giovedì 30 Aprile 2026 - 05:31:33

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GP di Abu Dhabi: alla McLaren il Mondiale Costruttori

GP di Abu Dhabi

Nel GP di Abu Dhabi, la volata per il titolo Mondiale costruttori di Formula 1 è andata alla McLaren.

Una storia nella storia: la squadra di Woking non arrivava a questo traguardo dal lontano ‘98.

Da allora ha cambiato pelle, personale e personaggi, anche proprietà.

Oggi torna a festeggiare, battendo la Ferrari nell’ultima gara del campionato 2024 nel GP di Abu Dhabi, una pista che mai ha regalato soddisfazioni alla Rossa.

La corsa l’ha vinta Lando Norris, scattato dalla pole e autore di una prova perfetta, senza sbavature né tentennamenti.

©Pirelli.com

La Ferrari non ce l’ha fatta, del resto partiva attardata in classifica, con un pilota – ovvero Charles Leclerc – relegato in fondo alla griglia di partenza da un micidiale mix fatto di sfortuna (ha accusato un’intossicazione intestinale tra venerdì e sabato), cali di affidabilità (ha dovuto sostituire il pacco batterie ‘pagando’ 10 posizioni in griglia) e errori piccoli ma decisivi (in qualifica gli era stato cancellato il tempo per aver superato un track limit).

L’altro – Carlos Sainz, alla sua ultima uscita da ferrarista – partiva dalla seconda fila.

Alla fine, Sainz ha fatto il massimo, chiudendo secondo e Leclerc ha dato vita a una furibonda rimonta che lo ha portato in terza posizione, di più sarebbe stato impossibile.

La rivincita di Stella

E’ chiaro che gli eroi di giornata del GP di Abu Dhabi però sono gli uomini con la divisa color papaya diretti da Andrea Stella.

Oscar Piastri, talentuoso e tuttavia ancora acerbo, ha avuto un incidente al via con Verstappen, lasciando la responsabilità del Mondiale sulle spalle del solo Norris, in quest’occasione davvero perfetto.

Si diceva della scarsa fortuna che la pista della Yas Marina riserva alla Ferrari.

Nel 2010, Fernando Alonso perse in maniera rocambolesca e incredibile il titolo piloti e Andrea Stella era allora il suo ingegnere di pista.

GP di Abu Dhabi
©McLaren Media Centre

Tra tutti i protagonisti di quella vicenda di 14 anni fa, l’ingegnere di Orvieto è l’unico che si è potuto prendere una rivincita.

Non a caso Alonso è stato il primo a congratularsi con lui. “Bello che una persona come Andrea, così preparato dal punto di vista tecnico e dalle grandi qualità umane, sia riuscito a vincere”.

“Bravo”.

“Quel che Abu Dabhi ci tolse in quell’occasione, adesso è stato restituito a lui”.

E Stella ha ringraziato a stretto giro: “Mi emoziona sentire queste parole da una grande pilota e una grande persona come Fernando, lo abbraccerò in privato”.

Un titolo che aiuta il portafoglio

Detto questo, restano le parole di Christian Horner, il numero uno della Red Bull, sincere anche se forse tradiscono un po’ di invidia: “Noi abbiamo vinto il Mondiale piloti con Max Verstappen ed è quello il titolo che dà la gloria”.

“La McLaren ha vinto il Mondiale Costruttori ed è quello il titolo che dà i soldi…”.

Innegabile, la vittoria è utile sotto ogni profilo.

La Ferrari, come detto, non ce l’ha fatta per un soffio.

Essere stati in lotta sino alla fine è comunque un risultato, nonché un merito.

Non è stato facile: Fred Vasseur ha proseguito settimana dopo settimana a riorganizzare la squadra, ha scelto di non rinnovare il contratto a Carlos Sainz, ingaggiando per il 2025 un monumento vivente come Lewis Hamilton, che arriverà a Maranello da quarantenne.

Non è stato facile anche perché dopo la bella vittoria di Montecarlo (colta da Leclerc, finalmente profeta in patria) la Ferrari ha vissuto un lungo periodo di offuscamento, dal quale ha saputo uscire con autorevolezza.

Ora la storia prende una piega diversa, all’insegna della coppia formata da un incompiuto di indubbia classe come Leclerc e da un sette volte campione del mondo come Hamilton.

John Elkann si congratula

John Elkann, presidente della Ferrari (giova sempre ricordare che il Cavallino non fa parte della galassia Stellantis), s’è complimentato con i vincitori: “Congratulazioni a McLaren per la vittoria”.

“Per quanto ci riguarda, è stato positivo riuscire a combattere fino all’ultimo giro della gara finale”.

“Un grande grazie alla squadra per una stagione davvero bella, con cinque vittorie, tra cui quelle a Monaco e Monza”.

“Un ringraziamento speciale a Carlos per tutto ciò che ci ha dato in questi ultimi quattro anni”.

“Che questa stagione sia il punto di partenza per un 2025 in cui puntiamo a essere ancora più competitivi”.

Si vedrà come andranno le cose.

A Woking i frutti di un duro lavoro

Andrea Stella ha spiegato il suo punto di vista: “Voglio fare le congratulazioni alla Ferrari – ha detto parlando ai microfoni di Sky  – è stata una questione di pochi punti, qualche dettaglio”.

“Ferrari e McLaren sono stati due team che si sono confrontati a livello altissimo, ma solo uno è riuscito a vincere perché questa mondiale”.

“Solo uno è uscito vincitore, ma questa è la dura legge dello sport”.

“Entrambe però avrebbero meritato, quindi complimenti a Vasseur e alla Ferrari, oltre che ai piloti che hanno dimostrato ancora una volta di essere di classe cristallina”.

©McLaren Media Centre

“Non mi fidavo per niente del fatto che Leclerc partisse ultimo e lui l’ha dimostrato”.

“Per quanto mi riguarda, questo non è il lavoro di un giorno, è un investimento che si fa intorno alle persone”.

“Lavoro in McLaren da 10 anni e quando sono diventato team principal due anni fa ho potuto beneficiare dell’investimento fatto sulle persone nel corso degli anni”.

La delusione veste in Rosso

Ovviamente delusi i ferraristi, benché traspaia l’orgoglio per una stagione di testa.

Dice Vasseur. “Abbiamo spinto fino all’ultima curva dell’ultimo giro”.

“Possiamo dire che non è sicuramente qui ad Abu Dhabi che abbiamo perso il campionato”.

“È un po’ frustrante finire a 14 lunghezze da McLaren, visto che è un margine molto piccolo, meno del 2% del totale dei punti disponibili”.

“Ho un enorme rispetto per ciò che McLaren ha fatto negli ultimi anni e faccio loro le congratulazioni da parte di tutti noi”.

gp di Abu Dhabi
©Ferrari.com

“Da parte nostra, l’obiettivo non è mai essere secondi, quindi se non sei primo significa che devi migliorare, ma direi che abbiamo avuto una buona stagione, con un solido passo in avanti, dal momento che abbiamo raccolto il 50% in più di punti rispetto alla scorsa stagione”.

“L’obiettivo però non cambia: vincere i campionati”.

“Infine una parola per Carlos: è sempre stato molto professionale, sempre costante, e lui e Charles si sono costantemente battuti duramente l’uno contro l’altro, il che è una cosa positiva, perché così si progredisce più velocemente come squadra”.

“Per il prossimo anno, io e tutti nella squadra non abbiamo bisogno di cercare motivazioni, perché le abbiamo già e da domani saremo già concentrati sul 2025”.

Più o meno concorde Leclerc: “Non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, vincere il titolo costruttori, quindi c’è un po’ di delusione”.

“Guardando al prossimo anno, spero che potremo iniziare la stagione con una macchina competitiva”.

“Probabilmente è a inizio stagione che abbiamo perso terreno quest’anno, mentre siamo stati molto forti nella seconda metà del campionato, in cui abbiamo fatto grandi cose grazie al lavoro incredibile di tutte le persone in fabbrica, che hanno messo a punto gli aggiornamenti che ci hanno permesso di esprimere il nostro pieno potenziale”.

“Questo mi dà fiducia per il futuro e non vedo l’ora di tornare in pista nel 2025”.

“Un grande grazie a tutti e i miei migliori auguri a Carlos per il suo futuro”.

gp di Abu Dhabi
©Ferrari.com

Il congedo di Carlos

Già Sainz. Lui si definisce ferrarista a vita e probabilmente è vero, ma non deve essere facile lasciare Maranello per una squadra in via di ricostruzione e rilancio come la Williams: “Come squadra, dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo fatto quest’anno”.

“Cinque vittorie e oltre venti podi non sono certo cosa da poco al termine di un campionato così combattuto”.

“Nel giro di rallentamento dopo la bandiera a scacchi mi sono emozionato parecchio, e immagino che questa serata sarà molto intensa”.

“Grazie alla Scuderia Ferrari, una squadra davvero speciale”.

“Questi quattro anni insieme sono qualcosa che porterò per sempre con me. Non trovo le parole per descrivere le mie emozioni, grazie di cuore a tutti”.

Parole di classe.

gp di Abu Dhabi
©Ferrari.com

L’emozione di Hamilton

Emozionato anche Hamilton, che dopo il GP di Abu Dhabi si è congedato dalla Mercedes.

“Abbiamo fatto cose incredibili come team, grazie per la passione e la determinazione con cui mi avete supportato”.

“Grazie a tutti dal profondo del mio cuore, voi vorrò sempre bene”.

“Ora vado in vacanza, ma la mia sarà una pausa molto breve, l’allenamento e la preparazione per il 2025 saranno intensi”.

“Dovrò affrontare un rapido apprendimento, visto che mi troverò in un nuovo ambiente e con un’altra macchina”.

©Pirelli.com

“Voglio davvero dare tutto, assolutamente tutto per la Ferrari. Sono estremamente emozionato e non vedo l’ora di incontrare la squadra”.

“Avverrà presto e non si esclude che qualche giro a Fiorano possa già compierlo nel corso di questa fine anno”.

Anche nel GP di Abu Dhabi Verstappen polemico

Max Verstappen è stato di nuovo protagonista di un acceso botta e risposta con i commissari di gara, che gli hanno comminato una penalità di 10 secondi per l’incidente al via con Piastri.

Dopo il GP di Abu Dhabi ha cercato di avere parole concilianti, ma a caldo e via radio s’era lasciato andare: “Una penalità di 10 secondi? Sono degli stupidi idioti”.

Per lui anche 2 punti di penalità sulla superlicenza e anche su questo ha ironizzato con toni sarcastici: “Arrivo a quota 12 per quando nascerà mio figlio, così potrò andare in congedo di paternità”.

©Red Bull Content Pool

Il GP di Abu Dhabi secondo Mario Isola (direttorie Motorsport Pirelli)

“Il rompete le righe non è completo, perché ci sono ancora due giorni di test qui ad Abu Dhabi. Un occasione anche per la Pirelli”.

“Tutte le squadre potranno provare cinque delle sei mescole omologate per il 2025, è esclusa solo la C1, perché non è adatta a questo tracciato”.

“Inoltre, metteremo a disposizione le gomme 2024 per il consueto rookie test di fine stagione”.

Per quanto riguarda la gara finale, il suo primo pensiero è per la McLaren.

“Complimenti  per il titolo Costruttori, ma anche per la Ferrari, per averci provato fino in fondo regalando a tutti gli appassionati un finale di stagione ricco di suspence ed emozioni”.

“È stato il modo migliore di concludere un anno molto intenso, il più lungo nella storia della Formula 1”.

“Da parte nostra, riteniamo di aver soddisfatto le aspettative delle squadre e degli altri attori principali di questo sport – la FIA e la Formula 1 – che sono i nostri ‘clienti’ più importanti, fornendo un prodotto affidabile, performante e capace di offrire per quanto possibile incertezza in termini di utilizzo in gara”.

“Non è un caso che ci sia stato un sostanziale equilibrio in questa stagione fra gare in cui la sosta singola sia stata la più veloce e altre in cui il doppio pit-stop sia stato più efficace, rispettando così gli obiettivi che ci erano stati dati”.

Lexus Liminal Cycles, la concept che respira

Lexus Liminal Cycles (foto Lexus)

Più che un prototipo o una concept car vera e propria, Lexus Liminal Cycles è una sorta di dimostratore tecnologico. Unisce infatti la ricerca sui nuovi materiali a quella sulle tecnologie interattive. Si tratta infatti di una installazione multisensoriale allestita all’ICA, l’Istituto di Arte Contemporanea di Miami.

Si ispirata alla concept car elettrica Lexus LF-ZC (Lexus Future Zero-emission Catalyst) ed esplora alcuni dei temi che stanno diventando centrali per marchi premium come Lexus. Tra cui, appunto, l’innovazione dei materiali, la tecnologia reattiva e la personalizzazione.

Una scultura, anzi, quattro

L’installazione principale è realizzata in in bioplastica Nuatan stampata in 3D dai partner di Crafting Plastics, startup cons ede a Bratislava, in Slovacchia. Si tratta di un materiale biodegradabile ricavato da risorse rinnovabili. Su questa ossatura è applicato uno strato di materiale reattivo ai raggi UV. Questo fa sì che l’installazione Lexus Liminal Cycles risponda agli stimoli ambientali. Può infatti cambiare colore, espandersi e contrarsi come se respirasse.

Questa caratteristica pone le basi per il futuro sviluppo dei nuovi veicoli. Le auto di domani infatti saranno “Software Defined“, costruite intorno all’architettura digitale, ma dotate di tecnologie capaci di renderle più “sensibili” e interattive. Non soltanto grazie all’intelligenza artificiale.

Accanto al dimostratore, sono esposti altri tre manufatti che sviluppano alcuni elementi di design della Lexus LF-ZC dedicati a specifiche esperienze sensoriali per udito, vista e olfatto.

La prima è una scultura a forma di fiore che richiama la forma del volante della LF-ZC e che risponde al tocco umano con variazioni del volume e dell’intensità di una composizione sonora specifica. La seconda parte dalla forma del poggiatesta di LF-ZC facendola diventare parte di una poltrona lounge che emette una specifica essenza profumata. La terza installazione di contorno è una scultura reticolare attivata dal vento che utilizza anche in questo caso un materiale bioplastico reattivo ai raggi UV. Al variare delle radiazioni UV  corrisponde la graduale esposizione del logo Lexus disegnato dalla sua trama.

Ford Puma Gen-E: la versione elettrica parte da 32.950 euro. Arriva a marzo 2025

La Ford Puma Gen-E, SUV elettrico atteso per il 2025

La Ford Puma diventa elettrica. Come già ampiamente annunciato dalla Casa dell’Ovale Blu al momento della presentazione del modello. Il modello, uno di quelli che ha riscosso maggior successo in Europa, debutterà a marzo del prossimo anno con l’obiettivo di convincere quanti più possessori possibili della Puma termica a passare alla variante a zero emissioni.

La Ford Puma Gen-E, questo il nome ufficiale del SUV a batteria, nasce, come le varianti ad alimentazione tradizionale, sulla piattaforma B-Class della Casa, la stessa utilizzata per l’ultima generazione della Fiesta per capirci. Il pianale è stato solo adattato per ospitare batteria e powertrain a zero emissioni.

Fino a 376 km di autonomia

A tal proposito, la Ford Puma Gen-E adotta una batteria agli ioni di litio da 43 kWh netti e un motore elettrico posto all’avantreno in grado di sviluppare una potenza di 168 CV e una coppia di 290 Nm che le consente di scattare da 0 a 100 in 8” e di raggiungere una velocità massima di 160 km/h.

La Ford Puma Gen-E, SUV elettrico atteso per il 2025

  • Batteria: 43 kWh
  • Autonomia: 376 km
  • Potenza max: 168 CV
  • Coppia max: 290 Nm
  • 0-100: 8″
  • Velocità max: 160 km/h

In questa configurazione, l’auto promette un’autonomia di circa 376 km nel ciclo WLTP, con picci di 523 km con un pieno di elettroni se si viaggia esclusivamente in ambito urbano. Con un peso di 1.563 kg, dichiara consumi sul misto di 13 kW/100 km.

La Ford Puma Gen-E, SUV elettrico atteso per il 2025

Si ricarica in 25 minuti

Per quanto riguarda la ricarica, il nuovo SUV Ford può ricevere energia in corrente continua a potenze fino a 100 kW. Questo le consente di portare lo stato di carica (SoC) della batteria dal 10% all’80% in 25 minuti. L’auto, grazie alla presenza di un caricatore di bordo, può essere ricaricata anche in corrente alternata fino a 11 kW.

La Ford Puma Gen-E sarà disponibile al listino in due allestimenti, base e Premium, con prezzi rispettivamente di 32.950 euro e 35.200 euro.

John Elkann in visita allo stabilimento Maserati di Modena

john elkann

Che John Elkann, Presidente di Stellantis, abbia iniziato una serie di visite agli stabilimenti del Gruppo è senza dubbio un fatto positivo.

Far sentire la presenza della proprietà ai propri dipendenti è sempre stato un incentivo a consolidare le aziende.

Elkann è stato in visita alla Maserati, presso la storica sede di Modena.

 

Appena rientrato da Auburn Hills negli Stati Uniti, Elkann è stato in visita alla Maserati, presso la storica sede di Modena in viale Ciro Menotti.

Lì ha incontrato Santo Ficili, Amministratore Delegato di Maserati, l’intero leadership team della Casa del Tridente, l’Engineering team e tutte le persone.

Made in Italy

Tutti i modelli attualmente in produzione e quelli futuri sono e saranno 100% disegnati, sviluppati e prodotti in Italia, presso gli stabilimenti di Mirafiori a Torino, di Cassino e di Modena, fiore all’occhiello per la produzione delle auto super sportive con la spyder MC20, la cabrio MC20 Cielo e la nuovissima GT2 stradale.

Per questo scopo è stata creata un squadra circa 130 esperti tra ingegneri e tecnici, che segue esclusivamente lo sviluppo della gamma attuale e dei modelli futuri, operando in stretta collaborazione con l’Engine Lab.

L’obiettivo è posizionare Maserati al top del segmento lusso, cosa che il blasone del Marchio merita e ultimamente si era un po’ perso.

John Elkann, Presidente di Stellantis:

La nostra industria sta attraversando momenti duri. Insieme, abbiamo affrontato numerose sfide in passato e le abbiamo già trasformate in opportunità a vantaggio di tutti coloro che lavorano con noi, sia internamente sia esternamente: colleghi, concessionari, clienti e fornitori, oltre alle Istituzioni. Credo fermamente che in questi frangenti sia necessario rimanere uniti e, per questo motivo, ho deciso di essere accanto alle nostre persone e di recarmi oggi presso la storica sede di Maserati a Modena. Desidero ringraziare personalmente tutte le colleghe e i colleghi che con il loro lavoro, la loro passione e la loro energia continueranno a raggiungere importanti risultati per Maserati”.

john elkann

Santo Ficili, Amministratore Delegato di Maserati:

“Sono felice di accogliere John Elkann a Modena, per incontrare le persone che fanno di questo straordinario Marchio non solo il più longevo della Motor Valley, ma anche il portabandiera di una visione unica di lusso italiano nel mondo. Abbiamo recentemente celebrato il nostro cento decimo anniversario: siamo forti di un passato unico e siamo proiettati nel futuro con una grande energia”.

 

Consumare e inquinare meno si può, al di là della normativa Euro

consumare e inquinare meno

Consumare e inquinare meno senza dover cambiare auto? Si può!

Uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Scientific Reports relativo a un nuovo sistema di monitoraggio, sviluppato dal Politecnico di Milano offre una risposta concreta.

Un modo per rendere tutti partecipi della mobilità sostenibile senza grandi spese.

La metodologia proposta utilizza un sistema di virtual sensing per stimare le emissioni di CO₂ (il climalterante) e degli NOx (gli inquinanti), con precisione e con una strumentazione molto semplice, superando i limiti della sola classificazione Euro.

Grazie all’uso di piccoli dispositivi telematici, dotati di GPS per la localizzazione e di unità inerziale per la misura di accelerazioni, il sistema rileva le emissioni basandosi sul reale comportamento di guida.

Utilizzando un’ampia base di dati raccolti da oltre 8.000 veicoli privati dotati di black box in Italia e analizzati per oltre 11 milioni di viaggi, gli algoritmi calcolano l’impatto ambientale reale di ogni veicolo.

UnipolTech, ramo telematico del Gruppo Unipol, ha fornito un dataset unico per accuratezza e ampiezza, con informazioni su velocità, distanze percorse e stile di guida, che hanno permesso di validare gli algoritmi proposti.

Professoressa Silvia Strada, prima autrice dello studio:

La metodologia offre una risposta concreta a chi vuole fare la propria parte nella sostenibilità senza dover cambiare immediatamente veicolo”.

“Questo significa mobilità sostenibile per tutti”.

“Dare ai guidatori la possibilità di gestire, conoscere e migliorare il proprio impatto ambientale apre a una transizione inclusiva verso la sostenibilità”.

Strumentazione e metodologia

Il sistema utilizza tre indicatori di performance (KPI) principali:

  • il consumo di carburante,
  • le emissioni di CO₂,
  • le emissioni di NOx.

Questi KPI mostrano che le emissioni e il consumo non dipendono solo dalla tecnologia del veicolo, ma anche dal comportamento di guida, consentendo una stima personalizzata dell’impatto ambientale.

Ad esempio esiste una ‘green speed’, ossia una fascia ottimale di velocità tra 50-75 km/h, che risulta più efficiente sia per il consumo sia per le emissioni.

Questo sistema di monitoraggio ha numerose applicazioni potenziali per le città: le amministrazioni possono utilizzarlo per gestire le emissioni nelle aree a traffico limitato, regolando accessi e tariffe di parcheggio in base all’impatto ambientale effettivo dei veicoli, senza a priori vietare la circolazione a nessuno.

Inoltre, gli indicatori potrebbero supportare incentivi per chi adotta stili di guida virtuosi, nel rispetto tuttavia della neutralità tecnologica dell’auto.

Una sfida all’attuale paradigma basato sulle sole classi Euro

In un contesto di transizione sostenibile, l’Unione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi: ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050, come previsto dal Green Deal.

Il monitoraggio accessibile ed equo anche per chi, al momento, non può investire in veicoli a emissioni zero può contribuire a rendere un veicolo più vecchio comunque sostenibile, se guidato con attenzione e per distanze limitate.

Questo sistema è oggi uno strumento concreto per chi desidera guidare in modo più responsabile e per le città che mirano a ridurre le emissioni.

Istogramma delle emissioni annue di CO2 in kg di 1000 auto Euro 4 e 1000 auto Euro 6 (sottocampioni del dataset completo).

Dalle figure si nota come diversi veicoli Euro 4 abbiano emissioni cumulate di CO2 inferiori ad un corrispettivo veicolo Euro 6

consumare e inquinare meno

Lo studio: Strada, S.C., Pagliaroli, A. & Savaresi, S.M. An innovative virtual sensing system for the vehicle-centric evaluation of emissions in the sustainable mobility transition.

Sci Rep 14, 24258 (2024). https://doi.org/10.1038/s41598-024-76103-8

Non basta il pensiero: Bosch al fianco dei residenti nelle RSA

non basta il pensiero

Momenti speciali per Alessandro Grilli, ospite della RSA Residenza Richelmy (Torino).

Alessandro o, come preferisce essere chiamato, Alex, classe 1946, ha sempre coltivato la passione per le auto e soprattutto per le corse, al punto da ricordare con nostalgia i viaggi con la sua Fiat 600.

Fin da ragazzo, Alex ha lavorato con impegno e dedizione nell’autofficina di famiglia.

Quello che all’inizio era un semplice lavoro, si è poi trasformato nella sua passione più grande, mettendo letteralmente ‘le mani sui motori’.

Da diversi anni ha dovuto rallentare la sua corsa per motivi di salute, ma lo spirito e la curiosità sono rimasti quelli di un tempo, un ragazzo che assapora la libertà a bordo di una bella macchina in Costa Azzurra.

non basta il pensiero

La solidarietà in un video

Alex, è il protagonista di uno dei video realizzati per la campagna di comunicazione ‘Non basta il pensiero’, promossa dal Gruppo Bosch in Italia insieme a ‘Nipoti di Babbo Natale’, il progetto benefico portato avanti da Un Sorriso in Più Onlus.

L’iniziativa della Onlus consente di diventare ‘nipote’ di una persona anziana ospite nelle RSA italiane esaudendo un suo desiderio e instaurando così una relazione unica.

Attraverso la testimonianza di Alex, Bosch ha voluto raccontare il bisogno degli anziani di essere ancora ascoltati, di condividere le loro esperienze e di realizzarne di nuove, con l’entusiasmo che nasce da un dono inaspettato.

E così grazie alla collaborazione di Federica Bonanno, 32 anni, Customer Project Manager Bosch Mobility, sua ‘nipote’ per un giorno, Alex è partito per un viaggio in auto alla scoperta delle nuove tecnologie, fino ad arrivare in un ambiente a lui tanto familiare: l’officina.

Non basta il pensiero: un progetto di responsabilità sociale

La campagna di comunicazione ‘Non basta il pensiero’ fa parte delle attività di CSR (Corporate Social Responsability) del Gruppo Bosch in Italia.

Lanciata nel mese di novembre sui canali social e interni dell’azienda, la campagna ha lo scopo di sensibilizzare il pubblico sul ruolo e sulla condizione degli anziani nella nostra società attraverso il racconto emozionante di alcuni ospiti delle RSA sul nostro territorio.

‘Non basta il pensiero’ vuole essere proprio un invito a riscoprire i sogni, le storie e le esperienze degli anziani che, specialmente nel periodo di Natale, rischiano di sentirsi più soli.

La storia di Alessandro e la realizzazione del suo desiderio testimoniano il bisogno degli anziani di sentirsi ancora importanti e offre uno spunto di riflessione autentico sul tema della terza età.

Engines Engineering rinnova assetto societario e CEO

engines engineering

Engine Engineering: tutto ebbe inizio nel 1979 da una brillante idea del fondatore Alberto Strazzari, che intuì l’enorme potenziale dei materiali plastici e la loro applicazione nell’industria motociclistica.

engines engineering

Fu l’inizio di un’azienda che si è specializzata nei servizi di

  • stile,
  • progettazione,
  • prototipazione,
  • validazione applicati a carrozzeria, telaio e motore di moto, scooter e piccoli veicoli a tre-quattro ruote.

Una storia che prosegue

Il 45° anniversario è stata l’occasione per strutturare e programmare il futuro: nel rinnovato assetto societario il fondatore Alberto Strazzari e la figlia Claudia rilevano il 100% delle quote aziendali, mentre Manfredi Fenici, da tempo CTO, assume la carica di CEO.

engines engineering

Engines Engineering vanta innumerevoli collaborazioni con i brand più prestigiosi, sia italiani che internazionali, dal Giappone agli USA, dalla Cina all’India.

Tra i tanti progetti sviluppati internamente vale la pena menzionare uno dei più recenti, la Kapriony Mina, moto da rally, sviluppata interamente da Engines Engineering su base Ducati Desert X, che ha partecipato con successo alla Africa Eco Race 2024.

E’ nella Motor Valley

Una visita all’interno dei 5500 mq della sede di Castenaso, nell’hinterland bolognese, dove operano più di 80 collaboratori, rende perfettamente l’idea di cos’è Engines Engineering.

Sono parte integrante della struttura e completano le attività progettuali dell’ufficio tecnico:

  • 5 reparti di prototipazione (modelleria, fresatura, officina meccanica per stampi e telai in acciaio e alluminio, controlli dimensionali, prototipi veicoli),

engines engineering

  • 5 reparti specializzati (elettronica, rumore, vibrazioni, calcoli strutturali, ingegneria delle sospensioni),
  • 9 laboratori di sviluppo e validazione (banco a fatica, banco cam drum, banco motori endurance, banco stazionario per prove sviluppo motore, banco prove emissioni, cella climatica per prove partenza a freddo, SHED per test evaporazione, camera semi-anecoica per prove acustiche, unica in Italia, prove su strada per set-up veicolo).

Fiat Professional copre il 24% dell’immatricolato 2024

fiat professional

Nel mese di novembre, Fiat Professional si conferma il brand più venduto nel mercato dei veicoli commerciali in Italia.

In base all’elaborazione dei dati forniti da Dataforce, Fiat Professional a novembre ha immatricolato oltre 3.500 veicoli commerciali e chiude i primi 11 mesi dell’anno con oltre 43.000 unità immatricolate, pari a una quota di mercato che sfiora il 24%.

Crescono anche i ‘commerciali’ elettrici di Fiat Professional

Leadership a novembre anche nel settore in costante crescita dei veicoli commerciali elettrici con una quota superiore al 32%, grazie ad una gamma completamente rinnovata.

In particolare, il nuovo E-Ducato progettato interamente in-house e prodotto da pochi giorni anche nello stabilimento italiano di Atessa in Abruzzo, è dotato della nuova batteria di seconda generazione da 110 kWh e un’autonomia che può arrivare a 424 km nel ciclo WLTP.

Ducato si conferma il veicolo commerciale più venduto in assoluto in Italia con oltre 18.000 immatricolazioni dall’inizio dell’anno pari al 24,3% nel segmento dei furgoni di grandi dimensioni.

Doblò e Scudo i commerciali compatti

Anche Doblò si conferma al primo posto nel suo segmento dei van compatti con 11.386 unità immatricolate nei primi 11 mesi pari ad una quota del 26%, mentre Scudo si posiziona al secondo posto nel suo segmento con una quota complessiva superiore al 19%.

Barre antirollio: cosa sono e come funzionano

 

Le barre antirollio collegano le sospensioni delle ruote dello stesso asse e lavorano per torsione. Quando il veicolo affronta una curva, la forza centrifuga risultante tende a inclinare la cassa verso l’esterno della curva, generando il movimento di rollio.

La barra antirollio si oppone al movimento di rollio trasferendo parte della forza dalla sospensione più sollecitata a quella meno sollecitata, riducendo l’escursione differenziale delle sospensioni e quindi il rollio.

Le barre antirollio sono generalmente costituite da un tondo di acciaio piegato a forma di “C” o “U”, ancorato elasticamente alla scocca del veicolo nella parte centrale e fissato alle sospensioni alle estremità.

In alcuni casi, specialmente nelle vetture racing e formula, sono invece barre tonde e dritte, vincolate alle estremità da due “coltelli”, collegati alle singole ruote dello stesso asse.

Esistono anche soluzioni più sofisticate, come le barre a rigidità variabile e le barre disconnettibili utilizzate nei veicoli fuoristrada. Le barre antirollio delle vetture stradali hanno generalmente un diametro che varia da circa 15 mm a 25 mm.

Come funzionano le barre antirollio

La barra antirollio è collegata alle due estremità alle ruote ed è infulcrata alla scocca attraverso due boccole. Durante il rollio, lo sforzo non avviene soltanto alle estremità della barra ma anche in corrispondenza dei due ancoraggi.

Quando un veicolo affronta una curva, la scocca tende ad inclinarsi verso la parte esterna, esercitando uno sforzo che viene trasmesso sulla ruota interna, che tende a sollevarsi. La ruota è però spinta verso il basso dalla sospensione e pertanto resiste a questo tentativo producendo una torsione nella barra. Al tempo stesso, si genera una coppia di forze sugli ancoraggi della barra, opposta al senso di rollio, tendendo quindi a raddrizzare la scocca e a ridurre l’angolo di rollio. Anche un improvviso sobbalzo su una ruota tenderà a sollevare anche quella opposta, facendole perdere una certa quantità di carico e aderenza.

Per questo motivo, non si può esagerare con la durezza delle barre antirollio ma occorre anche una certa rigidezza del gruppo molle-ammortizzatori per ottenere un buon controllo del rollio e della stabilità del veicolo. In caso di sollecitazioni verticali uguali su entrambe le ruote, la barra invece non oppone resistenza, permettendo alle sospensioni di assorbire le irregolarità del terreno.

Materiali

Barre antirollio
Processo di piegatura di una barra Eibach

Le barre antirollio sono generalmente costituite da profili tondi di acciaio, dal diametro variabile a seconda del peso della vettura e delle caratteristiche prestazionali che si vogliono ottenere, in termini di rapidità di inserimento in curva, come vedremo nel paragrafo successivo.

L’acciaio, oltre che per il suo basso costo, è scelto principalmente per la sua resistenza e la sua capacità di sopportare le forze di torsione. Si utilizza l’acciaio armonico speciale o l’acciaio al silicio, materiali elastici che non soffrono di fragilità e non plasticizzano, anche quando sono sottoposti a tanti gradi di deformazione. Oltre al silicio, altri elementi importanti che vengono legati con l’acciaio sono il cromo, il nichel e il molibdeno. Alcuni esempi di materiali utilizzati sono i seguenti: 52SiCrNi5, 50SiCrMo6, 55Si8, 60SiCr7.

In alcune vetture, molto sofisticate o racing, possono utilizzare materiali compositi o addirittura alluminio legato altoresistenzale, per ridurre il peso, mantenendo però la rigidità necessaria.

Le boccole, che vincolano le barre alla scocca, sono generalmente costituite da una parte elastica in materiale polimerico e da una struttura metallica o in fibra di nylon.

Effetti dinamici

Schema di funzionamento delle barre antirollio e principali effetti dinamici.

Il primo effetto di una barra antirollio sul comportamento di guida è quello di aumentare la rigidezza al rollio dell’asse in cui è installata.

Nella fase di transitorio, come nell’ingresso di curva, questo porta indubbiamente ad avere una migliore rapidità di inserimento dell’asse in cui è installata.

Ma l’effetto della barra antirollio è soprattutto quello di aumentare il trasferimento di carico trasversale, trasferendo maggior carico verticale tra la ruota interna alla curva a quella esterna.

L’aumento del trasferimento di carico, a causa della non linearità di comportamento degli pneumatici, porta a una diminuzione della tenuta di quell’asse in fase stabilizzata al centro della curva, successivamente alla fase di transitorio in ingresso di curva.

Influenza il sovra e il sottosterzo

Quindi, per esempio, una barra antirollio particolarmente rigida all’anteriore, porta ad avere una vettura più reattiva in ingresso curva, ma tendente al sottosterzo in percorrenza e in uscita curva.

Al contrario, una barra antirollio più rigida al posteriore rispetto che all’anteriore, provocherà una migliore tenuta di strada all’anteriore e la tendenza al sovrasterzo in condizioni stabilizzate.

La differente rigidezza al rollio dei due assi modifica quindi in modo sostanziale il comportamento di guida.

Per modificare la rigidezza al rollio, si può intervenire anche sulle molle, ma in questo caso si irrigidisce e si limita l’escursione delle ruote non solo in curva, ma anche in frenata, in accelerazione e nei movimenti oscillatori dovuti all’irregolarità starale.

Un altro effetto di una barra antirollio più rigida è quello di ridurre l’escursione in curva del gruppo ruota-sospensione.

Questo effetto fa sì che gli angoli caratteristici delle ruote, primo tra tutti il camber o angolo di campanatura, lavorino più vicini al valore statico, anche nelle curve più impegnative dal punto di vista della forza laterale.

Ciò deve essere tenuto in considerazione dai tecnici quando vengono selezionati gli angoli in fase di setup.

Muovendosi meno la cassa, grazie al ridotto rollio, anche gli effetti aerodinamici diventano più prevedibili, perché l’altezza da terra rimane più costante.

Mondo Racing

Barre antirollio
Kit barra antirollio regolabile per veicolo racing. La barra antirollio è formata da due leve, collegate ad una barra di torsione avente come fulcro due montanti sulla scocca

Le barre antirollio delle auto da corsa sono progettate per essere più rigide rispetto a quelle delle auto di serie, per aumentare la reattività tra le curve e minimizzare il coricamento laterale della scocca.

Possono avere un diametro che varia da circa 20 mm a oltre 30 mm.

La scelta del diametro e della rigidità della barra dipende da vari fattori, tra cui il tipo di pista, le condizioni di gara e le preferenze di guida del pilota, visto che come abbiamo descritto sopra modificano in modo sostanziale il bilanciamento della vettura.

Inoltre, nel mondo racing le barre antirollio possono essere regolabili, permettendo ai team di modificare rapidamente la rigidità per adattarsi meglio alle condizioni specifiche della gara.

Barre antirollio elettro-meccaniche

Barre antirollio elettro-meccaniche PDCC Sport di Porsche (Porsche Dynamic Chassis Control Sport)

Le barre antirollio elettro-meccaniche, chiamate anche barre stabilizzatrici attive, rappresentano l’ultima frontiera in termini di tecnologia per questo componente.

Questi sistemi utilizzano attuatori elettronici per controllare la rigidità della barra in tempo reale, adattandosi alle condizioni di guida istante per istante, applicando quindi un controllo attivo del rollio.

Questo tipo di barra è particolarmente utile nei veicoli stradali di alta gamma e sportivi, dove le prestazioni e il comfort sono due parametri imprescindibili, specialmente quando la massa del veicolo è piuttosto elevata e, nel caso dei SUV, il baricentro è alto.

Per mantenere infatti sotto controllo il coricamento dell’auto in curva, ma al tempo stesso non penalizzare troppo il comfort di marcia, rappresentano un’ottima soluzione, tra l’altro regolabile a seconda della modalità di guida scelta dal guidatore.

Nel 2017 è stato introdotto dal Gruppo Porsche il PDCC Sport (Porsche Dynamic Chassis Control Sport), il sistema di controllo di rollio elettronico, che sostituisce le classiche barre meccaniche.

Si tratta di una scatola di ingranaggi alle cui estremità sono fissate le parti terminali delle barre antirollio, vincolate ai movimenti verticali delle ruote.

Tramite un motore elettrico (a 48 V) viene generata una coppia contraria a quella generata dalle barre, di intensità più o meno elevata a seconda della logica elettronica, per contrastare il rollio generato dall’escursione delle ruote.

La velocità di intervento è di soli 200 millisecondi.

Barre antirollio
Barre antirollio elettro-meccaniche Audi eAWS su Audi SQ7. Come quelle di Porsche, non avendo componenti idrauliche, sono teoricamente “maintenance-free”

Stellantis dopo Tavares: creata la squadra dirigente

stellantis dopo tavares

Come annunciato poco fa da Stellantis, entro la prima metà del 2025, sarà nominato il sostituto del dimissionario Tavares.

Nel frattempo è stato istituito il CEI (Comitato esecutivo ad interim), presieduto da John ELKANN, che sarà responsabile della direzione e della supervisione della Società per conto del Consiglio di amministrazione.

I nove membri del CEI di Stellantis dopo Tavares

  • Xavier CHÉREAU – Human Resources and Heritage
  • Ned CURIC – Engineering and Technology, Software and Free2move
  • Arnaud DEBOEUF – Manufacturing and Supply Chain
  • Antonio FILOSA – America’s (North and South America) Regions, Chrysler, Dodge, Jeep®️, Ram, and the Design North America organization, including Maserati Design.
  • Béatrice FOUCHER – Planning
  • Jean-Philippe IMPARATO – Enlarged Europe, Pro One, and Abarth, Alfa Romeo, Citroën, DS, FIAT, Lancia, Opel and Peugeot. The Design Europe organization will also report to this position.
  • Douglas OSTERMANN – Finance
  • Maxime PICAT – Purchasing and Supplier Quality and the regions of Middle East & Africa, India & Asia Pacific, and China together with Leapmotor International.
  • Philippe de ROVIRA – Affiliates

Nominati anche i Vicepresidenti esecutivi

A supporto del CEI e alle dirette dipendenze del Presidente ci saranno i seguenti Vicepresidenti esecutivi:

  • Bertrand BLAISE – Communications and CSR
  • Olivier BOURGES – Customer Experience
  • Giorgio FOSSATI – General Counsel
  • Santo FICILI – Maserati in addition to Alfa Romeo
  • Olivier FRANÇOIS – Marketing in addition to FIAT, Abarth and DS
  • Clara INGEN-HOUSZ – Public Affairs

Richard PALMER è stato nominato Special Advisor del Presidente e parteciperà al CEI come consulente per il gruppo dirigente.

E’ evidente che Stellantis dopo Tavares vuole voltare pagina, ma con poche; secondo questa lista, manager italiani.

Stellantis in pillole

Celebre per i suoi brand iconici e innovativi – Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, FIAT, Jeep®, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram, Vauxhall, Free2move e Leasys – Stellantis sta attuando Dare Forward 2030, un ambizioso piano strategico che le permetterà di trasformarsi entro il 2038 in un’azienda tecnologica di mobilità a zero emissioni nette di carbonio con una percentuale di compensazione a una cifra delle emissioni restanti, creando al contempo valore aggiunto per tutti gli stakeholder.

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