
Fra maggio e giugno c’è un nuovo ospite pronto ad aggirarsi sulle strade della Penisola: è silenzioso, carico di sensori, antenne e telecamere, e non è lì per godersi il paesaggio né per fare un giro turistico tra le rotonde abusive e i cantieri eterni.
È un veicolo di “HERE Technologies”, colosso olandese della mappatura digitale, e l’obiettivo è trasformare l’Italia intera in un modello tridimensionale ad alta precisione.
Il mondo visto dall’algoritmo
Il progetto è ambizioso quanto lascia intuire: “mappatura 3D”. Non basta più sapere dove finisce una strada, bisogna sapere l’altezza del cordolo, l’inclinazione dell’asfalto e se il cartello di divieto di sosta è ancora al suo posto o se nel frattempo qualcuno lo ha eliminato.
I veicoli, rigorosamente brandizzati con il logo HERE così che nessuno possa fingere di non averli notati, percorreranno arterie principali e vie cittadine raccogliendo dati con grande precisione: rileveranno segnaletica orizzontale e verticale, punti di interesse come esercizi commerciali, stazioni di servizio e ristoranti, mettendo in atto un censimento capillare del territorio.
A cosa serve sapere tutto?
Un’operazione utile alla guida autonoma, principalmente: le auto del futuro, quelle che teoricamente dovrebbero portarci al lavoro mentre leggiamo il giornale o guardiamo il finestrino, hanno bisogno di mappe molto più ricche di quelle che bastano a un essere umano.

Vogliono sapere dov’è ogni striscia pedonale, ogni segnale e ogni ingresso di parcheggio sotterraneo. Ma non solo: i dati serviranno anche a sviluppare servizi per ridurre la congestione del traffico e migliorare la mobilità urbana.
La privacy? Ci hanno pensato
Sul fronte della privacy, HERE si affretta a rassicurare tutti con dovizia di dettagli tecnici. Le immagini acquisite sono inizialmente archiviate a bordo dei veicoli, poi trasferite in forma criptata verso strutture sicure.
A quel punto entrano in gioco algoritmi di ultima generazione che individuano e oscurano volti e targhe prima di qualsiasi pubblicazione.
Il processo è sistematico e rigoroso: nessuna nonna affacciata al balcone finirà su una mappa pubblica senza il volto pixelato, e nessun SUV in doppia fila verrà immortalato con la targa ben leggibile.
Il pulsante della speranza
E nel caso (raro, giurano) in cui qualcosa sfugga all’algoritmo e un volto o una targa rimanga visibile, HERE ha predisposto una procedura di segnalazione.
Basta accedere all’immagine online e cliccare su “Segnala immagine” in basso a sinistra sulla mappa.
Il gemello digitale
Nel frattempo, se nelle prossime settimane capiterà di incrociare per strada un’auto dall’aria vagamente fantascientifica, coperta di strumentazione e con il logo HERE bene in vista, niente paura: sta solo costruendo il gemello digitale del quartiere, centimetro per centimetro, curva per curva, dosso artificiale per dosso artificiale.
















