mercoledì 29 Aprile 2026 - 13:21:20

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AMTS: Oltre 27.000 visitatori a Lingotto Fiere

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Si è conclusa con successo la seconda edizione dell’AMTS – Auto Moto Turin Show.

L’evento, organizzato da GL events Italia e gemellato con l’omonimo show ungherese, dedicato agli appassionati del mondo delle due e quattro ruote, ha animato la città per tre giorni di esposizione, spettacolo e approfondimento.

Sono stati oltre 27.000 i visitatori che in tre giorni hanno affollato il Padiglione 3, l’Oval e le aree esterne di Lingotto Fiere.

Gabor Ganczer, Amministratore delegato GL events Italia:

“Siamo orgogliosi di aver consolidato la presenza di AMTS nel panorama degli eventi motoristici italiani”.

“I numeri ci confermano che il pubblico, gli espositori e le istituzioni hanno risposto con entusiasmo a un format che unisce spettacolo, cultura e passione per i motori”. 

“Il nostro impegno ora è continuare a crescere, edizione dopo edizione, per rendere AMTS sempre più un punto di riferimento a livello nazionale”.

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Un evento trasversale

L’ampia offerta dell’evento ha richiamato un pubblico trasversale ed eterogeneo.

L’area expo–mercato ha ospitato alcune prestigiose auto da collezione, gli ultimi modelli e le innovazioni del settore.

Tesla ha esposto la nuova Model Y, e l’imponente Cybertruck, un pick-up dalle forme inedite, capace di stupire tutto il mondo.

Italdesign, eccellenza del territorio piemontese, ha esposto due modelli rarissimi: la Italdesign Zerouno, prodotta in soli 5 esemplari, e la Nissan GT-R50 by Italdesign, nata per festeggiare i 50 anni della Nissan GT-R.

La Scuderia Milanese Grassi ha presentato a Torino l’ultima evoluzione della 044S, l’auto che omaggia le leggendarie vetture del Rally Gruppo B, prodotta in soli 44 esemplari.

Il marchio torinese Kimera ha esposto la EVO38supercar a trazione integrale in tiratura limitata in soli 38 esemplari.

Lo storico brand Giannini ha presentato la Spettacolonuova supercar compatta che incarna sportività, artigianalità, personalizzazione ed esclusività.

L’ente Heritage di Stellantis he esposto quattro rari esemplari provenienti dal suo Heritage Hub di Mirafiori: una Delta S4 Stradale, una monoposto F1 182 “sperimentale” di Alfa Romeo, il prototipo della grintosa Abarth 124 Rally (2016) e una FIAT 500 Coupé Zagato.

Il Padiglione 3 ha ospitato inoltre lo stand dedicato alle Linee Lifestyle & Merchandising Sparco, come la Sparco Martini Racing, celebrativa degli anni d’oro del rally e dei trionfi dei migliori piloti e la Sparco Gulf, ispirata alle leggendarie livree e agli inconfondibili colori Gulf.

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Collezionismo e automobilismo storico

Ad Amts ha festeggiato 70 anni di vita la Fiat 600, vera reginetta della motorizzazione italiana.

Il pubblico ha potuto ammirare allo stand ASI – Automotoclub Storico Italiano un esemplare dei questo modello che come pochissimi altri è rimasto impresso nella memoria collettiva del Paese, simbolo del boom economico del dopoguerra.

Nel 2025 si festeggiano anche i 70 anni dalla fondazione di Autobianchi e i 40 anni della Y10: ad Amts Registro Autobianchi ha esposto vari modelli, tra cui una A111 2° serie, vari esemplari di Y10 e tre A112 Abarth.

Allo stand dell’Automobile Club Torino si sono potute ammirare invece alcune vetture storiche, vincitrici di gare e rally nel passato, e che continuano a sfidarsi nei campionati dedicati a vetture storiche, come una Lancia Delta S4, una Lancia Stratos, una Fiat 124, una Renault 5 Turbo e, in collaborazione con il Museo dell’Automobile di Torino, una Cisitalia 202 SMM “Nuvolari” del 1947.

Oval, il regno del tuning. Dickers Automotive vince il contest Be bETTer

L’Oval ha ospitato la dodicesima edizione di ETT – Expo Tuning Torino, l’evento di tuning indoor più importante d’Italia e punto di riferimento per tutti gli appassionati e le aziende di settore anche a livello europeo, con oltre 300 vetture selezionate provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Svizzera e Ungheria.

Tra di esse alcune auto VIP, vincitrici di premi durante i diversi raduni europei e apprezzate dagli esperti come modelli di riferimento nel panorama del tuning.

L’Oval è stato inoltre palcoscenico della quinta edizione del contest Be bETTer, che ha dato spazio ai professionisti del settore che desiderano mettere in gioco le loro qualità e le loro capacità d’inventiva e competenze, mostrando al pubblico come si possa creare un’auto modificata di altissimo livello.

Hanno partecipato al contest officine e carrozzerie di tutta Italia che si sono sfidate a colpi di creatività e abilità costruttiva.

A valutare le auto in gara, una giuria internazionale di esperti del settore.

Il contest è stato vinto dai veneti di Dickers Automotive Restomod che hanno modificato una vecchia Fiat 500.

Sparco Arena. Sold out per il Taxi Drift

La pista esterna di AMTS si è confermata uno dei cuori pulsanti dell’evento, attirando una folla numerosa e appassionata per tutta la durata della manifestazione.

Per tre giorni, la Sparco Arena ha fatto il pieno di pubblico, che ha seguito con entusiasmo dagli spalti le esibizioni di drifting, taxi drift, stunt show e sfilate di auto sportive e storiche.

Le performance dei professionisti in pista hanno tenuto tutti con lo sguardo fisso sull’asfalto e regalato emozioni forti e momenti spettacolari per gli appassionati di tutte le età.

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Pubblico protagonista per questa seconda edizione: la biglietteria ha registrato il tutto esaurito per il Taxi Drift, l’esperienza adrenalinica che ha permesso al pubblico di vivere il drifting in prima persona accanto a piloti professionisti.

A bordo di auto da competizione e sotto la guida esperta di nomi di spicco come Riccardo Tonali, Elena Zaniol, Manuel Vacca e Stefano Maniscalco, i partecipanti hanno potuto sperimentare le emozioni delle curve più spettacolari.

Tutto esaurito anche per l’incontro di domenica 6 aprile nell’Amts Arena con Davide Cironi e Andrea Farina, in cui il celebre producer e test driver abruzzese ha dialogato con il giornalista di Motor1 raccontando il suo sogno avverato di correre la 1000 Miglia con un’Alfa Romeo.

Suzuka, Gp del Giappone: il Pagellone di Ottavio Daviddi

©Getty/Red Bull Content Pool

A Suzuka Max e il ‘tosaerba costoso’ di Lando, che differenza in pista!

Suzuka 10

E’ la pista più tecnica, assieme a Spa, dell’intero Mondiale.

E’ il tracciato che esalta il talento, niente a che fare con i circuiti “stop and go” o simili che vanno di moda oggi.

Ma sconta un difetto storico: sorpassare è quasi impossibile, un po’ come a Imola.

I primi dieci sono arrivati come erano partiti, tranne che per il sorpasso di Hamilton su Hadjar.

I puristi amano Suzuka, piloti in primis, ma il pubblico di oggi si è forse abituato a scenari diversi.

Detto questo, nessuno mai vorrebbe rinunciare a questo appuntamento giapponese, dove – infatti – s’è vista la prevalenza del più forte, ossia Max Verstappen.

Red Bull 10

Non ha l’auto migliore, ma nessun dubbio sul fatto che il pilota lo sia.

Max Verstappen (voto 10) sabato in qualifica ha dato vita a un’esecuzione degna di Paganini con uno Stradivari.

Virtuosismi inarrivabili (per gli altri) base per la vittoria, un che comunque lo mette in corsa per il titolo, anche se la stagione è molto lunga.

Tsunoda (voto 6): bene in PL1 e in PL2, pareva che i fantasmi (leggasi Checo Perez e Liam Lawson) fossero ormai distanti da Milton Keynes.

©Getty/Red Bull Content Pool

Ma quando Max ha messo fuori la mano del finestrino per dire ciao ciao – forse agitava anche il fazzoletto – anche Yuki s’è dovuto inchinare, staccato in qualifica e in gara.

Tra l’altro l’olandese è l’unico che ha vinto quattro volte a Suzuka, ma resta un interrogativo: chissà se mai vedremo un secondo pilota davvero competitivo sulla Red Bull.

E chissà se Tsunoda rimpiangerà di aver desiderato così tanto la promozione da Faenza all’Inghilterra…

McLaren 9

I papaya hanno sì l’auto migliore ed erano arrivati a Suzuka convinti della doppietta.

Ma questo è un tracciato dove la cosiddetta track position è decisiva, la pennellata di Max in qualifica ha spento le ambizioni del duo fantasticus.

Norris è sfilato secondo alla partenza e secondo è arrivato (voto 8.5), ma ha dato l’impressione di non avere lo stesso passo di Oscar Piastri (voto 9).

Suzuka
©Pirelli.com

Vedremo come andrà avanti il duello spalla a spalla tra i due e se verstappne ne trarrà profitto.

L’inglese ha anche cercato di buttarla in rissa con Max all’uscita box dopo il pit stop, ma Verstappen non abbocca a questi ami, caso mai è lui che tende trappole agli avversari.

Tanto che Norris è finito sull’erba e poi, a gara finita, s’è fatto anche sfottere dall’olandese: “Lando, vedo che hai un tosaerba piuttosto costoso…”.

Ferrari 5

A Melbourne è andata com’è andata, non bene.

In Cina un po’ meglio, inclusa la vittoria nella Sprint di Hamilton (che va comunque giudicata con il peso corretto).

Suzuka

Per Suzuka valgono le parole di Vasseur: “Siamo 2-3 decimi indietro in qualifica e probabilmente abbiamo 2-3 decimi di ritardo anche sul passo gara”.

Parole chiare e oneste (meriterebbero un bel 10), che fotografano una situazione chiarissima: c’è chi corre per vincere e chi no.

In questo momento la Ferrari è tra i “chi no”.

Leclerc ha scelto una strategia classica (gomme gialle, poi bianche) e ha rimediato 16” dal vincitore chiudendo 4°, meglio dei Mercedes (voto a Charles 8.5).

©Ferrari.com

Hamilton ha sparigliato un po’ (bianche, poi gialle) ma è arrivato 7° a circa 30 secondi (voto 5).

C’è tanta strada da fare e a occhio pure accidentata.

Sarà un’altra stagione di transizione, l’ennesima.

Giova ricordare che l’ultimo titolo piloti è del 2007?

Suzuka
©Ferrari.com

Probabilmente non giova. Leclerc ha detto: “Ora so cosa voglio per migliorare questa auto”.

Frase sibillina, lascia intendere – forse è solo un retropensiero – che non ci sia allineamento tra i desiderata dei due piloti.

Comunque la frase successiva è stata peggiore: “In fondo  la nostra gara è stata perfetta e siamo quarti. Non c’è da essere felici”.

Vasseur ha chiosato: “Prima dobbiamo sfruttare appieno il potenziale dell’auto, poi parlare di aggiornamenti”. Essì, la strada è accidentata.

Mercedes 8

Una delle due Ferrari chiude più in alto, ma la sensazione è che le Frecce d’Argento siano più in palla dei Rossi.

La McLaren resta migliore, ma bisognerà vedere nel lungo periodo che cosa riuscirà a combinare la Red Bull che in ogni occasione ha sempre un super asso da giocare.

Suzuka
2025 Japanese Grand Prix, Sunday – Steve Etherington

Ma è un fatto che Russell sembra maturato di colpo (voto 9) finalmente libero della presenza ingombrante di Hamilton.

Capitolo a parte il nostro (nel senso di italiano) Kimi Antonelli (voto 10): non aveva mai corso a Suzuka, la conosceva solo al simulatore.

Per lunghi tratti è stato il più veloce in pista, bravo.

Suzuka
2025 Japanese Grand Prix, Sunday – Jiri Krenek

Non deve aver fretta di produrre un acuto, ma l’ugola è pronta.

Racing Bulls 8

Il franco-algerino Isaak Hadjar ha cominciato la stagione scivolando su una buccia di banana a Melbourne, pareva destinato al taglio precoce (nella “galassia” Red Bull non ci pensano due volte a licenziare i giovani), vittima degli strali di Helmut Marko.

Invece lui si è ricostruito con una solidità straordinaria, il talento c’è (voto 10).

Invece Lawson, fresco retrocesso dalla squadra principale, ha accusato il colpo. Ha corso una gara anonima (voto 5), lui rischia davvero un altro taglio, accontentandosi di fare il collaudatore al simulatore o la riserva che non corre mai.

Alpine 6

La squadra diretta da Briatore resta a galla. Gasly è un solido professionista (voto 6) ma in quest’occasione non arriva a punti; Doohan (autore di un sabato disastroso) è rimasto a galla (voto 6).

A proposito di Doohan: il giovane rookie aveva visto al simulatore la possibilità di percorrere curva 1 senza chiudere il DRS, ma dal vivo (sì, esiste anche una realtà “vera” non solo quella delle intelligenze artificiali o delle stupidità naturali) l’esito è stato una monoposto distrutta contro le barriere.

La domanda è: ma se nessun altro pilota effettua quella manovra per quale motivo la squadra lascia carta bianca a un pilota inesperto?

Haas 9

Dopo il disastroso avvio di stagione, la guida salda di Ayao Komatsu ha rimesso le cose a posto. Bravi, davvero bravi.

Il ferrarista Bearman, Ollie per gli amici, è stato superlativo (voto 10), Ocon (voto 5) paga dazio (altro che quelli di Trump) e sembra già avviato sul viale del tramonto.

Un vialetto, a dirla tutta.

Williams 8

Benissimo Albon (voto 8), letteralmente vitaminizzato dal confronto con Sainz.

Invece l’ex ferrarista sembra annaspare, più che nuotare.

Se ha in mente una stagione alla finestra, nell’attesa della chiamata di una squadra di vertice, deve darsi una svegliata subito (voto 5).

Aston Martin 5

Con le ambizioni di papà Stroll ci si aspetterebbe molto di più, anzi ce lo si sarebbe già aspettato.

E’ stato preso Adrian Newey, ma solo per l’auto 2026.

Magari sarebbe il caso di chiedergli di dare qualche consiglio già sulla 2025…

Alonso non convince, stante la caratura (voto 6), Stroll (figlio) è l’unico doppiato (voto 5).

Sauber 5

Galleggia, con Hulkenberg (voto 6) che ci mette il mestiere e Bortoleto (voto 5) che il mestiere ancora non ce l’ha. Quanto lavoro aspetta Mattia Binotto!

Le Pirelli a Suzuka: voto 9

Gara liscia come l’olio, nonostante la pista presentasse un grip diverso tra zone con asfalto nuovo e zone con asfalto vecchio.

Inoltre in gara c’erano 15 gradi in meno rispetto alle qualifiche e prima della corsa era anche piovuto, lavando un po’ la pista.

Ma tutte e tre le mescole sono andate benissimo, senza creare problemi a nessun pilota e a nessuna squadra, specie gialle e bianche.

Su una pista dove il degrado termico è sempre stato tradizionalmente molto significativo”, ha detto Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, “abbiamo visto le due mescole Hard e Medium non avere praticamente nessuna perdita di prestazione cronometrica, anche su stint particolarmente lunghi”.

“Inoltre uno degli obiettivi tecnici che avevamo quest’anno era la diminuzione della formazione del graining e questa volta, pur con le già menzionate basse temperature che aiutano, non abbiamo avuto praticamente nessun pilota soffrire di questo fenomeno”.

Opel Frontera: come va il SUV compatto che ospita fino a 7 posti

Opel Frotnera 2025: il SUV tedesco è disponibile anche 7 posti

Opel prosegue nel rinnovamento della gamma SUV con la nuova Frontera, vettura che si inserisce a metà strada tra la più piccola Mokka e l’ammiraglia Grandland. La filosofia del modello “di mezzo”, però, è diversa. Qui si punta su spazio interno a volontà e alla massima praticità d’uso. A dimostrazione di questo, la nuova Opel Frontera è anche l’unico modello della Casa tedesca a offrire anche una configurazione a 7 posti.

Lunga 4,38 metri, l’Opel Frontera nasce sulla piattaforma Smart Car di Stellantis. Quella che ha debuttato in Europa con la Citroen C3 ( poi C3 Aircross) e che sta prendendo piede come base per numerosi modelli del gruppo: Fiat Grande Panda compresa, tanto per citare l’ultima nata (per ora).

Come è fatta

Esteticamente la parentela con gli altri modelli citati è abbastanza evidente. Le forme restano squadrate, il lunotto è verticale, il frontale piatto e ben definito. Che sia una vettura del marchio Opel lo si capisce immediatamente. Davanti c’è infatti l’ormai caratteristico elemento orizzontale nero (Opel Vizor) che sostituisce la precedente mascherina e che si allunga sui lati fino a incorporare i fari.

Opel Frotnera 2025: il SUV tedesco è disponibile anche 7 posti

Salendo a bordo si scopre un ambiente semplice e funzionale. Tutto ruote intorno al pannello sulla plancia, che incorpora due monitor da 10 pollici. Quello dietro al volante è dedicato alla strumentazione, quello centrale, con tecnologia touch, all’infotainment, che dispone di connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless.

Tra le caratteristiche peculiari della vettura, la presenza di sedili Intelli-Seat: hanno imbottitura brevettata per massimizzare il sostegno e garantire un’elevata ergonomia anche nei viaggi più lunghi.

Nella configurazione a 5 posti, la nuova Opel Frontera mette a disposizione un bagagliaio da 460 litri che, abbattendo la seconda fila, arriva a 1.600 litri. Il vano si fa apprezzare per la soglia di carico a filo, per le forme regolari e per la presenza di un ampio portellone che rende più semplici caricare oggetti anche molto ingombranti.

Nella configurazione a 7 posti (disponibile solo sulle motorizzazioni ibride e con l’allestimento GS, il più ricco a listino), si rinuncia a un pochino di spazio per potersi permettere di caricare tutta la squadra di calcetto del proprio figlio.

Per quanto riguarda la meccanica, la Opel Frontera è disponibile puramente elettrica o, come anticipato, ibrida, offerta in due varianti di potenza, da 110 o 145 CV. Siamo andati a Milano per provare proprio quest’ultima, spinta da un motore 3 cilindri turbobenzina da 1,2 litri nella versione evoluta (quella con catena di distribuzione al posto della tanto criticata cinghia). È abbinato a un cambio a doppia frizione e-DCT a 6 marce con un motore elettrico da 28 CV integrato. Il sistema, a 48 volt, monta una batteria agli ioni di litio da 0.898 kWh e sviluppa una potenza massima di 145 CV e una coppia di 230 Nm.

Con questo schema la Opel Frontera, che ha un peso di 1.340 kg, scatta da 0 a 100 in 9” e raggiunge una velocità massima di 190 km/h a fronte di consumi dichiarati di 5,5 litri per 100 km (con emissioni di CO2 di 125 g/km).

Come va

Messa alla prova inizialmente in città, la Opel Frontera ha potuto mostrare l’efficienza del sistema mild hybrid di cui dispone viaggiando per alcuni tratti significativi in modalità completamente elettrica. Su percorsi extraurbani, invece, si è potuto apprezzare il lavoro svolto dai tecnici tedeschi nella messa a punto del telaio, che ha sospensioni e sterzo tarati appositamente per il modello.

Opel Frotnera 2025: il SUV tedesco è disponibile anche 7 posti

L’auto è generalmente confortevole e trasmette qualche scossone solo quando si affrontano con un po’ troppa disinvoltura buche o dissuasori di velocità. Lo sterzo è leggero ma trasmette un buon feeling e risulta anche abbastanza comunicativo. Insomma, questa Frontera non nasce per correre, ma con questo powertrain e questo assetto è agile e mai impacciata.

Quanto costa

Il prezzo di partenza del SUV della Casa della Folgore è di 24.900 euro (1.2 ibrido 110 CV). il powertrain mild hybrid più potente parte invece da 26.400 euro mentre per l’elettrica si devono mettere in conto almeno 29.900 euro. I 7 posti richiedono un esborso extra di 900 euro.

Al lancio Opel offre una formula di finanziamento che, a fronte di un anticipo variabile in base a versione e motorizzazione, prevede il pagamento di una rata mensile di 139 euro (anche per l’elettrica).

L’auto per i giovani è “Rapida”

Metti insieme la creatività degli studenti del Master in Transportation Design dello IED e la maestria di Italdesign nel tradurre in forma solida le idee e il risultato sarà Rapida.

Si chiama così la sportiva concepita come progetto di tesi da 22 giovani menti a cui è stato chiesto di immaginare una sportiva compatta che fosse, però, anche accessibile. Non la “solita”, si fa per dire, vettura estrema o hypercar da pista, ma un’auto che vada idealmente a collocarsi nel segmento delle piccole coupé. Quello dove, storicamente, si sono alternate auto come la Fiat 850 Coupé e più di recente Ford Puma e Opel Tigra degli Anni ’90.

Progetto “globale”

Il progetto ha la forma di una concept statica, modellata da Italdesign, rifinita dai partner di Scuderia Torino e completata con l’aiuto di OZ Racing, Pirelli e Lechler. Gli interni sono realizzati digitalmente in 3d così come le riprese dinamiche virtuali. A coordinare il lavoro della classe formata da giovani provenienti da Paesi di tutto il mondo (tra cui India, Cina, Indonesia, Taiwan, Spagna, Serbia, Ucraina, Canada, Argentina, Perù…), i docenti Masato Inoue e Michele Albera, che hanno dato spunti italianissimi agli studenti.

 

Il particolare tetto con parabrezza e finestrini “a visiera”, un tratto distintivo di Italdesign che si ritrova in diverse vetture rielaborate dall’atelier torinese (come la recente Nissan GTR) sono in realtà, come rivela lo stesso Albera, già parte del concept originale: “Per la linea del tetto e il parabrezza ho suggerito ai ragazzi di prendere spunto dalla Lancia Stratos, ma abbiamo rivisto le proporzioni e l’altezza”.

Può avere tutti i motori

La Rapida è una coupé a due porte lunga poco più di 4,5 metri, larga 1,86 e alta appena 1,28, con un ampio passo di 2,8 metri, che fa pensare a un powertrain 100% elettrico. Una deduzione in parte giusta, perché in realtà l’auto è pensata per poter montare qualunque tipo di propulsore, tradizionale, ibrido o appunto elettrico. Cosa che dovrebbe anche renderla idonea ad essere alla produzione. Anche su questo abbiamo chiesto a Michele Albera quali sono le prospettive:

“Come già detto, questo è il progetto di una vettura reale e quindi realizzabile con specifiche già adatte a essere industrializzate. Se ci sarà interesse siamo pronti a collaborare per portarla su strada”. Con quali modifiche? “una versione di produzione sarebbe probabilmente un po’ più compatta nelle forme e un po’ più semplice in dettagli come le ruote, che avrei voluto un po’ più piccole ma su cui per la concept ci siamo concessi un tocco di enfasi in più”.

La Rapida si potrà vedere dal vivo alla Milano Design Week, dal 7 al 13 aprile, nello spazio espositivo di Italdesign all’Opificio 31 di via Tortona 31, e poi al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino dal 15 aprile al 4 maggio.

Jeep Avenger 4xe: l’ibrida diventa integrale con il secondo motore elettrico

Jeep Avenger 4xe: con il motore elettrico posteriore diventa integrale

La Jeep Avenger, vera e propria best seller del marchio americano, si propone ora anche in un’inedita versione integrale abbinata al powertrain ibrido. In fondo, poteva un’auto con griglia anteriore a sette feritoie non avere neanche una variante 4×4 a listino? Evidentemente no.

Come è fatta

Si chiama Avenger 4xe e oltre alle quattro ruote motrici ha anche estetica e telaio rivisti. Badge a parte, la Avenger integrale si riconosce per i paraurti specifici e per interni con finiture dedicate e protezioni antigraffio. Per quanto riguarda la meccanica, invece, l’auto propone uno schema in cui al già noto 1.2 turbobenzina da 136 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione con motore elettrico da 21 kW e 88 Nm integrato si aggiunge un secondo motore elettrico, identico al primo, al posteriore.

I due motori elettrici sono alimentati da una piccola batteria agli ioni di litio da 0,898 kWh che viene ricaricata durante la marcia dal motore elettrico posto all’interno della trasmissione, che svolge anche funzione di generatore quando il suo apporto non è richiesto.

Jeep Avenger 4xe: con il motore elettrico posteriore diventa integrale

L’adozione di un motore elettrico all’altezza del retrotreno ha imposto ai progettisti l’adozione di un diverso schema sospensivo. Al posto della classica barra di torsione, su questa 4xe arriva infatti un più raffinato multilink.

Il sistema, nel suo complesso, eroga una potenza massima di 145 CV: quanto basta per scattare da 0 a 100 in 9″5 e per toccare i 194 km/h di velocità massima con consumi dichiarati di 5,4 litri per 100 km.

Come va

Durante il nostro test tra le colline nei dintorni di Firenze abbiamo potuto saggiare questa Jeep Avenger 4xe sia in città, sia su percorsi extraurbani e, soprattutto, su un tracciato offroad. Andiamo con ordine.

Nei primi km percorsi usciamo da Firenze con un’idea abbastanza precisa: questa Avenger, come la sua sorella ibrida a 2 ruote motrici, passa dalla modalità esclusivamente elettrica a quella “termica” in modo abbastanza brusco. Il 1.2 si accende con una certa rumorosità, soprattutto a freddo. A parte questo, l’auto è piacevolmente scattante. Pesa un pochino di più (l’ago della bilancia si ferma a 1.455 kg), ma la spinta extra dalle ruote posteriori cancella il gap.

Jeep Avenger 4xe: con il motore elettrico posteriore diventa integrale

Tra le curve che si arrampicano sulle colline intorno al capoluogo toscano questa nuova Avenger tira fuori il meglio di sé. Il contributo del retrotreno alla trazione è più evidente e lavora bene insieme alle nuove sospensioni multilink, che rendono il posteriore più preciso. Lo si avverte meglio inserendo il programma dinamico “Sport“, che massimizza le prestazioni.

Infine, ci si lascia l’asfalto alle spalle e si affronta una strada di campagna che ha il merito di alternare tratti con superficie più omogenea ad altri in cui si viaggiava su fondi più sconnessi, con tanto di cambi di pendenza e passaggi fangosi.

In questo scenario, l’altezza da terra maggiorata (siamo a 210 mm anziché 200) e la possibilità di guado fino a 400 mm danno una garanzia in più. Come pure i pneumatici all season di serie con tassellatura più pronunciata per affrontare anche i terreni più sdrucciolevoli con un po’ di grip in più.

Jeep Avenger 4xe: con il motore elettrico posteriore diventa integrale

In fuoristrada la Avenger si comporta bene. Gli angoli sono buoni, considerando che non siamo di fronte a una 4×4 dura e pura quanto piuttosto a un city-SUV che verrà usato in offroad saltuariamente. La trazione integrale elettrica, con una coppia al posteriore che grazie a un riduttore arriva a 1.900 Nm aiuta a cavarsela nelle situazioni più complicate. Il retrotreno aiuta a scaricare a terra la motricità e ad avanzare anche su pendenze accentuate.

Quanto costa

La Jeep Avenger 4xe è in vendita in Italia in tre allestimenti. Si può scegliere tra la Upland, la Overland e la serie speciale The North Face Edition. Hanno prezzi, rispettivamente, di 31.150 euro, 33.950 euro e 37.150 euro.

ATFLOW: così Autotorino propone nuovi marchi sul nostro mercato

Coraggio. E spalle solide. Certamente il compito che il nuovo board di ATFLOW si è posto è ambizioso e non facile da portare al successo in un panorama automotive così incerto.

Ma evidentemente le sfide sono il pane quotidiano del giovane Mattia Vanini, che dal 2017 prosegue la tradizione familiare (lui è la terza generazione di imprenditori impegnati in Autotorino, l’azienda da cui nasce la nuova impresa) partendo dalla consulenza vendita e affiancamento ai Responsabili di Filiale.

Una gavetta che lo ha portato, dal 2023, ad assumere la carica di Vicepresidente di Autotorino.

E’ lui che ha annunciato stamattina la notizia della nascita “di un nuovo player nel mondo dell’automotive, un’azienda che si occupa di importazione e distribuzione di automobili”.

“Ci muove la convinzione che, insieme a partner appassionati e preparati, costruiremo un progetto solido e duraturo, capace di generare valore concreto per l’intero l’ecosistema: clienti, dealer e stakeholder”. 

“Abbiamo combinato l’esperienza nell’importazione e distribuzione con una profonda conoscenza delle esigenze dei clienti e delle dinamiche dei concessionari, rappresentiamo per questo una realtà affidabile, flessibile e market-driven”.

Come abbiamo detto un atto di coraggio in un settore che in Europa e in Italia vede l’arrivo di nuovi attori, l’evoluzione di modelli distributivi, una complessa gestione della transizione energetica e una sempre più forte competizione tecnologica.

Mercato difficile ma ci sono delle opportunità

Autotorino ha individuato nell’importazione una possibilità di concreta e naturale espansione delle proprie attività nel settore automotive, che hanno già raggiunto lo scenario internazionale arrivando quest’anno a operare sul mercato polacco.

Per questo è nato, dopo due anni di gestazione, ATFLOW, 100% di proprietà di Autotorino di cui Mattia Vanini è stato nominato presidente.

ATFLOW è complementare e sinergica con Autotorino ed è nata da una profonda analisi del mercato e delle proposte di vari Costruttori, senza alcun pregiudizio ma col preciso intento di tracciare un quadro completo delle nuove tecnologie, sondare il potenziale concreto di nuovi Costruttori in chiave europea ed elaborare una proposta in sintonia con le esigenze del mercato.

ATFLOW è l’unione di due mondi complementari

Caratteristica peculiare della nuova azienda l’integrare importazione e distribuzione col mondo più prettamente di Autotorino ovvero quello del retail.

ATFLOW parte con una rete di 15 dealer, per un totale di 35 filiali di vendita e assistenza, puntando ad arrivare a 30 partner e 70 punti di vendita e assistenza entro fine 2025.

Inoltre, ATFLOW si propone a tutti gli stakeholder come interlocutore competente e accessibile, caratterizzato da una struttura snella, reattiva e altamente professionale che si avvale di partner tecnologici e finanziari di altissimo livello.

I brand: si parte con tre proposte

Il portfolio di brand si è finora completato con tre Case, ciascuna caratterizzata da prodotti ben posizionati sul mercato e non in diretta concorrenza tra loro.

 

INEOS Automotive

Brand alto di gamma con radici britanniche, solido e distintivo, che propone il fuoristrada Grenadier a un pubblico esigente e raffinato.

Un prodotto europeo che prosegue la tradizione dei fuoristrada pià specializzati, offrendo prestazioni inarrestabili su ogni tipo di terreno.

Un’auto iconica ma anche un mezzo di lavoro indispensabile su determinati territori.

KGM (KG Mobility)

Erede della SsangYong, brand piuttosto solido sul nostro mercato con una presenza numerica importante, è oggi parte di uno dei gruppi coreani più solidi e propone un portfolio prodotti esteso.

Motori a benzina, gasolio, elettrici e a breve anche full-hybrid con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

XPENG

Oggi uno dei principali attori cinesi nel panorama dei NEV (New Energy Vehicles), XPENG è pioniere nel campo della robotica e delle soluzioni di mobilità avanzata, compresa l’auto volante ormai prossima alla commercializzazione in Cina.

ATFLOW: al comando c’è una squadra di alto livello

ATFLOW mette a fianco del Presidente Mattia Vanini un team di eccezionale esperienza nel settore solido e multidisciplinare, a cominciare dai Consiglieri Delegati

  • Gian Leonardo Fea,
  • Radek Jelinek,
  • Luca Ronconi,

che portano in ATFLOW una profonda conoscenza di mercato e delle dinamiche distributive maturate in multinazionali di primo piano.

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Da sinistra Gian Leonardo Fea, Mattia Vanini, Radek Jelinek e Luca Ronconi.

Unicar e Mazda: il ‘Made in Italy’ incontra il ‘Crafted in Japan’

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La concessionaria Mazda Unicar ha presentato l’evento esclusivo Galà delle ‘Eccellenze Italiane’  presso lo show room di corso Asti, 24 ad Alba per celebrare l’artigianato locale e i valori condivisi con Mazda.

Mazda e artigianato: un legame indissolubile

L’evento si inserisce all’interno del progetto ‘Eccellenze Italiane’, un’iniziativa che celebra le straordinarie realtà artigianali e manifatturiere che rendono unico il nostro Paese.

Questo viaggio tra le meraviglie locali sarà scandito da una serie di eventi che attraverseranno l’Italia, mettendo in luce il profondo legame tra la cura artigianale che definisce Mazda e le eccellenze italiane.

L’obiettivo del progetto è quello di celebrare l’artigianalità e i valori di dedizione, passione e cura del dettaglio che contraddistinguono e accomunano i maestri artigiani giapponesi con le eccellenze manifatturiere italiane.

Un legame diretto, quindi, tra il Giappone, Paese di origine del marchio Mazda e l’Italia col suo celebre ‘Made in Italy’.

Il tour nazionale, che ha preso il via a metà ottobre, prevede 63 tappe in tutta Italia.

In ciascuna tappa, in collaborazione con la relativa concessionaria Mazda, un’eccellenza locale darà vita a un manufatto esclusivo, simbolo del territorio e della filosofia Mazda: una perfetta sintesi di estetica, funzionalità e avanguardia tecnologica.

Questi eventi rappresentano un’opportunità straordinaria per scoprire anche l’artigianalità industriale delle ammiraglie Mazda, la Mazda CX-80 e la Mazda CX-60, i SUV che incarnano la visione del Marchio giapponese sul futuro dell’automobile, tra prestazioni, design e sostenibilità.

Il legno, materiale per botti e automobili

Unicar ha scelto come partner per questo progetto la Fabbrica Botti Gamba di Caltell’Alfero, giunta ormai alla settima generazione di Mastri bottai.

L’azienda ha realizzato una Barrique da 114 litri adatta all’invecchiamento del vino sia rosso che bianco che è il risultato di un lungo processo di lavorazione inizia  con la stagionatura naturale del legno.

“Il legno è vivo, si muove”. Questa frase è la filosofia del bottificio Gamba e strizza l’occhio ai valori che da sempre contraddistinguono il motto  “Crafted in Japan”.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare al pubblico il rinnovato show room di Mazda Unicar che dando continuità alla propria tradizione si innova  senza mai perdere di vista la propria identità.

Presenti alla serata, oltre a Mauro ed Eugenio Gamba, creatori della Barrique, il sindaco di Alba, Alberto Gatto.

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Il Sindaco di Alba Alberto Gatto (il secondo da sx) è stato ospite dell’evento organizzato dalla concessionaria Mazda Unicar.

Per ulteriori informazioni sul progetto, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale di Mazda Italia www.mazdaeccellenzeitaliane.it.

Goodyear festeggia i 45 anni di Eagle

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goodyearI pneumatici Goodyear Eagle, un’icona su strada e in pista, festeggiano i 45 anni di presenza sul mercato.

Vinci la domenica, vendi il lunedì

Goodyear aveva già utilizzato occasionalmente il nome Eagle, ma il 1980, esattamente 45 anni fa, aumentò gli investimenti per essere leader nel mercato dei pneumatici ad alte prestazioni, applicando le proprie tecnologie e competenze nel racing ai prodotti stradali.

Per rafforzare il legame tra pista e strada, l’azienda decise di utilizzare lo stesso nome sia per i pneumatici da corsa che per quelli ad altissime prestazioni: nacque così il marchio Goodyear Eagle.

Con un unico nome per comunicare il DNA condiviso tra i pneumatici da corsa e quelli da strada, i nuovi Eagle da strada evocavano i nomi dei campioni che li utilizzavano in pista, Andretti, Earnhardt, Senna, Prost, Foyt, Unser e Petty.

Dopo il primo Eagle, lanciato sul mercato statunitense nel 1981, arrivò l’Eagle VR50, sviluppato per soddisfare i più severi requisiti di velocità europei.

VR stava per “V-rated”, a indicare che il pneumatico era conforme a quelle che all’epoca erano le limitazioni di velocità più elevate in Europa, ovvero fino a 130 mph (209 km/h).

L’Eagle VR50, dotato di un battistrada direzionale “gatorback” e derivato dal pneumatico da bagnato di F1 dell’epoca fu scelto come equipaggiamento originale per la Chevrolet Corvette e per la Pontiac Firebird Trans Am.

La variante Eagle GT ha avuto un posto di rilievo sulla macchina del tempo DMC DeLorean di Doc Brown in ‘Ritorno al futuro’, mentre Eagle ST è diventata la scelta preferita per le muscle car e Eagle NCT per le auto di lusso.

Goodyear Eagle F1: verso nuovi livelli di prestazioni

Il 1993 fu l’anno del lancio della McLaren F1, all’epoca l’auto di serie più veloce del mondo con 240,1 miglia orarie (386,4 km/h).

Per soddisfare le esigenze di questa impressionante opera di ingegneria, Goodyear ha sviluppato un pneumatico speciale: Eagle F1.

Il comunicato stampa originale di McLaren sottolineava l’importanza del contributo di Goodyear: “Fin dalla progettazione iniziale della McLaren F1, il pneumatico è stato considerato un elemento di sospensione intrinseco nei complessi calcoli di maneggevolezza e comfort del programma. Il peso, la sicurezza, la rumorosità e le prestazioni dinamiche erano tutti fattori vitali”.

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Il disegno del battistrada direzionale del VR50 si è rivelato così popolare per la sua combinazione di maneggevolezza sull’asciutto e aderenza sul bagnato che è diventato l’ispirazione per la successiva generazione di pneumatici Eagle Road nel 1994 con il lancio di Eagle F1 GS-D2 (Grand Sport – Directional) e successivamente GS-D3 nel 2000.

I modelli direzionali sono rimasti la filosofia di design principale fino al lancio di Eagle F1 Asymmetric nel 2007.

L’ultimo progresso di una storia iconica

Nel 2019, la famiglia Eagle è salita di livello con il lancio di Eagle F1 SuperSport, una nuova gamma di pneumatici ad altissime prestazioni per le massime prestazioni su strada e su pista.

Disponibile nelle varianti SuperSport, SuperSport R e SuperSport RS, ognuna delle quali è un passo più vicina alla specialità da track day rispetto alla versione SuperSport.

Questa gamma è la celebrazione definitiva del marchio Goodyear Eagle.

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Goodyear Eagle F1 Asymmetric 6

Questo pneumatico offre agli automobilisti le prestazioni che si aspettano da un Eagle, soddisfacendo al contempo i moderni standard di rumorosità ed emissioni e soddisfacendo anche le esigenze dei veicoli elettrificati.

Coi modelli SuperSport e Asymmetric 6, i pneumatici Eagle F1 sono di serie su auto ad alte prestazioni come

  • Lotus Emira,
  • Porsche Macan 4 Electric,
  • BMW Serie 1,
  • Audi S5.

All’estremità della gamma per i track day c’è Eagle F1 SuperSport RS, progettato appositamente in collaborazione con Porsche per i modelli RS del produttore, come la 911 GT2 RS e la GT3 RS.

Eagle F1 SuperSport è stato scelto anche per la nuova Ferrari 12Cilindri, riaccendendo una collaborazione popolare che dura da oltre quattro decenni, come recitava con orgoglio una pubblicità Goodyear della metà degli anni ’80: “Ogni Ferrari di Formula 1, ogni Ferrari 328 e ogni Ferrari Testarossa che arriva in America monta le Aquile Goodyear”.

Suzuki GSX-S 1000 GX: all’insegna della tecnologia

Una moto pratica, confortevole e tecnologica. Manche una moto veloce, precisa e divertente tra le curve. Ecco, tutto questo è la Suzuki GSX-S 1000 GX, un mezzo che incarna tutto lo spirito sportivo delle vere Gixxer, unito alla praticità che solo una crossover è in grado di regalare. Il tutto condito dal massimo della tecnologia Suzuki oggi disponibile. Il tutto ad un prezzo di partenza fissato a 17.600 euro. Ma dove eccelle davvero la GX è nell’elettronica: tanta, ma non troppa, e soprattutto tarata a puntino.

Elettronica raffinata

E allora partiamo proprio da qui per scoprire insieme la crossover di Hamamatsu. Le sospensioni firmate Showa hanno un’escursione di 15 centimetri, sia davanti, sia dietro e sono a controllo elettronico. È possibile intervenire manualmente sul loro setup, oppure lasciare al sistema la libertà di capire come intervenire, grazie anche e soprattutto alla piattaforma inerziale, per garantire sempre il miglior comportamento dinamico possibile. Oltre a gestire il precarico, il sistema permette anche di selezionare se si sta viaggiando da soli o in compagnia, con bagagli o senza e via dicendo, in modo da permettere alle sospensioni di trovare la taratura più giusta in funzione di come si sta viaggiando.

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Ci sono poi le mappe motore, tre per la precisione, capaci di rendere la moto più morbida e progressiva oppure più pronta e reattiva. A tutto questo si somma il traction control, che è possibile impostare su sette diversi step di intervento. Tutto questo è gestibile facilmente attraverso il tasti sul blocchetto di sinistra, che permettono di muoversi tra le varie informazioni riportate sul display TFT dalla grafica sempre chiara e facilmente interpretabile anche in marcia. 

La magia del quattro cilindri

E poi c’è il cuore della GX, un vero è proprio gioiello per Suzuki, è il 1.000 a quattro cilindri in linea, che in questa configurazione è in grado di sviluppare una potenza massima di 152 CV a 11.000 giri, per una coppia di 106 Nm di coppia a 9.250 giri. Numeri chiamati a muovere una moto dal peso non bassissimo, ma comunque in linea con le sue competitor dirette, che si attesta sui 232 kg in ordine di marcia.

L’unità è abbinata ad un cambio a sei rapporti con quick-shifter bidirezionale. Detto del propulsore, due parole anche sull’ergonomia: la sella si trova ad un’altezza di 84,5 cm, che rendono la GX appropriabile anche da chi non è troppo alto. Buona anche la triangolazione con pedane e manubrio che portano a tenere una posizione (soprattutto delle gambe) piuttosto raccolta. 

Come va la Suzuki GSX-S 1000 GX

Ma come si comporta su strada? In una parola: benissimo. Andiamo per gradi. Il quattro cilindri ha un’erogazione notevole, potendo contare su una buona spinta già nella parte bassa del contagiri (merito anche del sistema che gestisce la coppia quando si viaggia nella parte bassa del contagiri). Ma è una volta superati gli 8.000 giri che il motore tira davvero fuori tutto il suo carattere. Superata questa soglia il mille diventa rabbioso, con l’ago del contagiri che corre veloce verso il limitatore, mentre la voce del motore invoglia a tenere sempre più aperto. Ottimo il funzionamento del cambio, sempre preciso e puntuale. Non occorre avere il gas spalancato per cambiare senza frizione. Le marce entrano comunque una dopo l’altra con una fluidità notevole.

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Ottimo poi il comparto sospensivo. Selezionando la posizione Hard e piegandosi un po’ sul manubrio, la Suzuki GSX-S 1000 GX diventa una vera mangia curve, con l’assetto che assicura sempre il perfetto sostegno. All’opposto, selezionando la modalità più morbida, il comfort è assoluto. Anche in autostrada, passando sui raccordi dei cavalcavia, la moto filtra tutti gli scossoni, restando stabile e confortevole e permettendo di viaggiare per ore senza alcuna fatica. Merito anche di una sella bella morbida e di una quasi totale assenza di vibrazioni.

Tra le mappe motore disponibili, quella che abbiamo preferito è la B, ovvero quella intermedia, che rende la GX veloce, ma mai eccessivamente brusca nell’erogazione, permetto di godersi al massimo sia i tratti di “trasferimento” sia quelli ricchi di curve. Certo, non è priva di difetti. La frenata ad esempio, non ci ha entusiasmato. Viste le prestazioni in gioco, quando si alza un po’ il ritmo avremmo gradito un mordente già deciso nella primissima fase di frenata. Inoltre, il capolino è regolabile, ma solo intervenendo su alcune viti e quindi non è possibile cambiarne la posizione in marcia. Detto questo, la protezione aerodinamica resta sempre molto buona. Un’ultima nota positiva, invece, va riservata alle borse laterali, che sono ingrato di ospitare un casco integrale. 

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Vibrant Transitions: BMW Group Design è alla Milano Design Week

Vibrant Transitions
©BMW Group

Si chiamerà ‘Vibrant Transitions’ l’installazione che BMW Group Design presenterà in occasione del Salone del Mobile, in programma dall’8 al 13 aprile 2025.

Location di prestigio dell’evento lo storico Palazzo Borromeo d’Adda situato nel cuore della città di Milano, di fronte al celebre Teatro Manzoni di Milano.

Protagonisti tutti le declinazioni della mobilità secondo BMW Group, ovvero i brand BMW, Mini e Motorrad.

House of BMW presso Palazzo Borromeo d’Adda in Via Manzoni, 41 Milano. ©BMW Group

Massimiliano Di Silvestre, Presidente e A.D. BMW Italia:

“Dal prossimo 8 aprile racconteremo anche in questo luogo come per noi la mobilità a due e quattro ruote resti centrale nella vita delle persone, come espressione della libertà individuale”.

“In questo senso ‘Vibrant Transitions’ propone un’esperienza sensoriale e immersiva in cui i visitatori potranno scegliere tra tre percorsi differenti e ognuno sarà libero di scegliere da dove partire”.

Ospite d’eccezione della presentazione, avvenuta stamattina, Holger Kampf, Head of Mini Design, che ha illustrato il concetto che ha ispirato l’installazione, che si preannuncia coinvolgente e immersiva.

Vibrant Transitions
M. Di Silvestre e H. Hampf. ©BMW Group

Vibrant Transitions: tecnologia al servizio dell’utente

La presentazione dell’installazione mette in luce gli aspetti del design analogico e digitale dei brand BMW e MINI, in primo luogo le esperienze di guida personalizzabili, una delle chiavi di successo delle automobili del futuro.

Mondi materici e cromatici, insieme a esperienze di luce e suono, sono stati creati per ottenere l’effetto desiderato.

Vedere, ascoltare, percepire: entrando a Palazzo Borromeo d’Adda, i visitatori potranno  scegliere liberamente quale percorso seguire.

Corridoi scanditi dal colore conducono alle diverse aree tematiche e utilizzano strutture lamellari traslucide per creare prospettive visive uniche, sia verso l’esterno che verso l’interno.

Parole d’ordine: tecnologia accessibile e personalizzazione

All’interno dell’installazione si potrà apprezzare il BMW Panoramic iDrive, il rivoluzionario concept di visualizzazione e comando per la Neue Klasse a bordo della BMW X3 ‘Designer’s Choice’, curata appositamente per il Salone del Mobile.

Per le due ruote ci sarà lo scooter elettrico BMW CE 02 by MINI Design, una declinazione fortemente personalizzata di un veicolo che è già di per se riconoscibile per un design esclusivo e anticonformista e che connette il mondo delle due ruote con il mondo del brand MINI.

Dietro a tutto ciò, c’è il nuovo team di design trasversale ai marchi che ha sviluppato il concept creativo in collaborazione con Designworks, filiale del BMW Group.

Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia:

“La BMW X3 Designer’s Choice anticipa un nuovo colore esterno e l’allestimento di una versione interpretata in esclusiva dal team BMW Group Design che entrerà in produzione da luglio di quest’anno”.

Vibrant Transitions
Massimiliano Di Silvestre. ©Auto Tecnica

“Il BMW CE 02 by MINI Design connette il mondo delle due ruote con il mondo del brand MINI, sempre all’insegna della personalizzazione e dell’apertura”.

“Per noi, infatti, la mobilità elettrica si affianca a quella a combustione ad elevata efficienza e i colori, gli allestimenti e il design diventano linguaggi alla base di ‘Vibrant Transitions’ e dei tre percorsi che animeranno questo spazio, interconnessi ma indipendenti”.

BMW Panoramic iDrive

E’ la simbiosi ideale tra tecnologie all’avanguardia e design intuitivo. Offre un’esperienza olistica, personalizzabile ma sempre con una chiara identità BMW.

A Milano, viene presentato all’interno di una galleria creata con una varietà di materiali, texture, luci e accenti sonori, che i visitatori possono esplorare in modo intuitivo.

BMW X3 ‘Designer’s Choice’

Simboleggia come l’individualizzazione attraverso il colore e il design dei materiali possa essere utilizzata per valorizzare l’espressione della personalità.

Materiali e finiture di altissima qualità conferiscono agli interni un nuovo livello di esclusività, ad esempio attraverso l’interazione tra superfici rigide e morbide.

Il colore esterno FROZEN TANZANITE BLUE dona all’auto una presenza scenica impareggiabile, esaltata dalla finitura opaca che sottolinea le linee nette e i contorni definiti del design..

Orari di visita

L’installazione ‘Vibrant Transitions’ sarà visitabile dall’8 al 13 aprile, nell’ambito del Salone del Mobile di Milano.

La location di Palazzo Borromeo d’Adda, in Via A. Manzoni 41, sarà aperta:

  • Martedì 8 aprile, dalle 10:00 alle 14:00 e
  • Mercoledì 9 aprile – domenica 13 aprile, dalle 10:00 alle 19:00.
Vibrant Transitions
Roberto Olivi e Holger Hampf. ©Auto Tecnica

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