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L’innovazione di TEXA premiata negli USA

texa

TEXA si aggiudica il PTEN Innovations Awards 2024.

La stazione di ricarica A/C, KONFORT 780 TOUCH BI-GAS, è stata premiata come la migliore in assoluto nella categoria Air Conditioning Service, da una giuria di esperti del settore garage equipment e tecnici specializzati nella manutenzione dei veicoli.

La cerimonia ufficiale di premiazione si è svolta a Las Vegas il 7 novembre, in occasione della fiera AAPEX – Automotive Aftermarket Products Expo.

Bruno Vianello, fondatore e Presidente di TEXA

“Siamo molto felici per questo nuovo riconoscimento internazionale, perché premia il grande lavoro svolto fino ad ora e la qualità dei nostri strumenti Made in Italy, a maggior ragione visto che stiamo parlando di un territorio estremamente vasto e diversificato come quello degli Stati Uniti”.

“Tutto questo ci spinge con ancora più convinzione a fare sempre meglio e conferma quanto sia strategico continuare a puntare sullo sviluppo di nuove tecnologie e sulle straordinarie capacità che solo un Paese come il nostro possiede”.

La KONFORT 780 TOUCH BI-GAS, stazione top di gamma della serie, permette di alternare servizi su mezzi dotati di refrigeranti R134a e R1234yf, perché dispone di doppio serbatoio e doppi e distinti circuiti di recupero, riciclaggio e ricarica.

Il processo di manutenzione è automatizzato.

Altre caratteristiche distintive:

  • sistema a flaconi ermetici per l’olio,
  • dispositivo di blocco/sblocco della bilancia,
  • controllo correttezza peso refrigerante,
  • dispositivo per la pulizia automatica di tutti i condotti idraulici.

TEXA in pillole

Fondata nel 1992, TEXA oggi è leader nella progettazione, industrializzazione e costruzione di:

  • strumenti diagnostici,
  • dispositivi per la telediagnosi,
  • stazioni per la manutenzione degli impianti A/C,
  • analizzatori gas di scarico, dedicati ad autovetture, motociclette, camion, mezzi agricoli e motori marini.

L’ultima frontiera è la produzione di sofisticati sistemi Powertrain per veicoli a propulsione elettrica.

Presente in tutto il mondo con una capillare rete di distribuzione, TEXA commercializza direttamente in Brasile, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Polonia, Spagna, Stati Uniti tramite filiali.

Attualmente sono circa 1000 i dipendenti: una forza lavoro giovane, tra cui oltre 300 tra ingegneri e specialisti impegnati nella Ricerca e Sviluppo.

Yildirim di BOSCH a EICMA 2024: mercato moto in crescita

Ad EICMA abbiamo rivolto alcune domande a Fevzi Yildirim, head of Bosch Two-Wheeler and Powersports in Europe, che ha fatto per noi una panoramica sui prodotti e sul loro posizionamento sul mercato motociclistico attuale.

La presenza del colosso tedesco nel mondo delle due ruote è molto forte, ed è destinata a rafforzarsi ulteriormente a seguito della diffusione dei dispositivi di sicurezza attiva (ABS e controlli di stabilità) su una sempre più ampia gamma di veicoli, e alla progressiva introduzione dei primi sistemi di assistenza alla guida, gli ARAS (Advanced Rider Assistance System), ovvero la controparte per le due ruote degli ADAS.

Nella gamma di componenti ad altro contenuto tecnologico dobbiamo poi includere anche i cluster, che sono sempre più ispirati al mondo dell’auto e da questo ambiente ereditano le funzionalità più importanti.

Un’integrazione tra i due mondi che tende giustamente a far riconoscere all’utenza più traversale lo stesso feeling di sicurezza e informazione tra auto e moto.

Mercato in crescita

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Il direttore di Auto Tecnica con Fevzi Yildirim, head of Bosch Two-Wheeler and Powersports in Europe.

Yildirim ha una sintesi del mercato moto che a livello globale, nel 2023 ha visto un incremento del 34% di vendite che si ripeterà anche nel 2024.

Nonostante si stia ancora soffrendo l’effetto Covid e post-Covid, le previsioni sono tutto sommato positive.

Un trend confermato anche dal sempre più diffuso utilizzo, nelle aree urbane, di mezzi di piccole dimensioni, leggeri, agili e dai bassi consumi.

In Europa, ci ha detto Yildirim, i componenti Bosch più venduti sono i sistemi ABS, le centraline elettroniche EMS (Engine Management Systems) per motori endotermici e i display, in numerose forme, dimensioni di 5”, 7” e 10,25” e funzionalità e capacità di connessione.

Bosch punta ad allargare il suo portfolio di prodotti hi-tech al settore delle piccole cilindrate, dove i volumi produttivi sono interessanti.

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Un esempio di display di grandi dimensioni per applicazione su moto di grossa cilindrata.

Sicurezza secondo Bosch: il controllo di stabilità

Il Motorcycle Stability Control (MSC) per le moto di più piccola cilindrata è stato introdotto nel 2023.

Ad esso si aggiunge ora l’ABSi, ovvero un sistema ABS che integra un sensore inerziale.

È una semplificazione del sistema più complesso nato per applicazioni su moto di alte prestazioni che però ne include i vantaggi: l’intervento dell’ABS può così essere calibrato in funzione dell’assetto del veicolo, con evidenti vantaggi, appunto, sulla sua stabilità.

Meno incidenti con gli ARAS

Con l’obiettivo, già da anni dichiarato, di raggiungere gli zero incidenti su strada, Bosch porta sulle moto sei nuovi sistemi di assistenza ARAS che utilizzano sensori radar di nuova generazione.

Strumenti che le statistiche indicano come responsabili della prevenzione di un incidente su sei.

Yildirim ha puntualizzato che il vedere il sistema su un KTM è una scelta per EICMA, ma che i sistemi sono sviluppati da Bosch in completa autonomia, con investimenti propri e che quindi questa tecnologia è sul mercato per ogni Costruttore che la voglia utilizzare, ovviamente con le personalizzazioni software del caso.

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Una moto equipaggiata coi sistemi ARAS di Bosch. Immagine ©Bosch

Il mercato è ancora troppo limitato per consentire lo sviluppo di un sistema così complesso per un solo Costruttore, e il conseguente costo del singolo componente sarebbe troppo elevato.

Dei sei sistemi mostrati all’EICMA, quattro operano con dei sensori radar montati sulla parte anteriore della moto, ovvero:

  • Adaptive Cruise Control – Stop&Go, (ACC S&G);
  • Group Ride Assist (GRA), un’applicazione molto particolare e interessante poiché per i motociclisti muoversi in gruppo è una pratica abbastanza comune. In questo caso il sistema capisce che la moto sta seguendo un gruppo e non si focalizza solo su quella più vicina, mantenendo una velocità più costante;
  • Riding Distance Assist (RDA);
  • Emergency Brake Assist (EBA), in grado di agire sui freni in anticipo rispetto al tempo di reazone del guidatore, coadiuvandolo a diminuire gli spazi di arresto.

Gli altri due operano con dei sensori radar montati sulla parte posteriore:

  • Rear Distance Warning (RDW);
  • Rear Collision Warning (RCW).

Acronimi orami familiari per gli automobilisti e che devono progressivamente a far parte del lessico dei motociclisti.

Più prestazioni in pista

Bosch ha esposto all’EICMA anche il Race eCBS, l’evoluzione dell’eCBS declinato per l’uso racing e presentato quindi sulla Panigale V4 S.

La funzione eCBS si basa sull’ABS Bosch per le moto premium e consente di combinare l’azione dei freni anteriore e posteriore anche se si agisce solo su uno dei due.

In pratica, quando si attiva il freno anteriore, aumenta automaticamente anche la pressione del freno posteriore.

Il Race eCBS lavora sullo stesso principio, ma ha una taratura adatta all’impiego estremo in pista.

Bosch e l’elettrificazione nel settore moto

Secondo Yildirim, affinché questa tecnologia si diffonda su elevati volumi nei segmenti delle moto più pesanti e potenti serve ancora un po’ di tempo.

Oggi i motori sono estremamente compatti e potenti e l’elettronica di controllo è sufficientemente evoluta, ma per la concreta diffusione della moto elettrica richiede batterie con una densità energetica più elevata.

Allo stato attuale, per avere autonomie interessanti, si devono utilizzare batterie troppo grandi, pesanti e di conseguenza costose.

Diverso è il discorso se si parla di moto leggere, adatte in particolare all’utilizzo cittadino, dove bastano autonomie di 80-100 km.

Il mercato di riferimento per questi veicoli è la Cina, dove ci sono le condizioni, anche sottoforma di incentivi economici per l’acquisto, per favorire una grande diffusione della mobilità elettrica su due ruote.

In Cina operano oggi in questo settore una miriade di piccole aziende.

Anche l’India, dove Bosch è presente con un sito produttivo, è un mercato molto ricettivo per questo tipo di veicoli.

Yildirim
I principali componenti per elettrificare i veicoli proposto da Bosch a EICMA 2024.

Per i veicoli più leggeri, quelli adatti alla mobilità urbana, Yildirim ci ha illustrato le soluzioni di trasmissione In-hub accoppiate a una nuova Drive Control Unit da 2kW che integra inverter, sistema di gestione del motore e controllo del veicolo.

Tra le funzioni implementabili con la nuova DCU ci sono la modalità di avvio dolce (Smooth Riding), il cruise control per mantenere una velocità costante e il controllo del patinamento della ruota motrice, cosa non rara su terreni a bassa aderenza per effetto della forte coppia allo spunto di questi pur piccoli motori elettrici.

Interessante la funzione One-Throttle Ride per il recupero dell’energia in frenata, quando si rilascia l’acceleratore. Un piccolo contributo per ricaricare in marcia la batteria e incrementare l’autonomia (circa l’8%).

Audi Q6 e-tron: la nuova frontiera tecnologica

Screenshot

Nasce a Ingolstadt la nuova Q6 e-tron, la prima Audi che adotta la nuova piattaforma nativa elettrica PPE.

PPE come Premium Platform Electric

Sviluppata in collaborazione con Porsche e progettata per veicoli elettrici di fascia medio-alta, questa nuova piattaforma punta a massimizzare il potenziale della tecnologia elettrica, senza rinunciare alla maneggevolezza e al piacere di guida.

L’elemento tecnico più importante è l’utilizzo della tensione nominale a 800V che permette di ridurre le masse e le dimensioni dei motori elettrici e dei cablaggi, oltre che aumentare la velocità di carica e l’efficienza energetica.

Audi Q6 e-tron

Nuove Sospensioni

Per assicurare un piacere di guida in linea con la tradizione della Casa dei Quattro Anelli, le sospensioni sono state progettate da zero, con multilink a cinque braccio davanti e dietro, ed asse di sterzo virtuale.

Per la prima volta nella storia del Marchio, all’avantreno i bracci di controllo inferiori sono collocati in posizione avanzata rispetto ai bracci oscillanti, a favore della libertà di posizionamento della batteria e della resistenza torsionale della scocca.

Al contrario della cugina Porsche Macan, non prevede le barre antirollio elettro-meccaniche, avendo una declinazione meno sportiva e più orientata al comfort.

Batteria 100 kWh e ricarica fino a 270 kW

Il pacco batterie della Audi Q6 e-tron prevede una capacità di 100 kWh (94,9 netti), che consente alla Q6 e-tron una percorrenza teorica nel ciclo misto WLTP di ben 641 km, il record del segmento dei D-SUV.

Può inoltre ricaricarsi in tempi brevissimi, perché è in grado di assorbire in corrente continua fino a 270 kW di potenza.

Audi Q6 e-tron

Significa poter aumentare l’autonomia residua di circa 260 km in soli 10 minuti.

In corrente alternata, invece, è presente solo il caricatore a 11 kW, ma arriverà presto la versione evoluta a 22 kW.

Design imponente

Audi Q6 e-tron ha un look muscolare, con volumi pieni per massimizzare gli spazi interni.

Lunga 4.77 metri, con sbalzi corti e un passo generoso da circa 2.9 m, si distingue all’anteriore per la vistosa calandra anteriore ottagonale, con la griglia tridimensionale e ampie prese laterali che portano il flusso d’aria a lambire il vano ruota, migliorando il Cx che si attesta a 0.30, anche grazie alla pannellatura completa del sottoscocca.

Il retrotreno è invece caratterizzato da una notevole pulizia delle linee ed è contraddistinto dalla fascia luminosa che raccorda senza soluzione di continuità i due gruppi ottici.

All’interno non manca lo spazio per cinque persone, l’ambiente è ipertecnologico grazie alla presenza del display OLED curvo di seconda generazione e c’è anche la possibilità di avere un touchscreen lato passeggero.

Il baule da 526 litri è affiancato a un piccolo compartimento anteriore da 64 litri.

Audi Q6 e-tron: su strada e su sterrato

Abbiamo provato in anteprima la nuova Q6 e-tron in versione quattro da 387 CV, lungo un percorso misto sulle colline senesi, facendo anche un tratto di sterrato.

La nuova Audi Q6 si fa apprezzare specialmente per la silenziosità a bordo, la fluidità con cui l’auto accelera e decelera in modo rigenerativo e il grande comfort offerto dalle sospensioni pneumatiche adattive – optional – capaci anche di alzare e abbassare la vettura a seconda della modalità di guida, per affrontare percorsi offroad con la massima serenità.

Audi Q6 e-tron

In curva il rollio è avvertibile ma comunque contenuto.

Sullo sterrato, è impressionante come vengano assorbite in modo molto naturale anche le asperità più dure.

L’autonomia reale, con climatizzatore accesso, è risultata un po’ sotto a quanto dichiarato, 432 km, ma comunque molto elevata nonostante il peso di 2.325 kg a vuoto della versione quattro.

Lo sterzo della Audi Q6 e-tron è a servoassistenza e demoltiplicazione variabile, facile e leggero al centro, per poi diventare più diretto quando si fanno le manovre, con un diametro di sterzata molto contenuto di soli 12,1 metri.

Specialinsert ® a bordo di Dallara Stradale

Dallara - Photo © Alessandro Barteletti

Specialinsert ®primaria realtà industriale specializzata nella produzione e commercializzazione di sistemi di fissaggio – si conferma importante player di riferimento nel settore dell’automotive di alta gamma grazie alla sinergica collaborazione con Dallara Automobili.

Fondata nel 1972 a Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, l’Azienda –  leader mondiale nella progettazione di telai e pioniere nella lavorazione di fibre di carbonio – si è infatti affidata a Specialinsert ® per realizzare i sistemi di fissaggio della sua prima supercar omologata da strada, da sempre il sogno, oggi esaudito, dell’Ingegner Dallara.

Si sono accesi così i motori della Dallara Stradale che, tra i progetti più ambiziosi del marchio, coniuga prestazioni e componenti tecniche delle vetture da competizione con la praticità di un’auto street legal, a beneficio di un’esperienza di guida coinvolgente e unica.

Nella sua configurazione di base, la sportiva è una barchetta senza portiere, integrabile con parabrezza e un T-Frame posteriore a cui fissare porte con apertura ad ali di gabbiano, in un connubio di comfort e aderenza, ideale sia in pista, in versione Track, che su strada.

In tal senso, i sistemi di fissaggio assumono una fondamentale importanza a livello ingegneristico, in quanto, in questo specifico ambito applicativo, il millimetro e il grammo fanno la differenza.

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Il sistema di fissaggio Specialinsert ® utilizzato sulla Dallara Stradale. (Immagine ©Specialinsert®)

Andrea Dellino, Membro Ricerca e Sviluppo di Specialinsert ®:

I risultati raggiunti in questo progetto, tecnicamente complesso, sono il frutto di un costante lavoro di squadra, a cui si sono dedicati tutti i membri dell’Ufficio R&D di Specialinsert ® che, in sintonia con il team interno all’Azienda automobilistica, hanno reso possibile questo traguardo significativo per Dallara e l’intero segmento del motorsport”.

Questa collaborazione, all’insegna dell’eccellenza e della condivisione di expertise, dimostra ancora una volta la valenza di Specialinsert®  in qualità di partner affidabile, in virtù anche del suo mix unico di consulenza qualificata e flessibilità produttiva, a favore di soluzioni performanti e su misura”.

In specifico, le motivazioni che hanno condotto Dallara Automobili a rivolgersi a Specialinsert ® sono strettamente correlate alla sua maestria nelle applicazioni su materiali compositi, per cui è stata sviluppata ad hoc una variante custom del fastener MASTER- PLATE ® da impiegare nella monoscocca in fibra di carbonio del veicolo.

In dettaglio, grazie ad uno studio tecnico accurato, i sistemi di fissaggio tailor-made di Specialinsert ® aderiscono perfettamente alla struttura in carbonio e possono essere inseriti nei microfori realizzati nella scocca, senza la necessità di modificarne l’assetto con dime, centraggi, integrazioni o strutture aggiuntive, per una riduzione delle tempistiche di montaggio.

Un successo basato su un know-how consolidato in 50 anni di esperienza nel mondo del fastener che ha permesso altresì di accelerare e rendere più efficiente il processo produttivo, mantenendo invariati i livelli di qualità.

Cinzia Arduini, Amministatore Delegato di Specialinsert®:

Specialinsert ® prosegue nelle sue attività di Ricerca e Sviluppo con l’obiettivo di garantire soluzioni sempre più all’avanguardia, in grado di anticipare le tendenze del settore automotive di alta fascia e assolvere alle richieste dei principali produttori di supercar, che in questo momento si concentrano su sicurezza e leggerezza.

Per alleggerire i veicoli, in un processo chiave volto a compensare l’aumento di carico dovuto alla progressiva transizione verso l’ibrido e l’elettrico, Specialinsert® si dedica alla sperimentazione di nuovi materiali, con lo sviluppo di una gamma inedita di fissaggi in titanio, in sostituzione ai corrispettivi in acciaio inossidabile e concepiti per abbattere del 50% il peso dei componenti, a parità di prestazioni”.

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Lo stabilimento Specialinsert® di Maerne di Martellago (VE). (Immagine ©Specialinsert®)

Tutti i motori a gasolio di Stellantis sono compatibili con il biodiesel

Un motore multijet a gasolio di Stellantis

Il futuro dei motori Diesel è sempre più incerto. Stellantis, tuttavia, continua a investire in questo tipo di powertrain e annuncia oggi che la sua intera gamma di veicoli, inclusi auto e veicoli commerciali “light duty”, è ora completamente compatibile con il gasolio HVO (Hydrotreated Vegetable Oil).

Questa innovazione rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità, permettendo ai consumatori di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere le performance e la convenienza del carburante. L’HVO è un biodiesel di ultima generazione derivato da fonti rinnovabili, tra cui oli vegetali esausti, scarti di grasso animale e oli di frittura.

Inquina meno produrlo, oltre che usarlo

A differenza del gasolio tradizionale, l’HVO si distingue per la sua produzione tramite un processo di idrogenazione che lo rende privo di zolfo e con un contenuto significativamente ridotto di composti aromatici e inquinanti. Ciò si traduce in un minore impatto sull’ambiente, soprattutto nella fase di produzione, dove si possono ridurre le emissioni anche del 90%, e nella capacità di contenere le CO2 allo scarico di una percentuale compresa tra il 2 e il 5%.

Ma che futuro avrà l’HVO? A dire il vero, l’Unione Europea sostiene i biocarburanti, soprattutto quelli avanzati (di seconda e terza generazione come l’HVO), ma sta anche promuovendo la transizione verso tecnologie di mobilità più verdi e alternative ai biocarburanti, come l’elettrico, l’idrogeno, e i carburanti sintetici.

Fiat Tipo SW 1.6 Multijet 120 CV DCT Business

Si pensa quindi che questo tipo di biodiesel possa essere usato in futuro (leggasi, dopo il 2035) soprattutto per altre forme di trasporto diverse da quelle su gomma. Ma torniamo a Stellantis.

Tutti i motori compatibili

La compatibilità con il gasolio HVO non riguarda solo i veicoli di nuova produzione. Stellantis ha esteso questa opzione anche a numerosi modelli già in circolazione, omologati Euro 5 e Euro 6, i cui veicoli sono identificabili grazie alla dicitura “XTL” sul bocchettone di rifornimento.

Anche alcuni veicoli Diesel Euro 6, privi di tale dicitura, sono compatibili con il gasolio HVO. Ecco l’elenco completo dei propulsori compatibili:

  • 1.3 MultiJet
  • 1.6 MultiJet
  • 2.0 MultiJet
  • 2.2 MultiJet
  • New 2.2 MultiJet 4.0
  • 3.0 V6 MultiJet
  • 2.3 MultiJet (F1A – Fiat Ducato)

Alpine A290: primo contatto con la nuova sportiva elettrica francese

Se con la A110 il brand Alpine è rinato, con la nuova A290 compie un primo importante passo verso un futuro in cui il marchio si ritaglierà uno spazio sul mercato che va ben oltre la nicchia delle supercar a motore centrale. L’obiettivo ultimo è quello di creare una nuova brand identity, in cui la sportività si sposa con la sostenibilità e con qualità degne di vetture di segmento premium.
Ecco, la A290 porta per la prima volta su strada questo approccio di Alpine, partendo dalla base offerta dalla Renault R5 ed evolvendola sotto un po’ tutti i punti di vista.

Alpine A290: come è fatta

Dal punto di vista stilistico la parentela con la R5 è evidente. Ma i designer Alpine sono intervenuti di fino per donare un carattere tutto suo alla A290. Per farlo hanno rivisto il paraurti anteriore, ora caratterizzato da prese d’aria di maggiori dimensioni e, soprattutto, dalla presenza dei quattro gruppi ottici che rappresentano da sempre un marchio di fabbrica per Alpine, qui caratterizzati da una firma luminosa a forma di X. Particolare anche il posteriore. Spunta un nuovo estrattore, mentre sul tetto, contrariamente con quanto ci si aspetterebbe da una hothatch, non trova posto alcuno spoiler. Questo perché, in quanto elettrica, un alettone avrebbe aumentato la downforce della vettura, compromettendone però l’efficienza.
Rivisti profondamente anche gli interni, dove ad enfatizzare il carattere sportivo del modello ci pensano nuovi sedili più profilati e soprattutto un nuovo volante più sagomato, sul quale trovano posto i comandi per la gestione di alcune funzioni della vettura: il regolatore dell’intensità del recupero dell’energia, il selettore della modalità di guida e il tasto boost.

Alpine A290: la tecnica

Ma le differenze più interessanti sono quelle che non si vedono a colpo d’occhio. La piattaforma, infatti, resta la AmperSmall, la stessa della R5, rispetto alla quale però le carreggiate sono state allargate di ben 6 centimetri. Quindi, se la lunghezza si conferma di 3,99 metri, la larghezza cresce fino a 1,81 metri. A cambiare, poi, è anche l’intera sezione anteriore del telaio: la culla nella quale è ospitato il motore è ora in alluminio, il che ha permesso di contenere notevolmente il peso, fermando l’ago della bilancia a 1.479 kg, per una distribuzione delle masse del 57% all’avantreno e del 43% al retrotreno.

Veniamo al powertrain. Ad alimentare la nuova Alpine A290 provvede una batteria agli ioni di litio da 52 kWh, che manda energia ad un motore elettrico montato sull’asse anteriore e che muove le sole ruote davanti. L’unità è la medesima della Renault Megane E-Tech e della Scenic E-Tech e viene proposta in due livelli di potenza: 180 CV oppure 220 CV a seconda della versione scelta. Numeri alla mano, la variante più potente è in grado di sviluppare 300 Nm di coppia, e di scattare da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi. Inoltre, per contribuire all’affinamento della dinamica di guida, in Alpine hanno messo a punto il Torque Pre-Control: un sistema in grado di andare a gestire elettronicamente la quantità di coppia che viene erogata alle ruote anteriori, in funzione della velocità della vettura, dell’angolo di sterzo e delle condizioni di aderenza. Nota interessante riguardo la batteria, questa può essere ricaricata fino ad una potenza massima di 100 kW, ed è dotata del sistema V2G e V2L che consente di cedere energia alla rete o a dispositivi esterni.

Alpine A290: come va

Dunque, a questo punto occorre fare una premessa. Nonostante l’aspetto della A290 possa portare a pensare che si tratti di una vettura con un’impostazione molto racing, in realtà non è così. La nuova compatta elettrica di Alpine vuole più semplicemente essere una vettura fruibile nel quotidiano, godendo dell’alto livello di qualità percepita a bordo, che però, quando si ha voglia di alzare un po’ il ritmo su una strada tutta curve, ti permette di divertirti con estrema facilità. Quindi, capito il posizionamento che il modello vuole avere sul mercato, ho apprezzato la taratura dell’assetto (McPherson davanti e Multilink dietro) che limita i movimenti della scocca anche nei cambi di direzione più bruschi, pur restando piuttosto confortevole nel quotidiano.

Mi è piaciuta anche la reattività dell’avantreno: il sistema di gestione della coppia di cui parlavo prima, unito alla funzione di torque vectoring fatta utilizzando il sistema frenante, assicura una risposta sempre pronta agli input del volante che, ecco, forse è ciò che mi ha convinto un po’ meno. Avrei voluto impugnare tra le mani un comando meno demoltiplicato e dal feeling più diretto. Molto buona, invece, la frenata. Il pedale ha una risposta pronta fin nella primissima fase della corsa, restituendo una frenata sempre pronta e ben modulabile. Bello anche il comportamento del retrotreno, sempre ben disposto ad allargare leggermente se provocato.
La variante da 220 CV ha un buon carattere. La spinta è decisa, ma mai violenta, e le prestazioni (anche grazie al peso piuttosto contenuto) sono sempre buone. Anche se, vista la bontà del telaio, verrebbe spesso voglia di avere un po’ di cavalli in più.

Alpine A290: i prezzi

Gli ordini della Alpine A290 sono già aperti, ma le prime consegne avverranno nel primo trimestre del 2025. Il listino si apre con la versione GT da 180 CV proposta a 38.700 euro, mentre la versione di accesso con il motore da 220 CV, la GT Performance, occorrono 41.700 euro. Al top dell’offerta si trova la serie limitata Premiere Edition da 220 CV con un prezzo di listino di 46.200 euro.

Bentley allunga la scadenza per la gamma “full electric” al 2035 e annuncia: il primo modello sarà un SUV

Gli obiettivi restano gli stessi, i tempi cambiano leggermente. Bentley ha annunciato poche ore fa l’aggiornamento del suo piano Beyond100, che prevedeva il passaggio  auna gamma elettrica entro il 2030. Il programma ora si chiama Beyond100+ e ha spostato l’orizzonte più in là di poco, con nuova data di scadenza al 2035.

Nulla di strano, è un po’ quello che sta accadendo a tutti i costruttori, che hanno dovuto constatare come il mercato per ora non stia seguendo come ci si aspettava lo sforzo dell’industria nel passaggio all’elettrificazione totale. E se qualcuno, come Volkswagen, sta pagando a colpi di stabilimenti chiusi e perdite milionarie la troppa foga nel lanciarsi sulla batteria, anche chi deve ancora iniziare, come la stessa Bentley, rivede gli obiettivi con un pizzico di prudenza in più.

Si parte con il SUV “urbano”

L’annuncio più importante, tuttavia, non è tanto quello della revisione dei tempi sull’elettrico, ma sulla natura del modello che farà da capolista. La prima elettrica di Crewe contemplata nel piano Beyond100+ non sarà una berlina o una sportiva super-esclusiva, come la Spectre di Rolls-Royce. Al contrario, Bentley punta su un modello di maggior diffusione, un SUV e di taglia più piccola rispetto a Bentayga.

Il comunicato della Casa si spinge addirittura a definirlo “Il primo Urban Luxury SUV”, definizione che potrebbe lasciare a bocca aperta se non si guardasse alla situazione generale del Gruppo Volkswagen. Il colosso tedesco trova sicuramente preferibile puntare su modelli che alla redditività uniscano anche un potenziale commerciale maggiore. Un apolitica in cui il marchio Bentley può rientrare tranquillamente con un modello posizionato nel modo giusto.

Volkswagen Group Premium Platform Electric (PPE)

Per ora non ci sono altri dettagli, a parte un teaser che mostra un profilo caratterizzato ma non troppo rivelatore. Logico immaginare che sfrutterà la nuova piattaforma PPE, concepita per l’alto di gamma Audi e Porsche, quindi in una strategia in cui Bentley rientra largamente. Preso, però, per immaginare una sorta di “gemella” della Cayenne elettrica o della Audi Q6.

Il debutto del nuovo modello è previsto per il 2026, anno in cui il piano Beyond100+ entrerà nel vivo. Bentley conferma la volontà di lanciare u nuovo modello all’anno, ibrido plug-in o 100% elettrico ,già a partire dal 2025.

Mondial MUD 452: bicilindrica multiuso

Mondial MUD 452

Il modello di punta della gamma F.B MONDIAL per il 2025 sarà il modello MUD 452, una moto fuoristrada progettata per gli amanti dell’off-road, ma adatta anche ai percorsi stradali.

Questo nuovo modello combina robustezza, maneggevolezza e un motore bicilindrico potente, rendendolo ideale per chi ama affrontare percorsi anche impegnativi.

La Mondial MUD 452 si affianca alla PIEGA 452 già disponibile presso la rete dei concessionari, andando a completare la gamma di media cilindrata.

Mondial MUD 452

Progettata da Rodolfo Frascoli, come già fu il caso per la Mondial PIEGA 452, conferma la collaborazione tutta italiana nella realizzazione di nuovi modelli e garantisce eleganza, performance e tecnologia all’avanguardia.

Mondial SMX 300 cc ENDURO e SMX 125 cc ENDURO / MOTARD

Una nuova piattaforma di produzione di ultima generazione consente a F.B MONDIAL di presentare 2 modelli che al primo sguardo colpiscono per la loro innovazione rispetto ai concorrenti di questa categoria.

SMX 300 cc ENDURO, grazie ad un motore dalle ottime prestazioni e al telaio di grande flessibilità e maneggevolezza.

La SNX 300 si propone a tutti gli amanti di questo segmento, senza richiedere particolari abilità di guida, per godere, con questo modello di escursioni vicine alla natura.

SMX 125 cc è declinato nelle due versioni ENDURO e MOTARD, per accontentare i neo motociclisti anche nel segmento MOTARD particolarmente amato dai giovanissimi.

Design e stile affidati al giovane Designer italiano Samuele Dell’Oro.

AUDI in Cina senza i Quattro Anelli

Il cambio del logo sulle Audi che andranno in Cina ha un significato profondo.

Significa, ed era ora, che le Case europee hanno finalmente capito che per approcciare i nuovi mercati serve un cambio di paradigma e fabbricare ciò che il pubblico chiede.

La presentazione del concept AUDI E, evolve radicalmente il marchio che diviene AUDI a lettere maiuscole e senza logo dei quattro anelli.

audi

Gernot Döllner, CEO di Audi AG:

“Con il lancio del nuovo marchio dedicato alla futura generazione di modelli full electric per la Cina stiamo tracciando inedite strade per raggiungere nuovi Clienti votati alla tecnologia e alla massima digitalizzazione”.

“L’industria automobilistica sta vivendo la più grande trasformazione della propria storia. Con le nostre partnership in Cina stiamo giocando un ruolo decisivo in questa trasformazione”.

La concept AUDI E, sviluppata congiuntamente da team tedeschi e cinesi, anticipa tre modelli di serie destinati a essere introdotti in Cina dalla metà del 2025.

I Clienti premium cinesi hanno esigenze e aspettative peculiari:

  • sono mediamente più giovani rispetto al resto del mondo.
  • sono esperti di tecnologia.
  • si aspettano una connettività avanguardistica, ADAS che rendano possibile la guida autonoma e, soprattutto, un’esperienza unica in abitacolo: user friendly e sorprendente allo stesso tempo.

audi

AUDI e SAIC: il meglio dei due mondi

La collaborazione tra AUDI e SAIC riflette lo spirito del ‘meglio dei due mondi’ e consente di organizzare congiuntamente sviluppo, acquisti, produzione e vendite.

Il programma congiunto consente di integrare il know-how Audi in materia di design, sviluppo tecnologico e produzione da un lato, la reattività e profonda conoscenza delle esigenze del mercato locale di SAIC dall’altro.

Una partnership il cui massimo risultato è costituito dalla nuova Advanced Digitized Platform, la base per una nuova generazione di veicoli intelligenti e connessi dedicati esclusivamente al mercato cinese.

I primi tre modelli BEV apparterranno ai segmenti D ed E.

La collaborazione con SAIC permetterà di ridurre il time-to-market di oltre il 30%: la prima vettura sarà disponibile già nel corso del 2025.

AUDI E concept

AUDI E concept è un’innovativa Sportback full electric caratterizzata da una lunghezza di 4.870 mm, una larghezza di 1.990 mm, un’altezza di 1.460 mm e un passo di 2.950 mm.

La trazione integrale quattro elettrica è garantita da due motori, uno in corrispondenza di ciascun assale, in grado di erogare complessivamente 775 CV e 800 Nm di coppia così da scattare da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi. I sistemi di assistenza sono sviluppati in base alle caratteristiche peculiari delle strade e del traffico cinesi.

La batteria da 100 kWh con tensione a 800 Volt garantisce un range di oltre 700 chilometri CLTC (il WLTP cinese), mentre la ricarica iper fast permette di rigenerare un’autonomia di 370 chilometri in 10 minuti.

La console ospita due smartphone, mentre il display touch 4K curvo consente l’accesso a una miriade di informazioni inclusa la visuale fornita dagli specchietti retrovisori esterni digitali.

Le finiture dei pannelli porta in radica retro-illuminata e microfibra richiamano soluzioni di design tipiche dell’architettura moderna.

audi

Sistema operativo AUDI OS e avatar basato sull’intelligenza artificiale

Il sistema operativo AUDI OS costituisce una prima assoluta e consente di dare vita a un palcoscenico digitale su misura.

Qualsiasi interazione diviene protagonista dei menu funzioni di primo livello, mentre l’app store – mai così evoluto – si attiva mediante il riconoscimento facciale e opera in totale sinergia con il device personale dell’utente.

A ulteriore rafforzamento della digitalizzazione della vettura, l’Audi Assistant, vero e proprio avatar basato sull’intelligenza artificiale, è collocato al centro della plancia e opera mediante comandi sia tattili sia vocali, mentre l’Audi Control, la barra touch al vertice dell’Audi Assistant, permette di navigare adattivamente e con la massima intuitività tra i molteplici contenuti del display 4K.

Moto Morini 3 1/2: cinquant’anni dopo all’EICMA 2024

moto morini 3 1/2

Torna la Moto Morini 3 1/2, uno dei modelli più iconici e leggendari di Moto Morini.

moto morini 3 1/2

Cinquant’anni dopo la presentazione della 3 1/2 Sport, a sua volta evoluzione della Moto Morini 3 ½ progettata da Franco Lambertini, questa nuova versione combina l’eredità classica della Casa motociclistica con le tecnologie e le esigenze dei motociclisti contemporanei.

Ora come allora

Leggerezza, robustezza, affidabilità, facilità di manutenzione e piacere di guida sono le basi su cui si fondava l’originale.

Le stesse sono state riprese, attualizzandole, sulla nuova, che nello stile riprende fedelmente gli stilemi più caratteristici dell’antenata, a cominciare dall’abbinamento del rosso col nero.

I semimanubri, il tappo del serbatoio, la forma dello scarico, l’altezza della sella di 780mm da terra permettono alla nuova Moto Morini 3 ½ di essere oggi il mezzo ideale per chi cerca una moto facile, versatile, leggera e stilosa.

La nuova Moto Morini 3 1/2 è equipaggiata con un motore bicilindrico 350cc V2 Euro5 Plus, disponibile anche depotenziato per la patente A2.

La nuova Moto Morini 3 1/2 arriverà presso i concessionari autorizzati Moto Morini nella seconda metà del 2025.

moto morini 3 1/2

SCHEDA TECNICA Moto Morini 3/2

MOTORE:

Tipo di motore: V2 60°, 4 Tempi

Cilindrata: 350.3 cm3

DIMENSIONI, PESI E CAPACITA’:

Lunghezza x larghezza x altezza: 2.090x800x1.150

Interasse: 1.420 mm

Altezza sella: 780mm

Altezza da terra: 160mm

Peso a secco: <165 kg

Capacità serbatoio: 15L

TELAIO:

Monotrave a doppia culla in acciaio

Forcellone in alluminio

FRENI:

Freno anteriore: monodisco ø300mm, pinza fissa, 4 pistoni contrapposti

Freno posteriore: disco ø255mm, pinza fissa, 2 pistoni contrapposti ABS: doppio canale

SOSPENSIONI:

Anteriore: forcella a steli rovesciati, steli ø43, escursione ruota 120 mm

Posteriore: mono ammortizzatore, cantilever, escursione ruota 120 mm, regolabile in precarico molla

CERCHI E RUOTE:

Anteriore: 110/70 17”, cerchio in lega da 3.0”x17”

Posteriore: 150/60 17”, cerchio in lega da 4.5”x17”

 

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