Dumarey e Politecnico di Torino insieme per i motori a idrogeno

dumarey e politecnico

Dumarey e Politecnico di Torino hanno avviato nel 2006 una stretta collaborazione tra competenze industriali e accademiche, forte anche della presenza dell’azienda nell’area su cui sorge il Politecnico.

Oggi l’accordo si rafforza ulteriormente creando e rendendo disponibile un’infrastruttura di ricerca tecnologicamente avanzata, progettata per rispondere alle esigenze dello sviluppo e del testing di sistemi di propulsione innovativi alimentati a idrogeno.

Nasce la ‘Sala prova dinamica per sviluppo motori a idrogeno’

La nuova intesa mira a promuovere attività di studio sui motori a combustione interna alimentati a idrogeno, sia nella configurazione a singolo cilindro sia a multi-cilindro.

Per fare questo, è stata allestita una struttura di test all’avanguardia, di proprietà di Dumarey Automotive Italia, che verrà messa a disposizione del Politecnico di Torino per attività di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico.

Per renderla idonea ad operare con motori a idrogeno multi-cilindro, la sala prova – una delle tante presenti nella struttura di Dumarey a Torino – è stata oggetto di significativi interventi di aggiornamento.

L’uso di un combustibile così particolare ha infatti richiesto:

  • l’adeguamento degli impianti per l’utilizzo di un combustibile gassoso,
  • l’introduzione di sistemi di erogazione e misura dell’idrogeno,
  • l’implementazione dell’automazione della sala prova per governare i test e le relative dinamiche di funzionamento.

Inoltre, l’area di controllo della sala prova è segregata per garantire la riservatezza dei dati prodotti e dei prototipi oggetto di test.

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Pierpaolo Antonioli CEO Dumarey Automotive Italia:

“Siamo estremamente orgogliosi di rinnovare la nostra collaborazione con il Politecnico di Torino, una partnership che ha dimostrato di essere altamente produttiva e innovativa sin dal suo inizio nel 2006.

“La nostra collaborazione ha permesso di sviluppare progetti di ricerca all’avanguardia e di formare le future generazioni di ingegneri”.

“Con il nuovo accordo, puntiamo a esplorare ulteriormente le potenzialità dei motori a combustione interna alimentati a idrogeno, un settore strategico per il futuro della mobilità sostenibile”.

“Siamo convinti che, insieme al Politecnico, continueremo a fare significativi progressi nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, contribuendo a un futuro più verde e sostenibile”.

Avviato quattro anni fa, il piano ha visto un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, distribuiti su diversi ambiti tecnologici, tra cui motori a combustione interna, celle a combustibile, stoccaggio e sistemi di distribuzione dell’idrogeno.

Un rapporto di collaborazione bilaterale

Dumarey Automotive Italia contribuirà anche all’allestimento di una delle celle motore del Politecnico ubicata presso il Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”, rendendola idonea all’utilizzo per le attività di ricerca sui propulsori termici a idrogeno mono-cilindro, attraverso la prestazione di attività di ingegneria.

Le risorse destinate alla realizzazione di queste due sale prova, per motori multi- e mono-cilindro, si inseriscono in un piano strategico di ampio respiro promosso da Dumarey Automotive Italia, focalizzato sullo sviluppo delle tecnologie legate all’idrogeno.

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Stefano Corgnati, Rettore Politecnico di Torino:

“La collaborazione con Dumarey esemplifica il concretizzarsi di quella strategia che stiamo portando avanti come Ateneo, volta allo sviluppo di infrastrutture di ricerca condivise con partner internazionali che lavorano e portano sviluppo al territorio, pienamente in linea con gli obiettivi della nostra seconda missione, quella dell’Innovazione e del trasferimento tecnologico con e verso le imprese”.

“Inoltre investire sull’idrogeno, sia nell’ottica delle celle a combustibile che in quella dei motori termici, nonché sui combustili rinnovabili e investigare insieme alle imprese nuove soluzioni tecnologiche è in questo momento storico essenziale e prioritario per rispondere alle sfide che la transizione energetica pone nel campo della mobilità”.