Granborghini, quando le nonne mettono il casco

Mark Cody aveva fatto una promessa a sua nonna Hazel: un giorno, quando avrebbe avuto i soldi, l’avrebbe portata a fare un giro su una Lamborghini.

Poi è arrivato il Covid, l’isolamento e la depressione di sua nonna, che aveva deciso di togliersi la vita proprio quando la pandemia stava finendo.

Mark si era ritrovato con un enorme buco nel cuore, una promessa nel cassetto e nessuno a cui strappare ancora un sorriso.

La risposta logica sarebbe stata un po’ di terapia con qualcuno che se ne intende, magari un viaggio. Invece, nel 2024, Mark ha comprato una Lamborghini Huracán e l’ha fatta rivestire in rosa shocking.

Il progetto più improbabile del Regno Unito

Il progetto si chiama “Granborghini”, nome che mette insieme “Grandmother”, la nonna in inglese, e il leggendario marchio di Sant’Agata Bolognese, e porta avanti una missione semplicissima nella sua meravigliosa assurdità: Mark si presenta alle case di riposo o risponde ai messaggi sui social, e accompagna anziane (e qualche anziano, perché la solitudine non ha genere) a fare un giro su una supercar.

Gratis, tutto il tempo che si desidera e il più veloce possibile, anche se restando entro i limiti di velocità consentiti dalla legge.

La solitudine degli over settanta è un’emergenza sanitaria seria e silenziosa, ma il modo in cui Cody ha scelto di combatterla è tutto tranne che taciturno: una Huracán rosa con le decalcomanie Granborghini stampate sui fianchi non passa inosservata neanche in un parcheggio di supermercato, figurarsi mentre sfreccia per le strade del tranquillo Yorkshire.

La scelta del colore non è casuale: rosa shocking su una supercar è un cortocircuito visivo che costringe a guardare due volte, e alla seconda occhiata ci si accorge che al posto del passeggero c’è una signora di ottant’anni con un sorriso che va da un orecchio all’altro.

All’inizio le auto arrivavano da altri appassionati, proprietari di McLaren, Ferrari e Aston Martin che avevano sentito della storia di Mark e si erano offerti come volontari, portando con sé anche il tempo per guidare e chiacchierare.

Poi, a gennaio di quest’anno, Cody ha ricevuto la sua Lamborghini personale, comprata dando fondo ai risparmietti, e l’ha fatta “wrappare” scegliendo rosa vivace e nero satinato, in modo che saltasse agli occhi ancora di più di quanto faccia normalmente una Lamborghini.

Le passeggere

Bessie Watts ha 92 anni e il giro su una McLaren è stato un regalo di compleanno. Prima di salire in macchina ha fatto notare, con soddisfazione, che suo nipote di 12 anni, grande fan della McLaren, non ci era ancora mai salito. “La nonna è arrivata prima”, ha detto.

Betty Tynan, 82 anni, ha descritto il suo primo giro su una Lamborghini come “assolutamente fantastico” e il piano è di riuscire a provare tutte le auto della collezione.

Poi c’è Toni, 80 anni, che è scesa dall’auto dicendo di sentirsi “come una rockstar”. E probabilmente lo era già prima, solo che nessuno le aveva dato l’occasione di dimostrarlo.

La maggior parte dei passeggeri, ripete Cody nelle interviste, chiede esplicitamente di andare più forte: “Dobbiamo trovare un equilibrio tra sicurezza e limiti di velocità – spiega – ma quando possiamo, raggiungiamo il massimo, ed è fantastico vedere l’euforia durante l’accelerazione”.

Quelli che ci credono

Robin Gibbons, proprietario di una McLaren che ha messo a disposizione del progetto, ha raccontato la sua partecipazione con una frase disarmante: “Si usano queste auto per far sorridere la gente, ed è questo che conta”.

La rete si è allargata nel tempo: altri appassionati si sono uniti, le uscite si moltiplicano, i video sui social accumulano visualizzazioni e Mark esorta i suoi follower a contattarlo se conoscono qualcuno a cui farebbe comodo un passaggio.

La Granarchy e gli altri fronti

Nel frattempo, Mark ha aggiunto al repertorio alcune attività collaterali. A San Valentino distribuisce mazzi di fiori dal bagagliaio anteriore della Lamborghini, cerca “piloti acrobatici” over settanta per nuovi progetti non meglio specificati e ha documentato sulla sua pagina Instagram almeno un episodio di quella che chiama “Granarchy”: lui e una nonna che bussano a porte a caso nei quartieri residenziali e poi scappano di corsa verso la macchina prima che qualcuno risponda.

Il motto non ufficiale del progetto è “l’avventura non va in pensione”, il tipo di slogan che in genere finisce su una tazza e questa volta, al contrario, prende corpo ogni volta che una signora di 90 anni sale su una McLaren e chiede di andare più forte.

Ciò che conta davvero

C’è la tentazione, raccontando questa storia, di affogarla nella retorica del gesto simbolico, lo stesso Cody ci casca ogni tanto, nei video, spiegando che “Non possiamo salvare le persone, ma possiamo dare loro una ragione per vivere”, poi torna in macchina, pigia sull’acceleratore e il rombo del motore racconta tutto meglio di qualsiasi frase.

Ma il vero giro di boa di questa storia non è la Lamborghini: è Bessie che a 92 anni ha fatto qualcosa meglio di suo nipote, che Betty ha in mente un piano per farsi un giro sulle altre auto e che Toni si sente una rockstar.

La solitudine degli anziani è un problema che le istituzioni affrontano con convegni, commissioni e statistiche, mentre Mark Cody lo prende di petto con una Lamborghini rosa e una lista di signore a cui ha promesso un giro.

Non è riuscito a mantenere la promessa fatta alla nonna, ma sta cullando una versione migliore, ogni settimana, con qualcuno che altrimenti avrebbe passato il pomeriggio a guardare fuori dalla finestra. E non è affatto poco.