martedì 28 Aprile 2026 - 11:54:09

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Bilstein: ammortizzatori top (anche per le BEV)

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BILSTEIN B4 DampTronic. Immagine ©Bilstein 2025.

Nonostante la diffusione delle auto a zero emissioni sia più lenta del previsto, BILSTEIN non è impreparata alle prime soste in officina per la sostituzione degli ammortizzatori.

Alcuni modelli elettrici, infatti, hanno già percorso parecchie decine di migliaia di chilometri.

La Tesla Model 3, Renault Zoe, BMW i3 e i3S sono certamente le elettriche più ‘chilometrate’.

Le auto a batteria, disponibili come alternativa ai modelli con motore endotermico o ibrido, rispetto a queste hanno requisiti diversi per molle, ammortizzatori e, in generale, per le sospensioni.

L’esperienza BILSTEIN per le sospensioni delle ‘ibride’ e delle elettriche

Coppia, massa e acustica sono i fattori sui quali gli specialisti di BILSTEIN si focalizzano quando si tratta di ricambi di qualità OE per veicoli elettrici e ibridi.

La maggior parte di questi ha, infatti, una coppia significativamente maggiore rispetto a quella di modelli analoghi con motore a combustione e ha un peso maggiore, in media dai 300 ai 450 kg.

Di conseguenza, tutti i componenti delle sospensioni sono soggetti a un’usura superiore, che si riflette non solo in un comportamento stradale peggiore, ma anche sull’NVH, un aspetto importante per il comfort, soprattutto dei veicoli elettrici.

BILSTEIN ha progettato ammortizzatori di ricambio di qualità OE, migliorando le caratteristiche delle serie B4 e B6 per adeguarle alle necessità di clienti particolarmente esigenti e orientati alle prestazioni.

In particolare:

  • Le connessioni gomma-metallo dell’ammortizzatore alla scocca da un lato, all’assale dall’altro sono state selezionate per offrire un isolamento acustico ottimale, ma anche per resistere al peso elevato, per molti chilometri e per molti anni.
  • Gli ammortizzatori BILSTEIN per il primo equipaggiamento (OE) e quelli di ricambio di qualità OE sono specificamente adattati a molle con tarature più rigide, progettate per gestire veicoli di massa maggiore rispetto a quella di veicoli con powertrain tradizionali.
  • Nonostante la maggiore rigidità, i singoli componenti e le tenute sono realizzati in modo da non generare alcun rumore udibile anche nel lungo periodo: è una caratteristica della qualità BILSTEIN che si rivela particolarmente preziosa quando è applicata ai modelli elettrici.

Ricambi ottimali, di qualità OE

Il risultato è un ammortizzatore particolarmente confortevole, sicuro e silenzioso, che soddisfa tutti i criteri di comfort.

A questo ha contribuito la stretta collaborazione di BILSTEIN con molti costruttori di veicoli.

Grazie a questo, gli ingegneri di BILSTEIN sono coinvolti in una fase così iniziale di sviluppo dei progetti da rendere possibile trovare le soluzioni ottimali fin dall’inizio.

Di conseguenza BILSTEIN è la prima azienda a introdurre i suoi ammortizzatori di qualità OE nel mercato del ricambio destinati ad auto elettriche e ibride.

BILSTEIN è attualmente il primo fornitore per i modelli della gamma ID di Volkswagen.

Per l’ID.Buzz, ad esempio, il ricambio è l’ammortizzatore BILSTEIN B4 di qualità OE, o il BILSTEIN B6, sempre di qualità OE, per l’asse anteriore e per quello posteriore (con codici differenti).

BILSTEIN ha anche ampliato la sua gamma per includervi soluzioni tailor-made di ricambi di qualità OE per alcuni dei veicoli elettrici tecnologicamente più avanzati disponibili sul mercato, come i modelli Mercedes EQS (Classe S), Mercedes-AMG EQS e Mercedes-AMG EQE.

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Un’ampia gamma di soluzioni

BILSTEIN B4 è oggi disponibile per quasi tutti i modelli di auto, ibride ed elettriche comprese, come ammortizzatore a gas a tubo singolo o doppio.

Grazie alle sue elevate prestazioni, garantisce la massima sicurezza e sensazioni di guida paragonabili a quelle offerte da un veicolo nuovo.

Il suo effetto ammortizzante è costante sotto ogni carico, mentre la tecnologia BILSTEIN a gas assicura un’elevata trazione e una gestione precisa della vettura.

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BILSTEIN B4 DampTronic. Immagine ©Bilstein 2025.

BILSTEIN B4 DampTronic, come sostituto diretto dei sistemi di ammortizzatori semi-attivi installati all’origine, offre una perfetta soluzione plug-and-play per chi vuole qualità OE, essendo basato sull’innovativa tecnologia BILSTEIN Sky, utilizzata anche nella produzione di serie dei modelli Mercedes EQS.

Il sistema reagisce adattandosi alle irregolarità della superficie stradale e nei cambiamenti di comportamento e di carico, assicurando un mix bilanciato di comfort, guida dinamica e sicurezza.

BILSTEIN B4 LFM è il modulo per sospensioni pneumatiche per la Mercedes-AMG EQS.

Grazie alla sua qualità elevata sostituisce la sospensione pneumatica montata in origine e abbina lo smorzamento meccanico con la sospensione pneumatica per assicurare un comportamento stradale equilibrato.

I moduli di qualità OE sono caratterizzati da una lunga durata e dalla massima affidabilità.

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BILSTEIN B4 LFM. Immagine ©Bilstein 2025.

BILSTEIN B6 è l’ammortizzatore a gas progettato per chi non vuole compromessi, né in tema di prestazioni, né di comfort, anche con masse elevate, carichi importanti e rimorchi.

Offre aderenza ottimale, stabilità superiore e trazione elevata nelle situazioni estreme, grazie alla tecnologia a gas BILSTEIN.

Può essere adottato come ricambio senza richiedere modifiche delle sospensioni di serie.

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BILSTEIN B6 DT II per Golf VII. Immagine ©Bilstein 2025.

Oltre il 75% degli automobilisti non sa che olio motore utilizzare

Molti automobilisti italiani non sanno quale olio motore usare: le officine possono colmare il gap - foto © Castrol

Molti non sanno quale olio motore usare per il proprio veicolo.

Un nuovo sondaggio rivela un’importante lacuna nella consapevolezza degli automobilisti italiani. Secondo una ricerca commissionata da Castrol – rinomato brand globale di lubrificanti – il 33% dei proprietari di auto non è in grado di identificare con certezza il lubrificante più adatto. Le officine, quindi, hanno un’opportunità strategica per offrire consulenze più proattive e migliorare la customer retention.

Una carenza informativa che inizia dal concessionario

Il problema sembra sorgere già al momento dell’acquisto dell’auto.

Solo il 44% degli intervistati dichiara di aver ricevuto dal concessionario indicazioni chiare sull’olio da utilizzare. Una lacuna iniziale che lascia l’automobilista in balia di supposizioni, passaparola o indicazioni generiche.

La ricerca, condotta su un campione nazionale di 1.000 automobilisti da OnePoll, mette in evidenza che l’84% di chi ha risposto desidera ricevere consigli tecnici dall’officina di fiducia riguardo al lubrificante da impiegare nei tagliandi di manutenzione.

Tuttavia, il 18% afferma che questo non accade. La propria officina non fornisce spiegazioni sull’olio motore utilizzato durante l’intervento.

Il canale di fiducia? È ancora l’officina

Sebbene il 24% degli automobilisti si riferisca alle specifiche indicate dal costruttore del veicolo, una percentuale maggiore (41%) affida la scelta del lubrificante all’officina abituale.

Solo il 5% esegue ricerche autonome online per orientarsi nella scelta. Questo dato sottolinea la centralità delle officine nella catena di valore, in quanto punto di riferimento tecnico e decisionale per l’automobilista.

Il sondaggio rileva inoltre una differenza di approccio tra i generi: il 44% delle donne non è sicuro di quale olio usare, contro il 24% degli uomini. Questa disparità suggerisce l’utilità di un linguaggio tecnico ma accessibile, volto a colmare il gap informativo presso tutte le fasce di clientela.

Un’opportunità per l’aftermarket

È chiaro che molti automobilisti non sanno come trovare il tipo di olio motore più adatto alla propria auto – commenta Henning von Rheden, Brand & Comms Director Europa di Castrol – E desiderano vivamente che le officine forniscano maggiori indicazioni. Questo può creare grandi opportunità per il cross-selling e l’up-selling di prodotti premium, oltre a favorire una maggiore fidelizzazione”.

Le officine che investono in formazione tecnica del personale e nella comunicazione con il cliente possono non solo elevare la qualità del servizio, ma anche differenziarsi in un mercato sempre più competitivo.

Consulenza tecnica come leva di crescita

Il sondaggio mette in luce una richiesta chiara da parte del mercato.

Maggiore consulenza tecnica da parte delle officine, in particolare nella scelta dei lubrificanti. In un contesto in cui l’olio motore non è solo un fluido funzionale ma un elemento strategico per la durata e le prestazioni del motore, la competenza dell’officina diventa un asset competitivo.

Tre Aprilia RS-GP25 in Top Ten al GP d’Italia del Mugello!

La RS-GP25 al traguardo al Mugello – foto © Aprilia

Il GP d’Italia al Mugello ha visto Aprilia Racing protagonista con tre RS-GP25 nelle prime dieci posizioni.

Una prestazione concreta e significativa in ottica sviluppo, frutto di un lavoro tecnico raffinato e continuo.

Il migliore al traguardo è stato Marco Bezzecchi, quinto dopo una rimonta brillante che ha confermato il potenziale espresso anche nella Sprint Race. A completare il successo di Aprilia, il Trackhouse MotoGP Team ha portato Raúl Fernández al settimo posto e Ai Ogura in decima posizione, un risultato ancora più rilevante considerando che il giapponese era appena rientrato da un infortunio.

Bezzecchi, prestazione solida e competitiva

Marco Bezzecchi ha dimostrato una crescita notevole nella gestione della RS-GP25, grazie anche al nuovo pacchetto tecnico testato ad Aragón e affinato dal lavoro di Lorenzo Savadori. Il pilota romagnolo ha effettuato diversi sorpassi, mostrando un ritmo incisivo fino alla bandiera a scacchi:

La RS-GP25 in azione al Mugello – foto © Aprilia

Stiamo crescendo – ha commentato il pilota – e questo weekend abbiamo lavorato molto bene. Sono stato veloce e competitivo: dobbiamo continuare su questa strada”.

Trackhouse MotoGP Team conferma la competitività

Ottima la prova del team satellite Trackhouse. Raúl Fernández ha mantenuto un passo consistente, mentre Ogura, al suo rientro, ha sorpreso per velocità e tenuta mentale, centrando la top ten nonostante una condizione fisica ancora non perfetta.

Savadori continua lo sviluppo

Lorenzo Savadori, collaudatore ufficiale, ha chiuso 17°, proseguendo il lavoro di test in gara.

La RS-GP25 in azione al Mugello – foto © Aprilia

I dati raccolti sono stati fondamentali per affinare il comportamento della moto.

Dal nono giro – ha spiegato Savadori – ho avuto un importante calo gomma, ma i test svolti direttamente in gara sono stati preziosi. La moto sta crescendo rapidamente”.

Per Rivola il lavoro paga

Il Team Principal Massimo Rivola ha sottolineato con soddisfazione i progressi tecnici, frutto della sinergia tra reparto corse e sviluppo:

Tre Aprilia in top ten è un bel segnale. I miglioramenti sulla RS-GP25 si vedono e siamo fieri del lavoro fatto. La velocità massima registrata qui al Mugello è un premio simbolico, ma importante”.

RS-GP25, un progetto in costante evoluzione

Il telaio della RS-GP25 si dimostra versatile e stabile anche nei cambi di direzione rapidi del Mugello, dove il carico aerodinamico e la distribuzione delle masse giocano un ruolo chiave.

L’aggiornamento testato da Savadori ad Aragón ha migliorato l’accelerazione in uscita di curva e il grip posteriore, aspetti che hanno permesso a Bezzecchi di essere incisivo nella seconda metà di gara.

Il pacchetto elettronico, integrato da strategie più raffinate di traction control, ha aiutato sia nei sorpassi sia nella gestione gomma, sebbene resti un’area dove Aprilia continua a lavorare, soprattutto in funzione del degrado dopo la metà gara.

La RS-GP25 in azione al Mugello – foto © Aprilia

Hyundai Motor Group domina gli IIHS Top Safety Awards 2025

La Ioniq 6 di Hyundai ha conquistato il Top Safety Pick Plus (TSP+) di IIHS - foto © Hyundai

Il Gruppo coreano si conferma leader globale nella sicurezza automobilistica.

Infatti, ribadisce la propria supremazia totalizzando 15 riconoscimenti tra Top Safety Pick (TSP) e Top Safety Pick Plus (TSP+) nella edizione 2025 dei crash test condotti dall’Insurance Institute for Highway Safety.

Un ente no profit studia la sicurezza stradale

L’IIHS è un ente senza scopo di lucro americano che riceve finanziamenti dalle società assicurative automobilistiche.

Costituita nel 1959 e situata ad Arlington, Virginia, questa organizzazione si dedica alla diminuzione degli scontri stradali e alla riduzione sia del numero di vittime sia dei danni economici derivanti dagli incidenti.

L’istituto conduce studi specializzati e realizza test di sicurezza per i veicoli di uso comune e per alcuni articoli destinati ai consumatori, come i sistemi di ritenuta per l’infanzia.

Inoltre, si occupa di analizzare l’architettura delle infrastrutture viarie e le normative del traffico, partecipando attivamente all’elaborazione di politiche pubbliche in materia di sicurezza stradale.

Le classificazioni TSP e TSP+ sono ritenute tra le più autorevoli a livello mondiale, tanto da influenzare significativamente scelte d’acquisto, copertura mediatica e benchmark tecnici nell’industria automobilistica.

I 15 modelli premiati di Hyundai Motor Group

Con i marchi Hyundai, Kia e Genesis, il gruppo coreano è il costruttore con il maggior numero di veicoli premiati, per il secondo anno consecutivo.

La Electrified GV70 – foto © Genesis

L’edizione 2025 degli IIHS Top Safety Awards ha introdotto criteri ancora più stringenti, in particolare per la protezione dei passeggeri nei sedili posteriori, e Hyundai Motor Group dimostra di essere perfettamente in linea con le nuove esigenze di sicurezza.

I riconoscimenti si suddividono tra sette modelli Hyundai – Elantra, Sonata, Ioniq 5, Ioniq 6, Kona, Tucson e Santa Fe (TSP+) – cinque modelli Genesis – GV60, Electrified GV70, GV70, GV80 (TSP+) e G90 (TSP) – e tre modelli Kia: K4, EV9 e Telluride 2025, tutti TSP+.

Requisiti per i riconoscimenti IIHS 2025

Quest’anno l’IIHS ha introdotto un aggiornamento al test frontale con leggera sovrapposizione, ponendo enfasi sulla protezione dei passeggeri della seconda fila, includendo manichini rappresentativi di bambini di 12 anni o adulti di piccola statura.

la K4 ha conquistato il premio TSP+ – foto © Kia

Per ottenere la qualifica TSP+, è necessario un giudizio “Good” (buono) in questa prova, mentre un giudizio “Acceptable” è sufficiente per la classificazione TSP.

Per rientrare nei Top Safety Pick 2025, un modello deve soddisfare diversi requisiti. Prima di tutto la valutazione Good nel crash test frontale con leggera sovrapposizione (aggiornato) e in quello laterale, un risultato almeno Acceptable nei test di prevenzione delle collisioni con pedoni (giorno e notte) e sistemi di illuminazione anteriori valutati almeno Acceptable su tutte le versioni commerciali.

Un benchmark globale per la sicurezza

L’Insurance Institute for Highway Safety è un ente indipendente e senza scopo di lucro con sede negli Stati Uniti.

La sicurezza veicolare sta entrando in una nuova fase, in cui la protezione degli occupanti posteriori – spesso trascurata – diventa centrale nei protocolli di omologazione e valutazione.

Hyundai Motor Group ha mostrato un’integrazione rapida e proattiva dei nuovi requisiti, confermando la maturità ingegneristica dei propri marchi.

Particolarmente significativo è il risultato ottenuto da modelli elettrici e SUV, spesso critici per la gestione delle masse in caso di urto. La presenza trasversale di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) e di illuminazione a LED performante su tutte le versioni rafforza ulteriormente la coerenza del risultato.

Con questi dati, il gruppo coreano non solo rafforza la propria reputazione, ma pone un nuovo standard di riferimento nella progettazione della sicurezza attiva e passiva, in un contesto normativo sempre più selettivo.

Gli interni altamente tecnologici della Ioniq 6 – foto © Hyundai

Da Villa Rey a Stroppiana, le mostre d’arte “automobilistica” di Alberto Aimone Cat

Auto sportive, da strada e da pista, da F1 e da Endurance ritratte con uno stile dinamico e colorato che sfiora l’iperrealismo sono ciò che caratterizza le opere di Alberto Aimone Cat, soggetto di ben due esposizioni nel giro di quindici giorni all’interno di due importanti eventi culturali legati in vari modi al mondo dell’auto.

La prima mostra è stata allestita dal 6 all’8 giugno a Villa Rey, sede dell’ASI, in occasione di ‘Open House’.

Si tratta della settimana in cui palazzi e dimore storiche torinesi si aprono al pubblico.

Qui, una quindicina di quadri con Ferrari 250 GTO e 330, Jaguar E-Type e varie vetture da F1 e da Endurance sono state messe in mostra.

La sala era la stessa in cui, lo scorso dicembre, ha avuto luogo la mostra dei quadri della pittrice ed ex-designer del Centro Stile Fiat Carla Manfredini.

E le coincidenze non finiscono qui. Pochi giorni dopo, il 21-22 giugno, i due artisti si sono ritrovati a esporre, questa volta fianco a fianco, nella sede della Fondazione Marazzato a Stroppiana (VC).

L’occasione è arrivata con l’evento Ruote Veloci, uno dei weekend di “porte aperte” che la Fondazione Marazzato ha organizzato per il 2025.

Dedicato, nella fattispecie, alle auto e più in generale ai veicoli a motore sportivi e da competizione.

Alberto Aimone Cat
Le opere di Alberto Aione Cat nello showroom della Fondazione Marazzato

Il tutto con il contorno della straordinaria collezione di camion e furgoni d’epoca, quasi tutti italiani, della Collezione Marazzato.

Tesoro che la Fondazione, Intitolata alla memoria dell’industriale e collezionista Carlo Marazzato, custodisce e condivide con i visitatori a cui offre anche spettacoli e divertimento.

Le opere hanno adornato, suscitando grande curiosità e ammirazione nel pubblico, uno dei corner del grande showroom del complesso di Stroppiana.

Lo stesso dove erano esposte gloriose vetture Alfa Romeo e Lancia protagoniste dell’epopea dei rally e delle gare in pista degli Anni ’60 agli Anni ’90.

Nonché teatro dei convegni con ospiti del calibro del pilota ex-campione italiano di rally Mauro Pregliasco, dell’ex- direttore sportivo Lancia e Alfa Romeo Gianni Tonti, e di tecnici e motoristi come i fratelli Giovanni ed Elio Baldi, Carmine Scarcella e Rino Buschiazzo.

Alberto Aimone Cat
L’esposizione delle opere di Alberto Aimone Cat e Carla Manfredini nello showroom di Stroppiana

Durante una breve intervista, Alberto Aimone Cat si è detto molto colpito dei mezzi della collezione, che gli hanno ispirato l’idea per una nuova opera.

Un lavoro di cui ha intenzione di fare omaggio alla Fondazione in occasione di uno dei prossimi ‘Porte Aperte’.

Chi è Alberto Aimone Cat

Alberto Aimone Cat nasce a Torino nel 1953.

Fin da giovane si appassiona alla pittura, frequentando corsi di tecnica classica a olio e acquarello e perfezionandosi negli studi privati.

Esigenze familiari lo orientano verso un percorso ingegneristico che lo porta a frequentare il Politecnico di Torino.

Inizia a lavorare come illustratore, sviluppando una particolare attenzione per il disegno in bianco e nero e l’uso della china.

La sua carriera evolve nel settore automotive come esperto di sistemi di fissaggio statici e dinamici. Ma se il rigore del disegno tecnico resta una costante sul lavoro, nella pittura può dare libero sfogo al colore e all’immaginazione.

Alberto Aimone Cat sperimenta, grazie all’evoluzione dei materiali, la raffigurazione tramite smalti tradizionali, acrilici, olio  e olio a base di acqua.

Lavora con pennelli e matite con cui definisce l’ossatura visiva del dipinto e costruisce atmosfere in equilibrio tra controllo e istinto.

Nuovo Leadership Team per il CEO Stellantis Antonio Filosa

Antonio Filosa, dal 23 giugno 2025 nuovo CEO di Stellantis - Immagine ©Stellantis

Il 23 giugno 2025 Antonio Filosa, ingegnere al Politecnico di Milano e da oltre 25 anni in FCA e poi Stellantis, è ufficialmente subentrato a Carlos Tavares come CEO del gruppo.

Filosa debutta con una rivoluzione manageriale. Crea il nuovo Leadership Team per rafforzare competenze regionali, qualità e supply chain, per rilanciare le vendite e competere con forza sul futuro dell’auto

Filosa conferma la propria permanenza alla guida del Nord America e delle American Brands, rinnovando la squadra esecutiva con un taglio strategico e fortemente orientato ai mercati regionali.

Obiettivi strategici e linee guida

La scelta di Filosa risponde a due direttrici fondamentali.

La prima è il decentramento delle decisioni sui prodotti per portare la responsabilità dei brand vicino ai mercati, valorizzando le specificità locali.

La seconda è poter disporre di una cosiddetta “smart leadership” nei momenti di difficoltà, come riduzione delle vendite, inflazione dei costi, competizione dalle case cinesi ed elettrico in ritardo in Nord America.

Il nuovo Leadership Team

CEO & Nord America Antonio Filosa
CFO & M&A/JV Doug Ostermann
Europa & Maserati Jean-Philippe Imparato
Sud America & Veicoli Commerciali Emanuele Cappellano
Rest of World & Financial Services Philippe de Rovira
Product Planning Davide Mele
Product Dev. & Tech Ned Curic
Quality Sébastien Jacquet
Purchasing Monica Genovese
Supply Chain Scott Thiele
Manufacturing Arnaud Deboeuf
HR & Sustainability Xavier Chéreau
Corporate Affairs & Communications Clara Ingen-Housz

A supporto, quattro manager chiave riferiranno direttamente a Filosa. Si tratta di Ralph Gilles come responsabile dell’area Design, Olivier François come responsabile dell’area Marketing, Alison Jones che sarà ora responsabile dell’area Parts&Services e della Circular Economy e Giorgio Fossati come General Counsel.

Impatti sul business e prospettive

Del nuovo team non fanno parte Maxime Picat e Béatrice Foucher, segno del rinnovamento voluto dal CEO, e il focus è spostato sui mercati, con un assetto sviluppato per accelerare l’elettrico, aumentare efficienza e risposta alle tensioni commerciali.

Monica Genovese, responsabile Purchasing – Immagine ©Stellantis

Malgrado il rafforzamento delle aree strategiche, le azioni STLA sono scese dell’1,3% e risultano in calo di circa il 30% YTD.

L’approccio di Filosa punta a coniugare prossimità geografica e leadership specialistica.

Una manovra che mira a riattivare performance in calo, rispondendo con agilità al mercato, modernizzare i processi decisionali e rilanciare la competitività. Un nuova modalità di esecuzione operativa che il CEO spera porti a un recupero di redditività e di fiducia da parte di azionisti e stakeholder.

Davide Mele, responsabile Product Planning -Immagine ©Stellantis

Maria, che si batte per avere dei manichini da crash-test con le fattezze femminili

Maria Weston Kuhn è una bella ragazza americana di 25 anni.

Vive nel Maine, ha decine di amici e cassetti pieni di sogni, un fidanzato e un corso di laurea in legge all’università, ma nella vita si è data una missione ben precisa.

Convincere la “NHTSA” (National Highway Traffic Safety Administration) ad adottare dei “dummies” – i manichini dei crash-test – con le fattezze femminili.

Non è una questione estetica, ma di sicurezza, perché riprodurre con fedeltà le differenze fra il corpo di un uomo e quello di una donna significa salvare o sacrificare vite umane.

Il giorno che le cambia la vita

La battaglia di Maria inizia nel 2019, quando durante una vacanza in Irlanda con la sua famiglia, l’auto a noleggio su cui viaggiavano viene travolta da un automobilista distratto.

Il padre e il fratello di Maria, malgrado occupassero i sedili anteriori ne escono totalmente illesi, mentre lei e sua madre finiscono in ospedale con diverse lesioni interne dovute alla stretta violenta delle cinture di sicurezza, che salvano loro vita ma provocano seri danni all’apparato intestinale.

Durante la lunga convalescenza, è la nonna di Maria ad inviarle un’inchiesta di “Consumer Reports” che faceva il punto su un dettaglio di non si parla mai, o comunque non a sufficienza: le enormi disuguaglianze di genere nei test di sicurezza degli incidenti.

A Maria basta poco per scoprire che gli standard del Department of Transportation (DOT) non prevedono l’utilizzo di un manichino con le fattezze femminili nei crash-test.

L’epopea dei crash-test dummies

I dummies utilizzati nel programma di valutazione delle auto nuove negli Stati Uniti rappresentano la serie “Hybrid III”.

Adottati nel 1976, dopo un passato allucinante in cui per i test si utilizzavano i cadaveri per poi passare ad animali vivi come scimmie e orsi, sono la replica di un uomo alto circa 170 cm e pesante 77 kg, affiancato da un fratello maggiore alto 188 cm e con 100 kg di peso.

La passeggera femminile, Miss Hybrid III, è invece la copia conforme di una donna alta 152 cm che pesa 50 kg appena.

Va da sé che dagli anni Settanta, la corporatura femminile è cambiata assai, rendendo del tutto inutile un manichino “che non tiene conto delle diverse proporzioni, della muscolatura e della massa ossea femminile”.

Come se ancora non bastasse, malgrado le donne rappresentino ormai più della metà degli automobilisti americani, il manichino femminile non viene mai testato al posto di guida durante i crash test frontali.

Per dovere di cronaca all’appello, nella famiglia dei dummies, vanno ancora aggiunti la replica di un bimbo di 6 anni (21 kg) e uno di tre (15 kg).

Esiste un manichino femminile molto più accurato della dummies family Hybrid III: il “THOR 5F”, creato dalla “Humanetics” di Farmington Hills, in Michigan, con la controparte maschile rappresentata dal “THOR-50M”.

Autorità contrarie a un female dummie

Due dummies cosparsi di sensori ma soprattutto studiati per riprodurre le differenze anatomiche fra uomo e donna in zone del corpo come collo, clavicola, bacino e gambe.

Eppure, malgrado le statistiche parlino di più di 3.000 donne morte in incidenti stradali tra il 2011 ed il 2021, secondo le autorità non ha alcun valore testare un “female dummie” più accurato.

A conforto della tesi, le autorità tirano fuori un rapporto del 2023 realizzato dall’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety), secondo cui il THOR-5 sarebbe scarsamente preciso nel prevedere lesioni toraciche, nonostante l’aumento dei sensori.

Non è d’accordo la NHTSA, che si dice più soddisfatta dai risultati dimostrati dal THOR, molto più simili ai test che un tempo si realizzavano sui cadaveri.

Una lunga scia di morti evitabili

All’epoca, nessuno della famiglia Weston Kuhn si è reso conto che il loro incidente rientrava in una statistica ben più ampia, secondo cui le donne hanno il 73% di probabilità in più rispetto agli uomini di rimanere ferite gravemente nel corso dello stesso incidente.

“Immaginate vostra madre, vostra figlia, vostra moglie, una vostra collega, una vostra amica. Immaginate che un automobilista distratto la investa”.

“E immaginate di scoprire che il loro ferimento o la loro morte erano evitabili”.

“Ora immaginate che questo accade ogni anno a 467.985 famiglie nei soli Stati Uniti”.

“Ora immaginate di avere il potere di cambiare le cose: i nostri politici e le autorità di regolamentazione devono esigere che i manichini per i crash test rappresentino in modo efficace il corpo di un uomo ma anche quello di una donna, che è anatomicamente diverso, e questo fa un’enorme differenza in caso di incidente”.

Un muro di gomma

Insomma, più andava avanti nella sua crociata, più Maria si rendeva conto di essere entrata in una giungla intricata fatta di noncuranza, sciatteria e menefreghismo, alla faccia delle 1.300 donne che ogni anno muoiono sulle strade americane.

Ma sbattere i pugni sulle scrivanie degli impiegati serve a poco: grazie a un tirocinio presso l’ufficio di un senatore, Maria riesce a familiarizzare con i meccanismi in grado di far leva sulla politica e per la prima volta pubblica un articolo in cui racconta la sua vicenda e cosa sta cercando di fare perché nessuno viva più quello che ha passato lei.

E, a sorpresa, sono in molti quelli che cercano di mettersi in contatto con Maria: gente che ha perso familiari, donne inferme sopravvissute agli incidenti, politici e dirigenti di aziende automobilistiche che ammettono di conoscere il problema, ma di non avere gli strumenti adatti per poter cambiare le cose.

Tante voci per chiedere un cambiamento

È il momento in cui Maria capisce di non essere sola, una voce isolata contro il rumore del mondo intero.

Fuori, a pochi metri da lei, c’è tanta gente sconosciuta che ancora piange una morte evitabile o rimasta segnata per sempre da un incidente stradale.

Tante altre voci che, se messe insieme, possono diventare un coro, molto più difficile da mettere al silenzio.

Nasce così l’idea di “Drive US Forward”, associazione lanciata nel 2023 in occasione della Giornata Internazionale della Donna, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, responsabilizzare le giovani generazioni e pretendere che il Congresso approvi il progetto “She Drive Act”, che porta in dote un cambio di rotta epocale nelle regole dei crash-test.

Lo stesso giorno, per un caso fortuito, il Government Accountability Office degli Stati Uniti pubblica i risultati di un rapporto in cui giudica inadeguati i manichini per i crash-test utilizzati dal DOT, concedendo pochi mesi di tempo per colmare la lacuna.

Ad oggi, la battaglia di Maria non è ancora finita: mentre l’Europa, la Cina e il Giappone hanno adottato quasi subito i nuovi manichini THOR, gli Stati Uniti si rifiutano di farlo.

E Maria di dargliela vinta.

Ruote Veloci: passione e motori presso la Fondazione Marazzato

Ruote Veloci 2025 è stato il primo dei “Porte aperte” che la Fondazione Marazzato ha messo in calendario per questo 2025 nella rinnovata sede di Stroppiana (VC).

La formula, sperimentata con successo nell’edizione 2024 mescola storia e cultura motoristica, in questo caso anche sportiva, e offre opportunità di svago e divertimento.

La kermesse è iniziata sabato 21 giugno mattina con le esibizioni di autocross con i mezzi e i piloti esperti del team GO4 e con la pilota biellese Serena Rodella sulla sua Mini proto.

Ruote Veloci 2025: motori, esibizioni e convegni

Il convegno “Lancia VS Alfa” ha avuto come protagoniste le vetture stradali, da pista e da rally di collezionisti come Max Girardo, Mario Righini, Angelo e Roberta Miniggio, Piero Felice Filippi, Massimo Magni, Roberto Berzero, Massimo Moro.

In un’area abbellita dalle opere a tema automobilistico dei pittori Carla Manfredini e Alberto Aimone Cat, si sono si sono riuniti sul palco alcune autentiche leggende delle corse.

ruote veloci 2025

L’ingegner Gianni Tonti, dirigente sportivo in Lancia e poi in Alfa Romeo, gli esperti meccanici e motoristi Rino Buschiazzo, Elio e Giovani Baldi, ancora oggi veri riferimenti per i collezionisti, hanno raccontato affascinanti retroscena e aneddoti.

Al gruppo si sono uniti Carmelo Scarcella, esperto delle Alfa Romeo da pista e non solo, che ha ricordato il valore dell’esperienza dei tecnici, spesso capaci di individuare e risolvere problemi prima di ingegneri e designer e persino dei computer.

ruote veloci 2025

A coronare questo avvincente racconto, l’esperienza di Mauro Pregliasco, campione italiano rally nel 1977 con la Lancia Stratos e le Alfa Romeo GTV della scuderia Autodelta.

Accanto a loro, il sempre autorevole Lorenzo Ardizio, direttore del Museo Alfa Romeo di Arese, che ha ripercorso con l’aiuto di materiale video d’archivio l’epopea delle corse in pista e della stessa Autodelta.

A coordinare il tutto, lo storico e scrittore Simone Schiavi, moderatore di questo incontro e di quello della domenica mattina, in cui il giornalista e autore Massimo Condolo ha presentato il libro “Blu Stratos” con la partecipazione del collezionista Maurizio Ribaldone.

Anche qui, il racconto si è sviluppato tra fotografie storiche e la citazione di brani del volume in cui Condolo ha raccolto le testimonianze di Piero Spriano ricche di episodi curiosi come quella volta in cui l’auto di Sandro Munari fu riparata e rimessa (vittoriosamente) in pista utilizzando del burro…

ruote veloci 2025

Da Vercelli a Tokyo con una… Panda

L’incontro della domenica è stato allietato dal racconto dei due promotori del progetto “Panduma”, un folle viaggio costruito su un’iniziativa di beneficenza che ha già portato una Panda da Vercelli a Tokyo e dei progetti per il viaggio di ritorno.

Entrambi i convegni sono stati preceduti dalla proiezione del video “Il sogno di Carlo”, il toccante racconto della nascita della Collezione Marazzato descritto dalla viva voce di familiari e collaboratori e dello stesso Carlo Marazzato con alcuni contributi d’archivio.

Al racconto della storia famiglia Marazzato, della nascita dell’azienda e della collezione tenuta dallo storico collaboratore Adelmo Delrosso si sono alternati avvincenti monologhi dei membri della compagnia teatrale B.F.P. calatisi nei panni di Lucillo Marazzato, capostipite e fondatore dell’impresa di trasporti da cui l’odierno Gruppo Marazzato prende origine, e di altri personaggi.

Raduni auto, moto e … Power Stage

Gli Amici delle Citroën sono un’iniziativa nata su Facebook che da anni riunisce e fa incontrare appassionati del marchio francese, con una trentina di DS, 2CV e principali derivati come Ami e Mehari.

A loro si sono uniti, ancor più numerosi e vivaci, i membri del Vespa Club di Vercelli, che hanno scelto “Ruote Veloci” come tappa centrale del raduno per il loro ventennale.

ruote veloci 2025

Momento conclusivo di Ruote Veloci 2025, la seconda edizione del “Power Stage”, gara di regolarità aperta al pubblico con auto d’epoca e non, a cui la Fondazione ha partecipato attivamente mettendo a disposizione di alcuni ospiti le auto appartenenti alla Collezione sui quali si sono cimentati anche gli stessi membri della famiglia Marazzato.

Organizzato con la collaborazione di ACI Vercelli e della squadra Equipe Vitesse, nonostante il gran caldo ha visto l’entusiastica partecipazione di oltre 20 equipaggi, impegnati in due manche sul percorso misto asfalto/sterrato allestito intorno al complesso.

La vittoria è andata a Simone Gonzino e alla sua Fiat 128 2 porte, seguito da Federico Mora su Opel Kadett GTE e da Luca Florio su Toyota Celica GT Four.

Alberto Marazzato, dirigente del Gruppo Marazzato e presidente della Fondazione:

“Siamo molto felici di ritrovare ogni volta non solo amici e ospiti che ci seguono ormai da un po’, ma anche persone che stanno scoprendo solo ora la nostra realtà e che con lo stesso entusiasmo si fanno avanti per partecipare anche collaborando alla riuscita dei nostri eventi”.

“Questo ci conferma che la strada intrapresa nel voler valorizzare e soprattutto condividere il grande patrimonio, non soltanto di mezzi ma anche di esperienze, che ci ha lasciato nostro padre è più che mai quella giusta“.

ruote veloci 2025

L’appuntamento con Ruote Veloci III è per il 2026, per un’edizione che riserverà ancora nuove sorprese.

Il calendario 2025 della Fondazione Marazzato

Tra una settimana, dal 27 al 29 giugno, i mezzi della Collezione Marazzato parteciperanno  al Mimo, il salone dell’auto all’aperto organizzato nell’Autodromo di Monza, con:

  • Fiat 682 N2 Supercortemaggiore,
  • Moto Guzzi Ercole Agip Gas,
  • Fiat 640 vigili del fuoco,
  • Fiat 414 autobus urbano,
  • Lancia 6 Ro M

Al raduno “Giganti tra le Alpi” per le strade della Valle d’Aosta nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 parteciperanno:

  • OMT Franzosi,
  • Fiat 682 N 125,
  • OM 40,
  • OM super Orione. 

 I cancelli della Fondazione torneranno poi ad aprirsi per “Campo Base Stroppiana III”, terzo appuntamento con il mondo dei mezzi militari fissato per il 20 e 21 settembre, e con l’evento speciale per i 50 anni di Iveco che chiuderà il ciclo nel weekend del 18-19 ottobre.

Lo Showroom della Fondazione Marazzato si trova a Stroppiana (VC), al km 11 della SP31.

ruote veloci 2025

Simone Faggioli (NP01 Bardahl) vince la Pikes Peak 2025

Simone Faggioli
Simone Faggioli - Pikes Peak 2025. Immagine ©Larry Chen

Domenica 22 giugno, Simone Faggioli, al volante della sua NP01 Bardahl, ha vinto la Pikes Peak 2025, conquistando sia la vittoria di classe Unlimited sia l’assoluta.

Un traguardo importante, che completa il prestigioso palmares del plurititolato pilota fiorentino (11 titoli europei e 18 nazionali conquistati nel Campionato di velocità in salita).

Simone, infatti, da oggi è anche il primo italiano ad aggiudicarsi questa storica competizione, giunta quest’anno alla sua centotreesima edizione.

Simone Faggioli
Simone Faggioli – Pikes Peak 2025.

Simone Faggioli e Pikes Peack: un successo annunciato

Dopo averci provato nel 2018, quando si era classificato al secondo posto, Faggioli è tornato in Colorado alla Pikes Peak International Hill Climb.

La corsa parte dai 2.862 m di altitudine e si sviluppa per una distanza totale di 19,99 chilometri con 156 tra curve e tornanti, per un dislivello di 1.439 metri.

La pendenza media del percorso è del 7% con punte massime del 10.5%.

Il traguardo a quota 4.300 m rende più difficile l’impresa, sia da un punto di vista fisico sia tecnico.

Purtroppo, le avverse e pericolose condizioni atmosferiche con raffiche di vento che, nella parte finale del tracciato, superavano abbondantemente i 100 kmh, hanno costretto gli organizzatori a tagliare l’ultima parte della gara, che non ha comunque perso la spettacolarità e il fascino.

Simone Faggioli – Pikes Peak 2025. Immagine ©Larry Chen

NP01 Bardahl: mezzo ideale per questa sfida

Simone Faggioli è stato autore di una prestazione impeccabile, preciso e velocissimo, pennellando curve e tornanti senza commettere nessun errore.

Merito anche della potenza e agilità della sua NP01 Bardahl, un prototipo costruito dalla francese Nova Proto, motorizzato con un biturbo Emap e gommato Pirelli.

Simone Faggioli – Pikes Peak 2025. Immagine ©Larry Chen

La sua condotta di gara gli ha permesso di fermare il cronometro a 3’37″196, 5 secondi meno del secondo classificato, il francese Romain Dumas, pilota ufficiale Ford, al volante del prototipo elettrico Super Mustang Mach-E.

Dumas ha peraltro centrato la vittoria nella classe ‘Open’.

A completare il successo di Simone Faggioli, il terzo posto assoluto del suo compagno di squadra, il trentino Diego Degasperi che, al suo debutto in Colorado, ha fatto registrare il tempo di 3’45″183.

Simone Faggioli
Diego Degasperi – Pikes Peak 2025. Immagine ©Larry Chen

Bardahl, storico partner del Team Faggioli, oltre ad essere il title-sponsor della vettura di Simone, ha supportato la squadra con la fornitura dei suoi lubrificanti motore e additivi, mettendo a disposizione esperienza, know-how e i migliori tecnici del suo M-LAB, per ottimizzare le performance delle due vetture e poter affrontare l’insidiosa salita fino al traguardo finale della Pikes Peak.

Qui, il video delle prove:

Amazon: cinquemila furgoni elettrici per le consegne in Europa

Amazon ha annunciato oggi che amplierà la rete dei trasporti dei suoi fornitori di servizi di consegna con quasi 5.000 furgoni elettrici.

Si tratta della più grande operazione di implementazione di questa tipologia di veicoli mai realizzata in Europa.

L’impegno di Amazon per il clima

I furgoni elettrici di Mercedes-Benz entreranno a far parte della rete dei trasporti dei partner di consegna di Amazon nei prossimi mesi e saranno distribuiti in cinque paesi.

Questo investimento è parte degli impegni di Amazon nell’ambito del Climate Pledge, in base al quale l’azienda si è prefissata l’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette di CO2 in tutte le sue attività entro il 2040.

I furgoni si uniranno a migliaia di veicoli a zero emissioni già utilizzati in Europa da Amazon e dai suoi partner di consegna, tra cui furgoni elettrici, cargo bike elettriche, cargo scooter elettrici e carrelli a mano.

Saranno i Mercedes-Benz eSprinter ed eVito

I nuovi furgoni elettrici eSprinter ed eVito di Mercedes-Benz si presume percorreranno oltre 100 milioni di chilometri e consegneranno più di 200 milioni di pacchi ogni anno.

Amazon e Mercedes-Benz hanno collaborato per personalizzare i furgoni sulla base delle esperienze dei conducenti e dei partner di consegna.

I nuovi furgoni includono funzionalità migliorate per la sicurezza e l’ergonomia del conducente, nonché per l’efficienza delle consegne, come scaffalature personalizzate per l’organizzazione dei pacchi.

I furgoni saranno prodotti in Germania e Spagna.

amazon

Neil Emery, Direttore Flotta Globale e Prodotti di Amazon:

Quest’ordine di quasi 5.000 furgoni elettrici per le consegne conferma ulteriormente il nostro impegno nella riduzione delle emissioni di CO2 nelle nostre attività”.

“Dalle cargo bike elettriche ai furgoni, dai camion alle infrastrutture, siamo sulla buona strada per trasformare la rete dei trasporti dei nostri fornitori di consegna”.

“Non vediamo l’ora di continuare a collaborare con Mercedes-Benz, altri produttori di veicoli e le istituzioni per accelerare l’elettrificazione e la decarbonizzazione in tutta Europa“.

Sagree Sardien, responsabile vendite e marketing Mercedes-Benz Vans:

Sono entusiasta che stiamo intensificando ulteriormente la nostra relazione di lunga data con Amazon e che stiamo lavorando insieme per il futuro del trasporto elettrico“.

Non solo furgoni 100% elettrici

Per contribuire alla decarbonizzazione delle proprie attività, Amazon sta lavorando anche all’aumento dell’efficienza dei percorsi e ampliare l’uso di veicoli alimentati con carburanti alternativi.

Amazon sta inoltre collaborando con l’industria e i governi per accelerare la diffusione delle infrastrutture di ricarica.

Infine, Amazon ha recentemente effettuato il suo più grande ordine singolo di camion elettrici pesanti mai realizzato, con oltre 200 nuovi veicoli eActros600 di Mercedes-Benz Trucks, che entreranno a far parte della rete dei trasporti middle-mile a partire da quest’anno.

I camion elettrici saranno impiegati su percorsi ad alto chilometraggio nel Regno Unito e in Germania, trasportando rimorchi da e verso i centri logistici, i centri di distribuzione e le stazioni di consegna di Amazon.

Amazon installerà punti di ricarica elettrica da 360 kW in siti chiave, in grado di ricaricare le batterie dei camion da 40 tonnellate dal 20 all’80% in poco più di un’ora.

Una volta a regime, i veicoli a zero emissioni allo scarico dovrebbero trasportare oltre 350 milioni di pacchi all’anno.

Oltre ad aumentare il numero di camion e furgoni elettrici, Amazon ha creato più di 60 hub di micromobilità in oltre 45 città europee, consentendo milioni di consegne a zero emissioni a piedi, con cargo bike elettriche o con cargo scooter elettrici.

Tra le ultime città aggiunte in Italia figurano Firenze, Roma e Trento, che si uniscono a Napoli, Genova, Milano e Bologna.

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