Suzuka, Gp del Giappone: il Pagellone di Ottavio Daviddi

©Getty/Red Bull Content Pool

A Suzuka Max e il ‘tosaerba costoso’ di Lando, che differenza in pista!

Suzuka 10

E’ la pista più tecnica, assieme a Spa, dell’intero Mondiale.

E’ il tracciato che esalta il talento, niente a che fare con i circuiti “stop and go” o simili che vanno di moda oggi.

Ma sconta un difetto storico: sorpassare è quasi impossibile, un po’ come a Imola.

I primi dieci sono arrivati come erano partiti, tranne che per il sorpasso di Hamilton su Hadjar.

I puristi amano Suzuka, piloti in primis, ma il pubblico di oggi si è forse abituato a scenari diversi.

Detto questo, nessuno mai vorrebbe rinunciare a questo appuntamento giapponese, dove – infatti – s’è vista la prevalenza del più forte, ossia Max Verstappen.

Red Bull 10

Non ha l’auto migliore, ma nessun dubbio sul fatto che il pilota lo sia.

Max Verstappen (voto 10) sabato in qualifica ha dato vita a un’esecuzione degna di Paganini con uno Stradivari.

Virtuosismi inarrivabili (per gli altri) base per la vittoria, un che comunque lo mette in corsa per il titolo, anche se la stagione è molto lunga.

Tsunoda (voto 6): bene in PL1 e in PL2, pareva che i fantasmi (leggasi Checo Perez e Liam Lawson) fossero ormai distanti da Milton Keynes.

©Getty/Red Bull Content Pool

Ma quando Max ha messo fuori la mano del finestrino per dire ciao ciao – forse agitava anche il fazzoletto – anche Yuki s’è dovuto inchinare, staccato in qualifica e in gara.

Tra l’altro l’olandese è l’unico che ha vinto quattro volte a Suzuka, ma resta un interrogativo: chissà se mai vedremo un secondo pilota davvero competitivo sulla Red Bull.

E chissà se Tsunoda rimpiangerà di aver desiderato così tanto la promozione da Faenza all’Inghilterra…

McLaren 9

I papaya hanno sì l’auto migliore ed erano arrivati a Suzuka convinti della doppietta.

Ma questo è un tracciato dove la cosiddetta track position è decisiva, la pennellata di Max in qualifica ha spento le ambizioni del duo fantasticus.

Norris è sfilato secondo alla partenza e secondo è arrivato (voto 8.5), ma ha dato l’impressione di non avere lo stesso passo di Oscar Piastri (voto 9).

Suzuka
©Pirelli.com

Vedremo come andrà avanti il duello spalla a spalla tra i due e se verstappne ne trarrà profitto.

L’inglese ha anche cercato di buttarla in rissa con Max all’uscita box dopo il pit stop, ma Verstappen non abbocca a questi ami, caso mai è lui che tende trappole agli avversari.

Tanto che Norris è finito sull’erba e poi, a gara finita, s’è fatto anche sfottere dall’olandese: “Lando, vedo che hai un tosaerba piuttosto costoso…”.

Ferrari 5

A Melbourne è andata com’è andata, non bene.

In Cina un po’ meglio, inclusa la vittoria nella Sprint di Hamilton (che va comunque giudicata con il peso corretto).

Suzuka

Per Suzuka valgono le parole di Vasseur: “Siamo 2-3 decimi indietro in qualifica e probabilmente abbiamo 2-3 decimi di ritardo anche sul passo gara”.

Parole chiare e oneste (meriterebbero un bel 10), che fotografano una situazione chiarissima: c’è chi corre per vincere e chi no.

In questo momento la Ferrari è tra i “chi no”.

Leclerc ha scelto una strategia classica (gomme gialle, poi bianche) e ha rimediato 16” dal vincitore chiudendo 4°, meglio dei Mercedes (voto a Charles 8.5).

©Ferrari.com

Hamilton ha sparigliato un po’ (bianche, poi gialle) ma è arrivato 7° a circa 30 secondi (voto 5).

C’è tanta strada da fare e a occhio pure accidentata.

Sarà un’altra stagione di transizione, l’ennesima.

Giova ricordare che l’ultimo titolo piloti è del 2007?

Suzuka
©Ferrari.com

Probabilmente non giova. Leclerc ha detto: “Ora so cosa voglio per migliorare questa auto”.

Frase sibillina, lascia intendere – forse è solo un retropensiero – che non ci sia allineamento tra i desiderata dei due piloti.

Comunque la frase successiva è stata peggiore: “In fondo  la nostra gara è stata perfetta e siamo quarti. Non c’è da essere felici”.

Vasseur ha chiosato: “Prima dobbiamo sfruttare appieno il potenziale dell’auto, poi parlare di aggiornamenti”. Essì, la strada è accidentata.

Mercedes 8

Una delle due Ferrari chiude più in alto, ma la sensazione è che le Frecce d’Argento siano più in palla dei Rossi.

La McLaren resta migliore, ma bisognerà vedere nel lungo periodo che cosa riuscirà a combinare la Red Bull che in ogni occasione ha sempre un super asso da giocare.

Suzuka
2025 Japanese Grand Prix, Sunday – Steve Etherington

Ma è un fatto che Russell sembra maturato di colpo (voto 9) finalmente libero della presenza ingombrante di Hamilton.

Capitolo a parte il nostro (nel senso di italiano) Kimi Antonelli (voto 10): non aveva mai corso a Suzuka, la conosceva solo al simulatore.

Per lunghi tratti è stato il più veloce in pista, bravo.

Suzuka
2025 Japanese Grand Prix, Sunday – Jiri Krenek

Non deve aver fretta di produrre un acuto, ma l’ugola è pronta.

Racing Bulls 8

Il franco-algerino Isaak Hadjar ha cominciato la stagione scivolando su una buccia di banana a Melbourne, pareva destinato al taglio precoce (nella “galassia” Red Bull non ci pensano due volte a licenziare i giovani), vittima degli strali di Helmut Marko.

Invece lui si è ricostruito con una solidità straordinaria, il talento c’è (voto 10).

Invece Lawson, fresco retrocesso dalla squadra principale, ha accusato il colpo. Ha corso una gara anonima (voto 5), lui rischia davvero un altro taglio, accontentandosi di fare il collaudatore al simulatore o la riserva che non corre mai.

Alpine 6

La squadra diretta da Briatore resta a galla. Gasly è un solido professionista (voto 6) ma in quest’occasione non arriva a punti; Doohan (autore di un sabato disastroso) è rimasto a galla (voto 6).

A proposito di Doohan: il giovane rookie aveva visto al simulatore la possibilità di percorrere curva 1 senza chiudere il DRS, ma dal vivo (sì, esiste anche una realtà “vera” non solo quella delle intelligenze artificiali o delle stupidità naturali) l’esito è stato una monoposto distrutta contro le barriere.

La domanda è: ma se nessun altro pilota effettua quella manovra per quale motivo la squadra lascia carta bianca a un pilota inesperto?

Haas 9

Dopo il disastroso avvio di stagione, la guida salda di Ayao Komatsu ha rimesso le cose a posto. Bravi, davvero bravi.

Il ferrarista Bearman, Ollie per gli amici, è stato superlativo (voto 10), Ocon (voto 5) paga dazio (altro che quelli di Trump) e sembra già avviato sul viale del tramonto.

Un vialetto, a dirla tutta.

Williams 8

Benissimo Albon (voto 8), letteralmente vitaminizzato dal confronto con Sainz.

Invece l’ex ferrarista sembra annaspare, più che nuotare.

Se ha in mente una stagione alla finestra, nell’attesa della chiamata di una squadra di vertice, deve darsi una svegliata subito (voto 5).

Aston Martin 5

Con le ambizioni di papà Stroll ci si aspetterebbe molto di più, anzi ce lo si sarebbe già aspettato.

E’ stato preso Adrian Newey, ma solo per l’auto 2026.

Magari sarebbe il caso di chiedergli di dare qualche consiglio già sulla 2025…

Alonso non convince, stante la caratura (voto 6), Stroll (figlio) è l’unico doppiato (voto 5).

Sauber 5

Galleggia, con Hulkenberg (voto 6) che ci mette il mestiere e Bortoleto (voto 5) che il mestiere ancora non ce l’ha. Quanto lavoro aspetta Mattia Binotto!

Le Pirelli a Suzuka: voto 9

Gara liscia come l’olio, nonostante la pista presentasse un grip diverso tra zone con asfalto nuovo e zone con asfalto vecchio.

Inoltre in gara c’erano 15 gradi in meno rispetto alle qualifiche e prima della corsa era anche piovuto, lavando un po’ la pista.

Ma tutte e tre le mescole sono andate benissimo, senza creare problemi a nessun pilota e a nessuna squadra, specie gialle e bianche.

Su una pista dove il degrado termico è sempre stato tradizionalmente molto significativo”, ha detto Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, “abbiamo visto le due mescole Hard e Medium non avere praticamente nessuna perdita di prestazione cronometrica, anche su stint particolarmente lunghi”.

“Inoltre uno degli obiettivi tecnici che avevamo quest’anno era la diminuzione della formazione del graining e questa volta, pur con le già menzionate basse temperature che aiutano, non abbiamo avuto praticamente nessun pilota soffrire di questo fenomeno”.