Viaggiare d’estate è un piacere, ancora di più lo è se si viaggia in sicurezza.
Goodyear fornisce 10 consigli pratici e tecnici per garantire prestazioni ottimali degli pneumatici e del veicolo prima di affrontare le vacanze estive.
Infatti, con l’arrivo dell’estate, aumentano le percorrenze su strada e le temperature elevate mettono a dura prova veicoli e pneumatici.
L’esperienza e la tecnologia Goodyear offrono una guida utile non solo al consumatore medio, ma anche all’automobilista attento alla manutenzione avanzata e all’integrità meccanica del proprio mezzo.
Pressione degli pneumatici, valore da monitorare con precisione
Il controllo della pressione non è solo una buona abitudine. È una misura tecnica di sicurezza attiva.
Una pressione errata compromette l’impronta a terra dello pneumatico, alterando l’aderenza, incrementando i consumi di carburante e accelerando l’usura.
Un bar in meno di pressione può aumentare del 10% la resistenza al rotolamento, peggiorando efficienza e comportamento dinamico.
Battistrada, oltre la soglia legale c’è quella di sicurezza
La legge fissa a 1,6 mm il limite minimo, ma per affrontare piogge estive e asfalto surriscaldato, è consigliabile sostituire lo pneumatico già sotto i 3 mm.
La profondità del battistrada incide sulla capacità di evacuazione dell’acqua e sul grip in curva.
Geometria e allineamento, basi della stabilità direzionale
Un allineamento scorretto può essere la causa di usura localizzata, vibrazioni e incremento del consumo di carburante.
Il controllo deve essere effettuato con strumenti laser o a infrarossi presso officine qualificate.
Peso e carico, attenzione al baricentro
Un veicolo sovraccarico peggiora la frenata e altera il comportamento in curva.
Ogni costruttore indica su una targhetta i carichi massimi ammessi, che non vanno mai superati.
Rotazione degli pneumatici, logica e vantaggi
Sugli autoveicoli a trazione anteriore, le gomme anteriori si usurano fino al 30% più velocemente rispetto alle posteriori.
Invertirle ogni 10mila km garantisce una usura uniforme e una maggiore durata.
Stile di guida, impatto delle manovre sull’usura
Frenate violente, accelerazioni improvvise e curve affrontate in modo aggressivo causano microstrappi nella mescola, alterando la struttura del battistrada.
Una guida fluida massimizza la vita utile dello pneumatico.
Scegliere il pneumatico estivo giusto
La scelta dello pneumatico è cruciale.
L’Eagle F1 Asymmetric 6 – sviluppato anche per i veicoli elettrici – offre aderenza su asciutto e bagnato, bassa resistenza al rotolamento e comfort acustico, fattore importante per le silenziose vetture elettriche.
Ruota di scorta, il componente dimenticato
Spesso ignorata, la ruota di scorta può rivelarsi inservibile se danneggiata dal tempo o sgonfia.
Deve essere ispezionata periodicamente, così come il kit di riparazione se presente.
Sistemi ausiliari come liquidi e raffreddamento
Olio motore, liquido freni e refrigerante devono essere controllati prima di affrontare lunghe percorrenze, soprattutto in condizioni di traffico e temperature elevate.
Un sistema di raffreddamento inefficiente può causare surriscaldamento anche in autostrada.
Conoscere le normative locali di sicurezza e legalità
In viaggio attraverso l’Europa, ogni Paese ha regole specifiche su dotazioni obbligatorie, limiti di velocità e requisiti per pneumatici estivi o invernali.
Una ricerca preventiva evita sanzioni e garantisce conformità.
Con Goodyear tecnologia, sicurezza e innovazione
Con oltre 125 anni di esperienza, Goodyear rappresenta un riferimento per innovazione nel settore pneumatici.
La gamma Eagle F1 Asymmetric 6 è pensata per prestazioni elevate su veicoli tradizionali e BEV, mentre le Vector 4Seasons Gen-3 offrono flessibilità annuale con certificazione invernale 3PMSF.
I centri di sviluppo di Akron (USA) e Colmar-Berg (Lussemburgo) sono il cuore tecnologico del brand, dove ogni pneumatico nasce per offrire massima efficienza, comfort dinamico e prestazioni su misura per le moderne esigenze di mobilità.
Si tratta di un’edizione speciale che celebra le origini tecniche e ingegneristiche del celebre scooter italiano.
Questa collezione limitata rappresenta molto più di un semplice restyling estetico.
È un omaggio documentato al reparto sperimentale che ha dato vita al mito Vespa negli anni del dopoguerra.
La storia della Officina 8 originale
Nel panorama industriale del secondo dopoguerra, lo stabilimento Piaggio di Pontedera si distingueva per la presenza di un reparto particolarmente avanzato: l’Officina 8.
Questo centro di ricerca e sviluppo rappresentava il cuore pulsante dell’innovazione aziendale, dove confluivano competenze aeronautiche trasferite dal settore civile.
Il reparto ospitava figure professionali di alto profilo, come progettisti con background aeronautico, disegnatori tecnici, meccanici specializzati, maestri lattonieri e piloti collaudatori.
La composizione multidisciplinare del team garantiva un approccio olistico allo sviluppo prodotto, dalla concezione iniziale fino alla validazione su strada.
Metodi di sviluppo e prototipazione
Officina 8 adottava numerosi processi di sviluppo integrati.
Includevano la progettazione concettuale (cioè l’elaborazione di soluzioni tecniche innovative), la prototipazione rapida per realizzare internamente sagome e carrozzerie speciali, le fusioni sperimentali con sviluppo di componenti motoristici ad hoc e il testing estensivo, la validazione attraverso decine di migliaia di chilometri di prove.
Questo approccio metodologico ha permesso lo sviluppo di modelli che hanno stabilito 17 record mondiali di velocità e durata nel 1950, consolidando la reputazione tecnica del marchio Vespa nel panorama motociclistico internazionale.
La nuova Vespa Officina 8
La nuova collezione Officina 8 si articola su due piattaforme principali, la Vespa Primavera (disponibile nelle cilindrate 50, 125 e 150 cc) e la Vespa GTV 310.
Questa è caratterizzata da specifiche tecniche orientate alle performance, pur mantenendo l’architettura motoristica della versione standard, con propulsore monocilindrico a quattro tempi raffreddato a liquido.
La Vespa GTV 310 Officina 8 è un monocilindrico 4 tempi con raffreddamento a liquido, una cilindrata di 310 cc, distribuzione a quattro valvole con comando a camme in testa e iniezione elettronica con corpo farfallato.
Innovazioni nel design industriale
Il blu Officina 8 rappresenta una scelta cromatica tecnicamente motivata.
La tonalità riprende i codici estetici dell’ambiente industriale, con una finitura metallizzata opaca che riduce i riflessi indesiderati e conferisce un aspetto tecnico-professionale.
Le finiture metalliche adottate seguono specifiche precise, con profili in alluminio satinato – che sono applicati su scudo, cornici proiettore e faro posteriore – ed elementi in ottone, utilizzati per i fregi del cravattino e cerchi ruota con lavorazione diamantata. Infine, ci sono componenti in nero opaco: specchi retrovisori “bar end” e altri dettagli.
Componentistica e accessori tecnici
La sella presenta una configurazione a doppio rivestimento con termosaldature orizzontali, una soluzione che garantisce resistenza agli agenti atmosferici e durata nel tempo.
La doppia cucitura a contrasto e i rivetti in ottone lucido non sono solo elementi estetici, ma contribuiscono alla robustezza strutturale del componente.
Il casco jet dedicato incorpora tecnologie specifiche per la sicurezza attiva, come la doppia visiera (trasparente e parasole integrata), il sistema di ventilazione ottimizzato per il comfort termico, la chiusura micrometrica per una regolazione precisa e sicura e l’interno removibile realizzato con materiali traspiranti per la gestione dell’umidità.
Documentazione tecnica
Ogni esemplare di Vespa Officina 8 include un welcome kit che è un vero elemento distintivo dell’offerta.
Si tratta di una scatola metallica che contiene l’Owner’s Book, un volume tecnico che documenta la storia del reparto sperimentale attraverso materiali d’archivio originali.
Questa documentazione rappresenta un valore aggiunto significativo per il collezionista tecnico, fornendo dettagli storici sui processi di sviluppo e sulle metodologie di test adottate negli anni pionieristici della Vespa.
Posizionamento sul mercato
La strategia commerciale di Piaggio con la collezione Officina 8 si orienta verso un segmento premium del mercato scooter, puntando su clienti che apprezzano tanto l’heritage tecnico quanto l’esclusività del prodotto.
L’approccio multi-prodotto (veicolo, accessori, abbigliamento) permette di massimizzare il cosiddetto “lifetime value” per il cliente e creare un ecosistema di brand coerente con l’identità tecnica del progetto.
Valorizzare il DNA ingegneristico
La Vespa Officina 8 rappresenta un interessante esempio di come un brand storico possa valorizzare il proprio heritage tecnico attraverso prodotti contemporanei.
La collezione dimostra una comprensione matura del proprio DNA ingegneristico, traducendo elementi storici in soluzioni estetiche e funzionali per il mercato attuale.
L’attenzione ai dettagli tecnici, dalla scelta dei materiali fino alla documentazione inclusa nel welcome kit, mette in evidenza un approccio professionale che va oltre il semplice marketing nostalgico, offrendo contenuti di valore per l’appassionato tecnico.
L’elettrico avrà anche un sacco di problemi congeniti e correlati ancora da risolvere, ma nessuno può negare un piacere automobilistico di prim’ordine: spingere sulle prestazioni come mai prima d’ora.
Gli esempi non mancano, ed è esattamente a quella categoria ristretta di esperimenti balistici che si accoda anche AMG, l’atelier Mercedes specializzato nelle alte prestazioni.
Ad Affalterbach, quartier generale del reparto nel Baden-Württemberg, ha fatto la sua prima comparsa pubblica il Concept AMG GT XX, la visione di un coupé a quattro porte che per iniziare come si deve porta a spasso un CX da urlo: 0,198.
Verso l’infinito, e oltre
Ma è solo una delle tante soluzioni racchiuse in un prototipo che, secondo i vertici Mercedes-AMG “rappresenta un programma tecnologico spinto oltre i confini conosciuti per avventurarsi in nuovi territori”.
Una sorta di primo passo per il marchio tedesco, e l’altrettanto consueto passo enorme verso un’elettrificazione dell’umanità, che non vuole più essere soltanto la risposta agli allarmi climatici lanciati dal pianeta, ma un nuovo step verso l’integrazione fra la scienza missilistica e l’automobile.
Una miniera di idee
Le soluzioni mai viste prima, si diceva, sono un elenco di meraviglie: tre motori a flusso assiale Yasa (uno anteriore con la funzione di “booster” e due al posteriore) e una batteria (HP.EB) ad alte prestazioni con celle in alluminio, cinque pale aerodinamiche mobili sulle razze dei cerchioni da 21” che si aprono e si chiudono quando serve raffreddare l’impianto frenante o raccogliersi per assecondare i flussi.
I gruppi ottici anteriori nascondono altoparlanti esterni utili per avvisare pedoni e ciclisti, mentre al posteriore i messaggi sono affidati all’MBUX Fluid Light Panel, con 700 Led RGB programmabili.
Per finire l’angolo delle meraviglie con una potenza di picco superiore a 1.000 kW, pari a 1.360 CV, che consente di toccare i 360 km/h e una ricarica di energia sufficiente per 400 km in soli 5 minuti, anche se considerando una tensione a 800 Volt.
Una nuova generazione di motori e batterie
Rispetto ai tradizionali motori a flusso radiale delle auto elettriche, quelli a flusso assiale offrono diversi vantaggi: oltre ad essere più piccoli (8 cm ciascuno), leggeri e potenti, consentono al flusso elettromagnetico di correre parallelo all’asse di rotazione del motore alzando l’asticella verso prestazioni continue al limite.
Inedita anche la batteria ad alta tensione con celle cilindriche a raffreddamento diretto: derivata dall’esperienza dell’AMG One e della F1, offre un assorbimento rapido e un’elevata densità di potenza.
Il trionfo del riciclo
L’interno, completamente realizzato utilizzando materiali riciclati, è un sontuoso salto in un futuro in cui nulla sarà più da buttare: il rivestimento simile alla pelle è ottenuto dal riciclo di pneumatici da gara e residui di biometano, mentre quello che ricorda la seta deriva da polveri proteiche.
Per il passaggio da concept a modello in produzione bisogna attendere ancora un anno, ma quel giorno nulla sarà più come prima.
Il centro prove Stellantis a Balocco ha fatto da scenario al debutto delle nuove Lancia Ypsilon HF e HF Line.
La prima è una full electric da 280 cv, la seconda una ibrida meno “estrema”: due vetture che segnano un momento importante per quello che il brand chiama il Rinascimento Lancia.
Il primo contatto con la HF è sul tracciato interno all’impianto di 6,2 chilometri appena inaugurato, rinominato “pista Lancia HF”.
Guidare, anche spingendo, la versione HF ha rivelato le caratteristiche tecniche al vertice per questa piccola belva, a conferma della concreta ambizione Lancia di tornare protagonista nel segmento premium delle piccole sportive.
Più tranquilla la versione HF Line che, come dichiarato fin dal nome, è una ibrida tradizionale vestita con carrozzeria e stile della full electric.
Ypsilon HF, tecnica e prestazioni
Durante il primo contatto di prova, la Ypsilon HF elettrica ha subito messo in evidenza le sue elevate prestazioni.
Il propulsore elettrico da 280 CV (207 kW) e 345 Nm di coppia – il valore più elevato della categoria – permette di raggiungere i 100 km/h da fermo in 5,6 secondi, grazie alla coppia immediatamente disponibile, tipica dei motori elettrici.
L’elemento tecnico distintivo della HF è il differenziale autobloccante Torsen, soluzione che ottimizza la distribuzione della coppia. In curva – situazione provata nei bruschi cambiamenti di traiettoria di una chicane tra birilli – questo sistema permette di sfruttare i 345 Nm di coppia disponibili, riducendo il sottosterzo tipico delle trazioni anteriori.
In questo modo è garantita una precisione di guida inaspettata da una compatta lunga 4,08 metri.
L’assetto ribassato di 20 mm e la carreggiata allargata di 30 mm rispetto alla versione ibrida lanciata un anno fa, permettono all’auto di avere un baricentro ottimale mentre le sospensioni MacPherson all’anteriore presentano una rigidità incrementata del 67% rispetto alla versione base.
Il sistema antirollio posteriore, potenziato del 153%, lavora in sinergia con l’impianto frenante Alcon a 4 pistoncini e dischi da 355 mm per garantire una dinamica di guida da vera sportiva.
Del resto, come ha spiegato Luca Napolitano, CEO di Lancia, durante la conferenza stampa, “stiamo decisamente scaldando i motori per il prossimo capitolo del nostro Rinascimento. E le versioni HF saranno presenti anche sui modelli futuri, come per esempio la Gamma che sarà il prossimo lancio del nostro marchio”.
Un’anticipazione che conferma l’impegno della Lancia a proporre anche modelli prestazionali di alto livello.
Autonomia e ricarica
La batteria agli ioni di litio da 54 kWh (400V) garantisce un’autonomia di 370 km nel ciclo WLTP. Questo risultato è raggiungibile, secondo quanto dichiarato dalla casa, con pneumatici standard, dato significativo per una vettura con queste prestazioni.
Il sistema di ricarica rapida permette di recuperare 100 km di autonomia in soli 10 minuti, rendendo la Ypsilon HF utilizzabile anche per viaggi più lunghi.
HF Line, la sportività ibrida intelligente
La versione HF Line, equipaggiata con il motore 1.2 litri mild-hybrid da 110 CV con tecnologia 48V, rappresenta l’approccio più equilibrato alla sportività Lancia.
Lo scatto da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e la velocità massima di 190 km/h si accompagnano a emissioni contenute di 105 g/km di CO₂.
Il sistema mild-hybrid a 48V ottimizza l’efficienza attraverso il recupero dell’energia in frenata e la funzione start-stop evoluta, mentre il cambio automatico a rapporti corti enfatizza il carattere sportivo senza penalizzare i consumi.
Quando l’estetica è funzionale alle prestazioni
Entrambe le versioni adottano il nuovo logo HF con l’Elefantino Rosso, reinterpretazione moderna dell’icona storica che ha segnato le vittorie Lancia nei rally.
I paraurti dedicati non sono solo elementi estetici. La presa d’aria maggiorata della HF da 280 CV migliora il raffreddamento dell’inverter e del motore elettrico, mentre il diffusore posteriore contribuisce all’efficienza aerodinamica.
I cerchi da 18” per la HF e 17” per la HF Line montano pneumatici specifici sviluppati per ottimizzare il grip in curva, mentre i passaruota allargati non servono solo all’estetica ma permettono l’alloggiamento della carreggiata maggiorata.
Tecnologia di bordo da segmento superiore
Il sistema S.A.L.A. (Sound Air Light Augmentation) con doppio display da 10,25” integra una nuova interfaccia grafica specifica HF.
La guida autonoma di Livello 2 include frenata automatica d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, Adaptive Cruise Control e Blind Spot Monitoring.
La connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, la ricarica wireless per smartphone e l’ambient lighting completano una dotazione tecnologica.
Il ritorno di Lancia nelle competizioni
Durante la presentazione delle nuove versioni HF a Balocco, Napolitano ha ribadito l’impegno concreto del marchio nel motorsport.
Oltre a confermare la Ypsilon Rally4 HF da 212 CV (con motore 1.2 turbo a 3 cilindri, cambio meccanico SADEV a 5 rapporti e differenziale autobloccante meccanico) a Balocco è stata presentata in anteprima la Ypsilon HF Racing da 145 CV.
Mentre la Rally4 HF rappresenta il trasferimento tecnologico diretto dalle competizioni alle vetture stradali, questo nuovo modello costituisce invece la porta d’ingresso al mondo delle competizioni, con un prezzo di 38.900 euro, IVA esclusa.
“La presenza del nostro marchio nel motorsport – ha spiegato Eugenio Franzetti, responsabile dell’attività sportiva di Lancia – sia con la Ypsilon Rally4 HF sia con la debuttante HF Racing, rappresenta molto più di una semplice competizione. È la dimostrazione concreta che il DNA sportivo del marchio è ancora vivo e pulsante. Vedere questi giovani piloti sfidare l’asfalto con l’Elefantino Rosso sul cofano significa dare continuità a una tradizione leggendaria, quella stessa che ci ha resi il marchio più vincente nella storia dei rally mondiali”.
Oltre 100mila km di test
Lo sviluppo delle Ypsilon HF ha richiesto un impegno straordinario, con più di 100mila chilometri percorsi in test e oltre 1.500 ore di guida.
Questo lavoro meticoloso ha permesso il passaggio dai 240 CV inizialmente previsti ai 280 CV della versione definitiva.
La collaborazione con Miki Biasion – leggenda del motorsport e due volte campione del mondo rally con Lancia – ha contribuito alla messa a punto finale, portando l’esperienza delle competizioni sulle vetture stradali.
Prezzi e disponibilità
La Ypsilon HF Line è già disponibile negli showroom Lancia a partire da 22.450 euro (o 129 euro al mese), mentre la HF da 280 CV arriverà dopo l’estate con prezzi da 39.200 euro (o 299 euro al mese).
Sottolineando l’approccio strategico del rilancio del marchio, Napolitano ha aggiunto che “abbiamo voluto una squadra di professionisti per costruire insieme il futuro del marchio Lancia, facendo leva su un potenziale enorme fatto di passione, di impegno e di visione”.
Il futuro della sportività italiana
Le nuove Ypsilon HF e HF Line rappresentano più di un semplice ampliamento di gamma.
Sono la visione di Lancia per il futuro della sportività italiana, dove elettrificazione e tradizione si incontrano senza compromessi.
Aver potuto guidare a Balocco due Elefantino Rosso significa che Lancia torna davvero a correre, portando con sé tutto il DNA prestazionale che ha reso leggendario il marchio nel motorsport mondiale.
Quando l’uomo ha inventato l’automobile, tra i tanti problemi da risolvere, il primo era forse il più impellente: riuscire a fermarla. Partendo dai primordiali pezzi di legno rivestiti in cuoio a contatto con le ruote della “Motorwagen” di Bertha Benz, pioniera dei viaggi in automobile, la tecnologia ha raggiunto raffinatezze in grado di mettere d’accordo durata, ambiente ed efficienza in frenata.
Materiali e tecnologie all’avanguardia
In questo, spiccano le proposte aftermarket di Magneti Marelli Parts & Services, articolate in un’ampia gamma di ricambi per l’impianto frenante in grado di coniugare prestazioni superiori e conformità agli standard del primo equipaggiamento. Tanto le pastiglie quanto i dischi freno sono prodotti con metodi e materiali all’avanguardia, che assicurano una frenata rapida e affidabile in qualsiasi condizione di guida, coprendo quasi totalità del parco auto circolante italiano.
Pastiglie multistrato che resistono al tempo
A cominciare dalle pastiglie frenoMagneti Marelli Parts & Services, prodotte in stabilimenti europei con mescole di alta qualità e dotate di una struttura multistrato che oltre a garantire isolamento acustico, smorzamento del rumore e tempi di rodaggio ridotti, offrono un’alta resistenza all’usura grazie a materiali compositi avanzati come fibre ceramiche o metallo sinterizzato. L’estrema capacità di mantenere un elevato coefficiente di attrito in un ampio spettro di temperature (-30 °C e + 500 °C) e velocità assicurano una risposta immediata e una frenata uniforme, riducono l’usura dei dischi e assicurano prestazioni costanti per tutto il ciclo di durata.
Dischi che disperdono il calore
Non è da meno la gamma di dischi freno Magneti Marelli, interamente realizzata con materiali progettati per garantire la massima dispersione del calore e resistenza all’usura. Molti dei prodotti in gamma offrono inoltre caratteristiche come autoventilazione, composizione bi-materiale, fori, scanalature e una verniciatura superficiale utile per migliorare le prestazioni e prolungare la vita dei dischi.
I materiali impiegati nella produzione sono selezionati per massimizzare la resistenza all’usura e scongiurare la formazione di microfratture sotto stress termico grazie all’utilizzo di leghe speciali o ad alto tenore di carbonio che garantiscono una durata superiore e una resistenza alla deformazione termica. Si tratta di dischi sottoposti a test rigorosi di durezza, resistenza alla trazione, performance e rumorosità, con l’unico obiettivo di assicurare che ogni prodotto offra livelli prestazionali analoghi a quelli dei prodotti di primo impianto.
François Leboine, Responsabile del Design FIAT, è stato nominato ” Design Hero ” 2025 agli Autocar Awards.
Leboine ha ricevuto il riconoscimento per il suo lavoro su FIAT Grande Panda, nominata anche ‘Best Small Car’ durante la stessa cerimonia di premiazione.
Mark Tisshaw, direttore di Autocar:
“È estremamente raro che una nuova auto venga accolta così bene da cambiare la percezione dell’azienda che l’ha creata, ancor prima che qualcuno si sieda al volante”.
“Questo è il tipo di impatto immediato che i designer di automobili sognano, ma che pochissimi riusciranno mai a ottenere”.
“Nel suo attuale ruolo di responsabile del design Fiat, François Leboine ha guidato la creazione della nuova Grande Panda, che combina sapienti richiami alla Panda degli anni ’80 con un design fresco e ricco di dettagli”.
“Crea nuove opportunità per l’azienda, dimostrando al contempo che auto accessibili possono essere straordinariamente raffinate stilisticamente”.
François Leboine:
“Sono davvero orgoglioso di ricevere questo premio a nome mio e di tutti i miei colleghi”.
“Abbiamo creato un team con molta energia e il coraggio di fare cose mai fatte prima”.
“Avevo le idee chiare su cosa volevo e loro l’hanno realizzato rapidamente e con professionalità”.
“Con la Grande Panda, abbiamo creato un’icona”.
“Quando sono arrivato in FIAT, la cosa più importante era creare qualcosa di economicamente accessibile, intelligente nel modo in cui l’abbiamo realizzata e ancora più accessibile, un obiettivo difficile per un’auto elettrica, ma che abbiamo raggiunto con la Grande Panda”.
Appassionato di design, Leboine si è laureato al Royal College of Art di Londra.
È entrato a far parte del marchio italiano quattro anni fa e lavora presso il Centro Stile FIAT di Torino.
Negli anni ’90 le 125 ‘replica’ raggiunsero l’apice del successo.
Aprilia era in prima fila con la sua RS 125 che utilizzava un potente motore a due tempi, come all’epoca era la norma nei GP delle classi 125 e 250.
La nuova gamma delle piccole sportive Aprilia 125 è passata al motore 4 tempi, ma prosegue nella tradizione con l’arrivo della nuova Aprilia RS 125 GP Replica.
Si tratta di un omaggio alla raffinata Aprilia RS-GP25, il prototipo impegnato nel Mondiale MotoGP con il Campione del Mondo Jorge Martin e con Marco Bezzecchi.
Aprilia RS 125 GP Replica adotta la stessa grintosa livrea delle MotoGP ufficiali, dominata dal nero, con grafiche rosse e viola, inclusi i loghi degli sponsor del team Aprilia Racing.
L’allestimento di serie include il cambio elettronico QuickShift, per cambi marcia rapidi e precisi, e il coprisellino monoposto.
Il look racing è esaltato dalla verniciatura nero opaco del forcellone e del telaio, realizzato in travi pressofuse di alluminio con nervature incrociate di rinforzo.
Migliorie tecniche
Anche Aprilia RS 125 GP Replica beneficia ovviamente delle importanti migliorie tecniche introdotte su RS 125 per il 2025.
Il motore monocilindrico con distribuzione a quattro valvole e raffreddamento a liquido, è stato rivisto nella messa a punto e, nonostante sia conforme alla più stringente normativa Euro 5+ eroga 15 CV (11kW) a 10.500 giri/min e 11,5 Nm a 8.500 giri/min, valori di riferimento nella categoria.
Di serie anche il traction control (escludibile), e l’evoluto ABS a due canali sviluppato in collaborazione con Bosch e dotato di sistema antiribaltamento in caso di frenata di emergenza.
Quanto costa la nuova Aprilia RS 125 GP Replica
Aprilia RS 125 GP Replica è disponibile presso la rete Aprilia al prezzo di 5.899 Euro (IVA inclusa, f.c.).
Grande successo per Spirit of Challenge, l’evento organizzato da Yamaha lo scorso sabato 21 giugno presso il circuito di Varano de’ Melegari per celebrare il 70° anniversario dalla fondazione dell’azienda.
Una giornata che ha visto la partecipazione di oltre 5.000 persone, tra clienti, partner, appassionati e famiglie, riunite per vivere insieme un’esperienza all’insegna del Kando – la missione di profonda soddisfazione mista a entusiasmo che da sempre guida il brand.
La festa, aperta a tutti, si è sviluppata su cinque aree tematiche dedicate ai valori fondanti di Yamaha:
innovazione,
fiducia,
emozioni,
entusiasmo,
legami.
I partecipanti hanno potuto scoprire l’intera gamma di veicoli Yamaha, dalle moto stradali alle R-Series da pista, passando per l’Off-Road, gli ATV, i Side by Side e le ebike, con la possibilità di effettuare test ride di ogni tipo, che a fine giornata hanno contato circa 1.000 prove effettuate.
Tutti in pista con Yamaha
Grande successo per la spettacolare parata, che ha visto oltre 500 motociclisti portare in pista il proprio mezzo, di qualsiasi anno e tipo, dagli iconici scooter sportivi TMAX e XMAX ai modelli della gamma Heritage, dalle TRACER alla famiglia MT, dalle R Series al TÉNÉRÉ.
La parata è stata un simbolo della passione e dello spirito di appartenenza che unisce la community Yamaha.
Spirit of Challenge Yamaha è anche storia
Il museo temporaneo “Spirit of Innovation & Legend” ha permesso ai visitatori di compiere un vero e proprio viaggio nell’evoluzione di Yamaha.
Dalla leggendaria YA-1 del 1955, la celebre “libellula rossa”, passando per il motore marino P7 degli anni ’60, fino alla nascita dell’icona urbana BOOSTER.
L’esposizione ha raccontato anche l’innovazione che ha rivoluzionato la mobilità, con icone come il TMAX e l’avveniristica tecnologia Y-AMT con la nuova MT-09, che proietta Yamaha verso il futuro.
Presenti anche leggende del calibro di Giacomo Agostini, Franco Picco e Stefan Everts.
Inoltre, la partecipazione attiva dei Club Ufficiali Yamaha, con un’area dedicata, ha contribuito a rendere l’evento ancora più coinvolgente.
Per tutti i partecipanti, infine, l’esclusivo album di figurine Panini dedicato ai 70 anni di Yamaha: un vero pezzo da collezione che ripercorre le tappe fondamentali dell’azienda, i modelli iconici e la community che la anima.
Andrea Colombi, Country Manager Yamaha Motor Europe N.V., Filiale Italia:
“Spirit of Challenge Yamaha è stato un successo, il culmine delle celebrazioni per i nostri 70 anni”.
“Abbiamo voluto regalare a clienti, partner e appassionati una giornata che racchiudesse tutto ciò che Yamaha rappresenta: esperienze, emozioni e legami autentici”.
“Vedere migliaia di persone, famiglie e generazioni diverse unite dalla stessa passione dimostra che il nostro brand abbraccia valori e storie uniche”.
Nel mare magnum della mobilità individuale, come se ancora non bastassero bicilette, monopattini, tricicli, quadricicli, pattini a rotelle e overdrive, al traffico cittadino a breve potrebbero aggiungersi degli sci. Non è uno scherzo, ma l’idea di una startup parigina che ha partorito gli “Skywheel One”, i primi sci da città dotati di motorizzazione elettrica.
Osservando Parigi
Il progetto, che raccontano sia nato dall’attenta osservazione delle dinamiche del traffico parigino, sempre piuttosto caotico, è già stato accusato di aver soltanto allungato dei normali pattini in linea, ma così non è: gli Skwheel sono decisamente più ingombranti e possono passare dall’asfalto cittadino a percorsi off-road grazie a pneumatici all-terrain.
Fino a 80 km/h
Realizzati in fibra di carbonio, ognuna delle due ruote degli Skwheel è dotata di un motore da 600 W che sviluppa 2,4 kW. Per regolare velocità, andatura e durata della batteria agli ioni di litio, in mancanza di un manubrio dove sistemare un display (o sarebbero finiti nel territorio dei monopattini), arriva in soccorso un piccolo telecomando wireless da tenere in mano.
La velocità massima raggiungibile sfiora gli 80 km/h al di fuori dei centri città, dove altrimenti si blocca a 25 per rispettare gli standard europei, e l’autonomia è di 30 km, con 3 ore necessarie per la carica massima. In pratica, dei “razzi” da fissare ai piedi attraverso agganci a cinghia, che sul fronte sicurezza presentano luci anteriori e posteriori e un impianto frenante elettronico con azionamento di emergenza. Una volta scesi dagli Skwheel, è sufficiente agganciarli uno all’altro e trascinare via il tutto con una maniglia telescopica, per un peso complessivo di 12,5 kg.
C’è chi dice no
Per quanto accolti con entusiasmo, addirittura protagonisti di una raccolta crowdfunding e di un primo prezzo di lancio fissato a 1.750 dollari, secondo gli esperti sarà onestamente difficili vederli sfrecciare sulle strade europee, dove la pazienza verso l’invasione di microveicoli cittadini ha già raggiunto il limite.
Honda entra con decisione nel mercato della micromobilità urbana B2B con Fastport.
Si tratta di una nuova iniziativa lanciata dal Honda New Business Innovation Lab e pronta a debuttare in Europa e Nord America.
Primo frutto di questa strategia è il prototipo Fastport eQuad, un quadriciclo elettrico a emissioni zero progettato specificamente per operare nelle bike lane, con l’obiettivo di ottimizzare la consegna dell’ultimo miglio.
Caratteristiche tecniche all’avanguardia
Il prototipo disponde di un’architettura modulare che permettono la realizzazione di due versioni. La Large (3,65 m × 1,2 m × 2,1 m) e la Small (3,4 m × 1 m × 2,1 m) con capacità di carico rispettivamente fino a 295 kg e 145 kg.
La velocità massima per entrambi i mdelli è di 20 km/h grazie alla propulsione ibrida pedale-assist + elettrico. Si tratta di un sistema a “pedal-by-wire” con batteria Honda Mobile Power Pack (MPP), sostituibile in pochi istanti.
Per quanto riguarda l’efficienza energetica, Fastport eQuad ha la rigenerazione in frenata, il freno di stazionamento automatico, la portiera integrale con rivestimento UV, la ventilazione interna, e le sospensioni studiate per superfici irregolari.
L’autonomia è di 37 km, che calano a 23 con carico completo nella versione Large: è la soluzione ideale quindi per le consegne urbane.
Software-defined vehicle & Fleet-as-a-Service
Fastport non è solo un mezzo di trasporto, ma una piattaforma integrata pensata per la gestione flotta.
Infatti, include batterie “swappabili” e container cargo intercambiabili per usi diversi, come pacchi, alimentari e altro. Il dashboard AI-powered ha la diagnosi in tempo reale e la connettività è premium con aggiornamenti OTA (Over-The-Air), un valore aggiunto continuo nel ciclo di vita del veicolo.
I contratti di servizio e manutenzione sono inclusi, grazie al modello Fleet-as-a-Service.
Presentazione, produzione e consegne
Il lancio ufficiale di Fastport eQuad sarà all’Eurobike Festival, Francoforte, da oggi 25 al 29 giugno 2025, con le prime consegne a fine 2025, e la produzione estesa a partire dall’estate 2026 presso l’Honda Performance Manufacturing Center (in Ohio), già specializzato in veicoli ad alta performance come Acura NSX.
Impatto sul mercato e vantaggi competitivi
I benefici che Fastport eQuad permette di ottenere sono numerosi. Dalla riduzione della congestione urbana con minori costi operativi rispetto ai furgoni tradizionali allo spazio ottimizzato e le corsie dedicate: per esempio in Europa alcune bike lane sono omologate anche per quadricicli leggeri. Dalla sostenibilità ambientale con zero emissioni locali e batterie facilmente cambiabili e a ricarica rapida, alla flessibilità del business grazie alla modularità e ai dati telematici, le aziende di logistica possono personalizzare i servizi.
Un nuovo e innovativo approccio alla mobilità
Il Fastport eQuad rappresenta un approccio innovativo e pragmatico al complesso tema della logistica urbana.
Combinando micromobilità, tecnologia software-defined e servizi in abbonamento, Honda propone una soluzione scalabile e sostenibile per l’ultimo miglio.
Se il mercato risponderà positivamente, il ruolo dei quadricicli elettrici nel delivery potrà espandersi rapidamente nelle città congestionate.