
#FORUMAutoMotive non è una conferenza stampa come tante altre. È il momento in cui l’industria automotive europea smette di fare finta che vada tutto bene e mette le carte sul tavolo.
La nuova edizione di #FORUMAutoMotive (il movimento di opinione fondato da Pierluigi Bonora, promotore dell’evento e direttore di ACI Radio) riunisce alcuni tra gli interpreti del settore, per un confronto che è insieme diagnosi, dibattito e (forse) terapia.
C’è ancora tempo per rimediare?
L’evento si svolgerà in due giorni, lunedì 23 e mercoledì 24 marzo.
Numerosi i panel che vedranno protagonisti manager di vari settori che orbitano intorno all’automotive.
Si inizierà con un confronto aperto su presente e futuro prossimo del settore auto in Europa.
Dario Duse (EMEA Leader Automotive di AlixPartners), Salvatore Saladino (Country Manager di Dataforce Italia) e Gianluca Di Loreto (Partner e Responsabile Italiano Automotive di Bain & Company) si confronteranno sullo scenario che si apre mentre l’UE temporeggia su una revisione pragmatica del piano di decarbonizzazione.
Per capire la posta in gioco, bastano pochi numeri.
| Lavoratori EU nel settore automotive | ~14 milioni (diretti + indotto) |
| Quota EU nella produzione mondiale auto | ~20% (in calo) |
| Obiettivo UE stop endotermico | 2035 |
| Quota BEV sul mercato EU (2025) | ~15% |
| Quota BEV in Cina (2025) | ~45% |
Il tema è scomodo ma ineludibile perché l’Europa ha fissato scadenze senza costruire le condizioni infrastrutturali, industriali e sociali per rispettarle.
Il gas naturale sintetico (e-fuel), l’idrogeno verde, l’ibrido avanzato (mild e full hybrid, PHEV) restano tecnologie mature e disponibili che il legislatore europeo continua a trattare come variabili secondarie.
Il dibattito tra i tre esperti mira a delineare gli scenari possibili: contrazione ordinata, ristrutturazione industriale o vera e propria crisi di sistema?
Intervista al presidente dell’ACI
All’evento interverrà anche Geronimo La Russa che sarà intervistato da Bonora e da David Giudici, direttore responsabile dell’Automobile.
Il presidente dell’Automobile Club Italia risponderà a domande inerenti la revisione del Green Deal, la sicurezza stradale, la formazione dei nuovi talenti nel motorsport e gli scenari di mobilità urbana.
Un confronto che darà voce anche alla dimensione umana e culturale dell’auto, quella che i numeri delle direttive europee spesso dimenticano.
Europa Vs. Cina, chi vincerà?
Un altro tema trattato sarà “Innovazione, tecnologie, AI e design automotive: tra Europa e Cina chi prevarrà?”.
I costruttori cinesi – da BYD a NIO, da SAIC a Geely – hanno assorbito per anni il know-how europeo, beneficiando della presenza di ingegneri, designer e manager occidentali nelle proprie strutture.
Oggi quella conoscenza è diventata capacità autonoma, e in alcuni segmenti anche vantaggio competitivo.
Si parlerà anche di design, perché nel confronto Europa-Cina l’identità stilistica è uno degli ultimi “fossati difensivi” dell’industria occidentale.
I brand cinesi hanno imparato a fare auto tecnicamente valide. Imparare a fare auto belle nel senso europeo del termine (con stratificazione culturale, heritage narrativo e tensione estetica autentica) dovrebbe essere un’altra storia.
Il futuro guarda il presente
A seguire i lavori della seconda giornata ci saranno anche studenti di istituti formativi lombardi.
Una scelta precisa, che Pierluigi Bonora ha spiegato con chiarezza: “Chi interverrà deve capire che, mai come in questo momento, è in gioco il suo futuro”.
E portare i giovani a contatto con i protagonisti dell’industria, senza filtri, è uno degli obiettivi dichiarati di #FORUMAutoMotive.
Il destino di un’industria e di un’idea
L’auto non è mai stata solo un prodotto, ma un’idea di libertà, un artefatto di civiltà ingegneristica, un ecosistema di lavoro e cultura che coinvolge milioni di persone.
Mentre Bruxelles costruisce regolamenti e Pechino costruisce fabbriche, la vera domanda che il panel vuole sollevare non riguarda solo le emissioni di CO₂ o i kWh delle batterie. Riguarda che tipo di industria, e che tipo di Europa, vogliamo consegnare a chi oggi è ancora seduto tra i banchi di scuola.











