martedì 28 Aprile 2026 - 21:50:40

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Omoda 9, il super-ibrido che va lontano è anche integrale

Con Omoda 9, il marchio del Gruppo Chery tocca l’apice della sua offerta sia per posizionamento sia per tecnologia. SUV di taglia large, con una lunghezza di poco inferiore ai 4,8 metri, la 9 è l’ammiraglia di una gamma introdotta in Europa nel 2024 con la compatta Omoda 5 e che si andrà a completare nei prossimi mesi con i modelli 3 e 7.

E anche se l’obiettivo dichiarato non è quello di competere direttamente con i marchi premium europei (nel mirino ci sono in realtà i connazionali di BYD che una certa ambizione non l’anno mai nascosta) con questo modello stile, contenuti e performance sono spinti ai massimi livelli.

Omoda 9 SHS: come è fatta

Omoda 9 non nasce infatti sulla piattaforma T1X che accomuna gli altri modelli già citati e alcuni di quelli del marchio Jaecoo. Ha invece origine tra i prodotti del brand Exeed, e nello specifico nel modello Yaoguang, meglio noto come RX, sviluppato sul pianale M3X. Questo è progettato per accogliere tecnologie e contenuti di livello superiore come le sospensioni attive e ADAS più evoluti.

Omoda 9

Omoda 9 si presenta con 4,77 metri di lunghezza, 2,80 di passo e 1,92 di larghezza, cinque posti comodi e un bagagliaio da 660 litri. Gli interni sono rifiniti e rivestiti con una certa cura e dominati da un doppio display da 12,3″ e la dotazione può definirsi ricca anche sul piano tecnologico. Gli ADAS in particolare sono tutti dotati di funzioni intelligenti e semi-attive. Il cruise control può regolare autonomamente la velocità in curva. L’anticollisione integra la funzione di elusione intelligente (IES) che aiuta a evitare gli ostacoli agendo su sterzo e freni. Inoltre, c’è il monitoraggio posteriore con avviso della presenza di auto, ciclisti o pedoni quando si sta per aprire la porta a vettura ferma.

Ma sono i dettagli “luxury” a fare la differenza, e non ci riferiamo soltanto alla funzione massaggio del sedile di guida. L’impianto audio Premium Sony da 14 altoparlanti può concentrare la riproduzione del suono negli altoparlanti integrati nell’appoggiatesta del conducente.

foto Omoda

In vendita in Italia in una versione unica, al prezzo di 51.900 euro, Omoda 9 offre per ora anche una sola motorizzazione. Si tratta del già noto SHS, o Super Hybrid System, lanciato pochi mesi fa su Jaecoo 7 ma in un a versione potenziata sotto tutti gli aspetti.

Omoda 9 SHS: la motorizzazione

Il sistema Super Hybrid è una soluzione a metà tra il full hybrid, il plug in e l’elettrico range extender. Con pochi eguali nel panorama dell’auto, a parte il DM-i dei rivali di BYD, e l’obiettivo di offrire tanta autonomia. La versione di Omoda 9 alza però ancora l’asticella sotto tutti gli aspetti e presenta anche un equilibrio diverso nella gestione energetica. Come vedremo, non si limita ad aggiungere un motore elettrico sull’asse posteriore rendendo il sistema integrale, novità assoluta per il marchio Omoda, ma rivede la logica stessa dell’intero sistema.

Le differenze iniziano infatti dal gruppo propulsore anteriore. Non cambia il motore quattro cilindri turbo a benzina da 1,5 litri a ciclo Miller da 143 CV e 215 Nm, mentre il motore elettrico di trazione e il generatore sono meno potenti, rispettivamente 122 CV invece di 204 e 102 CV contro 120. Inoltre, c’è la novità del cambio a tre rapporti. Battezzato DHT3, lavora sia con l’elettrico, per avere un maggiore range di utilizzo della coppia, sia dal benzina, che alle velocità maggiori trasmette direttamente potenza alle ruote. Il fatto è che su Omoda 9 non tocca al gruppo propulsore anteriore fornire la maggiore spinta all’auto. Questo compito spetta al motore elettrico posteriore da ben 238 CV, che rende anche la trazione prevalentemente posteriore.

Anche per questo motivo, la batteria LFP fornita da CATL è nettamente più generosa,  34,46 kWh. Una capacità sufficiente per una piccola auto elettrica e circa il doppio di quella dell’SHS di Jaecoo 7, 18,3 kWh. Il caricatore di bordo in AC ha una potenza di assorbimento di 6,6 kW e richiede circa 5 ore e mezza per una carica completa. In corrente continua si arriva fino a 65 kW. Con un serbatoio di benzina di 70 litri e consumi dichiarati di 1,7 l/100 km, 7 l/100 km in caso di batteria scarica (cosa che in realtà il sistema non consente a meno di forzare l’uso della trazione elettrica), e un’autonomia in solo elettrico di 145 km (181 in città), Omoda 9 SHS dichiara una percorrenza totale di oltre 1.100 km.

foto Omoda

Omoda 9 SHS: come va

Con una potenza massima di sistema dichiarata di 537 CV (curiosa, perché è superiore alla somma delle potenze dei tre motori) e una coppia totale di 650 Nm, sospensioni posteriori multilink e una trazione integrale spinta verso il posteriore, sulla carta Omoda 9 potrebbe ambire a confrontarsi con i SUV di piglio sportivo, ma all’atto pratico, questa visione continua ad apparire piuttosto lontana dalle priorità dei costruttori cinesi. Anche selezionando il programma di marcia Sport, l’assetto morbido, lo sterzo leggero, anche se meno lento di quello della Jaecoo 7, e un’erogazione della potenza molto filtrata fanno sì che basti qualche curva per abbandonare i propositi più velleitari e abbandonarsi all’ottimo comfort generale.

La massa c’è, 2.275 kg in ordine di marcia non sono pochi nemmeno per un SUV di 4,8 metri. A dispetto delle forme spigolose, però, visibilità e maneggevolezza sono superiori alle attese. Così come la silenziosità, favorita da un sistema che fa lavorare il motore a benzina più per la produzione di corrente che per la trazione e quindi in modo sempre piuttosto regolare. Quanto al consumo, il brevi giri sulle colline del bresciano sono stati troppo brevi per una misurazione attendibile. Ma dopo una cinquantina di km la strumentazione, con il serbatoio quasi del tutto pieno e la batteria all’87% indicava 996 km residui di autonomia. Il che fa apparire il migliaio un obiettivo non irraggiungibile con una guida attenta. In più, ai classici programmi di marcia Normal, Eco e Sport, si aggiungono anche logiche specifiche per neve, sabbia e terreni non asfaltati. Che ci riserviamo di mettere alla prova alla prima occasione.

Una specie pericolosa si aggira sulle strade: gli automobilisti italiani

Perennemente incacchiati, feroci, nervosi, aggressivi e pronti alla zuffa. Non è il ritratto di un “maranza” e nemmeno quello di un coatto delle “banlieue” italiane, ma quello di un’intera categoria che raccoglie ben 41milioni di persone: gli automobilisti.

Un popolo perennemente sull’orlo di una crisi di nervi di cui il 50% esatto ammette che insultare gli altri conducenti è una pratica quotidiana, seguito da un altro 44% che usa il clacson come un’arma impropria e tallonato (in tutti i sensi) dal 40% che per avere strada non esita ad attaccarsi al paraurti dell’auto davanti, con il condimento finale di un 15% che non vede l’ora di scendere dall’auto per discutere, diciamo così. In compenso, l’88% teme le reazioni degli altri automobilisti, sempre più sopra le righe.

Un ritratto spietato

È il riassunto molto in breve di un quadretto impietoso messo insieme dal 15esimo “Barometro della Guida Responsabile” di Ipsos pubblicato dalla “Fondazione Vinci Autoroutes” in tempo utile per il primo ponte estivo del 2025, quello del 2 giugno, prova tecnica dell’estate in avvicinamento.

Un sondaggio annuale che per l’occasione ha coinvolto 12.403 automobilisti di 11 Paesi del Vecchio continente, tanto per fare il punto sul comportamento e gli atteggiamenti degli europei al volante.

Anche i francesi… parbleu

Se può essere di magra consolazione, ad uscirne con le ossa rotte non sono solo gli italiani al volante, rissosi per antonomasia, ma anche gli stessi francesi, che malgrado divieti e sanzioni ammettono di mandare e leggere mail e messaggi con lo smartphone mentre guidano (75%), di non rispettare minimamente le distanze di sicurezza (68%), dichiarandosi in compenso veri professionisti nell’arte dell’insulto da finestrino a finestrino (63%).

Italiani sempre in pole

Ma gli italiani, insomma, su certe cose non hanno rivali, tanto è vero che il 96% è convinto di avere le doti di un pilota professionista, l’80% si considera un automobilista molto attento, il 49% dotato di calma Zen, il 22% perfino gentile. L’importante, è che la colpa sia costantemente degli altri: il 32% dice di assistere spesso a comportamenti pericolosi, che per il 47% sono addirittura irresponsabili, il 25% descrive il prossimo come aggressivo e il 39% è indeciso fra stressato e isterico.

Ma poi, nel chiuso del sondaggio, arriva la verità, quella più costosa da ammettere: un automobilista su 6 di subire una sorta di mutazione genetica quando si siede al volante di un’auto. A quel punto, calato nel personaggio, il 18% se ne infischia bellamente degli altri e il 14% considera la strada una sorta di ring, in cui vince solo chi resta in piedi.

Per finire in bellezza – si fa per dire – con il 79% che ammette di distogliere lo sguardo dalla strada per più di due secondi, dato che culmina con l’8% che guarda abitualmente film o serie Tv mentre è alla guida e del 26% che si mette al volante anche se ha sonno ed è stanco o del 5% che lo fa anche dopo aver bevuto.

Qualche lievissimo segno di civiltà

“Dalla prima edizione del Barometro Europeo della Guida Responsabile – spiega Bernadette Moreau, delegata generale della Fondazione Vinci Autoroutes – la maggior parte dei comportamenti studiati si sta muovendo finalmente verso la giusta direzione. Tuttavia, l’assunzione di rischi e la maleducazione sono ancora molto diffusi. Questo cambiamento però ci incoraggia a intensificare le nostre campagne di informazione sui pericoli di alcuni comportamenti alla guida e sui vantaggi di una guida rilassata e tollerante, per sé e per gli altri”.

Il moderato conforto della signora Moreau arriva dal lieve miglioramento dei dati che parlano del rispetto del codice stradale da parte degli automobilisti europei visti nel loro complesso, malgrado l’85% ammetta di superare senza grossi problemi i limiti di velocità, il 54% non rispetti le distanze di sicurezza, il 50% che si impossessa della corsia centrale in autostrada senza sentire ragioni e il 33% che sorpassa a sinistra ma spesso e volentieri anche a destra, non è chiaro se per ragioni politiche, concludendo con il 50% che non rallenta neanche in prossimità di cantieri autostradali.

Pard Design Estrema: puro stile ‘made in Italy’ su due ruote

Il Campionato Mondiale Superbike WSBK ha fatto tappa al Cremona Circuit, che per celebrare il “Superbike Spirit” ha ospitato ESTREMA, la e-bike di lusso firmata da Pard Design, un esempio di design italiano d’eccellenza.

ESTREMA è molto più di una bicicletta elettrica, e specie nella livrea del WSBK, incarna perfettamente lo spirito che anima le motociclette da corsa ‘derivate dalla serie’ dal 1988, ovvero velocità, ricerca, stile e precisione.

ESTREMA si candida quindi a eccezionale manifesto per un evento come il Campionato WSBK, dove ogni curva è un’emozione e ogni dettaglio fa la differenza.

Orgogliosamente ‘Made in Italy’

ESTREMA è completamente progettata e fabbricata in Italia e rappresenta il frutto dell’esperienza maturata dal Centro R&D di Pard Design, da sempre impegnato nello sviluppo di concept e soluzioni innovative applicabili a ogni tipologia di veicolo.

Elemento caratterizzante il veicolo è il telaio monoscocca realizzato in fibra di carbonio, un materiale nobile che per essere lavorato e assumere le forme volute dai designer richiede una assoluta padronanza del processo produttivo, sostanzialmente manuale.

Alluminio fresato dal pieno e lucidato, cuoio lavorato a mano, utilizzo di materiali altamente tecnologici, come Alcantara® completano la dotazione di un oggetto che non ha eguali.

Linee scolpite, proporzioni uniche votate alla funzionalità che nascondono un’anima tecnologica possono essere sintetizzate in due parole: arte funzionale.

Ogni componente di ESTREMA è studiato per dialogare con lo spazio, ogni dettaglio, anche il più apparentemente insignificante, nasce con lo scopo di esaltare il gesto del movimento e non passare inosservato all’osservatore più attento.

Pard ha sede a Canneto sull’Oglio, a metà strada tra Mantova e Cremona e come i violini della tradizione cremonese sono realizzati da mani sapienti per generare suono e poesia, ESTREMA nasce per comporre una sinfonia che racconta un futuro dove il lusso non è più solo possesso, ma visione.

Un inno alla libertà, alla velocità e all’artigianato italiano proiettato in un mercato internazionale.

La pubblicità sull’infotainment? È solo questione di tempo

il telefono cellulare diventa una piattaforma per la pubblicità, l'upselling e la promozione di prodotti

Secondo alcune stime attendibili, ogni santissimo giorno che iddio manda in Terra un essere umano deve sopportare circa 33mila messaggi pubblicitari più o meno evidenti e subliminali. Una massa che manda la materia grigia in sovraccarico finendo per diventare un fastidioso rumore di fondo in grado di disturbare la concentrazione e alterare tanto l’umore quando la soglia dell’attenzione.

Finora, a parte la pubblicità in arrivo dall’esterno e quella trasmessa dalle emittenti radiofoniche, uno dei rari posti immuni dal bombardamento a tappeto dei “commercial” era proprio l’automobile. Nulla entrava nel chiuso dell’abitacolo, rarissima oasi di pace impermeabile anche al marketing più aggressivo, un’estensione su ruote di casa propria, angolo di mondo asettico e privato per antonomasia, anche perché è scritto sulla pietra che chi guida non va disturbato. O meglio, sarebbe meglio non farlo.

Adv, the next frontier

Ma anche quell’estremo scampolo di serenità sarebbe in procinto di svanire per sempre, nel nome e per conto dei bilanci delle case automobilistiche, sempre più a corto di fiato e alla ricerca di sacche di ossigeno.

Tutto nasce per caso qualche mese fa, quando un ignaro automobilista statunitense proprietario di una Jeep ha raccontato sui social l’immane iattura di cui era vittima, nella speranza che qualcuno gli spiegasse come uscirne. In pratica, ogni volta che sfiorava il pedale del freno, sul grosso schermo centrale compariva la pubblicità di una forma di garanzia aggiuntiva della vettura. Ed ogni volta era necessario correre col ditino sullo schermo per eliminarla, almeno fino alla frenata successiva. Una seccatura che a lungo andare è diventata molesta, spingendo il malcapitato a rivolgersi direttamente ad una filiale del marchio per chiedere spiegazioni e soprattutto scoprire come disattivare la funzione.

Un errore (o forse no)

Stellantis, proprietaria del marchio Jeep, si è giustificata parlando di un errore tecnico e del tutto isolato “che colpisce non più di una decina di autoveicoli nei soli Stati Uniti”, anche se – fra le righe del comunicato – si legge una sorta di ammissione: in fondo si tratta di veicoli, che poi siamo utilizzati per trasportare cose e persone o pubblicità, che differenza fa? I proprietari di Dodge, ad esempio, a due mesi esatti dall’acquisto ricevono regolarmente sul display offerte legate a pacchetti di garanzia aggiuntivi.

Insomma, da caso isolato, la sfortuna del proprietario Jeep si è trasformata in un vaso di Pandora ancora tutto da spalancare, a parte una sola certezza che si è fatta strada sempre di più: presto, le auto diventeranno portatrici di messaggi pubblicitari, togliendo a chi guida la speranza di essere seduti sull’ultimo atollo tagliato fuori dalla pubblicità che irrompe improvvisa come sul televisore di casa.

Il motivo, spiegano gli esperti, si deve per primo alla connessione invisibile che rende un’auto moderna perennemente collegata a centraline e di conseguenza a centrali che profilano, propongono e valutano per conto di aziende appollaiate sulle grondaie. Secondo, ma non certo per ordine di importanza, i disastri dei mercati, punto nevralgico dove finiscono per concentrarsi gli effetti nefasti di leggi, obblighi, limitazioni, politiche, concorrenze e dazi. Una tempesta perfetta che obbliga a cercare nuove opportunità per fare cassa, piegando l’infotainment e la connessione sempre più sofisticata al bisogno impellente di recuperare denari.

Un business imperdibile

Secondo Mark Wakefield, managing director di “AlixPartners”, società di consulenza finanziaria globale, “In un mondo ideale, il telefono cellulare e i diversi servizi o applicazioni si fondono completamente in un grande ecosistema coerente: una piattaforma perfetta per la pubblicità, l’upselling e la promozione di prodotti più o meno premium”. E c’è di più, perché secondo alcune ricerche, sottobanco circolano cifre assai ghiotte legate ai servizi per veicoli connessi, un mercato pronto ad esplodere che solo inizialmente può arrivare a 473 milioni di dollari, con previsioni per il 2032 che parlano di toccare senza troppi sforzi quota 1,68 miliardi.

Va da sé. La guerra a chi parte e conquista prima è già iniziata e non sembra destinata a fare prigionieri, o tantomeno a lasciare spazi liberi alla concorrenza. Nei bilanci General Motors del 2024, una riga era dedicata ai due miliari di dollari incassati con “OnStar”, la società sussidiaria che si occupa di servizi a pagamento su connettività, sicurezza, navigazione e diagnostica a distanza per i veicoli che fanno parte della galassia del marchio di Detroit. E la previsione è di arrivare a 20miliardi all’anno.

Un business un po’ borderline che ogni tanto finisce per incappare nelle inchieste di qualche giudice, come quello che ha costretto sempre GM al patteggiamento per aver profilato con cura i propri clienti vendendo i loro dati ad altre aziende senza alcun consenso.

Vietato parlare all’autista

E tutto questo, senza ancora aver citato chi inorridisce all’idea di bombardare con pop-up e banner improvvisi quanti dovrebbero concentrare tutta l’attenzione possibile nella guida. Un po’ come ha fatto la “AAA Foundation for Traffic Safety”, organizzazione statunitense senza scopo di lucro specializzata nelle ricerche su traffico e sicurezza, che ha sottolineato ciò che tutti sanno ma che sembra pronto al dimenticatoio: tutto quello che è in grado di spostare lo sguardo dalla strada è potenzialmente e altamente pericoloso, come messo nero su bianco in tempi non sospetti dalla “National Highway Traffic Safety Administration”, che tuttavia si è fermata a diffondere delle linee guida, utili come un aspirapolvere su una scialuppa di salvataggio.

Per contro, sforzandosi di capire anche le ragioni delle case automobilistiche, c’è chi prova a buttare lì una soluzione sardonica, come la “Public Interest Research Group”, organizzazione in difesa dei diritti dei consumatori: “La pubblicità on board potrebbe anche funzionare, a patto di chiarire un paio di dettagli: primo, avere la possibilità di inibire i pop-up in arrivo, secondo, capire se anche gli automobilisti ci guadagnerebbero qualcosa”. La risposta è del tutto inutile.

Reinova e ZF Test Systems: sinergia al passo coi trend tecnologici

Reinova e ZF

Di Reinova abbiamo già parlato molte volte su Auto Tecnica. Giuseppe Corcione, il suo fondatore, ha una visione chiara del futuro della mobilità e la sua azienda ne incarna l’espressione concreta.

Polo di eccellenza nello sviluppo e validazione di componenti per la mobilità elettrica e ibrida, Reinova annuncia una collaborazione strategica con ZF Test Systems, divisione del Gruppo ZF, azienda leader nell’ingegneria e nella produzione di soluzioni all’avanguardia per il settore automotive.

Reinova e ZF Test Systems: unione di esperienze

Insieme, l’azienda tedesca e quella italiana, puntano a plasmare il futuro della mobilità offrendo soluzioni tecnologiche innovative e di alta qualità nel campo dei sistemi di validazione.

L’obiettivo primario della partnership è unire l’esperienza applicativa e la conoscenza strategica di Reinova nei processi di testing e validazione, con la capacità di ZF Test Systems di sviluppare e industrializzare sistemi di test su larga scala.

Il risultato di questa sinergia sarà la creazione di nuove piattaforme di testing hardware e software, e metodologie operative innovative, per componenti cruciali come celle, moduli, pacchi batteria ed elettronica di potenza, rispondendo alle crescenti esigenze di sicurezza, affidabilità e anticipando le future normative.

Reinova e ZF
Thomas Trebitsch (ZF Test Systems) e Giuseppe Corcione (Reinova). ©Reinova

Giuseppe Corcione, CEO di Reinova:

Questa collaborazione con ZF Test Systems rappresenta un passo fondamentale per Reinova“.

Uniamo la nostra agilità e profonda competenza nelle metodologie di testing, che ci ha sempre permesso di anticipare le necessità del mercato, con la solidità e la capacità di industrializzazione di un leader globale come ZF”.

“Insieme, non solo svilupperemo nuovi macchinari di test avanzati, ma definiremo anche metodologie di utilizzo più efficaci per ottimizzare i processi e ridurre i costi di sviluppo per i nostri clienti“.

Reinova: un’azienda capace di innovare in tempi ridotti

Punto chiave della sinergia è la significativa velocità di esecuzione nello sviluppo di soluzioni di test, anticipando le richieste dei clienti piuttosto che attendere le loro necessità contingenti.

Un approccio indispensabile per affrontare la sfida dell’innovazione proveniente soprattutto  da fuori i confini europei.

Questo approccio proattivo, unito all’esperienza di Reinova nello sviluppo di banchi prova specifici e all’expertise di ZF nell’industrializzazione di prodotti ripetibili e scalabili, permetterà di affrontare tre paradigmi fondamentali:

  • l’adeguamento alle nuove normative,
  • l’incremento della sicurezza,
  • la riduzione dei costi di validazione.

Per i clienti finali, ciò si tradurrà in un’economia di scala e nell’accesso a soluzioni di testing che riducono tempi e costi di applicazione, permettendo loro di essere più competitivi sul mercato globale.

La collaborazione si focalizzerà sulla creazione di test capaci di rappresentare in modo efficace le condizioni di vita reale dei prodotti, garantendo così maggiore affidabilità e performance.

Sosta in città: in Europa tempi sempre più lunghi

sosta in città
©EasyPark
La sosta in città si sta trasformando.

Tempi sempre più lunghi e tariffe fortemente variabili (in Italia non siamo messi poi tanto male…) richiedono nuove strategia e EasyPark, da soggetto direttamente interessato a questo aspetto della mobilità, sta agendo partendo da alcune interessanti considerazioni.

A Parigi, ad esempio, la durata media della sosta per veicolo è aumentata di quasi il 12% tra il 2023 e il 2024.

Incrementi analoghi si registrano a Stoccolma (+10%) e Oslo (+9%), a evidenziare una crescente pressione su contesti urbani già caratterizzati da una disponibilità di spazio limitata.

E’ evidente che tempi di sosta prolungati possono ridurre la rotazione dei veicoli e rendere più difficile l’accesso al parcheggio per altri automobilisti.

EasyPark può aiutare

L’aumento della durata media di sosta rappresenta un potenziale indicatore di squilibrio tra domanda e disponibilità di parcheggi nelle aree urbane”.

“Per gestire efficacemente questa problematica, le amministrazioni locali possono adottare diverse strategie d’intervento: dall’ampliamento delle infrastrutture esistenti, come ad esempio la creazione di parcheggi multipiano, all’introduzione di politiche tariffarie più evolute, a seconda delle città“.

Con EasyPark Insights, mettiamo a disposizione dei comuni una mappatura completa e dettagliata di tutti gli spazi di sosta disponibili, compresi gli stalli riservati a specifiche categorie, per una gestione più efficiente dello spazio urbano, con benefici concreti per la mobilità e la qualità della vita delle persone“.

Così ha commentato il trend descritto Giuliano Caldo, Regional Director South & Central Europe di EasyPark Group.

Non tutte le città europee, tuttavia, registrano lo stesso andamento.

A Berlino, ad esempio, la durata media della sosta è diminuita del 15%, un dato che potrebbe indicare un uso più efficiente dei parcheggi o un cambiamento nelle abitudini di mobilità.

Durata media della sosta (2023 vs 2024) 

EasyPark Group ha analizzato, per il terzo anno consecutivo, la durata e il costo della sosta in 12 Paesi europei, prendendo in considerazione anche i cambiamenti nelle abitudini di parcheggio.

I risultati mettono in luce forti discrepanze delle tariffe tra le diverse realtà del continente.

Il Portogallo si conferma il più economico per il parcheggio, con una tariffa oraria media di 0,9 €.

All’estremo opposto, i Paesi Bassi restano i più costosi, con una media di 3,0 € all’ora. Francia, Austria, Germania e Norvegia si collocano in una fascia intermedia.

Le differenze nei costi di parcheggio non dipendono solo dalle condizioni economiche locali, ma rispecchiano anche l’influenza di variabili come infrastrutture disponibili, livelli di domanda e priorità specifiche di ciascuna città.

Questo evidenzia quanto sia fondamentale adottare politiche di tariffazione ponderate a seconda delle esigenze dei singoli contesti urbani, evitando approcci standardizzati.

Le tariffe di sosta sono influenzate da molteplici fattori locali, che vanno dalle scelte politiche agli investimenti in infrastrutture, fino alle strategie complessive di mobilità urbana”.

“In un contesto in continua trasformazione, in cui le città si adattano alle nuove abitudini ed esigenze dei cittadini, la determinazione delle tariffe resta uno strumento fondamentale per garantire un equilibrio tra accessibilità e reale disponibilità dei parcheggi“, ha aggiunto Giuliano Caldo.

 

Paese Città Variazione % della durata della sosta
Francia Parigi +12 %
Svezia Stoccolma +10 %
Norvegia Oslo +9 %
Finlandia Helsinki +3 %
Italia Roma +2 %
Portogallo Lisbona +1 %
Repubblica Ceca Praga 0 %
Austria Vienna 0 %
Danimarca Copenhagen -1 %
Paesi Bassi Amsterdam -3 %
Spagna Madrid -5 %
Germania Berlino -15 %

 

 Tariffe medie di sosta nel 2025 

Paese Costo medio della sosta oraria nel 2025 
Paesi Bassi €3,0
Norvegia €2,9
Germania €2,7
Danimarca €2,6
Francia €2,4
Finlandia €2,1
Austria €2,1
Repubblica Ceca €1,7
Svezia €1,6
Spagna €1,5
Italia €1,5
Portogallo €0,9

La metodologia di analisi

Per calcolare la durata media della sosta, EasyPark Group ha analizzato i dati degli utenti dell’app EasyPark relativi agli anni 2023 e 2024.

Il campione comprende sessioni di parcheggio anonimizzate in diverse città, registrando la durata di ciascuna sosta per veicolo.

Questi dati sono stati poi utilizzati per calcolare la durata media della sosta per auto parcheggiata in ciascuna città.

Per calcolare il prezzo medio della sosta per ogni Paese, EasyPark Group ha selezionato cinque grandi città per ciascuna nazione.

All’interno di ogni città, è stato rilevato il costo orario della sosta per una vettura standard in tutte le zone di sosta disponibili.

La media nazionale è stata quindi calcolata sulla base della media di questi a livello cittadino.

Nuova Nissan Micra: ritorna rinnovata e 100% elettrica

nuova nissan micra

La nuova Nissan Micra ‘generazione 6’ volta pagina e si adatta ai tempi. Mantiene, seppur solo accennata in alcuni tocchi stilistici, la sua personalità, ma cambia radicalmente tecnologia sposando la piattaforma Ampere Small, condivisa con la Renault R5, e passando senza compromessi all’elettrico.

Una scelta che può apparire coraggiosa ma che rientra in una precisa strategia dell’Allenza, che stante la situazione attuale dettata dall’Unione Europea non ha altra scelta che virare sulle zero emissioni allo scarico.

“Il mercato italiano sta iniziando a guardare verso l’elettrico”, ha detto Marco Toro, Presidente e Amministratore delegato di Nissan Italia. “Pur con percentuali sull’immatricolato ancora sotto la media europea, notiamo una crescita del venduto specie nel settore delle piccole”.

“I dati parlano chiaro: nel primo quadrimestre del 2025 sono state immatricolate 4.800 BEV, contro le 4.600 di tutto il 2024, dove peraltro erano stati erogati degli incentivi”.

“Le previsioni per il 2025 indicano 15.000 unità vendute e per il 2026 ci si aspetta una crescita a 18.000 pezzi”.

Marco Toro, Presidente e Amministratore delegato di Nissan Italia. ©Auto Tecnica

Dunque, Nissan si prepara e lo fa con Micra che, ha aggiunto Toro, “ha rappresentato finora il 42% di tutte le Nissan vendute negli ultimi trent’anni e tra i nostri modelli è sicuramente quello con cui viene maggiormente identificato il brand, perfino più di Qashqai, che da 15 anni è il nostro modello più venduto”.

Design

Specie in Italia l’aspetto estetico dell’auto mantiene un posto preminente nella scelta del cliente, anche nel segmento delle ‘piccole’.

La nuova Nissan Micra non banalizza il design ed esce dal Nissan Design Europe (NDE) di Londra con un carattere preciso dettato da linee semplici e superfici pulite, arricchite da finiture e dettagli di pregio.

Su una due volumi odierna di 4 metri l’originalità assoluta è quasi impossibile da disegnare, specie se non si vuole rischiare un flop in concessionaria, e dunque qualche influenza presa da alcune concorrenti non si può negare.

Tuttavia, l’insieme è armonico e i passaruote pronunciati con le ruote da 18” contribuiscono a dare ‘presenza’ e a identificare il nuovo corso di Micra.

A dispetto della tendenza comune, la Nuova Nissan Micra è 2,5 cm più corta della precedente, ma guadagna 4 centimetri in altezza e 3 in larghezza, con un passo di 2.540 mm.

©Auto Tecnica

Sei colori per gli esterni:

  • Pure White,
  • Elegant Silver,
  • Mystery Black,
  • Noble Marine,
  • Authentic Blue,
  • nuovo Rebel Red (nuovo).

Questi, con l’opzione del tetto nero consentono di scegliere 11 combinazioni che spaziano dal sobrio all’audace.

Il colore scelto per il lancio è il Noble Marine.

Interni

Tipicamente Micra gli interni, essenziali e votati alla funzionalità, mentre il rivestimento dei sedili cambia in funzione dell’allestimento, con tre diverse finiture Modern, Audacious e Chill.

L’illuminazione ambientale è disponibile in 48 colori diversi.

Anche qui la condivisione di elementi con altre vetture di pari segmento dell’alleanza è evidente, a cominciare dallo schermo configurabile ad alta risoluzione da 10,1″ posto davanti al guidatore e l’ulteriore display touchscreen da 10,1″, situato al centro della plancia e leggermente orientato verso il conducente, dove si gestiscono le funzioni di navigazione, audio e telefono.

Lunga 4 metri, larga 1,8 metri e con un passo di 2,54 metri, la nuova MICRA si muove con agilità e stabilità nei tratti misti e negli spazi urbani, garantendo allo stesso tempo un notevole spazio interno.

Il volume standard del bagagliaio è di 326 litri, che a 1.106 litri abbattendo gli schienali posteriori, segmentati 40/60.

Powertrain

Togliamoci subito il dente: la Nuova Nissan Micra non sarà prodotta col motore endotermico.

La piattaforma utilizzata non è multinergia e dunque l’unica opzione sarà alla spina.

Nissan, come altri Costruttori, ritiene che questa sia una soluzione adatta a chi si muove prevalentemente in città e su medie tratte extraurbane offrendo due opzioni di batteria, 40 kWh e 52 kWh, quest’ultima sufficiente per un’autonomia fino a 408 chilometri.

Per la ricarica, il caricabatterie in CC da 100 kW per la batteria da 52 kWh (80 kW per la batteria da 40 kWh) consente di caricare la batteria dal 15% all’80% in 30 minuti.

Entrambe le batterie sono dotate di una pompa di calore e di una funzione di riscaldamento e raffreddamento, per aumentare l’efficienza della ricarica.

Inoltre, la nuova Micra è dotata della tecnologia V2L (Vehicle-to-Load), che permette di usare la batteria di potenza per alimentare dispositivi esterni.

Capacità della batteria 40kWh 52kWh
Potenza massima 90 kW 110 kW
Coppia massima 225 Nm 245 Nm
Autonomia 310 km 408 km
Peso 1400 kg 1524 kg

*dati soggetti ad omologazione

Tecnica

Con un paso di 1.400 kg (1.524 kg con la batteria da 52 kWh) la nuova Nissan Micra è più leggera di molte concorrenti  a vantaggio di un’elevata efficienza, ottime prestazioni e maggiore maneggevolezza.

nuova nissan micra
©Auto Tecnica

Questo grazie al pacco batterie posizionato nella parte più bassa della piattaforma EV, alla sospensione anteriori tipo MacPherson con ammortizzatori passivi e alla posteriore multi-link, non comune si questo segmento, uniti alla coppia elevata allo spunto e allo sterzo reattivo.

Il guidatore può personalizzare il feeling di guida agendo sul comando al volante che seleziona ‘comfort’, ‘sport’ ed ‘eco’, per gestire diverse combinazioni di potenza, coppia, risposta dell’acceleratore, taratura dello sterzo, illuminazione ambientale, colore del quadro strumenti e informazioni visualizzate.

La quarta modalità ‘perso’ consente al guidatore di configurare ogni singolo parametro in base alle proprie preferenze.

Tramite le levette poste dietro al volante il guidatore può regolare il livello della frenata rigenerativa.

Oltre a questo, come le altre vetture elettrificate Nissan, è disponibile la funzione e-Pedal, che permette di accelerare e rallentare usando il solo pedale dell’acceleratore.

Questo, con un po’ di pratica, consente di facilitare la guida in città e nel traffico e risparmiare energia.

Su Micra l’e-Pedal è programmato per arrestare completamente il veicolo.

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Connessione e ADAS

La nuova MICRA è dotata di NissanConnect con Google per effettuare chiamate, ascoltare musica in streaming, pianificare i propri viaggi, connettersi con dispositivi domestici intelligenti, inviare messaggi ai propri contatti e controllare diverse funzioni del veicolo tramite comandi vocali.

La suite Google integrata nel sistema di infotainment comprende anche Google Maps, che ha un ruolo centrale nella funzione In-Car Route Planning.

Se la destinazione impostata prevede una percorrenza superiore all’autonomia disponibile, il sistema propone le stazioni di ricarica lungo il percorso, tenendo conto dell’autonomia residua e del consumo medio, e pre-condiziona la batteria per ottimizzare la velocità di ricarica.

E’ incluso anche Google Play per scaricare, ascoltare musica, podcast, audiolibri e molto altro direttamente dall’auto.

Dicendo ‘Hey Google’, Google Assistant permette di controllare vocalmente il sistema di climatizzazione, i sedili riscaldabili, gestire il navigatore o controllare i dispositivi domestici intelligenti, senza distogliere lo sguardo dalla strada.

Tramite l’app NissanConnect Services, disponibile su tutte le versioni della nuova MICRA, il guidatore può accedere a importanti funzioni e informazioni sulla vettura tramite telefono cellulare.

Da remoto, è così possibile verificare lo stato di carica della batteria, la posizione dell’auto, la cronologia delle ricariche, gestire la temperatura dell’abitacolo e il programma di ricarica.

La nuova MICRA è disponibile anche con Apple CarPlay e Android Auto di serie per chi preferisce collegare il proprio smartphone alla vettura.

A livello di sicurezza segnaliamo il ProPilot Assist, che comprende l’assistenza al mantenimento della corsia, il cruise control adattivo e la frenata di emergenza.

Altri sistemi di sicurezza disponibili sono:

  • la frenata di emergenza automatica,
  • il sistema di avviso abbandono involontario della corsia,
  • il sistema di monitoraggio del conducente,
  • il sistema di avviso e intervento angolo cieco,
  • la frenata posteriore di emergenza automatica,
  • il sistema di allerta oggetti in movimento nella zona posteriore,
  • il sistema di allerta uscita sicura dei passeggeri.

Garantita 10 anni

Nissan More è la garanzia estesa fino al decimo anno di vita della vettura o al limite di 200.000 km di percorrenza.

E’ gratuito e si attiva e rinnova a ogni tagliando di manutenzione eseguito presso la rete Nissan.

Per i prezzi si dovrà attendere luglio. Per vederla in concessionaria gennaio 2026.

nuova nissan micra
Luisa Di Vita, Direttore comunicazione e Chief innovation officier di Nissan Italia. ©Auto Tecnica

Chevrolet Corvette E-Ray, il V8 “un po’ elettrico” è arrivato in Italia

Front 3/4 view of 2024 Chevrolet Corvette E-Ray 3LZ coupe in Riptide Blue, driving over a bridge in front of a city. Pre-production model shown. Actual production model may vary. Model year 2024 Corvette E-Ray available 2023.

Quando l’elettrificazione va a toccare autentici miti come le muscle car c’è sempre il rischio che la cosa venga interpretata come una sconfitta, invece no. Come ha dimostrato la recente Porsche 911 GTS con il suo particolarissimo motore turbo elettrificato, e come conferma la Chevrolet Corvette E-Ray, il progresso ben gestito continua a essere un’opportunità. Un’opportunità approdata anche sul nostro mercato visto che questa variante del mito d’America è entrato da poche settimane nel listino dell’importatore Cavauto di Cantù (CO).

Del resto, l’attuale Corvette C8 ha già infranto un paradigma alla nascita, spostando il motore dietro i sedili e con la E-Ray introduce pure la trazione integrale. Ma offre anche il mix di prestazioni e dinamica più interessanti di sempre.

Chevrolet Corvette E-Ray, il V8 resta

Lo schema meccanico conferma il motore V8 LT da 6,2 litri in posizione posteriore centrale. Un motore dal sapore antico ma dalla configurazione decisamente moderna, con alberi a camme in testa, fasatura variabile, iniezione diretta e disattivazione dei cilindri per contenere i consumi. Una soluzione che si sposa particolarmente bene con la presenza di un modulo elettrico.

Chevrolet Corvette E-Ray Coupé (foto Chevrolet)

Questo non lavora sul motore o sul cambio (un doppia frizione a otto rapporti) come in altri casi, ma tramite un motore montato sull’asse anteriore. Questo non intacca il layout della parte posteriore. In compenso, ci guadagnano il bilanciamento dei pesi e quello dinamico, visto che i circa 120 kg più della Z06 vanno sul davanti, normalmente “scarico”. Trasformando questa Corvette in una supercar con trazione integrale on demand.

Il motore elettrico sincrono a magneti permanenti, infatti, è pensato più come un booster che come un propulsore indipendente, anche se la modalità di marcia puramente elettrica c’è. La batteria della Corvette E-Ray è agli ioni di litio e ha una capacità di 1,9 kWh e nella modalità “Stealth”, con il V8 spento, consente di percorrere qualche km a zero emissioni, anche acustiche, a non più di 70 km/h.

Chevrolet Corvette E-Ray Coupé, gli interni (foto Chevrolet)

Più veloce e potente della Z06

Il motore elettrico ha un picco di circa 162 CV e 195 Nm che nel momento di massimo sforzo si aggiungono, per una somma quasi aritmetica, ai quasi 500 CV e 640 Nm del V8 per una potenza massima di sistema di 655 CV, una decina in più della poderosa Z06 con motore 5.5 sovralimentato.

Chevrolet Corvette E-Ray Convertible (foto Chevrolet)

La Chevrolet Corvette E-Ray spicca anche nelle performance, dove è seconda soltanto alla ZR1 che però di CV ne scatena quasi 1.100. La trazione integrale con il robusto apporto del motore elettrico rende l’accelerazione fulminea. Lo sprint 0-60 miglia, che corrispondono a 97 km/h, avviene in soli 2,5 secondi, un decimo in meno della Z06, mentre la già citata ZR1 ne impiega 2,3. La velocità massima si aggira sui 290 km/h.

Chevrolet Corvette E-Ray Convertible (foto Chevrolet)

Ad accompagnare il tutto, una carrozzeria che riprende i fianchi larghi della Z06 e offre le stesse due configurazioni delle altre. la Corvette E-Ray si può avere Coupé, in realtà una “Targa” con tettuccio smontabile, e Convertible con tetto retrattile elettrico. I prezzi sono rispettivamente di 174.900 e 181.900 euro.

Forever hybrid: la gamma PHEV di Cupra

Malgrado resti un marchio europeo fra i più giovani, Cupra sta vivendo la fase della piena maturità dopo il passaggio cruciale del 2018, quando da semplice versione sportiva dei modelli Seat è diventato un brand degno di vita e mercati propri.

La gamma PHEV di Cupra contribuisce ad accrescere la possibilità di scelta per chi sia avvicina per la prima volta al marchio o sceglie motorizzazioni più ecologiche.

Una consapevolezza di idee e contenuti che pur unendo tutto alle forti sinergie del gruppo VW, significa anche tenersi stretto un margine di indipendenza che la rende un raro esempio di enclave automobilistico, o qualcosa di vagamente simile.

La gamma Cupra e-Hybrid al completo nel corso del test drive

Piace ai giovani

Una maturità che si vede nei numeri, con 800mila vetture vendute in sette anni di vita, 60.400 delle quali sul mercato italiano, passato da quasi 17mila esemplari del 2018 a più di 7.000 consegnati nei primi quattro mesi di quest’anno.

Da non dimenticare il 2024 messo a segno dal Suv Formentor, modello plug-in hybrid più venduto d’Italia con 3.812 unità e una quota mercato del 7,2%, a coronare la presenza del marchio ai vertici delle plug-in hybrid di segmento C, con 4.496 vetture vendute e una market share del 15,9%.

Ma il dato che più colpisce è quello del target, con una base clienti rappresentata da giovani con meno di 34 anni: indizio di una combinazione difficile da mettere a segno ma perfettamente riuscita che include motorizzazioni, stile e l’offerta economica, volendo articolata nel “Cupra Way”, formula che permette di pennellare la rata mensile in base a durata del finanziamento, anticipo e chilometraggio annuo.

La grinta della Terramar, la proposta più recente del marchio, che oltre al plug-in hybrid con due livelli di potenza (204 e 272 CV), offre in gamma un 2.0 benzina TSI da 204 e 256 CV e un mild-hybrid da 150 CV

Gamma PHEV di Cupra: l’ibrido che conquista

Ma buona parte del merito della crescita, come sanno bene a Verona – headquarter della filiale italiana – va alla tecnologia e-Hybrid, soluzione intermedia che ormai ha conquistato il 40% delle vendite, sposata a piene mani da chi non se la sente di convertirsi all’elettrico tout-court ma preferisce unire i vantaggi dell’elettrificazione nella quotidianità alle certezze del termico sulle lunghe percorrenze.

A pari merito, impossibile non aggiungere l’appeal di un design da sempre molto personale e distintivo, con soluzioni, scelte e accorgimenti di stile che permettono di distinguere senza ombra di dubbio una Cupra nel traffico, operazione sempre più difficile in un momento storico dove regna l’omologazione stilistica.

La Formentor, di recente sottoposta a quello che secondo i vertici Cupra è “ben più di un restyling”

e-Hybrid capitolo 2

La seconda generazione dell’e-Hybrid plug-in – adottata da tre dei sette modelli della lineup Cupra, ovvero Leon (hatchback e Sportstourer), Formentor e Terramar – monta una batteria da 19,7 kWh di capacità al nichel, manganese e cobalto con struttura a 4 moduli che in corrente continua e potenza fino a 50 kW è in grado di ricaricarsi dal 10 all’80% in 26 minuti,.

In alternata a 11 kW servono invece due ore e mezza per arrivare al 100% partendo da 0.

Il tutto a fronte di 125 km di autonomia senza emettere un solo grammo di CO2, che sfiorano gli 800 complessivi raggiungibili in combinazione con il termico.

La gamma PHEV di Cupra adotta un nuovo sistema di propulsione ibrido plug-in basato sul doppio lavoro di un motore termico da 1,5 litri TSI e un elettrico trifase VX54 da 85 kW (116 CV), che alzano l’asticella delle prestazioni di sistema fino a due varianti di potenza: 204 e 272 CV (150 e 200 kW), con coppia massima di 350 e 400 Nm.

La Leon, berlina compatta e sportiva che piace al pubblico giovane

Arriva Raval, la piccola di casa

La più nuova della gamma, secondo i vertici Cupra ingiustamente definita un “restyling”, è la Formentor, crossover dall’aria aggressiva e assai sportiva che in realtà non disdegna un uso familiare da diporto.

A completamento della gamma è attesa la Raval, la piccola Cupra elettrica lunga 4 metri che dovrebbe essere svelata in anteprima il prossimo settembre al Salone di Monaco, primo modello della nuova famiglia “Electric Urban Car Family”.

Pierantonio Vianello, direttore generale di Cupra e Seat Italia, nel corso dell’evento stampa, ha confermato il consolidamento del marchio sportivo spagnolo sul mercato italiano, con più di 7.000 unità consegnate nei primi quattro mesi del 2025

Bullock Car Care: protezione estesa per l’auto

bullock
Bullock, marchio leader nella sicurezza dell’auto, consolida la propria posizione sul mercato espandendo l’offerta al di fuori della categoria degli antifurti e additivi per carburante.

La nuova linea Car Care Bullock

Si tratta di soluzioni efficaci e specifiche per la pulizia e la manutenzione del veicolo.
La gamma comprende sette categorie di prodotti e quattordici referenze, ovvero:
  • trattamento carrozzeria,
  • interni,
  • cerchi,
  • esterni,
  • vetri,
  • panni,
  • sigillanti
Tra le principali innovazioni di quest’anno, Bullock presenta:
  • Cleaner Plus Detergente Cerchi con Iron Remover: formula avanzata che cambia colore quando attivata, permettendo una rimozione più efficace dei residui ferrosi e oleosi.
  • MultiCleaner Decontaminante & Pretrattante: prodotto multiuso da utilizzare a secco che agisce come pretrattante del lavaggio, efficace contro lo sporco organico derivante da piante e animali.
  • 4 Seasons Lavavetro: efficace nella rimozione di smog, polvere e insetti, con una protezione fino a -12°C per una visibilità sempre ottimale.
  • Dainet Pelle Panno Sintetica: superasciugante e ultra-performante, senza componenti di origine animale, garantisce una pulizia profonda e una lunga durata.
Oltre a queste novità, la linea Bullock Car Care include referenze pensate per ogni esigenza di manutenzione, tra cui:
  • PLASTIBEL – Rinnova Plastiche: ripristina il colore e la brillantezza delle superfici in plastica e gomma degli interni e esterni.
  • SHINE & PROTECT – Lucida Cruscotti: protegge con un effetto antistatico contro la polvere.
  • CRYSTAL CLEAR – Lavavetro Monodose: una formula concentrata per una pulizia rapida ed efficace dei vetri.
  • SHOWER & WAX – Shampoo Cerante: potenziato per una pulizia più profonda e un effetto lucidante duraturo.
  • ICE STOP! – Rimuovi Ghiaccio: elimina rapidamente il ghiaccio da parabrezza, vetri e serrature.

Bullock Family Brand premiato

L’essere “Eletto Prodotto dell’Anno” è un riconoscimento all’innovazione basato esclusivamente sul voto dei consumatori, che attraverso una ricerca indipendente valutano i prodotti più innovativi presenti sul mercato.
Il concorso si fonda su un’indagine condotta su migliaia di consumatori che premiano i prodotti per qualità, innovazione e soddisfazione d’uso.
Il lancio della linea Car Care Bullock segna un importante passo avanti, trasformando il brand in un partner di fiducia per la manutenzione e la protezione totale del veicolo.

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