martedì 28 Aprile 2026 - 08:03:14

Home Blog Pagina 82

Fiat 500 Hybrid per la rinascita di Mirafiori

Fiat 500 Hybrid
Immagine ©Stellantis

Boccata di ossigeno per Mirafiori grazie all’inizio di un nuovo capitolo nella vita lunga e fortunata della Fiat 500 (nel 2027 ricorreranno i 70 anni dal lancio di quella storica): nasce la FIAT 500 Hybrid

La piccola rivoluzione

Di diverso, guardando distrattamente non c’è molto: una presa d’aria supplementare per permettere al motore di respirare un po’.

In realtà, è una piccola rivoluzione: la Fiat 500 elettrica, grazie a un attento e approfondito lavoro di riprogettazione, diventa anche termica – ibrida, per l’esattezza – e si appresta a rinverdire i fasti che sono stati della versione da poco andata in pensione.

Nelle attese e nei progetti di Fiat (e ovviamente di Stellantis) serve anche a dare nuova linfa allo stabilimento di Mirafiori, a Torino, laddove le previsioni parlano di 100 mila auto all’anno.

La nuova citycar verrà costruita in parallelo con la versione Bev e la produzione è già iniziata, tanto che sulla pista di prova dello storico impianto torinese è stato possibile effettuare un breve test su alcuni esemplari di pre-serie.

Fiat 500 Hybrid
Da sinistra: Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino; Roberto Polsinelli, Direttore dello stabilimento Carrozzerie Mirafiori; Olivier Francois, CEO di FIAT e Global CMO di Stellantis; Alberto Cirio, Presidente della Regione (Photo: ©Stellantis)

Il via è stato dato da Olivier François, Ceo di Fiat e capo del marketing del gruppo Stellantis, alla presenza del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

“E’ un investimento importante – ha spiegato François – per accontentare per accontentare i clienti che ci chiedevano anche una variante a benzina e ibrida”.

A novembre si partirà appieno, le prime consegne sono previste per dicembre.

E’ chiaro che si tratta di un’operazione che abbina logiche di mercato (rinnovare un  modello) con la volontà politica di dimostrare o sottolineare le radici italiane e torinese del marchio Fiat.

Lo slogan è “ si può fare” riferendosi all’intero comparto automotive nazionale.

Fiat 500 Hybrid: obiettivo 100 mila esemplari l’anno

“Quest’anno – ha spiegato ancora – vogliamo venderne almeno 5 mila. L’obiettivo, dal 2026 in avanti, è quello di produrre 100 mila auto all’anno”.

New Fiat 500 Hybrid (Photo: ©Stellantis)

Per Mirafiori, specialmente dopo il trasferimento delle linee Maserati, è una boccata di ossigeno.

E dovrebbe esserelo anche pere l’indotto: “Le aziende fornitrici di componenti sono 145, di cui 75 in Piemonte”.

Per riuscirci, a parte le qualità del prodotto, conterà il prezzo che sarà contenuto a 17 mila euro.

Se l’impatto sarà quello atteso, progressivamente verrà eliminata la cassa integrazione.

Al lancio dovrebbe esserci una versione gialla e blu, in omaggio ai colori della città (e potrebbe chiamarsi Torino).

Internamente alcuni dettagli (la piastra per la ricarica a induzione del cellulare) ha decori che ricordano la città.

François ha posto l’accento su quanto sia importante Mirafiori come “casa di Stellantis europea”.

Come la versione elettrica, sarà disponibile nella versione chiusa, in quella cabrio (elegante il tetto con un decoro che ripete il marchio Fiat) e in quella “3+1” che aggiunge una piccola porta su un solo lato per favorire l’ingresso al divano posteriore.

Fiat 500 Hybrid
New Fiat 500 Hybrid (Photo: ©Stellantis)

Della precedente 500 termica, da poco uscita dei listini, riprende il gruppo propulsore: il motore è il Firefly 1.0 da 70 CV, con una elettrificazione a 12 Volt garantita da una motore elettrico collegato all’albero motore grazie a una cinghia.

Il cambio è un manuale a sei rapporti. L’unità termica è prodotta a Termoli, il cambio in un altro reparto sempre a Mirafiori.

Interni eleganti e hi-tech

Fiat 500 Hybrid
New Fiat 500 Hybrid (Photo: ©Stellantis)

Gli interni sono progettati con design di tendenza, lo schermo centrale è da 10,25” e quello davanti al volante è totalmente digitale da 7”.

Ci sono molti Adas, secondo normativa: spiccano la frenata automatica, il mantenimento della corsia, il riconoscimento dei segnali.

Volendo l’audo adatta l’andatura al limite che la rilevato.

La connettività con AppleCarPlay e con Android Auto è stata pensata per essere completamente wireless, in maniera che da semplificare la vita a bordo (si accede senza chiavi, per intenderci.

E per aprire le porte dall’interno si pigia un pulsante, come sulla versione elettrica attuale).

Nel 2027 un altro step

La vita della Fiat 500 è destinata a vedere altri capitoli.

Nel 2027 dovrebbe arrivare una nuova generazione, che rispetterà il dna dell’attuale citycar e che – accanto alle versioni termiche – vedrà anche una nuova elettrica, dotate di batteria Stellantis (così ha detto Olivier François) con un prezzo attorno ai 20 mila euro, dunque più accessibile rispetto alle attuali proposte Bev che propone il mercato in quel segmento.

Non resta che attendere il nuovo capitolo di una lunga storia.

Emissioni di CO₂: Suzuki è sotto la media del mercato

emissioni di co2
©Suzuki

Secondo i dati elaborati da Dataforce, basati sulle rilevazioni del Ministero dei Trasporti, le vetture Suzuki immatricolate in Italia dall’inizio dell’anno registrano una media di emissioni di CO2 pari a 114,2 g/km, contro i 116,3 g/km della media complessiva del mercato.

Suzuki: pioniera nell’ibridizzazione

Dal 2016 Suzuki è attiva in materia di ibridazione, con l’introduzione della tecnologia Suzuki hybrid su Baleno, poi su Swift e Ignis, tutte con alimentazione a 12V.

Nel 2020 la gamma si è completata con l’arrivo di Vitara e S-Cross Hybrid, con alimentazione a 48V, e del primo modello Suzuki plug-in hybrid, Suzuki Across a 355V.

Dal 2022 l’evoluzione continua con Vitara e S-Cross, a 140V.

Oggi il listino Suzuki include i seguenti modelli tutti disponibili in versione Hybrid e 4×4 (ad eccezione di Swace):

  • SWIFT,
  • VITARA,
  • S-CROSS,
  • SWACE
  • ACROSS Plug-in.

Consumi ed emissioni di CO2

La Swift Hybrid appartiene al segmento B coi suoi 3.86 metri e consuma 4.8 l/100 km in città e 5.7 l/100 fuori città. Le emissioni raggiungono i 99 g/km di CO2

Vitara Hybrid 48V da 129CV e Hybrid 140V da 115 CV combinata e trazione integrale ALLGRIP Select, emette 119 g/km di CO.

S-Cross adotta la stessa motorizzazione di Vitara e lo stesso valore di emissioni pari a 119 g/km di CO.

Swace adotta il sistema Hybrid da 207V con emissioni di 102 g/km di CO.

Across Plug-in è l’ammiraglia “elettrica sempre e ibrida quando serve“, che unisce un powertrain di 306 CV, trazione integrale elettronica E-Four, autonomia elettrica ciclo combinato fino a 75 km e autonomia elettrica in ciclo urbano fino a 98 km.

emissioni di co2
©Dataforce

Automobili Lamborghini premiata ai Red Dot Award 2025

Immagine ©Automobili Lamborghini

Automobili Lamborghini conquista i Red Dot Award 2025, ottenendo un riconoscimento per ciascuno dei tre modelli in gamma.

Red Dot Award: Revuelto è Best of the Best

E’ il premio più prestigioso ed è andato a Revuelto nella categoria Product Design.

Della prima supersportiva ibrida HPEV (High Performance Electrified Vehicle) di Automobili Lamborghini, ha evidentemente colpito la giuria la nuova architettura senza precedenti, il design innovativo, l’efficienza aerodinamica e il nuovo concetto di telaio in carbonio.

La potenza di 1015 CV viene erogata dalla combinazione di un motore a combustione completamente nuovo e tre motori elettrici, insieme a un cambio a doppia frizione che debutta per la prima volta su una Lamborghini a 12 cilindri.

red dot award 2025
Immagine ©Automobili Lamborghini

Red Dot Award: Temerario premiata nella categoria Product Design

Il VS biturbo da 920 CV della Temerario è stato progettato e sviluppato da zero a Sant’Agata Bolognese ed è il primo e unico motore di serie per auto supersportive in grado di raggiungere i 10.000 giri/min.

Temerario è una vera fuoriclasse, poiché unisce prestazioni, comfort e spazio: esprime infatti un enorme potenziale in pista ma offre più spazio a passeggeri e bagagli rispetto alle concorrenti dirette.

red dot award 2025
Immagine ©Automobili Lamborghini

Red Dot Award: premiata anche Urus SE

La versione PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) del Super SUV di Automobili Lamborghini è caratterizzata da un nuovo design, un’aerodinamica ottimizzata, una tecnologia di bordo senza precedenti e un powertrain ibrido da 800 CV.

La SE rappresenta l’apice della versatilità nel segmento dei Super SUV.

red dot award 2025
Immagine ©Automobili Lamborghini

Mitja Borkert, Design Director di Automobili Lamborghini

“Ricevere un riconoscimento prestigioso come il Red Dot Award è una conferma concreta del valore del lavoro creativo, appassionato e determinato del team del Centro Stile Lamborghini”.

“Una squadra di talenti che, da oltre 20 anni, condivide una profonda dedizione nel rafforzare l’unicità del DNA stilistico del brand e nel creare, ogni giorno, quella scarica di adrenalina visiva che rende le nostre auto davvero straordinarie”.

Oggi, a vent’anni dalla prima vettura interamente concepita, progettata e sviluppata a Sant’Agata Bolognese, il Centro Stile continua a guidare la visione creativa del marchio.

“La silhouette unica e le proporzioni estreme, con linee distintive e inconfondibili, sono elementi fondamentali del DNA stilistico di Lamborghini”.

“Il nostro obiettivo è dare una forma all’adrenalina e rendere ogni vettura immediatamente riconoscibile, anche da lontano”.

“Ogni singolo dettaglio deve parlare il Iinguaggio Lamborghini, in modo chiaro e inequivocabile, anche quando è isolato dal suo contesto”.

red dot award 2025
Immagine ©Automobili Lamborghini

Il Red Dot Award in pillole

Con quasi 70 anni di storia, il Red Dot Design Award è uno dei concorsi di design più prestigiosi al mondo.

La competizione si divide in tre discipline – Product Design, Brands & Communication Design e Design Concept.

Il concorso ha l’obiettivo di premiare i progetti più innovativi e rilevanti nell’ambito del design industriale, riconoscendo eccellenza e creatività a livello mondiale.

La cerimonia ufficiale di consegna del premio, il Red Dot Gala, si terrà il prossimo 8 luglio presso l’Aalto Theater di Essen, in Germania.

DENSO Aftermarket: nuovo packaging ecosostenibile

denso aftermarket

DENSO Aftermarket ha completato un piano in tre fasi per cambiare radicalmente il packaging dei suoi prodotti e il materiale informativo, a cominciare dai prodotti relativi ai sistemi A/C.

Packaging ecosostenibile in ‘tre mosse’

Fase 1: sostituzione del manuale di istruzioni di 54 pagine in formato A4, precedentemente fornito con ogni compressore A/C di ricambio, con un volantino formato A5 contenente un QR Code che rimanda a un manuale digitale.

Un’azione che ha generato un risparmio di oltre 30 tonnellate all’anno di carta.

Fase 2: riprogettazione dell’imballaggio interno, ora realizzato in carta 100% riciclata e riciclabile.

Resta comunque garantita la protezione ottimale del prodotto durante lo stoccaggio, la distribuzione e la movimentazione.

Si è passati dall’utilizzo di sacchetti in schiuma di poliuretano espanso, difficili da smaltire e da riciclare, a involucri in carta riciclata al 100%, completamente riciclabile.

Ciò ha consentito un risparmio annuale di 51 tonnellate di plastica e schiuma, una notevole riduzione delle emissioni di CO2 e la facilità di smaltimento e riciclo.

Passo conclusivo la riprogettazione dell’imballaggio esterno che, iniziata dai prodotti termici, si estenderà a tutto il portfolio aftermarket.

Oltre a una maggiore facilità di riciclo e un risparmio annuale di 258 kg di vernice rispetto alle precedenti scatole verniciate di blu lucido, questo ha permesso all’azienda di allineare e unificare il marchio e di utilizzare un design comune delle scatole.

Questo riduce i tempi di imballaggio, migliora l’efficienza nello stoccaggio e ottimizza l’intero processo logistico.

Fatiha Laauich, Pan EU Strategic Marketing Manager di DENSO Europe:

“Oltre a essere uno dei più importanti produttori per il Primo Equipaggiamento, DENSO è anche leader nel perseguire la sostenibilità ambientale, motivo per cui DENSO Aftermarket ha seguito le orme della casa madre e ridotto il proprio impatto ambientale”.

“Ci siamo impegnati a modificare radicalmente il packaging dei nostri prodotti e il modo in cui comunichiamo con gli utenti finali che utilizzano i prodotti che forniamo, avviando quindi nel 2022 un progetto di miglioramento del packaging”.

“In sintesi, questo progetto di miglioramento completo del packaging dimostra il nostro impegno a diventare l’organizzazione più ecosostenibile possibile, allineandosi agli obiettivi di sostenibilità più ampi menzionati in precedenza”.

Mercato piloti F1: l’estate si fa rovente

Mercato piloti F1
Max Verstappen. Immagine ©Jörg Mitter / Red Bull Ring

Il mercato infiamma l’estate della Formula 1. In parte è fisiologico che accada in questo periodo dell’anno, in parte il dominio della McLaren (meritatissimo, sia chiaro) sposta il focus su altri temi.

Poi, magari, domenica a Silverstone si assiste all’agognato risveglio della Ferrari (Hamilton corre in casa!) o al rilancio di Mercedes e Red Bull e le vicende di campionato tornano a prendere il sopravvento…

Nell’attesa che questo accada, si registrano le voci sul Team Principal della Ferrari, Fred Vassuer. E quelle sul futuro di Max Verstappen.

SUPERMAX

La questione SuperMax è abbastanza chiara. Toto Wolff ha sondato la disponibilità del pilota olandese e non ne ha fatto mistero: “Se sono il direttore di una squadra che ha vinto quanto abbiamo vinto noi – è la sintesi del suo pensiero – e se ho la responsabilità di rappresentare un marchio come Mercedes non posso esimermi dal contattare un quattro volte campione del mondo”.

Didascalico e inappuntabile. Poi è vero che ci sono ruggini di vecchia data tra lui e il suo omologo della Red Bull, Christian Horner, è qualche colpo alla figura fa piacere portarlo.

Ma non siamo solo alle schermaglie dialettiche, anche perché nel contratto di ogni pilota di vertice c’è una clausola rescissoria (non la conosciamo, ma è facile credere che Max e il suo entourage l’abbiano negoziata con molta attenzione).

Il momento di oggettivo appannamento nei risultati della Red Bull apre strade impreviste e la Mercedes è pronta a percorrerle. Così come lo è anche l’ambiziosa Aston Martin, che pure offrirebbe una situazione tecnica in fieri anziché consolidata.

“DECIDO IO”

Max, che in genere non è uno che le manda a dire, ha spiegato (a Viaplay): “Più parlo di questo argomento, più i media ne parleranno. E io non voglio certo che questo accada. Sono io a decidere il mio futuro”.

Come a dire, non tiratemi per la giacchetta. Anche lo stesso Wolff ha chiarito che entro fine estate (e le bolle di calore non c’entrano…) la situazione verrà chiarita, sarà interessante vedere come.

A SILVERSTONE PER NON PERDERE SLANCIO

Mercato piloti F1

Altro discorso quello di riguarda Fred Vasseur. Qui siamo nel campo delle voci che si agitano sempre attorno alla Ferrari, specie quando i risultati non sono all’altezza delle aspettative.

Del resto lavorare a Maranello – non solo come Team Principal – prevede onori e oneri, si è sempre al centro del ciclone, non si può dare mai niente per assodato.

È il fascino infinito di vestire una divisa rossa. Di Vasseur e della sua posizione sulla tolda di comando s’è parlato eccome, ma a tutt’oggi siamo nel terreno scivoloso del gossip.

Di concreto, al momento, c’è solo un motivo familiare che lo ha costretto a saltare l’ultimo GP in Austria. E in tempi di privacy sovrana si deve sempre compiere un passo indietro, salvo registrare che quando è accaduto a Wolff fu lui a spiegare la ragione dell’assenza (la laurea del figlio).

Ma, tant’è, ognuno gestisce le comunicazioni personali come ritiene più opportuno.

Di non concreto, bensì piuttosto volatile, c’è il perdurare del silenzio presidenziale, che i “ferrarologi” di ogni angolo del mondo si applicano a interpretare.

Per ora si sa che Vasseur sarà a Silverstone e che l’azienda sarà rappresentata dal ceo Benedetto Vigna. In ogni caso il manager francese manda segnali rassicuranti: “Dopo l’Austria andiamo su circuito molto diverso, uno dei grandi classici del calendario.

Gli aggiornamenti introdotti sulla SF-25 a Spielberg hanno sicuramente contribuito al buon risultato e vogliamo sfruttare questo slancio positivo anche per l’appuntamento che ci attende”.

QUALCUNO BUSSA ALLA PORTA?

Una tempesta in un bicchier d’acqua? Si vedrà. Ma certo, cosa che finora non è stata abbastanza sottolineata, in un mondo competitivo come quello della Formula 1 quando c’è il sentore, anche vago, che un posto possa liberarsi (vale in primis per i sedili dei piloti, ma non solo) non mancano mai quelli che bussano alla porta.

E alla fine contano molto più del gossip o delle indiscrezioni che circolano sui media.

Ferrari Amalfi, purissimo estratto di italianità

Photo: Ferrari Media

Dopo cinque anni di onorato servizio, la Ferrari “Roma” lascia la scena alla “Amalfi”, rimarcando ancora una volta la tradizione delle GTb marchiate Ferrari, che si meritano un nome evocativo e non una sigla.

Al pari della splendida località sulla costiera partenopea, anche la Ferrari è glamour, esclusiva, raffinata ed elegante. In un solo concetto: un estratto purissimo di italianità.

A caccia di nuovi clienti

È il succo della nuova creatura Made in Maranello, da non considerare un restyling in grande stile della Roma ma un nuovo modello a cui è affidato un doppio compito assai delicato: accontentare chi ai sedili Ferrari è abituato e pretende la consueta dose di piacere e adrenalina, ma allo stesso tempo aprire l’universo di Maranello ad una clientela nuova. Una sorta di entry level, se mai il concetto esistesse nel mondo Ferrari.

Andando al cuore

L’impostazione meccanica è la medesima della Roma: trazione posteriore e cambio a doppia frizione a 8 rapporti al servizio del V8 Twin Turbo da 3,9 litri anteriore centrale da 640 CV e 760 Nm di coppia, alleggerito per ridurre inerzie e migliorare la risposta in accelerazione. L’elettrico, per una volta, resta fuori dai giochi, ma non significa una rinuncia, visti i 3,3 secondi necessari per coprire da 0 a 100 e la possibilità di toccare i 320 km/h di velocità massima.

Il lieve incremento di potenza rispetto alla Roma arriva dalla rivisitazione del sistema di gestione della sovralimentazione, affiancato da sensori di pressione per ciascuna bancata.

Oltre all’impianto frenante in modalità “Brake by Wire”, ovvero privo di collegamenti meccanici, i tecnici Ferrari hanno messo mano anche al “Manettino”, il celebre selettore delle diverse modalità di guida, che nella modalità “Wet” e “Comfort” addomestica la Amalfi e al contrario la esalta in “Sport” e “Race”.

Purezza stilistica

Lunga 466 cm, larga 197 e alta 130, a livello stilistico la Amalfi – ideata dal Centro Stile Ferrari di Flavio Manzoni – sembra ispirarsi alla Purosangue. Una pulizia minimalista del design che elimina gli spigoli e sceglie di nascondere più che mostrare, come i gruppi ottici sotto l’ala flottante a tre configurazioni (Low Drag, Medium Downforce e High Downforce), mentre il corposo posteriore si affida ad una linea continua che ingloba i gruppi ottici e uno spoiler attivo che si regola su due posizioni.

Il ritorno dei comandi fisici

Oltre alla mancanza dell’elettrico, farà piacere a qualcuno il meraviglioso ritorno dei comandi fisici, da premere e non più sfiorare, incastonati in una consolle centrale ridisegnata e più bassa, per dare aria all’abitacolo. Dalla razza sinistra si comandano cruise control, Adas e cellulare, mentre la destra consente di agire sul quadro strumenti.

A dominare gli interni, tripudio di carbonio e alluminio anodizzato, è uno schermo orizzontale da 10,25% che racchiude un sistema multimediale aggiornato.

Qualche mese di attesa

Per le prime consegne, scegliendo fra le tonalità Verde Costiera o Bianco Artico, bisogna attendere l’anno prossimo, giusto il tempo di mettere da parte i 240mila euro che servono per portarsela a casa.

FERRARI AMALFI – SCHEDA TECNICA

MOTOPROPULSORE

Tipo – V8 Biturbo

Cilindrata – 3855 cc

Alesaggio e corsa – 86,5×82 mm

Potenza max – 640 CV a 7.500 giri/min

Coppia max – 760 Nm a 3000.7500 giri/min

Rapporto di compressione – 9,4:1

Potenza specifica – 166 CV/l

DIMENSIONI E PESI

Lunghezza/larghezza/altezza (in cm) – 466/197/130

Passo – 260 cm

Peso a secco – 1.470 kg

Distribuzione pesi – 50% ant/50% post

Capacità serbatoio – 80 litri

Capacità baule – 273 litri

PNEUMATICI E CERCHI

Anteriore – 245/35 R20 J8.0

Posteriore – 285/35 R20 J10.0

FRENI

Anteriore – 390x223x34 mm

Posteriore – 360x233x32 mm

TRASMISSIONE E CAMBIO

F1 a doppia frizione e 8 rapporti

Controlli elettronici – EPS, VDC, ABS con EBD, F1-TCS, E-Diff3, SSC 6.1, FDE 2.0, SCM-E Frs, ABS Evo in tutte le posizioni del Manettino

PRESTAZIONI

Velocità max – 320 km/h

0 -100 km/h – 3,3 s

0 – 200 km/h – 9,0 s

CONSUMO

In corso di omologazione

EMISSIONI CO2

In corso di omologazione

Il ritardo delle società di leasing sulla decarbonizzazione

Leasing auto e transizione climatica senza strategie credibili - foto © Arval

Un’analisi Reclaim Finance e T&E denuncia la mancanza di strategie climatiche credibili tra le principali società di leasing.

Il settore rappresenta oltre metà del mercato delle immatricolazioni, ma nessun operatore Del resto, il leasing è ormai il motore principale del mercato automobilistico europeo, ma i suoi protagonisti sembrano ignorare il cambiamento climatico.

È quanto emerge da un nuovo rapporto congiunto di Reclaim Finance e Transport & Environment (T&E), che mette in evidenza come nessuna delle principali società di leasing operanti in Europa abbia adottato una strategia climatica strutturata o trasparente.

Il leasing domina il mercato, ma senza una rotta verde

In Francia come nel resto d’Europa, oltre il 50% delle immatricolazioni di auto nuove avviene tramite leasing.

Una quota che, secondo le stime, raggiungerà il 70% entro il 2030. Questo modello di mobilità – che coinvolge sia le filiali finanziarie dei costruttori sia gli istituti bancari – ha una forte influenza sulle scelte dei consumatori, sui prezzi di accesso ai veicoli elettrici e sull’orientamento dell’intero mercato dell’usato.

Le società di leasing, infatti, determinano i canoni mensili e influenzano l’accessibilità dei veicoli elettrici; consigliano e accompagnano (o meno) le aziende e i privati nella transizione energetica; gestiscono la seconda vita delle auto, decidendo quali veicoli alimenteranno il mercato dell’occasione.

Eppure, non sono soggette ad alcuna regolamentazione climatica vincolante.

Nessun obbligo di trasparenza sulle emissioni, nessun obiettivo di riduzione, nessuna scadenza per la fine del termico.

Uno scenario preoccupante: zero trasparenza, zero ambizioni

L’indagine ha esaminato 20 società leader nel leasing auto, tra cui Alphabet (BMW), Arval (BNP Paribas), Mobilize (Renault), Ayvens (Société Générale), Stellantis Financial Services, Mercedes-Benz Financial Services, Toyota Financial Services e Volkswagen Financial Services.

Tra i principali risultati emerge che 12 aziende su 20 non pubblicano alcuna informazione specifica sulle attività di leasing; nessuna fornisce dati sulla composizione della flotta (tipologie di alimentazione, nazione, anno); nessuna ha annunciato l’intenzione di interrompere il finanziamento di auto termiche nuove, nemmeno dopo il 2035; solo 9 società dichiarano obiettivi climatici, ma si tratta di traguardi vaghi, non standardizzati, spesso limitati al breve termine e senza metodologia chiara.

In alcuni casi, gli impegni presi sono stati sospesi o ridimensionati. È il caso di Arval (BNP), Ayvens (Société Générale) e Mobilize (Renault).

Verso una normativa europea per il leasing green

La mancanza di regolazione è diventata un freno alla decarbonizzazione. Per questo motivo, Reclaim Finance e T&E lanciano un appello alla Commissione Europea e agli Stati membri: il leasing deve diventare parte attiva della transizione climatica, con regole chiare e vincolanti.

Leasing auto
Un’analisi rivela l’assenza di impegni climatici tra i grandi del leasing auto – foto © Arval-Plenitude

Le proposte avanzate sono sostanzialmente due. La prima è l’obbligo di trasparenza sui dati delle flotte: composizione, alimentazione, emissioni CO₂, suddivisi per paese e anno.

E poi obiettivi di transizione vincolanti per le aziende del settore, incluso lo stop al finanziamento di veicoli termici nuovi entro il 2030.

Come spiega Léo Larivière, responsabile per la transizione automobilistica presso T&E:

Questo rapporto è un segnale d’allarme. Senza regolazione, le società di leasing continueranno a eludere le proprie responsabilità nella lotta contro il cambiamento climatico, pur avendone in mano le leve principali”.

Terminato il tempo della volontarietà

Il settore del leasing non può più essere considerato un attore neutro.

È un elemento centrale nella strategia di decarbonizzazione europea. Affinché la futura legge UE sulle flotte aziendali, prevista entro il 2025, sia realmente efficace, dovrà includere obblighi di performance ambientale anche per le società di leasing.

La transizione ecologica dell’auto non può prescindere da chi oggi controlla la maggior parte delle nuove immatricolazioni. Lasciarle operare senza obiettivi significa compromettere l’intero percorso verso la mobilità a zero emissioni.

VW Polo compie mezzo secolo: ecco la Edition 50

VW Polo

Dal 1975 la VW Polo è nata come modello d’accesso alla gamma della Casa tedesca e, insieme con la versione a tre volumi Derby, ha avuto grande diffusione in Italia.

Con la Polo Edition 50, VW mette a listino un modello speciale in occasione dell’anniversario dotata di un ampio pacchetto di equipaggiamenti standard e dettagli di design specifici.

Rispetto all’allestimento Style, da cui deriva, VW Polo Edition 50 aggiunge con soli 1.800 € una serie di contenuti estetici e tecnologici che la completano.

Considerando il valore degli equipaggiamenti standard in questo allestimento speciale, il risparmio per il Cliente è di 1.500 € rispetto all’allestimento Style con pari dotazione.

VW Polo
Immagine ©VW Group

VW Polo Edition 50: più design, funzionalità e sicurezza

Alle dotazioni di serie della versione Style, la Polo Edition 50 aggiunge:

  • Design:
    • badge celebrativi ’Edition 50’ su volante, plancia, montante B e battitacco anteriori;
    • pedaliera sportiva;
    • rivestimento interno del tetto nero;
    • vernice metallizzata;
    • cristalli posteriori e lunotto oscurati.
Immagine ©VW Group
  • Design Pack Plus, che con altri 1.530 € include:

    • climatizzatore automatico con regolazione a 2 zone;

    • tetto panoramico apribile elettricamente;

    • keyless: sistema di apertura/chiusura e avviamento senza chiave con SAFELOCK.
VW Polo
Immagine ©VW Group
  • Funzionalità:
    • ai sensori anteriori e posteriori di serie si aggiungono il Park Assist,
    • la videocamera per retromarcia Rear View;
    • il Rear Traffic Alert;
    • di serie anche il navigatore satellitare Discover Media;
  • Sicurezza:
    • alla già completa dotazione di ADAS dell’allestimento Style si aggiungono l’assistente al cambio corsia Side Assist e il sistema di protezione proattivo dei passeggeri Pre Crash.

Nel pacchetto Design Pack Plus sono inclusi i cerchi in lega “Tortosa” da 17”.

Immagine ©VW Group

Per questa versione speciale della VW Polo sarà disponibile la vernice metallizzata Crystal Ice, già proposta sulla Nuova Golf.

Motorizzazioni

La nuova VW Polo Edition 50 è proposta con tre diverse varianti del turbobenzina 1.0 TSI.

La Polo Edition 50 da 70 kW (95 CV) con cambio manuale è disponibile in Italia a partire da 28.200 euro.

A questa si aggiungono due varianti con il cambio automatico doppia frizione DSG a sette marce da 70 kW (95 CV) e 85 kW (115 CV), con prezzi di listino che partono rispettivamente da 29.900 e da 31.900 euro.

Ordini della VW Polo Edition 50 aperti il 1° luglio.

Questo allestimento sarà prodotto solo fino al dicembre 2026.

Immagine ©VW Group

TRW: la gamma freni più completa nell’aftermarket

trw
L'universo dei freni TRW: con oltre 18.000 componenti di alta qualità, ZF Aftermarket offre soluzioni progettate per soddisfare gli standard OE, consentendo alle officine di espandere le proprie capacità.

La gamma TRW comprende dischi, pastiglie, pinze, sistemi di attuazione, componenti idraulici e tutti gli accessori necessari, per un’installazione rapida e precisa e una maggiore efficienza dell’officina.

Ad oggi TRW offre oltre 18.000 componenti frenanti, ovvero la gamma più completa sul mercato con qualità OE.

TRW: al servizio delle officine

Il tutto è supportato dall’accesso alla formazione di esperti, ai consigli di montaggio e al supporto tecnico tramite

Il portale tecnico ZF [pro]Tech contribuisce a migliorare l’efficienza dell’officina attraverso l’accesso alla formazione di esperti, ai consigli di montaggio e al supporto tecnico.

La copertura dei prodotti TRW comprende:

  • il 98% del parco veicoli europeo per le pastiglie freno (inclusa la copertura del 100% dei 20 modelli di veicoli elettrici più venduti in Europa),
  • il 96% per i dischi;
  • il 93% per le pinze.

Focus sulla produzione in Europa

In ZF Aftermarket, la produzione di componenti frenanti TRW è fortemente radicata in Europa.

Il 100% delle pastiglie dei freni, delle pinze e dei booster viene prodotto in stabilimenti europei dedicati e che, insieme ai centri di ricerca e sviluppo in Germania, Spagna e Repubblica Ceca, garantiscono che ogni componente sia sviluppato e costruito secondo i più elevati standard di sicurezza, qualità e durata.

Le pastiglie freno TRW con rivestimento COTEC riducono fino a sette metri gli spazi di arresto durante il rodaggio (verifica indipendente di RDW), la tecnologia DTEC riduce la polvere su cerchioni del 45%, e sono disponibili varianti a bassissima rumorosità per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei veicoli.

I dischi freno TRW sono rivestiti con tecnologie di superficie ad alte prestazioni che proteggono dalla corrosione.

Realizzati con tolleranze OE precise, garantiscono una variazione di spessore inferiore a 10 μm e un runout massimo di 30 μm, riducendo al minimo le vibrazioni e massimizzando la sicurezza.

trw
Le soluzioni frenanti TRW garantiscono un’installazione senza problemi e un’affidabilità a lungo termine per ogni tipo di veicolo.

Qualità OE estesa all’aftermarket

In qualità di partner OE di oltre 55 importanti Case automobilistiche globali, ZF fornisce sistemi frenanti TRW per oltre la metà degli assi posteriori in tutto il mondo.

La stessa eredità ingegneristica è alla base di ogni componente aftermarket TRW, che offre soluzioni frenanti di alta qualità.

Tutti i componenti TRW sono testati a fine linea utilizzando software e hardware interni, un livello di garanzia di qualità unico sul mercato.

TRW è inoltre all’avanguardia con la produzione sostenibile e la rigenerazione, come le pinze pre-riempite e il sostegno alle operazioni di economia circolare.

Soluzioni all’avanguardia per la transizione verso l’elettrico

TRW è all’avanguardia nel settore della mobilità elettrica e offre soluzioni all’avanguardia come le pastiglie freno Electric Blue.

Con un punteggio di 9/10 per il rumore, le vibrazioni (NVH), le pastiglie freno Electric Blue sono progettate per soddisfare le esigenze specifiche dei veicoli elettrici e ibridi e sono fornite complete di fissaggi e accessori in gomma per lo smorzamento del rumore.

TRW = crescita del business per tutti gli stakeholder

TRW by ZF Aftermarket si adopera, oltre che nella fornitura di un’ampia gamma di prodotti di qualità, di offrire a distributori, officine e flotte gli strumenti per operare nel modo più proficuo.

  • Per i distributori: un fornitore unico con prodotti premium e ad alta richiesta che massimizzano l‘uptime grazie a una disponibilità affidabile e a consegne rapide.
  • Per le officine: componenti frenanti ad alte prestazioni che si installano correttamente al primo tentativo, riducono i tempi di sostituzione e migliorano la soddisfazione del cliente.
  • Per le flotte: sistemi frenanti che garantiscono sicurezza operativa e longevità.

Passato affidabile, futuro all’avanguardia

L’eredità di TRW include alcuni dei più importanti progressi nel campo dei freni, dalla pinza freno Colette al primo ABS a 4 ruote, fino alle pionieristiche pastiglie freno Electric Blue.

Ora, TRW sta plasmando il futuro della mobilità con innovazioni come:

  • l’Electric Brake Booster (EBB), che consente la frenata senza pressione per i veicoli autonomi,
  • l’Integrated Brake Control (IBC), il controllo intelligente dello slittamento senza bisogno di pressione,
  • la tecnologia brake-by-wire di nuova generazione EMB (Electro-Mechanical Brake).
trw
I dischi freno TRW sono progettati per garantire un montaggio preciso e alte prestazioni fin dal rodaggio.

Markus Wittig, Global Head of Business Line Passenger Car di ZF Aftermarket

“Nel 2024 abbiamo introdotto oltre 600 nuovi prodotti frenanti TRW, tra cui più di 140 pinze e 160 componenti di attrito”.

“L’offerta completa, dai ricambi all’assistenza e alla formazione tecnica, supporta la nostra missione di dare ai nostri clienti la sicurezza di dire “sì” a qualsiasi intervento sui freni, indipendentemente dall’età, dalla marca o dalla marca del veicolo”.

“Siamo qui per aiutare a massimizzare l’uptime diventando un partner a lungo termine per il successo”.

Elon Musk e l’auto che si autorecapita

Forse non lo sa nemmeno lui da quanto, ma erano mesi che in giro non si vedeva un Elon Musk sorridente. Poveraccio (in senso lato, ovvio), ultimamente, anche dando fondo al buon umore, di motivi per farsi una sana risata ne ha avuti ben pochi.

L’autoconsegna a domicilio

Una foto ricordo del primo cliente Tesla che si ha visto la sua auto nuova consegnarsi da sola

Eppure, una manciata di ore fa, Musk ha sorriso di nuovo, alleluia. Tutto merito del primo passo del progetto “Tesla Full Self-Driving”: una Model Y che, uscita dalla fabbrica al numero 1515 di S. Lamar Blvd, ad Austin, senza nessuno al volante o che la guidasse da remoto, si è diretta ad una velocità massima di 72 miglia orarie verso l’indirizzo del cliente che l’aveva ordinata, dove è arrivata dopo circa 30 minuti di viaggio.

 

Un assist ai Tesla Robotaxi

Per quanto un po’ di sponda, l’impresa è servita da gancio per dare ancora più risalto alla flotta di Robotaxi Tesla entrata in servizio ad Austin da pochi giorni, mettendo la parola fine ad un progetto di cui Musk parlava dal lontano 2020.

Uno dei 20 esemplari di Tesla Model Y Robotaxi entrati in servizio ad Austin

Per adesso, il servizio si limita ad una piccola scuderia di 20 Model Y con autonomia di livello 5, dotate di otto telecamere e gestite da un’I.A., prenotabili attraverso un’app con tariffa fissa di 4,20 dollari a tratta, al momento comprensivi di “autista d’emergenza” sul sedile passeggero, perché non si sa mai. Ma il futuro è questo: Elon ne è più che certo, assicura chi lo conosce bene.

Qualche guaio ancora da risolvere

Dalla discesa in politica in poi, il tocco infallibile di Musk, uno dei pochi imprenditori che trasformava in oro massiccio tutto quel che sfiorava, sembra essersi esaurito. La Tesla, diventata il simbolo su ruote dell’anti-trumpismo, è ancora lì, un po’ in disparte e surclassata dalle avanguardie cinesi. Ma stare fermi troppo tempo, in un mondo che fila via veloce come quello dell’automotive, significa svanire oltre l’orizzonte. E stupisce che sia successo proprio a Tesla, un terremoto che all’inizio della sua corsa era riuscita a dare una spallata ai grandi marchi mondiali, a volte un po’ pachidermici, mostrando che si può essere premium, veloci e modaioli anche con l’elettrico puro.

E a poco è servito che Elon abbia fiutato nell’aria troppa puzza di bruciato allontanandosi a passo svelto dalla White House, perché certe cose non si dimenticano in fretta e Tesla continua a fare acqua da tutte le parti: dalla borsa alle vendite. Secondo calcoli che circolano a Wall Street, 114 miliardi di dollari sarebbero svaniti dal suo patrimonio personale con la stessa velocità con cui erano comparsi.

A conti fatti, ancora meno utili sembrano essere perfino le critiche che Musk, in un voltafaccia da perfetto manuale del trasformismo, ha deciso di non risparmiare all’indirizzo di Trump, che a sua volta non vede l’ora di replicare usando altrettanto vetriolo.

Se a questo si aggiungono la lunga sequenza di abbandoni e rinunce dei suoi uomini chiave, top manager ma soprattutto stretti collaboratori e confidenti, diventa ancora più chiaro che Elon ancora oggi abbia ben poco di cui gioire.

L’ultimo dubbio

Ma tutto questo vale fino a poche ora fa, quando Elon è riuscito ancora una volta a stupire il mondo mostrando che una delle sue auto è stata in grado di fare tutto da sola, partendo dalla fabbrica per arrivare a casa del cliente.

Volendo, ad Elon resta solo da svelare un’unica curiosità, ma decisamente lecita: chi diavolo ha suonato al citofono del cliente?

Ultimi Articoli