
Siamo saliti a bordo di Defender, il fuoristrada luxury di Land Rover, non molto popolare alle nostre latitudini.
Infatti, è molto più facile vederla negli Emirati Arabi.
Con il Defender abbiamo raggiunto un territorio in cui da secoli l’uomo convive con la natura selvaggia e con una specie antica, oggi minacciata dall’antropizzazione: l’orso bruno marsicano.
Il brand ci ha affidato la Defender 110, spinta da un 3.0 litri diesel, mitigato da una propulsione elettrica in modalità mild hybrid.
Con questa vettura abbiamo attraversato il Lazio battuto da piovaschi e vento, e raggiunto Pettorano sul Gizio, piccola comunità montana dell’Abruzzo, a pochi chilometri dalle vette sciistiche di Roccaraso, per celebrare il connubio tra la Defender e la natura wild.
Defender Awards e impegno per la conservazione
L’occasione è rappresentata dalla prima edizione dei Defender Awards.

Il celebre marchio, che da 50 anni è anche al fianco della Croce Rossa, con questa iniziativa ha voluto premiare 6 progetti internazionali di conservazione e impegno umanitario.
Per l’Italia, a vincere è stata l’ONG Salviamo l’Orso, che per due anni potrà utilizzare una Defender 4×4 per raggiungere i luoghi più impervi dove vivono i 60 esemplari di orso marsicano rimasti in questo territorio.
Oltre all’auto, che per le sue caratteristiche originarie si presta a questo impiego, Land Rover donerà un fondo da 120mila euro erogabile in due anni per il supporto formativo dell’associazione che ha nel suo DNA, il monitoraggio e la preservazione di questa specie.
Salviamo l’Orso, il progetto italiano premiato
Da sempre sinonimo di avventura, Land Rover ha stanziato a livello mondiale oltre un milione di euro e lanciato l’iniziativa per riconoscere l’impegno di questi eroi del quotidiano in quattro categorie: land, wild, humanity e sea.
I vincitori globali, selezionati da una rosa di 56 candidati, si sono distinti in ambiti quali la protezione della flora e fauna in Italia, la biodiversità e il recupero ecologico in Regno Unito e Giappone, la prevenzione sanitaria in Australia e la protezione marina in Francia e Sudafrica.

L’ONG vincente in Italia è nata nel 2012 e ha come mission la tutela dell’orso bruno marsicano, una sottospecie endemica dell’Appennino centrale di cui sopravvivono circa 60 individui tra Abruzzo, Lazio e Molise.
L’obiettivo è il ripristino degli ecosistemi e la messa in sicurezza del territorio su 10 comuni montani per consentire una pacifica convivenza tra l’uomo e l’orso.
Tecnologia e capacità off-road della Defender 110
All’interno del castello di Pettorano sul Gizio, Federico Funaro (Discovery & Defender Brand Europe di Land Rover) ci ha spiegato le motivazioni che hanno portato all’assegnazione del Defender Awards e illustrato le peculiarità di questo modello wild a disposizione dell’associazione.
“Abbiamo voluto portare un aiuto importante per l’associazione, tramite un’auto che consentirà di arrivare in luoghi che non sono semplici da raggiungere normalmente con altre automobili. In questo allestimento, la Defender ha una capacità di traino di 3,5 tonnellate che consentiranno di portare attrezzature per creare infrastrutte user friendly per monitorare l’orso marsicano nel suo habitat. Inoltre al modello S abbiamo aggiunto pneumatiche e il gancio di traino controllato in modo elettronico, oltre ai cerchi equipaggiati con pneumatici specifici proprio per muoversi sull’off-road”.
Prova su strada tra neve e fango
La Defender disponibile in 3 versioni (90, 110 e 130) ognuna con una buona dose di spazio a bordo, potendo ospitare da 6 a 8 passeggeri in base alle configurazioni.

La 110 che abbiamo guidato sulle strade innevate d’Abruzzo, ha 200 cv di potenza spinti dal diesel “aiutato” da un motore elettrico a 48 Volt che la rende ibrida e contribuisce a migliorare efficienza e fluidità di marcia, in particolare nelle fasi di ripartenza.
Nonostante la dose generosa di cavalli, stazza e massa considerevoli non consentono alla Defender la brillantezza su strada che forse ci si attende da un SUV, ma comunque le prestazioni sono buone.
Comfort e interni da vero salotto inglese
All’interno dell’abitacolo, la Defender è invece un salotto inglese di ottima fattura, con materiali di alta qualità e un’ottima posizione di guida, rialzata che conferisce un’ottima visibilità.
Semplice e ravvicinato rispetto allo sterzo, l’accesso al monitor centrale di comando, decisamente a portata di mano che non distrae dalla guida.
Ci sono per fortuna anche i comandi fisici per l’aria condizionata, la selezione della guida in pendenza, e altre opzioni non relegate al touchscreen che troppo spesso troviamo in questa fase storica dell’auto.
Nulla da dire sulle sospensioni che assorbono molto bene le irregolarità del terreno, anche lo sterzo è preciso. Ovviamente il rollio c’è ma non disturba, e soprattutto come evitarlo su un’auto con un baricentro alto come un fuoristrada?
Un alleato concreto per la natura
La Defender si conferma non solo un’icona dell’off-road, ma anche uno strumento concreto al servizio della conservazione ambientale.
Grazie alle sue capacità, i volontari di Salviamo l’Orso potranno muoversi agilmente tra strade fangose e innevate, raggiungendo aree altrimenti difficilmente accessibili.
Nel nostro viaggio di ritorno, tra neve e pioggia, la Defender ha dimostrato quanto sia perfettamente a suo agio in ogni contesto, rendendo anche le condizioni più difficili semplici da affrontare.

















