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Hella Forvia rivoluziona i sensori per la sicurezza dei mezzi pesanti

Hella Forvia, uno dei colossi nel settore della tecnologia per l’automotive, ha reso note le ultime novità in tema di tecnologie per la sicurezza attiva, in particolare dei veicoli pesanti.

Stavolta si tratta principalmente di una nuova generazione di sensori ad alte prestazioni che contribuiranno a migliorare le condizioni di marcia sotto molti aspetti. Oltre alla sicurezza, promettono infatti di generare più comfort, sicurezza e sostenibilità.

Climatizzazione efficiente e sicurezza

Tra le innovazioni di punta figura il Solar Sensor, progettato per garantire una climatizzazione efficiente nelle cabine dei mezzi pesanti. Questo dispositivo rileva l’intensità e l’angolo d’incidenza dei raggi solari, contribuendo a mantenere una temperatura uniforme e confortevole per conducente e passeggeri.

La tecnologia opera tramite una rete di comunicazione locale (LIN), ottimizzando il funzionamento dell’impianto di climatizzazione e riducendone il consumo energetico. Un sistema opzionale consente inoltre di migliorare la luminosità dell’abitacolo.

Monitoraggio intelligente delle batterie

La gestione efficiente dell’energia è fondamentale nei veicoli di nuova generazione, e Hella Forvia risponde a questa esigenza con gli Intelligent Battery Sensors (IBS). Questi dispositivi monitorano costantemente lo stato di carica, l’invecchiamento e la capacità delle batterie nei sistemi a 24 volt, abilitando funzioni come lo start&stop e prevenendo guasti legati all’alimentazione.

Forvia Hella Intelligent Battery Sensor (foto Forvia Hella)

Grazie alla comunicazione tramite rete LIN, i sensori IBS offrono dati affidabili che permettono di prolungare la vita utile delle batterie e garantire una maggiore efficienza operativa.

Le altre proposte

Oltre alle soluzioni per il primo equipaggiamento, Hella Forvia offre un ricco portafoglio di sensori destinati all’aftermarket. Tra questi figurano dispositivi per il monitoraggio della temperatura, della pressione dei gas di scarico, del livello dell’olio e di numerosi altri parametri critici per la sicurezza e il comfort dei veicoli. Recentemente, l’azienda ha ampliato la gamma di componenti per veicoli elettrici ad alta tensione, includendo sensori di qualità dell’aria, di assistenza al parcheggio e ancora di temperatura, confermandosi leader nell’elettronica per la mobilità sostenibile.

 

TEA, i dati dell’osservatorio sulla filiera dell’auto elettrica

La filiera italiana dell’automotive e la sfida della mobilità elettrica: un tema che tiene banco, appassiona e al tempo stesso preoccupa gli attori dell’industria, per cu la transizione non è sempre un’opportunità.

Per avere un quadro più realistico della situazione, e soprattutto del sentimento generale, delle aziende, l’osservatorio TEA (Trasformazione dell’Ecosistema Automotive) propone da tre anni un’analisi statistica basata su un articolato questionario inviato alle aziende della cosiddetta “filiera allargata”, e comprendente tutte le realtà che lavorano nell’automotive includendo ovviamente anche quelle attive nello sviluppo di componenti, sottosistemi, tecnologie e servizi per l’elettrificazione.

I risultati sono stati presentati ieri pomeriggio a Roma in una conferenza stampa organizzata dalla stessa TEA in collaborazione con Motus-E e svoltasi in una sala del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel palazzo che tra l’altro da fine novembre a febbraio ospita all’ingresso principale un’interessante mostra dedicata ai brevetti.

Oltre a Francesco Zirpoli, Direttore dell’Osservatorio TEA, che ha illustrato i risultati, e al presidente di Motus-E Fabio Pressi, all’incontro moderato da Daniele Moretti, vicedirettore di Sky TG-24, hanno partecipato altre personalità del mondo industriale e politico. In particolare Alessandro Moroni, Responsabile Divisione IX. Mobilità sostenibile, automazione e logistica del MIMIt, Massimiliano Calamai (Alpitronic), Giovanni Comboni (O.R.I. Martin) e i membri del comitato tecnico-scientifico del Mimit Anna Moretti e Francesco Naso, che hanno dato vita alla tavola rotonda finale con il commento dei dati.

TEA

Un campione rappresentativo

A questi sono state poste domande circa la volontà di investire e realizzare nuovi prodotti da qui al 2027, l’impatto percepito della transizione energetica sull’occupazione, accesso al credito ecc…

Il bacino d’utenza è enorme e ha generato n campione piuttosto significativo: delle oltre 2.100 realtà interpellate, che totalizzano 167.000 dipendenti, e che nel corso del 2024 hanno risposto in poco meno di 400 oltre il 18%, e di queste circa 250 hanno partecipato a fine anno un’ulteriore indagine sulle prospettive del settore basate si dati più aggiornati.

Chi investe e chi no

Il dato principale, emerso dall’indagine, presentata dal è che second il campione dei partecipanti in Italia quasi metà delle aziende non prevede investimenti in nuovi prodotti e processi, in attesa di indicazioni più chiare sulla direzione che intende prendere l’industria dei trasporti. Per le rimanenti, il 31% ha programmato investimenti sulla mobilità elettrica e il 21% sulle motorizzazioni endotermiche.

Andando più nel dettaglio, il 61,6% degli investimenti riguarderà elementi e componenti “generici”, non collegati a un particolare tipo di alimentazione. Il 17,9% sarà invece impiegato per lo sviluppo di componenti specifici dei veicoli elettrici, il 10,1% su componenti per veicoli endotermici. Appena il 6,7%, infine, andrà a sostegno dei comparti ingegneria e design e, infine, solo il 3,8% sarà concentrato sul software, pur essendo quest’ultimo indicato come uno dei settori chiave per la futura evoluzione del trasporto.

Le aziende più fiduciose e propense a investire nell’innovazione sono tendenzialmente quelle più grandi e meglio affacciate sui mercati globali, mentre quelle medio-piccole e spesso legate a poche forniture importanti per volumi sono più in difficoltà nel trovare le risorse e lo stimolo a innovare.

L’elettrificazione non è ancora la chiave

La transizione, ad ogni modo, non è vista come un processo così rivoluzionario nel breve termine: addirittura il 66% delle imprese interpellate dall’osservatorio TEA non si aspetta, infatti, che da qui al 2027 l’elettrificazione abbia impatti davvero rilevanti sul portafoglio prodotti o che renda necessari particolari adeguamenti, attesi soltanto dal 26,6% degli intervistati. Appena il 7,4% è pronto a cambiare in modo significativo sul portafoglio prodotti o rivolgere la sua attenzione al di fuori dell’automotive.

La ritrosia nell’investire nel rinnovamento di prodotti e processi è uno degli indicatori più preoccupanti in quanto interessa meno della metà degli interpellati, mentre il 55,2% delle aziende non ha in programma investimenti di questo tipo.

Occupazione e… preoccupazioni

Sotto il profilo occupazionale, l’analisi di TEA rileva che le imprese che investiranno nelle produzioni rivolte alla mobilità elettrica sono le uniche con un orientamento positivo, soprattutto per quanto riguarda le assunzioni nelle aree a maggior valore aggiunto, come ricerca e sviluppo (+5,6%) e sistemi informatici (+8%).

Come riporta il comunicato finale di presentazione dell’analisi, “in cima alle preoccupazioni della filiera c’è il nodo dei costi dell’energia, seguito dall’esigenza di un’accelerazione sull’adozione delle fonti rinnovabili, percepita come un elemento di competitività rilevante per via delle certificazioni sull’impronta carbonica richieste ai fornitori di componenti. Inoltre, si invocano politiche per la diffusione dell’infrastruttura di ricarica, per facilitare assunzioni e formazione del personale e per stimolare la domanda di veicoli elettrici, agendo così indirettamente anche sulle economie di scala.

Si segnalano infine tra le priorità indicate dalla filiera le azioni orientate a favorire la realizzazione di nuovi impianti, il rientro in Italia di attività produttive, la collaborazione tra soggetti diversi, gli accordi di innovazione per l’automotive e l’attrazione di nuovi investitori”.

Texa TXT Multihub 2, lo strumento di diagnosi universale

Texa annuncia il lancio sul mercato del TXT Multihub 2, un nuovo strumento rivolto ai professinisti dell’assistenza. Si tratta di un’interfaccia veicolo che consente di operare su auto, moto, mezzi pesanti, mezzi agricol ie heavy duty, imbarcazioni, con grande flessibilità.

Il dispositivo alla base è un nuovo display da 2,42 pollici retroilluminato a luce bianca che consente una miglior leggibilità dei dati durante le operazioni di diagnosi.

TEXA TXT MULTIHUB 2 (foto Texa)

TXT Multihub 2 gestisce automaticamente e in modo completo i protocolli di comunicazione CAN, CAN FD, DoIP, PassThru tramite una connettività intelligente basata sul sistema operativo Linux “on board”. Abilita inoltre la diagnosi da remoto, consentendo di effettuare riprogrammazioni, calibrazioni ADAS, sostituzione componenti, codifiche, body computer, reset service e molto altro. Ovviamente, il servizio comprende l’assistenza in tempo reale da parte di personale esperto che garantisce supporto specializzato.
Il pacchetto è completato dal
design rugged certificato IP53 e dallo standard militare MIL-STD 810G (transit drop test), che ne fanno una soluzione versatile e con elevati standard prestazionali.

Texa in pillole

Fondata nel 1992, TEXA oggi è un’azienda leader nella progettazione, industrializzazione e costruzione di strumenti diagnostici, dispositivi per la telediagnosi, stazioni per la manutenzione degli impianti A/C, analizzatori gas di scarico, dedicati ad autovetture, motociclette, camion, mezzi agricoli e motori marini.

L’ultima frontiera è la produzione di sistemi Powertrain per veicoli a propulsione elettrica. Presente in tutto il mondo con una capillare rete di distribuzione, TEXA commercializza direttamente in Brasile, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Polonia, Spagna, Stati Uniti tramite filiali.

Attualmente sono circa 1000 i dipendenti: una forza lavoro giovane, tra cui oltre 300 tra ingegneri e specialisti impegnati nella Ricerca e Sviluppo.

Easyrain: missione ridurre gli incidenti stradali

easyrain

L’azienda torinese Easyrain, nata come start-up, è divenuta leader nello sviluppo di soluzioni predittive e attive volte ad aumentare la sicurezza dei veicoli.

Easyrain: da start-up a Tier1 per la sicurezza

Nel 2024 Easyrain ha raggiunto lo status di Tier 1 e ha firmato un contratto con un importante carmaker per la fornitura del sensore virtuale anti-aquaplaning DAI (Digital Advanced Information).

La prima vettura equipaggiata con questo software, capace di riconoscere sia situazioni di aquaplaning parziale che completo, sarà presentata nel corso del 2025.

Nuovi investitori e aumento di capitale

Un’altra buona notizia è la finalizzazione di un nuovo equity round, destinato a supportare l’ulteriore crescita aziendale, l’implementazione della roadmap tecnologica e l’ingresso sul mercato.

L’operazione da 2,5 milioni di euro è stata sostenuta da Indaco Venture Partners SGR, uno dei principali operatori indipendenti di venture capital in Italia che supporta Easyrain dal 2018 e ne condivide la mission.

Questo fundraising rappresenta il primo passo di un aumento di capitale che l’azienda prevede di chiudere nel corso del 2025.

Indaco Venture Partners SGR ha partecipato al round tramite il Fondo principale Indaco Ventures I e il nuovo Fondo Indaco Ventures I – Parallel Lombardia.

Quest’ultimo è un fondo partecipato dall’iniziativa Lombardia Venture di Regione Lombardia finanziata con fondi europei del PR Lombardia FESR 21-27 e gestita da Finlombarda, che ha l’obiettivo di sostenere la crescita di aziende con sede in Lombardia ad alto potenziale innovativo.

Il round ha visto anche la partecipazione di investitori privati.

Una tecnologia per la sicurezza in continua evoluzione

Tra i progressi tecnologici attuati nel 2024 da Easyrain vale la pena ricordare:

  • l’ampliamento della piattaforma di sensori virtuali Digital Advanced Information, con nuovi software in grado di:
    • rilevare perdite di pressione dei pneumatici,
    • l’usura del battistrada,
    • eventuali asimmetrie delle sospensioni;
  • il lancio della nuova generazione del sistema Aquaplaning Intelligent Solution (AIS), più leggero e ottimizzato in ottica industrializzazione;
  • lo sviluppo di rivoluzionarie nuove soluzioni per contrastare perdite di aderenza su neve e ghiaccio e per migliorare l’efficacia di ADAS e guida autonoma.

Easyrain affronta il 2025 con un team cresciuto del 30% rispetto al 2024 e con progetti fortemente innovativi rivolti al settore di ADAS e guida autonoma.

Honda NR500: la storia in un libro

honda nr500

E’ quasi un romanzo la storia di una delle più incredibili e controverse motociclette da Gran Premio dell’era moderna, la Honda NR500 a ‘pistoni ovali’.

Il libro scritto da una giornalista giapponese, Yoko Togashi, unisce i contenuti tecnici (con qualche piccolo errore veniale nella terminologia tradotta) a quelli umani, consentendo al lettore di entrare nella mentalità dei protagonisti di questa sotria, a cominciare da Soichiro Irimajiri, il leggendario ingegnere già progettista delle formidabili pluricilindriche da GP degli anni ’60 prodotte dalla Honda.

La sfida di un ritorno al vertice dei Gran Premi dopo oltre un decennio di assenza, se vinta, sarebbe entrata nella leggenda.

Irimajiri lo sapeva, poiché sfidare i motori a due tempi di Yamaha e Suzuki con un quattro cilindri quattro tempi, considerati i limiti regolamentari sul frazionamento (max 4 cilindri), il numero delle marce (6) e la rumorosità allo scarico (al contrario dei quattro tempi, nei due tempi il silenziatore non è un ostacolo alle prestazioni) era sulla carta ina missione impossibile.

Un giorno vinceremo: ma non con la Honda NR500

Eppure ‘Iri’ disse al suo team ‘un giorno vinceremo’ (che è poi l titolo del libro).

Passo fondamentale realizzare un motore a 8 cilindri con soli 4 pistoni, cosa che poté essere realizzata inventando dei pistoni di forma ovale, sui quali si affacciavano 8 piccole valvole.

Dal concetto alla realizzazione del prototipo, alle prove al banco fino alle prime uscite in pista: tutto è documentato dall’autrice in ogni dettaglio, con dei risvolti umani che rendono oltremodo interessante la lettura.

Se acquistate questo libro e siete appassionati di motori e corse motociclistiche, lo divorerete. Parola mia!

Oltre allo staff tecnico giapponese, si parla di piloti, in particolare di Freddie Spencer, che nel 1983 riuscì nell’impresa di portare alla Honda il titolo mondiale della classe 500, impresa che non riuscì nemmeno al leggendario Mike Hailwood.

Una vittoria che arrivò non con la NR500 a ‘pistoni ovali’ dei quali furono presto raggiunti i limiti strutturali e la consapevolezza di non poter lottare ad armi pari con le due tempi, ma con la Honda NS500 tre cilindri due tempi, una moto sviluppata in tempi brevi apposta per il campione americano.

Il libro è disponibile da ASI Service al prezzo di 20,00 €.

BYD Atto 2: com è il B-SUV elettrico con batteria strutturale

Il 2025 segna l’arrivo in Europa di BYD Atto 2, il nuovo SUV completamente elettrico progettato per le città. Con un design compatto, tecnologie avanzate e l’esclusiva Batteria Blade integrata nella struttura del veicolo, rappresenta un’opzione versatile e accessibile per chi cerca una guida rialzata in un’auto comunque spaziosa, agile e ricca nelle dotazioni restando nel segmento B.

Il debutto ufficiale è avvenuto al Salone di Bruxelles, con le vendite previste da febbraio e prezzi ancora da comunicare ma che dovrebbero avere una base compresa tra i 30.000 e i 35.000 euro

Compatta ma generosa

Il BYD Atto 2 misura 4.310 mm in lunghezza, 1.830 mm in larghezza e 1.675 mm in altezza, con un passo di 2.620 mm che ottimizza lo spazio interno. Rispetto all’Atto 3, è più corto e stretto, ideale per strade e parcheggi urbani.

Il design esterno combina robustezza e dettagli distintivi: fari full-LED, una griglia elegante e una barra luminosa posteriore che collega luci a forma di “nodo cinese”. Disponibile in quattro colori, tra cui il nuovo Climbing Grey, si distingue per linee dinamiche e particolari sportivi.

Interni spaziosi e funzionali

All’interno, BYD Atto 2 offre un ambiente premium con materiali di qualità e un layout progettato per la semplicità d’uso. La console centrale integra comandi fisici per le funzioni principali, mentre un tetto panoramico in vetro aumenta la luminosità. La capacità del bagagliaio, da 400 a 1.340 litri, lo rende adatto anche a esigenze familiari. La piattaforma e-Platform 3.0 garantisce un pavimento completamente piatto, ottimizzando lo spazio per i passeggeri.

Tecnologia Cell-to-Body e batteria Blade

La tecnologia Cell-to-Body (CTB) integra la Blade Battery direttamente nella struttura del veicolo, migliorandone rigidità e sicurezza. La batteria LFP (litio-ferro-fosfato) è priva di cobalto e nichel, resistente alle temperature estreme e progettata per durare a lungo. Supera test di sicurezza rigorosi, garantendo prestazioni eccellenti e affidabilità.

Motorizzazioni e autonomia

BYD Atto 2 è dotato di un motore elettrico anteriore da 130 kW e sarà disponibile inizialmente con una Batteria Blade da 45,1 kWh, che offre un’autonomia WLTP combinata di 312 km. Nei prossimi mesi, sarà lanciata una versione con batteria maggiorata, capace di raggiungere un’autonomia superiore, rendendola ideale per chi necessita di percorrenze più lunghe.

EFI Technology: MTA acquisisce il 60% delle quote

MTA, multinazionale nota per lo sviluppo e la produzione di componenti elettrici ed elettronici per l’automotive, ha firmato l’accordo per l’acquisizione del 60% delle quote di EFI Technology.

L’operazione sarà perfezionata nelle prossime settimane.

L’italiana italiana è leader a livello globale nello sviluppo e produzione di Powertrain Control System, ossia di centraline controllo motore destinate ai motori endotermici ed elettrici.

Oltre a questo, EFI Technology, offre sistemi di gestione della batteria di trazione (BMS), inverter, body computer, sistemi di controllo sospensioni attive.

Gli attuali azionisti di EFI Technology continuano a detenere il 40% delle quote societarie, mantenendo i loro ruoli direzionali e operativi.

Con questa operazione MTA punta ad accrescere la propria offerta di soluzioni destinate agli OEM, e segue le precedenti acquisizioni di EDN Srl nel 2023 (On-board Battery Charger e convertitori di potenza per veicoli elettrici e ibridi) e del ramo d’azienda della Calearo S.p.A. nel 2024 (antenne e soluzioni di wireless connectivity).

EFI Technology
Antonio Falchetti, Direttore Generale di MTA.

Antonio Falchetti, Direttore Generale di MTA:

“Questa acquisizione, in linea con le precedenti, contribuisce a un ulteriore aumento della nostra gamma di prodotti e rafforza il ruolo internazionale di MTA, in particolare in mercati strategici quali India e Cina, dove EFI Technology vanta una forte presenza e MTA possiede già stabilimenti produttivi”.

EFI Technology
Piero Campi, CEO di EFI Technology.

Piero Campi, CEO di EFI Technology:

“Gli azionisti di EFI Technology hanno trovato in MTA un Gruppo imprenditoriale con radici familiari che siamo certi rappresenti il partner ideale per lo sviluppo futuro dell’azienda, grazie alle importanti sinergie che potremo mettere in campo sia in termini di settori coperti dai prodotti sia per quanto riguarda la condivisione dei mercati strategici di riferimento”.

Con questa operazione, il Gruppo MTA rafforza la posizione di Solution Provider di sistemi innovativi per i Costruttori globali.

Siemens eMobility investe nella rete di ricarica elettrica

Siemens eMobility rete di ricarica

Siemens eMobility è stata scelta come partner tecnologico per due progetti chiave di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in Italia, contribuendo all’elettrificazione del trasporto pubblico e alla trasformazione delle stazioni di servizio in aree strategiche per la mobilità sostenibile.

Nel primo progetto, Siemens eMobility sta elettrificando i depositi autobus di Autolinee Toscane S.p.A., parte del gruppo RATP DEV Italia, nelle città di Firenze, Prato e Lucca. La rete comprende 73 punti di ricarica SICHARGE UC con potenze di 100 e 150 kW, supportati da sistemi di distribuzione elettrica a media e bassa tensione con moduli IoT per un’erogazione energetica affidabile.

Software dedicato

Il software DepotFinity consente la gestione ottimale delle operazioni, implementando logiche di smart charging, pre-condizionamento delle batterie e monitoraggio dei chilometri percorsi dai veicoli. Questa infrastruttura garantisce operazioni efficienti e sostenibili per l’intera flotta pubblica toscana.

Infrastrutture avanzate per i siti IPLANET

Il secondo progetto coinvolge IPLANET, azienda leader nelle soluzioni per la transizione energetica, che ha incaricato Siemens eMobility di equipaggiare oltre 120 siti logistici con punti di ricarica da 300-400 kW. La rete integra sistemi Point of Sale (POS) compatibili con la normativa AFIR, attivazione tramite app o QR code, e schermi interattivi accessibili anche a utenti con disabilità.

I siti includono sottostazioni scalabili, sistemi di telecontrollo e integrazione con fonti di energia rinnovabile. Alcuni già operativi dispongono di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo BESS e ricarica per veicoli pesanti elettrici.

Un impegno verso la mobilità sostenibile

Questi progetti rappresentano un passo significativo verso la decarbonizzazione dei trasporti, sottolineando l’impegno di Siemens eMobility nell’integrare tecnologie innovative e soluzioni sostenibili per trasformare il settore della mobilità.

ITIS Avogadro di Torino: un seminario su inquinamento e peso dei veicoli

ITIS Avogadro
Foto ricordo dell'evento. Da sinistra:Giuseppe Piras (Associazione Torino Respira) Giovanni Mazzitelli, studente fra i più attivi sulle problematiche ambientali, Francesco Forleo (Auto Tecnica), il Prof. Alfonso Carlone (ITIS A.Avogadro).

Lo scorso 4 dicembre, presso l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Amedeo Avogadro” di Torino (ITIS Avogadro),  si è tenuto un seminario rivolto agli studenti del 5°anno intitolato “Correlazione fra emissione di inquinanti e peso dei veicoli”.

Il seminario è stato concordato nell’ambito del progetto di formazione e sensibilizzazione “2024-25 Youth Climate Action Fund” supportato dal Comune di Torino e Diretto dal Prof. Alfonso Carlone, per progettare e mettere in campo soluzioni per il contrasto al cambiamento climatico con giovani, tra i 15 e i 24 anni.

Traffico veicolare e inquinamento: la correlazione

La riduzione dell’inquinamento ambientale causato dal traffico veicolare è un punto cruciale nella trattazione della transizione energetica.

Essa rientra fra i temi che i giovani studenti dell’ITIS, che porta il nome del  grande scienziato e matematico italiano, stanno sviluppando con idee e proposte di soluzioni sotto la guida dei loro professori.

Il seminario è stato condotto da Francesco Forleo (nella duplice veste di collaboratore di  Auto Tecnica e coordinatore del Gruppo di Lavoro “Mobilità” presso la Consulta Ambiente e Verde del Comune di Torino).

ITIS Avogadro
Francesco Forleo illustra agli allievi dell’ITIS A. Avogadrio di Torino la situazione dell’inquinamento nella città di Torino.

Il nucleo  della presentazione, seguita con estremo interesse e curiosità dai giovani diplomandi, è stato il principio di conservazione dell’energia  cinetica (un principio ricordato nella sua formulazione più universale in ogni  editoriale di Auto Tecnica) che mette in relazione massa e velocità dei veicoli con l’energia cinetica necessaria ad attuare il movimento.

L’energia cinetica determina i consumi di carburante e le relative emissioni di ogni tipo di veicolo, inclusi quelli elettrificati ibridi e BEV.

Questi parametri fisici sono in rapporto quadratico rispetto al fabbisogno energetico: un veicolo di massa doppia rispetto a un altro, richiede circa  4 volte l’energia cinetica rispetto al primo.

Anche la velocità e le modalità di conduzione dei veicoli sono molto importanti: la cosiddetta “Guida etica”  è determinante per la riduzione dei consumi (e delle emissioni conseguenti) con  differenze fra una guida calma e una aggressiva che vanno fino al 40%.

Alla fine del seminario è stata consegnato agli studenti il Vedemecum della “Guida etica” sintetizzato nel recente articolo pubblicato sul n. 501 di Auto Tecnica: un viatico verso una mobilità sempre più responsabile e attenta all’ambiente.

ITIS Avogadro in pillole

L’Istituto di Istruzione Superiore Amedeo Avogadro di Torino è un’istituzione in ambito cittadino. Dalle aule di questo Istituto Tecnico Industriale Statale sono usciti periti con elevatissime competenze tecniche che erano estremamente apprezzate nel tessuto industriale torinese.

Diplomarsi ‘all’Avo’ come era conosciuta questa scuola, era l’ambizione di tutte le famiglie che dal dopoguerra volevano un futuro professionale migliore per i propri figli.

Oggi, l’ITIS Avogadro ha un’offerta formativa che punta su:

  • preparazione flessibile, adatta sia al proseguimento degli studi a livello universitario, che all’inserimento nel mondo del lavoro;
  • proposte di stage presso aziende pubbliche o private del territorio.

Attività svolte grazie a una dotazione strutturale di prim’ordine.

Non solo. L’Istituto offre agli studenti, oltre al rigore degli studi curriculari, anche le più diverse occasioni di svago e di crescita culturale e civile.

Fuchs e Dumarey lanciano un lubrificante per motori a idrogeno

Il motore a idrogeno sviluppato da Dumarey

Il colosso dei lubrificanti Fuchs e il Gruppo Dumarey, specialista nelle soluzioni di propulsione avanzata, presentano un innovativo prodotto progettato specificamente per i motori a combustione interna alimentati a idrogeno.

Questo lubrificante per motori a idrogeno, messo a punto dopo quattro anni di collaborazione strategica, è pronto per essere introdotto sul mercato e sottolinea l’interesse per lo sviluppo dell’applicazione dell’idrogeno come combustibile, alternativa al suo impiego nei sistemi di generazione di energia fuel cell per veicoli elettrici.

Una formula ad hoc

Il progetto, avviato nel 2021, ha puntato sullo sviluppo di formulazioni innovative in grado di rispondere alle esigenze uniche dei motori a idrogeno e al tempo stesso delle trasmissioni elettriche. La partnership ha infatti portato anche alla creazione di lubrificanti di nuova generazione per i riduttori utilizzati negli assali elettrici.

Con una cinematica più essenziale, infatti, gli attuali gruppi propulsori elettrici sono, da un lato, estremamente semplici, ma hanno dall’altro anche un ridotto numero di elementi su cui si può lavorare per migliorare le prestazioni e l’efficienza complessiva. Dunque ei riduttori, prevalentemente monomarcia.

Specifico ma versatile

Come sottolinea nella nota stampa Carsten Meyer, Vicepresidente Esecutivo di Fuchs, questi lubrificanti per motori a idrogeno siano stati progettati per garantire prestazioni ottimali anche nei sistemi di propulsione elettrica, contribuendo agli sforzi nella direzione della maggiore sostenibilità dei trasporti.

Pierpaolo Antonioli, CTO del Gruppo Dumarey, ha evidenziato invece come la partnership abbia permesso di spingere oltre i limiti le tecnologie automobilistiche, consolidando l’impegno dell’azienda verso una mobilità responsabile.

Fuchs, con 6.200 dipendenti in oltre 50 Paesi, è il più grande fornitore indipendente di lubrificanti al mondo e nel 2023 ha generato un fatturato di 3,5 miliardi di euro. Dumarey Group, realtà fondata nel 1983, è un attore di prim’ordine nello sviluppo e nell’integrazione di sistemi di propulsione avanzati e vanta 3.000 dipendenti e un fatturato annuo di circa 1 miliardo di euro.

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