venerdì 1 Maggio 2026 - 15:02:02

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Chi produce più auto nel mondo: la classifica Paese per Paese

La produzione della BMW Serie 5

Il mondo dell’auto sta cambiando. Non solo per l’avvento della mobilità elettrica, ma per i nuovi equilibri geopolitici che vedono nuovi player affacciarsi sul mercato globale con la voglia di ritagliarsi un posto al sole a livello internazionale e i costruttori tradizionali che devono difendere un ruolo che hanno faticosamente conquistato in decenni di sforzi. Ma in tutto questo, quante auto vengono prodotte al mondo? Vediamo cosa sta succedendo prendendo i dati del 2023.

Lo scorso anno l’industria automobilistica ha prodotto 67 milioni di auto. A dominare la scena è stata, manco a dirlo, la Cina, che ha letteralmente dominato la classifica. Con il 35% della produzione, cioè 26.123.757 milioni di unità prodotte, il Pese si conferma leader mondiale nel settore automobilistico. Il Giappone segue la Cina e si piazza al secondo posto, con una produzione totale di 7.765.428 milioni di automobili. L’India si posiziona infine al terzo posto, con 4.783.628 milioni di automobili prodotte.

Analizzando il podio, c’è da soffermarsi un momento sulla situazione degli Stati Uniti. In America nel 2023 si sono prodotte solo 1.745.171 vetture ma, allo stesso tempo, dagli stabilimenti d’Oltreoceano sono usciti anche 8.866.384 veicoli commerciali. La maggior parte dei quali pick-up che, come sappiamo, in USA sono usati come auto “normali”. Gli Stati Uniti, quindi, sono da considerarsi a tutti gli effetti prima dell’India e terzi dietro le due superpotenze asiatiche. A chiudere la top five mondiale c’è la Germania, primo produttore di auto d’Europa che lo scorso anno ha toccato quota 4.109.371.

La top ten mondiale

  1. Cina: 26.123.757
  2. Giappone: 7.765.428
  3. India: 4.783.628
  4. Germania: 4.109.371
  5. Corea del Sud: 3.908.747
  6. Spagna: 1.907.050
  7. Brasile: 1.781.612
  8. USA: 1.745.171
  9. Repubblica Ceca: 1.397.816
  10. Indonesia: 1.180.355

La situazione in Europa

Nel Vecchio Continente, come detto, è la Germania a dettare legge. Dietro c’è la Spagna, che oltre all’industria locale può contare sugli investimenti realizzati nella penisola iberica da altre Case (da Volkswagen a Renault passando per Ford e Stellantis).

A seguire troviamo Repubblica Ceca, Slovacchia e Francia, che mantengono una produzione di oltre il milione di automobili ciascuna. L’Italia vanta una produzione di quasi 550.000 automobili, e si attesta sesta davanti a Paesi emergenti come Romania, Ungheria e Polonia. Chiude la top ten il Belgio.

La top ten europea

  1. Germania: 4.109.371
  2. Spagna: 1.907.050
  3. Repubblica Ceca: 1.397.816
  4. Slovacchia: 1.080.000
  5. Francia: 1.026.690
  6. Italia: 541.953
  7. Romania: 513.050
  8. Ungheria: 507.225
  9. Polonia: 299.300
  10. Belgio: 285.159

Un mercato saturo?

Fotografata la situazione attuale, ci si chiede anche come siano cambiate le cose negli ultimi 10 anni. Ebbene, nel 2013 nel mondo veniva prodotto lo stesso numero di auto del 2023: 65.745.403 esemplari.

La fiat 500 elettrica è una delle auto a zero emissioni più vendute d'Italia

La Cina, anche allora, dominava, forte anche della presenza di gruppi occidentali e si attestava intorno ai 18 milioni di auto. In un decennio il Paese del Dragone è cresciuto quindi di circa il 40%. Una situazione in controtendenza rispetto a tutti gli altri big attuali, che nel 2013 producevano di più. Il Giappone, ad esempio, era a 8,1 milioni di auto, mentre gli USA erano a quasi 4,4 milioni.

Andando a ritroso nel tempo, e guardando i dati del 2003, invece, si scopre che la produzione mondiale era ferma a 41.968.666 unità. In Cina si producevano appena 2 milioni di auto, in Giappone (primo costruttore al mondo dell’epoca) 8,4 milioni. La Germania si piazzava davanti agli USA (5,1 milioni VS 4,5 milioni). L’Italia, vent’anni fa, aveva una produzione doppia rispetto all’attuale e si fermava a 1.026.454 milioni di vetture realizzate.

Asta Bolaffi Ciclomotori, Scooter e Motociclette del 4 giugno 2024

aste bolaffi

Un video che illustra 4 moto giapponesi, una Honda e tre Suzuki, inusuali e per questo molto rare in Italia, appartenenti a un periodo, gli anno ’60, in cui l’importazione delle moto giapponesi in Italia era contingentata. Provenienti tutte dagli Stati Uniti, rappresentano quanto fossero tecnicamente avanzate per il loro tempo, specie al confronto della gran parte delle realizzazioni europee in questa cilindrata.

BMW Serie 5 Touring: il ritorno della station wagon per eccellenza

Quando si pensa ad una station wagon di grandi dimensioni, la BMW Serie 5 Touring è sempre uno dei primi modelli a venire in mente. Sarà per la sua storia lunga ormai più di trent’anni, o per la sua innata praticità, sta di fatto che la familiare più grande del costruttore tedesco rappresenta un vero punto di riferimento per tutti coloro che non hanno ancora ceduto alla moda del SUV.

La nuova generazione della Serie 5 Touring arriva ora su strada portando al debutto non soltanto un design profondamente rivisto rispetto al passato (ereditato dalla Serie 5 berlina) ma anche una gamma motori molto ampia, che spazia dall’immancabile diesel e arriva fino all’elettrico puro.

BMW Serie 5 Touring: come è fatta

Lunga 5,06 metri, la nuova BMW Serie 5 mantiene inalterato lo stile portato al debutto dalla sorella berlina. Le differenze principali, ovviamente, si concentrano nella parte posteriore. Qui il terzo volume della vettura è stato profondamente rivisto, senza però stravolgere il family feeling del modello. Per il resto la Serie 5 rimane quella alla quale eravamo già abituati, con il grande doppio rene a farla da padrona nella parte anteriore, mentre dal posteriore spicca l’assenza dei terminali di scarico anche sulle varianti endotermiche.

Dentro l’ambiente è curato e spazioso, avvicinandosi molto per stile e contenuti alla più grande Serie 7. Punto di forza del modello (ovviamente) è il bagagliaio, che assicura una volumetria in configurazione standard di 570 litri, che possono arrivare fino a 1.700 abbattendo la seconda fila di sedili. Il vano ha una forma regolare, risultando così perfettamente sfruttabile, mentre la soglia di carico molto bassa aiuta a caricare e scaricare oggetti con facilità. Tanta poi la tecnologia a bordo che si esprime nella presenza del più recente sistema di infotainment di BMW, che da accesso ad una infinità di funzioni legate non solo al sistema multimediale, ma anche al funzionamento della vettura stessa.

BMW Serie 5 Touring: la meccanica

Ma l’elemento più interessante della nuova BMW Serie 5 Touring è rappresentato dalla sua gamma motori. L’offerta è tra le più ampie mai proposte per il modello e spazia dalle varianti endotermiche, fino all’elettrico, passando anche per il plug-in. Proprio l’elettrico rappresenta ad oggi quasi un unicum in questo segmento di mercato e su questa tipologia di carrozzeria.

Si parte con il Diesel della 520d disponibile anche a trazione integrale, costituito da un 2.0 da 197 CV per 400 Nm di coppia. Per chi cerca un motore più “nobile” c’è la 540d xDrive con il 3.0 a sei cilindri da 265 o 303 CV e 650 Nm. Al capitolo plug-in la Serie 5 Touring risponde con la 530e la cui potenza di sistema si attesta sui 299 CV per 450 Nm, mentre l’autonomia in elettrico si aggira intorno ai 100 km. Passando all’elettrico, sono due le versioni disponibili: la i5 40 con motore singolo da 340 CV e la i5 M60 con due motori per una potenza totale di 601 CV.

BMW Serie 5 Touring: come va

Per questo primo contatto con la variante familiare della Serie 5 mi sono messo al colante di quella che, con tutta probabilità, rappresenterà la motorizzazione di maggiore successo nel nostro Paese: la 520d. Nonostante la cubatura contenuta, il propulsore mette fin da subito in luce un buon carattere. Grazie ai 400 Nm di coppia la spinta è corposa fin dai bassi regimi, supportata da un cambio automatico veloce e preciso nei passaggi di marcia. Ottimo anche il livello di insonorizzazione, con la voce del 2 litri che si fa più presente solo quando si preme a fondo il pedale dell’acceleratore, spingendo la lancetta del contagiri verso la zona rossa.

Se lo spazio e i contenuti rimandano alla Serie 7, la dinamica di guida ricalca invece il carattere della più piccola Serie 3. Tra le curve, infatti, nonostante le dimensioni la Serie 5 Touring si muove con assoluta disinvoltura. Veloce nei cambi di direzione, se scelta con le quattro ruote sterzanti risulta particolarmente agile anche sulle strade ricche di curve, dove la buona taratura del comparto sospensivo si traduce in un perfetto equilibrio tra il contenimento dei movimenti della scocca e l’assorbimento delle asperità del manto stradale.

BMW Serie 5 Touring: i prezzi

Il listino della nuova BMW Serie 5 Touring si apre dai 71.000 euro necessari per portarsi a casa la 520d a trazione posteriore. Per la più potente 540d, invece, occorrono 78.100 euro. Passando al plug-in il prezzo sale a 75.900 euro, mentre per le elettriche si va dai 78.000 euro della i5 40 ai 103.800 euro della M60.

Salone Auto Torino: fra 100 giorni l’apertura

salone auto torino

Martedì 4 giugno alle ore 21:45, Salone Auto Torino illumina la Mole Antonelliana di giallo e blu.

A cento giorni dalla manifestazione motoristica che si svolgerà dal 13 al 15 settembre 2024, sarà così avviato il via al conto alla rovescia che porterà all’evento e al coinvolgimento della città.

Per l’occasione la Mole Antonelliana si vestirà per una sera di giallo e blu, i colori di Torino, per un omaggio alla città che tra cento giorni tornerà ad essere capitale dell’automobile e a celebrarne la sua storia, con gli oltre 30 brand automobilistici presenti tra le piazze e le vie del centro e i 500.000 visitatori attesi dal 13 al 15 settembre 2024.

Una mostra fotografica

Salone Auto Torino sarà anticipato dalla mostra fotografica “La storia dell’automobile: dagli inizi al 2024”.

A partire dal 30 agosto i portici di piazza San Carlo si coloreranno fino a conclusione dell’evento.

La prima e l’ultima vettura dei principali brand automobilistici che hanno fatto la storia, e che ancora ne scriveranno il futuro, racconteranno l’evoluzione stilistica e tecnologica di ogni marca.

La mostra “La storia dell’automobile: dagli inizi al 2024” sarà visibile per quindici giorni sotto i portici del centro di Torino e sul sito https://www.saloneautotorino.com/.

Dal sito è già scaricabile il Free Pass, il biglietto elettronico gratuito che garantisce l’accesso a uno sconto fino all’80% con Frecciarossa per arrivare e partire da Torino nella settimana della manifestazione e l’accesso a tutte le altre convenzioni (trasporti, hotel, musei e ristoranti).

Salone Auto Torino, per la sua valenza storico-culturale, ha ricevuto il doppio patrocinio da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero della Cultura.

Aste Bolaffi – Torino 4 giugno 2024

aste bolaffi

Kawasaki Mach III 500, Kawasaki Z900, Honda CB 350 Four e Honda CB 500 Four. Quattro delle moto che hanno caratterizzato gli anni ’70, quelli che diedero i natali all’era delle ‘superbike’, inaugurata proprio dalla Kawasaki Z900, una quattro cilindri dalle elevate prestazioni e dall’affidabilità a prova di bomba. Un cambio generazionale esteso anche alle cilindrate inferiori, con la Honda che, dopo aver presentato la leggendaria CB 750 Four alla fine degli anni ’60, scese alla cilindrata di mezzo litro e poi a 350 cm3 per soddisfare le esigenze di ogni motociclista. Aste Bolaffi.

Le Lancia Flaminia Presidenziali hanno la Targa Oro ASI

Lancia Flaminia Presidenziali

Il Quirinale ha ospitato la cerimonia di consegna ufficiale dei Certificati di Identità e delle Targhe Oro ASI alle quattro Lancia Flaminia Presidenziali.

Queste automobili, che dal 1961 servono i Capi di Stato italiani, sono simbolo di eleganza e di stile distintivi dell’Italia.

Alla presenza dei rappresentanti:

  • Alfredo Guarra, della Segreteria Generale del Quirinale,
  • Anna Monorchio, del Servizio Intendenza,
  • Colonnello Rino Roppola, del Reggimento Corazzieri
  • Massimo Calvani, del Settore Autorimessa
  • Luca Pastorelli, del Parco Auto,

Alberto Scuro, Presidente ASI ha consegnato gli attestati accompagnato dalla Vice Presidente Agnese Di Matteo, dai Consiglieri Federali Giuseppe Dell’Aversano e Costanzo Truini e dal Presidente della Commissione Tecnica Auto Vittorio Valbonesi.

Lancia Flaminia Presidenziali

Alberto Scuro, Presidente ASI

“Rivolgo tutta la mia gratitudine al Capo dello Stato, alla Segreteria Generale e allo staff del Quirinale per aver scelto di onorare la lunga carriera di queste automobili con le Targhe Oro ASI come riconoscimento di un importantissimo patrimonio storico e culturale del nostro Paese”.

“Patrimonio che si ha il dovere di tutelare come memoria dell’evoluzione del sapere”.

“È questa la missione che ASI continuerà a svolgere a favore del motorismo storico, accanto alle Istituzioni, perché esso rappresenta parte del patrimonio materiale dell’Italia.”

“Vedere tutte insieme la Belfiore, la Belmonte, la Belvedere e la Belsito ci riempie di emozione”.

“Ringrazio la Commissione Tecnica dell’ASI per l’impegno e la competenza messe ogni giorno a disposizione della Federazione e degli appassionati”.

“Ancora oggi, dopo oltre sessant’anni dalla loro costruzione, queste quattro Flaminia risultano in perfetto stato di conservazione e originalità grazie alla cura e alla manutenzione del personale preposto del Quirinale”.

Lancia Flaminia Presidenziali

Le Lancia Flaminia Presidenziali simbolo italiano

La Flaminia Presidenziale è figlia del modello presentato nel 1957 al Salone di Ginevra come ammiraglia di alta classe di casa Lancia.

Nel 1961, la Carrozzeria Pinin Farina realizzò la prima versione Presidenziale a passo lungo, denominata 335, utilizzata per la prima volta dal Presidente Giovanni Gronchi in occasione della visita in Italia della regina Elisabetta II d’Inghilterra.

Nei mesi successivi ne vennero realizzati altri tre esemplari, battezzati con gli stessi nomi dei cavalli delle scuderie del Quirinale.

Lancia Flaminia Presidenziali

Le Lancia Flaminia Presidenziali hanno tenuto alto l’onore del motorismo italiano in occasione delle visite di Capi di Stato come John Fitzgerald Kennedy e Charles De Gaulle.

La Belfiore e la Belvedere sono sempre a disposizione del Quirinale per le parate ufficiali, mentre la Belsito e la Belmonte sono conservate ed esposte al Museo Storico della Motorizzazione Militare di Roma e al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

Per la prima volta da molti anni a questa parte sono state riunite nella Capitale per i festeggiamenti del prossimo 2 Giugno.

A Brembo il Red Dot Award 2024 per la pinza GP4-MotoGP

brembo

Brembo è stata pioniera della frenatura a disco sulle moto, prima ancora di entrare nel settore degli impianti ad alte prestazioni per le auto.

Non stupisce quindi che il Premio Red Dot Award 2024, nella massima categoria Best of the Best, sia andato alla sua pinza freno GP4-MotoGP.

Il Premio Red Dot Award è uno dei più importanti e prestigiosi concorsi di design che seleziona e celebra le migliori creazioni che combinano innovazione ed estetica.

Brembo ha meritato il riconoscimento per l’impegno costante nell’innovazione e nella capacità di coniugare design e prestazioni.

Progettata e sviluppata per equipaggiare l’ultima generazione di moto stradali supersportive, la pinza GP4-MotoGP è nata per la pista ed è arrivata alla strada, adattandosi moto più moderne e alle esigenze degli appassionati più esigenti.

Eccellenza tecnica ed estetica

La GP4-MotoGP vanta prestazioni eccezionali, grazie allo scorrimento obliquo delle pastiglie, tipico delle pinze della MotoGP, che consente una maggiore potenza frenante a parità di forza applicata sulla leva.

Inoltre, ha un maggiore effetto anti-drag, grazie al rilascio istantaneo delle pastiglie e alla conseguente minore usura delle stesse.

Particolare attenzione è stata dedicata all’estetica, che rende il design della pinza nitido e audace, enfatizzato dalla realizzazione dal pieno da un monoblocco in alluminio.

La robustezza e le prestazioni alle alte temperature sono garantite anche dal trattamento di nichelatura, che conferisce un aspetto più luminoso e uniforme, assicurando comunque durata, resistenza all’usura e prestazioni ottimali su strada, per un’esperienza di guida senza compromessi.

Brembo in pillole

Brembo è leader globale nella progettazione e produzione di sistemi e componenti frenanti ad alte prestazioni per i principali produttori di auto, moto e veicoli commerciali.

Fondata in Italia nel 1961, Brembo è rinomata per le sue soluzioni innovative per il primo equipaggiamento e l’aftermarket.

Brembo è inoltre protagonista dei campionati motorsport più impegnativi del mondo, nei quali ha vinto oltre 600 titoli.

Guidata dalla sua visione strategica “Turning Energy into Inspiration”, Brembo ha l’ambizione di contribuire a plasmare la mobilità del futuro attraverso soluzioni all’avanguardia, digitali e sostenibili.

Con oltre 15.600 persone in 15 paesi, 32 siti produttivi e sedi commerciali, 9 centri di ricerca e sviluppo e con un fatturato di € 3.849 milioni nel 2023, Brembo è il solution provider di fiducia per chi desidera la migliore esperienza di guida.

Hudson eBold, il furgone elettrico large che viene da oriente

Nasce in Cina, ma con una base europea e una figura-guida che vana esperienze nientemeno che in Ford il uovo sfidante al prolifico settore dei commerciali elettrici di taglia large: si chiama Hudson eBold ed è il primo di una gamma di sei modelli che la Hudson Automotive intende lanciare in Europa nei prossimi anni.

Fondata nel 2018 e stabilita a Chongqing, Cina, la Husdon Automotive si concentra per ora sullo sviluppo di veicoli commerciali leggeri elettrici. Si appresta a fare il suo ingresso sul mercato europeo nel secondo trimestre del 2024 con Hudson eBOLD, anche se ha già pianificato anche l’introduzione di eBEAR, previsto per la fine del 2024, e di eSHERPA, programmato per la prima metà del 2025. Altri due modelli saranno lanciati ad inizio 2026.

Hudson eBold. Foto Hudson

Batterie CATL e 330 km di autonomia

Hudson eBold è un large van di sei metri con tre posti, un’ampia porta laterale per caricare Europallet e un volume di carico che supera i 12 metri cubi. Non ci sono ancora dati sulle prestazioni del motore, ma si sa che le batterie, fornite dal colosso CATL, hanno una capacità dai 77 ai 101 kWh e che possono fornire fino a 330 km di autonomia.

Non sono molti in rapporto alla densità energetica, almeno per un mezzo che vuole proporsi soprattutto per i servizi di distribuzione urbana, ma con il lancio saranno fornite informazioni più aggiornate.

Hudson eBold, la plancia. Foto Hudson

In aggiunta, Hudson eBold annuncia un sistema infotainmet dalla connettività avanzata e predisposto per aggiornamenti OTA (over the air). Il debutto commerciale è infatti imminente. Hudson eBold arriverà entro pochi mesi, preceduto da un incontro tra i dealer che è fissato per il 24 giugno a Milano. Qui si trova la rappresentanza europea del marchio, assicurata dalla società o E-Quilibrium, e con l’ambizione di approdare anche sul mercato nordamericano.

Ceo e fondatore della Hudson Automotive è Zachary Ye, manager di origine cinese ma con passaporto statunitense che ha trascorsi importanti come la carica di Technical Staff di Ford Motor Company.

Skoda Kodiaq: ancora più grande, senza rinunciare al diesel

La Skoda Koqiaq rappresenta uno dei modelli di maggiore successo nella storia del costruttore boemo. La prima generazione ha archiviato un successo di vendite importante per il brand, merito non soltanto di un design indovinato, ma anche di una vincente combinazione tra dotazioni, qualità e prezzo quasi senza rivali sul mercato.

Le seconda generazione del modello, quindi, arriva in concessionaria con l’arduo compito di migliorare i risultati fatti segnare dalla sua progenitrice. Se ce la farà sarà solo il tempo a dircelo, ma posso garantirvi che il rinnovato SUV ceco continua ad avere una serie di assi nella manica in grado di farla svettare all’interno dell’attuale panorama automobilistico. Migliorata e maturata un po’ sotto tutti i punti di vista, ora è ancora più tecnologica, moderna e green.

Skoda Kodiaq: gli esterni

Lunga 4,76 metri cresce di 6 centimetri rispetto alla generazione uscente, rispetto alla quale evolve anche il design, che cambia però nel segno della continuità. Davanti a dominare la scena è la grande calandra a listelli verticali che, particolarità, sono piuttosto distanziati gli uni dagli altri. Questo per permettere al modello di essere già pronto ad accogliere i futuri motori con omologazione Euro 7 che avranno bisogno di una grande quantità d’aria per il loro funzionamento. A proposito di aria, la zona anteriore è stata profondamente rivista proprio al fine di migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamico, anche per mezzo di piccoli accorgimenti come le piccole aperture ai lati del paraurti, che incanalando l’aria verso le fiancate, vanno a carenare virtualmente gli archi ruota anteriori.

Tornando allo stile, tutti nuovi sono anche i gruppi ottici, che continuano a svilupparsi su due livelli e ora adottano la tecnologia Matrix Led di seconda generazione, in grado di assicurare un fascio luminoso dinamico ancora più efficiente nelle ore notturne. Nel posteriore, invece, la novità principale è rappresentata dai rinnovati fari a Led che ora sono collegati da una sottile striscia che però non è luminosa. Non manca il lettering Skoda sul portellone e un rinnovato estrattore nella parte bassa del paraurti.

Skoda Kodiaq: gli interni

Tante le novità anche all’interno dell’abitacolo. La plancia è stata completamente rivista nello stile, ma a colpire sono i contenuti tecnologici, che si esprimono nella presenza di un grande schermo da 13 pollici attraverso il quale è possibile gestire tutte le funzioni del rinnovato sistema di infotainment. Dietro il volante, invece, trova posto un nuovo quadro strumenti dalla grafica personalizzabile da 10,25 pollici. Ma non è tutto, al capitolo tecnologia la Kodiaq risponde anche con il debutto del sistema Smart Dial. I tre elementi circolari che solitamente servono a controllare le funzioni del climatizzatore qui sono sostituiti da tre piccoli schermi: premendo quello centrale è possibile richiamare diverse funzioni come il volume della radio, l’intensità della ventola o lo zoom della mappa del navigatore. Un unico comando, quindi, per molteplici funzioni.

Tanto poi lo spazio a bordo. Come da tradizione resta disponibile la variante a sette posti su tre file. Grazie al generoso passo di oltre 2,7 metri, anche chi siede dietro può godere di centimetri in abbondanza tanto per le gambe quanto per la testa, ma ad impressionare davvero è lo spazio all’interno del vano bagagli. Per la variante a cinque posti questo assicura una volumetria minima di 910 litri, che salgono a 2.150 litri abbattendo le due file posteriori. Se invece si sceglie la versione a sette posti la capacità minima scende a 340 litri e arriva fino a 20.35 litri.

Skoda Kodiaq: la meccanica

La gamma motori è stata rivista rispetto alla serie precedente, puntando ora su unità più parsimoniose tanto nei consumi quanto nelle emissioni. Alla base dell’offerta si posiziona un nuovo 1.5 a quattro cilindri turbo a benzina abbinato ad un sistema mild-hybrid da 150 CV. Stessa potenza del primo dei due Diesel in gamma, il 2.0 TDI da 150 CV appunto, abbinato alla sola trazione anteriore. Per avere l’integrale bisogna selezionare il 2.0 TDI da 193 CV. Al top dell’offerta, invece, trova posto la variante plug-in nella quale la parte endotermica è costituita da un 1.5 a ciclo Miller, mentre la parte elettrica da una batteria da 25,7 kWh che manda energia ad un motore elettrico da 85 kW, per una potenza di sistema di 204 CV. L’autonomia in elettrico, invece, è ci circa 100 km. Interessante poi la possibilità di ricaricare fast fino a 40 kW. Tutti i propulsori sono ora abbinati di serie al solo cambio automatico DSG.

Skoda Kodiaq: come va

Mi sono messo al volante di quella che molto probabilmente è la motorizzazione perfetta per la nuova Kodiaq, il 2.0 TDI da 150 CV. Il 2 litri a gasolio del gruppo Volkswagen è un propulsore che non ha bisogno di presentazioni e che oggi dopo anni di aggiornamenti affinamenti ha raggiunto un livello di efficienza estremamente elevato.anche su una vettura delle dimensioni, e della stazza della  Kodiaq riesce comunque a garantire consumi molto contenuti, che nel corso di questo primo contatto con la vettura si sono attestati nell’ordine dei 7 l/100 km.

Degno di nota poi è il livello di insonorizzazione raggiunto da questa seconda generazione del SUV più grande di Skoda. Fruscii aerodinamici e rumore di rotolamento degli pneumatici sono ridotti ai minimi termini anche a velocità autostradali. la voce del TDI si fa un po’ presente all’interno dell’abitacolo soltanto quando si preme a fondo il pedale dell’acceleratore. in queste occasioni, inoltre, si apprezza la buona progressività del quattro cilindri anche se qualche cavallo in più non avrebbe di certo guastato. Ottimo anche il lavoro del cambio automatico che snocciola una marcia dopo l’altra in maniera puntuale e quasi del tutto impercettibile. Ho apprezzato anche la taratura dell’assetto, chiaramente votato al comfort ma comunque rigido quanto basta per evitare eccessivi movimenti del corpo vettura anche nei cambi di direzione più repentini.

Skoda Kodiaq: i prezzi

La nuova Skoda Kodiaq viene al momento proposta in tre diversi allestimenti: Selection, Executive e Style. I prezzi partono da 40.700 euro per la benzina 1.5 mild-hybrid, da 44.900 euro per il Diesel da 150 CV e da 49.400 euro per il gasolio a trazione integrale. La variante plug-in, invece, ha un prezzo di attacco di 48.800 euro.

Nissan rilancia la fabbrica di Sunderland. Ora Qashqai e Juke, poi tre modelli elettrici

Nissan Qasqhai

Nissan è una delle Case più impegnate nella transizione ecologica. Gli ingenti investimenti programmati dovrebbero portare il brand a presentare un’ambiziosa gamma a zero emissioni entro pochi anni. Soprattutto in Europa. Proprio a supporto del cambiamento che interesserà il Vecchio Continente, la fabbrica di Sunderland, in Inghilterra, giocherà un ruolo fondamentale.

Ma la fabbrica britannica, già ora è al centro della strategia di Nissan. Lo stabilimento situato vicino a Newcastle, infatti, è stato completamente rinnovato di recente e ora ospita due linee che producono altrettanti modelli: la nuova Nissan Qashqai e la Nissan Juke. Nello specifico, ha una linea dedicata esclusivamente alla terza generazione del SUV più grande e una seconda linea che può realizzare entrambe le vetture in proporzioni variabili per rispondere al meglio alle richieste del mercato.

Nissan Qashqai

A Sunderland si lavora sulla scocca, sugli stampaggi, sugli allestimenti interni e sulla verniciatura. Poi, sempre lì, avviene il cosiddetto matrimonio tra telaio e powertrain. Interessante, soprattutto, la presenza di un reparto batterie che realizza i pacchi delle vetture dotate di motorizzazione ibrida con ePower. A Sunderland arrivano le celle dalla vicina fabbrica della AESC e si svolgono poi internamente tutte le altre operazioni.

Un’auto ogni 2 minuti

Lo stabilimento inglese ha aperto i battenti nel 1986 e, da allora, ha dato alla luce numerosi modelli Nissan (oltre che uno della Infiniti). Dal 2006 è impegnato nella produzione della Qashqai e, in quasi vent’anni, ne ha prodotti 4,4 milioni di esemplari.

La fabbrica ha 6.200 dipendenti e ha una produzione annuale che supera le 300.000 vetture. Significa che dai suoi cancelli esce un’auto ogni 2 minuti. Questo è quello che accade oggi. Ma in futuro?

La produzione di batterie per le versioni ePower

Ci si prepara per 3 auto elettriche

Lo stabilimento sarà ulteriormente aggiornato per sposare la strategia verso la sostenibilità della Casa. Si chiama EV36Zero e prevede numerose iniziative per ridurre e riciclare gli scarti, per la produzione di energia da fonti rinnovabili (già oggi l’impianto eolico fornisce il 20% del fabbisogno) e, naturalmente, la produzione di modelli completamente elettrici. Vediamo quali.

A Sunderland Nissan produrrà prima di tutto la nuova generazione di Leaf, la berlina a batteria che nell’era “pre-Tesla” è stata, per più di un anno, l’auto elettrica iù venduta al mondo. A fianco della Leaf, a Sunderland saranno prodotte anche la Qashqai e la Juke elettriche. Saranno delle varianti a zero emissioni che non sostituiranno le attuali versioni ibride ma che saranno vendute in parallelo per ampliare l’offerta. Quando si inizia? A metà del prossimo anno, proprio con la Leaf. Poi, a seguire, sarà la volta di Qashqai e Juke. Avranno un ruolo fondamentale per consentire alla Casa di raggiungere gli ambiziosi piani di vendita secondo cui, in Europa, il 40% della produzione complessiva sarà a impatto zero già nel 2026.

La produzione a Sunderland di Nissan

Ashwani Gupta, Chief Operating Officer Nissan, ha detto: “Questo è un giorno storico per Nissan, per i nostri partner, per il Regno Unito e per l’industria automobilistica nel suo complesso. Nissan EV36Zero apre nuovi orizzonti sulle potenzialità del nostro settore industriale, stabilendo nuovi punti di riferimento. Con Nissan Leaf, il primo veicolo 100% elettrico di massa al mondo, Nissan ha inaugurato una nuova era e adesso, con i suoi partner, sarà pioniere della prossima fase dell’industria automobilistica, accelerando verso la completa elettrificazione e decarbonizzazione.”

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