
Prima la leva del cambio, poi le gomme di scorta, l’accendisigari, il freno a mano, il lettore CD, la manovella dei finestrini e la chiave di accensione.
Da quando l’elettronica si è imbizzarrita, a bordo delle auto è iniziato un processo di scomparsa graduale e inarrestabile: addio a leve e levette e sotto con i sensori a sfioramento.
Uno dei trend più recenti sono le maniglie delle portiere, che oggi non possono più essere visibili ma a scomparsa, protuberanze che emergono quando serve per poi ritirarsi discretamente a filo della carrozzeria.
E se fino a poco tempo fa erano uno status-symbol per i modelli di classe alta, oggi stanno planando ovunque.
Sempre più diffuse, promettono stile e tecnologia, ma quando l’elettronica decide di scioperare, il rischio è che a bloccarsi non sia solo la portiera.
Per chi se lo chiede: il loro contributo all’aerodinamica è praticamente nullo, ma in compenso quello alle polemiche è enorme.
Il motivo è semplice quanto inquietante: essendo spesso comandate per intero dall’elettronica, in caso di incidente o guasto possono smettere di funzionare, rallentando l’uscita degli occupanti o l’intervento dei soccorsi.
“Carine, ma terribili da usare”

Che qualcosa non torni lo ammettono ormai anche i vertici dell’industria. Thomas Schäfer, amministratore delegato di Volkswagen, ha liquidato senza mezzi termini le maniglie a filo: “Sembrano carine, ma sono terribili da utilizzare”.
Un giudizio che pesa, perché arriva da chi quelle soluzioni le conosce bene.
Tesla sotto accusa negli USA
Negli Stati Uniti l’argomento è scivolato da tempo dai discorsi al bar alle aule dei tribunali, con la lista degli imputati che inizia da Tesla, pioniera delle maniglie a scomparsa, chiamata ad affrontare l’ennesima class action, questa volta in Florida.
A promuoverla è un certo John Urban, proprietario di una Model S prodotta tra il 2014 e il 2016, che ha accusato le maniglie magiche di rompersi “regolarmente” dopo pochi anni di utilizzo.

Secondo la denuncia, tra il 2015 e il 2022 tre maniglie su quattro della sua auto si sarebbero guastate, inclusa quella lato guida, costringendolo a entrare dalla portiera del passeggero in attesa delle riparazioni.
Un caso tutto da dimostrare ma tutt’altro che isolato, perché non è la prima causa legata al malfunzionamento di queste soluzioni, e soprattutto non riguarda solo Tesla.
Quando l’auto diventa una gabbia
Il vero nodo peggiore, però, emerge spesso dopo un incidente, come sta cercando di appurare la “NHTSA”, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza stradale, che ha aperto un’indagine ufficiale su alcuni modelli Tesla, in particolare le Model Y del 2021, dopo diverse segnalazioni di passeggeri rimasti intrappolati nell’abitacolo.
In uno dei casi più discussi, un bambino non è riuscito a uscire dall’auto a causa del blocco elettronico e della difficoltà nel trovare lo sblocco manuale.
In caso di emergenza, il sistema Tesla prevede una leva meccanica che spesso però è nascosta, poco visibile o addirittura sconosciuta a chi non ha letto il manuale.
Va da sé che in una situazione di panico, il dettaglio può fare la differenza.
Incidenti, incendi e cause legali
Le accuse più gravi arrivano da casi finiti in tribunale, come quello del gennaio 2023 nello stato di Washington, quando i coniugi Jeffery e Wendy Dennis si sono schiantati contro un palo a bordo della loro Model 3.
Dopo l’impatto l’auto ha preso fuoco e secondo verbali e denunce, le maniglie elettriche hanno smesso di funzionare impendendo agli occupanti e i soccorritori di aprire le portiere. Wendy è morta quasi subito, Jeffery è sopravvissuto riportando ustioni gravissime.
Episodi simili compaiono in altre cause depositate in Wisconsin e California, dove un Cybertruck è stato definito “una trappola mortale” che ha causato la morte di tre studenti universitari rimasti intrappolati e soffocati dal fumo.
Ogni caso ha la sua storia, ma il filo conduttore porta dritto verso un unico punto: quando la sicurezza dipende dai sistemi elettronici, un guasto può avere conseguenze irreparabili.
Perché si bloccano?
Le ragioni tecniche vanno dalla mancanza di alimentazione elettrica dopo un impatto, se la batteria a bassa tensione (12V/16V) si disconnette, o ancora la presenza di ghiaccio o sporco che blocca i meccanismi a scomparsa, per finire con le già citate difficoltà di accesso allo sblocco manuale, difficile da trovare specie se non si sa dove cercare.
La Cina verso il divieto
Mentre gli Stati Uniti indagano, la Cina valuta misure drastiche. Negli ultimi mesi diversi incidenti mortali hanno avuto un’enorme eco mediatica perché i soccorritori hanno raccontato di non essere riusciti ad aprire le portiere di auto moderne, spesso di marchi locali, finite in fiamme.

A Chengdu prima e a Tongling poi, gli occupanti di veicoli sono morti intrappolati nell’abitacolo, scatenando l’indignazione popolare. Da qui l’ipotesi che il governo abbia in mente di varare un divieto o norme molto più severe sulle maniglie a scomparsa.
Tesla corre ai ripari
Qualcosa, però, si muove. Il capo designer Tesla, Franz von Holzhausen, ha confermato che l’azienda sta lavorando a una nuova maniglia che unisce sblocco elettronico e manuale in un unico comando, più intuitivo anche in caso di emergenza.
Il sistema è già in fase di test in Cina e potrebbe arrivare a breve sui futuri modelli globali.
In realtà, soluzioni simili esistono già, ad esempio su alcune Toyota, dove tirare la maniglia elettronica attiva automaticamente l’apertura meccanica.
E in Europa?
In Italia non risultano episodi gravi legati alle maniglie Tesla, ma le auto vendute hanno lo stesso sistema di apertura dei modelli statunitensi.
Le normative europee impongono uno sblocco manuale di emergenza, senza però stabilire criteri chiari su posizione e visibilità. I soccorritori sono addestrati a intervenire anche sui veicoli elettrici, tenendo conto che il tempo di reazione in simili frangenti resta un fattore cruciale.
I dubbi dell’auto “smart”?
Il dibattito ruota attorno alla domanda più banale di tutte: quanto può definirsi intelligente un’auto se nei momenti peggiori intrappola gli occupanti a bordo?
Se questa è intelligenza, c’è qualcosa che sfugge.
















