Basta poco per richiamare alla memoria i “Nineties”, i favolosi anni Novanta: i bagnini di “Baywatch” in tv, in mano il walkman con cui ascoltare la compilation del “Festivalbar”, in tasca le schede telefoniche al posto del cellulare (che ancora non c’era), e in garage la “Twingo”, una felice e straordinaria intuizione della Renault destinata a rivoluzionare il segmento delle city-car.
Piccola ma non troppo, spensierata, morbidosa e tondeggiante ovunque, dal 1992 Twingo è diventata una saga spalmata su quattro diverse generazioni, dal 1993 ad oggi, moltiplicandosi in 25 Paesi in oltre 4,5 milioni di esemplari, di cui si calcola che due siano ancora in circolazione.
Ora, dopo aver cambiato forme e linee diventando a volte un po’ anonima nel tentativo di inseguire il tempo, la mitologica Twingo torna ad ispirarsi alla primissima versione, quella che aveva sembrava uscita da un cartone animato.
500 giorni, non uno di più
Un’operazione “nostalgia” che la Régie ha applicato ad un ristretto numero di veri successi senza tempo della propria storia: la Renault 5, ex sogno proibito di qualsiasi diciottenne, e la Renault 4, compagna di lavoro per intere generazioni di artigiani.
Il trittico, tutto declinato nella sola variante “E-Tech”, si completa con la Twingo, la “voiture à vivre” per antonomasia.
Una sorta di sfida lanciata da Renault, che da una parte è riuscita a rendere concreto il progetto in 500 giorni appena con l’obiettivo anche di dimezzare gli investimenti grazie all’enorme banca d’organi e ad un lavoro snellito dai passaggi e organizzato in parallelo e non più in sequenza, e dall’altra prova ancora una volta a rinvigorire il segmento A, oggi in debito d’ossigeno, e lancia un messaggio al mercato stesso, dove dominano Suv sempre più ingombranti, costosi e uguali l’uno all’altro.
La nuova Twingo E-Tech, assemblata a Novo Mesto, in Slovenia, nello storico stabilimento Renault, sceglie una strada diversa, privilegiando un ritorno alla dimensione urbana, ma con una visione industriale e tecnologica che malgrado le difficoltà, sceglie di scommettere sull’elettrico, perché il futuro è lì.
Un déjà vu intelligente

Basta uno sguardo anche distratto per riaprire cassetti della memoria chiusi da decenni e capire che la Twingo, quella vera, è tornata.
Le linee, così come per la 4 e la 5, recuperano volutamente lo spirito del modello originale lanciato nel 1992, reinterpretandolo con una sensibilità contemporanea.
I fari anteriori ad arco, quasi espressivi, e il frontale compatto e chiuso disegnano una sorta di volto sorridente che sprizza simpatia.
Il tutto, ora come allora, contenendo le misure in 3,79 metri di lunghezza, 1,72 di larghezza e 1,49 di altezza, ma le proporzioni sono studiate di fino per farla apparire più “piantata” sull’asfalto: le ruote (con cerchi da 18”), sono spinte verso gli angoli della carrozzeria, il passo (2,49 m) è generoso e i passaruota marcati suggeriscono un dinamismo inaspettato per un modello di segmento A.

Tra i dettagli più curiosi l’alfabeto Twingo in rilievo sul tetto all’interno e le tre feritoie esterne sul cofano, simpatica citazione del passato che oggi non avendo più necessità di raffreddare nulla, nascondono semplicemente il tappo del lavavetri perché il vano motore è sigillato.
Anche la scelta di mantenere le superfici pulite e un frontale chiuso risponde a esigenze aerodinamiche, contribuendo a ridurre consumi e resistenza all’aria.
L’arrivo della carrozzeria a cinque porte è una svolta importante rispetto all’antenata che amplia la versatilità ma senza tradire la filosofia originaria.
La rivincita della praticità
Se fuori la Twingo strizza l’occhio alla memoria, dentro gioca la carta di uno dei suoi temi storici: lo sfruttamento creativo dello spazio.
L’abitacolo, pur compatto, è organizzato con soluzioni intelligenti e allegre insieme che raramente si vedono in questa categoria.

Dietro, al posto del classico divanetto, due sedute indipendenti che scorrono di 17 cm e permettono di modulare il bagagliaio da circa 260 a oltre 360 litri, anche se ribaltando gli schienali si superano i 1.000 litri complessivi e abbattendo il sedile anteriore destro diventa magicamente possibile trasportare oggetti lunghi fino a due metri.
Il vano sotto il piano di carico, da circa 50 litri, è dedicato ai cavi di ricarica e rappresenta uno degli esempi più concreti di progettazione orientata alla quotidianità.

L’abitacolo è arricchito da inserti colorati, modanature vivaci, tasti dall’aria giocosa (come quello delle frecce di stazionamento, che ricorda una caramella), mentre numerosi vani portaoggetti contribuiscono a creare un ambiente che va sul pratico ma senza mai cadere nell’anonimato.
Impensabile, lanciare un modello così senza pensare ad una gamma di accessori colorati e intelligenti che comprendono porta oggetti, un bracciolo centrale e il sistema “YouClip” per accogliere ganci, lampade, portacellulari o avvolgitori.
Le plastiche rigide sono inevitabili, ma il design delle superfici e la scelta cromatica evitano l’effetto “cheap”.
Giocoforza, restano alcune rinunce da accettare, come i finestrini posteriori apribili solo a compasso e una certa limitazione nello spazio per i piedi dei passeggeri posteriori.
Meno numeri, più sostanza

La filosofia tecnica della Twingo E-Tech è la semplicità funzionale: disponibile con un solo motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 82 CV e 175 Nm, montato anteriormente e tarato per garantire una risposta fluida e progressiva.
La batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 27,5 kWh, prodotta in Cina ma su specifiche Renault, adotta la chimica litio-ferro-fosfato, una scelta che privilegia la durata nel tempo e la sicurezza rispetto alla densità energetica.
L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP raggiunge i 263 km, un valore coerente con l’uso urbano per cui la vettura è stata progettata. A bordo è presente un caricatore di bordo da 6,6 kW, ma il pacchetto opzionale “Advanced Charger”, da 460 euro, permette una ricarica in AC fino a 11 kW aggiungendo la funzione “V2l” che consente di ricaricare dall’auto dispositivi esterni come bici elettriche.
Le prestazioni riflettono l’impostazione: circa 3,9 secondi nello 0-50 km/h, ideale per le ripartenze cittadine, e poco più di 12 secondi per il tradizionale 0-100 km/h. La velocità massima è limitata a 130 km/h, a ricordare che non si tratta di una vettura pensata per le lunghe percorrenze autostradali.
Il peso contenuto, poco sopra i 1.200 kg, contribuisce a mantenere consumi medi intorno ai 12 kWh/100 km, rendendola una delle elettriche più efficienti della categoria.
Tecnologia essenziale ma evoluta

Nonostante il posizionamento economico, Twingo introduce soluzioni tecnologiche tipiche di segmenti superiori.
La plancia è dominata da una strumentazione digitale da 7” e da un touchscreen centrale da 10,1” con sistema OpenR Link basato su Android Automotive con schermate allegre e colorate.
La presenza della suite completa dei servizi Google integrati — navigazione, assistente vocale e accesso al Play Store — diventa l’ennesimo elemento distintivo nel segmento.
Il sistema è rapido, intuitivo e consente di pianificare automaticamente le soste di ricarica nei viaggi più lunghi.
La dotazione di sicurezza include i principali sistemi di assistenza alla guida (24 gli Adas disponibili, molti dei quali in dotazione), mentre la versione Techno introduce il cruise control adattivo con funzione stop&go, la modalità One-Pedal, utilissima in città, e ulteriori funzioni di connettività.
Tre le opzioni più interessanti il buzzer che segnala veicoli o pedoni in arrivo uscendo in retromarcia da un parcheggio, l’allarme apertura portiere e il parcheggio automatico a mani libere.
Per quanto riguarda la ricarica del motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 82 CV (60 kW) sull’avantreno, di serie l’auto accetta corrente alternata fino a 6,6 kW, con tempi completi di poco superiori alle quattro ore.
Il pacchetto “Advanced Charge”, disponibile a 490 euro, porta la potenza a 11 kW in AC e introduce la ricarica rapida in DC fino a 50 kW, permettendo di recuperare l’80% dell’energia in circa mezz’ora.
Un carattere urbano, ma non solo

La guida rappresenta uno degli aspetti più convincenti della nuova Twingo. In città, il raggio di sterzata inferiore ai 10 metri e lo sterzo diretto rendono le manovre estremamente semplici.
La risposta del motore è pronta ma mai brusca, mentre la funzione “One-Pedal”, con quattro livelli di frenata azionabili dai paddle dietro al volante, consente di gestire il traffico quasi senza utilizzare il freno.
Le sospensioni privilegiano il comfort, assorbendo con efficacia le irregolarità del manto stradale: sulle strade extraurbane emerge una dinamica sorprendentemente vivace, con cambi di direzione rapidi e un comportamento equilibrato che infonde sicurezza, anche se i consumi scendono di conseguenza e la progressione del motore diventi meno incisiva.
Resta però evidente la vocazione urbana, malgrado i montanti un po’ spessi a volte non aiutino la visibilità in fase di immissione.
La Twingo non nasce per essere una viaggiatrice, ma una compagna affidabile nella routine quotidiana.
Una sfida per il segmento A

La gamma è volutamente semplice: l’allestimento “Evolution”, proposto a 19.500 euro, offre già una dotazione completa per sicurezza, connettività e comfort. La “Techno”, con un sovrapprezzo di circa 1.600 euro, aggiunge contenuti tecnologici e pratici che rendono l’auto più versatile, fra cui clima automatico, cruise control adattativo, retrovisori esterni ripiegabili, sblocco automatico delle portiere, retrocamera, abbaglianti e tergicristallo automatici.
Sei i colori disponibili, allegri come tutto il resto: Bianco Ghiaccio, Grigio Scisto, Nero Étoile, a cui aggiungere le tre tinte del lancio, Rosso Assoluto, Verde Assoluto e Giallo Mango.
In un contesto in cui il segmento A rappresenta ormai meno del 5% del mercato europeo, la nuova Twingo assume il ruolo di laboratorio industriale, con l’obiettivo di dimostrare che una piccola elettrica può essere non solo desiderabile, ma anche sostenibile dal punto di vista economico.
Più che una semplice erede, la quarta generazione di Twingo è la reinterpretazione contemporanea di un’idea che aveva già rivoluzionato il mercato trent’anni fa e soprattutto il tentativo di democratizzare l’auto elettrica.
Una sfida diversa rispetto al passato, con una filosofia che resta sorprendentemente simile: fare molto con poco, ma farlo con grande intelligenza.
LA SCHEDA TECNICA
Motore – elettrico sincrono a magneti permanenti
Potenza max – 60 kW/82 CV
Coppia max – 175 Nm
Batteria – LFP
Tensione – 300 V
Capacità – 27,5 kWh
Velocità max – 130 km/h
0-50 km/h – 3,85 s
0-100 km/h – 12,1 s
Consumi ciclo combinato (WLTP) – 12,2 kWh/100km
Ricarica con caricabatteria di bordo – AC 6,6 kW o AC 11 kW biderezionale + DC 50 kW
Wallbox 7,4 kW – 4h 5 m con Pack Advanced Charge AC11 – DC50 kW
Stazione AC11 kW (10-100%) – 2h 35 m con Pack Advanced Charge AC11 – DC50 kW
Stazione DC 100 kW – 30 m (15-80%)
Lunghezza/larghezza/altezza – 3.789/1.720/1.491 mm
Passo – 2.493 mm
Freni – ant. 280/24 mm-post. 280/9,6 mm
Bagagliaio – 305/360 l
Pneumatici – 195/60 R16 – 205/45 R18
Diametro di sterzata tra marciapiedi – 9,87 m
Avantreno – McPherson
Retrotreno – a ruote interconnesse
Peso a vuoto – 1.200 kg
Carico max – 1.595 kg






































