
Nel variegato universo dell’automotive, dove ogni costruttore fa a gara per tirare fuori il crossover più spigoloso, più connesso e più glamour, Suzuki ha preferito da tempo un percorso più Zen: restare fedele a sé stessa.
Nata nel 2015 nella sua quarta generazione, Vitara ha attraversato quasi un decennio di mercato senza cedere alle mode e aggiornandosi con misura, nel 2018 prima e nel 2024 poi, senza mai perdere di vista un look che la rende riconoscibile a colpo d’occhio.

L’ultimo aggiornamento porta in dono un frontale ridisegnato con paraurti più caratterizzato, cerchi in lega di nuovo disegno e una tavolozza di 7 tinte carrozzeria, 5 monocolore e 2 bicolore, per un livello di personalizzazione non scontato in questa fascia di prezzo.
Sul piano tecnico debutta un sistema di infotainment di nuova generazione e un pacchetto di assistenza alla guida più completo.
Nulla che faccia gridare alla rivoluzione, ma abbastanza da tenere Vitara al passo anche con le aspettative di una clientela esigente.
Squadrato è bello

Serve onestà intellettuale: Vitara non è mai stato un modello che tenta di sembrare più grande o lussuoso di quello che è.
Le forme da fuoristrada compatto in versione civilizzata, sono la risposta a una vera sfida progettuale: come si ottiene il massimo spazio interno da una carrozzeria di 419 centimetri?
La risposta è sacrificando l’aerodinamica esasperata e le linee di cintura scolpite a colpi di render, passaggi fondamentali per avere come risultato un’auto che si legge in un secondo, con una fiancata pulita, un tetto alto e superfici vetrate inclinate il minimo indispensabile per garantire visibilità generosa su tutti i lati.
Una scelta che, soprattutto in manovra, vale da sola il prezzo del biglietto.
Il nuovo frontale aggiunge carattere con la griglia reinterpretata in chiave più sportiva, senza però forzare i toni verso un’aggressività fuori contesto.
I cerchi da 17” completano il quadro con una nota di modernità che non stona con il resto.
Non è un’auto che si porta alle serate di gala, ma sulle strade di montagna o nel traffico urbano ha una presenza di un fuoristrada che non si vergogna di esserlo.
L’onestà dei materiali

Ad eccezione della parte superiore del cruscotto rivestita con materiale piacevole al tatto, il resto dell’abitacolo è in un’onesta plastica rigida, robusta, ben assemblata e destinata a sopravvivere ad anni di utilizzo non particolarmente delicato.
Lo stile non insegue le tendenze più recenti del design automobilistico, e questo è un dato di fatto che non va sottovalutato.
Quel che si può aggiungere, però, è che i comandi fisici con tasti e pomelli dal feedback immediato hanno un vantaggio concreto su qualsiasi schermo: funzionano senza guardare o aspettando il rosso al semaforo per riuscire a navigare fra sottomenu.
Il display da 9” è la novità più evidente dell’aggiornamento: rispetto al vecchio da 7” la risoluzione è più nitida, la risposta al tocco immediata e la grafica rinnovata con widget personalizzabili risulta leggibile anche in pieno sole.
Android Auto e Apple CarPlay sono compatibili in modalità wireless, un aggiornamento benvenuto per chi era costretto alla connessione via cavo, anche se restano alcune lacune che sorprendono un po’.
Ad esempio l’assenza della ricarica wireless per lo smartphone e le prese USB limitate ad una singola porta di tipo A, affiancata dalla classica presa a 12 volt.
La posizione di guida è alta e naturale, con un’ottima percezione degli angoli della carrozzeria.
I sedili anteriori sono comodi e ben regolabili, anche se mancano del supporto lombare regolabile, mentre il divano posteriore è generoso in larghezza e in altezza ma non dispone di bocchette di aerazione né di prese di ricarica per i passeggeri, un limite che si avverte soprattutto nei viaggi lunghi.

Il bagagliaio parte da 362 litri con divano in posizione e offre il doppio fondo per modulare l’altezza del piano di carico, salendo fino a 1.119 litri dopo aver abbattuto gli schienali.
Altra piccola pecca, il portellone motorizzato non è disponibile nemmeno come optional, un’assenza che è ormai difficile da trovare.
Motore e tecnologia

Il 1.4 BoosterJet Mild Hybrid abbina un motore turbo benzina da 129 CV a un sistema a 48 volt con generatore integrato di avviamento che recupera energia in frenata e la restituisce nei momenti di accelerazione, supportando il termico senza mai sostituirlo del tutto.
Il risultato è un propulsore brillante ed elastico già dai bassi regimi, capace di una coppia che rende la ripresa più pronta di quanto la cilindrata lascerebbe supporre.
Il cambio automatico a sei rapporti funziona bene nel traffico cittadino, dove la fluidità premia, ma tradisce qualche indecisione nelle ripartenze veloci in autostrada, quando il sistema non riesce a raccordare i passaggi di marcia con la stessa naturalezza che mostra in condizioni di guida più rilassata.

La vera differenza di Vitara resta la trazione integrale AllGrip Select, sistema che distribuisce automaticamente la coppia tra i due assi e offre quattro modalità selezionabili.
La prima per l’uso quotidiano che ottimizza l’efficienza, una per una risposta più reattiva dell’acceleratore, una pensata per i fondi scivolosi invernali ed una per i passaggi più impegnativi, dove la tecnologia simula il bloccaggio dei differenziali attraverso i freni, convogliando la trazione esattamente dove esiste ancora aderenza.
A completare il quadro, un pacchetto di assistenza alla guida con cruise control adattativo, mantenimento attivo della corsia e sistema di allerta per la stanchezza del conducente.
Su strada vince la sostanza

In città Vitara dimostra il motivo per cui ha costruito una solida reputazione nel corso degli anni.
Il raggio di sterzata contenuto e il volante leggero rendono le manovre disinvolte anche negli spazi più stretti, mentre l’ibrido lavora sodo nel traffico: con una guida scorrevole il consumo urbano si mantiene su valori virtuosi, lontani dalla retorica del dato omologato che raramente si traduce in cifre concrete al distributore.
Qualche scossone sulle buche più marcate è il prezzo di sospensioni tarate sul lato rigido, soprattutto al posteriore con la barra di torsione, ma non si tratta di un’auto scomoda: semplicemente non fa finta di essere una berlina.
Fuori dalla città il 1.4 turbo rivela la sua vera indole. Il quattro cilindri spinge con continuità dai bassi regimi e nel misto Vitara è più agile di quanto le sue forme suggerirebbero, con un sottosterzo controllato e una sensazione di sicurezza che il 4WD amplifica ulteriormente sull’asfalto bagnato.
In autostrada il motore gira a regimi bassi a velocità di crociera, con consumi che si mantengono su valori accettabili.
Qualche fruscio aerodinamico si avverte attorno ai 130 km/h e le gomme a bassa resistenza al rotolamento, responsabili dei consumi contenuti, si fanno sentire sugli asfalti più segnati.
Il cruise control adattativo è fluido e affidabile nei lunghi trasferimenti, uno di quegli equipaggiamenti a cui dopo qualche viaggio diventa difficile rinunciare.

Fuori dall’asfalto, infine, Vitara torna alle origini e ricorda da dove viene. L’altezza da terra di 17,5 cm non è eccezionale in termini assoluti, ma le dimensioni compatte e la buona visibilità la rendono sorprendentemente capace su sterrati, neve e fango.
Con la modalità Lock inserita si arrampica dove molti SUV che costano il doppio si arrendono, gestendo in autonomia anche le discese più ripide grazie al limitatore automatico di velocità.
L’unica nota stonata riguarda la frenata: gli spazi di arresto sono più lunghi di quanto ci si aspetterebbe, non è un difetto che compromette la guida ordinaria, ma è comunque un dato che conviene tenere a mente.
Per il resto, Vitara conferma che non servono grandi proclami per fare un’auto riuscita: bastano idee chiare, coerenza e l’onestà di non promettere mai più di quanto si è in grado di mantenere.
Suzuki Vitara Hybrid 1.4 in versione “Cool” è in vendita a 27.450 euro, ma attualmente in promozione a 22.950.
LA SCHEDA TECNICA
Motore – Boosterjet K14D
Cilindrata – 1.373 cc
Alimentazione – iniezione diretta
Potenza max – 81 kW (111 CV) a 4.500 giri/min
Coppia max – 235 Nm a 2.000/2.500 giri/min
Cambio – automatico
Sterzo – a pignone e cremagliera
Freni – ant. a disco ventilati, post. a disco
Sospensioni – ant. MacPherson, post. barra di torsione
Pneumatici – 215/55 R17
Cerchi – 17 x 6 ½ J
Lunghezza/larghezza/altezza – 4.185/1.775/1.600 mm
Passo – 2.500 mm
Altezza min. da terra – 175 mm
Raggio di sterzata – 5,2 m
Bagagliaio – da 362 a 642 l.
Capacità serbatoio – 47 l.
Peso in ordine di marcia – 1.315 kg
Velocità max – 180 km/h
Consumi ciclo combinato (WLTP) – 5,8/100 km
Emissioni CO2 (WLTP) – 137/g/km
















