
Il mercato infiamma l’estate della Formula 1. In parte è fisiologico che accada in questo periodo dell’anno, in parte il dominio della McLaren (meritatissimo, sia chiaro) sposta il focus su altri temi.
Poi, magari, domenica a Silverstone si assiste all’agognato risveglio della Ferrari (Hamilton corre in casa!) o al rilancio di Mercedes e Red Bull e le vicende di campionato tornano a prendere il sopravvento…
Nell’attesa che questo accada, si registrano le voci sul Team Principal della Ferrari, Fred Vassuer. E quelle sul futuro di Max Verstappen.
SUPERMAX
La questione SuperMax è abbastanza chiara. Toto Wolff ha sondato la disponibilità del pilota olandese e non ne ha fatto mistero: “Se sono il direttore di una squadra che ha vinto quanto abbiamo vinto noi – è la sintesi del suo pensiero – e se ho la responsabilità di rappresentare un marchio come Mercedes non posso esimermi dal contattare un quattro volte campione del mondo”.
Didascalico e inappuntabile. Poi è vero che ci sono ruggini di vecchia data tra lui e il suo omologo della Red Bull, Christian Horner, è qualche colpo alla figura fa piacere portarlo.
Ma non siamo solo alle schermaglie dialettiche, anche perché nel contratto di ogni pilota di vertice c’è una clausola rescissoria (non la conosciamo, ma è facile credere che Max e il suo entourage l’abbiano negoziata con molta attenzione).
Il momento di oggettivo appannamento nei risultati della Red Bull apre strade impreviste e la Mercedes è pronta a percorrerle. Così come lo è anche l’ambiziosa Aston Martin, che pure offrirebbe una situazione tecnica in fieri anziché consolidata.
“DECIDO IO”
Max, che in genere non è uno che le manda a dire, ha spiegato (a Viaplay): “Più parlo di questo argomento, più i media ne parleranno. E io non voglio certo che questo accada. Sono io a decidere il mio futuro”.
Come a dire, non tiratemi per la giacchetta. Anche lo stesso Wolff ha chiarito che entro fine estate (e le bolle di calore non c’entrano…) la situazione verrà chiarita, sarà interessante vedere come.
A SILVERSTONE PER NON PERDERE SLANCIO

Altro discorso quello di riguarda Fred Vasseur. Qui siamo nel campo delle voci che si agitano sempre attorno alla Ferrari, specie quando i risultati non sono all’altezza delle aspettative.
Del resto lavorare a Maranello – non solo come Team Principal – prevede onori e oneri, si è sempre al centro del ciclone, non si può dare mai niente per assodato.
È il fascino infinito di vestire una divisa rossa. Di Vasseur e della sua posizione sulla tolda di comando s’è parlato eccome, ma a tutt’oggi siamo nel terreno scivoloso del gossip.
Di concreto, al momento, c’è solo un motivo familiare che lo ha costretto a saltare l’ultimo GP in Austria. E in tempi di privacy sovrana si deve sempre compiere un passo indietro, salvo registrare che quando è accaduto a Wolff fu lui a spiegare la ragione dell’assenza (la laurea del figlio).
Ma, tant’è, ognuno gestisce le comunicazioni personali come ritiene più opportuno.
Di non concreto, bensì piuttosto volatile, c’è il perdurare del silenzio presidenziale, che i “ferrarologi” di ogni angolo del mondo si applicano a interpretare.
Per ora si sa che Vasseur sarà a Silverstone e che l’azienda sarà rappresentata dal ceo Benedetto Vigna. In ogni caso il manager francese manda segnali rassicuranti: “Dopo l’Austria andiamo su circuito molto diverso, uno dei grandi classici del calendario.
Gli aggiornamenti introdotti sulla SF-25 a Spielberg hanno sicuramente contribuito al buon risultato e vogliamo sfruttare questo slancio positivo anche per l’appuntamento che ci attende”.
QUALCUNO BUSSA ALLA PORTA?
Una tempesta in un bicchier d’acqua? Si vedrà. Ma certo, cosa che finora non è stata abbastanza sottolineata, in un mondo competitivo come quello della Formula 1 quando c’è il sentore, anche vago, che un posto possa liberarsi (vale in primis per i sedili dei piloti, ma non solo) non mancano mai quelli che bussano alla porta.
E alla fine contano molto più del gossip o delle indiscrezioni che circolano sui media.
















