giovedì 30 Aprile 2026 - 00:54:22

Home Blog Pagina 118

Mazda MX-30 e-Skyactiv R-EV 2025: si aggiornano stile e contenuti

Mazda MX-30 R-EV

La Mazda MX-30 e-Skyactiv R-EV si ripresenta per il 2025 con importanti novità che arricchiscono il suo carattere tecnologico e stilistico. Il SUV elettrico con range extender, lanciato nel 2023, dichiara un’autonomia puramente elettrica di 85 km, ideale per gli spostamenti quotidiani soprattutto in ambito urbano/extraurbano.

Il motore rotativo a benzina con funzione di generatore produce altra energia consentendo di raggiungere, secondo il costruttore, fino a 630 km di percorrenza complessiva complessivi, eliminando il problema ancora sentito da molti automobilisti nei riguardi dell’elettrico puro, dell’ansia da ricarica.

Tra le principali novità 2025, spicca un sistema di infotainment aggiornato con uno schermo touch da 10,25 pollici, ora compatibile con Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless. Il sistema di navigazione integrato suggerisce stazioni di ricarica lungo il percorso, mentre le porte USB sono state aggiornate allo standard USB-C per una connettività più moderna e versatile.

Stesse prestazioni

Con un motore elettrico da 125 kW (170 CV) e il motore rotativo wankel monorotore che funge da generatore, la Mazda MX-30 R-EV accelera da 0 a 100 km/h in 9,1 secondi. Le emissioni sono limitate a 22 g/km di CO₂, conformi agli standard Euro 6e. La nuova versione sarà disponibile in Italia nella primavera del 2025, con un prezzo di partenza di 38.520 euro e un ricco equipaggiamento di serie.

Look e dotazioni

Dal punto di vista estetico, il modello 2025 della Mazda MX-30 R-EV introduce tre nuove combinazioni cromatiche multitono per la carrozzeria e un interno rinnovato con finiture più raffinate. L’uso del sughero, in omaggio alla tradizione Mazda, adotta ora una tonalità scura, mentre i materiali dei rivestimenti offrono nuove combinazioni tra tessuti e similpelle per ogni allestimento.

Debutta inoltre la versione speciale Nagisa, con cerchi in lega da 18 pollici nero metallizzato, combinazioni cromatiche esclusive e interni che mixano tessuto nero e similpelle color terracotta. Il sistema audio Bose a 12 altoparlanti, precedentemente riservato a opzioni selezionate, è ora incluso nei nuovi allestimenti Makoto Plus e Nagisa.

 

EasyPark e Flowbird per la mobilità

Easypark e flowbird
©Easypark

EasyPark e Flowbird, il primo un Gruppo di riferimento nella fornitura di soluzioni digitali per la sosta e la mobilità, il secondo un Gruppo impegnato nel fornire soluzioni per rendere gli spostamenti più agevoli e immediati, uniranno le loro competenze per offrire soluzioni complete per il parcheggio e il trasporto, facilitando la mobilità urbana a livello globale ed espandendosi in nuovi mercati.

Cameron Clayton, CEO di EasyPark Group:

Quello di oggi rappresenta un passo avanti verso un utilizzo più efficiente degli spazi a livello globale, con EasyPark Group e Flowbird che si uniscono in un unico team”.

“La nostra ampliata gamma di soluzioni permetterà ai nostri clienti di ottimizzare la mobilità e reinvestire nei trasporti pubblici, negli spazi verdi e nella riqualificazione dei centri urbani”.

“Invito città, autorità dei trasporti e organizzazioni dell’industria della mobilità a unirsi a noi in questo percorso. Insieme, renderemo le città più vivibili”.

EasyPark e Flowbird al servizio delle città

Con il completamento dell’acquisizione di Flowbird Group, Easy Park punta a offrire alle città una gamma di servizi complementari, che include il pagamento mobile della sosta, parcometri intelligenti, servizi per il trasporto pubblico, supportati da politiche di sosta, dati e analisi.

Nei prossimi mesi, mentre la nuova società congiunta lavorerà per creare una piattaforma globale di riferimento nel settore della mobilità, saranno fornite ulteriori informazioni sulla struttura organizzativa.

Vitruvian Partners, Verdane e Searchlight Capital Partners L.P., le imprese di investimento che saranno proprietarie della società congiunta, supportano l’acquisizione e sono orgogliose che le società si uniscano.

Le EasyPark e Flowbird hanno concordato di non divulgare i termini dell’operazione.

EasyPark in pillole

Dal 2001 EasyPark Group semplifica le operazioni di parcheggio e oggi aiuta gli automobilisti a risparmiare tempo e denaro trovando e gestendo il parcheggio e la ricarica dei veicoli elettrici.

Permette alle aziende, agli operatori della sosta, ai proprietari di parcheggi e alle città di amministrare, pianificare e prendere decisioni basate sui dati.

EasyPark Group possiede e sviluppa le app EasyPark, ParkMobile, RingGo e Park-line e opera in oltre 4.000 comuni in più di 20 Paesi.

Nel 2024, EasyPark Group è stato inserito come una delle aziende in più rapida crescita in Europa nella classifica stilata dal Financial Times e Statista.

In Italia, il servizio EasyPark, per privati e aziende, è attivo in 850 comuni tra i quali Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Palermo e Catania.

Specialinsert, fissaggi speciali per la Dallara Stradale

Specialinsert è un’azienda torinese specializzata in sistemi di fissaggio e ha realizzato negli anni soluzioni avanzate per vetture speciali. L’ultimo esempio è la collaborazione con Dallara Automobili, a sua volta eccellenza nello sviluppo di telai e nell’uso delle fibre di carbonio.

Per la Dallara Stradale, la prima supercar omologata per la circolazione su strada di Dallara, Specialinsert ha infatti fornito soluzioni avanzate per il fissaggio delle componenti in fibra di carbonio.

La tecnologia per fissare i compositi

La Dallara Stradale rappresenta un connubio perfetto tra performance da competizione e praticità d’uso su strada e anche la tecnica di fissaggio degli elementi strutturali diventa prioritaria. L’auto si presenta infatti come una barchetta su cui può essere montata una struttura con parabrezza e t-top a cui incernierare portiere di tipo ad “ala di gabbiano”.

Dallara – Photo © Alessandro Barteletti

Per questa applicazione, Specialinsert ha sviluppato una versione custom del suo fastener Master-Plate. Il sistema di ancoraggio è specificamente pensato per l’applicazione sulla monoscocca in fibra di carbonio della Dallara Stradale. Grazie ad un’attenta progettazione, i fissaggi si adattano perfettamente alla struttura in carbonio, consentendo di inserirli nei microfori della scocca senza compromettere la struttura del veicolo.

Questo approccio innovativo elimina la necessità di modificare l’assetto con dime o strutture aggiuntive, riducendo significativamente i tempi di montaggio senza sacrificare la qualità o le prestazioni.

Innovazione continua

Specialinsert continua a investire in ricerca e sviluppo allo scopo di anticipare le tendenze e rispondere alle esigenze sempre più complesse dei produttori di supercar. In particolare, l’azienda sta sviluppando una nuova gamma di fissaggi in titanio, destinata a sostituire quelli in acciaio inox.

Lo stabilimento produttivo di Maerne, vicino a Venezia

Questa innovazione mira a ridurre il peso dei componenti del 50%, rispondendo alla crescente domanda di leggerezza in un contesto di veicoli ibridi ed elettrici, dove ogni grammo conta per ottimizzare performance e consumi. Al tempo stesso, però, garantisce la robustezza e la solidità dell’assemblaggio.

Microlino Spider debutta a Bruxelles con il Custom Program

Micro Mobility Systems ha presentato al Salone dell’Auto di Bruxelles, in svolgimento in questi giorni, due novità che vanno ad ampliare l’offerta della citycar elettrica Microlino. Si tratta della Microlino Spider e del Microlino Custom Program, rispettivamente una nuova variante del modello e una piattaforma per la personalizzazione.

Si tratta di un ulteriore passo avanti nei programmi della Micro Mobility Systems, nota semplicemente come Micro. Fondata nel 1996 in Svizzera dalla famiglia Ouboter, si è inizialmente focalizzata su soluzioni di micromobilità come monopattini e biciclette pieghevoli. Da qui ha espanso gamma e competenze, avvalendosi della collaborazione di aziende come Cecomp per industrializzare l’idea della Microlino.

La versione “aperta”

La Microlino Spider è una microcar elettrica progettata come alternativa ai tradizionali golf cart, con un design cabrio e caratteristiche innovative. Mantiene il DNA distintivo della Microlino, introducendo differenze chiave come l’eliminazione dei pannelli laterali per facilitare l’accesso e un tetto aperto con un telo opzionale per la copertura.

I sedili sono stati ridisegnati per consentire l’ingresso dal lato, anziché dalla porta anteriore. Dettagli come inserti decorativi in legno sul volante e sulle protezioni d’accesso, insieme a una vernice innovativa che cambia tonalità a seconda della luce, aggiungono un tocco raffinato al veicolo. Le specifiche tecniche sono simili a quelle dell’attuale Microlino, con una velocità massima di 90 km/h e un’autonomia variabile a seconda della batteria scelta.

Microlino su misura

Il Microlino Custom Program offre ai clienti la possibilità di personalizzare la propria microcar attraverso un configuratore online intuitivo. Le opzioni di personalizzazione includono una vasta gamma di colori per la carrozzeria, il tetto, le finiture, i copriruota e il logo, oltre a pacchetti interni standard e premium per soddisfare diverse preferenze di comfort e stile.

Sono infatti disponibili tre opzioni di batteria: 5,5 kWh, 10,5 kWh e 15 kWh, per diverse esigenze di mobilità. La produzione della Microlino avviene a Torino, in Italia, con un elevato livello di qualità e sostenibilità.

Il configuratore online è sviluppato in collaborazione con lo studio di design italiano Whivestudio utilizzando la tecnologia Unreal Engine. Consente ai clienti di visualizzare in tempo reale le personalizzazioni apportate. Le prime Microlino personalizzate saranno consegnate a partire dalla primavera del 2025.

Ricarica rapida: accordo Mobilize e Autostrade per l’Italia

ricarica rapida
©Mobilize

Mobilize, parte di Renault Group, e Free To X, filiale di Autostrade per l’Italia, hanno annunciato un’operazione che punta ad accelerare lo sviluppo della rete di stazioni di ricarica ad alta potenza in Italia.

Con questo progetto, Mobilize acquisirà una significativa quota di partecipazione in Free To X e si candida per essere una protagonista nel settore della ricarica rapida.

Free To X, tra i leader di mercato della ricarica rapida ad alta potenza in Italia, gestisce 110 stazioni di ricarica rapida dislocate soprattutto nelle aree di servizio autostradali.

Queste stazioni di ricarica rapida, che erogano fino a 400 kW di potenza, sono a disposizione di tutti i fornitori di servizi di mobilità.

ricarica rapida
©Mobilize

Gianluca De Ficchy, CEO di Mobilize:

L’avvio di una partnership con Autostrade per l’Italia è un passo significativo nella nostra missione di guidare la transizione verso la mobilità sostenibile”.

“Collaborando con Free To X, non solo miglioriamo l’infrastruttura di ricarica italiana, ma ci allineiamo anche alle nostre ambizioni strategiche di creare una solida rete di ricarica rapida in tutta Europa, rendendo la mobilità elettrica più facile per tutti”.

Giorgio Moroni, CEO di Free To X:

Siamo orgogliosi di unire le forze con Mobilize, per fornire soluzioni di ricarica veloci e super veloci per i viaggiatori, incentivandone la crescita anche fuori dalla rete autostradale”.

“Quest’operazione conferma l’importanza dell’azienda in questo settore come promotore chiave della mobilità a basse emissioni nel percorso di transizione verso una mobilità più sostenibile”.

L’investimento di Mobilize sosterrà lo sviluppo di nuove opportunità al di là della rete autostradale.

Il perfezionamento dell’operazione tra Mobilize e Free To X, filiale di Autostrade per l’Italia, è soggetto all’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni.

BYD Sealion 7: continua l’ascesa del brand cinese in Europa

BYD Supplier Meeting
©BYD

BYD Sealion 7 prosegue il completamento della gamma della Casa cinese sul mercato europeo e italiano.

Con Alfredo Altavilla nominato Special Advisor BYD per l’Europa, il messaggio della Casa cinese è oltremodo chiaro: comprendere gusti ed esigenze del mercato europeo per avviare una strategia di penetrazione fondata sui pilastri che da sempre caratterizzano le scelte dell’esigente pubblico europeo, e quindi italiano.

Purtroppo, e questo è in parte dovuto a una parte dei media un po’ troppo accondiscendente coi colossi (ormai ex) europei, i contenuti dei veicoli provenienti dal lontano oriente sono sempre stati liquidati come ‘copie’ o ‘cinesate’, con un’arroganza che la storia recente (vedi l’arrivo dei giapponesi cinquant’anni fa e successivamente quello dei coreani) ci insegna abbia provocato terremoti industriali molto prossimi alla catastrofe.

A questo proposito è significativo che il management italiano che abbiamo incontrato nel corso della presentazione della nuova Sealion 7, ovvero Alessandro Grosso, Country Manager BYD per l’Italia, Daniele De Leonardis, Direttore Marketing Italia, e Davide Lanna, Product Manager, provengano tutti dall’orbita FCA-Stellantis.

BYD nel mondo: numeri impressionanti

Centodiecimila ingegneri impegnati nell’R&D, 11 istituti di ricerca, 160 miliardi di dollari spesi finora in ricerca e sviluppo, oltre 48.000 brevetti depositati, con una media di 32 brevetti al giorno.

Tutto queste risorse sono distribuite in ogni settore, dall’elettrificazione ai semiconduttori, dall’Intelligenza Artificiale a ferrovie, automobili, veicoli commerciali e speciali, bus (diffusi da tempo anche in Italia), powertrain, elettronica, batterie.

Ovunque c’è tecnologia, BYD è presente e nel settore delle BEV sta raggiungendo il primato di Tesla.

E l’imminente apertura di una fabbrica in Ungheria (prevista a fine agosto 2025) consentirà un’ancor più elevata competitività sul mercato europeo, aggirando elegantemente le discutibili misure protezionistiche (leggi dazi sull’importazione delle BEV cinesi) messe in atto dalla Commissione Europea non fanno che rafforzare l’immagine di debolezza della nostra industria automotive.

BYD ha avuto una crescita impressionante: ci ha messo 13 anni per arrivare a produrre il primo milione di veicoli, ma solo 18 mesi per arrivare a 3 milioni, nove mesi per raggiungere i 5 milioni, 7 per arrivare a 7 milioni, 6 per raggiungere i 9 milioni e solo 2 per arrivare a 10 milioni di veicoli prodotti.

E da gennaio a ottobre 2024 è leader mondiale. Lo ha detto, e ha aggiunto tanto altro, Stella Li, Vice president di BYD nel corso della conferenza stampa a Milano.

BYD Sealion 7
Stella Li, Vice president di BYD.

BYD in Italia. La strategia

Alessandro Grosso, che ha giustamente definito BYD come una tech company e non una semplice industria automotive, ha dato un’overview sul mercato europeo che vedrà a fine 2025 con 500 punti di vendita e altrettanti punti di assistenza.

Il Italia sarà 105. “Per fare ciò”, ha detto Grosso, “abbiamo costruito partnership con i 50 gruppi distributivi più importanti d’Europa”.

“Scegliamo di cooperare con concessionari che esprimono eccellenza commerciale, imprenditoriale e soprattutto hanno la voglia di mettersi in gioco e cambiare lo status quo”.

Il mercato italiano, nel 2024 chiuderà con 1,55-1,6 milioni di passenger car immatricolate e 200.000 veicoli commerciali. Di queste 65.000 vetture e circa 3.500 commerciali sono BEV.

“Prevediamo una forte crescita del mercato elettrico nel 2025 per effetto delle multe che le Case dovranno pagare per le emissioni di CO2”.

Alessandro Grosso, Country Manager BYD per l’Italia.

Puntare sul prodotto

Gli obiettivi fortemente sfidanti che BYD si è imposta in Italia e in Europa saranno raggiunti puntando sul prodotto, che, parole di Grosso, “non ha rivali”.

Oggi BYD commercializza 6 modelli, 5 BEV (Dolphin, Atto 3, l’ammiraglia, Seal U) e Seal U DM-i, l’auto ibrida che BYD si aspetta i maggiori volumi di vendita nel 2025.

La nuova BEV Sealion 7 è il manifesto di leadership tecnologica in termini di prestazioni, infotainment e sicurezza e, come dichiarato  dai dirigenti BYD, vuole incontrare i gusti tipici del pubblico europeo, muovendosi in uno dei segmenti più competitivi in Italia e in Europa.

Sealion 7 è il primo di una serie di modelli, sia a batteria sia ibidi, che BYD ha programmato di presentare in Europa nel corso del 2025.

Il network di vendite

“A fine 2024 ci saranno 14 concessionari e 30 punti di assistenza attivi”, aggiunge Grosso.

“Entro fine 2025 arriveremo a 105 concessionari, con la prima milestone a metà 2025 con 70 punti di vendita e altrettanti di assistenza con circa 22 operatori”.

“Ogni capoluogo di provincia avra un punto vendita e assistenza BYD e nelle grandi metropoli fino a due punti vendita e assistenza, come a Bologna e Roma”.

“Sarà creata una brand identity con venditori altamente qualificati per comunicare il valore reale del prodotto”.

BYD Sealion 7

Saranno ovviamente i fatti a confermare queste ambiziose previsioni, specialmente riguardo l’aftersales e l’assistenza.

Un primo passo sarà l’apertura, prevista entro metà 2025 un centro distributivo nel nord Italia che andrà a migliorare la disponibilità di ricambi, anche di carrozzeria.

Nel frattempo, e questo è un fatto, BYD ha attivato un accordo europeo con le officine Bosch Car Service.

Il veicolo

Come noto il design di BYD è coordinato da Wolfgang Egger, ex Audi, e oggi Global Design Director della Casa cinese.

Egger ha voluto caratterizzare il prodotto BYD con un linguaggio stilistico coerente su su tutta la gamma.

Battezzato Ocean, segue le forme sinuose tracciate dalle onde del mare ed è quello visto sulla berlina Seal di cui Sealion 7 rappresenta la declinazione Suv sportiva.

Nulla di rivoluzionario, un D-Suv pulito e senza fronzoli che si pone come naturale concorrente di Tesla Y e di tutti i D-Suv del Gruppo VW.

Rispetto ala Seal, la lunghezza complessiva della Sealion 7 è di 30 mm, mentre in altezza sono 160 i millimetri che danno alla nuova arrivata un’eccellente abitabilità, specie sul divano posteriore, che complice il fondo piatto, offre grande comfort ai passeggeri.

Le dimensioni generali sono di 4.830/2.189/1.620 mm per lunghezza/larghezza/altezza. Il peso si attesta sui 2.250 kg per la versione a trazione posteriore (Comfort) e 2.435 kg per quella a trazione integrale (Excellence AWD).

BYD Sealion 7

Il motore elettrico

Il motore adotta magneti a doppia V e avvolgimenti a filo piatto per il massimo riempimento del volume disponibile (pari al 92%) ed è progettato per regimi di rotazione fino a 23.000 giri/min e con coppia elevata che non richiede l’applicazione di un cambio di velocità ma solo di un semplice riduttore.

La potenza è di 230 kW e la coppia massima di 380 Nm versione Comfort), sufficienti per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi e una velocità massima di 215 km/h.

La versione Excellence AWD, aggiunge al motore posteriore un’altra unità anteriore da 160 kW. In questo modo la potenza massima combinata sale a 390 kW e la coppia a 690 Nm. In questo caso lo scatto da 0 a 100 km/h scende a 4,5 secondi.

BYD Sealion 7

La batteria Blade

Il vero motore di un’auto elettrica è la batteria, poiché è questo elemento che deve avere la capacità di erogare sufficiente energia per alimentare il motore.

Un ‘collo di bottiglia’ (che vale anche per la ricarica) che BYD ha affrontato con una tecnologia esclusiva che unisce prestazioni e sicurezza.

Chiamata Blade, la tipologia di batteria utilizzata sulle BYD destinate al mercato europeo è estremamente compatta (massimizza il numero di celle per unità di volume), utilizza la tecnologia litio-ferro-fosfato (LFP) per il catodo che garantisce maggior sicurezza rispetto alle convenzionali batterie agli ioni di litio, ed è priva di cobalto.

Fiore al’occhiello delle batterie blade è la capacità di superare brillantemente il Nail Penetration Test, che consiste nella penetrazione della batteria da parte di una punta d’acciaio senza che avvenga l’innesco di incendio. Una garanzia in caso di incidente.

Dal punto di vista costruttivo, Sealion 7, così come Seal, beneficia della struttura Cell-to-Body (CTB) che permette l’integrazione della batteria Blade direttamente nella struttura del veicolo, con la copertura superiore del pacco batterie che funge anche da pavimento dell’abitacolo.

L’involucro in alluminio della batteria ha una struttura a nido d’ape ad alta resistenza che aumenta la sicurezza trasformando il pacco batterie in componente strutturale del veicolo, contribuendo a garantire un’incredibile rigidità torsionale.

BYD Sealion 7

Le autonomie

Operativamente BYD Sealion 7 Comfort monta una Blade da 82,5 kWh che consente un’autonomia di 482 km (ciclo WLTP).

Quella della BYD Sealion 7 Excellence AWD ha una capacità di 91,3 kWh ed un’autonomia di 502 km (ciclo WLTP).

Entrambe sono dotate – di serie – di un sistema di ricarica in corrente alternata trifase da 11 kW e di uno per la ricarica rapida in corrente continua.

La versione Comfort può essere ricaricata fino a 150 kW CC, il che consente di passare dal 10% all’80% in 32 minuti.

La BYD Sealion 7 Excellence AWD può arrivare ai 230 kW CC in ricarica per passare dal 10% all’80% di carica in 24 minuti.

BYD Sealion 7
Il vano di carico posteriore.
Il vano di carico anteriore.

Assetto e sospensioni

La Sealion 7 adotta la e-Platform 3.0 con sospensioni a doppi quadrilateri all’avantreno e multilink al retrotreno.

Le sospensioni hanno risposta variabile in funzione della frequenza (Frequency Sensitive Dampers), realizzato controllando il flusso d’olio negli ammortizzatori.

In questo modo, utilizzando la sensoristica di bordo, l’assetto è più rigido sulle superfici regolari e più morbido e confortevole sullo sconnesso.

In generale la taratura delle sospensioni ci è comunque orientata sul comfort.

Sulla versione AWD c’è il sistema proprietario BYD iTAC (Intelligent Torque Adaption Control) che distribuisce in modo intelligente la coppia su ogni singola ruota (torque vectoring).

Quattro sono le modalità di guida previste: ECO, Normale, Sport e Neve, che massimizza la trazione su fondi scivolosi.

Tecnologia di bordo

Si fa (quasi) tutto dal grande schermo digitale rotante (un’esclusiva BYD) da 15,6”, accoppiato a un cluster da 10,25” integrato nella plancia oltre all’head display che abbiamo visto sulla Excellence AWD che abbiamo avuto in prova.

BYD Sealion 7

Ovviamente completa la dotazione di sicurezza, con:

  • sensori di parcheggio anteriori e posteriori,
  • telecamera a 360 gradi,
  • cruise control adattivo intelligente,
  • guida autonoma di livello 2,
  • riconoscimento dei segnali stradali,
  • controllo intelligente del limite di velocità,
  • avviso di collisione anteriore e posteriore,
  • avviso di traffico trasversale anteriore e posteriore e frenata per traffico trasversale,
  • avviso di superamento della linea di carreggiata,
  • controllo intelligente delle luci abbaglianti,
  • rilevamento degli angoli ciechi,
  • frenata automatica d’emergenza,
  • gestione della stanchezza del conducente,
  • avviso di apertura delle porte,
  • controllo della posizione all’interno della corsia,
  • avviso di distrazione del conducente.

La sicurezza attiva comprende 9 airbag.

La scocca ibrida in acciaio alto resistenziale e alluminio ha consentito l’ottenimento delle 5 stelle Euro NCAP.

La gamma della BYD Sealion 7

Le due versioni sono disponibili in quattro colori esterni (Atlantis Grey, Indigo Grey, Polar White e Space Black) e due colori per gli interni (Black e Blue).

I prezzi vanno dai 46.500 € della Comfort ai 56.490 della Excellence AWD.

La garanzia è di 6 anni o 150.000 km, quella della batteria 8 anni o 200.000 km e la garanzia sui motori di trazione e il controller 8 anni o 150.000 km.

Mazda6e: l’ammiraglia rinasce elettrica

Mazda6e a Bruxelles 2025

La nuova Mazda6e è la berlina completamente elettrica che debutta al Salone dell’Auto di Bruxelles, completando la gamma del marchio e incrementando la presenza di vetture elettriche.

Con un’autonomia annunciata che può raggiungere i 552 km e un design raffinato, la Mazda6e si propone come una delle opzioni più ambiziose nel segmento delle berline elettriche di lusso.

La trazione passa al posteriore

La Mazda6e è disponibile in due varianti di motorizzazione. La versione base, con batteria da 68,8 kWh, offre un’autonomia fino a 479 km e si ricarica rapidamente, passando dal 10% all’80% in soli 22 minuti grazie alla ricarica in corrente continua da 200 kW.

La versione Long Range, con batteria da 80 kWh, arriva a 552 km di autonomia e una potenza di 180 kW (245 CV). In entrambe le configurazioni, la Mazda6e prevede il motore montato al posteriore. Dunque, anche la trazione, per la prima volta nella storia del modello, è posteriore. L’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 8 secondi e una velocità massima di 175 km/h.

L’evoluzione del “Kodo Design”

Il design della Mazda6e si ispira alla filosofia “Kodo: Soul of Motion”, con linee morbide e fluide che le conferiscono una presenza elegante e dinamica. La silhouette sportiva, con tetto basso e coda corta, è accentuata da porte senza cornice e maniglie integrate, mentre il posteriore sfoggia le luci a quattro cilindri e uno spoiler elettrico, conferendo un tocco di sportività.

Interni high tech

Gli interni della Mazda6e puntano alla raffinatezza per rilanciare il ruolo alto di gamma della vettura. Il concetto giapponese di “ma”, che enfatizza la semplicità, si riflette nella disposizione degli elementi e nel design pulito.

Il quadro strumenti flottante e il display touchscreen da 14,6 pollici sono perfettamente integrati, mentre il sistema di infotainment è altamente personalizzabile. La sicurezza è garantita da numerosi sistemi avanzati di assistenza alla guida, inclusi il monitoraggio dell’occupazione dei sedili posteriori e l’Head-Up Display a realtà aumentata da 50 pollici

KIA Niro Tri-fuel: l’ibrida che assomiglia a una diesel

kia niro tri-fuel

La nuova Kia Niro Tri-Fuel ibrida prosegue la bella storia quella che lega il marchio coreano all’azienda piemontese fondata da Mariano Costamagna, la BRC, e ora entrata nell’orbita globale del gruppo canadese Westport Fuel Systems, leader nei sistemi di alimentazioni alternativi.

Merito della ‘visione’ di Giuseppe Bitti, che al marchio Kia ha legato tutta la sua ultratrentennale carriera professionale, fino a diventare, a fine 2024, presidente e CEO di Kia Italia.

Un traguardo questo, di grande significato, essendo che Bitti succede a un presidente coreano dimostrando di aver conquistato la totale fiducia del management coreano, cosa non scontata per un manager occidentale.

E l’occasione per celebrare la nomina è stata la presentazione sul mercato italiano della Kia Niro Tri-Fuel che, come indica il nome, utilizza per la trazione benzina, elettricità e gas GPL.

kia niro tri-fuel

BRC Sequent Maestro: omologato anche per le ibride

Si tratta di uno dei primi esempi di tripla alimentazione, un traguardo tecnicamente non semplice da raggiungere per via della complessità del sistema di gestione della coppia motrice che combina elettrico ed endotermico.

La centralina Westport/BRC ha infatti dovuto essere integrata nel sistema originale con interventi software complessi per rispettare in ogni condizione di impiego la Euro-omologazione del modello originale (fino a Euro 6e-bis-FCM), e questo ha richiesto tutta l’esperienza maturata dall’azienda di Cherasco.

Esperienza acquisita sul campo, con numerose applicazioni del sistema di conversione a GPL Sequent Maestro sia su powertrain mild (MHEV) e full hybrid (HEV) sia sui sistemi PHEV (Plug-In Hybrid), tutti dotati di motori a iniezione diretta di benzina (DI e DI-MPI).

Alimentazione a GPL evoluta 

Le specifiche strategie software messe a punto dai tecnici Westport/BRC hanno consentito al sistema Sequent Maestro di ultima generazione la riduzione fino al 5% dell’iniezione di benzina utilizzato durante particolari condizioni di funzionamento del motore, normalmente con funzione di boost e salvaguardia dei componenti della distribuzione soggetti a usura.

Vanto di BRC l’utilizzo di componenti di qualità OEM, con certificazione R115/EPA, tra cui spiccano il Riduttore Elettronico GPL eVP-500, la centralina elettronica di controllo e gestione AFC-3.0 DI e gli iniettori BRC IN03, giunti a uno stadio di sviluppo tale da renderli estremamente affidabili e precisi nella dosatura del GPL nel condotto di aspirazione.

Fabbricato nelle Langhe

Quest’area piemontese, nota in tutto il mondo per gli eccellenti vini e il cibo, vanta una realtà industriale di prim’ordine che, nel caso specifico, dà lavoro a circa seicento persone, di cui una novantina di ingegneri dedicati alla R&D, come abbiamo avuto modo di constatare durante la giornata di test presso lo stabilimento Westport/BRC.

kia niro tri-fuel
Le Kia Niro ibride in fila per avvio delle operazioni di montaggio dell’impianto Westport Fuel System Sequent Maestro.

Nelle numerose unità produttive, infatti, vengono sviluppati i componenti e scritti i software, assemblati i componenti meccanici ed elettronici, effettuati i test di affidabilità e le prove di omologazione e montati, direttamente sul veicolo nuovo, i kit di trasformazione.

Ovviamente le trasformazioni a GPL sono anche fornite in aftermarket e installate dalla rete di officine autorizzate BRC, ma nel caso della Kia Niro e altri modelli della Casa coreana, la collaborazione arriva a offrire al cliente finale il veicolo pronto, con qualità OEM e garanzia estesa.

La linea di assemblaggio del kit GPL è ben organizzata e soggetta a controlli di processo a ogni step.

Come visibile dalle immagini, è predisposta una catena di montaggio dedicata nella quale, step by step con una sequenza precisa, vengono montati i vari componenti fino al collaudo di fine linea del veicolo pronto per essere spedito al concessionario.

Un processo ormai consolidato da anni di esperienza e che è stato condiviso con la Casa madre.

Il motore con l’allestimento completato.

La strategia di Kia: elettrificare con attenzione al mercato

Giuseppe Bitti ha confermato che il piano industriale di Kia prevede un forte impulso dell’elettrificazione, ma ha anche ribadito che un’azienda globale, che opera in 150 Paesi, non può prescindere dal valutare le esigenze di ogni mercato ed essere pronto con soluzioni tecnologiche più adeguate.

Oggi Kia produce circa 3 milioni di veicoli; nel 2030 ha previsto che i volumi salgano a 4,3 milioni, ma di questi una buona parte avrà ancora motorizzazione endotermica.

La porzione elettrificata sarà circa il 58% e di questa una fetta non trascurabile non sarà ‘a batteria’ ma utilizzerà tecnologie ibride, sia full sia plug-in.

L’attacco per l’erogatore del GPL è posto nel vano del tappo serbatoio.

GPL: una scelta utile e necessaria

In Italia, prosegue l’analisi di Bitti, il mercato del GPL è sostanzialmente stabile, con una leggera crescita, mentre quello dei veicoli ibridi si rivela la soluzione più gradito da pubblico.

Niro è stato il primo crossover full hybrid e ha dunque pionierizzato l’elettrificazione di questo importante segmento.

Unendo un veicolo che fa ottimi volumi in Italia con l’alimentazione a GPL, che in Italia è all’8% ma per Kia copre il 20% dell’immatricolato è sembrata un’operazione naturale per ampliare ulteriormente l’offerta di questo modello.

Non solo offrendo un’opzione che genera costi di esercizio inferiori (al prezzo attuale del GPL alla pompa e circa 1 € inferiore alla benzina) ma anche creando un veicolo a basso impatto ambientale (il GPL porta a un abbattimento delle emissioni di CO2 superiore a 15%) che possa aiutare a raggiungere i risultati in termini di emissioni di CO2 che saranno non facili da raggiungere con l’attuale mix di motorizzazione (e per l’Italia, con l’elettrico a 4%, il problema è amplificato).

“La nascita della Niro Tri-Fuel celebra il lancio di una nuova gamma”, ha concluso Bitti. “Kia ha in programma il lancio di numerosi modelli ibridi e plug-in e la nostra idea è quella di affiancare a ognuno di questi modelli anche la versione Tri-Fuel sviluppata con Westport Fuel System, ottima a nostro giudizio per questa fase di transizione per il mondo della mobilità”.

kia niro tri-fuel
La rete di distribuzione del GPL è sufficientemente diffusa. La qualità del combustibile erogato, che non è costante sulla rete, resta un fattore importante per il funzionamento del sistema e la necessità di più o meno frequenti manutenzioni.

Partnership totale

Kia e Westport Fuel System hanno trasformato, insieme, circa 120.000 veicoli, con un risparmio verso l’ambiente, come ci ha comunicato Kia, di circa 185.000 tonnellate di CO2 e verso l’utente finale di qualche migliaio di euro nell’arco della vita operativa del veicolo.

L’appartenenza di Kia Italia alla categoria dei ‘Costruttori di Fase II” consente di ottenere la prima immatricolazione del veicolo trasformato.

Il powertrain della Kia Niro Tri-Fuel

Niro Tri-Fuel adotta il medesimo powertrain della gamma ibrida, in questo caso con una potenza combinata di 126 CV ottenuta con un motore endotermico Smartstream GDI da 1,6 litri ad alta efficienza da 90 CV (66 kW) e da un motore elettrico 43,5 CV (32 kW) montato in parallelo.

In questa configurazione, Niro Tri-Fuel (versione Business) può percorrere nel ciclo combinato circa 1.600 km partendo col ‘pieno’ di entrambi i carburanti, ovvero 42 litri di benzina e 40 litri (netti) di GPL, con emissioni, che nel ciclo urbano restano sono al disotto dei 100 grCO2/km (94 grCO2/km).

In termini di economia di esercizio, considerando una percorrenza di 130.000 chilometri il risparmio nel portafoglio è quantificabile in circa 5.000 euro.

Un pacchetto che giudichiamo indicato a chi usa già il GPL e vuole passare a un veicolo elettrificato oppure vuole sostituire il veicolo ibrido con un altro più efficiente o ancora a chi cerca un’alternativa al diesel.

Dal punto di vista dell’utilizzatore, come abbiamo già rilevato in altre occasioni, i sistemi Westport/BRC hanno raggiunto un livello di affidabilità eccellente e hanno un funzionamento completamente trasparente verso l’utente, che sia a livello funzionale sia di prestazioni non rileva alcuna differenza rispetto alla versione a benzina.

Come noto i consumi di GPL, a parità di stile di guida e prestazioni richieste, sono leggermente superiori rispetto alla benzina, ma questa differenza è ampiamente compensata dalla sensibile differenza di costo alla pompa.

L’unica interfaccia tra gestione GPL e utente è questo pulsante a Led che indica il levello di GPL nel serbatoio e il tipo di funzionamento. Led rosso a benzina, verde a GPL.

Garanzia standard anche per la Kia Niro Tri-Fuel

La Kia Niro Tri-Fuel nasce a libretto come ibrida e GPL è garantita 7 anni e 150.000 km come tutte le Kia. Un risultato derivato da lunghi test di affidabilità sul veicolo.

La gamma è composta da tre versioni, Business, Style ed Evolution, con la motorizzazione Tri-Fuel che costa 2.000 € in più della full hybrid, ovvero partire da 34.750 € (Business).

Ovviamente l’offerta commerciale, in stile Kia, è estremamente ampia e flessibile, specialmente nelle formule di noleggio, e per questo i dealer sono pronte ad analizzare ogni tipo di esigenza.

L’applicazione della tecnologia Tri-Fuel è un’iniziativa italiana e la commercializzazione è prevista solo nel nostro Paese; tuttavia, essendo stata approvata dall’headquarter Kia può avere diffusione anche su altri mercati.

Un motivo in più di soddisfazione per Kia Italia e per Westport Fuel Systems.

kia niro tri-fuel
Le Niro Tri-Fuel pronte per la prova sulle strade delle Langhe.

Toyota Urban Cruiser: il nuovo SUV compatto elettrico debutta in Europa

Toyota Urban Cruiser

Il nuovo Toyota Urban Cruiser ha fatto il suo debutto europeo al Salone dell’Auto di Bruxelles, segnando un passo importante nella strategia di elettrificazione del marchio. Fa seguito alle molte voci secondo cui la Casa giapponese stava preparando un nuovo modello da inserire tra Yaris Cross e Corolla Cross. Fino all’ultimo, tuttavia, non è stato chiaro se si sarebbe trattato di un modello esclusivamente elettrico o disponibile con più soluzione di alimentazione.

Questo SUV compatto, progettato per il segmento urbano, si distingue per un design innovativo, una piattaforma dedicata ai veicoli elettrici e un’ampia gamma di dotazioni tecnologiche. Il nome Urban Cruiser, inoltre, era già stato utilizzato in passato, e per l’esattezza nel 2009, per un piccolo crossover urbano, variante europea della Toyota Ist.

Uno o due motori

Costruito su una piattaforma leggera e robusta dedicata ai veicoli elettrici, Toyota Urban Cruiser offre due opzioni di batteria, entrambe LPF al litio-ferro fosfato. C’è infatti un pack da 49 kWh per la versione a trazione anteriore (106 kW/144 CV) e uno da 61 kWh per le versioni superiori. La prima è sempre a trazione anteriore, con potenza di 128 kW/174 CV, la seconda AWD da 135 kW/184 CV complessivi.

La variante AWD aggiunge un secondo motore sull’asse posteriore e include Downhill Assist Control, modalità Trail e Snow per migliorare la trazione in condizioni difficili. La Casa non ha però ancora fornito informazioni sull’autonomia stimata delle varie versioni.

Equilibrio dimensionale

Il design del Toyota Urban Cruiser si ispira alla filosofia “Urban Tech”, con elementi distintivi come la griglia “hammer head” e una barra luminosa posteriore. Compatto ma robusto, è leggermente più grande della Yaris Cross e garantisce agilità grazie a un raggio di sterzata ridotto a 5,2 metri.

Interni di nuova concezione

Gli interni di Urban Cruiser offrono un ambiente spazioso grazie al passo di 2.700 mm e sedili posteriori scorrevoli. Il cruscotto ribassato e la posizione di guida rialzata assicurano una visuale ottimale, mentre le dotazioni includono display digitali da 10,25” e 10,1”, integrazione smartphone, illuminazione personalizzabile e optional premium come l’audio JBL e una telecamera a 360 gradi.

Porsche 911 Carrera S, ora la gamma è completa

Porsche 911 Carrera S 2025

Porsche amplia la gamma della 911 introducendo la nuova Carrera S, un modello che si colloca tra la 911 Carrera e la 911 Carrera GTS. L’auto è dotata di una variante del motore sei cilindri boxer turbo da 3,0 litri con 480 CV e di un equipaggiamento di serie più ricco.

Come di consueto questa versione offre prestazioni superiori rispetto al modello precedente contrassegnato con la stessa sigla, con un significativo aumento di potenza e opzioni di personalizzazione ampliate. La nuova Porsche 911 Carrera S è disponibile nelle versioni Coupé e Cabriolet, con prezzi a partire da 154.800 euro per la Coupé e 169.000 euro per la Cabriolet.

Prestazioni e meccanica d’avanguardia

Il cuore della nuova 911 Carrera S è il motore sei cilindri boxer biturbo da 3.0 litri, aggiornato per migliorare sia le prestazioni che l’efficienza. Con una potenza di 353 kW, 480 CV, e 530 Nm di coppia, supera il suo predecessore di 30 CV. I nuovi turbocompressori e il sistema di raffreddamento dell’aria di sovralimentazione ottimizzato sono tra i principali miglioramenti. La Carrera S Coupé accelera da 0 a 100 km/h in soli 3,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 308 km/h. La trasmissione a doppia frizione Porsche a otto velocità (PDK) garantisce un trasferimento di potenza impeccabile.

Porsche 911 Carrera S 2025 Coupé (foto Porsche)

La dotazione di serie include il Porsche Torque Vectoring Plus (PTV+), un sistema frenante di alto livello con dischi anteriori da 408 mm e posteriori da 380 mm e sospensioni sportive opzionali con assetto ribassato di 10 mm. Per chi desidera il massimo, sono disponibili il sistema frenante sportivo Porsche Ceramic Composite Brake (PCCB) e il sistema di sterzata integrale sull’asse posteriore, che migliora ulteriormente la maneggevolezza e la stabilità ad alte velocità. Sempre a richiesta c’è il sistema di sollevamento dell’asse anteriore.

Porsche 911 Carrera S 2025 Cabriolet (foto Porsche)

Design esterno funzionalità al servizio della guida

Il design esterno della Carrera S si ispira ai modelli 911 Turbo della generazione precedente, garantendo un equilibrio tra estetica e funzionalità. La configurazione dei pneumatici da 20/21 pollici e il sistema di scarico sportivo con terminali in argento conferiscono al modello una presenza dinamica su strada. Tra le dotazioni standard figurano fari a LED Matrix.

Porsche 911 Carrera S 2025, gli interni (foto Porsche)

Interni più lussuosi lusso e tecnologia

Anche l’abitacolo della Carrera S ricerca una maggior percezione di qualità e raffinatezza. Di serie è presente un pacchetto in pelle nera che riveste sedili, pannelli porta e cruscotto. Inoltre, è possibile optare per un allestimento ancora più esclusivo, con rivestimenti in pelle estesi e cuciture a contrasto in tonalità Crayon. Di serie c’è un caricatore wireless per smartphone, mentre tra gli optional spicca il pacchetto Sport Chrono con app Porsche Track Precision, ideale per le giornate in pista.

Ultimi Articoli