
Crescita rapidissima, prezzi aggressivi e una visione chiara, quella di democratizzare l’elettrico.
Abbiamo chiacchierato con Federico Scopelliti, Country Manager Leapmotor Italia, a proposito dei nodi chiave del mercato, sulla strategia industriale di leapmotor e sul ruolo della nuova B10 REEV Hybrid.
Leapmotor cresce veloce con basi industriali solide
Leapmotor è un brand giovane ma già globale. Qual è il segreto di questa crescita?
Siamo nati solo dieci anni fa, ma oggi siamo presenti in oltre 40 mercati e cinque continenti. È una crescita molto rapida, ma non improvvisata.
Abbiamo iniziato a vendere da circa cinque anni e da allora i volumi sono cresciuti in modo esponenziale, fino a sfiorare le 600ila immatricolazioni globali nel 2025.
Un dato che colpisce è quello del primo trimestre 2026 con oltre 110mila unità vendute.
Il caso Italia con numeri da top player
L’Italia sembra un mercato particolarmente ricettivo. Perché?
Nel primo trimestre 2026 abbiamo superato le 11mila immatricolazioni, con una quota vicina al 30% nel mercato elettrico. A marzo abbiamo raggiunto il nostro record con oltre 5.500 unità.
Sono numeri che portano Leapmotor fino alla quinta posizione assoluta nel mercato totale, un risultato tutt’altro che scontato per un brand focalizzato quasi esclusivamente sull’elettrico.
Protagonista di questa crescita è la city car T03, ma contribuiscono al nostro successo anche il SUV C10 e ora la nuova B10 REEV consoliderà la presenza Leapmotor nel segmento C-SUV.
Il prezzo non è più un problema
Il tema prezzo resta centrale nella diffusione dell’elettrico. Come lo affrontate?
In effetti, in Italia il vero limite alla diffusione dell’elettrico è sempre stato il prezzo. Noi ribaltiamo questa logica. Le nostre auto costano meno delle equivalenti termiche. Il prezzo diventa una leva, non una barriera.
È un’affermazione forte, me ne rendo conto, ma coerente con il posizionamento della Leapmotor B10 REEV Hybrid, proposta sotto i 30mila euro di listino e con promozioni ancora più aggressive.
Integrazione verticale, la vera arma segreta
Quanto conta la vostra struttura industriale in questa strategia?
Molto. Siamo una tech company, non solo un costruttore. Produciamo internamente fino al 70% dei componenti.

Questo significa due cose: costi più bassi e controllo totale sulla qualità. Un esempio concreto può essere il sistema AVAS (il suono obbligatorio sotto i 30 km/h), inizialmente criticato dai clienti.
I nostri tecnici lo hanno modificato e migliorato in appena tre mesi, proprio grazie alla produzione interna.
Il ruolo di Stellantis per fornire credibilità
Quanto pesa la partnership con Stellantis nella crescita di Leapmotor?
È fondamentale. Stellantis detiene circa il 19% della società e attraverso Leapmotor International gestisce la distribuzione fuori dalla Cina. Questo ci garantisce una rete solida, logistica efficiente e credibilità immediata.
Tra i vantaggi più concreti abbiamo una rete vendita già consolidata, la disponibilità dei ricambi, assistenza capillare e un importante adattamento dei prodotti al gusto europeo.
Non a caso la messa a punto dei modelli avviene in Italia, presso il centro tecnico di Balocco.
La risposta per chi non è ancora pronto all’elettrico puro
Parliamo del nuovo prodotto ora: dove si inserisce la nuova B10 REEV nella vostra strategia?
È un modello chiave e rappresenta un ulteriore.. salto per noi. È pensata per chi vuole l’elettrico, ma non è ancora pronto a rinunciare completamente alla flessibilità.
La tecnologia Range Extender consente una guida sempre elettrica, autonomia fino a 900 km e nessuna ansia da ricarica.
Un equilibrio che la rende particolarmente adatta al mercato italiano, ancora in ritardo nella diffusione dell’infrastruttura.
La tecnologia accessibile è una promessa o realtà?
Ha parlato di democratizzazione della tecnologia. Che cosa significa davvero per Leapmotor?
Significa portare contenuti di alto livello – mi riferisco agli ADAS, alla connettività, agli aggiornamenti OTA – su auto accessibili.
Non vogliamo che l’innovazione sia un lusso. Ma offriamo un approccio che si riflette nell’equipaggiamento della B10.
Un equipaggiamento davvero completo, con infotainment avanzato, sistemi di assistenza completi, gestione intelligente dell’energia, integrazione smartphone totale.
Un nuovo equilibrio per il mercato europeo?
Quanto affermato da Federico Scopelliti mette in evidenza un punto fondamentale.
Leapmotor non sta semplicemente entrando nel mercato europeo, ma sta cercando di ridefinirne le regole.
Con modelli come la B10 REEV Hybrid, il brand propone una soluzione concreta a un problema molto sentito dagli automobilisti italiani: rendere l’elettrico praticabile oggi, non domani.
E forse è proprio questa sarà la chiave del suo successo. Non la tecnologia fine a sé stessa, ma la capacità di inserirla nel quotidiano delle persone, senza frizioni.
Perché, come spesso accade nell’automotive, non vince chi innova di più ma chi rende l’innovazione utilizzabile.

















