
Nel giro di neanche un mese, il marchio Omoda ha scoperto le carte mostrando con le anteprime di Omoda 3, Omoda 7 e Omoda 9 i tre modelli che da qui a un anno o poco più andranno a completare la sua offerta europea aggiungendosi alla pioniera Omoda 5.
Malgrado la piattaforma sia condivisa, così come gran parte delle tecnologie, il marchio di Chery non intende cadere nell’errore del cosiddetto “effetto matrioska”, cioè proporre un modello sostanzialmente uguale in taglie e misure differenti, ma piuttosto caratterizzare ogni vettura focalizzando un preciso profilo di clientela. Se Omoda 5 ha ricoperto, sin dal debutto, il ruolo di compatta “fashion”, accessibile e tecnologica ma con un’estetica che insegue la moda, per Omoda 3, Omoda 7 e Omoda 9 look e dimensioni sono calibrati su misura per un determinato pubblico.
Omoda 9, a un passo dal lusso
L’ammiraglia Omoda 9 è stata la prima a debuttare: presentata all’inizio di aprile in occasione della Milano Design Week, è un SUV di 4,8 metri dalle linee eleganti ma non prive di un certo dinamismo, e interni curati dominati da un doppio display centrale composto da due unità da 12,3″.

Il suo gruppo propulsore è l’annunciata evoluzione dell’ibrido SHS lanciato sulla Jaecoo 7 pochi mesi fa, un powertrain che riassume in sé caratteristiche di un ibrido e di un elettrico con range extender, con ampie riserve di energia che consentono percorrenze superiori ai 1.100 km.

La versione che esordisce su Omoda 9 alza ancora il livello di performance, mobilità ed efficienza aggiungendo al gruppo anteriore, con motore a benzina 1.5, elettromotore e motogeneratore, un ulteriore un motore elettrico sul posteriore. La potenza totale arriva a ben 537 CV con 650 Nm di coppia massima. Si tratta della prima Omoda a trazione integrale (i-Awd) e dispone di una batteria litio ferro fosfato da 35 kWh (di poco inferiore a quella di una piccola elettrica pura come la Renault 5 e-Tech) e di un ampio serbatoio.

Omoda 9 SHS i-Awd promette percorrenze a trazione elettrica che vanno dai 145 ai 181 km (ciclo WLTP misto o urbano) e anche qui, non meno di 1.100 km con un rifornimento completo di carburante ed energia. Quest’ultima si può effettuare anche in corrente continua fino a 65 kW. Già annunciato il prezzo della versione unica, che costa 51.900 euro senza ulteriori opzioni.

Omoda 7, ibrida per giovani ambiziosi
Destinata a piazzarsi poco sotto la Omoda 9, la Omoda 7 punta a un pubblico giovane in cui convivano ambizione e maturità. Lunga 4,62 metri, esattamente a metà tra i modelli 5 e 9, ne è l’equilibrata via di mezzo anche sotto l’aspetto stilistico, ma al tempo stesso punta su soluzioni molto originali, iniziando dal display scorrevole da 15,9″ che si muove su un binario per arrivare all’illuminazione intelligente, all’assistente vocale evoluto e al sedile anteriore con funzione massaggio.
La base è la stessa della 5 ma per il momento la Casa ha citato come prima motorizzazione disponibili la Super Hybrid System di Jaecoo 7, con 347 CV, batteria da 18,3 kWh che assicura un centinaio di km di autonomia in modalità elettrica e oltre 1.200 complessivi. Attesa per l’estate, costerà tra i 32.000 e i 38.000 euro.

Omoda 3, un’astronave per tutti
La terza novità è quella che si farà attendere più a lungo, fino all’inizio del 2026, ma che proietterà Omoda ancora più a fodno nel mercato di massa. Si chiama Omoda 3 ed è il quarto e più piccolo dei SUV/crossover del brand cinese. Alla lunghezza di 4,3 metri unisce un design più audace, fatto di linee spezzate che ricordano un po’ alcui modelli Toyota e Lexus, e promette un’esperienza a bordo ispirata alla fantascienza.
Il suo posizionamento sarà decisamente competitivo: si attendono infatti prezzi compresi tra 20.000 e 25.000 euro e una scelta di motori che andrà dal benzina all’elettrico passando per l’ibrido, con una versione probabilmente semplificata dell’SHS.
















