
Un’analisi Reclaim Finance e T&E denuncia la mancanza di strategie climatiche credibili tra le principali società di leasing.
Il settore rappresenta oltre metà del mercato delle immatricolazioni, ma nessun operatore Del resto, il leasing è ormai il motore principale del mercato automobilistico europeo, ma i suoi protagonisti sembrano ignorare il cambiamento climatico.
È quanto emerge da un nuovo rapporto congiunto di Reclaim Finance e Transport & Environment (T&E), che mette in evidenza come nessuna delle principali società di leasing operanti in Europa abbia adottato una strategia climatica strutturata o trasparente.
Il leasing domina il mercato, ma senza una rotta verde
In Francia come nel resto d’Europa, oltre il 50% delle immatricolazioni di auto nuove avviene tramite leasing.
Una quota che, secondo le stime, raggiungerà il 70% entro il 2030. Questo modello di mobilità – che coinvolge sia le filiali finanziarie dei costruttori sia gli istituti bancari – ha una forte influenza sulle scelte dei consumatori, sui prezzi di accesso ai veicoli elettrici e sull’orientamento dell’intero mercato dell’usato.
Le società di leasing, infatti, determinano i canoni mensili e influenzano l’accessibilità dei veicoli elettrici; consigliano e accompagnano (o meno) le aziende e i privati nella transizione energetica; gestiscono la seconda vita delle auto, decidendo quali veicoli alimenteranno il mercato dell’occasione.
Eppure, non sono soggette ad alcuna regolamentazione climatica vincolante.
Nessun obbligo di trasparenza sulle emissioni, nessun obiettivo di riduzione, nessuna scadenza per la fine del termico.
Uno scenario preoccupante: zero trasparenza, zero ambizioni
L’indagine ha esaminato 20 società leader nel leasing auto, tra cui Alphabet (BMW), Arval (BNP Paribas), Mobilize (Renault), Ayvens (Société Générale), Stellantis Financial Services, Mercedes-Benz Financial Services, Toyota Financial Services e Volkswagen Financial Services.
Tra i principali risultati emerge che 12 aziende su 20 non pubblicano alcuna informazione specifica sulle attività di leasing; nessuna fornisce dati sulla composizione della flotta (tipologie di alimentazione, nazione, anno); nessuna ha annunciato l’intenzione di interrompere il finanziamento di auto termiche nuove, nemmeno dopo il 2035; solo 9 società dichiarano obiettivi climatici, ma si tratta di traguardi vaghi, non standardizzati, spesso limitati al breve termine e senza metodologia chiara.
In alcuni casi, gli impegni presi sono stati sospesi o ridimensionati. È il caso di Arval (BNP), Ayvens (Société Générale) e Mobilize (Renault).
Verso una normativa europea per il leasing green
La mancanza di regolazione è diventata un freno alla decarbonizzazione. Per questo motivo, Reclaim Finance e T&E lanciano un appello alla Commissione Europea e agli Stati membri: il leasing deve diventare parte attiva della transizione climatica, con regole chiare e vincolanti.

Le proposte avanzate sono sostanzialmente due. La prima è l’obbligo di trasparenza sui dati delle flotte: composizione, alimentazione, emissioni CO₂, suddivisi per paese e anno.
E poi obiettivi di transizione vincolanti per le aziende del settore, incluso lo stop al finanziamento di veicoli termici nuovi entro il 2030.
Come spiega Léo Larivière, responsabile per la transizione automobilistica presso T&E:
“Questo rapporto è un segnale d’allarme. Senza regolazione, le società di leasing continueranno a eludere le proprie responsabilità nella lotta contro il cambiamento climatico, pur avendone in mano le leve principali”.
Terminato il tempo della volontarietà
Il settore del leasing non può più essere considerato un attore neutro.
È un elemento centrale nella strategia di decarbonizzazione europea. Affinché la futura legge UE sulle flotte aziendali, prevista entro il 2025, sia realmente efficace, dovrà includere obblighi di performance ambientale anche per le società di leasing.
La transizione ecologica dell’auto non può prescindere da chi oggi controlla la maggior parte delle nuove immatricolazioni. Lasciarle operare senza obiettivi significa compromettere l’intero percorso verso la mobilità a zero emissioni.











