
Altro che batterie, colonnine, app, abbonamenti e wall box con Artemis Aptera.
Tutta roba che secondo qualcuno non farà neanche in tempo a diventare familiare perché sostituita da altre tecnologie, molto più pulite e decisamente a buon mercato.
Figlia del deserto
Un esempio pratico arriva dal deserto del Mojave, distesa californiana di dune su cui il sole picchia come un fabbro ad un centinaio di miglia da Los Angeles, dove un prototipo potrebbe aver fatto registrare il vero giro di boa della mobilità.
Si chiama “Artemis”, è un’auto a tre ruote e due posti che ricorda un piccolo aereo da turismo o un ultraleggero, è nata grazie alla collaborazione con Pininfarina e non sa cosa siano benzina, gasolio o Gpl, ma neanche l’elettrico e l’idrogeno, perché a lei basta la luce del sole.

E il motivo non è un difetto all’impianto frenante, ma il segnale di una resistenza all’aria e al rotolamento estremamente bassa, cioè di un’efficienza aerodinamica pari a 0,13, assolutamente da primato, dato che fa il paio con gli 820 kg di peso complessivo, anche in questo caso la metà di una normale auto elettrica.
Efficienza da record
Il primo ad essere entusiasta è il creatore della Aptera Motors, Steve Fambro, che nel deserto californiano è riuscito a confermare una dopo l’altra tutte le simulazioni fatte sui computer, a cominciare dalla prima: un consumo di 10Wh per ogni miglio percorso, numeri alla mano più o mano la metà delle più efficienti auto elettriche in circolazione.
Un’ora di ricarica, sotto il sole, permetterebbe 643 km di percorrenza, ancora una volta al netto di ogni possibile spesa.
Un tour attraverso gli States

Tutto questo per arrivare puntuali all’anno prossimo, quando la Artmemis di Aptera dovrebbe entrare nella fase della produzione e confermare le tempistiche delle prime consegne, previste a partire dal 2027.












