Ferrari SF-26: sarà davvero l’arma dell’ennesima riscossa?

©Scuderia Ferrari Media/Ferrari.com

Eccola, la Ferrari della riscossa. La SF-26, un po’ vista, un po’ intravista.

Del resto tutte le squadre, sino a quando possono (e ormai è questione di ore, i test in Spagna cominciano la prossima settimana, anche se saranno a porte chiuse) cercano di nascondere le proprie monoposto.

Siamo all’anno zero della Formula 1, nessuno vuole scoprire le proprie carte prima del tempo.

Sinora si sono viste foto sfocate, maquette spacciate per auto vere, rendering ritoccati.

La vera rivoluzione è sotto il vestito, più facile da nascondere, ma anche l’aerodinamica cambia così radicalmente che l’interesse per le soluzioni escogitate dai vari designer è molto alta.

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Per la Rossa esame doppio

Per la Ferrani l’anno sarà a doppio zero, come per la farina.

La gestione di Fred Vasseur non ha portato soddisfazioni, se non a sprazzi e non l’anno scorso, del tutto fallimentare.

Lewis Hamilton, arrivato in pompa magna, s’è arenato in un’annata di frustrante mediocrità, l’inglese non è quasi mai riuscito a essere all’altezza di Leclerc.

E’ sempre difficile comprendere cosa ci sia nella testa e nel cuore di un pilota, in quella di Lewis c’era l’ambizione di vincere un titolo, superare Schumacher (otto allori contro sette) ed ergersi in una specie di torre inarrivabile.

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Finora l’obiettivo è molto distante, molto dipenderà dalle qualità di questa nuova SF-26.

Lewis è stato anche accontentato con l’allontanamento dell’ingegnere di pista, Riccardo Adami, con il quale non è mai scattato il feeling giusto.

Ora c’è un interim, in attesa che arrivi (si dice) uno specialista ex McLaren.

Ma è lecito chiedersi se le motivazioni del fuoriclasse britannico siano ancora le stesse.

Invece nella testa e nel cuore di Leclerc, a parte l’amore per il Cavallino e la voglia di vincere una sfida con se stesso, per la prima volta potrebbe albergare il tarlo del dubbio sulla sua scelta di restare ferrarista ad libitum.

In più sulla graticola c’è la gestione di Fred Vasseur, che ha prodotto poco, certo non abbastanza per riportare un titolo che manca da tempo.

Gli ultimi vinti datano 2008 (costruttori) e 2007 (piloti).

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Debutto tra foschia e pioggia

Detto questo, la SF-26 ha fatto quel che doveva fare.

Pochi giri a Fiorano, su pista bagnata e visibilità ridotta per la foschia, debutto affidato a Hamilton.

E’ rossa con molto bianco, un richiamo alle monoposto di felici tempi lontani (Anni ‘70, Niki Lauda e affini), ma si sa che il colore in Formula 1 non conta nulla.

Né l’estetica.

Conta il cronometro e adesso è troppo presto per dire se le lancette mostreranno pollice alzato o pollice verso.

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La sfida della prima Ferrari disegnata sotto la piena direzione di Loic Serra:

“Lo sviluppo del progetto SF-26 ha richiesto di adattarci a un quadro regolamentare completamente nuovo”.

“Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale, visto il nuovo contesto normativo e tecnico”.

“Allo stesso tempo, era fondamentale garantire che l’architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione”.

Leggasi sviluppi o – se serviranno – correzioni.

“In questo scenario, l’efficienza e l’integrazione di soluzioni come l’aerodinamica attiva sono elementi chiave”.

“La SF-26 rappresenta un grande sforzo corale”.

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Poche parole da Fred Vasseur:

“La SF-26 segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Formula 1 e per la Ferrari”.

“Ci sono nuove regole per il telaio, per la power unit, nuovi carburanti e gomme con caratteristiche differenti”.

“Il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende”.

“Dalla settimana prossima a Barcellona cominceremo il lavoro di comprensione e validazione della vettura”.

Enrico Gualtieri, responsabile della rinnovatissime power unit:

“Con i regolamenti 2026 la power unit è più che mai una parte integrata nel concetto vettura”.

“L’aumento significativo del ruolo della componente elettrica, l’introduzione del carburante sostenibile al 99% e l’eliminazione della MGU-H rappresentano un chiaro cambiamento di filosofia, non una semplice evoluzione come quella che abbiamo vissuto dal 2014 al 2025”.

“Questo ci ha richiesto di ripensare l’architettura del propulsore fin dalle prime fasi”.

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SF-26: le pance sono inedite

Dal poco che si è visto, i progettisti hanno seguito una strada diversa da quella della Mercedes, con pance corte e rastremate: le due auto appaiono molto differenti.

Diversa, questa SF-26, anche da alcune  altre sue concorrenti (sempre al netto delle foto confuse o camuffate). Si capirà meglio a Barcellona.

L’unica certezza è quest’anno i vari staff progettuali hanno potuto interpretare in modo personale il nuovo regolamento. Sarà una sfida nella sfida.

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Piloti? Per ora prudenti. Charles Leclerc:

“Le regole 2026 richiedono una preparazione ancora più approfondita, soprattutto a noi piloti”.

“Ci sono molti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare al meglio, e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del progetto”

“Nei miei anni in Rosso ho già vissuto insieme importanti cambiamenti regolamentari: sappiamo quanto la sfida sia complessa, ma stiamo lavorando con grande motivazione”.

Lewis Hamilton:

“Questo 2026 rappresenta una sfida enorme per tutti: è probabilmente il cambiamento regolamentare più grande che abbia vissuto nel corso della mia carriera”.

“Da pilota è stata una sfida particolarmente interessante poter esser coinvolto fin dall’inizio nel processo di sviluppo di una vettura così diversa”.

“Il ruolo del pilota sarà centrale nella gestione dell’energia, dei nuovi sistemi e nel contribuire alla comprensione della macchina”.

Ora, occhi puntati su Barcellona.

Scheda Tecnica Power Unit Ferrari SF-26

Motore sovralimentato. Nome: 067/6..Cilindrata: 1.600 cc. Sovralimentazione: turbo singolo. Max giri minuto turbo: 150.000. Max portata energetica benzina: 3.000 MJ/h. Configurazione: V6 90°. Numero cilindri: 6. Alesaggio: 80 mm. Corsa: 53 mm. Valvole: 4 per cilindro. Iniezione diretta, max 350 bar.

Sistema ERS. Configurazione: sistema ibrido di recupero dell’energia con singolo motogeneratore elettrico (MGU-K).

Pacco batteria: batterie in ioni di litio, peso minimo con elettronica di controllo 35 kg.

Energia batteria: 4 MJ max delta SOC, 9 MJ max energia in fase di ricarica.

Max tensione di esercizio: 1.000 V. Potenza MGU-K: 350 kW. Max giri minuto MGU-K: 60.000.

Cambio longitudinale Ferrari a 8 marce più retro.

Differenziale posteriore a controllo idraulico.

Scheda Tecnica Chassis Ferrari SF-26

Telaio: in materiale composito a nido d’ape in fibra di carbonio con protezione halo per l’abitacolo.

Carrozzeria e sedile in fibra di carbonio.

Freni a disco autoventilanti in carbonio Brembo (anteriore e posteriore) e sistema di controllo elettronico sui freni posteriori.

Sospensioni anteriori e posteriori a puntone (schema push-rod).

Peso complessivo con acqua, olio e pilota: 770 kg.

Ruote anteriori e posteriori: 18”.

Immagini ©Scuderia Ferrari Media/Ferrari.com