martedì 26 Maggio 2026 - 15:02:51

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#FORUMAutoMotive 2026, il futuro dell’auto si discute a Milano

#FORUMAutoMotive

#FORUMAutoMotive non è una conferenza stampa come tante altre. È il momento in cui l’industria automotive europea smette di fare finta che vada tutto bene e mette le carte sul tavolo.

La nuova edizione di #FORUMAutoMotive (il movimento di opinione fondato da Pierluigi Bonora, promotore dell’evento e direttore di ACI Radio) riunisce alcuni tra gli interpreti del settore, per un confronto che è insieme diagnosi, dibattito e (forse) terapia.

C’è ancora tempo per rimediare?

L’evento si svolgerà in due giorni, lunedì 23 e mercoledì 24 marzo.

Numerosi i panel che vedranno protagonisti manager di vari settori che orbitano intorno all’automotive.

Si inizierà con un confronto aperto su presente e futuro prossimo del settore auto in Europa.

Dario Duse (EMEA Leader Automotive di AlixPartners), Salvatore Saladino (Country Manager di Dataforce Italia) e Gianluca Di Loreto (Partner e Responsabile Italiano Automotive di Bain & Company) si confronteranno sullo scenario che si apre mentre l’UE temporeggia su una revisione pragmatica del piano di decarbonizzazione.

Per capire la posta in gioco, bastano pochi numeri.

Lavoratori EU nel settore automotive ~14 milioni (diretti + indotto)
Quota EU nella produzione mondiale auto ~20% (in calo)
Obiettivo UE stop endotermico 2035
Quota BEV sul mercato EU (2025) ~15%
Quota BEV in Cina (2025) ~45%

Il tema è scomodo ma ineludibile perché l’Europa ha fissato scadenze senza costruire le condizioni infrastrutturali, industriali e sociali per rispettarle.

Il gas naturale sintetico (e-fuel), l’idrogeno verde, l’ibrido avanzato (mild e full hybrid, PHEV) restano tecnologie mature e disponibili che il legislatore europeo continua a trattare come variabili secondarie.

Il dibattito tra i tre esperti mira a delineare gli scenari possibili: contrazione ordinata, ristrutturazione industriale o vera e propria crisi di sistema?

Intervista al presidente dell’ACI

All’evento interverrà anche Geronimo La Russa che sarà intervistato da Bonora e da David Giudici, direttore responsabile dell’Automobile.

Il presidente dell’Automobile Club Italia risponderà a domande inerenti la revisione del Green Deal, la sicurezza stradale, la formazione dei nuovi talenti nel motorsport e gli scenari di mobilità urbana.

Un confronto che darà voce anche alla dimensione umana e culturale dell’auto, quella che i numeri delle direttive europee spesso dimenticano.

Europa Vs. Cina, chi vincerà?

Un altro tema trattato sarà “Innovazione, tecnologie, AI e design automotive: tra Europa e Cina chi prevarrà?”.

I costruttori cinesi – da BYD a NIO, da SAIC a Geely – hanno assorbito per anni il know-how europeo, beneficiando della presenza di ingegneri, designer e manager occidentali nelle proprie strutture.

Oggi quella conoscenza è diventata capacità autonoma, e in alcuni segmenti anche vantaggio competitivo.

Si parlerà anche di design, perché nel confronto Europa-Cina l’identità stilistica è uno degli ultimi “fossati difensivi” dell’industria occidentale.

I brand cinesi hanno imparato a fare auto tecnicamente valide. Imparare a fare auto belle nel senso europeo del termine (con stratificazione culturale, heritage narrativo e tensione estetica autentica) dovrebbe essere un’altra storia.

Il futuro guarda il presente

A seguire i lavori della seconda giornata ci saranno anche studenti di istituti formativi lombardi.

Una scelta precisa, che Pierluigi Bonora ha spiegato con chiarezza: “Chi interverrà deve capire che, mai come in questo momento, è in gioco il suo futuro”.

E portare i giovani a contatto con i protagonisti dell’industria, senza filtri, è uno degli obiettivi dichiarati di #FORUMAutoMotive.

Il destino di un’industria e di un’idea

L’auto non è mai stata solo un prodotto, ma un’idea di libertà, un artefatto di civiltà ingegneristica, un ecosistema di lavoro e cultura che coinvolge milioni di persone.

Mentre Bruxelles costruisce regolamenti e Pechino costruisce fabbriche, la vera domanda che il panel vuole sollevare non riguarda solo le emissioni di CO₂ o i kWh delle batterie. Riguarda che tipo di industria, e che tipo di Europa, vogliamo consegnare a chi oggi è ancora seduto tra i banchi di scuola.