martedì 28 Aprile 2026 - 09:24:00

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TRW: la gamma freni più completa nell’aftermarket

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L'universo dei freni TRW: con oltre 18.000 componenti di alta qualità, ZF Aftermarket offre soluzioni progettate per soddisfare gli standard OE, consentendo alle officine di espandere le proprie capacità.

La gamma TRW comprende dischi, pastiglie, pinze, sistemi di attuazione, componenti idraulici e tutti gli accessori necessari, per un’installazione rapida e precisa e una maggiore efficienza dell’officina.

Ad oggi TRW offre oltre 18.000 componenti frenanti, ovvero la gamma più completa sul mercato con qualità OE.

TRW: al servizio delle officine

Il tutto è supportato dall’accesso alla formazione di esperti, ai consigli di montaggio e al supporto tecnico tramite

Il portale tecnico ZF [pro]Tech contribuisce a migliorare l’efficienza dell’officina attraverso l’accesso alla formazione di esperti, ai consigli di montaggio e al supporto tecnico.

La copertura dei prodotti TRW comprende:

  • il 98% del parco veicoli europeo per le pastiglie freno (inclusa la copertura del 100% dei 20 modelli di veicoli elettrici più venduti in Europa),
  • il 96% per i dischi;
  • il 93% per le pinze.

Focus sulla produzione in Europa

In ZF Aftermarket, la produzione di componenti frenanti TRW è fortemente radicata in Europa.

Il 100% delle pastiglie dei freni, delle pinze e dei booster viene prodotto in stabilimenti europei dedicati e che, insieme ai centri di ricerca e sviluppo in Germania, Spagna e Repubblica Ceca, garantiscono che ogni componente sia sviluppato e costruito secondo i più elevati standard di sicurezza, qualità e durata.

Le pastiglie freno TRW con rivestimento COTEC riducono fino a sette metri gli spazi di arresto durante il rodaggio (verifica indipendente di RDW), la tecnologia DTEC riduce la polvere su cerchioni del 45%, e sono disponibili varianti a bassissima rumorosità per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei veicoli.

I dischi freno TRW sono rivestiti con tecnologie di superficie ad alte prestazioni che proteggono dalla corrosione.

Realizzati con tolleranze OE precise, garantiscono una variazione di spessore inferiore a 10 μm e un runout massimo di 30 μm, riducendo al minimo le vibrazioni e massimizzando la sicurezza.

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Le soluzioni frenanti TRW garantiscono un’installazione senza problemi e un’affidabilità a lungo termine per ogni tipo di veicolo.

Qualità OE estesa all’aftermarket

In qualità di partner OE di oltre 55 importanti Case automobilistiche globali, ZF fornisce sistemi frenanti TRW per oltre la metà degli assi posteriori in tutto il mondo.

La stessa eredità ingegneristica è alla base di ogni componente aftermarket TRW, che offre soluzioni frenanti di alta qualità.

Tutti i componenti TRW sono testati a fine linea utilizzando software e hardware interni, un livello di garanzia di qualità unico sul mercato.

TRW è inoltre all’avanguardia con la produzione sostenibile e la rigenerazione, come le pinze pre-riempite e il sostegno alle operazioni di economia circolare.

Soluzioni all’avanguardia per la transizione verso l’elettrico

TRW è all’avanguardia nel settore della mobilità elettrica e offre soluzioni all’avanguardia come le pastiglie freno Electric Blue.

Con un punteggio di 9/10 per il rumore, le vibrazioni (NVH), le pastiglie freno Electric Blue sono progettate per soddisfare le esigenze specifiche dei veicoli elettrici e ibridi e sono fornite complete di fissaggi e accessori in gomma per lo smorzamento del rumore.

TRW = crescita del business per tutti gli stakeholder

TRW by ZF Aftermarket si adopera, oltre che nella fornitura di un’ampia gamma di prodotti di qualità, di offrire a distributori, officine e flotte gli strumenti per operare nel modo più proficuo.

  • Per i distributori: un fornitore unico con prodotti premium e ad alta richiesta che massimizzano l‘uptime grazie a una disponibilità affidabile e a consegne rapide.
  • Per le officine: componenti frenanti ad alte prestazioni che si installano correttamente al primo tentativo, riducono i tempi di sostituzione e migliorano la soddisfazione del cliente.
  • Per le flotte: sistemi frenanti che garantiscono sicurezza operativa e longevità.

Passato affidabile, futuro all’avanguardia

L’eredità di TRW include alcuni dei più importanti progressi nel campo dei freni, dalla pinza freno Colette al primo ABS a 4 ruote, fino alle pionieristiche pastiglie freno Electric Blue.

Ora, TRW sta plasmando il futuro della mobilità con innovazioni come:

  • l’Electric Brake Booster (EBB), che consente la frenata senza pressione per i veicoli autonomi,
  • l’Integrated Brake Control (IBC), il controllo intelligente dello slittamento senza bisogno di pressione,
  • la tecnologia brake-by-wire di nuova generazione EMB (Electro-Mechanical Brake).
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I dischi freno TRW sono progettati per garantire un montaggio preciso e alte prestazioni fin dal rodaggio.

Markus Wittig, Global Head of Business Line Passenger Car di ZF Aftermarket

“Nel 2024 abbiamo introdotto oltre 600 nuovi prodotti frenanti TRW, tra cui più di 140 pinze e 160 componenti di attrito”.

“L’offerta completa, dai ricambi all’assistenza e alla formazione tecnica, supporta la nostra missione di dare ai nostri clienti la sicurezza di dire “sì” a qualsiasi intervento sui freni, indipendentemente dall’età, dalla marca o dalla marca del veicolo”.

“Siamo qui per aiutare a massimizzare l’uptime diventando un partner a lungo termine per il successo”.

Elon Musk e l’auto che si autorecapita

Forse non lo sa nemmeno lui da quanto, ma erano mesi che in giro non si vedeva un Elon Musk sorridente. Poveraccio (in senso lato, ovvio), ultimamente, anche dando fondo al buon umore, di motivi per farsi una sana risata ne ha avuti ben pochi.

L’autoconsegna a domicilio

Una foto ricordo del primo cliente Tesla che si ha visto la sua auto nuova consegnarsi da sola

Eppure, una manciata di ore fa, Musk ha sorriso di nuovo, alleluia. Tutto merito del primo passo del progetto “Tesla Full Self-Driving”: una Model Y che, uscita dalla fabbrica al numero 1515 di S. Lamar Blvd, ad Austin, senza nessuno al volante o che la guidasse da remoto, si è diretta ad una velocità massima di 72 miglia orarie verso l’indirizzo del cliente che l’aveva ordinata, dove è arrivata dopo circa 30 minuti di viaggio.

 

Un assist ai Tesla Robotaxi

Per quanto un po’ di sponda, l’impresa è servita da gancio per dare ancora più risalto alla flotta di Robotaxi Tesla entrata in servizio ad Austin da pochi giorni, mettendo la parola fine ad un progetto di cui Musk parlava dal lontano 2020.

Uno dei 20 esemplari di Tesla Model Y Robotaxi entrati in servizio ad Austin

Per adesso, il servizio si limita ad una piccola scuderia di 20 Model Y con autonomia di livello 5, dotate di otto telecamere e gestite da un’I.A., prenotabili attraverso un’app con tariffa fissa di 4,20 dollari a tratta, al momento comprensivi di “autista d’emergenza” sul sedile passeggero, perché non si sa mai. Ma il futuro è questo: Elon ne è più che certo, assicura chi lo conosce bene.

Qualche guaio ancora da risolvere

Dalla discesa in politica in poi, il tocco infallibile di Musk, uno dei pochi imprenditori che trasformava in oro massiccio tutto quel che sfiorava, sembra essersi esaurito. La Tesla, diventata il simbolo su ruote dell’anti-trumpismo, è ancora lì, un po’ in disparte e surclassata dalle avanguardie cinesi. Ma stare fermi troppo tempo, in un mondo che fila via veloce come quello dell’automotive, significa svanire oltre l’orizzonte. E stupisce che sia successo proprio a Tesla, un terremoto che all’inizio della sua corsa era riuscita a dare una spallata ai grandi marchi mondiali, a volte un po’ pachidermici, mostrando che si può essere premium, veloci e modaioli anche con l’elettrico puro.

E a poco è servito che Elon abbia fiutato nell’aria troppa puzza di bruciato allontanandosi a passo svelto dalla White House, perché certe cose non si dimenticano in fretta e Tesla continua a fare acqua da tutte le parti: dalla borsa alle vendite. Secondo calcoli che circolano a Wall Street, 114 miliardi di dollari sarebbero svaniti dal suo patrimonio personale con la stessa velocità con cui erano comparsi.

A conti fatti, ancora meno utili sembrano essere perfino le critiche che Musk, in un voltafaccia da perfetto manuale del trasformismo, ha deciso di non risparmiare all’indirizzo di Trump, che a sua volta non vede l’ora di replicare usando altrettanto vetriolo.

Se a questo si aggiungono la lunga sequenza di abbandoni e rinunce dei suoi uomini chiave, top manager ma soprattutto stretti collaboratori e confidenti, diventa ancora più chiaro che Elon ancora oggi abbia ben poco di cui gioire.

L’ultimo dubbio

Ma tutto questo vale fino a poche ora fa, quando Elon è riuscito ancora una volta a stupire il mondo mostrando che una delle sue auto è stata in grado di fare tutto da sola, partendo dalla fabbrica per arrivare a casa del cliente.

Volendo, ad Elon resta solo da svelare un’unica curiosità, ma decisamente lecita: chi diavolo ha suonato al citofono del cliente?

GP d’Austria F1: le pagelle di Ottavio Daviddi

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©Pirelli.com

Nel Gp d’Austria, sul circuito di casa ‘stecca’ la Red Bull, con Max Verstappen subito fuori senza colpe.

Ecco le nostre pagelle per i Team e i piloti protagonisti del weekend id Formula 1.

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©Pirelli.com

McLaren 10

In Canada ha vinto la Mercedes, ma la McLaren torna a imporre la sua legge nel GP d’Austria.

Nella Formula 1 di questo periodo, quasi fine dell’era effetto-suolo, tra monoposto tecnicamente mature e differenze esigue, molto dipende dalle caratteristiche della pista, dalla qualità dell’asfalto o dal meteo.

Con tanto caldo e superficie meno liscia, la Mercedes non ha ripetuto la bella prova canadese (anzi Russell non è mai stato davvero protagonista) mentre le due auto papaya si sono trovate perfettamente a proprio agio.

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©Pirelli.com

Lando Norris (voto 10) sul corto Red Bull Ring è sempre andato forte e questa volta s’è ripetuto; Oscar Piastri (voto 10) ha fatto il massimo, evitando di esasperare un duello che in un paio di casi s’è rivelato troppo acceso e potenzialmente difficile da gestire.

Per Oscar una prova di maturità, che ne consolida la leadership nel Mondiale.

Per Norris punti pesanti e una bella iniezione di fiducia a metà stagione (circa).

La prossima tappa è Silverstone, per Lando è la gara di casa, il pubblico – in passato tutto di fede hamiltoniana – non vede l’ora di trovare in Norris un nuovo profeta.

Ma la pressione psicologica sarà tanta e forte e su un tracciato del tutto differente saranno di nuovo in palla le Mercedes e forse Verstappen.

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Non c’è da dormire sugli allori. E chissà quante altre fantasmagoriche sgomitate si daranno quei due prima della fine del campionato.

E LCdM è alla McLaren…

A latere: l’avvocato Luca Cordero di Montezemolo è passato alla McLaren e s’è preso una doppietta.

In realtà l’ex presidente ferrarista è stato ingaggiato dalla Casa inglese come consulente per le auto stradali, non per le corse.

Ma la mossa fa un certo effetto a chi ricorda i confronti del passato sull’asse Maranello-Woking. Ma tant’è, i tempi cambiano. Per tutti.

Ferrari 9

La Ferrari porta finalmente nel GP d’Austria un aggiornamento importante (il fondo) e la Rossa diventa più veloce e concreta.

Tuttavia, su una pista corta (va sempre ricordato) una ventina di secondi a fine gara sono tanti.

Leclerc sale sul podio (quarta volta dell’anno contro nessuna di Hamilton, eccezion fatta per la vittoria nella Sprint di Shanghai).

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©Pirelli.com

I piloti attendono altre novità (forse arriveranno a Spa) e non sono del tutto soddisfatti.

Certo, la Ferrari ha ingaggiato Hamilton pensando probabilmente di dargli le chiavi di casa, che invece Leclerc s’è tenute ben strette in tasca.

Il monegasco deve piegarsi alla ragione di stato (tanto “lift and coast” per problemi di temperature ai freni, ormai sarà il suo incubo costante) ma resta concentrato. Voto 9.

L’inglese non è contento, perde costantemente il confronto con Charles, non era questa la vita ferrarista che avrebbe voluto e che ha sognato. Voto 7.

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©Pirelli.com

Per inciso: il Team Principal Fred Vasseur ha lasciato la squadra per problemi personali (ma la squadra fa sapere che al muretto del prossimo GP sarà al suo posto) e le responsabilità sono finite nelle mani del suo vice, Jerome D’Ambrosio (che almeno parla italiano a beneficio indubbio dei tifosi).

La verità è che Vasseur ripete sempre che occorre concentrarsi all’esecuzione perfetta, che – nel linguaggio delle corse – significa non perdere per strada nessuna occasione.

E in questo caso, la Ferrari ha eseguito effettivamente un’esecuzione perfetta. Chissà se proseguirà così.

Mercedes-AMG 6

Nel Gp d’Austria ci si aspettava di più dalla squadra che ha vinto a Montreal.

In qualifica la squadra sbaglia il timing dell’uscita in pista di Antonelli, costretto a perdere l’ultimo tentativo, in gara è invece Antonelli a sbagliare nelle primissime fasi (una frenata fuori tempo lo porta a collidere con Verstappen, sono errori che accadono anche a piloti con molta più esperienza di quella di cui dispone lui).

Russell invece massimizza il non troppo a sua disposizione. Per George voto 6,5; per Kimi Andrea voto 5.

Racing Bulls 7

Tanto sprofonda la Red Bull, tanto brilla la cugina italiana.

Questa volta tocca a Liam Lawson svettare (voto 8) bocciato (da non dimenticare mai) nella squadra capofila e alle prese con il compagno Isack Hadjar (voto 7) un vero “cagnaccio” con tanto talento da esprimere.

gp d'austria
©Pirelli.com

Aston Martin 7

La “verdona” viene tenuta a galla dal sempiterno Fernando Alonso (voto 8) che ci mette come sempre concentrazione e intatto animus pugnandi. Stroll è sui suoi consueti livelli (voto 5,5).

Sauber 8

Le due Williams fuori gara sono un’occasione ghiotta per chi si batte nel midfield.

La squadra di Mattia Binotto non se la lascia sfuggire.

Sinora era pesato il mestiere di Hulkenberg, in Austria si sono visti sprazzi di classe da parte di Bortoleto, la scommessa di Binotto.

Il brasiliano conquista i suoi primi punti (voto 8) e diventa il brasiliano più giovane ad averne conquistati, il tedesco concorre a un buon bilancio di giornata (voto 7).

Haas 7

Squadra concreta, piloti concreti. Ocon (voto 6.5) chiude davanti a Bearman (voto 6,5).

Alpine 5

La squadra di Enstone sembra incapace di imporre una svolta alla sua stagione incolore.

Certo, Flavio Briatore ha dovuto avvicendare il Team Principal, la struttura è in fase di ristrutturazione, attende il 2026 e il motore Mercedes.

Però da Pierre Gasly (voto 5) ci si aspetta di più, mentre Franco Colapinto (voto 5) per ora non convince.

In più ci si chiede, forse più all’esterno che all’interno del team, se l’addio di Luca de Meo ai vertici di Renault avrà dei riflessi anche nell’attività sportiva del marchio sportivo…

Red Bull 5

Max Verstappen non ha colpe (s.v.) perché viene centrato nelle primissime fasi del GP d’Austria da Antonelli.

I due si chiariscono, Max nemmeno si arrabbia e dice sconsolato: “Il Mondiale? Non ci pensavo più, nemmeno prima”.

Pagina triste.

E Yuki Tsunoda (voto 5)? Paga quel che succede da tempo in Red Bull, dove il secondo pilota non è mai in condizione di dare il meglio.

Vaga nel nulla, prende penalità ed è un peccato.

Williams 5

Sainz (s.v.) di fatto non parte nemmeno, ritirandosi tra fiamme (probabilmente dall’impianto frenate) e fumo.

Albon viene richiamato al box e si ritira pure lui. Però merita qualcosa in più per la qualifica e qualche lampo: voto 5.5.

Pirelli 7

anche nel Gp d’Austria promossa la Casa italiana, come solito.

Spiega Mario Isola, direttore del Motorsport: “Il primo vero e proprio fine settimana estivo ha visto le nostre gomme comportarsi secondo le previsioni, sia in qualifica che in gara”.

“Sui 70 giri disputati in condizioni di temperature molto elevate – quelle dell’asfalto hanno oscillato fra i 52 e i 55 gradi  – i degradi delle tre mescole sono stati più elevati, anche se non in maniera significativa, rispetto alle prove libere del venerdì, quando in pista si erano registrate temperature fra i 15 e i 20 gradi inferiori”.

“Tutte e tre le mescole si sono dimostrate in grado di giocare un ruolo, sia in partenza – non a caso cinque piloti hanno scelto la C5 per il primo stint – sia nella fase finale”.

©Pirelli.com

Audi A6 Sportback e-tron: innovazione, dinamismo e comfort premium

La nuova elettrica di casa Audi ha un'autonomia fino a 756 km, ricarica ultra rapida e tecnologia AI - foto © Audi

In viaggio tra Trieste e la Slovenia con la nuova ammiraglia elettrica Audi A6 Sportback e-tron abbiamo scoperto una berlina sportiva capace di unire prestazioni di riferimento, efficienza e tecnologia.

Con l’A6 Sportback e-tron, Audi lancia la sua prima berlina coupé full electric, basata sulla piattaforma nativa PPE (Premium Platform Electric) sviluppata con Porsche.

Una base tecnica condivisa con il SUV Q6 e-tron ma qui declinata nella forma di una fastback cinque porte lunga poco meno di 5 metri (4,93 per la precisione) e oltre 750 km di autonomia WLTP nella versione long range.

Una proposta che si rivolge tanto agli utenti business quanto ai privati più esigenti, interessati a una vettura che coniughi design, comfort, sostenibilità e guida dinamica, con ricariche ultra rapide a 270 kW DC.

Perfetta (è il caso di dirlo?) su ogni tipo di strada

Attraverso il Carso friulano e oltre il confine sloveno, Auto Tecnica ha provato il comportamento dell’A6 Sportback e-tron su strade a scorrimento veloce, su percorsi urbani e extraurbani.

Partendo dalla zona portuale della stupenda Sistiana – cittadina turistica tra Monfalcone e Trieste – dove Audi ha presentato ai media la nuova vettura, la berlina elettrica colpisce subito per la silenziosità e la fluidità della marcia. La sospensione multilink con regolazione pneumatica adattiva, in abbinamento alla trazione integrale quattro elettrica (sui modelli a doppio motore), assorbe le irregolarità del manto stradale con grande compostezza.

A velocità autostradale il comfort è assoluto ma è sul misto fino al confine che riusciamo a far davvero emergere le caratteristiche dinamiche della vettura. Grazie alla ripartizione della coppia sul posteriore, uno sterzo progressivo molto diretto e una massa ben distribuita – la batteria è posizionata tra gli assi – l’A6 mostra una grande agilità nonostante il peso che supera le due tonnellate.

L’auto è davvero piacevole da guidare anche con qualche velleità sportiva in più rispetto al solito.

Nello stupendo paesaggio sloveno fatto di colli e strade costeggiate da boschi, l’Audi A6 Sportback e-tron sembra essere nel suo elemento naturale, anche se in realtà lo è sempre. Scivola silenziosa sull’asfalto con una tenuta di strada impeccabile, coniugando il piacere di guida tipico delle migliori gran turismo con un comfort ovattato che trasforma ogni chilometro in un’esperienza rilassante e coinvolgente.

Elettronica di bordo e infotainment offrono assistenza totale: dal trip planner e-tron, che suggerisce eventuali soste per la ricarica, fino al comando vocale con AI integrata che include l’interazione con ChatGPT, il sistema dialoga con il conducente in modo naturale.

Il pieno da una colonnina fast charging sulla A34? Bastano 10 minuti per aggiungere 310 km di autonomia.

Audi cancella i luoghi comuni sulle ricariche noiose e dai tempi eterni, e cambia il concetto di mobilità elettrica su lunga percorrenza. A patto, naturalmente, di essere disposti a pagare di più sia l’auto, sia la corrente elettrica.

Tecnica, piattaforma e versioni

L’A6 Sportback e-tron è disponibile in quattro varianti di potenza.

Versione Potenza (CV) Trazione 0-100 km/h Autonomia (WLTP)
A6 e-tron 326 CV posteriore 7,0 s 627 km
A6 e-tron performance 381 CV posteriore 5,4 s 756 km
A6 e-tron quattro 462 CV integrale 4,7 s 716 km
S6 e-tron quattro 551 CV integrale 3,9 s 675 km

La batteria è disponibile in due tagli: 83 kWh (per la entry level) e 94,9 kWh (versioni performance e quattro) sempre a 800 Volt, con raffreddamento a liquido e recupero di energia fino a 220 kW in frenata. Il sistema “bank charging” consente ricariche efficienti anche su colonnine a 400 Volt.

Aerodinamica e design per la migliore efficienza di sempre

Con un coefficiente aerodinamico Cx di 0,21, l’A6 Sportback e-tron è l’Audi più aerodinamica mai costruita.

Contribuiscono a raggiungere questo risultato gli air curtain e gli spoiler attivi, il sottoscocca carenato, i cerchi da 21” con disegno ottimizzato e i retrovisori virtuali di seconda generazione.

Per quanto riguarda i monitor interni all’abitacolo che proiettano l’immagine al posto degli specchietti tradizionali, ci siamo trovati molto bene con con quello di destra mentre quello lato guidatore forse dovrebbe essere posizionato di fianco al cruscotto, in quanto così com’è sulla portiera trae in inganno il cervello, che fatica a elaborare nella corretta posizione un’immagine posteriore che tuttavia sembra essere laterale.

L’estetica richiama le proporzioni classiche della A6, ma reinterpreta il frontale con gruppi ottici LED Matrix e possibilità di scegliere tra 8 firme luminose personalizzabili.

La capacità per il bagaglio va da 502 a 1.330 litri, più 27 litri nel vano anteriore, il cosiddetto frunk.

Interni avvolgenti e di grande impatto

Il cockpit è dominato dall’Audi Digital Stage, un’interfaccia a tre schermi OLED fino a 14,5” con MMI (Multi Media Interface) curvo orientato verso il guidatore composto da un virtual cockpit da 11,9”, un grande schermo centrale, l’head-up display con realtà aumentata (88” virtuali) e lo schermo per il passeggero da 10,9” con privacy attiva.

L’assistente vocale con ChatGPT integrato è sempre pronto a rispondere anche a domande articolate. La piattaforma elettronica E3 1.2 consente aggiornamenti OTA, con funzioni di guida predittiva e apprendimento continuo.

Di serie su tutte le versioni la pompa di calore evoluta, il sistema audio Bang & Olufsen 3D da 830 Watt e un pacchetto completo di ADAS: adaptive cruise, lane assist, emergency assist, Car-to-X, telecamere 360°…

Prezzi, gamma e allestimenti

Versione Prezzo base in Italia
A6 e-tron da 65.500 €
A6 e-tron performance da 74.500 €
A6 e-tron quattro da 79.500 €
S6 e-tron quattro da 99.500 €

Tre i livelli di allestimento – Business, Business Advanced e S line edition – con differenze su design, proiettori, cerchi e dotazioni ADAS.

Tutte le Audi A6 sono prodotte nello stabilimento carbon neutral di Ingolstadt.

Un’ammiraglia elettrica senza compromessi

L’Audi A6 Sportback e-tron rappresenta una nuova era per la mobilità premium a zero emissioni.

Prestazioni, autonomia e comfort convivono in un progetto tecnicamente avanzato, pensato per gli utenti che non vogliono scendere a compromessi.

Il nostro primo contatto tra Friuli e Slovenia lo dimostra, perché anche in scenari misti, la A6 Sportback e-tron si comporta come un’ammiraglia dinamica, con l’efficienza di un laboratorio su ruote e la raffinatezza di un salotto hi-tech.

L’abitacolo è dominato da tre grandi schermi OLED – foto © Audi

La gamma Audi al Grand Tour Dolomiti 2025

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Audi Grand Tour Dolomiti 2025: Driving Experience tra tecnologia e performance - foto © Audi

Alla scoperta della gamma Audi più innovativa tra Corvara, Campiglio e Cortina.

Audi rinnova il suo legame con il territorio alpino italiano con un programma che unisce prestazioni, sostenibilità e avanguardia tecnologica.

Il Grand Tour delle Dolomiti 2025 rappresenta un’occasione unica per vivere la gamma Audi in tutte le sue declinazioni – da quelle elettriche e ibride ai modelli sportivi – immersi in tre delle località più iconiche dell’arco alpino: Corvara in Alta Badia, Madonna di Campiglio e Cortina d’Ampezzo.

Esperienza premium tra natura e innovazione

Nell’estate, le località partner di Audi si trasformano in veri e propri laboratori dinamici a cielo aperto.

E offrono test drive su strada e su percorsi parkour. Perché il programma delle Audi driving experience è pensato per far toccare con mano l’avanguardia tecnologica del marchio, grazie a una flotta tra le più giovani e complete del mercato automotive premium europeo.

Le attività sono seguite da istruttori professionisti e comprendono sessioni su strade panoramiche, percorsi off-road e aree dedicate ai modelli elettrici e sportivi, in grado di valorizzare le caratteristiche specifiche di ciascun veicolo.

La flotta 2025

Audi mette a disposizione dei partecipanti una gamma completa e aggiornata che include diversi modelli.

Prima fra tutte l’Audi Q6 e-tron (anche in versione Sportback e S) basata sulla nuova piattaforma PPE che mostra le sue qualità con trazione integrale elettrica, autonomia estesa e ricarica ultraveloce.

Audi A6 Avant e-tron, la station wagon elettrica che fonde praticità e dinamismo.

RS e-tron GT performance è il massimo della sportività a zero emissioni, con trazione quattro e tecnologia a 800 volt.

Audi RS 3 è l’icona compatta del brand dalle alte prestazioni.

Audi A5 Avant plug-in hybrid, con versatilità e riduzione dei consumi per un uso quotidiano premium.

Infine, Audi Q5 (termica e Sportback), l’equilibrio perfetto tra comfort, spazio e dinamica di guida.

Mobilità sostenibile e infrastruttura elettrica integrata

Audi conferma la sua visione orientata alla sostenibilità attiva, collaborando con le amministrazioni locali per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica.

Sono operative oltre 15 stazioni di ricarica (tra Enel X e Audi recharge) dislocate strategicamente nei pressi dei principali presidi, a beneficio non solo dei clienti della gamma Audi ma di tutti i possessori di veicoli elettrici in zona.

Tecnologia, performance e natura si incontrano

Con il Grand Tour Dolomiti 2025, Audi trasforma l’esperienza di guida in una vera e propria esplorazione multisensoriale.

Le Dolomiti diventano il palcoscenico ideale per raccontare il futuro della mobilità premium, tra alte prestazioni, guida assistita ed elettrificazione intelligente.

Eventi esclusivi tra sport, alta cucina e paesaggi UNESCO

The Peak Emotions Tour, Madonna di Campiglio (27–29 giugno)Un weekend ad alto tasso di adrenalina tra natura e prestazioni. Test della gamma Audi con RS, area e-tron GT, musica dal vivo con il Mountain Beat Festival e momenti di alta gastronomia.

The Mountain Tour (5–7 settembre)Un road trip da Madonna di Campiglio a Corvara, attraversando paesaggi mozzafiato, per vivere la sportività della gamma RS su strade selezionate e tecniche.

The Culinary Tour, Cortina d’Ampezzo (12–14 settembre)Tour on e off-road con modelli Q e RS, con esperienza culinaria d’eccellenza in occasione dell’evento “The Queen of Taste”, un tributo al territorio e alla tradizione ampezzana.

H-Farm Experience & Cortina (20–21 settembre)Partenza dal polo universitario e tecnologico di Roncade, per un viaggio all’insegna dell’innovazione fino a Cortina, con test su strada e area e-tron GT riservata.

Presidi permanenti Audi

Le località ospitano hub e info point Audi dotati di spazi per briefing, prenotazioni e confronto con esperti del brand.

Ogni touch point è dotato di personale qualificato per supportare i visitatori nella scelta dell’esperienza più adatta.

Località Strutture e orari
Cortina d’Ampezzo Audi Lounge (corso Italia, 142) e Area Morotto. 13/06–29/09. Orari: 09:30–12:30 / 15:00–18:30
Corvara in Badia Info Point Col Alt, 97 e Audi Dynamic Area. 28/06–31/08. Parkour dal 13/07.
Madonna di Campiglio Audi HUB (Piazza Brenta Alta) + Smart Hub al Laghetto. 28/06–14/09. Orari: 09:30–12:30 / 15:00–18:30

Per prenotare la tua esperienza o conoscere il programma completo: Audi Driving Experience

Boom dell’ibrido in Italia, ma serve chiarezza

elettrificazione
Presentazione della ricerca dell’Osservatorio Auto e Mobilità alla Luiss Business School - foto © Honda

L’elettrificazione della mobilità sta attraversando una fase di profonda trasformazione.

Il mercato delle auto ibride rappresenta oggi una delle componenti più dinamiche e complesse del panorama automobilistico italiano e dell’elettrificazione in generale.

Secondo la recente ricerca dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, nel nostro Paese sono attualmente presenti 762 varianti ibride, distribuite su 244 modelli e 48 marchi.

Tuttavia, la varietà tecnologica e l’assenza di criteri univoci di classificazione generano confusione tra consumatori, tecnici e operatori del settore.

In questo scenario, la ricerca propone una nuova metodologia di classificazione delle auto ibride, con l’obiettivo di rendere più chiara e trasparente la comunicazione tecnica e commerciale dei diversi sistemi di trazione elettrificata.

Uno scenario con troppe differenze

La ricerca fotografa un’offerta molto frammentata. Le 762 varianti ibride oggi a listino in Italia si suddividono per il 62,3% in Mild Hybrid (475 varianti), 9,8% Full Hybrid (75 varianti), 27,6% Plug-in Hybrid (210 varianti), 0,3% Range Extender (2 varianti).

Va inoltre segnalata la crescente diffusione del sottoinsieme dei cosiddetti Middle Hybrid, una tipologia intermedia che consente brevi tratti di guida elettrica e che rappresenta circa il 14% dei Mild Hybrid (65 varianti).

Sul fronte delle vendite, i dati mostrano come gli ibridi non ricaricabili dall’esterno (Mild, Middle, Full) dominino il mercato: 44,9% delle nuove immatricolazioni in Italia nei primi quattro mesi del 2025, contro il 35,9% a livello europeo nel primo trimestre.

Plug-in Hybrid, più dell’elettrico ma ancora marginale

Pur rappresentando meno del 30% dell’offerta, i Plug-in Hybrid (PHEV) si distinguono per capacità elettriche molto più avanzate.

Secondo lo studio, la media delle batterie installate è di 20,3 kWh, con un’autonomia in modalità 100% elettrica di 78,9 km: prestazioni che permettono una guida a emissioni zero anche in ambito extraurbano e autostradale.

Dominio della benzina, ma non mancano diesel e bifuel

L’analisi dell’Osservatorio mette in evidenza anche la distribuzione delle alimentazioni.

Tra le ibride oggi disponibili il 77% sono a benzina, il 22% a gasolio e lo 0,3% bifuel (GPL/benzina).

Una varietà che conferma la strategia multi-tecnologica adottata da diversi costruttori in risposta alla transizione ecologica.

Il problema della classificazione

Uno dei nodi critici emersi dalla ricerca è l’estrema eterogeneità dei criteri di classificazione.

Tra le 13 metodologie esaminate, sono stati individuati 9 parametri distinti, a conferma dell’assenza di un linguaggio tecnico comune.

Il parametro più utilizzato, in 7 casi su 13, è la capacità del motore elettrico di muovere autonomamente il veicolo, ma questa informazione non è attualmente rilevata nei cicli di omologazione (WLTP) per gli ibridi non ricaricabili esternamente.

L’unico criterio a oggi riconosciuto in ambito UE è la distinzione tra ibridi plug-in (PHEV) e non plug-in, una classificazione ritenuta insufficiente sia dal punto di vista tecnico sia informativo.

Due proposte per fare chiarezza

Per superare la frammentazione esistente, l’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School propone due approcci di classificazione.

Uno è immediatamente applicabile, l’altro più a medio termine.

La classificazione basata sul “grado di elettrificazione” (applicabile subito) propone un indice oggettivo che considera la potenza del motore elettrico (kW), la potenza del motore termico (kW) e la massa del veicolo (kg).

Questi dati sono disponibili nei documenti di omologazione, rendendo l’approccio compatibile con l’attuale quadro normativo.

Il secondo approccio è la classificazione basata sulla percorrenza elettrica reale, raggiungibile a medio termine.

Questa proposta prevede la classificazione dei veicoli in base alla percentuale di percorrenza in modalità elettrica nei cicli urbani, sia in termini di tempo sia di chilometri.

Le categorie ipotizzate sono Full Hybrid con ≥ 60% a motore termico spento, Middle Hybrid (30–59%) e Mild Hybrid (0–29%).

Un sistema di questo tipo richiederebbe modifiche ai protocolli di test WLTP e alle normative UE, ma garantirebbe un livello di trasparenza nettamente superiore.

Il punto di vista dei costruttori

Il tema della classificazione standardizzata è ritenuto strategico anche da molti costruttori, tra i quali Honda.

Simone Mattogno, Head of Automobile Division di Honda Motor Europe Italia, sottolinea:

Stabilire un criterio standardizzato di elettrificazione ibrida è sicuramente complicato, ma l’importante è migliorare la trasparenza delle informazioni fornite ai clienti, facilitando il confronto tra le diverse categorie di veicoli”.

Mattogno conferma inoltre la validità delle attuali macro-categorie (Mild, Full e Plug-in Hybrid) e l’importanza che siano adottate in modo uniforme nella comunicazione al cliente.

Un percorso tecnologico iniziato oltre 25 anni fa

La ricerca dell’Osservatorio include anche una panoramica storica dell’evoluzione dell’ibrido. A partire dai primi prototipi, passando per il lancio della prima ibrida di serie (Toyota Prius in Giappone, Honda Insight in Europa nel 1999), fino alle più recenti evoluzioni tecnologiche.

Honda è stata tra i primi costruttori a investire massicciamente nell’ibrido, come ricorda Mattogno:

Il nostro sistema e:HEV, applicato su tutta la gamma attuale, è il risultato di oltre due decenni di sviluppo. In Europa, Honda ha raggiunto la piena elettrificazione della gamma nel 2023. Il nostro obiettivo a lungo termine è la neutralità carbonica entro il 2050”.

Un mercato maturo, ma non trasparente

Il mercato delle auto ibride in Italia è oggi tecnologicamente maturo e rappresenta una componente centrale nella strategia di decarbonizzazione dei costruttori.

Tuttavia, l’assenza di criteri tecnici condivisi per la classificazione delle diverse tipologie rischia di frenare la consapevolezza dei consumatori e di generare disinformazione.

La proposta dell’Osservatorio Luiss va nella direzione giusta per costruire un linguaggio tecnico comune, basato su parametri oggettivi e misurabili, e favorire scelte più informate accelerando il processo di transizione ecologica.

L’estate di BMW è fatta di aggiornamenti tecnici e novità di gamma

BMW estate 2025
foto © BMW

L’estate 2025 segna un’importante evoluzione tecnica per la gamma BMW.

Infatti, su numerosi modelli vengono introdotti aggiornamenti che interessano l’elettrificazione, la digitalizzazione e il comfort a bordo.

I principali protagonisti sono la BMW i4, ora più efficiente e potente, e l’introduzione diffusa della BMW Digital Key, che ridefinisce l’esperienza di accesso al veicolo.

Le migliorie si estendono anche ai sistemi di infotainment, alla gestione remota del veicolo e a

lle dotazioni di serie di molti modelli, come la Serie 1, la Serie 2 e la BMW X3.

Più autonomia e una nuova versione da 601 CV per la BMW i4

Elettronica di potenza con semiconduttori al carburo di silicio (SiC) che offrono maggiore efficienza con una riduzione dei consumi del 4,5% e un incremento dell’autonomia fino a 22 km. Ecco i dati aggiornati: per la i4 eDrive35 210 kW (286 CV), 17,5 kWh/100 km (WLTP) e autonomia di 428 km; per la i4 eDrive40 250 kW (340 CV), 17,8 kWh/100 km, autonomia di 510 km.

Inoltre, debutta la versione più potente della i4, la BMW i4 M60 xDrive, con trazione integrale e una potenza di 442 kW (601 CV), ben 42 kW in più rispetto alla precedente generazione.

La vettura accelera da 0 a 100 km/h in soli 3,7 secondi, con un consumo medio di 20,9 kWh/100 km e un’autonomia dichiarata di 433 km (WLTP).

Accesso digitale, la nuova normalità

La BMW Digital Key sarà disponibile di serie su un numero crescente di modelli, con configurazione semplificata tramite Setup Card e app My BMW.

Funziona con smartphone compatibili (Apple, Samsung, Google Pixel) e permette l’attivazione fino a 18 dispositivi, l’assegnazione di profili utente personalizzati (per esempio limitazioni per i neopatentati), la condivisione semplice della chiave via SMS o app, l’integrazione con Setup Card e Service Card per officine o esigenze temporanee.

I modelli che disporranno della Digital Key sono Serie 1, Serie 2 Gran Coupé, Serie 2 Active Tourer, Serie 5 berlina e Touring, M5, Serie 7, X1, X2 da luglio 2025; X3 (inizialmente solo in USA e Sudafrica), X5, X6, X7, XM da agosto.

Garanzia batterie BEV estesa

Invece, per quanto riguarda la garanzia per le batterie ad alta tensione installate su tutti i modelli BEV sia nuovi sia usati, BMW conferma che è già attiva da aprile una nuova estensione gratuita che prevede una durata fino a 8 anni o 160mila km e la sostituzione gratuita della batteria se la capacità residua scende sotto il 70%.

Ampliate le dotazioni di serie

Per quanto riguarda comfort e sicurezza, vengono introdotti il kit di riparazione pneumatici Plus di serie su BMW Serie 2 Coupé, Serie 3 (berlina e Touring), Serie 4 (Coupé e Cabrio) e BMW X3 (escl. 30e xDrive); i sedili anteriori riscaldabili di serie su BMW Serie 1 e Serie 2 Gran Coupé; le cinture M – ora incluse solo nel pacchetto M Technology Package II – su M135 xDrive e M235i xDrive Gran Coupé.

Inoltre, sarà disponibile una personalizzazione estetica più accurata, in quanto le vernici BMW Individual saranno selezionabili direttamente dal configuratore online, con nuove tinte metallizzate: Fire Red e Night Dusk Blue (Serie 2 Active Tourer), Dune Grey (X2), Frozen Portimao Blue (X1), Frozen Pure Grey (iX). Vengono poi introdotti i rivestimenti Veganza traforato e Econeer Bicolour Blue su X1, X2 e Serie 2 Active Tourer.

Evoluzioni digitali e di infotainment

Saranno disponibili il BMW Operating System 8.5 (BMW Maps aggiornato) con una migliorata interfaccia utente con widget personalizzabili QuickSelect e l’accesso semplificato a destinazioni frequenti come “Casa” e “Lavoro”. E il BMW Operating System 9 (Digital Premium) con l’app Zoom per videoconferenze sul display centrale (solo da veicolo fermo) e la disattivazione automatica del video durante la guida per sicurezza.

Parking Assistant Plus più preciso

Sempre da luglio, il Parking Assistant Plus sarà aggiornato con la capacità di rilevare linee di delimitazione degli stalli, migliorando sensibilmente la precisione e la sicurezza delle manovre. In precedenza, questa funzionalità era riservata al Parking Assistant Professional.

Novità per X1, X2, Serie 2 Active Tourer

Su questi modelli saranno disponibili nuove vernici esterne e finiture interne raffinate, debuttano gli inserimenti Brushed Aluminium Shadow e i rivestimenti in Veganza traforato in tre combinazioni colore e ci saranno più scelte eco-compatibili per chi desidera combinare stile e sostenibilità.

Aggiornamenti per le Serie 7, i7 e X3

Novità anche per le gamme 7, i7 e X3 con vetro laminato con stampa a contrasto di serie sulle prime due e vetri comfort e oscurati, pacchetti riscaldamento anteriori e posteriori. Infine, il battitacco M sarà disponibile anche su X3 con pacchetti M.

Una leadership sempre più forte

BMW rafforza la propria leadership nella transizione digitale e nell’evoluzione tecnica del powertrain elettrico.

L’estate 2025 porterà numerose innovazioni con impatti concreti su efficienza, usabilità quotidiana e personalizzazione. Con questi aggiornamenti, la gamma BMW si allinea alle nuove aspettative del mercato, puntando su qualità, tecnologia e sostenibilità.

“Defender Trophy”, l’avventura che rende omaggio ad una pagina epica di Land Rover

La Defender 110 Trophy Edition: il modello che celebra il ritorno del marchio di Gaydon alle sfide avventurose

Per vent’anni circa, dagli Ottanta al nuovo millennio, quelli con lo spirito d’avventura più spiccato avevano un sogno fisso sulla cima dei desideri: si chiamava “Camel trophy”, ed era una competizione automobilistica fra le più difficili, dure e devastanti. Roba per gente tosta, abituata a dare del tu alla natura anche quando diventa cattiva.

Il mondo a bordo delle Land Rover

In 20 anni partecipano in 500 circa, provenienti da 35 Paesi diversi, attraversando zone dove sopravvivere non è semplice neanche per chi ci è nato, come il Borneo, il Sulawesi, la Mongolia, la Siberia. Fin dall’inizio è il marchio Land Rover a fornire i mezzi, modificati all’occorrenza per affrontare l’estremo e tutti rigorosamente dipinti nella leggendaria livrea color giallo sabbia.

“G4 Challenge”, il secondo capitolo dell’avventura

Verso la fine degli anni Novanta, con l’introduzione di un regolamento che prevede diverse prove speciali, il marchio di Gaydon sceglie di abbandonare una gara che ormai sembra aver fatto il proprio tempo. In realtà nel 2003, a tre anni dall’ultima edizione del Camel Trophy, Land Rover ci riprova con il “G4 Challenge”, una sorta di replica della vecchia gara per duri & puri dell’off-road con l’intera gamma di Gaydon a disposizione, questa volta messa a punto dalla divisione “Vehicle Operations” e per l’occasione virata nell’Orange Tangeri. Oltre all’edizione del 2003 si disputa ancora quella del 2006, poi sul mondo dell’automotive si abbatte la crisi e la terza edizione, quella del 2009, resta in canna.

Arriva il “Defender Trophy”

Quasi vent’anni dopo, Land Rover ha deciso di riprovarci ideando il “Defender Trophy”, gara ispirata al Trophy e al G4 e preceduta da tre devastanti round che decideranno chi potrà realmente salire a bordo del più recente Defender 110 Trophy.

“L’avventura e le comunità del mondo sono da decenni nel DNA del marchio Defender, fedele alle sue radici che possono essere ricondotte alla Land Rover originale del 1948 – ha aggiunto Mark Cameron, Managing Director di Defender – la nostra nuova sfida di avventura riunirà le nazioni, poiché i concorrenti coopereranno per navigare su terreni difficili, supereranno sfide fisiche estreme e risolveranno test tattici tutti insieme, uniti da uno scopo più grande. Lavorando con Tusk, il nostro partner per la conservazione dell’ambiente da oltre 20 anni, porteremo un’avventura epica a una nuova generazione di appassionati, che potranno seguirla online, e lasceremo un risultato di cui essere orgogliosi. Se sfidi l’impossibile e condividi il nostro inarrestabile spirito di avventura, questa è la sfida che fa per te”.

C’è ancora tempo per iscriversi

Le selezioni per la gara, prevista in Africa nell’ottobre del 2026, inizieranno nella primavera del prossimo anno e i requisiti per partecipare sono già stati resi pubblici: essere residente in uno dei Paesi partecipanti (l’elenco è consultabile sul sito), avere più di 23 anni, saper nuotare per almeno 50 metri, una forma fisica “solida”, poter guidare all’estero, accettare di vivere all’aperto per diverse settimane e parlare in modo fluente l’inglese.

Ne resterà solo una

Bagaglio minimo necessario per affrontare una serie di sfide fisiche e ingegneristiche a squadre ambientate su alcuni dei “terreni più brutali e spietati del mondo”. Il premio, per chi dimostrerà forza, carattere, personalità, abilità, spirito di squadra, creatività e capacità di collaborare, sarà di accedere all’emozionante missione finale.

Tra le prove di selezione che metteranno sotto pressione i team i “Driving Challenges”, impegnativi test di abilità di guida e navigazione, gli “Ingenuity Challenges”, prove per abituare le squadre a pensare in fretta, lavorare in modo intelligente e mantenere la calma. Per finire con le “Physical Challenges”, imprese che richiedono forza fisica, coordinamento e lavoro di squadra.

Nissan e-POWER, il futuro dell’ibrido parte dal Qashqai

nuovo e-POWER Nissan
Il nuovo e-POWER è in dotazione in Europa per la prima volta sulla Qashqai - foto © Nissan

Tecnica evoluta, prestazioni migliorate e guida più silenziosa.

Il nuovo e-POWER fissa nuovi standard nella mobilità elettrificata e permette a Nissan di rilanciare la propria strategia di elettrificazione puntando su efficienza, piacere di guida e semplicità d’uso.

Installato per la prima volta in Europa sulla Qashqai, il nuovo e-POWER ridefinisce i confini della trazione ibrida grazie a un’architettura unica che porta la guida elettrica alla portata di tutti, senza necessità di ricarica alla spina.

Un sistema ibrido a trazione 100% elettrica

La particolarità del sistema e-POWER è nel suo funzionamento.

Le ruote sono mosse esclusivamente da un motore elettrico, mentre un motore termico a benzina ha il solo compito di generare l’energia necessaria a caricare la batteria e alimentare l’inverter.

Questo significa zero trasmissione meccanica tra motore termico e ruote, una rarità nel panorama ibrido attuale.

Il nuovo propulsore e-POWER è un modulo integrato che comprende un motore elettrico da 151 kW (205 CV), il generatore, l’inverter, il riduttore e il moltiplicatore.

La compattezza e la riduzione delle masse migliorano l’efficienza generale del sistema e contribuiscono a un comportamento su strada più dinamico.

Motore termico ottimizzato

Il cuore termico è un 1.5 turbo a 3 cilindri completamente nuovo, progettato in esclusiva per e-POWER.

Adotta la tecnologia STARC (Strong Tumble & Appropriately stretched Robust ignition Channel), un brevetto Nissan per una combustione ad alta efficienza, capace di spingere il rendimento termodinamico fino al 42%.

Tra i dettagli tecnici da segnalare il tipo di combustione con una maggiore turbolenza del miscuglio, il turbocompressore maggiorato che permette un funzionamento a regime inferiore (-200 giri/min in autostrada), il lubrificante 0W16 per ridurre attriti interni e per ottimizzare i consumi, la scomparsa della tecnologia del rapporto di compressione variabile, segno dell’ottimizzazione dell’intero sistema.

Meno consumi, più autonomia, più silenzio

Il nuovo e-POWER migliora in ogni ambito rispetto alla versione precedente:

Parametro Nuovo e-POWER Variazione
Consumo medio WLTP 4,5 l/100km -16%
Emissioni CO₂ WLTP 102 g/km -12%
Autonomia oltre 1.200 km +14%
Rumorosità abitacolo -5,6 dB Livello EV

Con un pieno di benzina Qashqai percorre oltre 1.200 km nel ciclo WLTP, più di molte ibride plug-in, senza dover ricorrere alla ricarica esterna.

La batteria da 2,1 kWh continua a garantire ottime prestazioni in frenata rigenerativa e nelle fasi di spunto, offrendo la tipica accelerazione immediata dei veicoli elettrici.

Molto comfort e manutenzione semplificata

Grazie alla nuova taratura acustica e al regime di funzionamento del motore ridotto, la guida diventa ancora più confortevole.

Anche la manutenzione risulta semplificata, con intervalli estesi da 15 a 20mila km, abbattendo i costi di gestione.

Nella modalità Sport, l’erogazione del motore elettrico è stata incrementata di 11 kW, rendendo la guida più dinamica e gratificante, per chi cerca un’esperienza più coinvolgente.

Connettività e assistenza alla guida di nuova generazione

Il Qashqai con e-POWER non si limita a miglioramenti meccanici.

L’infotainment di bordo ora integra la suite Google completa con Google Maps e aggiornamenti in tempo reale, Google Assistant per i comandi vocali e il Play Store per app dedicate alla mobilità.

La tecnologia ProPILOT Assist è stata aggiornata per una gestione più fluida del traffico su più corsie, grazie a interfacce più intelligenti e maggiore consapevolezza del contesto stradale.

Una risposta concreta a chi dubita dell’elettrico

Il nuovo e-POWER rappresenta la sintesi perfetta per chi vuole tutti i vantaggi della guida elettrica – accelerazione istantanea, silenziosità, fluidità – senza dover rivoluzionare le proprie abitudini di utilizzo. Non serve ricarica, bastano i normali rifornimenti di benzina.

In questo modo, Nissan propone una transizione graduale ma concreta verso l’elettrificazione totale.

La strategia Nissan guarda avanti

Con il nuovo e-POWER, Nissan propone una soluzione tecnologica matura e concreta per affrontare la transizione energetica.

Una tecnologia esclusiva, perfezionata e resa ancora più efficiente, che porta i benefici dell’elettrico nella quotidianità senza imposizioni o compromessi. La produzione europea a Sunderland garantisce inoltre qualità e affidabilità.

Il nuovo Qashqai con e-POWER arriverà sulle strade italiane dopo l’estate.

Il progetto europeo MIMOSA verso la fase conclusiva

progetto europeo mimosa
Il progetto europeo MIMOSA è stato avviato nel 2022 per portare innovazione e sostenibilità nelle giunzioni metallo-composito per l’aeronautica.
Coordinato dal Politecnico di Torino, il progetto coinvolge un consorzio internazionale di aziende, università e centri di ricerca, tra cui Bytest e TÜV Italia, aziende del Gruppo TÜV SÜD 

Il ruolo di TÜV Italia e Bytest nel progetto europeo MIMOSA

TÜV Italia ricopre un ruolo chiave, contribuendo con le proprie competenze nelle attività di certificazione e testing per garantire l’affidabilità e la sicurezza delle soluzioni sviluppate.
In particolare, TÜV Italia si occupa di:
  • Definire i requisiti normativi relativi alla progettazione, produzione e collaudo di materiali, strutture e componenti.
  • Guidare la validazione e la certificazione dei processi, garantendo che le innovazioni siano pronte per l’adozione industriale.
  • Collaborare con Bytest per le prove distruttive e non distruttive, essenziali per la qualifica delle nuove giunzioni ibride.
Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe e coordinato dal Politecnico di Torino, MIMOSA (Multimaterial airframes based on 3D joints between AM metals and carbon-fiber composites).
Lo scopo è la realizzazione di una nuova generazione di strutture aeronautiche leggere, innovative e sostenibili, basate su giunzioni ibride tra metalli prodotti con tecnologie additive e materiali compositi in fibra di carbonio.
La sostenibilità consiste nella riduzione dell’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita del velivolo, dalla produzione allo smantellamento a fine servizio, favorendo il recupero e la rigenerazione dei materiali.
Il team di MIMOSA, coordinato dal professor Giorgio De Pasquale del Politecnico di Torino, vede la partecipazione di sei aziende e due centri di ricerca.

Stefano Pasquino, Quality Manager e Project Manager di TÜV Italia:

“MIMOSA è innanzitutto un modo per contribuire in maniera efficace, concreta e sostenibile al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea”.
“Il progetto è stato valutato con il massimo del punteggio dalla Commissione Europea, e questo è un ulteriore stimolo a utilizzare con impegno e serietà le nostre competenze per migliorare il settore aeronautico”.
“TÜV Italia è associato al Distretto Aerospaziale Piemonte e questa esperienza incrementerà positivamente il know-how dei Laboratori di Volpiano”.

Dov’è l’innovazione e quali sono i risultati

Il progetto europeo MIMOSA mira a produrre strutture multi-materiale composte da leghe metalliche e materiali compositi senza elementi intermedi (adesivi o rivetti).
Questo grazie all’integrazione di manifattura additiva metallica, trattamenti superficiali al plasma e fibre di carbonio.
A fine servizio, le strutture potranno essere rigenerate tramite un processo di atomizzazione, riducendo in polvere gli scarti metallici da riutilizzare nei processi di additive manufacturing.
Il progetto ha portato a risultati significativi, tra cui:
  • Progettazione ottimizzata delle geometrie di giunzione: grazie a strumenti avanzati di modellazione e simulazione numerica
  • Sviluppo di componenti metallici mediante tecnologie di stampa 3D: capaci di garantire elevata qualità e affidabilità strutturale
  • Ottimizzazione del trattamento al plasma delle superfici metalliche: per migliorare l’adesione con i materiali compositi
  • Definizione della composizione dei materiali in fibra di carbonio e dei relativi processi di polimerizzazione: per ottenere giunzioni robuste e durature
Il progresso di tutte le attività è stato monitorato con grande attenzione lungo tutto il suo svolgimento.
Riunioni tecniche trimestrali tra partner, la produzione di report periodici e la pubblicazione di documentazione ufficiale sul portale della Commissione Europea.
Un primo riconoscimento della qualità del lavoro svolto è arrivato nel luglio 2024, con l’esito positivo dell’audit condotto dal Project Officer incaricato dalla Commissione.

I test sono fatti a Torino

Le attività di testing e certificazione si sono svolte presso i laboratori TÜV Italia e Bytest a Volpiano (TO).
Questo è un polo tecnologico all’avanguardia che offre competenze e infrastrutture di riferimento per il settore aeronautico e industriale.

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