
Non c’è pace fra gli ulivi, ma nemmeno nei garage. Chi da queste parti decide di acquistare un’auto, è bene sia consapevole: sta entrando d’ufficio in una categoria fra le più bastonate, massacrate, derubate e bistrattate che ci siano. E poco importa che si tratti di auto elettrica o con motore termico, perché nulla cambia, visto che i costi della ricarica e quelli dei carburanti tradizionali sono fra i più alti d’Europa, e lo stesso vale per le polizze assicurative e per i costi delle auto, nuove o usate non importa. Perché qui tutto costa di più, e basta.
La sproporzione delle sanzioni
Ma alla poco piacevole classifica del salasso si è aggiunta di recente un’altra voce, o forse un’altra mano autorizzata ad infilarsi nelle tasche degli automobilisti italiani prelevando cifre che qualcuno ha deciso fossero eque. Secondo una ricerca realizzata da “carVertical”, servizio online che permette di scoprire lo storico di un veicolo, l’Italia è uno dei peggiori Paesi europei per l’impatto di multe e contravvenzioni sul reddito medio.
Il calcolo è stato fatto prendendo come punto di riferimento uno stipendio medio pari a 1.693 euro al mese e quanto stabilito dal Codice della Strada per il superamento dei limiti di velocità fino a 15 km/h, puniti con 173 euro di multa. Detto in altro modo, ancora più evidente, significa immolare il 10% dello stipendio.
Peggio di noi fa solo l’Ungheria, dove la percentuale di stipendio da immolare in caso di eccesso di velocità è pari all’11,4% dello stipendio, seguita dal 10,9% della Danimarca. E peggio ancora va superando i limiti oltre i 40 km/h, con la sanzione che può attestarsi su 695 euro sfiorando percentuali di impatto sullo stipendio a dir poco devastanti.
Multe parametrate al reddito
In realtà, precisa l’analisi, nei Paesi nordici le contravvenzioni sono salatissime, ma è altrettanto vero che gli stipendi sono decisamente più alti e che da molte parti è in vigore la norma che regola la sanzione in base al reddito. Un esempio che ha fatto il giro del mondo è la vicenda del ricco imprenditore norvegese costretto a pagare 120mila euro di multa per aver superato di 40 km/h i limiti di velocità con una delle sue supercar. Probabilmente poco più di un po’ solletico, ma comunque fastidioso.
Tuttavia, come sempre, l’Europa è bella perché ognuno fa per sé: in Slovacchia una multa per eccesso di velocità fino a 15 km/h non supera i 39 euro, cifra che scende fino a 24 euro in Polonia.
Casse comunali piene
Denari che fanno la gioia dei Comuni italiani, che nel 2024 hanno visto piovere nelle casse quasi 1,8 miliardi di euro, il 10% in più dell’anno precedente. Anche il Codacons, passando al setaccio i rendiconti degli enti locali – che per legge devono essere resi pubblici – ha evidenziato che nelle 20 più grandi città italiane le multe per infrazioni stradali hanno garantito incassi milionari. A guidare il drappello delle città che pagano di più svetta Milano con 205 milioni di euro, seguita da Roma (169 milioni), Firenze (61,5 milioni) e Torino (45,3 milioni).
















