Benvenuti nel futuro (si prega di abbassare il coperchio)

Sissignori: il domani è arrivato e chi non sa cosa mettersi farà bene a darsi una regolata. Perché l’auto non sarà mai più il pezzo di lamiera sagomata più o meno bene che serviva per andare da A a B.

L’auto di oggi, e anche quella di dopodomani, è e sarà sempre più un computer su ruote che guarda, impara, suggerisce, frena, rallenta, scruta chi c’è nei dintorni e sorveglia perfino chi guida. Ma questo già lo sappiamo, sono cose che stiamo imparando giorno per giorno.

Quello che ancora mancava all’appello era un dettaglio difficile da risolvere, almeno finché i soliti cinesi non hanno deciso che anche per quello bisognava trovare una soluzione.

Lasciando in pace la natura

Per essere ancora più chiari: c’erano ormai poche cose che non era possibile fare in macchina, e fra queste figuravano i bisognini, quelle necessità impellenti che, in mancanza di autogrill nei dintorni, bisognava sbrigare in modo artigianale, usando la fantasia e il tronco di un albero dietro cui nascondersi.

Magari d’inverno, in autostrada e mentre i Tir sfrecciano a tre metri di distanza.

Bene, anche quell’epoca è finita. O almeno, potrebbe essere finita. Dipende da quanti optional si è disposti a spuntare dall’elenco al momento dell’acquisto.

Il lusso ridefinito

C’è chi considera il lusso automobilistico un massaggio lombare mentre si percorre l’Autosole, chi un impianto audio da sala concerto incastrato tra i poggiatesta, e chi una toilette da viaggio nascosta sotto il sedile del passeggero.

Seres”, marchio automobilistico cinese che produce i veicoli “Aito” in partnership con “Huawei”, ha depositato e ottenuto il brevetto CN224104011U per quello che viene pudicamente definito un “WC integrato nel veicolo”. Data di deposito: 22 aprile 2025, data di approvazione, 10 aprile 2026. Stato attuale: attivo, con tutta la dignità che merita.

L’idea è tecnicamente rivoluzionaria: un corpo WC montato su un sistema di binari scorrevoli, nascosto sotto il sedile del passeggero anteriore.

Quando la natura chiama, e a volte chiama a voce alta, basta estrarre il cassetto e liberarsi del filino (o del gomitolo, dipende dai casi), e alla fine farlo rientrare come se niente fosse. Si intende il cassetto, non il resto.

Una sfida ingegneristica non richiesta

Dietro l’irresistibile comicità della proposta si nasconde un lavoro tecnico tutt’altro che superficiale. Gli inventori, che vale la pena citare a imperitura memoria (Wang Pengcheng, Zheng Yaokai, Ye Xiaojun, Lin Zhenting e Feng Tao), cinque ingegneri che evidentemente non avevano altri progetti da seguire, hanno dovuto confrontarsi con un vincolo strutturale per nulla banale: nei veicoli elettrici moderni, lo spazio sotto il pianale è già interamente occupato dal pacco batterie.

E trovare posto per una toilette funzionante senza smontare l’architettura dell’auto è, oggettivamente, un rompicapo ingegneristico degno di rispetto, o quantomeno di una pacca sulla spalla.

La classificazione IPC del brevetto è B60R15/04, categoria “attrezzature sanitarie per veicoli”, voce che fino a ieri evocava forse un porta-fazzoletti, e da oggi assume connotati molto più ambiziosi. Quasi epici.

Da segnalare anche il precedente: la “Polestone” aveva già tentato un approccio simile, proponendo un anello WC da riporre nella console centrale e dotato di sacchetti monouso. Un po’ la versione da campeggio-estremo della stessa idea, ma con un retrogusto umiliante.

Seres ha voluto fate un salto di qualità puntando all’integrazione totale e all’invisibilità assoluta del dispositivo quando non in uso.

Niente sacchetti e nulla di visibile: solo un cassetto che scorre e una certa dose di fiducia nell’ingegneria cinese.

Le domande senza risposta

Naturalmente, tra il brevetto e la produzione in serie si frappongono ostacoli che gli ingegneri definiscono “sfide tecniche”. Ad esempio: dove vanno i tubi di scarico in un telaio già saturo? Dove finiscono le acque reflue? La tenuta stagna reggerà anni di utilizzo, tornanti di montagna, temperature polari e caldo africano? E soprattutto: chi pulisce?

Perché se c’è una domanda che il brevetto non affronta, ed è comprensibile che non lo faccia, è proprio quella della manutenzione ordinaria. Un conto è progettare un meccanismo scorrevole impermeabile agli odori in condizioni di laboratorio, un altro è immaginare lo stesso meccanismo dopo due anni, tre bambini con l’intestino in disordine, il caldo d’agosto e un viaggio di ritorno dalle vacanze da Bagnara Calabra a Milano.

Poi c’è la questione psicologica, che il documento tecnico affronta con un understatement encomiabile: “l’accettazione psicologica potrebbe rivelarsi ancora più impegnativa”. Traduzione libera da fronzoli: convincere qualcuno a usare il bagno nella propria “Aito M9” mentre il passeggero posteriore guarda un video su YouTube richiederà un lavoro di marketing di proporzioni bibliche, forse un rebranding completo del concetto di intimità, e quasi certamente un buon profumatore d’ambiente a portata di mano.

Per questo motivo, l’azienda prevede di proporre il sistema come optional personalizzato e non come dotazione di serie. Una scelta saggia e, in un certo senso, rassicurante. Non tutti sono pronti, e qualcuno forse non lo sarà mai.

Idee creative per salvare i conti

Vale la pena notare che questa notizia arriva mentre le vendite dell’Aito M9, SUV di punta del marchio, registrano un calo del 44,2% rispetto all’anno precedente, con poco più di 11.000 unità consegnate nell’ultimo periodo.

Huawei e Seres stanno preparando una versione aggiornata del modello per rilanciare la domanda e se il bagno a scomparsa sarà tra le novità ufficiali, diventa interessante scoprire se farà la differenza.

Al contrario, se resterà confinato nel cassetto dei brevetti, pazienza: l’idea è già abbastanza memorabile così.

Il dato di fatto è che l’industria automobilistica cinese continua a macinare innovazioni ad un ritmo che lascia il resto del mondo a guardare fra ammirazione e disorientamento: e considerare l’idea geniale o grottesca dipende dalla distanza a cui si trova la toilette più vicina, e da quanto si è bevuto nelle ultime due ore.

Ma almeno, la prossima volta che qualcuno si lamenterà per la troppa tecnologia inutile delle auto, basterà citare il cesso da auto per mettere tutti a tacere.