
La corsa alla guida autonoma è pronta per un nuovo scatto in avanti. Mentre nelle grandi metropoli statunitensi sono ormai pura normalità i taxi senza conducente e in Cina circolano flotte sempre più numerose di veicoli autonomi, una nuova protagonista vuole portare questa tecnologia direttamente nei garage dei clienti privati. Si chiama “Tensor Robocar” ed è l’evoluzione di “AutoX”, ex operatore cinese di robotaxi con sede in California.
Dieci anni per arrivare alla Robocar
Fondata nella Silicon Valley nel 2016, l’azienda ha inizialmente puntato ai robotaxi commerciali, testando i primi veicoli autonomi tra California e Cina già dal 2017. Durante la pandemia ha trasferito l’intera attività in Cina, costruendo una flotta di oltre 1.000 taxi autonomi mandati in avanscoperta in cinque grandi città.
Negli ultimi dodici mesi però la società ha cambiato completamente pelle. Come spiega la responsabile marketing Amy Luca, AutoX ha ceduto tutte le sue operazioni cinesi per motivi legati alla privacy dei dati. Tornata negli Stati Uniti, a San Jose, ha assunto il nome Tensor e ha abbandonato il modello business “fleet-first” per concentrarsi su un veicolo privato a guida completamente autonoma.
Un elettrico da 112 kWh con ricarica rapidissima
La Robocar è un veicolo elettrico progettato da zero. Integra una batteria da 112 kWh per circa 400 km di autonomia stimata e un motore posteriore di potenza non dichiarata. Non essendo noto neanche il peso del veicolo, Tensor non fornisce alcuna stima ufficiale delle prestazioni.
Più interessante il sistema elettrico a 845 Volt, che secondo l’azienda consente una ricarica dal 10 all’80% in appena 20 minuti. Tensor sta inoltre lavorando a un caricatore automatizzato: un braccio robotico che collega automaticamente l’auto alla presa quando rientra nel garage. Le portiere centrali, simili a quelle degli shuttle, sono elettriche e dotate di sensori anticollisione.
Un vero livello 4
Tensor classifica la Robocar come veicolo autonomo SAE Level 4, ovvero in grado di circolare da sola senza un essere umano a bordo, ma mantenendo la presenza di volante e pedali per chi preferisce guidare di persona. È, in sostanza, una sorta di Waymo pensata per la proprietà privata.

Un livello di autonomia è nettamente superiore al sistema Tesla Full Self-Driving (Supervised), che richiede comunque la supervisione costante del conducente. La differenza – sottolinea Tensor – è che la Robocar è stata progettata sin dall’inizio come un veicolo autonomo e non adattata da un modello preesistente. Lo sviluppo è partito nel 2020, poco dopo il lancio dei robotaxi in Cina.
Oltre 100 sensori e 8 Nvidia Drive Thor-X
Per tenere aperti gli occhi sul mondo circostante, ogni Robocar ha a disposizione una dotazione di sensori impressionante: 5 lidar (uno sul tetto, quattro su frontale, lati e posteriore), 37 telecamere, 11 radar e 10 sensori a ultrasuoni.
Il lidar principale copre un range quasi 300 metri in ogni direzione, mentre la pulizia dei sensori è automatizzata tramite 30 ugelli, 13 mini-tergicristalli e sistemi di riscaldamento anti-neve e anti-condensa. Rispetto ai robotaxi Zeekr di Waymo, Tensor aggiunge anche coperture fisiche che si chiudono automaticamente quando l’auto è spenta, per proteggere i sensori da urti e sporcizia.
Tutto il sistema è governato da un supercomputer con otto chip Nvidia Drive Thor-X, capaci di 8.000 TOPS. L’elaborazione è quasi completamente locale: una scelta che garantisce continuità operativa anche senza connessione 5G.
Il modello AI
Il software di guida, chiamato Tensor Foundation Model, combina due approcci: un sistema addestrato da conducenti professionisti e un modello di linguaggio visivo (VLM) per gestire imprevisti o rari. Secondo l’azienda, il veicolo può operare anche in pioggia e neve.

Schermi sugli angoli inferiori esterni mostrano pittogrammi ai pedoni per far capire che l’auto li ha rilevati e sta operando in modalità autonoma.
Dati sotto controllo
Un punto centrale del nuovo corso di Tensor è la privacy: non avendo bisogno di alcun cloud per la guida, l’azienda può evitare la raccolta obbligatoria di dati. La condivisione è opzionale e tutte le informazioni – incluse quelle biometriche utilizzate per l’accesso e la prevenzione dei furti – possono essere visualizzati e cancellati dal proprietario tramite l’auto o l’app.
Telecamere interne e microfoni, utili per l’assistenza vocale e la guida manuale, possono essere fisicamente coperti o disabilitati tramite interruttori.
Parlare con l’auto come con una persona

La Robocar integra un agente AI conversazionale basato su LLM: invece dei classici comandi vocali, il conducente può dialogare con il veicolo. È possibile chiamare l’auto da remoto tramite una telefonata o un SMS, e l’AI è progettata per apprendere e memorizzare le abitudini del proprietario: collegata al calendario può anticipare spostamenti, autonomia necessaria e ricariche da pianificare.
Guida autonoma o manuale
Il veicolo privilegia la modalità autonoma, ma volante e pedali restano disponibili per la guida umana. In modalità autonoma, volante e pedali si retraggono e il display centrale scivola sotto il cruscotto. Il sistema è interamente drive-by-wire e lo sterzo posteriore permette alle ruote di girare fino a 7 gradi, ottenendo un raggio di sterzata assai ampio. Tensor non fa segreto di puntare ai massimi punteggi di sicurezza di NHTSA, IIHS ed Euro NCAP.
La promessa: far lavorare l’auto
Tensor ha già firmato un accordo con Lyft per utilizzare le Robocar come veicoli premium nel ridesharing. L’azienda sostiene che i privati potranno mettere a reddito la propria auto autonomamente, una visione simile a quella annunciata da Elon Musk anni fa ma ancora non realizzata da Tesla. Non sono però stati forniti dettagli sul funzionamento del sistema di prenotazione e pagamento.
Prezzi e produzione
I prezzi non sono ancora stati annunciati, ma Tensor parla di “segmento lusso” e dato che Waymo stima per i propri veicoli un costo tra 150.000 e 200.000 dollari, la Robocar – più complessa – potrebbe posizionarsi nella fascia di prezzo ancora più alta.
La produzione sarà affidata a VinFast, nel sito produttivo di Haiphong, in Vietnam, dove l’avvio è previsto per la fine del 2026, con le prime consegne previste negli Emirati Arabi Uniti nel quarto trimestre dello stesso anno.
Negli Stati Uniti l’arrivo è stimato per l’inizio del 2027, al netto del via libera normativo, ma Tensor pensa in grande e mira anche a conquistare il mercato europeo, anticipando l’offensiva con un accordo con un servizio di ridesharing danese.
















