martedì 21 Aprile 2026 - 10:25:54

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Doppietta da fenomeno, Antonelli domina il GP del Giappone

Kimi
Antonelli conquista la seconda vittoria nel GP del Giappone, due settimane dopo la prima - foto © Pirelli.com

Andrea Kimi Antonelli vince il GP di Suzuka, secondo successo di fila con la Mercedes.

Alcuni numeri (fonte Sky) per inquadrare la sua impresa: Kimi è il leader del mondiale più giovane della storia (19 anni 7 mesi 4 giorni) battendo il record di Hamilton (22 anni 4 mesi 6 giorni, Spagna 2007); è il 10° pilota nella storia che vince i primi 2 GP “back-to-back”; il primo dopo Leclerc nel 2019; il primo italiano con 2 vittorie consecutive dal 1953 (Ascari: Olanda e Belgio); il primo italiano con più di una vittoria in carriera dai tempi di Fisichella (3 vittorie nel periodo 2003-2006); il primo italiano leader del mondiale in un GP che non sia il primo della stagione dal 1985 (Alboreto fino al nono); il primo italiano a vincere a Suzuka dal 1992 (Patrese).

Detto questo, ossia della monumentale impresa di Kimi, il GP del Giappone saluta il ritorno della McLaren – di Piastri soprattutto – e un terzo posto della Ferrari grazie a un super Leclerc.

Mercedes 10

Hammertime è un neologismo creato per #LH44 nei suoi tempi d’oro.

Dopo il GP del Giappone, viene da chiedersi se anche i neologismi possano passare di mano. O magari essere ereditati, come i titoli nobiliari.

Di certo a Suzuka la modalità Hammertime l’ha messa in mostra Kimi Andrea Antonelli (voto 10), al primo centro su questa pista, una delle più difficili e tecniche del circuito iridato.

Quando si è trovato in testa alla corsa – dopo una Safety Car – ha semplicemente preso in mano la situazione con il piglio dei grandi e ha imposto la sua legge, quella del più forte. Due note sono però obbligatorie, altrimenti si sentirebbe solo profumo di incenso: ha sbagliato la partenza (la Mercedes deve rivedere qualcosa, lui di più) e ha avuto una grande dose di fortuna perché l’ingresso della SC ha aiutato lui e penalizzato il suo compagno di squadra.

Kimi
foto © Pirelli.com

Ma, tant’è, quando ha avuto il colpo in canna, la mano non ha tremato. La ripartenza è stata una pennellata d’autore. Molto bastonato, invece, George Russell (voto 7) surclassato in qualifica e sempre meno veloce del compagno durante la gara.

Però, senza quella Safety Car (per lui molto sfortunata) chissà come sarebbe andata…

Tuttavia sta rosicando, eccome. Tra l’altro ha subito un sorpasso da Leclerc in un momento in cui era senza energia elettrica, a riprova del fatto che queste macchine sono ancora un’incognita.

La Mercedes, come squadra, non può che prendere il voto massimo: salvo le partenze (su cui lavorare) è superiore in tutto, anche se la gara di Russell dimostra che può essere battuta. Ma difficilmente in prospettiva iridata.

McLaren 9

Non sarebbe stato sensato pensare che la McLaren dell’iperspazio (quella del 2025) si fosse persa del tutto.

Kimi
foto © Ferrari.com

Certo, nelle prime due gare ha avuto una quantità di guai da mettere in previsione un pellegrinaggio a Lourdes. A Suzuka, finalmente un fine settimana lineare, nel quale è riemerso Piastri (voto 8) mentre Norris s’è rivelato ancora lontano dai livelli attesi (voto 6,5).

Di certo la squadra papaya sta tornando e probabilmente metterà sul tavolo la sua grande capacità di sviluppare l’auto durante la stagione.

Ferrari 8

Il salto di qualità rispetto al 2025 è evidente, ma è chiaro che per la Ferrari la scorsa stagione non può e non deve essere un termine di paragone.

Ad oggi, la Rossa è indietro di motore e tale resterà sino a quando il regolamento non permetterà gli aggiornamenti. Nel contempo, forse, le verifiche sui motori potrebbero limare un po’ le prestazione della power unit Mercedes.

Vero che, causa guerra, non si correranno le prossime due gare e ci sarà tempo di lavorare a fondo pensando a Miami. Ma è una considerazione che vale per tutti.

Nel contesto della gara giapponese, meglio Leclerc – coraggioso e deciso nel prendersi la terza piazza, prima passando Hamilton, poi battagliando con Russell.

L’unico commento possibile è il messaggio via radio del suo ingegnere di pista, Bryan Bozzi: “Charles, hai due palle d’acciaio”. Voto 9.

Hamilton ha avuto un rendimento altalenante e ha pagato dazio rispetto a Leclerc, specie nella seconda metà della gara. Voto 6.

Alpine 7

La rilanciata squadra diretta da Briatore – tuttora in orbita Renault benché nel mirino di potenziali acquirenti, ultima in ordine di tempo è la Mercedes, anche se Toto Wolff non ha spiegato perché – mette in mostra un eccellente Pierre Gasly (voto 8,5) che ha lottato con durezza con Max Verstappen e l’ha spuntata.

Colapinto (voto 5,5) arriva distante dai primi e soprattutto ha qualche responsabilità di troppo che costa la gara a Bearman.

Red Bull 5

Male, sia con Verstappen (voto 6,5 perché almeno ruggisce per tutta la gara) sia con Hadjar (voto 5,5, meno brillante di Max).

Kimi
foto © Ferrari.com

Però i nodi che arrivano al pettine sono tanti. Se è vero, com’è vero, che la power unit funziona, sembra essersi inceppato tutto quello che ci sta attorno: l’auto non soddisfa, Max è nervoso, litiga con i media e critica con eccessiva foga il regolamento che ha modellato queste monoposto.

Un momentaccio.

Haas 6

Il coriaceo Ocon (voto 6) porta a casa un punto, non male. Oliver Bearman (sv) finisce fuori – forse per colpa di Colapinto, forse per un semplice incidente di gara – e si infortuna a un ginocchio.

Racing Bulls 5,5

A tratti meglio la squadra faentina rispetto alla capofila di Milton Keynes. Lawson (voto 7) chiude nella top 10 e non è cosa da poco. Linblad (voto 5) non ci riesce.

Audi 5

Suzuka non perdona una squadra ancora acerba. Bortoleto meglio di Hulkenberg in qualifica, Hulkenberg meglio di Bortoleto in gara. Ma né l’uno né l’altro brillano. Voto (a entrambi) 5,5.

Williams 5,5

La monoposto deve sottoporsi a un’intensa cura dimagrante e ci vorrà tempo. Albon e Sainz (entrambi voto 5,5) fanno quel che possono, non molto.

Aston Martin 5

C’è tanta strada da fare, più di quanto si immaginasse. Alonso (5,5) arriva in fondo, ma doppiato. È appena diventato padre, per un paio di settimane potrà dedicarsi al ruolo. Stroll s.v.

Cadillac 4,5

Partire da zero in Formula 1 è sempre molto, molto difficile. Chissà se Bottas e Perez sono ancora convinti di essere voluti tornare in pista. Voto 5 per tutti e due.

Pirelli 9

Nessun problema di usura, bene le gialle e bene le bianche, nessuna lamentale da parte dei piloti. Un normale fine settimana di perfezione.

Spiega Dario Marrafuschi, direttore Motorsport Pirelli: “Quanto si è visto sabato in qualifica e poi in gara ha confermato i dati visti in sede di simulazione. In gara quasi tutti hanno optato per una sola sosta, le due combinazioni Medie-Hard e Soft-Hard ci sembravano molto vicine, ma con la Safety Car si è andati su Medie-Hard. Nessuna scuderia ha ritenuto opportuno osare la mescola Soft. La trasferta in Giappone per noi non è finita, perché resteremo su questa pista per due giorni di test con Red Bull e Racing Bulls”.

Kimi
foto © MercedesAMGF1/Jiri Krenek

Dio, patria e accise, ovvero la beffa dello sconto sui carburanti

Sei centesimi al litro. È la cifra rimasta in tasca agli automobilisti italiani dopo che il Governo aveva annunciato un taglio delle accise da 24,4 centesimi.

Da qualche parte, lungo il percorso che va da Roma ai distributori, 18 centesimi hanno cambiato strada. Nessuno li ha visti passare, ma c’è una certezza: qualcuno li ha incassati.

Il risparmio che non risparmia

Il 18 marzo il Governo Meloni ha varato un taglio delle accise di 20 centesimi al litro che, sommato all’IVA, avrebbe dovuto tradursi in 24,4 centesimi di sconto effettivo alla pompa.

Una misura annunciata come risposta alla fiammata dei prezzi seguita alle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il Brent che aveva sfiorato i 115 dollari al barile prima di tornare intorno ai 100. Sulla carta, una risposta rapida ad un’emergenza reale.

Nella pratica, il “Codacons” ha calcolato che per il gasolio il risparmio effettivo rispetto al giorno precedente al decreto si è fermato intorno a 6 centesimi al litro.

I restanti 18 hanno preso strade diverse, probabilmente più confortevoli di quella che percorrono ogni giorno gli automobilisti italiani.

Ma come riesce il mercato a trasformare uno sconto teorico del 24% in un beneficio reale del 2,5%?

La risposta sta in un dato sepolto nelle rilevazioni quotidiane del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che monitora oltre 92mila prezzi al giorno incrociando stazioni di servizio, tipo di carburante e modalità di erogazione.

Il 18 marzo, giorno del varo del decreto, e il 19, giorno della sua entrata in vigore, si sono registrate in totale 41.593 variazioni di prezzo.

Fin qui nulla di strano: la norma era diventata operativa e i listini si adeguavano.

Ma il dettaglio che fa riflettere è che 23.226 di quelle variazioni erano aumenti.

Più della metà dei gestori aveva alzato i prezzi proprio nell’imminenza dello sconto, per poi abbassarli il giorno successivo sotto la pressione del Ministero.

Chiunque abbia mai comprato un capo d’abbigliamento durante i saldi di gennaio conosce bene il meccanismo: si porta il cartellino da 80 a 120 euro, si annuncia il 30% di sconto, si vende a 84 e si incassa pure la soddisfazione del cliente felice di aver fatto un affare.

Applicato alla benzina, con milioni di automobilisti come clienti e nessun cartellino fisico da confrontare, il meccanismo funziona ancora meglio.

Chi non specula resta a secco

L’effetto più curioso di tutta questa faccenda è che nei giorni scorsi, in molti distributori disseminati lungo le strade italiane è comparso il cartello “benzina esaurita” o “carburante esaurito”.

Il fenomeno si è esteso a macchia d’olio da nord a sud, con segnalazioni da molte zone del Paese.

Qualcuno ha temuto scenari da crisi energetica anni ‘70, con il ritorno di iatture come le domeniche a piedi e le targhe alterne, altri hanno semplicemente perso mezz’ora girando a vuoto in cerca di una pompa rifornita.

Eppure la benzina non sta finendo, ad andare in riserva è piuttosto la pazienza degli automobilisti e, giusto in alcuni distributori, il carburante fisicamente disponibile, ma per ragioni molto diverse da una carenza.

In pratica, i pochi gestori che avevano applicato lo sconto per intero si erano ritrovati con prezzi sensibilmente più bassi della media locale.

E in un mercato in cui esistono app dedicate al confronto dei prezzi e in cui la differenza tra un distributore e l’altro può superare anche i 10 cent al litro, gli automobilisti si sono riversati su quegli impianti fino a svuotarli nel giro di poche ore.

Ma gli approvvigionamenti avvengono solitamente su base settimanale, quindi chi è arrivato dopo ha trovato il cartello.

Per dirla come va detta, il meccanismo ha prodotto un effetto tragicomico: i distributori che avevano alzato i prezzi prima del decreto, e applicavano uno sconto apparente, erano pieni. Quelli che avevano ridotto realmente i listini erano a secco.

Daniela Maroni, vicepresidente nazionale di FIGISC, la Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti, ha confermato che la mancanza di carburante in alcuni impianti derivava proprio da questa concentrazione della domanda su chi praticava prezzi più bassi.

Luca Vazzoler di Assopetroli Assoenergia ha parlato di “disordini di carattere logistico”: quando i prezzi cambiano di continuo, qualche stazione vende più benzina di quanto preventivato e resta senza prima del rifornimento successivo.

Nessuna cospirazione, solo le conseguenze prevedibili di un mercato gestito all’italiana.

“Mister Prezzi” e la multa da 2.000 euro

Il Governo aveva promesso controlli seriali e serrati. Esiste, nei meandri della burocrazia italiana, una figura istituzionale chiamata “Mister Prezzi”, che dovrebbe vigilare sull’andamento dei carburanti e garantire che i tagli arrivino effettivamente ai consumatori.

La Guardia di Finanza è intervenuta e ha multato diversi gestori, non per aver speculato sui prezzi, sia chiaro, ma per non aver trasmesso i listini al portale ministeriale, un obbligo settimanale che sussiste indipendentemente dalle variazioni.

La sanzione prevista arriva fino a 2.000 euro.

Per essere ancora più chiari: un gestore che nei giorni del decreto vendeva qualche migliaio di litri al giorno con un margine maggiorato di 10 centesimi incassava in pochi giorni un multiplo della cifra.

E la multa per la mancata comunicazione dei prezzi aveva lo stesso potere deterrente di un cartello “vietato parcheggiare” in una piazza dove sanno tutti che i vigili non passano mai.

Il problema non è la buona volontà degli ispettori ma riguarda il modo in cui il taglio delle accise viene tecnicamente applicato: in Italia la riduzione agisce a monte, quando si forma il prezzo alla fonte, e non al momento del pagamento, come invece avviene in altri Paesi europei.

Un dettaglio che lascia a compagnie petrolifere e gestori un margine di manovra decisamente ampio, mentre l’onere del controllo ricade su un’autorità che opera in un mercato libero senza un parametro univoco di riferimento al di là del prezzo medio nazionale, che è per definizione una media, quindi sempre compatibile con estremi molto distanti tra loro.

È come cercare di arbitrare una partita in cui il regolamento dice che la squadra vincente è quella che fa più gol in media, ma senza specificare in quante partite.

Il Ministero esulta, il Codacons fa i conti

Il 26 marzo il Mimit ha diffuso un comunicato in cui annunciava che, a quasi un mese dall’inizio della guerra del Golfo, l’Italia registrava la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei, con prezzi medi di benzina e gasolio inferiori a quelli di Francia e Germania.

I dati provengono dal “Weekly Oil Bulletin” della Commissione UE, una fonte autorevole, e sono probabilmente corretti.

Ma nello stesso periodo il Codacons pubblicava i propri calcoli, appena un po’ diversi: in appena sette giorni dal varo della misura, il beneficio per i consumatori era stato letteralmente mangiato dai rincari dei listini, con una spesa superiore di oltre 9 euro a pieno per il gasolio rispetto a quello che sarebbe dovuto costare applicando integralmente il taglio.

Il gasolio, peraltro, nei due giorni successivi al decreto era già risalito di 16 centesimi, erodendo quasi per intero i 20 di riduzione.

Quindi, l’Italia può avere i prezzi più competitivi d’Europa rispetto ma i consumatori possono comunque aver perso quasi tutto il beneficio del taglio: entrambe le cose sono vere contemporaneamente, e questa è forse la parte più deprimente di tutta la vicenda.

La Slovenia e il confine che nessuno vuole guardare

A pochi chilometri dal confine nordest, mentre l’Italia dibatteva su chi avesse applicato lo sconto e chi no, la Slovenia diventava il primo Paese UE a introdurre limiti al rifornimento di carburante, portando il razionamento nella gestione della crisi energetica, con l’obiettivo di stabilizzare la distribuzione e proteggere le riserve in un momento in cui le tensioni internazionali rendono imprevedibile l’andamento del greggio.

Non è una notizia che il Governo italiano abbia commentato con entusiasmo: ammettere che un vicino di casa nell’UE ha già ritenuto necessario razionare il carburante non si concilia facilmente con i comunicati che celebrano i prezzi più bassi del continente.

Eppure il precedente esiste, e vale la pena tenerlo presente mentre si discute di sconti temporanei e controlli insufficienti.

La misura italiana scadrà a breve, e quando accadrà, il rischio è di ritrovarsi di nuovo al punto di partenza, probabilmente con prezzi più alti di prima, senza che nel frattempo sia cambiato nulla nel modo in cui il mercato dei carburanti funziona in questo Paese.

Il meccanismo dei saldi sarà pronto per il prossimo ciclo, le compagnie petrolifere anche, e probabilmente “Mister Prezzi” sta già preparando i moduli per le prossime sanzioni da 2.000 euro.

Quei miseri 6 centesimi di risparmio sul gasolio, nel frattempo, li ricorderemo con un po’ d’affetto e nostalgia.

Innovazione, formazione e identità industriale al centro dell’incontro “Automotive europeo – Una nuova identità” promosso da Auto Tecnica e Messe Frankfurt

Torino 25-03-2026 - Fabrizio Gremo - Automotive Europeo - Unione Industriale Torino

Presente e futuro dell’automotive – ma anche uno sguardo al passato – attraverso temi come mobilità, tecnologia e formazione.

Questi i temi sviluppati nel corso dell’evento “Automotive europeo – Una nuova identità” in scena nella mattinata del 25 marzo 2026 nel centro congressi dell’Unione Industriali Torino.

Promosso dal magazine “Auto Tecnica” e da “Messe Frankfurt” (una delle principali società fieristiche al mondo, con sede a Francoforte sul Meno, che organizza e gestisce fiere internazionali, congressi ed eventi B2B in settori come automotive, tecnologia, tessile, musica e beni di consumo), la giornata è stata l’occasione per parlare di innovazione e sviluppo commerciale, offrendo alle realtà piemontesi (ma non solo) l’opportunità di incontrarsi e fare networking.

Automotive europeo – Una nuova identità” ha visto la partecipazione di oltre 70 rappresentanti di circa 50 aziende e istituzioni del settore automotive, una sorta di tappa d’avvicinamento alla prossima edizione di “Automechanika”, la fiera internazionale dell’aftermarket organizzata da Messe Frankfurt in programma dall’8 al 12 settembre presso il centro fieristico di Francoforte sul Meno.

L’evento è stato suddiviso in tre panel preceduti dai saluti di Olaf Musshoff, Direttore di Automechanika Frankfurt che ha introdotto i lavori, e da due interventi istituzionali.

Nel primo Edoardo Pavesio – in rappresentanza di Unione Industriali Torino e Vehicle Valley Piemonte – ha parlato in particolare dell’evoluzione degli aspetti burocratici, come il progetto di un modello di società, intesa come persona giuridica, comune e unificata per accelerare la competitività delle imprese in Europa.

L’intervento di Roberto Locatelli – responsabile Area Progetti Strategici della divisione aftermarket di ANFIA – ha invece illustrato lo scenario produttivo e commerciale 2025-2026, che mette in evidenza fenomeni come il costante invecchiamento del parco auto circolante e l’aumento della quota di veicoli d’importazione sui mercati UE.

Il primo panel, moderato dal direttore di Auto Tecnica Marco Belletti, si è concentrato sul tema della mobilità urbana con le microcar, con approfondimenti di Uberto Gavazzi (Country Manager Italia di Microlino), Umberto Palermo (Presidente Esecutivo di Mole Urbana) e Giorgio Astesano – Deputy General Manager di XEV Europa.

I tre manager hanno illustrato prospettive, opportunità e difficoltà tecnico-commerciali, e legate alle reti e all’assistenza, di chi si è impegnato nel campo delle microvetture elettriche.

Torino 25-03-2026 – Fabrizio Gremo – Automotive Europeo – Unione Industriale Torino

Il secondo tema si è spostato sulla formazione per le officine, moderato da Linda Villano, presidentessa e fondatrice di AIDA, l’Associazione Italiana Donne per l’Automotive.

I partecipanti al panel, Silvia Trossarelli e Frédéric Servajean (Head of Key Account Manager & Workshop Concept e Concept Manager di LKQ Rhiag), Vincenzo Giaccone (EMEA Technical Services and Equipment Director di Marelli Checkstar), Laura Sbabo (Marketing&Workshop Coordinator di Petronas), hanno illustrato principalmente degli aspetti tecnologici legati alla preparazione del personale di officina, senza dimenticare di toccare anche la tematica della parità di genere in questo segmento dell’universo automotive.

A completare il panel gli interventi di Enrica Anselmino (Circular Economy Commercial Operations di Sustainera – Gruppo Stellantis), per il tema della sostenibilità dell’aftermarket, e di Elena Dalmasso (Responsabile della sede di Savigliano della Agenform) per quello della formazione vista dalla prospettiva delle agenzie.

Il terzo e ultimo panel, moderato dall’ex-direttore di Auto Tecnica Franco Daudo, ha invece acceso i riflettori su due aspetti tecnici importantissimi e “paralleli” nella tecnologia propulsiva delle auto moderne.

Da un lato la diagnostica sulle batterie, fondamentale per accompagnare lo sviluppo e la crescita commerciale delle auto elettriche, dall’altro l’ottimizzazione dei sistemi endotermici che resteranno, nelle loro applicazioni ibride, protagonisti del modo del trasporto almeno per il prossimo ventennio.

Di questo hanno parlato Simone Caroti e Andrea Fehr, rispettivamente Technical Service Manager Italia e Business Development di Maroil Bardahl, e Alessandro Volpato, Product Line Manager della divisione Electic Vehicle Engineering di TEXA, con un punto sul progresso di tecnologie e prodotti.

L’evento è proseguito con due interviste, la prima all’ex pilota di Formula 1 ed Endurance Emanuele Pirro – il driver italiano con all’attivo più successi alla 24 Ore di Le Mans – oggi collaboratore di “EasyRain”, azienda del torinese che ha sviluppato una tecnologia per contrastare il fenomeno dell’aquaplaning.

La seconda al direttore della Manovella Roberto Valentini ad Alberto Scuro, presidente dell’ASI – Automotoclub Storico Italiano, recentemente eletto presidente di FIVA, la Fédération Internationale des Véhicules Anciens.

Scuro ha sottolineato l’importanza della salvaguardia della cultura storica anche sotto l’aspetto della formazione di conservatori e restauratori.

Durante la giornata si è collegato da Roma per un saluto l’Onorevole Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera.

Nel breve collegamento video, il deputato ha sottolineato le criticità del sistema automotive europeo e ribadito la necessità di far prevalere il principio della neutralità tecnologica nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

L’incontro ha confermato come il settore automotive europeo stia attraversando una fase di profonda trasformazione, nella quale innovazione tecnologica, aggiornamento delle competenze professionali e sostenibilità rappresentano elementi chiave per affrontare le sfide dei prossimi anni.

Allo stesso tempo, il dialogo tra istituzioni, aziende e operatori della filiera ha messo in evidenza la necessità di un approccio aperto e integrato, capace di valorizzare sia le nuove soluzioni legate all’elettrificazione sia l’evoluzione dei sistemi propulsivi tradizionali in ottica ibrida.

La giornata si è rivelata inoltre un’importante occasione di networking tra le numerose realtà presenti, favorendo lo scambio di competenze, la nascita di nuove relazioni professionali e il consolidamento di collaborazioni strategiche tra aziende, associazioni e istituzioni.

In questo contesto “Automotive europeo – Una nuova identità” ha rappresentato non solo un momento di approfondimento sui temi più attuali del settore, ma anche un concreto punto di incontro per rafforzare il dialogo tra i protagonisti della filiera, in vista delle prossime sfide del mercato e dell’appuntamento internazionale di Automechanika Frankfurt.

Dal Mondiale di calcio al volante, Kia veste il cockpit di passione

Kia
Kia lancia 17 temi digitali per FIFA World Cup 2026, una personalizzazione avanzata per il sistema ccNC - foto © Kia

La personalizzazione dell’interfaccia digitale sta diventando… un’abitudine nell’esperienza a bordo vettura.

Ma Kia fa le cose in grande e – con il lancio di 16 nuovi temi dedicati alla FIFA World Cup 2026 – conferma quanto il software sia ormai parte integrante del valore percepito di un veicolo moderno.

L’aggiornamento amplia la collezione a 17 temi complessivi, tutti progettati per integrarsi nel sistema di infotainment ccNC (Connected Car Navigation Cockpit), trasformando il display in un’estensione della passione calcistica globale.

Disponibili gratuitamente dal 31 marzo (in Europa) sul Kia Connect Store fino al 31 agosto 2026, i nuovi temi celebrano il torneo mondiale attraverso un linguaggio grafico immersivo, combinando UX design, animazioni dinamiche e personalizzazione dell’ambiente digitale di bordo.

Il display come nuova interfaccia emozionale

Nel contesto della transizione verso la software-defined car, Kia sfrutta la piattaforma ccNC per offrire una personalizzazione avanzata dell’HMI (Human-Machine Interface).

Non si tratta di semplici sfondi grafici, ma di veri e propri pacchetti di esperienza digitale che intervengono su diversi livelli dell’interfaccia.

Per esempio, la grafica del quadro strumenti digitale, il layout del sistema infotainment, le animazioni di avvio e spegnimento, le cromie coordinate con il tema selezionato, gli elementi di navigazione personalizzati e i feedback visivi coerenti con l’identità della squadra.

Il risultato è una reinterpretazione dell’abitacolo come spazio personalizzato, coerente con il messaggio del brand “Movement that inspires”.

Temi a scelta tra nazioni e design globale

La collezione si articola in tre categorie principali, cioè un tema globale, 15 temi nazionali e il tema della “49ª squadra”.

Il tema globale, presentato a dicembre 2025, interpreta i colori ufficiali e il linguaggio visivo del torneo, fungendo da riferimento estetico per tutta la gamma.

I 15 temi nazionali rappresentano Paesi ospitanti e selezioni iconiche del panorama calcistico mondiale, dall’Inghilterra all’Argentina, dalla Francia alla Germania, dal Brasile al Messico.

Ogni tema utilizza palette cromatiche distintive, pattern iconografici e animazioni dedicate, enfatizzando il senso di appartenenza alla community dei tifosi.

Il tema della 49ª squadra è invece un concept particolarmente interessante dal punto di vista simbolico.

Dedicato alla Kia OMBC Cup 2026 celebra i giovani Official Match Ball Carriers, i ragazzi incaricati di consegnare il pallone ufficiale prima delle partite.

Un richiamo diretto alla dimensione sociale dello sport e alla filosofia inclusiva del marchio.

Architettura digitale modulare

Il sistema Connected Car Navigation Cockpit rappresenta una delle piattaforme più evolute del gruppo Hyundai Motor.

L’architettura è progettata per supportare aggiornamenti OTA (Over-The-Air) e nuovi layer grafici senza impattare sulla stabilità del sistema operativo.

Le principali caratteristiche tecniche del ccNC sono il cluster digitale da 12” per la visualizzazione dei dati di guida configurabili, l’infotainment ad alta risoluzione per navigazione, multimedia, servizi connessi, l’OTA software updates per aggiornamenti remoti del sistema, la Kia Connect integration per l’accesso al marketplace digitale.

Inoltre, l’adozione di GPU dedicate per la gestione grafica consente animazioni fluide e tempi di risposta rapidi, evitando interferenze con funzioni critiche di guida.

Il marketplace Kia Connect Store

L’ecosistema Kia Connect Store introduce un modello simile a quello degli smartphone, con contenuti scaricabili progettati per ampliare nel tempo le funzionalità del veicolo.

Per i temi FIFA World Cup 2026 sono previste alcune specifiche tecniche, come per esempio la disponibilità limitata ai veicoli dotati di ccNC, la necessità di abbonamento attivo Kia Connect, il download vincolato al singolo veicolo e il limite di due download gratuiti per cliente negli Stati Uniti.

Questa impostazione rafforza la strategia di Kia orientata ai servizi digitali come elemento chiave della fidelizzazione cliente.

Il ruolo della mobilità nei grandi eventi sportivi globali

Partner ufficiale FIFA dal 2007, Kia continua a rafforzare il proprio ruolo di mobility provider nei grandi eventi internazionali.

Oltre al supporto logistico, il marchio coreano punta a integrare servizi di mobilità intelligente, sistemi ADAS avanzati e tecnologie di guida autonoma nei contesti ad alta visibilità mediatica.

Il film di campagna “Ignite Your Football Fever” ambientato a bordo della Kia Seltos di seconda generazione, sottolinea come il veicolo diventi parte dell’esperienza emotiva del tifoso, trasformando lo spazio digitale dell’abitacolo in un’estensione della cultura sportiva.

Un nuovo territorio competitivo

Le collaborazioni precedenti con Disney, Marvel, Star Wars, Pixar, NBA e National Geographic dimostrano come la personalizzazione HMI stia evolvendo in un vero ecosistema di contenuti branded.

Dal punto di vista industriale, questo approccio consente la differenziazione del prodotto senza modifiche hardware, la monetizzazione post-vendita, un maggiore engagement del cliente e un aggiornamento continuo dell’esperienza utente.

La vettura diventa così una piattaforma software in costante evoluzione, capace di adattarsi alle passioni del conducente nel tempo.

Un cockpit che riflette la cultura globale della mobilità

La strategia di Kia suggerisce un futuro in cui il valore percepito dell’automobile non dipenderà solo da motori, batterie o piattaforme, ma anche dalla qualità dell’interazione digitale.

Il cockpit diventa uno spazio capace di connettere l’identità personale alla tecnologia e, in questo caso, allo sport.

Nel contesto della FIFA World Cup 2026, il display dell’auto smette di essere un semplice strumento informativo per trasformarsi in una tela dinamica, dove passione, appartenenza e innovazione convivono in tempo reale.

L’esperienza automobilistica del futuro non sarà soltanto elettrica e connessa, ma sempre più emotiva, personalizzabile e culturalmente rilevante.

Quando il nome diventa conteso, il caso “Luce”

Luce
Il designer Umberto Palermo interviene sul caso del nome “Luce” - foto © Umberto Palermo Design

La redazione di Auto Tecnica ha ricevuto una riflessione di Umberto Palermo – designer e imprenditore noto per il Progetto Mole Urbana e la sua visione personale dell’automobile come sintesi di innovazione tecnologica, identità progettuale e prospettiva industriale.

Palermo commenta il caso del nome Luce conteso da più costruttori, fatto che negli ultimi giorni ha avuto una certa rilevanza mediatica in ambito automotive.

Il suo contributo – che pubblichiamo integralmente – rappresenta una presa di posizione chiara e argomentata su un tema che riguarda non soltanto la tutela della creatività, ma anche il principio di continuità nello sviluppo di un progetto automobilistico nel tempo.

Il pensiero di Palermo si inserisce nel più ampio dibattito sulla proprietà intellettuale applicata al design automotive e sulla possibilità di coesistenza di denominazioni identiche in contesti differenti, mantenendo al centro il valore dell’anteriorità come elemento documentabile della storia di un prodotto.

Dichiarazione sulla vicenda relativa al progetto “Luce”

Nel 2016 ho creato un’automobile di nome “Luce”, una sportiva elettrica che, per me, rappresenta non soltanto un progetto di design, ma anche una visione molto precisa del mio modo di intendere l’automobile.

Luce
Il prototipo Luce realizzato 10 anni fa da Palermo – foto © Umberto Palermo Design

Quel nome non è nato per caso: è nato anche come dedica a mia figlia, che proprio in quell’anno veniva al mondo. Per questo, per me, Luce ha un valore insieme affettivo, creativo e professionale.

Su quel prodotto si è parlato molto allora, e nel tempo si è continuato a parlarne. È anche per questo che ritengo importante richiamare il principio di anteriorità, che a mio avviso non è un concetto astratto, ma il riconoscimento di una storia reale, pubblica e documentata.

Detto questo, vorrei essere molto chiaro: non ho nulla in contrario al fatto che altre aziende possano utilizzare il nome Luce per i propri prodotti. Anzi, sotto certi aspetti, ne sono persino orgoglioso, perché significa che si tratta di un nome forte, evocativo e capace di trasmettere qualcosa.

La mia posizione, quindi, non nasce dalla volontà di impedire ad altri di fare impresa o di utilizzare quel nome.

Il punto, per me, è un altro: non vorrei che tutto questo si trasformasse in un impedimento nei miei confronti. Vorrei che non mi venisse negata la possibilità di continuare a chiamare Luce un prodotto che ho ideato, nominato e presentato pubblicamente nel 2016.

E, soprattutto, vorrei che quel progetto non venisse confinato in una dimensione soltanto museale o di memoria, perché non è mai nato per essere soltanto guardato, bensì per essere sviluppato, prodotto e – un giorno – visto in strada.

Io disegno automobili non per lasciarle ferme, ma per dare loro una prospettiva reale. Per questo mi sento di ribadire un principio molto semplice: la libertà di uno dovrebbe sempre misurarsi nel rispetto della libertà dell’altro.

Da parte mia non vi è alcuna volontà di ostacolare nessuno, vorrei soltanto che non venisse ostacolata la mia possibilità di continuare a sviluppare un prodotto nato anni fa, all’interno di un percorso che ha una sua identità, una sua anteriorità e una sua coerenza.

In questo senso, ritengo che una convivenza sia assolutamente possibile.

Non ho nulla in contrario al fatto che uno stesso nome possa vivere in contesti diversi e con finalità diverse.

L’importante, per me, è che questo non significhi togliermi la possibilità di utilizzare Luce non solo come memoria di un progetto passato, ma come nome di un’automobile che vorrei ancora vedere realizzata.

Umberto Palermo

Luce
foto © Umberto Palermo Design

AMTS, si parte, ecco calendario e novità della fiera torinese dedicata alla passione per i motori

Finalmente ci siamo: Auto Moto Turin Show, l’evento torinese dedicato agli appassionati di motori, apre i cancelli di Lingotto Fiere alle 10:00 di oggi per la prima delle sue tre giornate.

Al riepilogo delle molte attività ed esposizioni che caratterizzano questa kermesse a metà tra storia e divertimento abbiano già dedicato un ampio articolo qualche giorno fa, qui trovate le news dell’ultima ora, l’articolato programma delle tre giornate e le info utili.

Le ultime novità di AMTS 2026

A completare questo straordinario viaggio tra passato e futuro dell’automotive, AMTS 2026 presenta novità esclusive che uniscono l’heritage italiano alle nuove generazioni. I riflettori si accenderanno sull’eredità di Autobianchi, Marchio storico fondato da Giovanni Agnelli nel lontano 1955: il Registro Autobianchi accoglierà i visitatori con un’esposizione di modelli di punta tra cui la Stellina rossa, la A111 bianca, due A112 Abarth (rossa e azzurra), una A112 Elegant bicolore e due Y10, affiancate da una pittoresca roulotte avorio del ’60 adibita a ufficio. L’area sarà poi arricchita da poster celebrativi e dalla presenza di tecnici pronti a fornire consulenze sui restauri.

(foto AMTS)

Dall’altro lato, all’interno del Padiglione 3, l’Automotoclub Storico Italiano (ASI) celebrerà il suo 60° anniversario con l’area “ASI Giovani“, uno spazio dal taglio informale che espone le iconiche coupé anni ’90 firmate Pininfarina (FIAT Coupé, Alfa Romeo GTV, Peugeot 406) insieme a icone di tendenza come BMW Z3 M, Audi TT e Mazda RX8.

Lo stand ASI non mancherà di rendere un tributo alle due ruote ricordando il campione torinese Emilio Ostorero con l’esposizione delle storiche Bianchi 250 e BSA 441 GP, e farà da palcoscenico per l’annuncio della seconda edizione del “Concorso Grifo d’Oro ASI 2026”, la prestigiosa sfida dedicata ai giovani talenti under 30 del car-design.

Il Calendario Ufficiale degli Eventi

Venerdì 27 Marzo

  • 11:00 – 12:00 | Opening AMTS Garage (Padiglion 2 – Indoor)
  • 12:00 – 12:30 | Daba Show by Team Daba (Motul Arena – Outdoor)
  • 12:00 – 12:45 | Circus Trial Show (Padiglione 2 – Indoor)
  • 12:45 – 13:00 | Precision Driver Show by Team96 (Motul Arena – Outdoor)
  • 13:30 – 14:00 | Hurricane Motor Show by Stunt Show Live (Motul Arena – Outdoor)
  • 14:00 – 14:45 | BMX & Scooter Freestyle Show (Padiglione 3 – Indoor)
  • 14:30 – 15:00 | AMTS Show by Nolimit Solutions (Padiglione Oval – Indoor)
  • 15:00 – 15:45 | Drifting Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 15:00 – 15:45 | FMX Freestyle Motocross Show (Area Esterna Pad. 3 – Outdoor)
  • 15:00 – 16:00 | Be Better Show by ETT (Padiglione Oval – Indoor)
  • 16:00 – 16:45 | BMX & Scooter Freestyle Show (Padiglione 3 – Indoor)
  • 16:15 – 16:45 | Hurricane Motor Show by Stunt Show Live (Motul Arena – Outdoor)
  • 17:00 – 17:45 | Workshop BMW & Scooter (Padiglione 3 – Indoor)
  • 17:30 – 18:30 | AMTS Show by Nolimit Solutions (Padiglione Oval – Indoor)
  • 17:30 – 18:30 | Taxi Drift Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 18:00 – 18:45 | Circus Trial Show (Padiglione 2 – Indoor)
  • 18:30 – 18:45 | Precision Driver Show by Team96 (Motul Arena – Outdoor)

Sabato 28 Marzo

  • 10:45 – 11:30 | Drifting Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 11:00 – 11:45 | BMX & Scooter Freestyle Show (Padiglione 3 – Indoor)
  • 11:30 – 12:00 | AMTS Show by Nolimit Solutions (Padiglione Oval – Indoor)
  • 11:45 – 12:15 | Hurricane Motor Show by Stunt Show Live (Motul Arena – Outdoor)
  • 12:00 – 12:45 | FMX Freestyle Motocross Show (Area Esterna Pad. 3 – Outdoor)
  • 12:15 – 12:45 | Precision Driver Show by Team96 (Motul Arena – Outdoor)
  • 12:30 – 13:30 | Taxi Drift Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 12:45 – 13:30 | Circus Trial Show (Padiglione 2 – Indoor)
  • 14:30 – 15:15 | BMX & Scooter Freestyle (Padiglione 3 – Indoor)
  • 15:00 – 15:45 | FMX Freestyle Motocross Show (Area Esterna Pad. 3 – Outdoor)
  • 15:30 – 16:00 | AMTS Show by Nolimit Solutions (Padiglione Oval – Indoor)
  • 15:30 – 16:15 | Drifting Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 15:30 – 16:15 | Workshop BMX & Scooter (Padiglione 3 – Indoor)
  • 16:00 – 17:00 | Benny Cover Band by Benny (Padiglione Oval – Indoor)
  • 17:00 – 17:30 | Hurricane Motor Show by Stunt Show Live (Motul Arena – Outdoor)
  • 17:45 – 18:00 | Precision Driver Show by Team96 (Motul Arena – Outdoor)
  • 18:00 – 18:45 | Circus Trial Show (Padiglione 2 – Indoor)
  • 18:00 – 19:00 | Taxi Drif Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)

Domenica 29 Marzo

  • 10:45 – 11:30 | Drifting Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 11:00 – 11:45 | BMX & Scooter Freestyle Show (Padiglione 3 – Indoor)
  • 11:30 – 12:00 | AMTS Show by Nolimit Solutions (Padiglione Oval – Indoor)
  • 11:45 – 12:15 | Hurricane Motor Show by Stunt Show Live (Motul Arena – Outdoor)
  • 12:00 – 12:45 | FMX Freestyle Motocross Show (Area Esterna Pad. 3 – Outdoor)
  • 12:00 – 12:45 | Workshop BMX & Scooter (Padiglione 3 – Indoor)
  • 12:15 – 12:30 | Precision Driver Show by Team96 (Motul Arena – Outdoor)
  • 12:30 – 13:30 | Taxi Drift Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 12:45 – 13:30 | Circus Trial Show (Padiglione 2 – Indoor)
  • 13:30 – 14:30 | Parata by Hardcore Drivers (Motul Arena – Outdoor)
  • 14:30 – 15:15 | BMX & Scooter Freestyle Show (Padiglione 3 – Indoor)
  • 14:45 – 15:15 | Hurricane Motor Show by Stunt Show Live (Motul Arena – Outdoor)
  • 15:00 – 15:45 | FMX Freestyle Motocross (Area Esterna Pad. 3 – Outdoor)
  • 15:00 – 16:00 | Be Better Show by ETT (Padiglione Oval – Indoor)
  • 15:30 – 16:15 | Drifting Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)
  • 15:30 – 16:15 | Workshop BMX & Scooter (Padiglione 3 – Indoor)
  • 16:00 – 16:30 | AMTS Show by Nolimit Solutions (Padiglione Oval – Indoor)
  • 17:00 – 17:30 | Hurricane Motor Show by Stunt Show Live (Motul Arena – Outdoor)
  • 17:45 – 18:00 | Precision Driver Show by Team96 (Motul Arena – Outdoor)
  • 18:00 – 18:45 | Circus Trial Show (Padiglione 2 – Indoor)
  • 18:00 – 19:00 | Taxi Drift Show by D-Race (Motul Arena – Outdoor)

 

Biglietti e prezzi

I biglietti sono acquistabili online sul sito ufficiale www.amtstorino.it ai seguenti prezzi (diritti di prevendita inclusi):

  • Intero Online: 17,00 euro
  • Ridotto Online: 15,00 euro (riservato a categorie specifiche indicate nella sezione dedicata del sito ufficiale)
  • Abbonamento 3 giorni: 35,00 euro (per vivere l’intera esperienza del weekend)
  • Family Pack: 49,00 euro (valido per 2 adulti e 2 bambini, ideale per le famiglie)

Come arrivare

AMTS 2026 si svolge al Lingotto Fiere di Torino (Via Nizza, 294), una location centrale e facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici (Metropolitana Linea 1 – Fermata Lingotto) sia con altri mezzi per chi proviene da fuori Torino. Nel dettaglio:

●        In metropolitana: il polo fieristico è servito dalla Linea M1. Scendendo alla fermata “Lingotto” si raggiunge l’ingresso principale in pochi minuti a piedi.

●        In treno: dalle stazioni di Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa è facilmente accessibile la metropolitana. Dalla stazione Lingotto, si può arrivare a piedi tramite la passerella olimpica simbolo di Torino 2006.

●        In autobus: diverse linee di superficie garantiscono il collegamento con il quartiere fieristico da varie zone della città; tra le principali le linee 18, 34 e 2014.

●        In auto: dalla rete autostradale si accede alla tangenziale di Torino e, uscendo in “Corso Unità d’Italia”, è sufficiente seguire la segnaletica per “Lingotto Fiere”. Disponibili aree di parcheggio a pagamento, anche sotterraneo sotto il Centro Commerciale Lingotto.

Info utili: AMTS 2026 in numeri

  • Date: 27-29 Marzo 2026
  • Luogo: Lingotto Fiere, Torino – Pad 2, Pad 3, Oval, P3, Motul Arena, Pista 500/Pinacoteca Agnelli
  • Orari: 10:00 – 19:30
  • Area evento: +90.000 mq, 3 aree evento indoor, 1 pista esterna, area food truck, + 1.500 veicoli esposti, + 200 aziende ed espositori
  • Canali Social: @amts_torino
  • Sito Web e Biglietteria:amtstorino.it

Altro che bonus Malta, in Italia lasciare il volante costa caro

Era diventata una notizia che aveva fatto il giro del mondo, l’idea lanciata da Malta, l’isola del Mediterraneo in cui il numero di auto circolanti supera di gran lunga quello dei residenti: chi accetta di rinunciare alla patente e a non guidare un’auto per cinque anni riceverà sul conto 25mila euro.

Il sito “AutoScout24”, incuriosito, ha deciso di partire dalla notizia per realizzare un sondaggio sugli italiani, per cercare di scoprire quale cifra accetterebbero per rinunciare all’auto.

I risultati non tradiscono l’indole italiana, con una trattativa che parte da un livello molto più alto, così tanto da non poter più parlare di incentivo, ma di una sorta di TFR dell’automobilista.

Secondo l’indagine, il prezzo medio richiesto dagli italiani per rinunciare alla patente per cinque anni oscilla tra i 65.000 e i 75.000 euro.

Il volante non si molla

Sulla carta, l’idea di essere pagati per non guidare ha un suo fascino, non a caso circa il 90% degli italiani si dice disponibile almeno ad ascoltare l’offerta.

Ma appena si passa dalla teoria alla pratica, il tono cambia: più che un sì convinto, emerge una disponibilità condizionata, e parecchio costosa.

Per molti, infatti, rinunciare all’auto non significa solo cambiare abitudine, ma riorganizzare completamente la propria esistenza.

È il caso soprattutto della fascia tra i 34 e i 55 anni, quella più immersa nella giungla quotidiana fatta di lavoro, famiglia, commissioni e incastri logistici: qui il prezzo della rinuncia sale ulteriormente, arrivando tra i 75.000 e gli 85.000 euro.

E poi c’è chi alza ancora di più la posta, come il 29% degli intervistati — quasi tre italiani su dieci — che non prenderebbe neanche in considerazione l’idea per meno di 100.000 euro.

Il modello Malta

L’esperimento maltese, entrato in vigore all’inizio di quest’anno, nasce con l’obiettivo di alleggerire il traffico su un territorio piccolo e densamente popolato.

Il meccanismo fa leva su 25.000 euro distribuiti in cinque anni per giovani under 31, residenti sull’isola da almeno sette anni e disposti a vivere senza auto per lo stesso periodo.

Un’idea già operativa che ha attirato attenzione ben oltre i confini dell’isola, anche perché i primi segnali sembrano indicare un certo interesse da parte dei destinatari.

Ma appena si prova a trasportare lo schema da altre parti, come il nostro Paese, il castello inizia a traballare e non solo per le differenze geografiche evidenti — Malta è un arcipelago compatto, l’Italia un mosaico di territori diversissimi — ma per una questione ancora più radicata: il ruolo dell’auto nella vita quotidiana.

Non sorprende che il 57% degli italiani esprima dubbi sulla reale applicabilità di una misura simile, e tra gli over 55 lo scetticismo diventa quasi una certezza (64%).

Tradotto: un esperimento simpatico e interessante, ma difficilmente replicabile senza profonde trasformazioni strutturali.

L’auto come necessità, non come scelta

Dietro le cifre — apparentemente esagerate — si nasconde la realtà di un Paese come il nostro in cui l’automobile non è solo un mezzo di trasporto, ma spesso l’unico modo efficace per spostarsi.

Per il 58% degli intervistati l’auto è indispensabile: serve per andare al lavoro, accompagnare i figli, assistere familiari, gestire la quotidianità e in molti casi, è l’unico modo per far quadrare la giornata.

E quando si prova a immaginare un’alternativa, emerge subito il secondo problema: i trasporti pubblici. Il 49% degli italiani li considera insufficienti o poco efficienti, soprattutto fuori dai grandi centri urbani.

Ed è proprio qui che il confronto con Malta diventa più complicato, perché se in un territorio ridotto e ben collegato diventa più facile rinunciare all’auto, mentre in un Paese esteso e disomogeneo come l’Italia la situazione cambia radicalmente.

Non a caso, il 37% del campione ritiene che una misura del genere potrebbe funzionare solo nelle grandi città ben servite, mentre nel resto del territorio risulterebbe poco realistica.

Gli irriducibili

Infine, c’è una categoria che non entra nemmeno nella trattativa: il 12% degli italiani che dichiara di non voler rinunciare alla patente per nessuna cifra al mondo.

Non si tratta solo una questione economica, per molti l’auto rappresenta indipendenza (29%), libertà di movimento, possibilità di non dipendere da orari e coincidenze. Per altri, è una necessità familiare (21%), legata alla gestione di figli, anziani o situazioni quotidiane complesse.

E poi, ancora una volta, pesa il contesto: dove i mezzi pubblici non funzionano a dovere (14%), rinunciare all’auto equivale a complicarsi la vita.

Una questione di soldi, ma non solo

Il caso maltese ha acceso una discussione interessante, perché mette sul tavolo una domanda semplice solo in apparenza: quanto vale, davvero, la libertà di guidare?

E in Italia, la risposta non è solo una cifra — per quanto alta — ma un insieme di condizioni, abitudini e necessità difficili da comprimere in un assegno.

TIME, l’auto che restituisce tempo al futuro secondo gli studenti dello IED

Sorpresa: l’auto del futuro somiglierà sempre meno ad un’auto. Sarà un veicolo, questo sì, ma dal design spinto, avveniristico e perfino monolitico, con interi pensati per coccolare e rilassare i passeggeri durante il percorso da A andrà verso B, ovviamente affrontato da sola, in piena autonomia, senza alcun bisogno di intervento umano.

È il riassunto dei pensieri sottili e sofisticati insieme dei giovani laureandi dello Master in Trasportation Design dello IED, impegnati per un anno intero nella tradizionale tesi di fine corso, quella che dopo tanta teoria li porta a cimentarsi sul campo, rispettando leggi della fisica e richieste dei costruttori, esattamente ciò che faranno trovando lavoro nel settore.

Il tempo della mobilità

Dal 26 marzo al 3 maggio, il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile ospita “TIME. A Manifesto for Future Mobility”, una mostra immersiva che riassume l’anno più creativo del corso questa volta concluso con una concept a guida autonoma nata nei laboratori torinesi dello IED in collaborazione con Tesla.

Un progetto che diventa un’analisi non tanto su come ci muoveremo, quanto piuttosto su come interpreteremo il movimento da qui ad una manciata d’anni.

Per i giovani designer, messi alla prova dagli input che arrivavano dalla sede californiana di Tesla, il veicolo del futuro è destinato a smettere di essere un semplice e banale mezzo di trasporto per trasformarsi in un ambiente mobile.

Nel tempo che verrà, evocato dagli studenti del Master in Transportation Design il tempo del tragitto non sarà più una parentesi da subire, ma una ghiotta risorsa da sfruttare.

Quella che loro hanno definito la “25esima ora” di una giornata, sottratta al traffico e restituita alla vita, alle relazioni, al pensiero o anche al dolce far niente di godersi il viaggio, perché no. Un tempo che non compare in agenda ma cambia il senso stesso dello spostarsi.

Tutto, tranne che un’auto

TIME non ha volante, pedali e tantomeno i maxi-display che oggi dominano gli abitacoli. Non è che li rifiuta per nostalgia, ma per una precisa scelta progettuale: l’esperienza è pensata per essere fluida, quasi invisibile nella sua componente tecnologica, e la guida autonoma è il presupposto, non il tema centrale.

Il risultato è un corpo vettura che sembra scolpito in un unico blocco con volumi netti, superfici continue, geometrie che giocano sul filo della simmetria tra fronte e retro.

Il segno distintivo è un cuneo strutturale — un omaggio alla tradizione del design italiano — che unisce tetto, parabrezza e posteriore in un unico tratto. A interrompere la massa compatta, un elemento laterale a forma di clessidra che diventa la firma visiva del progetto.

Gli elementi luminosi attraversano l’auto in verticale e orizzontale, richiamando il linguaggio stilistico delle Tesla attuali, mentre le ruote quasi scompaiono: più evocate che mostrate, sembrano cavità nella carrozzeria, come se il movimento fosse possibile grazie ad una forza invisibile.

Dall’esterno razionale all’interno umano

Se la pelle esterna è algida e quasi architettonica, l’abitacolo ribalta la prospettiva.

Qui dominano colori caldi, superfici morbide, configurazioni aperte, come dev’essere per un progetto partito dall’interno per poi svilupparsi verso l’esterno: una logica che, secondo i progettisti, diventerà sempre più centrale nel design delle auto autonome.

Gli schermi invadenti lasciano il posto a proiezioni attivate solo quando necessario, mentre il resto del viaggio si trasforma in una parentesi di quiete, concentrazione o socialità.

Non un catalogo di funzioni predefinite, ma uno spazio che si adatta alle attività di chi lo abita.

Lo sguardo di Musk

La concept è frutto di cinque mesi di sviluppo intensivo del progetto, con revisioni settimanali seguite dai designer Tesla e pare visionato anche da Elon Musk in persona, mentre i team creativi dell’azienda hanno fatto più visite nella sede torinese dello IED.

Una collaborazione che, nelle parole della direttrice Paola Zini, ha offerto agli studenti un contesto reale per riuscire ad immaginare ciò che ancora non esiste.

Non è la prima volta che l’istituto coinvolge grandi marchi: negli anni le concept car in scala 1:1 realizzate dagli studenti sono nate anche con la collaborazione di Ferrari, Pagani, Mitsubishi, Alpine e Suzuki.

Un’esperienza che, dati alla mano, si traduce in opportunità concrete: l’80% dei diplomati trova lavoro entro quattro mesi.

La mostra come racconto del metodo

Al MAUTO, TIME non è esposta come semplice prototipo ma come punto d’arrivo di un percorso. L’allestimento — firmato da Francesco Librizzi Studio con identità visiva di FIONDA e direzione creativa di PEPE Fotografia — guida il pubblico tra installazioni visive e sonore, riflessioni e scenari futuri.

Tra le voci coinvolte nel racconto, figure come Alessandro Lago, Lowie Vermeersch, Lorenza Bravetta e Carlo Ratti, chiamate a dire la propria sulle trasformazioni della mobilità urbana, delle infrastrutture e dei servizi, per offrire al visitatore attraversa non solo la vista di un oggetto, ma uno sguardo su un vero ecosistema di idee.

Nel cuore del percorso emerge anche il ruolo delle nuove tecnologie progettuali: gli studenti hanno utilizzato “DIGIPHY”, piattaforma sviluppata da Granstudio che integra realtà virtuale e supporti fisici, permettendo di testare soluzioni in modo dinamico e interattivo.

Un laboratorio globale nel cuore di Torino

Dal 1994 la sede torinese dello IED è diventata un punto di riferimento internazionale per la formazione nel Transportation Design, con oltre 300 studenti iscritti ai corsi dedicati alla mobilità, più della metà dei quali provenienti dall’estero.

Un contesto multiculturale che trasforma la ricerca progettuale in terreno di confronto continuo con l’industria.

Alla fine, il risultato dello sforzo di un 13 giovani provenienti da ogni parte del mondo è una speranza più che una domanda: se il futuro dell’auto sarà davvero autonomo, a cambiare sarà soprattutto il modo in cui torneremo a vivere il tempo.

E questa, è un’ottima notizia.

Nuova Renault Twingo E-Tech, la citycar intelligente nell’era dei Suv

Basta poco per richiamare alla memoria i “Nineties”, i favolosi anni Novanta: i bagnini di “Baywatch” in tv, in mano il walkman con cui ascoltare la compilation del “Festivalbar”, in tasca le schede telefoniche al posto del cellulare (che ancora non c’era), e in garage la “Twingo”, una felice e straordinaria intuizione della Renault destinata a rivoluzionare il segmento delle city-car.

Piccola ma non troppo, spensierata, morbidosa e tondeggiante ovunque, dal 1992 Twingo è diventata una saga spalmata su quattro diverse generazioni, dal 1993 ad oggi, moltiplicandosi in 25 Paesi in oltre 4,5 milioni di esemplari, di cui si calcola che due siano ancora in circolazione.

Ora, dopo aver cambiato forme e linee diventando a volte un po’ anonima nel tentativo di inseguire il tempo, la mitologica Twingo torna ad ispirarsi alla primissima versione, quella che aveva sembrava uscita da un cartone animato.

500 giorni, non uno di più

Un’operazione “nostalgia” che la Régie ha applicato ad un ristretto numero di veri successi senza tempo della propria storia: la Renault 5, ex sogno proibito di qualsiasi diciottenne, e la Renault 4, compagna di lavoro per intere generazioni di artigiani.

Il trittico, tutto declinato nella sola variante “E-Tech”, si completa con la Twingo, la “voiture à vivre” per antonomasia.

Una sorta di sfida lanciata da Renault, che da una parte è riuscita a rendere concreto il progetto in 500 giorni appena con l’obiettivo anche di dimezzare gli investimenti grazie all’enorme banca d’organi e ad un lavoro snellito dai passaggi e organizzato in parallelo e non più in sequenza, e dall’altra prova ancora una volta a rinvigorire il segmento A, oggi in debito d’ossigeno, e lancia un messaggio al mercato stesso, dove dominano Suv sempre più ingombranti, costosi e uguali l’uno all’altro.

La nuova Twingo E-Tech, assemblata a Novo Mesto, in Slovenia, nello storico stabilimento Renault, sceglie una strada diversa, privilegiando un ritorno alla dimensione urbana, ma con una visione industriale e tecnologica che malgrado le difficoltà, sceglie di scommettere sull’elettrico, perché il futuro è lì.

Un déjà vu intelligente

Basta uno sguardo anche distratto per riaprire cassetti della memoria chiusi da decenni e capire che la Twingo, quella vera, è tornata.

Le linee, così come per la 4 e la 5, recuperano volutamente lo spirito del modello originale lanciato nel 1992, reinterpretandolo con una sensibilità contemporanea.

I fari anteriori ad arco, quasi espressivi, e il frontale compatto e chiuso disegnano una sorta di volto sorridente che sprizza simpatia.

Il tutto, ora come allora, contenendo le misure in 3,79 metri di lunghezza, 1,72 di larghezza e 1,49 di altezza, ma le proporzioni sono studiate di fino per farla apparire più “piantata” sull’asfalto: le ruote (con cerchi da 18”), sono spinte verso gli angoli della carrozzeria, il passo (2,49 m) è generoso e i passaruota marcati suggeriscono un dinamismo inaspettato per un modello di segmento A.

Tra i dettagli più curiosi l’alfabeto Twingo in rilievo sul tetto all’interno e le tre feritoie esterne sul cofano, simpatica citazione del passato che oggi non avendo più necessità di raffreddare nulla, nascondono semplicemente il tappo del lavavetri perché il vano motore è sigillato.

Anche la scelta di mantenere le superfici pulite e un frontale chiuso risponde a esigenze aerodinamiche, contribuendo a ridurre consumi e resistenza all’aria.

L’arrivo della carrozzeria a cinque porte è una svolta importante rispetto all’antenata che amplia la versatilità ma senza tradire la filosofia originaria.

La rivincita della praticità

Se fuori la Twingo strizza l’occhio alla memoria, dentro gioca la carta di uno dei suoi temi storici: lo sfruttamento creativo dello spazio.

L’abitacolo, pur compatto, è organizzato con soluzioni intelligenti e allegre insieme che raramente si vedono in questa categoria.

Dietro, al posto del classico divanetto, due sedute indipendenti che scorrono di 17 cm e permettono di modulare il bagagliaio da circa 260 a oltre 360 litri, anche se ribaltando gli schienali si superano i 1.000 litri complessivi e abbattendo il sedile anteriore destro diventa magicamente possibile trasportare oggetti lunghi fino a due metri.

Il vano sotto il piano di carico, da circa 50 litri, è dedicato ai cavi di ricarica e rappresenta uno degli esempi più concreti di progettazione orientata alla quotidianità.

L’abitacolo è arricchito da inserti colorati, modanature vivaci, tasti dall’aria giocosa (come quello delle frecce di stazionamento, che ricorda una caramella), mentre numerosi vani portaoggetti contribuiscono a creare un ambiente che va sul pratico ma senza mai cadere nell’anonimato.

Impensabile, lanciare un modello così senza pensare ad una gamma di accessori colorati e intelligenti che comprendono porta oggetti, un bracciolo centrale e il sistema “YouClip” per accogliere ganci, lampade, portacellulari o avvolgitori.

Le plastiche rigide sono inevitabili, ma il design delle superfici e la scelta cromatica evitano l’effetto “cheap”.

Giocoforza, restano alcune rinunce da accettare, come i finestrini posteriori apribili solo a compasso e una certa limitazione nello spazio per i piedi dei passeggeri posteriori.

Meno numeri, più sostanza

La filosofia tecnica della Twingo E-Tech è la semplicità funzionale: disponibile con un solo motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 82 CV e 175 Nm, montato anteriormente e tarato per garantire una risposta fluida e progressiva.

La batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 27,5 kWh, prodotta in Cina ma su specifiche Renault, adotta la chimica litio-ferro-fosfato, una scelta che privilegia la durata nel tempo e la sicurezza rispetto alla densità energetica.

L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP raggiunge i 263 km, un valore coerente con l’uso urbano per cui la vettura è stata progettata. A bordo è presente un caricatore di bordo da 6,6 kW, ma il pacchetto opzionale “Advanced Charger”, da 460 euro, permette una ricarica in AC fino a 11 kW aggiungendo la funzione “V2l” che consente di ricaricare dall’auto dispositivi esterni come bici elettriche.

Le prestazioni riflettono l’impostazione: circa 3,9 secondi nello 0-50 km/h, ideale per le ripartenze cittadine, e poco più di 12 secondi per il tradizionale 0-100 km/h. La velocità massima è limitata a 130 km/h, a ricordare che non si tratta di una vettura pensata per le lunghe percorrenze autostradali.

Il peso contenuto, poco sopra i 1.200 kg, contribuisce a mantenere consumi medi intorno ai 12 kWh/100 km, rendendola una delle elettriche più efficienti della categoria.

Tecnologia essenziale ma evoluta

Nonostante il posizionamento economico, Twingo introduce soluzioni tecnologiche tipiche di segmenti superiori.

La plancia è dominata da una strumentazione digitale da 7” e da un touchscreen centrale da 10,1” con sistema OpenR Link basato su Android Automotive con schermate allegre e colorate.

La presenza della suite completa dei servizi Google integrati — navigazione, assistente vocale e accesso al Play Store — diventa l’ennesimo elemento distintivo nel segmento.

Il sistema è rapido, intuitivo e consente di pianificare automaticamente le soste di ricarica nei viaggi più lunghi.

La dotazione di sicurezza include i principali sistemi di assistenza alla guida (24 gli Adas disponibili, molti dei quali in dotazione), mentre la versione Techno introduce il cruise control adattivo con funzione stop&go, la modalità One-Pedal, utilissima in città, e ulteriori funzioni di connettività.

Tre le opzioni più interessanti il buzzer che segnala veicoli o pedoni in arrivo uscendo in retromarcia da un parcheggio, l’allarme apertura portiere e il parcheggio automatico a mani libere.

Per quanto riguarda la ricarica del motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 82 CV (60 kW) sull’avantreno, di serie l’auto accetta corrente alternata fino a 6,6 kW, con tempi completi di poco superiori alle quattro ore.

Il pacchetto “Advanced Charge”, disponibile a 490 euro, porta la potenza a 11 kW in AC e introduce la ricarica rapida in DC fino a 50 kW, permettendo di recuperare l’80% dell’energia in circa mezz’ora.

Un carattere urbano, ma non solo

La guida rappresenta uno degli aspetti più convincenti della nuova Twingo. In città, il raggio di sterzata inferiore ai 10 metri e lo sterzo diretto rendono le manovre estremamente semplici.

La risposta del motore è pronta ma mai brusca, mentre la funzione “One-Pedal”, con quattro livelli di frenata azionabili dai paddle dietro al volante, consente di gestire il traffico quasi senza utilizzare il freno.

Le sospensioni privilegiano il comfort, assorbendo con efficacia le irregolarità del manto stradale: sulle strade extraurbane emerge una dinamica sorprendentemente vivace, con cambi di direzione rapidi e un comportamento equilibrato che infonde sicurezza, anche se i consumi scendono di conseguenza e la progressione del motore diventi meno incisiva.

Resta però evidente la vocazione urbana, malgrado i montanti un po’ spessi a volte non aiutino la visibilità in fase di immissione.

La Twingo non nasce per essere una viaggiatrice, ma una compagna affidabile nella routine quotidiana.

Una sfida per il segmento A

La gamma è volutamente semplice: l’allestimento “Evolution”, proposto a 19.500 euro, offre già una dotazione completa per sicurezza, connettività e comfort. La “Techno”, con un sovrapprezzo di circa 1.600 euro, aggiunge contenuti tecnologici e pratici che rendono l’auto più versatile, fra cui clima automatico, cruise control adattativo, retrovisori esterni ripiegabili, sblocco automatico delle portiere, retrocamera, abbaglianti e tergicristallo automatici.

Sei i colori disponibili, allegri come tutto il resto: Bianco Ghiaccio, Grigio Scisto, Nero Étoile, a cui aggiungere le tre tinte del lancio, Rosso Assoluto, Verde Assoluto e Giallo Mango.

In un contesto in cui il segmento A rappresenta ormai meno del 5% del mercato europeo, la nuova Twingo assume il ruolo di laboratorio industriale, con l’obiettivo di dimostrare che una piccola elettrica può essere non solo desiderabile, ma anche sostenibile dal punto di vista economico.

Più che una semplice erede, la quarta generazione di Twingo è la reinterpretazione contemporanea di un’idea che aveva già rivoluzionato il mercato trent’anni fa e soprattutto il tentativo di democratizzare l’auto elettrica.

Una sfida diversa rispetto al passato, con una filosofia che resta sorprendentemente simile: fare molto con poco, ma farlo con grande intelligenza.

LA SCHEDA TECNICA

Motore – elettrico sincrono a magneti permanenti

Potenza max – 60 kW/82 CV

Coppia max – 175 Nm

Batteria – LFP

Tensione – 300 V

Capacità – 27,5 kWh

Velocità max – 130 km/h

0-50 km/h – 3,85 s

0-100 km/h – 12,1 s

Consumi ciclo combinato (WLTP) – 12,2 kWh/100km

Ricarica con caricabatteria di bordo – AC 6,6 kW o AC 11 kW biderezionale + DC 50 kW

Wallbox 7,4 kW – 4h 5 m con Pack Advanced Charge AC11 – DC50 kW

Stazione AC11 kW (10-100%) – 2h 35 m con Pack Advanced Charge AC11 – DC50 kW

Stazione DC 100 kW – 30 m (15-80%)

Lunghezza/larghezza/altezza – 3.789/1.720/1.491 mm

Passo – 2.493 mm

Freni – ant. 280/24 mm-post. 280/9,6 mm

Bagagliaio – 305/360 l

Pneumatici – 195/60 R16 – 205/45 R18

Diametro di sterzata tra marciapiedi – 9,87 m

Avantreno – McPherson

Retrotreno – a ruote interconnesse

Peso a vuoto – 1.200 kg

Carico max – 1.595 kg

Zeekr, l’elettrico premium di Geely, alla conquista dell’Italia

ZEEKR
Zeekr arriva in Italia Italia: prezzi, modelli e debutto dell'elettrico premium - foto © Auto Tecnica

Zeekr intende riscrivere il concetto di premium nell’auto contemporanea europea.

Lo fa mixando tecnologia avanzata, design europeo e propulsione 100% elettrica a un prezzo accessibile.

Il brand della super galassia Geely, a un mese dall’annuncio, si presenta ai media italiani, già pronto alla commercializzazione da metà aprile.

Tempi record per un marchio che dalla sua nascita, nel 2021, ha accorciato il valore del time to market, riuscendo a vendere oltre 700 mila unità a livello globale.

Tra Cina e Svezia

Con la produzione in Cina e un centro di ricerca e sviluppo nell’avanguardista Svezia, dove Geely è di casa con l’acquisizione di qualche tempo fa di Volvo, Zeekr glocalizza i suoi modelli.

E lo fa sposando il design europeo dagli interni minimalisti con la tecnologia elettrica in cui la Cina ormai fa scuola.

ZEEKR
foto © Auto Tecnica

Infatti, il brand nasce con una struttura progettuale orientata all’Europa, guardando a una clientela che si divide tra Tesla e i traditional premium tedeschi: Audi, BMW e Mercedes.

Insomma, si aspira al meglio della produzione occidentale per conquistare una clientela che cerca un lusso alla portata, senza rinunciare al massimo della sicurezza.

Il marchio cinese, infatti, ha ottenuto il titolo di Best in Class Euro NCAP sia nella categoria Small SUV che come miglior veicolo full-electric.

Sarà una Tesla killer?

Zeekr è un premium di lusso contemporaneo, caratterizzato da alte performance e artigianalità a prezzi accessibili al pubblico europeo” racconta Marco Santucci, Managing Director di Jameel Motors Italia per Geely e ZEEKR.

E prosegue: “È il più europeo dei marchi cinesi, disegnato nel centro stile in Svezia e sviluppato sulla piattaforma SEA (Sustainable Experience Architecture), con tecnologie integrate per batterie e motori”.

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foto © Auto Tecnica

Questa architettura di ultima generazione, già condivisa con marchi come Volvo e Smart, garantisce standard elevatissimi in termini di dinamica di guida e sicurezza.

Per Santucci, Zeekr è un marchio “Tesla killer”, perché è un’auto innovativa in cui si fa ricerca dei materiali, si cerca qualità nella costruzione dell’auto, un prodotto che si avvicina molto al target di Tesla.

Tre i modelli per l’Italia

Tre i modelli che saranno commercializzati in Italia: Zeekr X, 7X e 001.

Due SUV, uno di dimensioni compatte (Zeekr X) mentre il 7X è un SUV dalle dimensioni più generose, e infine la 001, una coupé sportiva.

Zeekr X è un SUV compatto premium costruito sulla piattaforma SEA, è lungo 4.432 mm e ha un passo di 2.750 mm, in equilibrio tra compattezza e abitabilità, pensato per chi vive la città.

Un SUV urbano compatto con un’autonomia fino a 415 km che, nonostante le dimensioni contenute, offre una potenza di 315 kW (428 CV) nella variante AWD, con uno 0-100 km orari in 3,8 secondi.

Il prezzo di partenza è 39.100 euro.

Zeekr 7X rappresenta la risposta del brand al segmento D dei SUV elettrici di medie dimensioni.

Con 4.787 mm di lunghezza e un passo di 2.900 mm offre un’abitabilità generosa, ben 539 litri di bagagliaio, più un frunk anteriore da 66 litri.

È basato su un sistema a 800V, capace di ricariche ultra-rapide (10-80% in meno di 13 minuti) e raggiunge i 615 km di autonomia. Prezzo a partire da 54.100 euro.

La Zeekr 001 è una shooting brake elettrica di quasi 5 metri, segmento E, che mostra linee da coupé sportiva.

Ha un coefficiente aerodinamico di 0,23 Cx e un’autonomia fino a 620 km (WLTP); vanta prestazioni da supercar con uno scatto 0-100 km/h in soli 3,8 secondi nella versione Privilege AWD. Per averla si partirà da 61.100 euro.

Una partnership strategica

L’ingresso nel Bel Paese di Zeekr avviene attraverso la partnership strategica con Jameel Motors Italia.

Si tratta di un distributore leader nei Paesi mediorientali, che assicura una struttura di vendita e assistenza coerente con il posizionamento premium del marchio.

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foto © Auto Tecnica

Il brand punta a una crescita graduale e costante che nei prossimi mesi potrà contare su nuovi prodotti che amplieranno l’offerta nei segmenti chiave del mercato.

Dopo il lancio ufficiale di febbraio – ha proseguito Santucci – questo appuntamento rappresenta per noi un passaggio fondamentale”.

Infatti per la prima volta Zeekr è a contatto diretto con il mercato italiano attraverso l’esperienza di prodotto.

In questa nuova fase – aggiunge Santucci – il brand inizia davvero a raccontarsi, perché qualità, innovazione, comfort e posizionamento possono essere realmente compresi solo vivendo le vetture. Con Zeekr vogliamo costruire in Italia una presenza solida, credibile e duratura, accompagnata da una gamma destinata a evolversi che vuole rapidamente affermarsi come il nuovo punto di riferimento nel settore dei Premium Brands”.

Grazie alla rete di Geely sono già presenti 52 punti di vendita/assistenza che entro giugno arriveranno a 70 nelle città principali.

Una piattaforma davvero modulare

La piattaforma elettrica SEA può essere modulata su 400 o 800 Volt e le batterie delle Zeekr poggiano su una sorta di menù che va da 49 kWh a 100 kWh, sia LFP che NMC.

Tutti i veicoli sono 5 stelle Euro NCAP, grazie al centro di Göteborg, in Svezia, dove è stato realizzato un crash test per simulare gli ADAS dei veicoli.

Oltre alle elettriche pure, Zeekr sta pensando a modelli ibridi plug-in da portare sul mercato europeo.

Tutte le “chicche” di Zeekr

All’interno delle Zeekr c’è un sistema meccanico che, in caso di incidente in cui la portiera sia bloccata o in caso di caduta in acqua o inondazioni urbane, rompe il vetro dall’interno e consente di poter uscire dal finestrino.

L’auto ha altoparlanti esterni (vicino ai fari, ma non si vedono) che consentono sia di far sentire la propria voce all’esterno – ovvero il conducente può parlare ai pedoni – un sistema già usato in Cina, ma inedito in Europa.

Inoltre, dispone di una funzione che mantiene attiva la circolazione dell’aria e la temperatura all’interno della vettura, pensata per gli animali che vengono lasciati nelle auto il tempo di fare la spesa o per delle brevi commissioni.

Il sistema può essere monitorato anche da remoto tramite app per controllare la situazione del proprio animale domestico.

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foto © Auto Tecnica

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