






Nissan adotta la tecnologia cold spray per realizzare le sedi valvole del suo nuovo motore turbo da 1,5 litri progettato esclusivamente per il noto powertrain ibrido e-POWER di terza generazione.
Cold spray è una tecnologia di deposizione in cui materiali in polvere vengono spruzzati a velocità supersoniche per formare uno strato di elevata durezza superficiale.
Non è una tecnologia nuova, in quanto scoperta negli annmi ’80 e adottata negli anni 2000 dall’industria aerospaziale, energetica e in altri settori manifatturieri.
Recentemente ha trovato applicazione anche per il trattamento delle superfici di scorrimento per aumentarne la durata e ridurre l’attrito.
Quella di Nissan è la prima applicaizone della tecnologia cold spray a motori automobilistici.
Sarà il powertrain e-POWER di Nissan Qashqai, la cui produzione è iniziata a luglio nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, a beneficiare per primo di questa tecnologia.

l nuovo motore turbo da 1,5 litri (nome in codice ZR15DDTe) utilizza la combustione di tipo STARC (Strong Tumble & Appropriately stretched Robust ignition Channel), un brevetto Nissan capace di migliorare l’efficienza termica del motore fino all’eccezionale valore del 42%.
Questo risultato è ottenuto minimizzando la turbolenza del flusso d’aria verso la camera di combustione e massimizzando la miscelazione fra aria e combustibile al momento dell’iniezione nel cilindro.
Nei motori convenzionali, il design della porta di aspirazione è condizionato dall’uso di sedi valvole sinterizzate e applicate per interferenza, che limitano la possibilità di ottimizzare il flusso d’aria in ingresso.

Gli ingegneri Nissan hanno affrontato questa sfida utilizzando la tecnologia cold spray, con la quale le sedi valvole sono realizzate spruzzando polveri metalliche diverse a velocità supersonica direttamente sul materiale della testata in lega di alluminio, formando un rivestimento robusto e durevole che aderisce fortemente senza fondere il materiale di base.
Oltre ad avere geometrie ottimizzate per i flussi in ingresso nel cilindro, le sedi valvole prodotte con tecnologia cold spray hanno maggiore conducibilità termica e consentono un migliorare raffreddamento intorno alle valvole.

Con la tecnologia cold spray si opera al di sotto dei punti di fusione dei materiali coinvolti, consentendone l’unione senza la loro fusione.
Questo processo impedisce la formazione di composti intermetallici e porosità che sono comuni nei metodi tradizionali di saldatura per fusione.
Di conseguenza, i rivestimenti realizzati con cold spray presentano un’adesione, una durata e un’affidabilità superiori, ideali per le sedi delle valvole dei motori.
Questa applicazione è una novità mondiale nel settore dei motori automobilistici e sfrutta la vasta esperienza di Nissan nella progettazione di propulsori, nell’ingegneria dei materiali e nella produzione.
Il processo incorpora una lega a base di rame senza cobalto appositamente sviluppata con eccellente conducibilità termica, ugelli interni ispirati alle tecniche di lucidatura utilizzate nella produzione di stampi forgiati e sistemi di garanzia della qualità basati sull’intelligenza artificiale.
Come abbiamo più volte ribadito, e-POWER è una vera rivoluzione nell’ibrido e rappresenta uno dei sistemi a nostro giudizio più ‘intelligenti’ in circolazione.
Se l’idea è eccellente, essa è però soggetta a continui miglioramenti per ottimizzare consumi ed emissioni dei veicoli che adottano l’e-POWER.
Ricordiamo, in sintesi, il funzionamento dell’e-POWER: è il motore 100% elettrico che muove le ruote della vettura mentre il motore termico, collegato a un generatore, produce energia che tramite l’inverter va alla batteria, al motore elettrico o a entrambi.
A differenza degli ibridi tradizionali, nel sistema e-POWER la potenza generata dal motore termico non è mai trasmessa direttamente alle ruote.
In pratica l’e-POWER offre i vantaggi della guida elettrica, con accelerazione fluida e brillante unita a una grande silenziosità, ma senza la ricarica alla spina.
Il powertrian è costituito dal nuovo motore turbo da 1,5 litri progettato appositamente per il nuovo e-POWER e un modulo 5-in-1 di nuova concezione, che integra motore elettrico, generatore, inverter, riduttore e moltiplicator.
Inoltre, la nuova calibrazione e il migliore isolamento acustico riducono vibrazioni e rumore sotto carico.

L’ultima creazione Works Bespoke in edizione limitata di Land Rover Classic si ispira alla Land Rover Series I personale di Sir Winston Churchill, che gli fu donata nel 1954.
Verranno prodotti solo dieci esemplari della Classic Defender V8 Churchill Edition.
Questa edizione, suggerita dal rivenditore autorizzato Classic Emil Frey, proprietario dell’originale Churchill Series I registrata “UKE 80″, mostra il livello di personalizzazione offertov da Land Rover Classic col programma Works Bespoke per Classic Defender V8.
La Classic Defender V8 Churchill Edition sfoggierà l’identica tinta Bronze Green originale, accuratamente riprodotta dai tecnici della Classic Works.
Il tradizionale colore intenso e ricco viene utilizzato anche sui cerchi in acciaio da 16” per impieghi gravosi e sui dettagli interni, inclusa la cornice della consolle centrale.

Caratteristici anche il paraurti anteriore zincato e la classica griglia in rete metallica, mentre il frontale presenta la cornice dei fari in nero opaco, ed è ispirato alla posizione della targa anteriore sull’iconica 4×4 di Churchill.
Ulteriori dettagli includono una decalcomania “UKE 80” sui parafanghi anteriori e una targhetta personalizzata sul retro, oltre alle protezioni zincate e non verniciate.
L’interno presenta una lussuosa pelle semi-anilina Bottle Green della Bridge of Weir che si estende alle maniglie di tenuta dei passeggeri, abbinata ai particolari e al rivestimento del cielo Windsor Ebony.
La plancia sfoggia un orologio esclusivo, con quadrante blu e striscia rossa, ispirato allo champagne Pol Roger Sir Winston Churchill.
“La Classic Defender V8 Churchill Edition è un fantastico esempio di ciò che è possibile quando l’idea di un cliente incontra l’artigianalità e l’attenzione ai dettagli degli esperti Land Rover Classic”.
“I nostri esperti di Works Bespoke hanno sottilmente catturato l’essenza dell’iconica Land Rover di Winston Churchill del 1954 per creare questi esclusivi veicoli in edizione limitata, che ora vengono realizzati a mano nel nostro impianto di livello mondiale”.

“UKE 80″, una Land Rover Serie I con passo da 86” fu originariamente donata a Winston Churchill nella sua tenuta di Chartwell il 30 novembre 1954, in occasione del suo 80° compleanno.
Il veicolo, registrato UKE 80, presentava modifiche su misura al lato passeggero del veicolo, poiché il suo scopo principale era quello di portare Churchill all’interno della sua tenuta.
Queste includevano una seduta più ampia con un bracciolo centrale ripiegabile, riscaldamento del vano piedi e una maniglia rivestita in pelle.

La Serie I rimase nella tenuta Chartwell fino alla morte di Winston Churchill nel gennaio 1965, quando passò al genero.
Rimase in famiglia fino al 1973, e fu acquistata dall’attuale proprietario svizzero nel 2013.
Il veicolo è stato poi restaurato e trasferito al Museo Emil Frey Classics a Safenwil in Svizzera dove rimane da allora.
Gli esperti di Land Rover Classic hanno esaminato “UKE 80” per immergersi completamente nei dettagli d’epoca dell’originale, per garantire che ogni aspetto della Churchill Edition sia all’altezza della sua ispirazione.
Il team ha analizzato la vernice per assicurarsi che il colore fosse identico all’originale Bronze Green.

Sono stati raccolti anche campioni del rivestimento interno originale per assicurare che la pelle semi-anilina Bottle Green della Bridge of Weir abbia la tonalità perfetta.
Oltre ai modelli 90 e 110 Station Wagon, sono disponibili anche le varianti Soft Top della Churchill Edition.
Il Soft Top presenta una capote in tela su misura che garantisce una vestibilità perfetta, ispirata a quella montata sull’ultimo Defender “classico” prodotto a Solihull nel 2016.
Le sezioni laterali e posteriori possono essere slacciate e arrotolate per la guida all’aria aperta, pur mantenendo un certo grado di protezione dalle intemperie.
Land Rover Classic ha aggiunto punti di ancoraggio aggiuntivi per mantenere la tela saldamente fissata alle velocità autostradali.
L’introduzione della Churchill Edition segue il lancio delle varianti 90 e 110 Station Wagon e 90 Soft Top della Classic Defender V8, tutte disponibili per i clienti Works Bespoke su commissione secondo le proprie specifiche.

Nell’ambito del programma Works Bespoke, il team specializzato di Land Rover Classic Works può creare veicoli su misura partendo da zero, comprese opzioni e accessori unici ispirati a veicoli Land Rover specifici o di particolare rilievo nella storia del brand.
Che il veicolo sia destinato all’uso in una tenuta di campagna, in spiaggia o in un ambiente urbano, Land Rover Classic può dare vita al fuoristrada da sogno di ogni cliente.
Tutti i veicoli Classic Defender V8 sono equipaggiati esclusivamente da un Land Rover V8 a benzina da 5,0 litri, che eroga 405 CV e 515 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico ZF a 8 velocità.
Utilizzando un veicolo donatore originariamente prodotto tra il 2012 e il 2016, ogni esemplare viene meticolosamente restaurato, ridisegnato e aggiornato durante centinaia di ore di lavoro da Land Rover Classic.
L’esperienza di guida su strada è ulteriormente perfezionata grazie al sistema di sospensioni con molle Eibach personalizzate e ammortizzatori Bilstein, barre antirollio riviste, un sistema di sterzo a ricircolo di sfere riprogettato e un sistema frenante Alcon potenziato.

La modernizzazione comprensiva di Land Rover Classic include il sistema di infotainment Classic, montato su ogni Classic Defender V8.
Questo offre funzionalità moderne come la navigazione, la radio DAB e il Bluetooth combinati con un look classico completamente integrato con il cruscotto e la consolle centrale.
Oltre al centro di assistenza Classic Works presso la sede Land Rover Classic nel Regno Unito e a una struttura Land Rover Classic dedicata a Essen-Kettwig in Germania, Emil Frey è in grado di fornire un supporto post-vendita completo per i modelli storici, tra cui le Classic Defender V8, dal suo sito principale di vendita al dettaglio a Monaco di Baviera.
La nuova generazione di Peugeot 308 e 308 SW vuole rivoluzionare il segmento C.
Del resto, è la categoria dove la casa del leone ha costruito buona parte della sua reputazione in Europa.

Con un design ancora più distintivo, una tecnica evoluta e una gamma di motorizzazioni estremamente ampia – dall’efficiente diesel fino alla 100% elettrica E-308 con 450 km di autonomia WLTP – i nuovi modelli vogliono confermare la tradizione Peugeot, fatta di piacere di guida, innovazione e raffinatezza stilistica.
La nuova 308 sfoggia per la prima volta il logo del Leone retroilluminato.
È integrato in una calandra ridisegnata con lamelle a spaziatura variabile che ottimizzano i flussi aerodinamici.

La firma luminosa a tre artigli LED – disponibile anche in versione Matrix LED sulle versioni GT – garantisce riconoscibilità immediata e maggiore sicurezza.
Dal punto di vista tecnico, le prese d’aria laterali e la conformazione del paraurti contribuiscono a migliorare il Cx, riducendo consumi e aumentando l’efficienza soprattutto nelle varianti ibride ed elettriche.
Anche i cerchi in lega, disponibili fino a 18 pollici diamantati (di serie sulle elettriche), sono stati sviluppati con attenzione all’aerodinamica, mentre la palette colori introduce il nuovo Lagoa Blue sulla berlina e l’Ingaro Blue sulla station wagon.
All’interno, la protagonista resta l’ultima evoluzione del Peugeot i-Cockpit.

Il volante è compatto, il quadro strumenti digitale 3D (sulle versioni top) e il touchscreen centrale da 10”.
La disposizione dei comandi privilegia l’ergonomia, con i pratici i-Toggles configurabili per accesso diretto a funzioni come climatizzazione o navigazione.
Dal punto di vista del comfort, spiccano i sedili AGR certificati, disponibili con funzione massaggio, oltre al climatizzatore gestibile da remoto tramite app MyPeugeot. L’infotainment integra i-Connect o i-Connect Advanced, con navigazione connessa TomTom e servizi ChatGPT-based per assistenza vocale avanzata.
E-308 è la versione elettrica della nuova Peugeot, con 450 km di autonomia.
La nuova E-308 adotta un motore da 115 kW (156 CV) e 270 Nm, alimentato da una batteria da 58,4 kWh (55,4 kWh utilizzabili) a 400 Volt.

L’efficienza è stata affinata per raggiungere i 450 km WLTP, un progresso di 34 km rispetto alla precedente versione.
Il sistema di frenata rigenerativa a tre livelli è attivabile con le palette al volante, permettendo di massimizzare il recupero di energia e migliorare il comfort di guida. Con colonnine a 100 kW, la ricarica dal 20% all’80% avviene in 32 minuti.
Sono disponibili funzioni avanzate come Plug & Charge e predisposizione V2L (Vehicle-to-Load), che consente di alimentare dispositivi esterni fino a 3,5 kW.
La Plug-in Hybrid da 195 CV combina il motore 1.6 turbo benzina e l’unità elettrica da 92 kW, per un totale di 195 CV, con cambio e-DCS7 a doppia frizione. La batteria da 17,2 kWh consente fino a 85 km WLTP in elettrico.
La Hybrid da 145 CV è un’ottima soluzione di elettrificazione leggera con trasmissione e-DCS6. Garantisce consumi contenuti (4,7-5 l/100 km WLTP) e fino al 50% del tempo in elettrico in ambiente urbano.
Completa la gamma il Diesel BlueHDi da 130 CV, pensata per chi percorre molti chilometri, che abbina l’efficienza del 1.5 BlueHDi al cambio automatico EAT8.
La nuova 308 integra aggiornamenti OTA (over the air), infotainment evoluto e una suite completa di servizi connessi.
Per esempio, l’e-Coaching per ottimizzare la guida elettrica, il Trip Planner con pianificazione dei percorsi basata su consumi e soste di ricarica, l’accesso al network di ricarica europeo Free2Move, con oltre 1 milione di punti.
Peugeot ha introdotto oltre il 30% di materiali verdi (riciclati o rinnovabili) nella produzione.

Il cruscotto in fibra di canapa, le plastiche riciclate in paraurti e rivestimenti, oltre al 58% di alluminio riciclato, fanno della nuova 308 un modello con fino al 95% di recuperabilità a fine vita.
Le nuove Peugeot 308 e E-308 incarnano la doppia anima dell’auto moderna.
Da un lato, sportività e piacere di guida, elementi che hanno reso celebre la berlina francese.
Dall’altro, sostenibilità, digitalizzazione e connettività, ormai indispensabili per rispondere alle esigenze del mercato.
Con la 308, Peugeot non si limita a rinnovare un best-seller, ma propone una visione equilibrata tra tradizione dinamica e innovazione tecnologica, capace di convincere chi ancora ama guidare e chi guarda al futuro dell’elettrico.

Fenomeno: un nome che non lascia dubbi sulla volontà di Automobili Lamborghini di proporre un’auto che non ha eguali.
Costruita per soli 29 fortunati proprietari, la Fenomeno è una ‘few off’ che celebra l’esclusività del brand e del design ‘Iconic and Essential’ del Lamborghini Centro Stile, che quest’anno festeggia i 20 anni di attività.
Un Manifesto di Design che si pone l’obiettivo di estremizzare gli elementi stilistici più rappresentativi del marchio.

Oltre al design unico e all’aerodinamica sviluppata ad hoc per questa vettura, la Fenomeno è equipaggiata con il V12 più potente nella storia Lamborghini, abbinato a tre motori elettrici per unire tradizione e innovazione.
Con questa configurazione ibrida, la potenza complessiva è di 1.080 CV, 835 dei quali erogati dal V12 aspirato cui si aggiungono i 245 CV ‘elettrici’.
Una vetta di potenza mai raggiunta prima, che il pilota può sfruttare pienamente grazie a innovative soluzioni tecniche al debutto su una Lamborghini, quali il 6D Sensor e i freni carboceramici CCM-R Plus.
“Quando presentammo la Reventón nel 2007 avevamo l’obiettivo di creare una supersportiva superlativa che fosse la massima rappresentazione di ciò che era Lamborghini”.
“La nuova Few Off porta avanti la stessa filosofia di eccellenza e innovazione che è parte fondamentale del nostro DNA”.
“Fenomeno è una vettura eccezionale in termini di performance, stile e perfezione, nata per celebrare il valore e i successi del nostro brand e dedicata ai clienti che da noi si aspettano la massima esclusività”.
“Ma oltre alla potenza straordinaria e al design unico la Fenomeno è la few-off che nella tradizione Lamborghini introduce il maggior numero di soluzioni tecniche innovative per rendere inimitabile l’esperienza di guida”.
La Fenomeno è stata infatti protagonista della Monterey Car Week 2025, dove da anni Lamborghini è presente con modelli eccezionali.

Dalla Revenòn del 2007 alla Sesto Elemento (2010), poi Veneno (2013), Centenario (2016), Sián (2019) e infine la Countach (2021).
Il nome Fenomeno, come da tradizione Lamborghini, omaggia un celebre, protsgonista di una corrida nell’arena di Morelia in Messico nel 2002.
Poiché Fenomeno celebra i 20 anni di attività del Lamborghini Centro Stile, questo ha introdotto il concetto di Hyper-Elegant design, ovvero la coniugazione della massima funzionalità con il top della purezza estetica.

“Con la Fenomeno inauguriamo un nuovo corso del nostro linguaggio stilistico creando un’opera tanto elegante quanto atletica ed essenziale al tempo stesso”.
“Una navicella spaziale interamente realizzata in fibra di carbonio che rimanendo fedele al nostro DNA, anticipa elementi che ritroveremo sulle Lamborghini del futuro”.
All’anteriore troviamo un cofano anteriore caratterizzato da due ampie prese d’aria ispirate alle Lamborghini da competizione come la Huracán GT3, mentre l’inedita firma luminosa delle luci diurne omaggia il corno del logo Lamborghini, presentato nel 2024, e al debutto su una supersportiva.
La vista laterale reinterpreta la tipica silhouette Lamborghini, con una singola linea che definisce il profilo vettura dalla punta del cofano anteriore fino al posteriore, ispirato alla ‘long tail’ della Essenza SCV12.

La livrea di lancio Giallo Crius esalta la muscolarità dei volumi superiori, contrapponendoli ai tecnicismi stilistici e aerodinamici della parte inferiore, dove le pinne in carbonio di derivazione racing incorniciano i passaruota e svolgono un importante ruolo aerodinamico.
Le dimensioni generali sono:

Davanti, le appendici che incorniciano lo splitter anteriore creano due feritorie laterali che convogliano i flussi d’aria parallelamente alle ruote, riducendo la resistenza e incrementando allo stesso tempo le portate d’aria agli scambiatori.
L’inedito design delle porte ricopre un ruolo aerodinamico fondamentale, dirigendo i flussi verso le ampie prese d’aria installate in fiancata.
A garantire il raffreddamento dei componenti del vano motore e il corretto funzionamento delle masse radianti contribuisce la presa dinamica NACA, utilizzata sin dalla prima Countach.

Il risultato è un raffreddamento laterale oltre il 30% più efficiente rispetto a qualsiasi Lamborghini equipaggiata con un V12.
Il sistema S-Duct installato sul frontale incrementa il carico aerodinamico anteriore, contribuendo a rendere perfetta la dinamica veicolo durante la guida ad alta velocità e convogliando inoltre l’aria verso il centro del tetto attraverso le feritorie poste sul cofano.
Grazie al profilo concavo del tetto, il flusso viene concentrato sia sull’airscoop posto sul cofano motore, per ottimizzare il raffreddamento dei componenti, sia sull’ala mobile posteriore il cui peculiare design a ‘omega’ massimizza la stabilità della vettura alle alte velocità.

Esclusivo il posteriore: una linea continua collega ala e passaruota delimitando nettamente il confine tra il corpo della vettura e il posteriore.
Dove la futuristica firma luminosa, che reinterpreta verticalmente le iconiche Ypsilon, raccorda gli elementi in carbonio del diffusore con le enfatizzate linee esagonali del terminale di scarico.
Inedito il design dei cerchi forgiati monodado (21″ all’anteriore e 22″ al posteriore), gommati Bridgestone Potenza Sport, 265/30 ZRF21 e 355/25 ZRF22.
L’abitacolo presenta una nuova interpretazione della filosofia ‘Feel like a pilot’ Lamborghini, creando una sempre più profonda connessione con la vettura sia per il pilota sia per il passeggero.

La posizione di guida e il volante racing offrono un’esperienza di guida al massimo del coinvolgimento, mentre i tre schermi digitali non rispondono solo all’esigenza di pulizia stilistica che ha consentito di eliminare la maggior parte dei tasti fisici, ma anche di concentrarsi completamente sulla guida come su una vettura da corsa.
La fibra di carbonio è protagonista assoluta dell’abitacolo dela fenomeno, a partire dalla consolle centrale dotata di sport pad e proseguendo con i pannelli porta e i sedili sportivi a guscio, progettati specificatamente per il modello.

Un dettaglio: le bocchette d’aerazione poste sulla plancia in carbonio sono stampate in 3D.
I clienti possono accedere a un ulteriore livello di personalizzazione grazie a
Il programma Lamborghini Ad Personam amplia la possibilità di personalizzazione dando accesso a una combinazione di colori quasi infinita sia per la carrozzeria sia per l’abitacolo, quest’ultimo ulteriormente personalizzabile nella scelta dei materiali della selleria.

Cuore pulsante della Fenomeno è il motore centrale V12 aspirato da 6,5 litri abbinato a tre motori elettrici, di cui uno integrato sul nuovo cambio doppia frizione a 8 rapporti.
La potenza del V12 superquadro è pari a 835 CV a 9.250 giri/min, grazie al riprogettato sistema di distribuzione che supporta un regime di rotazione massimo di 9.500 giri/min.
La potenza specifica è di oltre 128 CV/litro, la più alta nella storia dei 12 cilindri Lamborghini.
La coppia massima è di 725 Nm a 6.750 giri/min, l’80% della quale già disponibile a 3.500 giri/min.
La motricità sulle quattro ruote è garantita dal motore a combustione interna che fornisce trazione alle ruote posteriori e dalla coppia di motori elettrici collocati sull’asse anteriore.
I due e-motor anteriori sono del tipo a flusso assiale raffreddati ad olio e offrono un eccezionale rapporto peso potenza: 18,5 kg per 110 kW per ciascuna unità.
Oltre ad assicurare la trazione alle ruote anteriori svolgono la funzione di torque vectoring, per ottimizzare la dinamica di guida, e recuperano l’energia durante le fasi di frenata.
Il terzo motore elettrico a flusso radiale posizionato al di sopra del cambio aggiunge coppia motrice al retrotreno a seconda della modalità di guida selezionata.
La coppia motrice di 350 Nm per ciascuno dei motori elettrici anteriori combinata a quella dell’altro motore elettrico e del V12 offre livelli di performance unici nel panorama delle super sportive.
La potenza massima complessiva arriva a quota 1.080 CV grazie a un ulteriore boost fornito dalla nuova batteria da 7 kWh adottata specificatamente per la Fenomeno.
Queste, in sintesi le principali caratteristiche del powertrain:
Fenomeno adotta un cambio a doppia frizione 8 rapporti disposto trasversalmente in coda al V12 longitudinale, per lasciare lo spazio sotto al tunnel alla batteria agli ioni di litio che alimenta i motori elettrici.
La struttura interna del cambio presenta due alberi distinti, in luogo dei più comuni tre: uno che gestisce le marce pari, e uno quelle dispari, che innestano sullo stesso secondario.
Un layout che ha permesso di contenere il peso finale e di ridurre ulteriormente gli ingombri.
Da sottolineare la funzione di downshift continuo, che consente di scalare più rapporti contemporaneamente, semplicemente tenendo tirata la paletta di sinistra, per offrire al pilota la marcia ideale in base alla velocità istantanea in fase di frenata, per una sensazione di controllo totale.
Collocata al di sopra del cambio, l’unità elettrica svolge le funzioni di starter e generatore, oltre a rifornire di energia i due motori elettrici anteriori attraverso la batteria posta sotto al tunnel.
Inoltre il terzo elettrico ha la funzione di boost nella modalità di guida 100% elettrica, consentendo la marcia a zero emissioni a quattro ruote motrici, agendo direttamente sull’asse posteriore.

Le mansioni variano a seconda della modalità di guida inserita, attraverso un meccanismo di disaccoppiamento.
Per tale motivo è provvisto di un sincronizzatore dedicato, che consente la connessione al cambio doppia frizione.
Quando supporta l’azione del V12 l’e-motor si trova nella posizione che viene definita P3, con motore elettrico a valle del cambio, mentre passa in P2 per ricaricare la batteria quando si è in stazionamento o a basse velocità, oltre a fungere anche da motorino d’avviamento.
In P3 la Fenomeno può diventare un’integrale elettrica a seconda della modalità di guida selezionata, confermando la tradizione a quattro ruote motrici delle sportive Lamborghini, anche quando si tratta di zero emissioni.
L’incremento prestazionale ha richiesto la progettazione di un impianto frenante ad hoc.
Per questo è stato adottato l’innovativo impianto carboceramico CCM-R Plus, con dischi realizzati con una struttura 3D a fibre di carbonio lunghe simile a quella utilizzata nei freni delle vetture da competizione LMDh come la SC63, unita a una matrice ceramica che offre durata e affidabilità eccellenti.
Il sistema CCM-R Plus beneficia delle più avanzate tecniche di computazione fluidodinamica e presenta un innovativo sistema di ventilazione per dischi e pinze, garantendo un raffreddamento ottimale anche nelle condizioni dinamiche più severe.
Sono stati adottati ammortizzatori di tipo racing a taratura regolabile manualmente, così da ottenere l’assetto più efficace a seconda del tracciato e del tipo di utilizzo.
L’ottimale performance di smorzamento contiene i moti di cassa, mentre un maggiore rapporto di corsa tra ruota e ammortizzatore (motion ratio) garantisce la massima precisione di funzionamento di quest’ultimo.
E’ possibile intervenire direttamente sulle regolazioni (compressione/estensione), adattandole al proprio stile di guida e alle condizioni del tracciato.
Le dimensioni dei dischi sono di 420×40 mm (ant.) e 410×32 mm (post.)
Cuore del sistema di controllo integrato del veicolo è il 6D Sensor, introdotto da Lamborghini per la prima volta sulla Fenomeno.
Installato strategicamente vicino al centro di gravità dell’auto, il 6D Sensor è direttamente collegato alla centralina del freno IBC (Integrated Brake Controller).
La sua funzione è quella di fornire in tempo reale misurazioni dell’accelerazione lungo i tre assi (laterale, longitudinale e verticale) e la velocità angolare lungo i tre assi (beccheggio, rollio e imbardata).
Queste informazioni permettono una stima estremamente precisa della velocità della vettura, dell’angolo di imbardata e del coefficiente d’attrito tra i pneumatici e la superficie stradale.
Il sensore 6D è parte del sistema IVE (Integrated Vehicle Estimator), il cui processo di calcolo si sviluppa attraverso i filtri di Kalman.
Si tratta di un algoritmo che, nello specifico, fornisce una ‘dimensione’ predittiva della dinamica del veicolo, consentendo quindi a tutti i sistemi correlati di adattarsi a ogni situazione di guida.
Tra questi anche il IBC (Integrated Brake Controller) che implementa le funzioni di controllo dello slip delle ruote in frenata, riducendo gli spazi di frenata del 10%.
Il rapporto diretto con il comparto IVE consente al sistema IPB di incrementare le performance di frenata in approccio di curva e in quelle condizioni di guida tipiche dell’uso in pista, come il passaggio sui cordoli.
Tutto questo basato sulle accurate stime prodotte dall’IVE su input del sensore 6D.

Anche qui, in Lamborghini non sono scesi a compromessi e ha scelto Bridgestone come ‘Official Technical Partner’ esclusivo per equipaggiare la Fenomeno con versioni realizzate su misura dei celebri Bridgestone Potenza.
Disponibili nelle misure 265/30 ZRF21 (anteriore) e 355/25 ZRF22 (posteriore), questi pneumatici premium offrono prestazioni eccezionali alle alte velocità, eccellente risposta dello sterzo e precisione.
Sono disponibili con tecnologia Run Flat di Bridgestone (RFT), per consentire ai conducenti di continuare a guidare in sicurezza per 80 km a 80 km/h dopo una foratura, anche con pressione nulla.
Saranno inoltre disponibili pneumatici Bridgestone semi-slick su misura ad alta aderenza in grado di offrire le massime prestazioni in pista, pur essendo omologati per la guida su strade pubbliche.
Progettati su misura per valorizzare al massimo le prestazioni dell’auto, questi pneumatici, pensati per l’uso in pista, saranno disponibili nelle misure da 20″ e 21″.
Nel mondo dei pick-up, il nuovo Ford Ranger MS-RT 3.0 EcoBlue V6 è un caso a parte.
Con lui il mondo del lavoro incontra il motorsport grazie al suo assetto ribassato e al look da superstar.
Nato dalla collaborazione tra Ford Pro e gli specialisti di MS-RT – ramo sportivo di M-Sport, lo stesso team che faceva correre le Fiesta nel WRC – questo Ranger ridefinisce il concetto stesso di ‘mezzo da lavoro’.
Sotto la scocca c’è tutta la robustezza di un pick-up tradizionale, ma con un DNA sportivo che lo avvicina a un SUV prestazionale più che a un veicolo commerciale.
Il cuore del Ranger MS-RT è il 3.0 V6 EcoBlue.
Un motore turbodiesel da 2.993 cc, con iniezione common-rail a 2.000 bar, iniettori piezoelettrici e turbo a geometria variabile raffreddato da un intercooler frontale.
I numeri parlano da soli: 240 CV a 3.250 giri/min e una coppia di 600 Nm, erogata tra 1.750 e 2.250 giri.
Il rapporto di compressione (16:1) e la curva di coppia piatta garantiscono fluidità anche sotto carico.
Il sistema di lubrificazione a pompa olio variabile e il raffreddamento potenziato permettono un funzionamento affidabile anche durante traini gravosi o in condizioni off-road impegnative.
La trasmissione è affidata al cambio automatico a 10 rapporti con convertitore di coppia, lo stesso visto su F-150 e Mustang.
L’algoritmo adattivo rileva stile di guida, pendenze e carico, regolando la cambiata per ottimizzare prestazioni e consumi. Chi lo desidera può intervenire manualmente tramite SelectShift.
La trazione integrale intelligente utilizza una frizione centrale elettroidraulica e un differenziale posteriore bloccabile elettricamente. Il sistema propone sette modalità di guida, dalla Eco alla Sport, fino a quelle per sabbia, fango e traino.

Il telaio è a longheroni in acciaio ad alta resistenza.
Ha però delle modifiche specifiche per accogliere il nuovo assetto MS-RT ribassato di 40 mm, con carreggiate allargate e fusi ruota dedicati.
All’anteriore troviamo doppi bracci oscillanti indipendenti con ammortizzatori MS-RT, mentre al posteriore resta il ponte rigido con balestre, ottimizzato per la nuova taratura.
Il risultato è una guida precisa, con rollio contenuto, comportamento neutro e sterzo progressivo (EPAS) che migliora la sensazione al volante.
I freni anteriori sono a dischi ventilati da 332 mm con pinze a doppio pistone, mentre al posteriore resistono i tamburi, supportati da ABS, ESC, EBD e EBA.
Indubbiamente il Ranger MS-RT è un pick-up che si fa notare.
Cerchi da 21” MS-RT Diamond-Cut, pneumatici 275/45 R21 con canale da 9,5”, paraurti specifici, minigonne aerodinamiche e splitter anteriore riducono la resistenza aerodinamica e migliorano la stabilità ad alta velocità.
Il Cx è stato ottimizzato per un mezzo che, con quasi 2.500 kg a vuoto, può superare i 180 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi.
L’abitacolo è un mix di sportività e lusso: sedili MS-RT avvolgenti, riscaldabili, in Ecoleather traforata con cuciture blu e logo in rilievo, volante sportivo a fondo piatto con inserti carbon-look.
A centro plancia domina il display verticale da 12” con sistema SYNC 4A, compatibile wireless con Android Auto e Apple CarPlay.
Il quadro strumenti è completamente digitale e configurabile, mentre l’impianto audio è un Bang & Olufsen da 660 W con subwoofer dedicato.
La connettività è garantita dal modem FordPass Connect con hotspot 4G, telemetria di bordo e possibilità di gestione remota tramite app. Sono integrati anche navigatore cloud-based, Lane Centering, Adaptive Cruise Control con Stop&Go e Hill Descent Control.
Il Ford Ranger MS-RT è il primo pick-up europeo a tentare davvero la strada del “lifestyle truck” ad alte prestazioni.
Non rinuncia alla portata utile di oltre 1.090 kg, né alla capacità di traino fino a 3.500 kg, ma offre una dinamica stradale sorprendente e un’estetica sportiva curata nei dettagli.
Con un prezzo che si aggira intorno agli 80mila euro, non è certo un mezzo per tutti.
Ma è il veicolo ideale per chi ha disponibilità economica e vuole lavorare con stile, oppure per aziende che puntano sull’immagine.
È la risposta europea a un segmento dominato da pick-up americani esagerati, ma qui con una qualità costruttiva e un equilibrio dinamico che parlano il linguaggio dell’ingegneria Ford.
Con il CONCEPT AMG GT XX, Mercedes-AMG stabilisce nuovi punti di riferimento e continua la tradizione decennale del marchio di superare incessantemente i limiti dell’ingegneria automobilistica.

Mercedes-AMG ha ribadito questo impegno Proprio l’anno scorso Mercedes-AMG, con la Mercedes AMG ONE ha stabilito il record sul giro sul Nürburgring-Nordschleife.
Da ottobre 2022, l’hypercar è rimasta il veicolo di produzione più veloce di sempre sull’iconico circuito, avendo persino battuto il proprio record.
Ora è la volta del CONCEPT AMG GT XX che, raccolta questa eredità, eredità offre una dimostrazione delle prestazioni superiori della prossima architettura ad alte prestazioni AMG.EA.
La piattaforma, dotata di tre motori a flusso assiale e di una batteria ad alte prestazioni raffreddata direttamente, esprime una nuova dimensione di potenza e resistenza che Mercedes-AMG ha voluto verificare in condizioni estremamente difficili.

Teatro del tentativo di record la pista di prova ad alta velocità di Nardò sulla quale, da decenni, si confrontano le auto più veloci del mondo.
Risultato: il CONCEPT AMG GT XX ha battuto 25 record di lunga distanza, tra cui quello per la maggiore distanza mai percorsa da un veicolo elettrico in 24 ore.
Il precedente record era inferiore a 4.000 chilometri.

CONCEPT AMG GT XX ha superato di gran lunga il record precedente (inferiore ai 4.000 km) percorrendo 5.479 chilometri in 24 ore, ovvero 1.518 chilometri in più o circa il 38% in più rispetto al precedente record.
Tuttavia, il test estremo è durato molto più di 24 ore, poiché l’obiettivo era quello di compiere il “Giro del mondo in Otto giorni”, parafrasando il celebre romanzo di Jules Verne.
Come noto, maggiore sollecitazione sulle batterie dei veicoli elettrici (BEV) si verifica durante la guida ad alto carico e con cicli di ricarica ad alta velocità.
Per simulare ripetutamente questo scenario, CONCEPT AMG GT XX è stato incaricato di coprire il maggior numero possibile di chilometri nel minor tempo possibile.

I piloti hanno mantenuto una velocità costante di 300 km/h, fermandosi solo per ricaricare a livelli di potenza medi di circa 850 kW, ben oltre ciò che l’infrastruttura di ricarica odierna può fornire.
Dopo ogni sosta di ricarica, il veicolo è tornato ad accelerare fino a 300 km/h, più e più volte, giorno e notte, per otto giorni implacabili.
La scelta della velocità di 300 km/h è stata fatta considerando in fase di simulazione numerosi parametri, cercando l’equilibrio ottimale tra velocità in pista e soste di ricarica.

E’ stato questo il momento nel quale tutto il team impegnato nell’impresa a potuto dire definitivamente: missione compiuta!
La distanza di 40.075 chilometri è stata coperta in esattamente 7 giorni, 13 ore, 24 minuti e 07 secondi, battendo il proprio obiettivo di otto giorni con un ampio margine.
Lungo il percorso, ovviamente, CONCEPT AMG GT XX ha stabilito una serie di record aggiuntivi e si è persino spinto oltre per raggiungere un’altra pietra miliare a 25.000 miglia.
Sono stati in effetti due i veicoli partiti contemporaneamente per la corsa da record: dopo più di sette giorni e mezzo di funzionamento e una circumnavigazione completa del globo ciascuno, hanno tagliato il traguardo a soli 25 chilometri di distanza l’uno dall’altro, due giri di Nardò.
Il programma ha richiesto 3.177 giri del circuito di Nardò (12,68 km).
Piloti esperti hanno completato turni di due ore 24 ore su 24.
In media, il CONCEPT AMG GT XX ha percorso più di 5.300 chilometri al giorno in condizioni climatiche oltremodo impegnative per un powertrain elettrico.
Durante il giorno, infatti, le temperature ambientali sono salite fino a 35°C all’ombra, salendo ancora più in alto in pista, sotto il sole diretto.

Dal team al box che si occupava della ricarica e del cambio gomme alla fornitura 24 ore su 24 di servizi antincendio e di soccorso; dalla sala di supporto remoto ad Affalterbach, che era permanentemente collegata a Nardò tramite diagnostica remota al fornitore di pneumatici Michelin e lo specialista di stazioni di ricarica Alpitronic, tutti hanno contribuito al risultato.

“Mercedes-AMG e Formula 1 sono sinonimo di innovazione, competizione intensa e superamento dei limiti di ciò che è tecnicamente possibile”.
“I propulsori della nostra azienda hanno ottenuto successi rivoluzionari nelle primissime gare su strada nella storia dell’automobile più di 120 anni fa e hanno stabilito parametri di riferimento per decenni”.
“Negli anni ’70 e ’80, Mercedes Benz è stata ospite abituale qui a Nardò, stabilendo numerosi record internazionali di velocità e pista, in particolare con la C111 come programma tecnologico visionario”.
“Allora, abbiamo dimostrato le capacità prestazionali di propulsori diesel e benzina innovativi”.
“Ora, con il programma tecnologico CONCEPT AMG GT XX, stiamo entrando in una nuova dimensione di prestazioni, questa volta con trazione completamente elettrica”.
“L’obiettivo è ridefinire i limiti di ciò che è tecnicamente possibile nell’era della trazione elettrica”.
“Quindi, cosa potrebbe esserci di più appropriato che andare a caccia di record ancora una volta?”.
“La nostra missione: ridefinire gli standard stessi di prestazioni con tecnologie e innovazioni rivoluzionarie”.
“La motivazione e la dedizione del team interfunzionale di Mercedes-AMG, Mercedes-Benz, Mercedes-Benz Mobility e dei nostri esperti di motori di F1 presso Mercedes-AMG High Performance Powertrains durante l’intera fase di preparazione sono state illimitate”.
“Sono immensamente orgoglioso dei risultati senza precedenti dell’intero team in questa corsa da record unica”.

“Un’AMG è sempre stata definita dalla sua trasmissione”.
“Anche nel mondo elettrico, il nostro sistema di trasmissione deve essere convincente su tutta la linea”.
“Ecco perché siamo il primo produttore a utilizzare motori a flusso assiale e batterie raffreddate direttamente nei modelli completamente elettrici”.
“Ora abbiamo dimostrato in modo impressionante quanto siano superiori queste tecnologie”.
“Prestazioni enormi e ricarica estremamente rapida sono sempre state disponibili e hanno reso possibili questi record”.
“Per i clienti dei nostri futuri modelli elettrici, questo significa che otterranno una vera AMG, senza se e senza ma”.
“Il mio sincero ringraziamento va all’intero team: siamo lieti di poter contare sul miglior team del settore automobilistico anche quando si tratta di prestazioni elettriche”.
“Come pilota di F1, sono abituato a spingere la tecnologia ai suoi limiti assoluti: CONCEPT AMG GT XX mi ha davvero impressionato”.
“I motori a flusso assiale rispondono in modo altrettanto immediato e preciso di una trasmissione di Formula 1, ma con una resistenza che ho sperimentato solo con i motori a combustione”.
“Questa tecnologia rivoluzionerà l’esperienza di guida, sia in pista che su strada”.

Il rivoluzionario concetto di trazione con tre innovativi motori a flusso assiale e una batteria ad alte prestazioni sviluppata da zero ha consentito una nuova dimensione di potenza elettrica continua e ricarica ultra-rapida.
Ciò significava che CONCEPT AMG GT XX poteva essere spinto ripetutamente ai suoi limiti durante i test a Nardò, offrendo un nuovo livello di prestazioni continue che prima era quasi impensabile nel mondo dei veicoli elettrici.
Anche in condizioni di guida estreme, le batterie sono rimaste entro un intervallo di temperatura ottimale, il che non solo ha garantito le prestazioni in pista, ma ha anche consentito una ricarica estremamente rapida.
A ciò si aggiungono i motori a flusso assiale, che sono notevolmente più compatti e leggeri, ma soprattutto significativamente più potenti dei motori elettrici convenzionali.
La densità di potenza dei motori a flusso assiale è circa tre volte superiore.
Ciò consente prestazioni di guida di alto livello che possono essere riprodotte molto frequentemente e ripetutamente.
CONCEPT AMG GT XX genera una potenza di picco di oltre 1.000 kW, che corrisponde a più di 1.360 CV.
Questa potenza è ottenuta dai tre motori innovativi integrati nelle unità di trasmissione elettrica ad alte prestazioni (HP.EDU) sugli assi anteriore e posteriore.
L’asse posteriore ha due motori a flusso assiale raffreddati a olio, che sono combinati con cambi compatti e un inverter ciascuno in un unico alloggiamento.
La trazione elettrica anteriore funge da motore booster e viene attivata solo quando necessario per fornire potenza o trazione aggiuntiva.
I motori a flusso assiale offrono enormi vantaggi rispetto ai motori elettrici convenzionali: sono significativamente più potenti pur essendo più leggeri e compatti.
La loro densità di potenza è circa tre volte superiore, pur pesando meno e richiedendo solo un terzo dello spazio di installazione.
Le unità offrono una potenza continua più elevata e una coppia maggiore.
Le basi per questi motori rivoluzionari sono state originariamente sviluppate dallo specialista britannico di motori elettrici YASA, una consociata interamente controllata da Mercedes-Benz AG.
Ma è stata Mercedes-AMG che, in stretta collaborazione con YASA, ha elevato questo concetto a un livello di prestazioni completamente nuovo per la produzione in serie nei veicoli AMG.EA.
La batteria ad alte prestazioni del veicolo è uno sviluppo completamente nuovo di Affalterbach, ispirato alla Formula 1.
Consente un’elevata potenza erogata che può essere richiamata frequentemente e ripetutamente, contribuendo alle eccezionali prestazioni complessive del veicolo.
La batteria utilizza celle NCMA cilindriche di nuova concezione, che offrono un raffreddamento efficiente e un’elevata densità di energia di oltre 300 Wh/kg grazie al loro formato alto e stretto.
L’alloggiamento delle celle in alluminio saldato al laser migliora la conduttività elettrica e termica e contribuisce alle prestazioni robuste e durature della batteria.
Le celle della batteria sono raffreddate in modo intelligente e diretto da un olio elettricamente non conduttivo, che regola in modo ottimale la temperatura di ciascuna delle oltre 3.000 celle.
Questo raffreddamento garantisce una dissipazione uniforme del calore e supporta l’elevato potenziale di potenza continua del sistema di accumulo di energia.
La tensione di oltre 800 volt riduce il peso grazie a cablaggi più leggeri e tempi di ricarica più brevi, mentre la gestione termica intelligente controlla con precisione la temperatura delle celle per garantire le massime prestazioni anche in caso di uso intensivo.
Ciò consente a CONCEPT AMG GT XX di ricaricarsi estremamente rapidamente: la piattaforma tecnologica si ricarica a oltre 850 kW su un’ampia gamma della curva di ricarica.
In soli cinque minuti, può ricaricare energia sufficiente per un’autonomia di circa 400 chilometri (WLTP), equivalente alla distanza da Nardò a Napoli.


A Nuova Delhi, Renault India ha ufficialmente presentato il Nuovo Kiger.
Si tratta di un SUV urbano lungo meno di quattro metri che rappresenta un’autentica evoluzione della sua gamma.

Il modello si distingue per oltre 35 miglioramenti a livello di design e dotazioni di bordo, confermando l’approccio “Rethink Performance” e il suo ruolo strategico in un segmento SUV in forte crescita, che vale il 50% delle vendite indiane e il 31% del volume totale di mercato.
Il frontale è stato ridisegnato secondo la nuova identità di marca Renault.
Tra gli elementi distintivi una calandra audace, ski di protezione in tinta grigia metallizzata e grafica rinnovata nella zona posteriore.
Il tetto bi-tono, gli elementi stilistici distintivi e i cerchi in lega diamantati da 16” enfatizzano una presenza dinamica e moderna.

Debutta inoltre una nuova tinta esclusiva, Oasis Yellow, con trattamento alla mica che amplifica l’impatto visivo.
All’interno, la nuova plancia bicolore, i sedili rivestiti in pelle sintetica e il migliorato isolamento acustico aumentano il livello di comfort e raffinamento percepito dall’abitacolo.
Il Kiger punta forte sul fronte connettività.
È dotato di touchscreen flottante da 8”, connettività wireless per smartphone e un impianto audio 3D Arkamys che amplifica l’esperienza d’ascolto.
A ciò si aggiungono funzioni pratiche come la multiview camera, l’accensione automatica dei fari e i tergicristalli con sensore di pioggia.
La dotazione di sicurezza è uno dei capitoli più rilevanti di questa nuova generazione di Kiger.

Sono ben 21 le funzioni di sicurezza di serie, tra cui 6 airbag, ESP, controllo di trazione, assistenza alla partenza in salita e punti di ancoraggio Isofix per i seggiolini bambini su tutte le versioni.
Dal punto di vista tecnico, il restyling del Kiger va oltre l’estetica.
L’abbassamento del livello dei comfort acustici, l’introduzione di sistemi di bordo evoluti e l’ampliata dotazione di sicurezza riflettono un approccio ingegneristico attento sia all’esperienza utente sia ai rigori normativi.
Il display flottante ben si integra con i sistemi multimediali moderni, riducendo distrazioni alla guida e innalzando l’efficienza operativa.
In un mondo in cui ogni centimetro conta, il Nuovo Renault Kiger dimostra che l’intelligenza progettuale non si misura in spazio, ma in qualità percepita.
Compatto nelle dimensioni, ma ricco di personalità e sostanza. Quel che era solo un SUV urbano diventa un concentrato di pensiero ingegneristico, pronto a trasformare ogni viaggio in un’esperienza significativa… dove ogni dettaglio parla di innovazione e stile Renault.

La seconda generazione di Audi Q3 Sportback debutta con un look più sportivo.
Ma non solo, anche tecnologie derivate dai modelli alto di gamma e un’inedita efficienza elettrificata.
Tutti questi elementi posizionano la vettura come uno dei SUV coupé compatti più completi e tecnologici sul mercato.

Non si tratta di un semplice restyling, ma di una profonda evoluzione che unisce dinamismo da berlina e praticità da SUV, proiettando la gamma Q3 in una nuova era.
Il design della nuova Q3 Sportback segna un deciso cambio di passo rispetto al modello precedente.
Il frontale è dominato dal single frame rialzato, affiancato da proiettori sottili e aggressivi. I blister “quattro” sui passaruota richiamano l’heritage Audi, mentre il tetto spiovente (-29 mm rispetto alla Q3 SUV) accentua il carattere sportivo.
Il posteriore pulito – con fascia luminosa a tutta larghezza e logo Audi retroilluminato – conferisce un’impronta hi-tech.
Nonostante la linea da coupé, la capacità di carico resta di tutto rispetto: 488 litri (575 con i sedili posteriori avanzati) e fino a 1.289 litri abbattendo lo schienale.
Particolare attenzione è stata rivolta all’aerodinamica: il CX scende a 0,30, grazie alle prese d’aria adattive e alla razionalizzazione dei flussi, migliorando consumi e rumorosità interna.
All’interno, il salto generazionale è evidente.

La plancia è dominata dall’Audi Digital Stage, composto da dall’Audi Virtual Cockpit da 11,9”, il display MMI curvo da 12,8” e l’Head-up display (HUD).
Il selettore del cambio è ora integrato nel piantone dello sterzo, liberando spazio sulla console centrale per portabicchieri e ricarica wireless da 15 W raffreddata.
Il comfort acustico beneficia di vetri laterali insonorizzanti, guarnizioni ottimizzate e materiali fonoassorbenti. L’impianto audio Sonos Premium (420 W, 12 speaker e subwoofer) enfatizza l’anima premium del SUV.

Materiali riciclati come tessuti in poliestere 100% e tappetini in Econyl sottolineano la crescente attenzione di Audi alla sostenibilità.
La gamma è ampia e copre ogni esigenza, dalla mobilità quotidiana alla guida sportiva.
| Motore | Potenza (CV) | Coppia (Nm) | Cambio | Trazione | |
| 1.5 TFSI MHEV | 150 | 250 | S tronic 7 | Anteriore | |
| 2.0 TFSI | 204 / 265 | 320 / 400 | S tronic 7 | Quattro | |
| 2.0 TDI | 150 | 360 | S tronic 7 | Anteriore | |
| 1.5 TFSI e-hybrid | 272 (totale) | 400 | S tronic 6 | Anteriore |
La variante plug-in e-hybrid è il fiore all’occhiello del modello.
Con un’autonomia elettrica fino a 118 km WLTP, consumi di soli 1,7–2,2 l/100 km e ricarica rapida DC 50 kW (10-80% in meno di 30 minuti) è una scelta concreta per chi vuole combinare mobilità urbana a zero emissioni e viaggi più lunghi.
Audi offre fino a tre configurazioni d’assetto.

Il primo è lo Standard, rivisto per un migliore equilibrio tra comfort e precisione. Poi c’è lo Sportivo, più rigido, orientato alla dinamica.
Infine, l’Adattivo a doppia valvola che separa compressione ed estensione, adattandosi a strada, stile di guida e modalità Audi Drive Select
Lo sterzo progressivo è di serie e rende la guida più precisa. Nuove modalità di guida includono la Balanced (che sostituisce la modalità Auto, regolabile sulle preferenze del conducente) e la Offroad+, esclusiva delle versioni quattro, ottimizzata per terreni a bassa aderenza.
Il nuovo sistema operativo Android Automotive OS rende l’infotainment più intuitivo e personalizzabile.
L’assistente vocale sfrutta l’intelligenza artificiale e integra ChatGPT per rispondere a domande complesse, anche offline.
Sul fronte sicurezza, la Q3 Sportback eredita gli ADAS dai modelli di classe superiore: frenata automatica, mantenimento corsia, collision avoid assist e assistente adattivo alla guida fino a 210 km/h.
Quest’ultimo, integrato al machine learning, consente al veicolo di imparare manovre di parcheggio fino a 5 scenari e ripeterli in autonomia.
Audi ha con la Q3 spinge il concetto di luce oltre le convenzioni.
La nuova Q3 Sportback adotta proiettori Matrix LED digitali evoluti con tecnologia DMD (25.600 micro-LED), funzioni predittive come la “luce di corsia” e la “luce di orientamento” collegate agli ADAS, comunicazione Car-to-X, che proietta sull’asfalto avvisi come ghiaccio o incidenti, quattro firme luminose personalizzabili.
La nuova Audi Q3 Sportback arriverà nelle concessionarie italiane entro la fine del 2025.
Il prezzo base parte da 44.500 euro, la 2.0 TDI 150 CV parte da 45.800 euro e la Plug-in e-hybrid 272 CV da 51.800 euro
Con la seconda generazione della Q3 Sportback, Audi non si limita a un aggiornamento stilistico.
Introduce un approccio tecnico e tecnologico che ridisegna il concetto di SUV coupé premium.
L’autonomia elettrica record della versione e-hybrid, la digitalizzazione estrema con AI e l’illuminotecnica interattiva sono segnali chiari.
Il futuro della mobilità non è solo elettrico, ma connesso, intelligente e personalizzabile.
Riusciranno i concorrenti diretti a tenere il passo con questa sintesi di sportività, versatilità e tecnologia? La sfida è aperta.


Nissan Motor Co annuncia una nuova, promettente partnership con l’americana LiCAP Technologies.
Obiettivo dell’accordo è sviluppare una tecnologia di produzione degli elettrodi catodici destinati alle batterie allo stato solido (ASSB).
Questa tecnologia è basata su un processo a secco, che elimina solventi e fasi di essiccazione, aprendo la strada a una produzione più sostenibile ed efficiente.
Il cuore dell’innovazione è l’Activated Dry Electrode, tecnologia brevettata da LiCAP.
Permette di trasformare una miscela di materiali attivi e leganti (selezionati con cura) in un film elettrodico solido.
Tutto ciò grazie a un processo proprietario, senza l’uso di solventi, senza forni per essiccazione e con possibilità di rigenerazione del materiale di scarto.

Il risultato è un elettrodo con resistenza bulk e interfaccia basse, garantendo migliore conduttività e adesione, un’alta capacità a C-rate (anche 2–3 C), con densità di carica elevata.
Inoltre, permette la drastica riduzione del footprint produttivo, dei consumi energetici: fino al 70% di emissioni in meno e 20-30% di riduzione di CAPEX/OPEX rispetto al metodo umido.
Inoltre, la tecnologia si integra perfettamente nei processi industriali esistenti, incluso il roll-to-roll (R2R), accelerando la transizione dalla sperimentazione alla produzione su larga scala.
La produzione pilota di ASSB è già attiva e Nissan punta a lanciare veicoli elettrici equipaggiati con batterie allo stato solido entro il 2028.
Naturalmente sviluppate internamente in quanto la partnership con LiCAP rappresenta un salto di qualità nella produzione.
Infatti, elimina processi dispendiosi e inquinanti, riduce costi e tempi di produzione, permette un rapido scaling industriale, offre prestazioni energetiche superiori.
Tutti elementi chiave per le “ambizioni” di sostenibilità e competitività di Nissan.
Questa svolta pone Nissan in una posizione di avanguardia nella corsa alle ASSB, un segmento cruciale per i futuri veicoli elettrici.
La produzione a secco non solo diminuisce l’impatto ambientale e i costi, ma migliora efficienza energetica e densità, elementi fondamentali per autonomia e sicurezza.
Inoltre, la modularità del processo lo rende adatto anche a fabbriche di piccole-medie dimensioni, favorendo flessibilità e rapida adozione.
In sintesi, Nissan e LiCAP stanno mettendo “a secco” le basi per una nuova generazione di batterie: più snelle, pulite ed efficienti.
È un passo concreto verso il futuro dell’EV e sarà interessante vedere come questa “ricetta industriale” influenzerà il mercato e se altre case seguiranno questa via sostenibile.
