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Carla Manfredini: i suoi dipinti in mostra nella sede ASI

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Dal 20 dicembre al 19 gennaio, presso la sede dell’ASI Automotoclub Storico Italiano, a Villa Rey, Carla Manfredini espone 80 dipinti originali a tema auto d’epoca, realizzati con matite e tempere.

Oltre ai disegni, realizzati a matita e colorati a tempera, sono esposta una serie di lettere, messaggi e attestati di stima che la Manfredini ha ricevuto da personalità illustri, tra cui Enzo Ferrari, collezionisti e semplici appassionati che hanno apprezzato le sue opere.

Le opere esposte, realizzate a cominciare dagli anni ’70, abbracciano un periodo che va dagli albori dell’automobile fino ai primi Anni ’60.

Tuttavia, per ammissione dell’artista, i soggetti sono fortemente sbilanciati verso l’epoca più pionieristica, quella che maggiormente l’ha affascinata e stimolata a dipingerle.

Le prime Fiat, Peugeot, De Dion-Bouton, le piccole Citroën, grandi americane come Cadillac, Packard e Duesenberg, spider inglesi come MG, Aston Martin e Jaguar, e poi Fiat Topolino in varie versioni, eleganti Lancia, le prime Ferrari, la celebre Cisitalia 202, le veloci Alfa Romeo e Bugatti, le lussuose Mercedes.

C’è anche un’auto d’epoca vera

L’esposizione è organizzata dall’agenzia di comunicazione The Pop Box, in collaborazione con ASI e Fondazione Marazzato, che partecipa all’allestimento mettendo anche a disposizione una rara (e conservata) Lancia Augusta del 1934 proveniente dalla propria collezione esposta accanto alle scocche delle Ferrari 250 GTO, protagoniste di un’altra mostra che ASI ha inaugurato a settembre e che si potrà visitare sino alla fine dell’anno.

Chi è Carla Manfredini

Originaria di Reggio Emilia, ha un padre militare che, pur impartendole un’educazione rigida, asseconda la sua indole estrosa consentendole di coltivare la sua inclinazione per l’arte.

Trasferitasi a Torino, studia all’Accademia delle Belle Arti, dipinge la stoffa, la ceramica, il legno, la tela, il metallo.

Si appassiona anche alla moda, crea figurini e ‘veste’ anche centinaia di bambole “Pigotte” che l’Unicef utilizza per la raccolta di fondi benefici.

Carla manfredini
Carla Manfredini con Filippo Einaudi nel corso della conferenza stampa.

In punta di piedi, da ragazza entra persino nel mondo del cinema, facendo la comparsa in alcuni film di registi famosi come Dario Argento, Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio, Maria Sole Tognazzi, Marco Tullio Giordana.

E ha anche sperimentato la televisione con piccoli ruoli a fianco di Fabrizio Frizzi, Jerry Scotti, Roberto Giacobbo e Paolo Limiti.

Al Centro Stile Fiat quando di ‘quota rosa’ non si parlava 

Ma è al Centro Stile Fiat – allora in via La Manta a Torino – che Carla, appena ventenne, trova la sua strada.

Assunta nel 1968, insieme a pochissime colleghe porta in quella fucina creativa una nota femminile in un ambiente tradizionalmente maschile.

Lì trova un ambiente nel quale si integra perfettamente e vive un periodo della sua vita, come lei stesso lo definisce, bellissimo e indimenticabile.

A quell’epoca non si disegnavano solo i nuovi modelli di auto. Ci si occupava anche di haute couture, con le sfilate a Parigi, si producevano pannelli decorativi, si creavano i camion e i treni, perfino i frigoriferi.

Carla manfredini

Parallelamente Carla Manfredini inizia ad assecondare un’altra passione che ormai porta avanti da oltre quarant’anni: ritrarre auto storiche.

Il tratto pulito, la cura dei particolari e la padronanza della tecnica è stata ed è riconosciuta ed elogiata da esperti del settore, come Giugiaro, Pininfarina e Bertone e da personaggi politici, come George Bush e Francesco Cossiga.

Un lavoro che richiede tempo: “Ci vogliono circa 40 ore di lavoro per un quadro di 30 x 40 centimetri”, ha detto Carla.

“Senza contare il tempo speso nella ricerca delle immagini del modello scelto”.

“A mano a mano che i colori vengono stesi sulla carta, il disegno prende forma e vita e solo con la tecnica del contrasto si può vedere che l’automobile acquista volume e vibrazione”.

Carla Manfredini con Luca Gastaldi, responsabile comunicazione dell’ASI.

 

La mostra di Carla Manfredini. Come e dove

Allestita in una delle sale al piano terreno di Villa Rey (Strada Val San Martino Superiore 27, 10131 – TORINO), la mostra resterà aperta al pubblico dal 23 dicembre al 17 gennaio.

Gli orari:

  • il 23 e 30 dicembre dalle 14 alle 17,
  • il 24 e il 31 dicembre, dalle 10 alle 12.
  • l’8, il 10, il 13, il 15 e il 17 gennaio 2025 dalle 14 alle 17.

L’esposizione è organizzata dall’agenzia di comunicazione The Pop Box, in collaborazione con ASI e Fondazione Marazzato, che partecipa all’allestimento mettendo anche a disposizione una rara Lancia Augusta del 1934 proveniente dalla propria collezione esposta accanto alle scocche delle Ferrari 250 GTO, protagoniste di un’altra mostra che ASI ha inaugurato a settembre e che si potrà visitare sino alla fine dell’anno.

Carla manfredini
La Lancia Augusta del 1934, parte della collezione della Fondazione Marazzato in mostra a Villa Rey per tutta la durata dell’esposizione dei quadri di Carla Manfredini.

TEXA e Milo Manara: continua la serie di calendari per le officine

texa e milo manara

Come ogni fine anno, TEXA svela il nuovo calendario 2025 firmato da Milo Manara.

TEXA e Milo Manara è un sodalizio che dura ormai da sedici anni, e ogni volta genera un’opera esclusiva.

Quella di quest’anno simboleggia l’incontro dei meccanici con l’Intelligenza Artificiale, introdotta nel nuovo software di diagnosi TEXA IDC6 per aiutarli a riparare al meglio i veicoli.

L’IA rende il processo di diagnosi ancora più semplice e diretto, con un notevole risparmio di tempo per le officine e una riduzione delle possibilità di errore durante la riparazione.

Questa innovativa tecnologia utilizza, aggrega, rielabora e rende più fruibili i contenuti diagnostici e le informazioni a supporto, restituendo all’utilizzatore indicazioni e percorsi diagnostici statisticamente affidabili.

Il nuovo calendario di TEXA e Milo Manara, sarà consegnato ai clienti abbonati al servizio di aggiornamento ‘TEXPACK’ dal proprio rivenditore di fiducia a partire da gennaio 2025.

A questo link www.texa.it/download/calendario-texa, inoltre, dopo aver compilato un form con i dati richiesti, per tutti gli appassionati è possibile scaricarne una copia elettronica.

TEXA in pillole

Fondata nel 1992, TEXA oggi è leader nella progettazione, industrializzazione e costruzione di strumenti diagnostici, dispositivi per la telediagnosi, stazioni per la manutenzione degli impianti A/C, analizzatori gas di scarico, dedicati ad autovetture, motociclette, camion, mezzi agricoli e motori marini.

L’ultima frontiera è la produzione di sofisticati sistemi Powertrain per veicoli a propulsione elettrica.

Presente in tutto il mondo con una capillare rete di distribuzione, TEXA commercializza direttamente in Brasile, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Polonia, Russia, Spagna, Stati Uniti tramite filiali.

Attualmente sono quasi 1.000 i dipendenti: una forza lavoro giovane, tra cui oltre 300 tra ingegneri e specialisti impegnati nella Ricerca e Sviluppo.

SKF Airasca: progetto pilota per la ricarica delle elettriche

SKF Airasca

Nel polo produttivo SKF di Airasca (TO) sono in funzione 18 prese di ricarica elettrica delle auto.

Le 9 colonnine sono disponibili per tutto il personale che scelga di utilizzare auto ibride plug-in o elettriche per recarsi al lavoro senza la preoccupazione della ricarica.

In primavera, inoltre, saranno installate altre 3 colonnine per altre 6 prese di ricarica.

I dipendenti interessati possono utilizzarle a turno per il tempo necessario alla ricarica della propria auto per poi lasciare il posto a un collega.

Pagamenti e alert di ricarica conclusa sono gestiti attraverso un’App dedicata.

L’obiettivo è raggiungere emissioni zero a livello di Gruppo entro il 2030

La sede SKF di Airasca contribuisce all’attuazione del percorso di transizione ecologica che interessa tutti gli stabilimenti del Gruppo, in Italia e nel mondo.

Oltre alle nuove colonnine di ricarica, infatti, è stato realizzato un impianto fotovoltaico da 3 MWh, sufficiente per alimentare tutti i fabbricati per 45 giorni.

Sempre ad Airasca, è in fase di sviluppo il progetto di conversione dell’impianto di riscaldamento del fabbricato che ospita la produzione di unità mozzo ruota dal gas all’elettricità, con pompe di calore.

Anche il nuovo stabilimento che ospiterà la produzione di cuscinetti Super-precision sarà riscaldato e raffrescato attraverso una rete di pompe di calore.

Il nuovo circuito, tra le altre cose, è dotato di un sistema di recupero termico che consente di utilizzare il calore generato dai processi produttivi per riscaldare gli ambienti di lavoro.

Gennaro Sinisi, Real Estate, Facility and Sustainability Manager di SKF in Italia

L’energia erogata attraverso le colonnine è prelevata dalla rete elettrica dello stabilimento di Airasca, che, come in tutti i siti produttivi SKF, è energia che deriva al 100% da fonte rinnovabile“.

“Si tratta di una opportunità interessante per i nostri dipendenti, non solo per la comodità garantita dal servizio, ma anche perché il costo dell’energia erogata dalle nostre colonnine è assimilabile a quello domestico, di molto inferiore, quindi, rispetto alle stazioni pubbliche e private”.

L’azienda non persegue esclusivamente gli obiettivi annunciati dal Gruppo, che prevedono la decarbonizzazione delle attività entro il 2030 e il raggiungimento entro il 2050 di zero emissioni nette nell’intera catena di fornitura (dalle materie prime al prodotto finito consegnato al cliente), ma li integra con iniziative rivolte al benessere delle proprie persone”.

“Stiamo sostenendo, infatti, un profondo cambiamento culturale che ha l’obiettivo di favorire un approccio più sostenibile alla vita quotidiana” .

MU-Fabriano fa decollare la microcar italiana Mole Urbana

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Il designer Umberto Palermo con la sua creatura: Mole Urbana.

CDP Venture Capital, Piemonte Next e un gruppo di industriali e investitori marchigiani hanno sottoscritto un aumento di capitale di 3,5 milioni di euro a favore di MU-Fabriano srl.

MU-Fabriano: una startup italiana

Nata per produrre veicoli elettrici col marchio Mole Urbana creati, disegnati e progettati da Umberto Palermo e il suo team di lavoro, ha ora, oltre che la capacità tecnica, anche quella economica per sostenere il progetto industriale.

CDP Venture Capital ha sottoscritto l’aumento di capital attraverso il Fondo Green Transition che utilizza risorse stanziate dalla UE tramite l’iniziativa da Next Generation EU con l’obiettivo di stimolare la crescita di un ecosistema di innovazione nei settori della transizione green,  e attraverso il co-investimento del fondo PiemonteNext, istituito e gestito da CDP Venture Capital e sottoscritto dalla finanziaria regionale FinPiemonte per massimizzare gli investimenti in innovazione destinati al territorio.

Il futuro della mobilità urbana è nelle microcar

Noi di Auto Tecnica lo ripetiamo da anni e abbiamo fin dal principio sostenuto èer quanto nelle nostre possibilità il progetto Mole Urbana.

Non ultimo, abbiamo invitato Umberto Palermo a presentare il suo progetto alla Camera dei deputati contestualmente alla presentazone del numero 500 della nostra rivista.

Ce ne facciamo un vanto e guardiamo con interesse gli altri media che finalmente, complice anche l’andamento generale del mercato dell’auto, scoprono questa nicchia che si sta avviando a una diffusione mai vista prima d’ora.

Basti citare una crescita del 30% nel 2023 rispetto all’anno precedente e un ulteriore incremento del 35% registrato nel primo semestre del 2024.

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MU-Fabriano: un piano industriale completo votato al ‘green’

Il progetto Mole Urbana mira a creare un prodotto green, ma per definirsi tale non basta solo il prodotto: è stato necessario individuare anche siti produttivi in linea con gli obiettivi ecologici del progetto.

Il primo sito, situato in Piemonte, è una nano-factory acquisita tramite il MISE, frutto di un’operazione di recupero immobiliare e di integrazione di un gruppo di lavoratori del comparto automotive.

La struttura è stata ripristinata architettonicamente con soluzioni ecologiche, come la riqualificazione del tetto, prima in amianto, ora sostituito con 8.000 metri quadri di pannelli solari.

Analogamente, il secondo sito produttivo, localizzato nel territorio di Fabriano, avrà caratteristiche architettoniche mirate all’autoproduzione di energia elettrica.

Veicoli che trasportano persone e cose, non se stessi

In territorio urbano l’uso di veicoli grandi, pesanti e fortmenete inquinanti al tubo di scarico e per la loro produzione non è più possibile.

Il progetto Mole Urbana ha analizzato l’evoluzione dell’automobile, dalla Ford Model T ai modelli contemporanei, osservando come si sia persa la missione originaria: trasportare persone e cose in modo essenziale.

La continua ricerca di comfort estremo, spesso in contrasto con i reali bisogni, ha evidenziato la necessità di tornare alla semplicità anziché alla complessità.

MU-Fabriano: una gamma completa di Mole Urbana

La gamma include modelli a 2 o 4 posti, oltre a 4 versioni specifiche per il mondo del lavoro. P

er ottimizzare gli investimenti, gli 11 modelli in sviluppo condividono telaio, meccanica ed elettrificazione.

I veicoli, sono costruiti in Italia utilizzando il 99% di componenti italiani (ad eccezione delle celle delle batterie di origine cinese).

La sicurezza è uno degli elementi centrali, grazie a una carrozzeria dotata di solidi roll-bar ispirati alle auto da corsa e a un avantreno progettato per collassare in caso di impatto, evitando di coinvolgere gli occupanti.

Materiali e processi sostenibili

L’attenzione alla sostenibilità si riflette sia nei materiali impiegati sia nei processi produttivi.

I veicoli utilizzano alluminio riciclato da lattine, acciaio inox proveniente da metalli di recupero, ABS riciclato per i componenti termoplastici e legno recuperato per finiture interne.

Inoltre, tutti i componenti sono facilmente disassemblabili, evitando collanti o schiume, per favorire il riciclo a fine vita.

Anche i processi produttivi sono progettati per essere poco energivori: non vengono utilizzate presse per stampaggio o stampi a iniezione per i polimeri, preferendo tecniche come trafilatura, estrusione e termoformatura.

Inoltre, è stata posta particolare attenzione all’utilizzo dell’acqua, adottando metodi innovativi che ne limitano gli sprechi, distinguendosi così dalle pratiche tradizionali del mondo automotive.

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MU-Fabriano sfrutta la filiera marchigiana

Nella Regione Marche, che vanta una lunga e solida tradizione nella costruzione di elettrodomestici e le cui competenze hanno portato innovazione nel settore automotive, MU-Fabriano ha trovato terreno fertile per creare una filiera  di fornitori destinata poi a espandersi in tutta Italia.

Umberto Palermo:

“Con MU Fabriano, Mole Urbana si radica in territori dalla forte tradizione manifatturiera, come il Piemonte e le Marche, che rappresentano due pilastri fondamentali della cultura industriale italiana”.

“Le due regioni si confermano terre di eccellenza e innovazione, grazie alla capacità di coniugare tradizione e visione per il futuro”.

“È con questo spirito che vogliamo dare un contributo significativo allo sviluppo del territorio, consolidando un vero Made in Italy come sinonimo di qualità, innovazione e sostenibilità”.

“È stato fondamentale trovare il supporto di CDP Venture Capital come partner strategico, con la sua capacità ed intuito nel riconoscere quei progetti attraverso i quali è possibile continuare a dare supporto al settore green dell’automotive”.

Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di CDP Venture Capital:

“Mole Urbana è un progetto che coniuga l’innovazione di un processo produttivo rivoluzionario, la sostenibilità di una mobilità interamente a zero emissioni e il design italiano, il tutto a partire dai distretti industriali e  manufatturieri del Piemonte e delle Marche”.

“Si tratta di una iniziativa molto ambiziosa di rinascita industriale in un settore iconico per il nostro Paese con quello dell’automotive con un grande potenziale in termini di filiera e sviluppo economico locale, coinvolgendo fornitori, produttori e partner tecnologici, generando nuove opportunità di occupazione qualificata e favorendo la crescita di un ecosistema industriale sostenibile e competitivo”.

Gian Mario Spacca, già governatore della Regione Marche e cofondatore:

Le Marche stanno vivendo una fase di transizione del proprio modello manifatturiero e sono alla ricerca di nuovi paradigmi industriali”.

“Ci è sembrato opportuno partecipare a questa startup innovativa, perché, oltre a proiettarsi nel futuro, valorizza molte competenze tecniche presenti sul territorio”.

“Il piano industriale di MU Fabriano srl, che prevede l’avvio di una unità produttiva nell’entroterra montano delle Marche è un segno concreto di fiducia e di grande coraggio in una congiuntura di particolare depressione”.

Mario Alparone, direttore di Finpiemonte SpA:

“Investire in un progetto di questo tipo, fortemente legato alla tradizione automotive di questa regione, ma con un approccio innovativo, ci rende particolarmente orgogliosi”.

“Attraverso l’investimento del nostro patrimonio nell’ambito del Fondo di VC PiemonteNext due riusciamo a supportare aziende che interpretano con grande attenzione i temi di sostenibilità, con prodotti di eccellenza e fortemente innovativi ed accattivanti nel look, attraverso approcci di produzione scalabili e non necessariamente capital intensive. Complimenti a Mole Urbana”.

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Piano Italia strategico per Stellantis

piano italia

Il Piano Italia di Stellantis: aumento dei modelli in produzione, elettrici e ibridi e salvaguardia dei livelli occupazionali, in linea con gli investimenti produttivi e avvio dei processi di inserimento, aggiornamento e riqualificazione delle persone del Gruppo.

Piano Italia per l’Italia

Prende forma il nuovo piano industriale del Gruppo per l’Italia, presentato nel corso del tavolo Stellantis che si è tenuto oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presieduto dal ministro Adolfo Urso e che ha visto la partecipazione del Ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, e della delegazione Stellantis, rappresentata dal Responsabile Stellantis Europa Jean- Philippe Imparato, delle Regioni in cui insistono stabilimenti del Gruppo, dell’ANFIA e dei sindacati.

Presentando il Piano, Stellantis ha ribadito la centralità dell’Italia, mantenendo in attività tutti i siti nel Paese e confermando gli investimenti che Stellantis effettuerà in Italia: per il 2025 sono previsti circa 2 miliardi di euro di investimenti negli stabilimenti e 6 miliardi di euro nello stesso periodo in acquisti da fornitori operanti in Italia.

Il Gruppo, pur in un momento di crescenti difficoltà del settore automotive nel mondo, ha ribadito di voler portare avanti il proprio piano industriale in Italia con risorse proprie, senza qualsiasi forma di incentivo pubblico alla produzione.

Sarà data priorità alla competitività della filiera produttiva, per la cui valorizzazione, diversificazione e riconversione l’azienda si è detta disponibile a collaborare costruttivamente assieme ad ANFIA e alle istituzioni.

Un piano per ogni stabilimento italiano

A Pomigliano, dal 2028, sarà installata la nuova piattaforma (STLA- SMALL), sulla quale è prevista la produzione di 2 nuovi modelli compatti..

Nello stabilimento campano verrà rafforzato il presidio per la produzione delle vetture mass market con l’estensione della produzione della Panda (detta anche Pandina) fino al 2030, seguita dall’introduzione della nuova generazione dello stesso modello.

A Mirafiori sarà basata la produzione della 500 ibrida e della nuova generazione della 500 BeV elettrica, in aggiunta alla prosecuzione dell’attività dei cambi eDCT.

Torino sarà, dal primo gennaio 2025, la sede della Regione Europa di Stellantis e il quartier generale della divisione Veicoli Commerciali del Gruppo.

Il capoluogo piemontese sarà inoltre la sede di SUSTAINera, centro di sperimentazione e di riciclo del Gruppo, riaffermando così la propria leadership nell’economia circolare, e consoliderà il Battery Technology Center, attuale sede dell’unico centro al mondo del Gruppo per i test e per lo sviluppo delle batterie.

Novità anche per lo stabilimento di Cassino, dove verrà introdotta la piattaforma STLA-LARGE (oltre allo sviluppo in anteprima mondiale delle architetture elettroniche STLA-Brain e STLA-Smart Cockpit), su cui saranno prodotti tre nuovi modelli.

Dal 2025, infatti, sarà prodotta la nuova Alfa Romeo Stelvio, dal 2026 la nuova Alfa Romeo Giulia, e – a seguire – una nuova vettura top di gamma. È peraltro in valutazione la produzione di Alfa Romeo Stelvio e Giulia nelle versioni ibride, oltre che elettriche.

Melfi beneficerà nel corso dei prossimi anni del lancio di 7 nuovi modelli: dal 2025 sarà prodotta la nuova DS n°8, la nuova Jeep Compass, la nuova Lancia Gamma e la nuova DS7, tutte elettriche. Di questi, tre modelli – Jeep, Gamma e DS7 – saranno anche ibridi, il che triplica la previsione dei volumi prodotti. Questi modelli saranno realizzati sulla piattaforma STLA-MEDIUM.

Piano Italia anche per i veicoli commerciali

Ad Atessa – oltre all’introduzione di “Stellantis CustomFit”, il programma di conversione e personalizzazione e, da fine 2024, della produzione di veicoli elettrici – dal 2027 sarà avviata la produzione di una nuova versione di Large Van, appositamente studiata per la massima competitività nei confronti della concorrenza internazionale.

Il sito abruzzese, fiore all’occhiello dell’industria italiana che esporta all’estero in 75 paesi oltre l’80% della sua produzione, svolgerà sempre più un ruolo centrale nel piano strategico di Stellantis.

Modena diverrà il polo dell’alta gamma, orgoglio del Made in Italy, coinvolgendo in tale missione l’ecosistema produttivo della Motor Valley al fine di sviluppare il progetto insieme a tutti gli attori della filiera, dal design alla pre-industrializzazione, con i migliori componenti nazionali in termini di innovazione e circolarità, parte di un complessivo sforzo di valorizzazione del marchio “Made in Italy” rivolto esclusivamente alle auto alto di gamma prodotte nel nostro Paese.

Riguardo Termoli e la Gigafactory di ACC, Stellantis ha ribadito il suo impegno nel sostegno finanziario della joint venture, che comunicherà il suo piano nel 2025 e che resta aperta a studiare la realizzazione della Gigafactory in base all’evoluzione delle tecnologie e in considerazione del mercato e della competitività dei fattori abilitanti del sistema Paese.

Nuova modalità di gestione dei fornitori

Stellantis, dalla sua nascita, ha erogato commesse quantificabili in circa 3 miliardi di euro in nuovi progetti assegnati ai fornitori italiani e ha acquistato circa 6 miliardi di euro all’anno (24 miliardi) di valore in Italia. Stellantis ha comunicato di avere identificato una figura altamente qualificata che sarà dedicata specificamente alla relazione coi fornitori italiani.

Valorizzazione dell’ecosistema produttivo

Al fine di valorizzare l’ecosistema produttivo, i centri di eccellenza, la ricerca  e  l’innovazione,  in  particolare  per  quanto  riguarda  le tecnologie green, il digitale e l’IA, Stellantis aderirà alla Fondazione AI 4 Industry di Torino e alla Fondazione Chips.it di Pavia.

La posizione del Gruppo in Europa

In ambito europeo l’azienda parteciperà ad ACEA, che ritiene il foro più adeguato a promuovere il dialogo con tutti gli stakeholders al fine di contribuire a dar vita, assieme alle istituzioni ed alle forze sociali e produttive nazionali ed europee, ad un vero piano automotive su scala continentale in linea anche con quanto tracciato dal “non paper” del governo italiano.

Il “non paper”, promosso dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sottolinea la necessità di una valutazione anticipata del regolamento europeo sui veicoli leggeri al 2025, e si pone l’obiettivo di riesaminare le modalità che porteranno allo stop ai motori endotermici nel 2035, garantendo un quadro regolatorio realistico e flessibile, essenziale a preservare la competitività dell’industria automotive europea.

Confermato il dialogo

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Stellantis terranno aperto un dialogo costante con regolare cadenza sugli effetti e sugli impatti delle iniziative in esso definite di cui si darà conto al Tavolo sul settore automotive.

Marco Esser nuovo direttore marketing Liqui Moly

marco esser

L’attuale direttore marketing Peter Baumann si congeda e va in pensione dopo 39 anni e cede a Marco Esser, suo vicedirettore, la posizione.

Dal 1986 Peter Baumann è stato un sostegno determinante dell’allora amministratore delegato Ernst Prost, che aveva iniziato la propria carriera in azienda nel 1990 come direttore marketing, e aveva ceduto la posizione a Peter Baumann nel 1993.

Liqui Moly con Formula 1 e MotoGP

Peter Baumann è sempre stato il regista dietro le quinte delle partnership sportive di Liqui Moly, dal 1993 in Formula 1 con Sauber Motorsport e da oltre 10 anni col MotoGP:

“Essere presenti da sette anni in Formula 1 è stato un altro passo decisivo nella nostra evoluzione per diventare un ‘Love Brand’ globale. Siamo molto vicini al nostro obiettivo di un miliardo di euro di fatturato annuo. Penso che storie come questa siano state molto utili. Questo mi rende molto orgoglioso”.

Alla domanda su cosa farà ora con tutto il tempo a disposizione, Baumann risponde: “Principalmente voglio prendermi cura della mia famiglia e di me stesso. Nessun appuntamento, nessuna trasferta, nessuna riunione. Adesso è il momento di fare altro. Un tempo che finora era molto poco. Ora invece posso prendere le cose con calma.”

Marco Esser raccoglie un’eredità importante:

“Non esiste un’altra storia così lunga e con così tanti successi. Sostituire il signor Baumann nel suo ruolo è da un lato un grande onore, dall’altro una grande sfida”.

“Abbiamo trascorso un ottimo, lungo e intenso periodo di affiancamento, per il quale sono molto grato. Soprattutto per la fiducia del signor Baumann e del personale”.

“Farò tutto il possibile per gestire adeguatamente questa transizione. Allo stesso tempo, però, per prima cosa gli porgo i miei ringraziamenti per ‘l’onorato servizio’ e gli auguro solo il meglio per la pensione”.

“Con noi, nella famiglia LIQUI MOLY worldwide, ci sarà sempre spazio e tempo per lui, e naturalmente questo lo sa anche lui”.

Contraffazione: TEXTAR dice no e consiglia la qualità

Contraffazione e risparmio vanno sempre a braccetto.

Ma ci sono dei casi, come ad esempio i componenti di sicurezza, sui quali il risparmio è oltremodo un rischio.

Scegliere un marchio di freni basandosi esclusivamente sul prezzo può infatti avere gravi conseguenze per la propria e altrui sicurezza.

Occhio al prezzo (e all’etichetta)

Un prezzo troppo conveniente rispetto alla media dovrebbe sempre insospettire. Meglio non rischiare.

Tuttavia la presenza di componenti contraffatti per impianti frenanti è in allarmante crescita.

Per questo i produttori di materiali d’attrito si devono impegnare per aiutare i propri clienti a identificare i falsi.

Il problema è duplice: oltre alla contraffazione, quindi all’uso improprio di un marchio, numerose pastiglie freno economiche non rispettano gli standard di qualità.

I pericoli delle pastiglie freno sottocosto

Nel 2023 un’indagine condotta sul mercato del Regno Unito dall’unità di sorveglianza del mercato della DVSA (Driving Standard Agency) ha testato otto pastiglie freno aftermarket per verificarne prestazioni ed etichettatura in conformità con il regolamento europeo ECE R90.

Tre di questi marchi non hanno rispettato i requisiti necessari e sono stati obbligati a ritirare i prodotti dalla vendita fino a ottenere le approvazioni richieste.

Cosa prevede il regolamento ECE R90

Requisito fondamentale da verificare è che le prestazioni dei prodotti aftermarket siano confrontabili con quelle dei componenti originali (OE), con una tolleranza ammessa, per superare positivamente il test, del +/- 15%.

Nel caso di TEXTAR, azienda che punta sulla migliore qualità, tutte le pastiglie aftermarket vengono testate secondo gli standard OE, e superano quindi i requisiti minimi dell’ECE R90 a garanzia un attrito di alta qualità e prestazioni elevate.

Risparmiare è doveroso. La contraffazione è un reato

In un momento difficile per l’economia, ridurre i costi è un’esigenza per tutti.

Per questo TMD Friction, casa madre del marchio, offre una vasta gamma di soluzioni e brand diversi per soddisfare ogni esigenza, senza mai compromettere la qualità.

contraffazione
©Tomas Rodriguez

Consigli per l’acquisto di pastiglie freno

Nel mettere in guardia dalla contraffazione soprattutto distributori e officine, Adrian Dulea, Responsabile dello sviluppo Business in Italia di Textar, offre alcuni consigli fondamentali per scegliere un marchio di freni affidabile.

  1. Collaborare solo con fornitori o produttori affidabili e non acquistare componenti da fonti sconosciute o siti online solo perché offrono buoni affari.
  2. In Europa, verificare che il prodotto abbia la certificazione ECE R90, che dovrebbe essere indicata sul prodotto o sulla confezione.
  3. Condurre ricerche sul produttore per assicurarsi che sia conforme all’ECE R90, o chiedere al proprio fornitore se i componenti rispettano tali requisiti prima di acquistarli; questo vale anche per le vendite online.
  4. Se si hanno ancora dubbi, contattare il servizio tecnico del produttore per ottenere le informazioni necessarie.

Solo partner qualificati sono autorizzati a distribuire i prodotti a marchio Textar. Se questi sono offerti al di fuori delle catene di distribuzione ufficiali, che si tratti di grossisti, rivenditori o vendite online, è opportuno essere cauti, soprattutto se le pastiglie o i dischi freno vengono offerti a prezzi particolarmente bassi.

I prodotti Texar, e in generale quelli delle primarie aziende di settore, offrono un buon rapporto qualità-prezzo, ma non possono mai essere troppo economici.

Per realizzare prodotti di qualità, Textar investe infatti 30 milioni di euro all’anno in ricerca e sviluppo per sviluppare prodotti d’attrito perfettamente adatti a ciascun veicolo.

Oltre ai test approfonditi che includono prove su banchi di collaudo e 38.000 ore di guida su strada ogni anno, il tutto realizzato secondo rigorosi standard tecnici.

Evitate offerte eccessivamente economiche da fornitori sconosciuti!

Come riconoscere un prodotto Textar oggetto di contraffazione

Come molti altri marchi premium, Textar non solo attira l’attenzione dei clienti, ma anche quella dei contraffattori.

L’uso quasi esclusivo di materiali inferiori in questi prodotti contraffatti aumenta drasticamente il rischio di gravi incidenti.

Questa problematica non si limita ad alcuni mercati: i contraffattori sono attivi in tutto il mondo.

Textar ha investito a livello globale in moderni sistemi di sicurezza e confezionamento che permettono ai clienti di verificare l’autenticità del prodotto in pochi semplici passaggi, rendendo la vita più difficile ai contraffattori.

Un elemento chiave è l’imballaggio in cartone ecologico, che non può essere aperto senza lasciare tracce visibili.

Tutte le linguette sono infatti saldamente incollate o sigillate.

A seconda dell’applicazione, l’imballaggio mostra una grafica stilizzata di un’auto o di un camion.

Il cliente dovrebbe quindi controllare l’integrità dell’imballaggio e verificare se la grafica corrisponde all’applicazione del prodotto, auto o camion.

 

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©Tomas Rodriguez

Come riconoscere il sigillo PROriginal di Textar

La confezione è sigillata con un sigillo speciale PROriginal di Textar per verificare l’autenticità del prodotto.

Un sigillo aperto non può essere richiuso, il che significa che un prodotto originale Textar avrà sempre un sigillo intatto.

Sul retro del sigillo c’è un codice QR e un codice alfanumerico di 12 cifre, che possono essere facilmente scansionati con l’app Textar oppure inseriti manualmente sul sito dedicato www.fightingthefakes.com.

I clienti ricevono un riscontro immediato sull’autenticità del prodotto acquistato.

Tutti possono contribuire alla lotta anti contraffazione

Se si sospetta un prodotto falso, Textar contatterà l’acquirente.

Si consiglia a tutti i clienti di sfruttare i controlli di qualità rapidi e semplici introdotti da Textar per garantire l’autenticità dei prodotti e la sicurezza dei propri clienti.

Per tutti i marchi TMD Friction, se si ha il sospetto di aver acquistato un prodotto contraffatto, è possibile contattare il team di supporto tecnico per assistenza.

DS N°8: la nuova ammiraglia elettrica francese da 750 km di autonomia

Realizzata sulla piattaforma STLA Medium, sarà disponibile con 2 batterie e 2 schemi di trazione: anteriore e integrale

La DS N°8 è la nuova ammiraglia completamente elettrica del marchio francese DS Automobiles. L’auto segna un consistente passo in avanti per il brand, introducendo un nuovo design e adottando per prima – tra le DS almeno – la nuova piattaforma STLA Medium (quella delle Peugeot 3008 e 5008 e della Opel Grandland).

L’auto, un po’ crossover un po’ coupé a 4 porte, sarà prodotta nello stabilimento italiano di Melfi e sarà lanciata entro fine anno, con consegne a partire dal 2025.

A 2 o 4 ruote motrici, con potenze fino a 388 CV

La DS N°8, come detto, è costruita sulla piattaforma STLA Medium di Stellantis, e sarà offerta in diverse configurazioni di motore e batteria. La versione standard, quella con un solo motore elettrico da 230 CV e 345 Nm, sarà disponibile in due tagli di batteria: da 74 kWh o da 97,2 kWh. Hanno autonomie rispettivamente di 572 e 750 km (WLTP).

A queste si aggiunge la versione bimotore con trazione integrale che scarica a terra una potenza complessiva di 388 CV e 511 Nm. Disponibile solo con la batteria più grande, promette di percorrere fino a 686 km con un pieno di elettroni.

Realizzata sulla piattaforma STLA Medium, sarà disponibile con 2 batterie e 2 schemi di trazione: anteriore e integrale

La batteria sarà fornita da ACC, la joint venture fondata da Total e Stellantis della quale ora fa parte anche Mercedes. Può essere ricaricata in corrente continua a 160 kW, un valore tale che le consente di passare dal 20 all’80% in 27 minuti. Restando in tema di ricarica, l’auto è dotata di caricatore di bordo da 11 kW per la corrente alternata. In opzione si potrà scegliere quello da 22 kW.

Un Cx di soli 0,24

La DS N°8 ha dimensioni generose, con cofano lungo e coda filante. L’auto, grazie a uno stile abbastanza ricercato ma forme aerodinamiche, raggiunge un Cx di 0,24. Per migliorare la penetrazione dell’aria ha cerchi in lega “chiusi” (con dimensioni di 19 o 21 pollici) e alcune prese d’aria anteriori che possono chiudersi quando si può ridurre l’apporto di aria fresca agli organi meccanici.

Realizzata sulla piattaforma STLA Medium, sarà disponibile con 2 batterie e 2 schemi di trazione: anteriore e integrale

  • Lunghezza: 4,82 metri
  • Altezza: 1,90 metri
  • Larghezza: 1,58 metri
  • Passo: 2,90 metri
  • Bagagliaio: 650 litri

Dentro l’auto reinterpreta il classico design degli altri modelli del brand DS in modo più moderno e minimalista, impreziosito da accostamenti cromatici insoliti e dall’uso di materiali di qualità come la pelle e l’alluminio.

La DS N°8 sarà disponibile inizialmente in 2 allestimenti, Pallace ed Etoile, entrambi con dotazione completa anche di assetto attivo regolabile e di ADAS di Livello 2.

Opel Frontera, ritorno alla semplicità

Al di là del nome storico che porta, e che rievoca orizzonti avventurosi difficili da far rivivere oggi, Opel Frontera è un modello di grande importanza nell’attuale offerta della Casa tedesca. Completa la famiglia dei SUV riempiendo di nuovo e “meglio lo spazio tra Mokka e Grandland, ma non soltanto.

Si tratta dell’unico modello di questa famiglia disponibile con sette posti anche se solo per la GS Ibrida. Opportunità, questa, non prevista nemmeno su nuova Grandland malgrado le dimensioni più abbondanti, e si colloca come reale alternativa compatta e multiruolo alle più tradizionali station wagon come Astra SportsTourer.

Non è tutto: Frontera nasce su una piattaforma nuova per Opel, la Smart Car condivisa con le Citroën C3  e C3 Aircross e con la futura famiglia della Fiat Grande Panda. Una base che ha il fine primario di contenere i costi e garantire un posizionamento sul mercato in una fascia più accessibile. In questo senso, dovrà dividersi il mercato con C3 Aircross, che ha gli stessi volumi e destinazione d’uso ma probabilmente un listino che partirà ancora più in basso. Con l’obiettivo di attaccare i best seller del mercato dei SUV compatti accessibili in cui domina Dacia Duster.

Si parte con due modelli dotati di motore mild-hybrid da 100 e 136 CV e con un elettrico da 113 CV e 305 km di autonomia, in attesa di una variante “Long Range” da 400 km che arriverà però non prima della prossima primavera. I prezzi, per l’allestimento Edition, vanno dai 24.500 ai 26.000 euro per gli ibridi e arrivano a 29.000 per l’elettrica, con un supplemento di 2.000 euro per la GS e un odi 900 euro per l’opzione dei 7 posti.

Opel Frontera: come è fatta

Lunga 4,39 metri, larga 1.84, alta 1,63 con un passo di 2,67 e un’altezza da terra di circa 18 cm, Frontera ha en poco in comune con Crossland, il modello che va a sostituire. I richiami al fuoristrada quasi “dovuti” per via del nome che porta sono più suggeriti che urlati, ma ci sono. Forme solide, con un ampio volume posteriore modellato in funzione dello spazio, passaruota muscolosi, solo per citare i più evidenti.

Frontera interpreta nel modo più essenziale le nuove filosofie di Opel, iniziando dal “Detox”, l’eliminazione del superfluo, e la “Greenovation” consacrata alla sostenibilità. Ne deriva un’auto costruita con soluzioni intelligenti, come il sistema di stivaggio di oggetti sul tunnel, riciclabile al 95% e costruita con ampio uso di plastiche, tessuti e materiali riciclati.

Anche nella semplicità c’è però una certa cura per i dettagli, frutto di un design attento, che non trascura nemmeno i cerchi in acciaio. Per l’allestimento Edition infatti, in alternativa alle ruote in lamiera con copricerchi in plastica si possono avere quelli bianchi con coprimozzo a stella, parte dello Style Pack che include anche il tetto bianco e dà un tocco classico all’insieme.

La plancia si sviluppa in orizzontale e accoglie due display digitali da 10″affiancati e dotati di navigazione, funzione mirroring, Apple CarPlay e Android Auto entrambi wireless e Opel Connect, doppie prese Usb anteriori e posteriori.

L’abitacolo offre un’ampia zona posteriore accessibile tramite porte ampie e di forma regolare, e un portellone con doppio fondo da 460 litri indipendentemente dalla motorizzazione. Il divano con schienale diviso in tre parti consente di modulare lo spazio e arrivare, abbattendolo completamente, a 1.600 litri.

Opel Frontera Full Electric piattaforma

Opel Frontera: la meccanica

La piattaforma Smart Car su cui sorge Opel Frontera è una base sviluppata dai partner di Tata Engineering per modelli di segmento A e B. Rappresenta l’alternativa semplificata sia alla CMP sia alla futura STLA Small ed ha sospensioni anteriori MacPherson e posteriori ad assale torcente. La batteria LFP (Litio Ferro Fosfato) da 44 kWh è ricaricabile in corrente continua fino a 100 kW (26′ per arrivare all’80%). In corrente alternata il caricatore di bordo è invece da 7,4 kW, con l’opzione del trifase da 11 kW. In questo caso i tempi vanno da 4h 20′ a 2h 50′. Il motore è l’M2 della nuova famiglia Stellantis, da 85 kW (113) CV e 125 Nm di coppia, con riduttore monomarcia. Quanto all’ibrido, è mosso dal tre cilindri benzina 1,2 da 100 e 136 CV supportato da un motorino elettrico installato nel cambio DCT a sei rapporti. La coppia va dai 205 ai 230 Nm.

Opel Frontera: come va

La messa a punto specifica di Opel, ferma restando la base comune, si è concentrata soprattutto sulla guidabilità. Che, per la Casa tedesca, deve essere “a prova di autostrada”. In particolare, quindi, è stata rivista la taratura dello sterzo che in effetti è uno degli elementi più degni di nota soprattutto sul modello elettrico. Provato in allestimento GS con cerchi da 17″ e pneumatici 215/60 (Edition: 216/65 su 16″) ha sfoggiato una piacevole omogeneità e precisione a ogni andatura.

Le prestazioni sono più che sufficienti a vettura scarica, con buono spunto e progressione che ormai ci si aspettano anche dalle elettriche meno potenti. Più semplice anche nella gestone energetica, Opel Frontera elettrica dispone soltanto di un tasto “C” che sta per Comfort. Rispetto al programma Drive addolcisce un po’ la risposta al gas e riduce l’intensità della frenata rigenerativa di un terzo (da 1,2 a 0,8 m/s2). Questo rende l’auto più scorrevole in rilascio.

Opel Frontera Full Electric comandi trasmissione (foto Opel)

Potenza e coppia sono comunque un po’ limitate immaginando l’utilizzo a medio e pieno carico, fatti salvi gli oltre 1.500 kg della massa a vuoto. Non è stato possibile valutare il consumo (non ancora dichiarato nei dati ufficiali) in quanto la voce non compariva nemmeno nella strumentazione.

Opel Frontera Hybrid dinamica

Il modello ibrido è apparso, nella versione Edition e 136 CV, più  “leggero” anche nella guida, e un po’ incerto nei passaggi di marcia. Specie a bassa velocità anche per via di una logica che di base predilige comunque le andature tranquille e la massima economia. Discreta anche la silenziosità, sebbene il benzina all’avvio tenda a essere un po’ ruvido (ma accade anche con vetture di categoria superiore). Un effetto certo amplificato dal confronto con l’elettrica provata poco prima.

Buono, sui entrambe, il corredo di dotazioni di sicurezza per quanto anch’essa a livello base sui alcuni dispositivi come il cruise control, non adattivo. Ci sono però l’Emergency Brake, il Lane Keep Assist, l’Attention Alert e sulle GS il Blind Spot Monitor.

Brembo e Michelin insieme per migliorare sicurezza e comfort

brembo e michelin

Brembo e Michelin hanno firmato un accordo globale per integrare le loro soluzioni intelligenti, con l’obiettivo di rivoluzionare le prestazioni dei veicoli e offrire ai conducenti più elevati standard di sicurezza e comfort.

Da una parte, Brembo offre la sua eccellente conoscenza dei sistemi frenanti, della modellazione dei veicoli e l’applicazione dell’intelligenza artificiale nei processi di sviluppo prodotto.

Michelin ha sviluppato un portafoglio di software in grado di fornire informazioni in tempo reale sull’usura (Michelin SmartWear), il carico (Michelin SmartLoad) e l’aderenza (Michelin SmartGrip) degli pneumatici.

Un software proprietario che funziona con tutte le marche di pneumatici.

Lo scambio continuo di dati in tempo reale tra il software di Michelin e il sistema frenante innovativo SENSIFY® di Brembo sarà la chiave per portare dell’innovazione nel settore della sicurezza.

Il sistema SENSIFY®

Brembo ha sviluppato questo sistema per stabilire nuovi standard per i sistemi frenanti.

La sua alta flessibilità, scalabilità e adattabilità lo rendono facile da integrare in qualsiasi modello.

SENSIFY® combina i componenti frenanti di Brembo con un cervello digitale che sfrutta l’intelligenza artificiale, algoritmi e sensori per controllare indipendentemente ogni ruota. Il risultato è uno dei sistemi frenanti più avanzati, progettato per offrire un’esperienza di guida eccezionale e una maggiore sicurezza.

I test sono già stati avviati

I test iniziali, eseguiti virtualmente e sul campo, sono risultati estremamente promettenti.

Nella prima fase, i modelli di pneumatici e gli algoritmi di Michelin sono stati integrati con i modelli di frenata intelligenti di Brembo e le simulazioni dei veicoli in un ambiente completamente virtuale.

Nella seconda fase, sono stati condotti test fisici sulle piste del Centro di Ricerca Michelin, dove i risultati delle simulazioni sono stati confermati.

I test hanno dimostrato riduzioni delle distanze di frenata fino a quattro metri1 in situazioni di emergenza, con gli stessi pneumatici e in varie condizioni.

Il sistema frenante ha anche mostrato tempi di risposta più rapidi, minima perdita di trazione, migliore stabilità laterale e assenza di bloccaggio delle ruote.

Serge Lafon, Presidente della Business Line Primo Equipaggiamento Automotive di Michelin:

“Siamo entusiasti di unire le forze con un brand come Brembo, leader nel suo campo”.

“La nostra passione condivisa per l’innovazione e l’eccellenza ci consente di fare un nuovo passo avanti nel migliorare la sicurezza dei consumatori”.

“Obiettivo fondamentale per Michelin è consentire ai clienti di mantenere i loro pneumatici in uso il più a lungo possibile con totale tranquillità, per proteggere il loro potere d’acquisto e l’ambiente”.

“Oggi, Michelin è una ‘data-driven company’ dove la simulazione e lo sviluppo di software sono strumenti essenziali nel monitoraggio in tempo reale dei pneumatici”.

“Insieme, Michelin e Brembo stanno costruendo una soluzione unica per i veicoli del futuro, sviluppati oggi dai produttori di automobili”.

Daniele Schillaci, CEO di Brembo:

“In Brembo, crediamo nel potere della tecnologia e dell’intelligenza artificiale”.

“Stiamo diventando sempre più un’azienda che unisce capacità nello sviluppo software con l’esperienza nel lato ruota del veicolo, grazie al nostro know-how unico nel padroneggiare pinze, dischi freno e materiali di attrito. SENSIFY® rappresenta il nuovo standard nella frenata, che mirerà a una visione di zero incidenti”.

“Questa partnership con Michelin dimostra il potere della collaborazione e dell’innovazione nell’industria automobilistica”.

 

1 I test di frenata sono stati condotti sulle piste di prova del centro R&D Michelin – Ladoux, Francia, per 17 giorni tra il 30 settembre e il 29 ottobre 2024, con due veicoli identici tranne che uno era equipaggiato con il sistema Sensify di Brembo e le soluzioni Michelin, l’altro con un sistema ABS standard.

Protocollo di test standard che include ripetizioni multiple, condotto su piste asciutte e bagnate (livello dell’acqua controllato a 0,8 mm), con condizioni variabili dei pneumatici:

  • pneumatici nuovi e pneumatici con profondità del battistrada di 2 mm, con pressioni nominali e sotto-gonfiate,
  • pneumatici Michelin Pilot Sport e Michelin Pilot Alpin a diverse velocità: 50 km/h, 90 km/h, 110 km/h e 130 km/h.

Sebbene i test del sistema frenante e delle soluzioni Michelin siano stati effettuati utilizzando solo pneumatici Michelin, le soluzioni possono essere applicate anche ad altre marche di pneumatici.

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