorie per psicologia e neuroscienze, che un giorno di una manciata di mesi fa Dana Bruma e Paolo Schiavona, marito e moglie, ma soprattutto titolari di “Maps – Composite Solutions”, società di consulenza e ingegneria specializzata nello sviluppo e la produzione di componenti in materiali compositi per automotive, motorsport, aerospazio e design, hanno intuito che nella forza delle essenze si celava un potenziale ancora inespresso in grado di collegare il loro mondo, fatto di calcoli precisione, a quello della profumeria, evanescente per definizione, ma anche affascinante come pochi altri.

Nessuno dei due poteva immaginare che a forza di fantasticare, la loro idea sarebbe diventata un progetto concreto, ribattezzato “L’ingegneria del profumo”. A quel punto, non restava che dare un indirizzo alla prima collezione di fragranze, purché avesse come ‘trait d’union’ un forte richiamo al know-how della loro attività imprenditoriale.

A Cristian Cavagna, noto divulgatore di esperienze olfattive e nome di riferimento internazionale nella profumeria d’autore, è stato affidato il difficile compito di creare quattro diverse essenze ispirate rispettivamente all’automotive, al motorsport, alla nautica e allo spazio.

Un lungo viaggio fra le essenze

Mesi di briefing, ricerche, esperimenti, storytelling, creatività e tentativi per arrivare al risultato finale: “Carbon Black – Dark Knight”, un mix di bergamotto, arancio amaro, cardamomo, zafferano, timo, gelsomino, rum, muschio, ambra, olibano e suede, messi insieme prendendo ispirazione dall’automobile, o ancora “Carbon Red – DRS”, Arancio amaro, bergamotto, frutti rossi, tiglio, rosa, mandorla, ananas, neroli, balsamo del tolu e legno di cedro, per rendere omaggio al motorsport, quindi “Carbon Blue – Streets of Monaco”, pompelmo, alga rossa assoluta, estratto molecolare muschio marino, achillea CO2, calone, catrame di betulla, note minerali e ferrose per la nautica e per finire “Carbon White – Interstellar”, bergamotto, verbena, rosa, lampone, pesca, muschio, vaniglia e fava tonka per alzare lo sguardo verso lo spazio infinito.

Cristian Cavagna, nome di riferimento della profumeria d’autore

Mesi di lavoro intenso che sono serviti anche per immaginare il “packaging”, che doveva essere altrettanto evocativo e imperniato su un elemento che ha cambiato per sempre la tecnologia di settori come quelli che vive ogni giorno la loro azienda: il carbonio. Un materiale composito scuro, prezioso ed elegante, flessibile, delicato ma al tempo stesso così tanto rigido e robusto da resistere a sollecitazioni estreme.

Da sinistra, l’imprenditrice Jessica Rampezzotti e la pilota Rebecca Busi

Il progetto Ingegneria del Profumo è stato presentato a metà maggio ad Andezeno, nel torinese, nella suggestiva location di “Villa Balbiano”, nel corso di una serata con oltre un centinaio di ospiti tra cui Jessica Rampezzotti, fondatrice di “SwanRally”, Rebecca Busi, giovanissima pilota che nel 2022 ha completato la leggendaria Dakar, Andrea Posniak, founder del brand “Joe Yellino” con cui è stata annunciata una collaborazione, e Linda Villano, presidente di “Aida” (Associazione Italiana Donne per l’Automotive).

Un percorso già stabilito

Un’idea che racchiude una scommessa, certo: ogni flacone della serie “Carbon” al momento è realizzato in edizione limitata e numerata, con un’attenzione estrema alla sostenibilità che non solo consente di ricaricare il proprio conteniture una volta esaurito il profumo, ma racchiude anche la manutenzione e il ripristino dello stesso.

Da buoni imprenditori, Dana e Paolo Schiavona hanno scelto di posizionarsi nel settore “luxury-niche”, ma l’istinto di programmare è più forte di loro e hanno già pensato, immaginato e pianificato il futuro della loro idea attraverso linee di profumazioni per l’ambiente, accessori e collaborazioni inedite, per portare la profumeria dove finora non era mai arrivata.

Peugeot E-3008 – E-5008 Dual Motor: l’integrale alla francese

L’avvento dell’elettrico nel mondo dell’automotive continua ad avere più o meno l’effetto di uno tsunami che tutto travolge, cambia, distrugge e rilegge. Non è solo una questione di mercato e di motori, è molto di più: una sorta di filosofia, un cambio di paradigma.

I francesi di Peugeot, ad esempio, hanno rimesso mano alla vecchia, cara trazione integrale, quell’accrocco strano che un tempo era roba per deserti e gare da puri & duri, poi diventata inseribile “on demand” con l’unico fastidio di dover sfiorare un tastino. Anche per quella, messi da parte i motori termici, è arrivato il momento di una sana cura ricostituente.

In Peugeot l’hanno chiamata “Dual Motor” e va bene, non è una vera e propria trazione integrale: combina il lavoro di due motori elettrici, uno all’anteriore l’altro al posteriore, per fornire più potenza da distribuire sulle quattro ruote e cavarsi d’impaccio quando serve. Nel caso delle Peugeot E-3008 ed E-5008, su cui debutta, predilige comunque l’anteriore con una proporzione prevalente 60/40.

Una novità, realizzata per trovare posto sulla piattaforma “STLA Medium”, che a breve sarà spalmata a macchia di leopardo sull’intera gamma della galassia Stellantis.

Doppio cuore

In pratica, al motore anteriore elettrico che sviluppa l’equivalente di 213 CV, si aggiunge un secondo propulsore – sempre elettrico – che oltre a rimpolpare la potenza con altri 112 CV, funge da trazione integrale e permette di toccare la rispettabile cifra di 325 CV complessivi, capaci di sviluppare una coppia massima di 509 Nm coprendo 0-100 km/h in 6 secondi e 3,8 per andare da 80 a 120. Sotto l’abitacolo una batteria NMC agli ioni di litio da 73 kWh con autonomia – rispettivamente per i due modelli – di 490 e 467 km e tempi di ricarica nelle colonnine superfast di 30 minuti dal 20 all’80%.

Quattro le modalità di guida (Normale, Eco, Sport e 4WD) per assicurare dinamismo a vetture che nascono per un uso familiare ma non disdegnano affatto di essere messe alla frusta.

Sempre quattro sono modalità della nuova visione della trazione integrale: Normale, con priorità alle ruote anteriori e potenza massima limitata a 313 CV, 4WD, con entrambi i motori funzionano senza interruzioni, modalità Sport, con entrambi i motori in azione e per finire la Eco, che privilegia motore e ruote anteriori. In tutti i casi, dando fondo al pedale dell’acceleratore entrambi mettono a disposizione tutto il potenziale.

In & Out

La E-3008 e la E-5008, un Suv coupé il primo e un Suv XXL il secondo, condividono un’immagine forte su quasi tutta la linea, con esclusione del posteriore, per la 3008 in stile crossover e più imponente per la sorellona grandi forme.

Affascinante il frontale con la griglia che sfuma nella tinta della carrozzeria e impreziosita dai gruppi ottici con tre graffi di luce diurna e bulbi di illuminazione in profondità seminascosto da un cofano piuttosto imponente.

All’interno materiali di pregio, con plastiche, tessuti e pelle anche sui sedili contenitivi a regolazione elettrica. Il cockpit, di ispirazione aeronautica, dona la sensazione di una penisola di comando in cui tutto ciò che serve è a portata di mano. A dominare la zona di guida è il lungo display rettangolare (opzionale) totalmente personalizzabile al di sopra dello sterzo, e non laterale come ormai adottano la maggior parte dei marchi.

LA PROVA

E-3008 Dual Motor

Lunga 4,54 m, larga 1,90 e alta 1,64, con passo di 2,74 m, la linea è accentuata dal tetto che termina su uno spoiler flottante e due piccole “pinne” laterali per domare i flussi, e il bagagliaio perde qualche litro di capienza rispetto alla trazione anteriore: si parte da 490 per arrivare a 1.600 abbattendo l’ultima fila di sedili. In compenso luci, prese e ganci non mancano.

Ma 240 kW, o meglio ancora, i 325 CV e 509 Nm di coppia si fanno sentire e soprattutto cambiano notevolmente in base alla selezione della modalità di guida: malgrado l’assetto e la taratura delle sospensioni restino di tipo ‘turistico-familiare’, nella variante “Sport” (con utilizzo di entrambi i motori) assicura divertimento allo stato puro, con allunghi fulminei ed un pizzico di rollio che non toglie il piacere di entrate in curva per lo più impeccabili anche dando fondo all’acceleratore.

E-5008 Dual Motor

La sorellona non cambia le motorizzazioni ma cresce nelle misure catastali (4,79 m di lunghezza, 1,70 di altezza e 2,90 di passo) per ospitare i fatidici sette posti. A guadagnarci, oltre ai passeggeri, è la capacità del bagagliaio, che parte da 294 litri in 7 posti, 864 in 5 e fino a 2.178 abbattendo la panchetta posteriore.

Mancano all’appello i prezzi, ma sarà possibile prenotarle dalle prossime settimane, con consegne previste nella seconda metà dell’anno.

La prova completa sul prossimo numero di “AutoTecnica”

Torna la “Roma Eco Race”, gara di regolarità per veicoli ecologici

Per la terza edizione, torna anche quest’anno l’appuntamento con la Roma Eco Race, competizione automobilistica di regolarità riservata ai veicoli alimentati con propulsioni e carburanti alternativi.

Sabato 18 ottobre, a sfidarsi lungo un percorso di circa 200 km, saranno i mezzi ecologici, impegnati in una gara che premia il rispetto del codice della strada e l’efficienza energetica. Come di consueto, il percorso attraverserà alcuni dei luoghi più suggestivi del Lazio: dalla capitale ai panorami verdi dei Castelli Romani, fino a toccare il cuore della provincia di Frosinone, con arrivo previsto a Fiuggi, celebre località termale.

La Roma Eco Race, organizzata da Automobile Club Roma, che ne cura gli aspetti sportivo automobilistici e Punto Gas, operatore del settore automotive e della mobilità sostenibile, è valido a livello di punteggio per due competizioni motoristiche: il Trofeo Green Challenge Cup e il Campionato Italiano Energie Alternative di Aci Sport, in conformità con il Codice Sportivo Internazionale FIA, laFederazione internazionale dell’Automobile.

La manifestazione, che vanta il patrocinio del Ministro per lo Sport e i Giovani, Sport e Salute, CONI e Comune di Fiuggi, si svolge in contemporanea con la 3° Roma Eco Race Press – Memorial Fiammetta La Guidara, con le stesse caratteristiche ma riservata ai giornalisti e ai media del settore automotive. Anche quest’anno, come nella passata edizione, si rinnova la partnership con Uiga, Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive. Sara Assicurazioni e BRC Gas Equipment sono invece sponsor dell’evento.

“Anche quest’anno inserito nel Campionato sportivo dedicato ai veicoli ad alimentazione alternativa, il ‘Roma Eco Race’ si conferma un appuntamento di riferimento per chi crede in una mobilità fondata sul rispetto delle regole, tutela dell’ambiente, sicurezza e innovazione – ha dichiarato Giuseppina Fusco, Presidente dell’Automobile Club Roma – la gara coniuga passione sportiva e attenzione civile, valorizzando sia le nuove tecnologie sia i territori attraversati. Svolta su strade aperte al traffico e nel pieno rispetto del codice della strada, riflette lo spirito educativo e sociale che da sempre ispira l’attività dell’ACI: unire lo sport alla responsabilità”.

“Oltre all’aspetto sportivo – ha sottolineato Spartaco Lombardelli, Punto Gas –, l’iniziativa punta a promuovere la cultura della mobilità ecocompatibile, mettendo in evidenza le potenzialità delle nuove tecnologie e i vantaggi concreti dei veicoli a basse o zero emissioni. Un evento che coniuga passione per i motori, sostenibilità e attenzione al territorio, diventando vetrina d’eccellenza per un futuro della mobilità più pulito e responsabile. In occasione della terza edizione della Roma Eco Race, siamo onorati di annunciare che una delle prove che si svolgono nel territorio di Subiaco porterà da quest’anno il nome di Domenico Petrini, Sindaco della città, recentemente scomparso. Vogliamo ricordarlo simbolicamente attraverso questa intitolazione, come segno di riconoscenza e affetto per la sua accoglienza, la disponibilità e la cortesia che ha dimostrato nei confronti della nostra manifestazione e del nostro staff.”

“C’è grande entusiasmo nel confermare il nostro supporto, per il terzo anno consecutivo, alla Ecorace di Roma – ha detto Davide Colombano, BRC Gas Equipment – come BRC Gas Equipment, crediamo nell’innovazione sostenibile legata al mondo dei motori: essere partner di questo evento significa rafforzare il nostro impegno per una mobilità più pulita, efficiente ed alla portata di tutti”.

Spazio per tutti

La competizione è aperta a tutti, dagli automobilisti attenti all’ambiente ai professionisti della regolarità, fino a tecnici e operatori del mondo automotive: l’unico requisito richiesto è di mettersi al volante di un mezzo a basso impatto ambientale.

L’evento fa parte della categoria degli ecorally, disciplina nata nel 2006 tra Italia, San Marino e Città del Vaticano con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e la diffusione dei veicoli alternativi, dimostrandone l’affidabilità e l’applicabilità nella vita di tutti i giorni. In gara, spazio a un’ampia gamma di tecnologie: elettriche, ibride, bifuel, GPL, metano, biocarburanti e persino idrogeno.

La Roma Eco Race rappresenta in realtà una moderna piattaforma di sperimentazione tecnica: al pari delle grandi corse del passato, anche oggi le competizioni si trasformano in laboratori a cielo aperto dove mettere alla prova soluzioni innovative.

I veicoli che possono partecipare

I veicoli ammessi, che devono essere omologati per la circolazione stradale nell’UE, sono divisi in tre gruppi.

Il Gruppo 1 comprende i mezzi elettrici, con le categorie BEV – Battery Electric Vehicles e FCEV – Fuel Cell Electric Vehicles. Il Gruppo 2 è quello degli ibridi elettrici ed è composto dalle categorie MHEV – Mild Hybrid Electric Vehicles, HEV – Full Hybrid Electric Vehicles, PHEV – Plug in Hybrid Electric Vehicles ed EREV – Extended Range Electric Vehicles. Il Gruppo 3 è dedicato alle categorie ICE GPL – Internal Combustion Engine Bi-fuel/Dual-fuel GPL/BioGPL, ICE CNG – Internal Combustion Engine Bi-fuel/Dual-fuel CNG/BioCNG, ICE HVO – Internal Combustion Engine Biodiesel HVO e ICE H2 – Internal Combustion Engine Hydrogen.

Sicurezza stradale: tassativo il rispetto del codice

Tra le sfide più sentite del nostro tempo, accanto alla sostenibilità ambientale, si fa sempre più spazio un altro tema cruciale: la sicurezza stradale. Non è un caso che gli ecorally di regolarità — competizioni automobilistiche incentrate sull’efficienza energetica e sul basso impatto ambientale — mettano proprio la sicurezza al centro del regolamento e dello spirito. A distinguerli dalle gare tradizionali è il fatto che si svolgono su strade aperte al traffico ordinario. Un dettaglio che fa la differenza e richiede ogni accortezza possibile.

Gli ecorally, lungi dall’essere corse di velocità, sono prove di precisione e rispetto delle regole: i partecipanti devono attenersi scrupolosamente al codice della strada, mantenendo i limiti di velocità, rispettando la segnaletica e adottando una guida prudente e attenta. In questo senso, la manifestazione assume anche un valore educativo, diventando una palestra di comportamento virtuoso al volante.

La sicurezza non è quindi un semplice requisito, ma un principio fondante: promuovere una mobilità sostenibile significa anche incoraggiare stili di guida responsabili, che tutelino la vita e l’incolumità degli utenti della strada — automobilisti, ciclisti, pedoni. Un messaggio chiaro che gli ecorally trasmettono non solo agli appassionati di motori, ma a tutta la collettività. In un’epoca in cui il progresso tecnologico offre veicoli sempre più performanti e green, è fondamentale ricordare che la vera innovazione passa anche dalla cultura del rispetto: per l’ambiente, certo, ma anche per le regole e per gli altri. Gli ecorally, in questo, rappresentano un modello virtuoso di come sport, sicurezza e sostenibilità possano convivere e rafforzarsi a vicenda.

Per rimanere aggiornati su tutte le novità e sulle modalità di partecipazione, consultare la pagina web www.romaecorace.it.

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