
Dopo cinque anni di onorato servizio, la Ferrari “Roma” lascia la scena alla “Amalfi”, rimarcando ancora una volta la tradizione delle GTb marchiate Ferrari, che si meritano un nome evocativo e non una sigla.
Al pari della splendida località sulla costiera partenopea, anche la Ferrari è glamour, esclusiva, raffinata ed elegante. In un solo concetto: un estratto purissimo di italianità.
A caccia di nuovi clienti
È il succo della nuova creatura Made in Maranello, da non considerare un restyling in grande stile della Roma ma un nuovo modello a cui è affidato un doppio compito assai delicato: accontentare chi ai sedili Ferrari è abituato e pretende la consueta dose di piacere e adrenalina, ma allo stesso tempo aprire l’universo di Maranello ad una clientela nuova. Una sorta di entry level, se mai il concetto esistesse nel mondo Ferrari.
Andando al cuore
L’impostazione meccanica è la medesima della Roma: trazione posteriore e cambio a doppia frizione a 8 rapporti al servizio del V8 Twin Turbo da 3,9 litri anteriore centrale da 640 CV e 760 Nm di coppia, alleggerito per ridurre inerzie e migliorare la risposta in accelerazione. L’elettrico, per una volta, resta fuori dai giochi, ma non significa una rinuncia, visti i 3,3 secondi necessari per coprire da 0 a 100 e la possibilità di toccare i 320 km/h di velocità massima.
Il lieve incremento di potenza rispetto alla Roma arriva dalla rivisitazione del sistema di gestione della sovralimentazione, affiancato da sensori di pressione per ciascuna bancata.
Oltre all’impianto frenante in modalità “Brake by Wire”, ovvero privo di collegamenti meccanici, i tecnici Ferrari hanno messo mano anche al “Manettino”, il celebre selettore delle diverse modalità di guida, che nella modalità “Wet” e “Comfort” addomestica la Amalfi e al contrario la esalta in “Sport” e “Race”.
Purezza stilistica
Lunga 466 cm, larga 197 e alta 130, a livello stilistico la Amalfi – ideata dal Centro Stile Ferrari di Flavio Manzoni – sembra ispirarsi alla Purosangue. Una pulizia minimalista del design che elimina gli spigoli e sceglie di nascondere più che mostrare, come i gruppi ottici sotto l’ala flottante a tre configurazioni (Low Drag, Medium Downforce e High Downforce), mentre il corposo posteriore si affida ad una linea continua che ingloba i gruppi ottici e uno spoiler attivo che si regola su due posizioni.
Il ritorno dei comandi fisici
Oltre alla mancanza dell’elettrico, farà piacere a qualcuno il meraviglioso ritorno dei comandi fisici, da premere e non più sfiorare, incastonati in una consolle centrale ridisegnata e più bassa, per dare aria all’abitacolo. Dalla razza sinistra si comandano cruise control, Adas e cellulare, mentre la destra consente di agire sul quadro strumenti.
A dominare gli interni, tripudio di carbonio e alluminio anodizzato, è uno schermo orizzontale da 10,25% che racchiude un sistema multimediale aggiornato.
Qualche mese di attesa
Per le prime consegne, scegliendo fra le tonalità Verde Costiera o Bianco Artico, bisogna attendere l’anno prossimo, giusto il tempo di mettere da parte i 240mila euro che servono per portarsela a casa.
FERRARI AMALFI – SCHEDA TECNICA
MOTOPROPULSORE
Tipo – V8 Biturbo
Cilindrata – 3855 cc
Alesaggio e corsa – 86,5×82 mm
Potenza max – 640 CV a 7.500 giri/min
Coppia max – 760 Nm a 3000.7500 giri/min
Rapporto di compressione – 9,4:1
Potenza specifica – 166 CV/l
DIMENSIONI E PESI
Lunghezza/larghezza/altezza (in cm) – 466/197/130
Passo – 260 cm
Peso a secco – 1.470 kg
Distribuzione pesi – 50% ant/50% post
Capacità serbatoio – 80 litri
Capacità baule – 273 litri
PNEUMATICI E CERCHI
Anteriore – 245/35 R20 J8.0
Posteriore – 285/35 R20 J10.0
FRENI
Anteriore – 390x223x34 mm
Posteriore – 360x233x32 mm
TRASMISSIONE E CAMBIO
F1 a doppia frizione e 8 rapporti
Controlli elettronici – EPS, VDC, ABS con EBD, F1-TCS, E-Diff3, SSC 6.1, FDE 2.0, SCM-E Frs, ABS Evo in tutte le posizioni del Manettino
PRESTAZIONI
Velocità max – 320 km/h
0 -100 km/h – 3,3 s
0 – 200 km/h – 9,0 s
CONSUMO
In corso di omologazione
EMISSIONI CO2
In corso di omologazione














