
Cinquant’anni e oltre 20 milioni di esemplari venduti in sette generazioni. La Polo è uno di quei rari oggetti industriali in grado di attraversare i decenni senza perdere senso.
E adesso Volkswagen le chiede di fare la cosa più difficile: diventare elettrica senza smettere di essere se stessa.
La ID. Polo è la risposta alla domanda che il mercato fa da tre anni: quando arriva un’elettrica che costa quanto una macchina normale?
Un design che sorride

Andreas Mindt, il responsabile del design Volkswagen, ha definito il nuovo linguaggio stilistico “Pure Positive”.
Il frontale costruisce qualcosa di molto simile a un viso: la disposizione dei fari, i punti luminosi a LED a forma di pupilla e la barra trasversale centrale in vetro danno vita a un’espressione amichevole che funziona anche a colpo d’occhio per chi non sa nulla di teoria del design. E anche il cofano trasmette un’energia insolita per questa fascia di mercato.
Sul fianco, il montante C richiama quello della prima Golf, i passaruota sporgenti e la carreggiata larga 1.526 mm danno una presenza visiva sproporzionata rispetto alle dimensioni: 4.053 mm di lunghezza, 1.816 di larghezza e 1.530 mm di altezza. La ID. Polo è più corta di 2 cm rispetto alla sorella termica ma 65 mm più larga, e si vede. Il valore CX è 0,264.
Il posteriore è stato sviluppato secondo proporzioni che il team di Mindt riconduce alla sezione aurea: una barra a LED con superficie in vetro attraversa tutta la larghezza del portellone, il logo Volkswagen è illuminato, e sulla versione IQ.LIGHT i gruppi ottici posteriori creano un effetto tridimensionale che fa sembrare le luci sospese nel paraurti.
La rivincita dei tasti fisici

Dentro, la ID. Polo racconta un’autocritica costruttiva. Volkswagen ha capito che l’eccesso di touchscreen irrita chi guida e ha fatto un passo indietro: i comandi del climatizzatore sono tasti fisici posizionati sotto le bocchette dell’aria, il volante ha gruppi di tasti con feedback chiaro e ben strutturato. La plancia si sviluppa orizzontalmente, con il Digital Cockpit da 10” e lo schermo dell’infotainment da 13” disposti sullo stesso asse visivo, raggiungibile anche dal passeggero anteriore.
Il Digital Cockpit ha un’opzione che farà sorridere chi ha guidato una Golf negli anni Ottanta: la grafica retrò, attivabile con il tasto View sul volante, riproduce la strumentazione analogica della Golf I restyling. Tachimetro a sinistra, powermeter stilizzato a destra ma i dati moderni, come il riconoscimento della segnaletica, restano integrati nel layout vintage.
Lo spazio interno beneficia della piattaforma MEB+ con trazione anteriore: senza moduli di trazione al retrotreno, i passeggeri posteriori guadagnano 19 mm rispetto alla Polo tradizionale. Il bagagliaio passa da 351 a 441 litri, un salto del 24%, con fondo regolabile su più altezze che scende fino al pianale dell’auto, e abbassando gli schienali si arriva a 1.243 litri.
I materiali puntano sulla piena sostenibilità: sedili, pannelli porta, padiglione e tappetini sono in rPET — PET riciclato da bottiglie. Sulla versione top, il tessuto dei sedili usa filato SEAQUAL, ricavato dalla plastica raccolta in mare.
Quello che non c’era in questa classe

La ID. Polo porta in classe B dotazioni che fino a ieri erano materia da segmento D. Il Connected Travel Assist, disponibile a richiesta, usa radar, telecamere, dati online e navigazione per gestire sia traiettoria che velocità. La novità è il riconoscimento automatico dei semafori: se il sistema intercetta un rosso, l’auto frena autonomamente fino all’arresto. Inedito in questa categoria.
Di serie anche il One Pedal Driving, che attiva la frenata rigenerativa al rilascio dell’acceleratore fino all’arresto completo, un sistema utile nel traffico e apprezzabile nelle code.
Poi c’è il Vehicle-to-Load: la ID. Polo può usare la propria batteria come generatore esterno, erogando fino a 3,6 kW attraverso la presa di ricarica, sufficiente per ricaricare le bici elettriche agganciate al traino. A proposito: il gancio regge 75 kg di carico statico verticale e consente di trainare rimorchi fino a 1.200 kg con pendenza dell’8%.
La chiave digitale su smartphone o smartwatch è disponibile dalla versione Style in su. Sulla stessa versione, l’impianto Harman Kardon da 425 watt su dieci altoparlanti, con subwoofer e altoparlante centrale per la voce, arriva come optional insieme a un tetto panoramico e a una funzione massaggio pneumatica per i sedili anteriori con regolazione elettrica a 12 vie.
Tre varianti al lancio
La ID. Polo debutta con tre configurazioni, tutte a trazione anteriore. Il cuore è il nuovo motore elettrico APP290, dove APP indica la disposizione parallela all’asse e 290 la coppia massima in Nm, integrato in un unico blocco con trasmissione monomarcia, inverter e tutta l’elettronica di controllo.
Le versioni da 85 kW (116 CV) e 99 kW (135 CV) montano una batteria LFP da 37 kWh netti: litio-ferro-fosfato, la chimica che sopporta meglio i cicli di ricarica completa e costa meno da produrre. Autonomia stimata: 329 km, ricarica DC fino a 90 kW, dal 10 all’80% in circa 27 minuti.
La versione da 155 kW (211 CV) adotta invece una batteria NMC da 52 kWh: nichel-manganese-cobalto, densità energetica superiore a parità di peso, autonomia dichiarata di 455 km, ricarica DC fino a 105 kW con una curva insolitamente piatta — dal 10 all’80% in circa 24 minuti. Nel 2027 arriverà la GTI con 166 kW (226 CV). La ricarica in corrente alternata è fissata a 11 kW per tutte le versioni.
Le sospensioni seguono uno schema diffuso ma efficace per la categoria: MacPherson all’anteriore, asse posteriore a bracci interconnessi. Volkswagen dichiara di aver ridotto le frequenze proprie di entrambi gli assi del 5% rispetto alla Polo MQB, con un miglioramento sensibile nel comfort alle basse frequenze. Il nuovo sistema frenante one-box (freni a disco su entrambi gli assi) ottimizza tanto la modulabilità del pedale quanto il recupero di energia.
Allestimenti e prezzi
La gamma si articola su tre allestimenti. Il Trend, quello d’ingresso, include già ricarica rapida DC da 90 kW, fari LED con abbaglianti automatici, Digital Cockpit da 10”, infotainment da 13”, climatizzatore automatico e un pacchetto ADAS con Side Assist, Lane Assist ed Emergency Assist con riconoscimento di pedoni e ciclisti.
Il Life aggiunge cruise control adattivo, retrocamera, sensori di parcheggio anteriori, assistente agli incroci, Apple CarPlay e Android Auto wireless, ricarica induttiva per lo smartphone e piano di carico regolabile nel bagagliaio.
La Style completa l’offerta con fari Matrix LED IQ.LIGHT, gruppi ottici posteriori 3D, logo illuminato, sedili sportivi, climatizzatore bizona, ID. Light estesa anche alle porte anteriori e chiave digitale.
In Germania la ID. Polo Trend parte da 24.995 euro. In Italia il listino non è ancora ufficiale, ma VW ha confermato una forchetta tra 25 e 26mila euro. Le prime consegne sono attese per fine estate 2026. La Polo con motore termico resterà in produzione e nel 2027 riceverà un aggiornamento con motorizzazioni mild hybrid.
La piattaforma MEB+ è condivisa all’interno del Brand Group Core con Cupra Raval e Škoda Epiq, entrambe al debutto. Le economie di scala che ne derivano sono la spiegazione più convincente per quel prezzo di partenza sotto i 25.000 euro, forse la notizia più importante di questo lancio.















