
La sintesi del GP di Spagna nei voti a Team e piloti espressi a caldo da Ottavio Daviddi.
MCLAREN 10
Ormai è scontato che la squadra papaya meriti il massimo dei voti. E il GP di Spagna lo ha confermato.
Del resto, quando un pilota – ossia Oscar Piastri – ottiene la pole (e come l’ha conquistata!) scatta in testa al via della gara senza concedere nulla agli avversari e vince senza che mai la sua posizione sia in discussione, si deve parlare di dominio.
E dire che la Safety Car nel finale aveva azzerato il vantaggio, una qualche ombra sarebbe potuta calare sul giovane fenomeno australiano.
Invece nulla, voto 10 e lode.

E Norris? Tutto perfetto, salvo essere comunque un passo indietro a Piastri, secondo quello che rischia di essere il motivo portante sino alla fine della stagione. Comunque merita un buon 9.
Sullo sfondo le manovre politiche e tecniche sulle ali flessibili e le norme che avrebbero dovuto cambiare i valori in pista.
Ma a Woking sono così forti che applicano il dantesco “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.

FERRARI 6
In teoria ottenere un podio su una pista difficile e complicata come quella del GP di Spagna vale un voto migliore.
In pratica ci sono tanti fattori da considerare.
Leclerc ha sacrificato un po’ le qualifiche per avere un treno di gomme medie in più in gara, alla fine sarebbe arrivato quarto. Non male, né benissimo; grazie alla Safety Car è arrivato il podio.
Tutto serve, al pilota come alla squadra, soprattutto al morale.
Ha lottato con Verstappen senza timori, rischiando anche una penalità (è stato sentito e assolto dai commissari di gara). Voto 8.

Hamilton? Voto 5.
Difficile dire: si lamenta spesso, mette le mani avanti anche quando in qualifica non va per niente male.
In gara non brilla e nel finale, con gomme rosse fresche (dopo Safety Car) si lascia “sverniciare” da Hulkenberg sulla Sauber (più o meno stesse gomme rosse fresche anche se un po’ più nuove di qualche giro: dettagli).
Immaginiamo che sia un brutto colpo all’autostima, nonostante l’ego notoriamente esteso di Lewis.
Ma l’umore è evidente, è in cantina.
In più circolano voci secondo le quali la Ferrari pensa a Chris Horner (Team Principal della Red Bull) al posto di Fred Vasseur.
Fantasie, probabilmente. Ma sono fantasie che pungono (e non pungolano).

MERCEDES 7
Bene George Russell (voto 7) che sta quasi chiudendo il rinnovo del contratto.
Antonelli aveva ammesso dopo Montecarlo di aver bisogno di un reset.
Nel GP di Spagna è stato sostanzialmente pulito, ma s’è arreso a un problema di motore. E lo stesso Toto Wolff, il Team Principal, ha ammesso che sulla power unit c’è un bug da individuare. Voto 6, ma deve ritrovare lo smalto che si pensava avesse.
SAUBER 9
Ogni punto che arriva, stante le condizioni tecniche in questo momento di transizione verso il futuro targato Audi, è grasso che cola.
Hulkenberg (voto 9) esperto e sornione ha sfruttato al meglio la Safety Car (bene assistito dalla strategia del muretto box) e ha piazzato un affondo da paura.
Da Bortoleto (voto 6) nessun acuto, ma almeno è arrivato alla fine.
RACING BULLS 8
Bravissimi. Il team italiano, gemello della Red Bull, è la quintessenza della concretezza.
E Isack Hadjar (voto 8) è forse il giovane che sta impressionano di più, c’è solo da sperare che alla Red Bull non lo “frullino” come hanno fatto con tanti altri piloti.
Sufficiente anche Liam Lawson (6.5) che si batte con coraggio.
ALPINE 7
Sino a sabato sembrava un week end da tregenda, ma Pierre Gasly (voto 7) riesce sempre a tenere a galla la squadra e se stesso.
Franco Colapinto (voto 6) viene confermato a ogni piè sospinto da Briatore, il che dovrebbe farlo dormire sonni agitati: il suo sedile scotta.
ASTON MARTIN 7.5
Fernando Alonso (voto 8) continua a sbianchettare la data di sul suo certificato di nascita. Commette un errore, ma vi pone rimedio e sfrutta al meglio la Safety Car.
Non si sa se nel 2026 sarà ancora in attività. Certo le sue quotazioni sono in crescita e nel GP di Spagna conquista comunque i primi punti della stagione.
L’altro pilota, Lance Stroll, ha dato forfeit per un guaio fisico. Magari a Montreal in auto mettono un giovane, chissà…

RED BULL 6
A Milton Keynes sono convinti di colmare il gap dalle McLaren in due o tre gare, il tempo dirà chi avrà ragione.
Certo vedere Yuki Tsunoda (voto 5) in queste condizioni – diciamo pure a livello del peggior Sergio Perez – è una tristezza.
Max Verstappen (voto 6) si sarebbe portato a casa un podio, ma con la Safety Car l’obiettivo è sfumato.
Dopo tanto tempo il dottor Jekyll (maturo e posato), ha lasciato spazio a qualche momento da Mister Hyde.
Può accadere. Sta di fatto che il botta e risposta con Russell costa 10 secondi e parecchi punti sulla patente, mentre quello con Charles Leclerc alla fine si chiude senza vinti né vincitori.
Però, domanda al box: perché un ultimo cambio gomme (senza avere altro che un treno di hard) quando si poteva tentare l’azzardo di arrivare in fondo e vincere la gara?
WILLIAMS 5
Albon ritirato, ma dopo aver preso anche un penalità (Voto 5);
Carlos Sainz sbiadito (voto 5,5) come troppo spesso quest’anno.
HAAS 6
Niente punti, GP di Spagna lineare che né entusiasma né deprime. Sufficienza (voto 6) per Ocon e Bearman.
PIRELLI 7
Come al solito, anche nel GP di Spagna nulla di anormale sul fronte degli pneumatici.
L’analisi del GP di Spagna nelle parole di Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli:
“Una domenica molto interessante per quanto riguarda l’utilizzo delle gomme. Così come accaduto lo scorso anno su questa pista, la Soft è risultata la mescola più competitiva, forse anche in misura maggiore rispetto al 2024”.
“In termini di degrado, i dati visti oggi sono sostanzialmente in linea rispetto a quanto avevamo visto nelle prove libere di venerdì: significativo ma gestibile”.
“Anche in termini di usura, sicuramente molto rilevante, non ci sono state sorprese, anche se in diversi stint si è arrivati al limite sull’anteriore sinistra, la gomma più stressata su questo tracciato”.
“Ci sono stati piloti che hanno percorso più di venti giri con un set di Soft pur partendo col pieno di benzina, altri che sono arrivati a farne trenta e anche di più con uno di Medium”.
“Inoltre, c’è stata la variabile Red Bull, che ha provato a sparigliare le carte con una strategia su tre soste, sulla carta decisamente più lenta”.
“Se con Tsunoda, che partiva dalla pit-lane, non c’era nulla da perdere, con Verstappen è stata una mossa che stava comunque garantendo un podio e permettendo di arrivare al traguardo vicino alle due McLaren”.
“La neutralizzazione finale ha rimescolato la situazione e per Max, autore fin lì di una gara molto aggressiva che lo aveva visto spingere sempre al massimo, l’opportunità è svanita”.
“Per Pirelli l’impegno su questa pista prosegue anche nelle giornate di martedì e mercoledì prossimi. Grazie alla collaborazione di Mercedes, Red Bull e Racing Bulls, svolgeremo due giornate di test molto importanti in vista del 2026”.
“Nella prima giornata scenderanno in pista George Russell per la Mercedes mentre Isack Hadjar e Liam Lawson si alterneranno al volante di una Racing Bulls. Nella seconda, Kimi Antonelli sarà in pista con la Mercedes mentre Yuki Tsunoda guiderà una Red Bull”.















