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Audi Urban Value, il noleggio su misura per chi fa pochi km

Audi Urban Value
L'Audi A3 Sportback è uno dei modelli che rientra nella formula di noleggio Audi Urban Value - foto © Audi

Con la formula Urban Value, Audi reinventa il noleggio a lungo termine.

Canoni ridotti fino al 43%, 3mila km inclusi e tutti i servizi top di gamma. Un’idea intelligente per una mobilità (urbana e sostenibile) che sta cambiando, così come le esigenze dei clienti.

Smart working, riduzione degli spostamenti quotidiani e necessità di una seconda auto d’appoggio in famiglia stanno ridisegnando il concetto di utilizzo dell’automobile, soprattutto nei contesti urbani.

In questo scenario si inserisce Audi Urban Value, la nuova formula di noleggio a lungo termine “a consumo” proposta da Audi Financial Services.

Con questa proposta, Audi diventa il primo brand premium a introdurre un’offerta di noleggio costruita su basse percorrenze annuali, destinata a clienti privati e neopatentati che desiderano un’auto esclusiva, ma con costi realmente proporzionati all’utilizzo.

Una mobilità premium, ma senza sprechi

Audi Urban Value si basa su un contratto di 36 mesi, con una soglia chilometrica base di 3mila km e un canone fisso mensile che include tutti i servizi tipici del noleggio Audi.

Audi Urban Value
La formula ideale anche per chi guida poco la propria Audi A1 Sportback – foto © Audi

Al superamento della soglia, si paga una tariffa di 0,29 euro/km aggiuntivo, conteggiata su base mensile.

Un dispositivo telematico di bordo tiene traccia dei chilometri percorsi, mentre un’app dedicata permette al cliente di monitorare in tempo reale la situazione, evitando sorprese a fine mese.

Vantaggi economici rispetto al noleggio tradizionale

Audi Urban Value
Audi Urban Value è riservata ai modelli compatti del brand, tra cui anche l’Audi Q2 – foto © Audi

Grazie alla bassa percorrenza inclusa, il canone mensile è sensibilmente più contenuto rispetto ai contratti di noleggio standard, basati su percorrenze annuali di 10mila km o superiori. Ecco alcuni esempi.

Modello Anticipo Canone Urban Value Canone standard Vantaggio mensile Risparmio %
A3 Sportback TFSI 85 kW S tronic MHEV 48V Business Advanced 5.000 € 323 € mese 554 € mese -231 € -42%
A1 Sportback 30 TFSI S line edition ~5.000 € 269 € mese 473 € mese -204 € -43%
Q2 30 TDI S line edition ~4.900 € 299 € mese 511 € mese -212 € -41%

Anche considerando un superamento della soglia mensile, il costo complessivo rimane comunque inferiore al canone standard, garantendo risparmio e maggiore controllo.

Tutti i servizi premium inclusi nel canone

Audi Urban Value non rinuncia alla qualità del noleggio a lungo termine del marchio.

Nel canone mensile base sono infatti compresi immatricolazione e messa su strada, soccorso stradale 24 ore al giorno e 7 giorni la settimana in Italia e in Europa, RCA, tutela del conducente e copertura danni, atti vandalici ed eventi naturali furto e incendio con dispositivo di tracciamento a radiofrequenza, manutenzione ordinaria e straordinaria.

Una dotazione completa, ideale anche per chi non vuole pensieri di gestione o manutenzione.

Modelli disponibili, le compatte Audi

La formula Audi Urban Value è riservata ai modelli compatti del brand, i più adatti alla mobilità urbana e agli spostamenti occasionali.

Le vetture disponibili al momento includono l’Audi A1 Sportback 30 TFSI, l’Audi Q2 30 TDI e l’Audi A3 Sportback TFSI MHEV 48V. Si tratta di modelli efficienti, tecnologici e con consumi contenuti.

Audi Urban Value rappresenta una nuova filosofia nella gestione dell’auto, spostando il paradigma dal possesso all’utilizzo.

La casa di Ingolstadt con questo progetto intende leggere i cambiamenti del mercato e delle abitudini dei clienti, portando l’innovazione anche nelle formule di accesso alla mobilità.

Questa iniziativa si inserisce nella più ampia strategia Audi che – tra combustione interna, mild-hybrid ed elettrico – punta sulla massima flessibilità tecnologica. Il tutto con un occhio attento anche alle flotte aziendali e al programma Audi for Business.

A chi è rivolto Audi Urban Value?

L’iniziativa si rivolge a chi lavora in smart working e usa l’auto solo saltuariamente, a chi cerca una seconda auto in famiglia senza costi fissi elevati, a neopatentati che vogliono guidare un’auto premium ma con budget contenuto e infine a chi ama il comfort e la qualità Audi, ma vuole pagare solo ciò che consuma.

Audi Urban Value
Attività in smart working e uso dell’auto saltuario? Perché rinunciare alla A1 allstreet? – foto © Audi

Jeep Avenger a quota 200.000 ordini

jeep avenger
La gamma Jeep Avenger. Immagine ©Stellantis

Jeep Avenger è un successo, ma questo non è casuale, ma frutto di molti fattori.

Uno è senza dubbio la solidità del brand e la sua capacità di sostenere il posizionamento della Avenger tra i B-Suv, settore dove c’è la più forte concorrenza.

Un segmento nel quale, con la stessa piattaforma, il Gruppo Stellantis schiera più modelli di brand diversi.

Non è dunque per caso che la Avenger ha raccolto 200.000 ordini in due anni dal suo lancio, e guida la top 10 dei B-Suv più venduti in Europa, giocando un ruolo da assoluto protagonista in Italia.

Tra gennaio e giugno 2025, infatti, Jeep Avenger, il cui design è frutto del lavoro del Centro Stile di Torino, è allo stesso tempo:

  • il B-SUV più venduto con una quota del 10,9%;
  • il SUV più venduto in assoluto con una quota superiore al 5,6%;
  • il B-SUV 100% elettrico leader con una quota del 21,4%

Presentata nel 2022 e lanciata nel 2023, Jeep Avenger ha segnato un punto di svolta nella strategia di elettrificazione del marchio.

La gamma si è poi ampliata con versioni benzina e ibride, rendendo più accessibile le proposte del marchio Jeep.

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Jeep Avenger 4xe TheNorth Face Edition. Immagine ©Stellantis

L’arrivo della versione 4xe a trazione integrale, porta Avenger nel pieno spirito Jeep, che affonda le sue radici nella trazione integrale esul mondo adventure a 4 ruote.

Nella gamma di Jeep Avenger 4xe spicca l’esclusiva North Face Edition, limitata di 4806 esemplari, nata dalla collaborazione con The North Face.

Fabio Catone, Head of Jeep Brand in Enlarged Europe

Raggiungere i 200.000 ordini è il risultato diretto della nostra strategia: una gamma di propulsori completa e adattabile, un design iconico, una comunicazione d’impatto e caratteristiche di prodotto pienamente allineate al DNA Jeep”.

“In meno di un anno, Jeep Avenger ha raddoppiato il volume degli ordini”.

“Con un’impennata del 16% nei BEV e del 50% negli ordini ibridi, i veicoli elettrificati rappresentano ora uno sbalorditivo 66% delle preferenze, confermando l’impennata della domanda di soluzioni sostenibili e innovative”.

Jeep come scelta di vita

Il lavoro di posizionamento del marchio fatto in questi anni sta portando risultati interessanti:

una diminuzione dell’età media dei clienti;

un aumento delle clienti femminili;

una crescita delle vendite tra le famiglie, che evidenzia l’efficacia di Jeep Avenger come veicolo per la mobilità quotidiana.

Non solo. Tre clienti su quattro provengono dalla concorrenza, a conferma della percezione reputazione di Jeep come gamma di veicoli affidabile per l’uso quotidiano e adatti all’uso per cui sono stati pensati.

Londra elettrica: Rowland campione, Porsche regina

Formula E
La partenza della gara di sabato nell'E-Prix di Londra - foto © Formula E

Non solo in Formula E chi vince ha sempre ragione.

E a Londra, dove si sono corsi gli ultimi due ePrix della stagione 11 di Formula E, il mondiale riservato alle monoposto elettriche, sono riusciti ad averla un po’ tutti.

Trionfo Nissan-Rowland, Porsche regina delle squadre

La Nissan perché ha celebrato uno storico titolo individuale conquistato già due settimane fa a Berlino da Oliver Rowland.

Formula E
Il neo campione del mondo Oliver Rowland su Nissan . foto © Formula E

Rowland che, forse, avrebbe potuto dire la sua già nello scorso campionato se un problema di salute non lo avesse tenuto lontano dal doppio appuntamento di Portland.

La Porsche perché si è aggiudicata gli altri due campionati, quello a squadre e quello costruttori.

Lo ha fatto vincendo peraltro appena due prove su 16: una con il campione uscente Pascal Wehrlein e l’altra con Dan Ticktum al volante della monoposto della passata stagione, ma con le insegne della Cupra Kiro.

E la Jaguar (terza in tutte e tre le guaduatorie) che ha inseguito per tutto il campionato e che ha trionfato con impressionante facilità in cinque delle ultime sei gare.

Nick Cassidy, sicuro partente e probabile prossimo pilota della galassia Stellantis, ne ha vinte quattro, tre delle quali consecutive.

Grazie alla doppietta londinese è riuscito a strappare a Wehrlein anche il platonico (ma non troppo) titolo di vice campione del mondo: per il neozelandese, che in bacheca ha anche due allori iridati a squadre (uno con la Envision e l’altro con la Jaguar Tcs), è il secondo.

A Londra bis di Cassidy-de Vries, Mahindra supera DS

Pur non essendo sovrapponibili nello sviluppo, le due gare del centralissimo e affollatissimo ExCel hanno “premiato” gli stessi protagonisti.

Almeno per quel che riguarda le prime due posizioni: infatti, alle spalle di Cassidy si è insediato in entrambe le occasioni l’olandese della Mahindra Nyck de Vries.

I suoi punti sono stati decisivi ai fini del sorpasso della scuderia indiana a spese della DS Penske, che era terza prima dell’ePrix conclusivo, e che per due lunghezze ha perso anche la quarta posizione.

I terzi sono stati Wehrlein, sabato, e Buemi, domenica, giorno in cui David Beckmann (Cupra Kiro) ha conquistato il suo primo punto in assoluto in Formula E.

Il solo pilota a non essere riuscito a muovere il tabellino è stato il debuttante delle Barbados Zane Maloney, peraltro con l’esordiente bolide della Lola Yamaha Abt.

Giri di valzer in vista nelle scuderie

La prossima stagione cambiano molte cose.

A cominciare dal nome del manager a capo della Jaguar Tcs.

Formula E
Il circuito di Londra si sviluppa per metà al chiuso e per metà all’aperto – foto © Formula E

James Barclay – che ha guidato l’avventura di 9 anni della casa di Coventry in Formula E con una quota di successi del 40% in questa stagione e (inclusi i successi della scuderia cliente) del 20% in assoluto – andrà a dirigere il programma del WEC di McLaren.

Manca ancora l’ufficialità, ma a subentrargli dovrebbe essere Ian James, già protagonista con la Mercedes prima e con la stessa McLaren poi nel mondiale a zero emissioni.

Cambia anche Stellantis, perché Maserati lascia dopo tre campionati e tre vittorie per concentrarsi sul mondo delle Gran Turismo

E perché, sempre stando alle indiscrezioni, dovrebbe venire sostituita da Citroën.

Poi, con la Gen4 – progetto per il quale il gruppo si è impegnato con due marchi, e non è escluso che possano essere tre – toccherà anche alla Opel, anche se non è chiaro, almeno pensando agli attuali mercati di riferimento, quale possa essere l’interesse strategico planetario per il Doppio Chevron e per la casa del Fulmine (che nel mondo anglosassone si presenta come Vauxhall).

Infatti sono presenti quasi solo in Europa, dove nel prossimo campionato si corre a Monaco, Madrid, Berlino e Londra.

Liberty Global blindata fino al 2048

E cambiano i piloti, di sicuro alcuni, se non altro perché con due abitacoli in meno da assegnare la griglia sarà differente. Si tratta di capire chi sostituirà Cassidy alla Jaguar, dove vorrebbe traslocare Antonio Felix da Costa, che però dovrebbe avere ancora un anno di contratto con la Porsche.

E anche dove approderà Taylor Barnard, giovanissimo talento della McLaren, quarto della generale assoluta e dato per vicinissimo alla Penske.

Norman Nato potrebbe venire riconfermato dalla Nissan, malgrado i suoi punti siano mancati nella lotta per i titoli “collettivi” ma ha evidentemente meriti che vanno oltre la pista.

Potrebbe avere le valigie pronte anche Jake Dennis (Andretti), mentre è certo che l’esordiente Lola Yamaha Abt proseguirà con il senatore del mondiale elettrico e già iridato Lucas di Grassi e con Maloney.

La sola intesa di lunga, anzi lunghissima durata, è quella che la FIA ha accordato alla Liberty Global, che ha la maggioranza assoluta del capitale della Formula E.

Il mondiale elettrico è garantito fino al 2048, ossia una proroga di dieci anni rispetto al contratto esistente.

Formula E
Il prossimo anno nuova generazione di motori e molti cambiamenti nei team – foto © Formula E

Pioggia, Piastri e podio finale: il Gran Premio del Belgio è tutto McLaren

Gran Premio
Oscar Piastri ha conquistato la vittoria nel Gran Premio del Belgio, davanti al compagno di squadra e rivale per il titolo Lando Norris - foto © Formula 1

Il Gran Premio del Belgio di Formula 1 inizia con oltre 80 minuti di ritardo a causa della pioggia e della ridotta visibilità, con quattro giri dietro alla Safety Car.

Al via “vero”, Oscar Piastri supera il poleman Lando Norris già al primo allungo dopo Eau Rouge, prendendo il comando della gara e mantenendolo fino alla bandiera a scacchi

L’australiano ha così conquistato il suo stesto Gran Premio in stagione, incrementando il vantaggio in classifica su Norris, secondo al termine: 266 Vs. 250 punti.

McLaren festeggia una nuova doppietta, consolidando il dominio nella classifica costruttori. Ferrari è seconda, Mercedes scivola dietro.

Charles Leclerc difende il terzo gradino del podio da un avversario agguerrito come Max Verstappen, che conclude quarto davanti a Russell, mentre Alex Albon tiene dietro Lewis Hamilton, bravo a risalire dal fondo dello schieramento fino al settimo posto con una strategia brillante.

A punti anche Lawson, Bortoleto e Gasly.

Oscar Piastri – 9

Ottima prestazione con partenza da fuoriclasse: sorpasso decisivo su Norris al primo giro e gestione perfetta della strategia. Ha confermato il suo ruolo da dominatore della stagione. Sembra sempre più destinato a essere il terzo campione del mondo australiano dopo Jack Brabham e Alan Jones.

Lando Norris – 6

Ha chiuso secondo con margine. Ottima pole position, una tutto sommato buona strategia del Gran Premio, si è autopenalizzato con alcuni errori. Dopo, non ha armi vincenti per battere Piastri. Ogni volta che sembra aver superato la sudditanza nei confronti della freddezza del compagno di team, sbaglia troppo e così il mondiale si allontana.

Gran Premio
Norris non è riuscito a tenere Piastri dietro di sé una volta iniziata la gara – foto © Formula 1

Charles Leclerc – 8,5

Ha confermato con un ottimo terzo posto la solidità mostrata in tutto il weekend con un risultato meritato e una buona difesa su Verstappen. La Ferrari ha saputo rispondere a critiche e scarsi risultati negli ultimi mesi nonostante, o forse grazie, alle condizioni meteo complicate.

Gran Premio
Leclerc ha tenuto a bada Verstappen per tutta la gara a Spa, conquistando il terzo posto – foto © Formula 1

Max Verstappen – 7,5

Buona gestione in condizioni difficili ma non è riuscito a passare Leclerc. Primo appuntamento Red Bull senza Horner: prova discreta ma non brillante. Dopo la vittoria nella Sprint di sabato, un impercettibile errore durante il giro buono nelle qualifiche lo costringe dietro Leclerc, che poi non riesce a superare per un assetto penalizzante.

George Russell – 7

Ha superato Albon nei primi giri, si è inserito al quinto posto e ha fatto quel che poteva con una Mercedes attualmente inferiore alle più blasonate avversarie. Ritmo costante, ma lontano dal podio o anche solo dalla possibilità di lottare per punti davvero pesanti. Avesse una vettura costante potrebbe sicuramente conquistare più vittorie e dimostrare la sua classe anche a chi non lo crede un fuoriclasse.

Alex Albon – 9

Strategia perfetta, guida concreta. Ottime qualifiche, ottima partenza e alla fine ha tenuto dietro Hamilton – penalizzato a quel punto della gara dall’assetto che non gli permetteva un’alta velocità di punta – e ha sfruttato forse oltre il limite il potenziale della Williams. Una gara perfetta.

Gran Premio
Albon è partito quinto e ha concluso la gara con un ottimo sesto posto dopo aver tenuto a bada Hamilton – foto © Formula 1

Lewis Hamilton – 8

Partenza dalla pit-lane, rimonta dalla 18esima alla settima posizione, primo a montare le slick quando la pista lo ha permesso. Una prova di coraggio e qualità che riscatta i due errori gravi nelle qualifiche e dimostra che è ancora un gran pilota.

Gran Premio
Hamilton ha dato il massimo in gara, guadagnando 11 posizioni e chiudendo al settimo posto – foto Formula 1

Liam Lawson – 7

Buon Gran Premio senza errori e con una buona strategia che gli garantisce l’ottavo posto finale: un risultato concreto che sembra l’inizio di una riscatto dopo la cacciata dalla Red Bull.

Gabriel Bortoleto – 7

Secondo punto iridato in carriera, con le penalità degli altri si è guadagnato la zona punti senza errori.

Pierre Gasly – 6,5

Dalla deludente Sprint a un punto nel Gran Premio della domenica, un discreto recupero con la strategia, anche se limitato da problemi a inizio gara.

Oliver Bearman – 6

È stato costante ma poco incisivo, ha sfiorato la top-ten ma senza riuscire a dimostrare il suo valore come in altre occasioni. In pratica, una gara discreta ma anonima, priva di guizzi.

Nico Hulkenberg – 5

Dalle stelle alle… Non ha sfruttato l’onda lunga dell’entusiasmo per il suo primo podio in carriera (nello scorso GP di Gran Bretagna) mettendo in campo una strategia sbagliata e ottenendo un risultato deludente, considerati l’avvio di gara e le aspettative. Ma perché fermarsi per cambiare gomme quando era solidamente a punti senza possibilità di perdere la posizione?

Yuki Tsunoda – 4

Mamma mia che disastro! Al miglior risultato in prova, una gara pessima: sempre lontano dal compagno di team, penalizzato da una sosta in ritardo rispetto agli altri e superato da Bearman e Hulkenberg. Gran Premio da dimenticare: nonostante l’arrivo del nuovo team principal Laurent Mekies in Red Bull, probabilmente farebbe carte false per cambiare il sedile con Lawson.

Andrea Kimi Antonelli – 5

Un weekend veramente complicato. Eliminato in Q1 sia per la Sprint sia per il GP, parte dai box e gestisce male la gara, con qualche sprazzo ma poco ritmo. E il team lo ferma anche per una seconda sosta che non lo favorisce di certo. Dopo l’entusiasmo del debutto dimostra di aver bisogno ancora un po’ di esperienza.

Gran Premio
Piastri incrementa il vantaggio nella classifica piloti a 16 punti su Norris – foto © Formula 1

Vehicle Valley Piemonte accelera con nuovi soci e nuove strategie

Vehicle Valley
Nuovi soci e strategie per la mobilità del futuro per la Vehicle Valley Piemonte - foto © VVP

Il Piemonte si conferma terra d’eccellenza per l’industria della mobilità.

Con l’ingresso ufficiale di sedici soci ordinari e Blue Engineering come socio sostenitore, Vehicle Valley Piemonte (VVP) compie un deciso passo avanti nel processo di consolidamento del proprio ecosistema.

L’associazione – nata con l’obiettivo di promuovere in modo integrato il know-how regionale nei settori dell’auto, della componentistica, del design e dell’innovazione – sta ora diventando un vero e proprio hub strategico per la mobilità del futuro.

Un network che unisce tutta la filiera

Il valore del distretto VVP risiede nella sua capacità di rappresentare l’intera filiera della mobilità piemontese, come conferma la composizione dei nuovi ingressi.

Grandi player industriali come Marelli Europe, Webasto, CSI Spa e Silatech.

Aziende innovative attive in ambito come ADAS o sistemi antipioggia predittivi, come Easyrain.

Eccellenze del design e della prototipazione, come Model 5 e B Cube.

Fondazioni attive nella valorizzazione del patrimonio motoristico, come quella di Gino Macaluso e la Fondazione Marazzato.

Realtà operanti in ambiti trasversali – dalla consulenza strategica (PRAXI) ai materiali innovativi (Dottor Gallina), fino alla meccatronica avanzata (SAMEC, Amet, Step).

Un tessuto imprenditoriale che, grazie alla regia di VVP, può oggi contare su sinergie strutturate, occasioni di visibilità internazionali e progettualità condivise.

Un piano di azione concreto e multilivello

Durante l’ultima assemblea, la presidente Monica Mailander ha presentato il programma operativo per il secondo semestre del 2025, articolato in tre assi strategici.

Il primo è il supporto agli associati.

Tra le iniziative più attese, spicca un workshop tecnico e formativo dedicato alle strategie di ingresso nel mercato statunitense, con focus su compliance, supply chain e partnership locali.

Un’opportunità concreta per favorire l’internazionalizzazione delle PMI piemontesi.

Il secondo è il coinvolgimento delle imprese locali.

Verranno attivate campagne di sensibilizzazione e divulgazione sui vantaggi dell’adesione a VVP, con momenti di confronto aperti sul territorio.

L’obiettivo è rafforzare il tessuto locale, attrarre nuove adesioni e stimolare la creazione di filiere locali integrate e resilienti.

Infine, il terzo asse è il branding territoriale.

Il brand Vehicle Valley Piemonte sarà presente in modo sistematico nelle principali fiere, eventi e pubblicazioni del settore, sia a livello regionale sia internazionale.

Materiali promozionali, visibilità congiunta e iniziative di co-marketing saranno gli strumenti per rendere il Piemonte riconoscibile come distretto della mobilità d’avanguardia.

Valore del patrimonio e sguardo al futuro

Tra i progetti più innovativi annunciati, spicca un’idea, in fase di strutturazione per l’autunno.

Si tratta di un tavolo di lavoro sulla valorizzazione del patrimonio storico della mobilità piemontese, che unirà musei, aziende e istituzioni in un percorso condiviso di cultura industriale e design con forti ricadute turistiche.

Un’iniziativa che testimonia la visione sistemica di VVP, capace di unire heritage e innovazione, passato e futuro, in un modello di sviluppo sostenibile e coerente.

Un distretto in crescita

Il crescente numero di aziende interessate a entrare in VVP conferma la validità del progetto.

La prossima assemblea, che valuterà nuove candidature, si preannuncia cruciale per ampliare ulteriormente la base associativa e per potenziare le capacità di networking, attrazione investimenti e collaborazione internazionale.

Come sottolinea Monica Mailander, “Ogni socio è oggi ambasciatore del brand Vehicle Valley Piemonte. Insieme, possiamo trasformare il Piemonte in un polo riconosciuto a livello globale per l’eccellenza nella mobilità. Il nostro è un progetto inclusivo, concreto e visionario: non è più tempo di agire da soli”.

Artemis Aptera, 643 km senza spendere un euro

Altro che batterie, colonnine, app, abbonamenti e wall box con Artemis Aptera.

Tutta roba che secondo qualcuno non farà neanche in tempo a diventare familiare perché sostituita da altre tecnologie, molto più pulite e decisamente a buon mercato.

Figlia del deserto

Un esempio pratico arriva dal deserto del Mojave, distesa californiana di dune su cui il sole picchia come un fabbro ad un centinaio di miglia da Los Angeles, dove un prototipo potrebbe aver fatto registrare il vero giro di boa della mobilità.

Si chiama “Artemis”, è un’auto a tre ruote e due posti che ricorda un piccolo aereo da turismo o un ultraleggero, è nata grazie alla collaborazione con Pininfarina e non sa cosa siano benzina, gasolio o Gpl, ma neanche l’elettrico e l’idrogeno, perché a lei basta la luce del sole.

Certo, i prototipi a energia non sono una novità, ma Artemis ha appena superato ogni più rosea aspettativa superando un test assai difficoltoso: ha impiegato più di tre minuti per passare da 100 a 0 km/h.

E il motivo non è un difetto all’impianto frenante, ma il segnale di una resistenza all’aria e al rotolamento estremamente bassa, cioè di un’efficienza aerodinamica pari a 0,13, assolutamente da primato, dato che fa il paio con gli 820 kg di peso complessivo, anche in questo caso la metà di una normale auto elettrica.

Efficienza da record

Il primo ad essere entusiasta è il creatore della Aptera Motors, Steve Fambro, che nel deserto californiano è riuscito a confermare una dopo l’altra tutte le simulazioni fatte sui computer, a cominciare dalla prima: un consumo di 10Wh per ogni miglio percorso, numeri alla mano più o mano la metà delle più efficienti auto elettriche in circolazione.

Il tutto accumulando energia attraverso i quattro pannelli fotovoltaici da 700 Watt di cui è cosparsa Aptera, che permettono una percorrenza di 64 km al giorno utilizzando solo ed esclusivamente la luce del sole: una percorrenza che permetterebbe a molti automobilisti di viaggiare ogni giorno da casa al lavoro e ritorno senza spendere un centesimo.

Un’ora di ricarica, sotto il sole, permetterebbe 643 km di percorrenza, ancora una volta al netto di ogni possibile spesa.

Un tour attraverso gli States

Quanto basta per dare il via alla seconda fase del progetto, con la presentazione ufficiale nel corso dell’ultimo CES di Las Vegas del modello pre-produzione, completo di interni e infotainment, che sarà protagonista della “Aptera Solar Road Trip”, un lungo viaggio attraverso gli States necessario per confermare i dati e soprattutto l’efficacia della ricarica solare anche in posti dove il sole non picchia come nel deserto.

Tutto questo per arrivare puntuali all’anno prossimo, quando la Artmemis di Aptera dovrebbe entrare nella fase della produzione e confermare le tempistiche delle prime consegne, previste a partire dal 2027.

Ricarica a colpo sicuro con Nissan e Octopus

Nissan Charge
Una nuova app per la ricarica EV con tecnologia Octopus - foto © Nissan

La nuova app Nissan Charge, potenziata da Electroverse, offre accesso a oltre 1 milione di punti di ricarica, pagamenti integrati, filtri avanzati e funzionalità dinamiche.

Un passo concreto verso un ecosistema di mobilità elettrica più fluido e intelligente.

In questo modo Nissan alza l’asticella nell’e-mobility con il lancio di una nuova versione dell’app Nissan Charge, ora integrata con Electroverse, la piattaforma EV sviluppata da Octopus Energy.

Un aggiornamento non solo estetico ma sostanziale, che ridefinisce l’esperienza di ricarica per i clienti europei dei veicoli elettrici Nissan grazie a una rete di oltre 1 milione di colonnine pubbliche e a un’interfaccia smart, rapida e user-centric.

Electroverse e Nissan, una sinergia da oltre 1 milione di colonnine

Grazie all’integrazione con la tecnologia Octopus, Nissan Charge consente ora di localizzare e utilizzare le stazioni di ricarica gestite da più di 1.200 operatori in tutta Europa.

Inclusi nomi di riferimento come IONITY, Allego, Aral Pulse e TotalEnergies.

La crescita è continua, tanto che vengono aggiunti circa 500 nuovi punti ogni giorno, coprendo capillarmente anche le aree meno servite.

Le nuove funzionalità tecniche nel dettaglio

L’app Nissan Charge non è un semplice “aggiornamento”.

Tra le principali innovazioni che la rendono uno strumento essenziale per chi guida un EV Nissan i prezzi dinamici in tempo reale e filtri intelligenti e ricerca ottimizzata.

Infatti, la piattaforma integra un sistema di prezzi aggiornati dinamicamente per ciascun operatore di ricarica. Questo consente all’utente di ottimizzare i costi selezionando la tariffa più conveniente disponibile nel momento esatto.

E grazie ai filtri avanzati, è possibile selezionare il tipo di connettore (CCS, CHAdeMO, Type 2), la potenza di ricarica (da AC a HPC oltre 150 kW), la disponibilità in tempo reale e le tariffe promozionali dei partner

Altre innovazioni sono il pagamento contactless integrato e l’account semplificato più la Nissan Charge Card.

L’app fornisce direttamente il supporto completo a Apple Pay, Google Pay e carte di credito/debito. La ricarica diventa plug-and-pay, anche alla prima colonnina utilizzata.

E l’onboarding è stato snellito: in pochi passaggi si crea l’account, si associa la Nissan Charge Card (ricevuta gratuitamente) e si è pronti a partire. L’app si sincronizza automaticamente con il sistema di bordo dell’auto.

Una piattaforma pensata per l’ecosistema EV completo

L’app Nissan Charge è solo una tessera del mosaico più ampio che Nissan sta costruendo.

MyNissan Energy, la suite connessa che integra ricarica pubblica, energia domestica, vehicle-to-grid e gestione energetica.

Sono in arrivo il Plug & Charge (PnC), cioè il riconoscimento automatico del veicolo alla colonnina senza interventi manuali; e il Vehicle-to-Grid (V2G), con l’auto che diventa un’unità attiva nel bilanciamento della rete elettrica, restituendo energia alla rete in caso di sovraccarico.

Come funziona l’integrazione con Electroverse

Electroverse utilizza un sistema di roaming API aperto per la comunicazione tra operatori (MSP e CPO) tramite standard come OCPI (Open Charge Point Interface).

Nissan Charge sfrutta questa architettura per mappare e monitorare i punti di ricarica, recuperare i dati di disponibilità e tariffazione e gestire le sessioni di ricarica in modalità autorizzata (token RFID o app-based).

Tutti i dati sono crittografati e sincronizzati in tempo reale, con aggiornamenti server-to-app inferiori ai 5 secondi. Il backend è scalabile su infrastruttura cloud e garantisce compatibilità con i protocolli ISO 15118 per la futura adozione del Plug & Charge.

Una strategia coerente con “Ambition 2030”

L’integrazione di Electroverse nella nuova app Nissan Charge si inserisce perfettamente nel piano Ambition 2030.

Con questo piano Nissan punta alla carbon neutrality completa entro il 2050, attraverso la produzione elettrificata, soluzioni di ricarica intelligente e bidirezionale, veicoli 100% elettrici come Micra EV e la nuova LEAF.

L’ecosistema EV Nissan è progettato per coprire l’intero ciclo energetico, dal pannello solare domestico fino alla ricarica su rete pubblica o privata.

Le voci dei protagonisti

Soufiane El Khomri, Director Nissan Energy spiega che “Con la nuova Nissan Charge rendiamo la mobilità elettrica più accessibile, smart e integrata. È un passo chiave verso un ecosistema energetico connesso”.

Matt Davies, Director Octopus Electroverse invece afferma “Siamo orgogliosi che la nostra piattaforma venga adottata da un player come Nissan. L’obiettivo comune è garantire ai clienti un’esperienza di ricarica tanto evoluta quanto l’auto che guidano”.

La ricarica entra in una nuova era

Nissan Charge non è più solo un’app: è una chiave digitale per un ecosistema EV integrato, in cui la ricarica si adatta all’utente e non il contrario. Connettività, semplicità e risparmio energetico diventano finalmente realtà su scala europea.

Mercato dell’auto europeo, l’elettrico (quasi) batte il termico

mercato europeo
Continua in Europa la crescita contenuta ma costante delle vetture BEV - foto © Stellantis

Nel primo semestre del 2025, il mercato automobilistico europeo ha registrato una lieve flessione delle vendite.

Infatti le immatricolazioni totali sono calate dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Tuttavia, a colpire è soprattutto la continua evoluzione del mix motorizzazioni: secondo i dati diffusi dall’ACEA crescono elettriche e ibride, mentre benzina e diesel segnano un deciso arretramento.

BEV in crescita contenuta, ma strutturale

Con 869.271 nuove immatricolazioni nel mercato europeo, le vetture 100% elettriche rappresentano ora il 15,6% del mercato UE, in crescita rispetto al 12,5% del primo semestre 2024.

Germania (+35,1%), Belgio (+19,5%) e Paesi Bassi (+6,1%) sono i traini della crescita, mentre la Francia si distingue in negativo con un calo del 6,4%.

Dal punto di vista tecnico, la penetrazione delle BEV è ancora distante dagli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal pacchetto Fit for 55.

Le cause principali sono la carente infrastruttura di ricarica pubblica (soprattutto nei Paesi del Sud Europa), i prezzi medi ancora elevati – nonostante l’ingresso di nuovi competitor cinesi a basso costo – e l’incertezza normativa su incentivi e tasse di circolazione future.

Ibride, il compromesso che convince

Le auto ibride non plug-in continuano a dominare.

Con 1.942.762 unità immatricolate e una quota del 34,8% si confermano la scelta più popolare tra i consumatori europei.

L’Italia contribuisce con una crescita del +10%, ma sono Francia (+34,1%) e Spagna (+32,8%) a guidare la corsa.

Tecnicamente, queste powertrain risultano vantaggiose perché non necessitano di ricarica esterna, sono compatibili con le attuali infrastrutture e abitudini d’uso, offrono riduzioni significative dei consumi urbani grazie alla frenata rigenerativa e alla gestione intelligente dell’energia.

Plug-in Hybrid, il boom grazie a Germania, Italia e Spagna

Sorprende il +19,5% di crescita annua nei PHEV, con 469.410 unità.

Questi modelli, pur criticati per le emissioni reali più alte del dichiarato, risultano appetibili per flotte aziendali e utenti urbani grazie a incentivi e accesso alle ZTL.

La quota di questa alimentazione cresce in particolare in Germania (+55,1%), Spagna (+82,5%) e Italia: +56,3%.

Da un punto di vista ingegneristico, i PHEV sono un ponte verso l’elettrico puro, con pacchi batteria da 10–20 kWh e autonomia elettrica reale fra 40 e 80 km, ideale per l’uso urbano giornaliero.

Fine corsa per benzina e diesel?

Il termico tradizionale è in rapido declino nel mercato europeo.

Le vetture esclusivamente a benzina calano del 21,2%, con quota al 28,4%, mentre i Diesel perdono il 28,1%, con quota al 9,4%.

La Francia guida il crollo della benzina con un -33,7%, seguita da Germania (-27,8%), Italia (-17,2%) e Spagna (-13,4%).

Sul piano tecnico, l’evoluzione normativa Euro 7 e la diffusione delle zone a basse emissioni (LEZ) penalizzano questi motori.

I costi per l’omologazione e la post-trattazione dei gas (SCR, DPF, GPF) diventano sempre meno sostenibili per i segmenti medi e compatti.

Verso un nuovo equilibrio

Ecco il mix propulsori in UE nei primi sei mesi del 2025.

Motorizzazione Quote 1° semestre 2025
Ibride (HEV/MHEV) 34,8%
Elettriche (BEV) 15,6%
Plug-in Hybrid (PHEV) 8,4%
Benzina 28,4%
Diesel 9,4%

La quota combinata dei powertrain elettrificati (BEV + PHEV + HEV) raggiunge il 58,8%, per la prima volta superando stabilmente quella dei termici puri.

Il mercato, pur tra incertezze macroeconomiche e rallentamento della domanda complessiva (-7,3% a giugno), sta dunque realmente cambiando pelle, con una forte polarizzazione fra le tecnologie full electric e le soluzioni di transizione a basso impatto.

Il 2025 sarà l’anno dell’ibrido “ponte”?

Gli ultimi dati suggeriscono che l’ibrido, soprattutto nella sua declinazione non plug-in, è la tecnologia di compromesso che ha conquistato il mercato.

Tuttavia, se le BEV vogliono imporsi, occorrerà accelerare su infrastrutture interoperabili e capillari di ricarica rapida, riduzione dei costi delle batterie (target <100 €/kWh) e incentivi stabili e mirati su emissioni e cicli d’uso reali (WLTP city-based).

Pininfarina firma la prima hypercar stradale di JAS Motorsport

Pininfarina JAS
L'unica immagine diffusa finora della nuova Hypercar firmata JAS-Pininfarina - foto © Pininfarina

Una leggenda delle corse firmata Pininfarina e JAS debutterà sulle strade.

Dopo tre decenni di successi in pista, la factory lombarda realizzerà una vettura stradale con il proprio marchio.

E per renderla memorabile già dal primo sguardo, ha scelto uno dei nomi più autorevoli e iconici del design automobilistico mondiale: Pininfarina.

La collaborazione tra JAS e Pininfarina non nasce per caso.

Se da un lato JAS Motorsport ha maturato una competenza profonda nella progettazione e realizzazione di vetture da competizione – dalle auto TCR alle GT3, fino alle rally car – dall’altro Pininfarina porta con sé un’eredità estetica fatta di linee che attraversano i decenni senza invecchiare, con oltre 1.450 progetti automobilistici all’attivo.

Un progetto esclusivo, un ritorno iconico

L’auto in questione sarà ispirata a una delle sportive più iconiche del passato, reinterpretata in chiave moderna.

Non si tratta di un semplice “restomod”, cioè un’auto classica modernizzata, mantenendo il suo aspetto originale ma incorporando componenti e tecnologie moderne. Termine che deriva dalla combinazione delle parole inglesi restore e modernize.

Si tratta invece di un progetto totalmente ripensato nella meccanica e nelle geometrie strutturali, pur mantenendo l’anima e l’identità della vettura originale.

L’autotelaio sarà completamente nuovo, sviluppato per assicurare rigidezza torsionale elevata, bilanciamento dinamico ottimale e integrazione avanzata di sistemi attivi e passivi.

La monoscocca – verosimilmente in fibra di carbonio o materiali compositi avanzati – sarà progettata con tecniche mutuate direttamente dal mondo del motorsport.

La produzione sarà a tiratura limitata e avverrà nell’atelier tecnico JAS di Arluno (Milano), dove la manifattura artigianale si fonderà con le tecnologie più sofisticate.

Pininfarina e il design come funzione emozionale

La carrozzeria, che porta la firma di Pininfarina, sarà un tributo alla purezza formale dell’automobilismo classico, ma con tutti i crismi dell’aerodinamica funzionale.

Linee tese, proporzioni scolpite, elementi attivi e canalizzazioni integrate sono concepiti per generare carico aerodinamico reale, senza sacrificare l’eleganza.

La simbiosi tra estetica e performance sarà uno dei punti di forza dell’auto, che rappresenterà l’incontro tra l’heritage visivo di Pininfarina e l’expertise tecnica racing di JAS.

Tecnologia racing per la strada

Se i dettagli tecnici non sono ancora stati ufficializzati, è lecito attendersi una power unit ad alte prestazioni.

Probabilmente sviluppata internamente o derivata da un’unità racing, con mappature calibrate per la guida su strada.

Differenziali attivi, sistemi di controllo dinamico avanzati, sospensioni a schema racing e impianti frenanti carboceramici saranno parte integrante del pacchetto.

Il tutto sarà completato da un’elettronica di bordo derivata dalle competizioni, con logiche di gestione della trazione, launch control, modalità pista e funzioni telemetriche. Possibile anche l’integrazione di sistemi ibridi per migliorare l’efficienza e le performance in accelerazione.

Un nuovo paradigma tra design e ingegneria

Con questa mossa, JAS Motorsport si inserisce nel filone delle aziende racing che hanno saputo tradurre la propria competenza in strada.

È in buona compagnia (Dallara, Prodrive, o Glickenhaus) ma lo fa con un twist distintivo: l’arte del design italiano al servizio della prestazione.

Il primo unveiling della vettura è programmato entro la prima metà del 2026, ma l’attesa tra appassionati, tecnici e collezionisti è già palpabile. Ci troviamo davanti non solo a una nuova hypercar, ma a un manifesto di ciò che può nascere dall’unione tra ingegneria pura e bellezza funzionale.

Mini Countryman S ALL4, il crossover dalla doppia anima

Mini Countryman
Countryman S ALL4 incarna due anime: quella urbana e quella esplorativa - foto © Mini

Nel panorama dei crossover compatti premium, la nuova Mini Countryman S ALL4 rappresenta una proposta particolarmente completa.

La terza generazione di Countryman reinterpreta lo spirito del marchio britannico in chiave moderna con una maggiore enfasi su versatilità, tecnologia e dinamismo.

Dalla… giungla urbana ai sentieri costieri, la nuova Mini Countryman S ALL4 si conferma l’alleata perfetta per chi cerca piacere di guida, versatilità e trazione integrale intelligente in un’unica soluzione premium.

Motori 4 cilindri e cambio a 7 rapporti

Il cuore della Countryman S ALL4 è un motore 2.0 litri turbo benzina a 4 cilindri da 160 kW (218 CV), abbinato al cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti.

La coppia massima di 360 Nm è disponibile già a 1.500 giri/min, garantendo una spinta corposa e continua che si traduce in un’accelerazione 0-100 km/h in appena 7,1 secondi, con una velocità massima di 230 km/h.

Il piacere di guida tipicamente Mini è esaltato dalla trazione integrale intelligente ALL4, che ripartisce in tempo reale la coppia tra asse anteriore e posteriore.

Il sistema migliora la motricità su fondi a bassa aderenza e la stabilità nei cambi di direzione ad alta velocità, risultando perfetto tanto nel traffico cittadino quanto nei percorsi sterrati o bagnati.

Assetto e dinamica, tra comfort e agilità

Rispetto alla generazione precedente, la nuova Countryman è cresciuta in dimensioni.

Infatti, ora misura 4.433 mm in lunghezza e 1.843 mm in larghezza) ma mantiene un assetto equilibrato.

Il telaio è stato irrigidito e ottimizzato per ridurre rollio e sottosterzo, senza sacrificare il comfort.

Le sospensioni anteriori McPherson e quelle posteriori multilink sono state tarate per offrire una guida precisa e reattiva, ma anche per assorbire efficacemente le asperità.

A richiesta, è disponibile il sistema di sospensioni adattive che regola l’ammortizzazione in base allo stile di guida o alle condizioni della strada.

Una Mini dalla vocazione avventurosa

Esteticamente la nuova Countryman S ALL4 adotta un look più muscoloso e verticale, con superfici ridotte al minimo e un linguaggio stilistico più maturo.

L’anteriore presenta una nuova firma luminosa a LED, mentre il posteriore si distingue per i gruppi ottici verticali e il portellone elettrico con apertura automatica opzionale.

Ma è l’interno a sorprendere. La plancia è minimalista con display OLED centrale da 240 mm, personalizzabile in base alla modalità di guida (Core, Green o Go-Kart), realizzata materiali di pregio e un’architettura razionale che consente fino a 1.450 litri di capacità di carico abbattendo i sedili posteriori.

Un dettaglio significativo è il vano bagagli che può ospitare senza problemi una tavola da surf e un cestino da picnic.

Tecnologia e assistenza alla guida

Tra i punti di forza spicca il sistema Mini Operating System 9, basato su Android Open Source, che consente una gestione fluida e intuitiva delle funzioni digitali tramite il display centrale.

Il tutto è integrato con il sistema Mini Intelligent Personal Assistant, attivabile con il comando vocale “Hey Mini”.

La dotazione di sicurezza include il pacchetto di assistenza alla guida di livello 2 con Cruise Control Attivo con funzione Stop & Go, mantenimento di corsia e frenata automatica d’emergenza. Di serie anche la retrocamera e il parcheggio assistito.

Consumi e sostenibilità

Pur offrendo prestazioni brillanti, la Countryman S ALL4 dichiara di mantenere consumi contenuti grazie anche all’efficienza del powertrain BMW TwinPower Turbo.

Il consumo dichiarato nel ciclo WLTP varia tra 6,8 e 7,4 l/100 km, con emissioni di CO₂ comprese tra 155 e 169 g/km.

Il tutto rientra nella più ampia strategia del BMW Group per la sostenibilità, che include la riduzione dell’impronta di carbonio anche nei processi produttivi e nella logistica.

Compagna ideale per chi non si accontenta

Compatta ma capiente, sportiva ma confortevole, tecnologica ma intuitiva.

La nuova Mini Countryman S ALL4 riesce a incarnare due anime Quella urbana, fatta di maneggevolezza e connettività, e quella esplorativa, grazie a trazione integrale e grande capacità di carico.

Un’auto capace di trasformare ogni viaggio in un’esperienza Mini, sia che si tratti di affrontare i semafori di Manhattan, sia che si inseguano onde e silenzi lungo le coste di Long Island.

Scheda tecnica

Motore 4 cilindri in linea turbo benzina (BMW TwinPower Turbo)
Cilindrata 1.998 cm³
Potenza 160 kW / 218 CV
Coppia massima 360 Nm @ 1.500 giri/min
Trazione Integrale ALL4
Cambio Automatico doppia frizione a 7 rapporti
Accelerazione 0-100 km/h 7,1 secondi
Velocità massima 230 km/h
Consumo WLTP 6,8 – 7,4 l/100 km
Emissioni CO₂ WLTP 155 – 169 g/km
Bagagliaio 450 – 1.450 litri
Lunghezza x Larghezza 4.433 x 1.843 mm
Mini Countryman
Mini Countryman S ALL4, il crossover premium con trazione integrale – foto © Mini

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