A Napoli, città proiettata verso grandi appuntamenti internazionali come l’America’s Cup 2027, la mobilità torna protagonista del dibattito pubblico e industriale.
Dopo Milano, il roadshow “Geely Auto Talks – powered by Jameel Motors” ha fatto tappa nel capoluogo campano, offrendo una fotografia nitida di un settore in piena trasformazione.

Ad aprire i lavori il sindaco Gaetano Manfredi, che ha ribadito la centralità del trasporto nelle politiche urbane: un ambito che oggi deve necessariamente conciliare sostenibilità ambientale, equilibrio economico e inclusione sociale.
Una sfida complessa che non riguarda solo infrastrutture, ma anche organizzazione e capitale umano.
Tecnologia e competenze: il vero nodo
I numeri raccontano un settore in forte crescita: nel 2024 la connected mobility in Italia ha raggiunto un valore di 3,36 miliardi di euro, con un incremento del 16% su base annua.
A trainare il mercato sono soprattutto i sistemi ADAS e le soluzioni di smart mobility, capaci di migliorare sicurezza ed efficienza.
Tuttavia, emerge un ritardo strutturale sul fronte delle competenze. Fino al 75% delle aziende fatica a reperire figure adeguate, in particolare nei settori dell’elettrificazione, dell’intelligenza artificiale e della guida autonoma.
Un gap che rischia di frenare lo sviluppo proprio mentre il settore evolve rapidamente.
Mobilità come ecosistema integrato
Il concetto chiave emerso durante il confronto è quello di “ecosistema”. Alessandro Grandinetti (PwC) ha parlato di una discontinuità tecnologica senza precedenti, influenzata anche da variabili globali come cambiamento climatico e tensioni geopolitiche.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale rappresenta un fattore abilitante fondamentale, anche se non ancora pienamente valorizzato in termini di ritorno sugli investimenti.
La mobilità non è più un prodotto, ma un sistema complesso e interconnesso che integra veicoli, infrastrutture e servizi digitali.
Il banco di prova dei grandi eventi
La gestione della mobilità nei grandi eventi si conferma un laboratorio ideale per testare soluzioni avanzate, e le esperienze internazionali lo dimostrano: dal “Wiesn Shuttle” autonomo di livello 4 all’Oktoberfest di Monaco, fino all’HYKE Ferry elettrico e autonomo utilizzato durante le Olimpiadi di Parigi.
In questo panorama, assumono un ruolo strategico le Smart Control Room, oggi diffuse con oltre 170 applicazioni a livello globale: sistemi in grado di integrare dati da sensori, telecamere e satelliti per monitorare e gestire i flussi urbani in tempo reale.
Ma non si tratta solo di tecnologia: emergono nuove figure professionali come fleet manager evoluti, esperti di data & operations e coordinatori della mobilità, sempre più centrali nella governance urbana.
Formazione e futuro del sistema Italia

Il mondo accademico, rappresentato da figure come i professori Giulio Salvadori e Ciro Bifulco, ha sottolineato l’importanza di un approccio scientifico alla pianificazione della mobilità.
Parallelamente, il coinvolgimento del Ministero dell’Università e della Ricerca evidenzia la volontà di costruire un ponte concreto tra formazione e industria.
Marco Santucci (Jameel Motors) ha sintetizzato efficacemente la sfida: non si tratta più di immaginare la mobilità del futuro, ma di sviluppare le competenze per realizzarla.
Napoli si conferma non solo una tappa simbolica, ma un vero laboratorio a cielo aperto dove si misura la capacità del sistema Italia di affrontare una trasformazione epocale: il passaggio dall’automobile alla mobilità come servizio integrato, sostenibile e intelligente.































