
Al GP di Miami vince Kimi Antonelli e per l’automobilismo italiano è come vivere un sogno.
Si sa che nessuno vuole svegliarsi, quando i sogni sono così dolci. Ma nonostante il baby prodigio abbia colte tre vittorie consecutive, bisogna ricordarsi che la stagione è ancora lunga.
Certo, è un piacere infinito vedere un italiano guidare e vincere in questo modo. Nel nostro Paese il cuore batte sempre per la Ferrari, ma questo è il momento provare a cambiare il punto di vista: forza Kimi!
Il successo in Florida è stato anche il migliore degli omaggi alla memoria e alle gesta di Alex Zanardi, scomparso sabato. Da bolognese a bolognese: Antonelli non si è dimenticato di dedicare la vittoria al suo grande predecessore, bravo anche in questo.
Mercedes 10
C’è una differenza tra vincere e dominare e il successo di Antonelli a Miami è stato un dominio.
Non tanto per il distacco rifilato al secondo (comunque il campione del mondo in carica), ma perché Kimi ha saputo gestire alla perfezione tutti i momenti della corsa, anche quello – molto critico – in cui la sua monoposto ha preso a scivolare sul posteriore e poi ha mostrato incertezze nel funzionamento del cambio.

Segno di grande maturità, oltreché di grandissima voglia di vincere. Voto 10 e lode, non c’è altro da dire. Persino la partenza, il suo punto debole, è stata migliore delle precedenti: c’è ancora da lavorare, ma i progressi ci sono.
Russell (voto 8) ha preso una sonora scoppola dal compagno, però minimizzando il danno in classifica. Alla Mercedes non hanno portato novità, a differenza degli avversari. Le avranno a Montreal, chissà che cosa accadrà.
McLaren 9
Andrea Stella, sibillino (ma nemmeno troppo), lascia intendere che la sua squadra sa come evolvere l’auto per tornare al top.
E infatti a Miami le due papaya sono state molto competitive, più con Norris (voto 9) che con Piastri (voto 8). È un passo, lecito aspettarsene altri.
Ferrari 7
Charles Leclerc ha accarezzato a lungo l’idea di salire sul podio, ma è chiaro a tutti che nonostante le novità (e la famosa ala Macarena) non c’è il guizzo sufficiente per stare con Mercedes e McLaren.
Manca potenza, ormai lo sanno tutti, anche gli avversari. A dire il vero, se Verstappen non avesse combinato un guaio al via, forse anche la Red Bull sarebbe stata più “in palla” delle Rosse.

Il monegasco merita 7 per la generosità, anche se nel finale getta via dei punti, con un sequenza ravvicinata di errori che lo faranno penalizzare a fine gara di 20 secondi, scivolando ottavo in classifica.
Hamilton (voto 6) è stato urtato nelle prime fasi, ha perso un po’ di deportanza. Però è stato un semplice comprimario.
Red Bull 8
Considerando quanto in crisi fosse in Australia, la squadra di Milton Keynes è forse quella che è più cresciuta.
Verstappen (voto 8) ha commesso un errore al via (grave), poi ha “sportellato” metà degli avversari, giocando anche l’azzardo di un pit stop anticipato.
Senza sbavature in partenza, Max sarebbe stato da podio: mette paura a tutti.
Hadjar (5) ha commesso un errore evitabile, schiantando la sua auto contro il muro. Il pericolo è che anche lui, come altri prima, venga “tritato” dal confronto con Verstappen, sarebbe un peccato.
Alpine 8
Passare ai motori Mercedes ha permesso al team diretto da Flavio Briatore di compiere un passo in avanti davvero notevole.
Gasly (senza voto) è stato involontario protagonista di un orribile incidente (si è capottato) per fortuna senza conseguenze. Colapinto (voto 7), sempre in discussione, ha ottenuto un settimo posto che pesa, soprattutto per il suo futuro.
Williams 6,5
La rincorsa della Williams verso lidi più nobili è lenta, il traguardo lontano.

Sainz (voto 7) ci mette tanto mestiere, polemizzando (a ragione) con Verstappen. Albon non brilla (voto 5,5).
Haas 6
La competitività non è granché, Bearman non molla mai (voto 6,5) ma non può fare miracoli. E nemmeno Ocon (voto 6).
Audi 5
Hulkenberg (senza voto) si ritira presto, Bortoleto (5,5) arriva in fondo. Un po’ poco. Troppo poco.
Racing Bulls 6
Se si guarda alla gara di Linblad verrebbe da dire aurea mediocirà (voto 5).
I guai arrivano da Lawson, perché ha esagerato nel duello con Gasly commettendo un errore che avrebbe potuto avere conseguenze molto brutte (voto 4).
Aston Martin 5
Sulla scuderia che forse più di altre aveva acceso i riflettori la pausa invernale sembra non sorgere mai il sole.
Alonso non molla (voto 7), ma forse dovrebbe farsi qualche domanda. Stroll… è il solito (voto 5,5).
Cadillac 4,5
C’è tanto da fare e ci vorrà tanto tempo per farlo.
Bottas si fa anche pizzicare per velocità eccessiva in pit lane (forse l’unico punto della pista in cui riesce ad eccedere con la velocità…) e Perez fa numero: voto a entrambi 5.

















