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‘Andar per Langhe’ edizione XXIII: protagonista la Mazda MX-5

andar per langhe

Le Mazda MX-5 si sono ritrovate domenica 8 giugno 2025, per il tradizionale raduno a loro dedicato ‘Andar per Langhe’.

L’evento, organizzato dalla concessionaria UNICAR Mazda di Alba (Cn) con il patrocinio del Comune, ha visto la partecipazione di 130 vetture provenienti dall’Italia e dall’estero.

Presente all’evento anche il Sindaco di Alba, Alberto Gatto, alla guida di un esemplare rosso fiammante: “Sono molto contento di aver partecipato a un’iniziativa come questa”, ha dichiarato ai microfoni di Radio Vallebelbo.

“Il nostro è un territorio tutto da esplorare e manifestazioni come ‘Andar per Langhe’ permettono di farlo nel modo migliore, immersi nel paesaggio, con il vento tra i capelli, a bordo di un’auto iconica come la Mazda MX-5”.

Il percorso di ‘Andar per Langhe’ 2025

Partiti dalla sede UNICAR in corso Asti 24/m ad Alba, i partecipanti hanno percorso circa 130 km attraverso un itinerario che ha toccato località simbolo del territorio patrimonio dell’UNESCO come Barbaresco, Serralunga d’Alba, Treiso e l’Alta Langa.

Un tripudio di curve e saliscendi tra borghi storici e panorami mozzafiato, perfetti per esaltare il piacere di guida e le doti dinamiche della MX-5.

Prima tappa a Perletto, dove la carovana si è fermata per un pranzo dedicato alle eccellenze enogastronomiche langarole, accolta dal Sindaco del paese, Piergiuseppe Tealdo.

Dopo la pausa, i partecipanti sono ripartiti alla volta di Castagnito, dove la giornata si è conclusa con le premiazioni degli equipaggi a Casa Massucco, in via Serra 21/d, accompagnate da una degustazione di prodotti tipici.

Premi per tutti

Tra i partecipanti premiati: quello proveniente da Caserta, che ha percorso oltre 1.600 km, quello con la MX-5 ‘più giovane’, con soli 20 giorni di vita e quello con la vettura ‘più anziana’, con oltre 40 anni di onorato servizio.

Un riconoscimento speciale è andato anche al Miata Club Ticino, il club più numeroso.

Arrivederci al 2026!

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Eccellenze Italiane: Mazda e Inghirami in mostra a Firenze

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Inaugurata oggi a Firenze l’Expo nazionale delle Eccellenze Italiane, una mostra che nasce da un progetto  realizzato da Mazda in collaborazione con lnghirami Company e patrocinato dall’Associazione Marchi Storici d’Italia.

Si tratta di una rassegna dedicata alle straordinarie realtà artigianali italiane, con l’obiettivo mettere in risalto il profondo legame culturale che unisce Italia e Giappone.

Per questo, oltre Mazda, brand giapponese profondamente legato alla cultura di questo Paese e lnghirami Company, gruppo storico nel settore dell’abbigliamento Made in ltaly e titolare del prestigioso marchio lngram.

il patrocinio dell’Associazione Marchi Storici d’Italia è invece significativo visto l’impegno di questa associazione per la tutela e la promozione del patrimonio delle eccellenze manifatturiere italiane.

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Documentare la profonda affinità tra i valori della cultura giapponese e quella italiana

Attraverso installazioni, oggetti artigianali e narrazioni, la mostra racconta come dedizione, attenzione al dettaglio e rispetto per la tradizione e il “saper fare” siano principi condivisi e vissuti con la stessa passione da Italia e Giappone.

Un ponte tra il Made in ltaly e il Crafted in Japan che unisce tradizione e innovazione, estetica e funzionalità, in un percorso che celebra l’eccellenza e l’ingegno di due mondi in apparenza distanti, ma profondamente affini.

 

Automobili Mazda: l’artigianalità è di serie

Mazda tiene particolarmente a valorizzare la qualità e la maestria artigianale che guidano la progettazione delle sue vetture, nate dall’esperienza dei maestri artigiani giapponesi ma che fondono tradizione con l’innovazione.

Le versioni Takumi (nome che identifica gli artigiani giapponesi) di CX-60 e CX-80 offrono  materiali pregiati combinati con tessuti giapponesi, e dettagli come le cuciture Musubu, una tecnica caratterizzata da un piccolo spazio che consente il movimento naturale, simbolo di armonia tra funzionalità ed estetica.

La parola Musubu, che in giapponese significa “legare”, rappresenta l’arte della connessione attraverso la legatura dei nodi.

Dove e quando vedere la mostra

La mostra delle Eccellenze Italiane, sarà visitabile dal 12 al 24 giugno 2025 presso la prestigiosa Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, nel cuore di Firenze.

Al suo interno sono esposti i 56 manufatti realizzati in occasione delle tappe del tour che ha attraversato l’Italia, da nord a sud, in collaborazione con le concessionarie Mazda locali.

Ogni opera rappresenta un connubio tra artigianalità, design contemporaneo e la visione di Mazda che da sempre guida la propria filosofia costruttiva.

Roberto Pietrantonio, Amministratore Delegato di Mazda Italia:

“Siamo orgogliosi di vedere questo viaggio intrapreso circa un anno fa prendere forma in questa meravigliosa mostra che celebra la connessione tra la maestria artigianale italiana e il Crafted in Japan che caratterizza le nostre vetture”.

Roberto Pietrantonio.

“La Mazda CX-60, esposta nella Galleria insieme ai 56 manufatti, incarna questi principi e rappresenta l’espressione autentica di eccellenza artigianale, eleganza senza tempo e cura meticolosa del dettaglio, valori che sentiamo affini alla cultura del bello e del ben fatto tipica del nostro Paese”.

“La CX-60 rappresenta per noi la sintesi tra tradizione e innovazione, tra estetica raffinata e tecnologia avanzata, in perfetta coerenza con la visione premium che Mazda porta avanti con coerenza e ambizione”.

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Tommaso lnghirami, Direttore di lnghirami Company:

“Con la partecipazione a questo ambizioso progetto non si è voluto semplicemente unire due aziende, ma far dialogare due culture che, pur geograficamente distanti, condividono gli stessi valori fondamentali:

  • la maestria artigianale,
  • la ricerca della perfezione,

la passione che si tramanda di generazione in generazione”.

“La nostra proposta per l’esposizione consiste in un’opera tessile di particolare pregio: una camicia emblematica sulla quale il maestro pittore ha realizzato a mano le sue raffigurative creazioni artistiche”.

“Un’interpretazione artistica esclusiva dove l’arte incontra l’automotive”.

“Il maestro Roberto Lanari di Sansepolcro ha trasformato questa camicia bianca firmata lnghirami in una tela d’autore, reinterpretando con il suo stile distintivo il logo Mazda e la linea iconica della Cosmo”.

“L’opera catturacl’essenza del design giapponese attraverso la sensibilità pittorica toscana, dove ogni pennellata racconta la storia di un’auto leggendaria e di un marchio che ha fatto del motore rotativo la sua firma distintiva”.

“Pezzo unico, interamente dipinto a mano. Un connubio perfetto tra tradizione artistica italiana e innovazione automobilistica nipponica”.

Rocco Orefice, Direttore Generale dell’Associazione Marchi Storici d’Italia:

“Siamo onorati di essere partner e sostenitori del progetto ‘Eccellenze Italiane, un’iniziativa che incarna perfettamente i valori che da sempre guidano il nostro lavoro: la tutela e la valorizzazione del patrimonio imprenditoriale e industriale italiano”.

“Questo progetto rappresenta un ponte prezioso tra tradizione e innovazione, capace di raccontare la storia e l’identità delle nostre imprese storiche in modo vivo e contemporaneo”.

“Crediamo fortemente nel valore culturale, sociale ed economico di questa iniziativa, che non solo celebra l’eccellenza manifatturiera, ma contribuisce anche a rafforzare il senso di appartenenza e la consapevolezza del Made in ltaly nel mondo”.

Caterina Crepax, Architetto e Artista della carta:

“È stato un viaggio fantastico. Mentre tagliavo con le forbici le sinuose forme dell’abito Red Waves immaginavo di percorrere le curve di un paesaggio bellissimo e sconosciuto a/volante dell’automobile che mi ispirava”.

“La luce che durante il giorno plasmava la sua superficie in forme sempre mutevoli, in diverse sfumature di colore mi portava ad aggiungere nuovi fogli di carta con texture e toni di rosso”.

“Un sogno realizzato, trovare la fonte d’ispirazione in qualcosa di insolito per me, che da sempre mi nutro di forme, volumi e colori della natura o dell’architettura”.

“L’esperienza con Mazda mi ha consentito di trovare questa affinità tra due mondi apparentemente distanti: tecnica motoristica e arte”.

“In realtà abbiamo in comune attenzione al dettaglio, scrupolosa raffinatezza, visionaria ispirazione e amore per la precisa realizzazione del prodotto da offrire a chi sa trovare bellezza nei gesti e nelle opere dell’uomo”.

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Simone Faggioli alla Pikes Peak 2025 con la NP01 Bardahl

Da più di un secolo, la “Pikes Peak International Hill Climb” rappresenta una delle gare automobilistiche più leggendarie e impegnative del mondo. Nata da un’idea di Zebulon Pike per attrarre turisti sulle cime dell’omonima montagna del Colorado dopo aver pagato di persona il completamento della strada che portava a 4.301 metri di altitudine, nel punto più alto del Front Range delle Rocky Mountains, dove un tempo sorgeva una stazione meteorologica dell’esercito americano, la Pikes Peak diventa subito un classico dell’automobilismo sportivo.

Una vera salita verso il cielo

La gara parte da 2.862 m di altitudine e si sviluppa per una distanza totale di 19,99 Km, caratterizzati da 156 tra curve e tornanti, per un dislivello di 1.439 m, con una pendenza media del 7% e punte massime del 10.5%. Il traguardo è a quota 4.300 m, dove la rarefazione dell’ossigeno rende ancora più difficile l’impresa, sia da un punto di vista fisco che tecnico.

Un solo italiano fra 75 concorrenti

Ai nastri di partenza della nuova edizione della “Race to the clouds”, in programma domenica 22 giugno, il nome di Simone Faggioli, unico italiano in gara fra i 75 piloti provenienti da 13 Paesi diversi e divisi in sei classi ufficiali (Open Wheel, Pikes Peak Open, Time Attack 1, Unlimited, Exhibition e GT4 Trophy by Yokohama).

Il fascino di questa leggendaria gara ha richiamato nuovamente Faggioli, che dopo la partecipazione del 2018 e il record con Lamborghini nel 2022, ha continuato a sognare e sperare in una nuova presenza alla Pikes Peak. Un sogno che è diventato realtà, coronato con il numero 55 nella categoria Unlimited e l’obiettivo di puntare al “Best Lap”, oltre a migliorare il suo record personale del 2018.

Le due NP01 Bardahl

Due le vetture che il team schiera al via della Broadmoor Pikes Peak International Hill Climb 2025, due NP01 Bardahl motorizzate con un biturbo Emap e gommate Pirelli, identiche e distinguibili solo dal numero di gara. La “55”, guidata da Simone Faggioli e l’altra da Diego Degasperi, pilota trentino che da alcuni anni fa parte della scuderia di Faggioli.

Auto, materiale e attrezzature, spedite da tempo, sono già in Colorado, dove nei prossimi giorni arriverà anche la squadra del plurititolato pilota fiorentino. Lunedì 16 giugno le operazioni preliminari quindi, da martedì 17, le prime sessioni di prova, che permetteranno ai partecipanti di conoscere al meglio le 156 curve del tracciato, pronti per la grande sfida alla Pikes Peak 2025.

Bardahl, partner del team Faggioli, oltre ad essere il title-sponsor delle due vetture, supporta la squadra con la fornitura di lubrificanti motore e additivi, mettendo a disposizione esperienza, know-how e i tecnici del suo M-LAB, per ottimizzare le performance delle due vetture e affrontare l’insidiosa salita fino ai 4.300 metri che segnano il punto d’arrivo della Pikes Peak.

Mornine, l’umanoide programmato per vendere auto

Si chiama Mornine, volendo Aimoga, se proprio serve un cognome, ed è una venditrice di auto tanto preparata e gentile quanto inflessibile, a cui è assai complicato strappare uno sconto o convincerla a includere nel preventivo le gomme invernali e i tappetini. In compenso sa tutto di motorizzazioni, consumi, allestimenti, tecnologie di bordo, dati tecnici e quant’altro serva per convincere qualcuno a comprare un’auto.

Per capire un po’ meglio di cosa si tratta manca solo un dettaglio fondamentale: Mornine Aimoga non è una normale personcina, ma un’umanoide che rappresenta un esperimento fantascientifico voluto dal marchio “Chery” per testare in un campo ancora tutto da esplorare le infinite possibilità della solita e immancabile intelligenza artificiale.

L’impressionante replica di un essere umano

Sviluppato dal team della “Aimoga”, controllata del marchio cinese, l’umanoide Mornine è entrato in servizio presso la concessionaria Omoda C5 Joystar di Kuala Lumpur, in Malesia, e sfrutta un sistema di movimento bionico dotato di un software che permette di supportare la camminata e i movimenti, più un altro programma che permette di interpretare e rispondere ai più svariati input visivi, vocali e ambientali.

Ma chi pensa sia una delle solite “cinesate” per stupire il mondo mostrando tecnologie più avanzate della fantasia ha di che ricredersi, perché Chery ha già pianificato la produzione di oltre 200 venditrici umanoidi da destinare ad autosaloni malesi, Paese scelto per testare l’efficacia del robot e soprattutto le reazioni della clientela. Una strategia che, per la prima volta, sposta gli umanoidi dalle catene di montaggio delle fabbriche al contatto diretto con il pubblico, in un passaggio epocale e delicatissimo.

Un milione di umanoidi pronti a entrare in servizio

Al momento, ha comunicato Chery, Mornine Aimoga non arriverà in Europa, ma è solo questione di tempo. L’unico neo del progetto è il prezzo di ogni singolo androide, che sfiora i 50mila euro e costringe il marchio cinese a muoversi con cautela. Ma dalla propria, Chery ha le previsioni della “Morgan Stanley”, celebre banca d’affari newyorkese secondo cui entro il 2050, il business degli umanoidi potrebbe superare i 5 miliardi di dollari, con il mondo invaso da un milione di repliche di esseri umani, programmati per non sbagliare mai.

Tecnica, comfort e prestazioni evolute per la nuova Nissan Leaf

La nuova Nissan Leaf 2025 - foto © Nissan

Lanciata nel 2010, la Nissan Leaf è stata la prima auto elettrica di massa al mondo.

Ha vinto numerosi premi – come il “World Car of the Year” nel 2011 – e, con oltre 600mila esemplari venduti globalmente fino al 2024, ha contribuito in modo significativo alla diffusione della mobilità a zero emissioni.

Già con la seconda generazione, introdotta nel 2017, Nissan aveva migliorato autonomia e prestazioni, portando la Leaf a un elevato livello in termini di fruibilità e tecnologia.

Oggi, la terza generazione segna un ulteriore passo in avanti, con un’attenzione particolare alla dinamica di guida e all’efficienza termica.

Nuovo propulsore elettrico più compatto e potente

La nuova Leaf è la prima Nissan a montare il propulsore elettrico 3 in 1 di ultima generazione.

Leaf è il primo modello ad adottare il nuovo propulsore elettrico 3 in 1 di Nissan – foto © Nissan

Questa unità integra motore, inverter e riduttore in un unico modulo, risultando più compatta del 10% rispetto alla versione precedente. Il motore sviluppa fino a 160 kW (218 CV) e 355 Nm di coppia massima, garantendo un’accelerazione pronta e una fluidità di marcia sorprendente, anche in ambito urbano.

La compattezza del nuovo propulsore ha permesso di riposizionare l’unità HVAC (climatizzazione, riscaldamento e ventilazione) sotto il cofano, liberando spazio a bordo e rendendo l’abitacolo più arioso e confortevole.

Comfort acustico e qualità percepita

Una delle priorità del team di ingegneri Nissan, guidato da Hiroki Isobe, è stata la riduzione di rumori e vibrazioni.

L’abitacolo è fino a 2 decibel più silenzioso rispetto a quello del modello precedente – foto © Nissan

In città, a 50 km/h, l’abitacolo è fino a 2 decibel più silenzioso rispetto alla generazione precedente. Questo miglioramento è frutto di una meticolosa ottimizzazione della scocca e dell’adozione di nuovi materiali fonoassorbenti.

Il comfort acustico superiore si accompagna a un’attenzione particolare per i dettagli dell’abitacolo, che mantiene la filosofia minimalista della Leaf, ma con un livello di finiture e materiali ancora più elevato.

Più maneggevolezza grazie alle sospensioni posteriori multi-link

Per garantire una guida più dinamica e un comfort superiore, la Leaf 2025 adotta un sistema di sospensioni posteriori multi-link con un incremento del 66% della rigidità laterale.

Il sistema di sospensioni posteriori multi-link aumenta del 66% la rigidità laterale – foto © Nissan

In combinazione con la piattaforma CMF-EV e con una scocca più rigida, il risultato è una risposta più precisa alle sollecitazioni laterali e un controllo superiore in curva.

Nonostante i cerchi da 19 pollici – persino eccessivi per un’auto del genere – la maneggevolezza è stata ulteriormente affinata: il raggio minimo di sterzata è sceso a 5,3 metri, ben 10 cm in meno rispetto alla generazione precedente. Merito anche del nuovo servosterzo elettronico, più diretto e reattivo.

Gestione termica avanzata per un’efficienza superiore

Un altro punto di forza della nuova Leaf è la gestione termica ottimizzata, fondamentale per le performance delle batterie in tutte le condizioni climatiche.

Tutti gli elementi della vettura sono stati ottimizzati per garantire la massima efficienza – foto © Nissan

Il sistema di raffreddamento a liquido impiega un’inedita funzione di recupero termico: cattura il calore generato dal caricatore di bordo (OBC) e lo utilizza per riscaldare la batteria. Questo accorgimento non solo prolunga la vita utile dell’accumulatore, ma permette anche di preservare l’autonomia in climi rigidi, migliorando la rigenerazione e la gestione dell’energia.

Il raffreddamento a liquido garantisce un controllo termico più preciso e uniforme, riducendo il rischio di surriscaldamento e assicurando cicli di ricarica più veloci e stabili.

Un futuro più sostenibile e connesso

La nuova Leaf conferma la direzione intrapresa da Nissan verso un futuro a zero emissioni e digitalmente integrato.

Hiroki Isobe, Chief Vehicle Engineer, ha supervisionato lo sviluppo della nuova Leaf – foto © Nissan

Con il nuovo modello, appare evidente che Nissan intende consolidare la leadership nel segmento delle elettriche compatte, puntando su comfort, efficienza e piacere di guida.

Nissan Leaf 2025 rappresenta quindi un’evoluzione tecnica di rilievo, si conferma come uno dei modelli di riferimento nel mondo delle auto elettriche (integrando soluzioni tecniche all’avanguardia e un comfort sempre più evoluto) e vuole dimostrare che l’innovazione tecnica può tradursi in un’esperienza di guida superiore e in una maggiore sicurezza per conducente e passeggeri.

foto © Nissan

Audi A5 e-hybrid, mobilità premium tra performance, efficienza e innovazione

Basata sulla piattaforma termica premium PPC, l'Audi A5 è la prima media del marchio con la tecnologia ibrida ricaricabile e-hybrid - foto © Audi

Ogni nuova Audi è una conferma, e lo è per qualità, tecnologia e stile.

Anche quando, come nel caso della nuova Audi A5 e-hybrid, segna un capitolo inedito nella storia del marchio dei quattro anelli.

Evoluzione naturale della A4, la A5 plug-in hybrid si presenta nelle configurazioni berlina e Avant, offrendo una combinazione perfetta di dinamismo, sostenibilità e comfort di elevato livello.

Basata sulla piattaforma termica premium PPC, la nuova generazione di Audi A5 è la prima della gamma media del marchio ad accogliere la tecnologia ibrida ricaricabile “e-hybrid”, portando l’innovazione Audi a un nuovo standard.

Powertrain plug-in, una sinergia perfetta

Sotto il cofano della Audi A5 e-hybrid troviamo due livelli di potenza: 299 e 367 CV, generati dall’interazione tra il motore 2.0 TFSI a ciclo Miller e un propulsore elettrico sincrono a magneti permanenti (PSM). L’unità elettrica, integrata nel cambio S tronic a doppia frizione a 7 rapporti, consente di ottenere prestazioni brillanti: accelerazione 0-100 km/h in 5,9 secondi per la versione da 299 CV e 5,1 secondi per quella da 367 CV, con velocità massima autolimitata a 250 km/h (140 km/h in modalità elettrica).

Sotto il cofano dell’Audi A5 e-hybrid trova spazio il motore 2.0 TFSI – foto © Audi

La sinergia tra i due propulsori, gestita dalla trazione integrale, si traduce in una guida fluida e reattiva in ogni condizione. Il sistema intelligente di trazione, in grado di trasferire la coppia al retrotreno solo quando necessario, offre un equilibrio ottimale tra efficienza e piacere di guida.

Autonomia elettrica fino a 105 km

Audi A5 e-hybrid si distingue per l’eccellente efficienza. La batteria ad alta tensione da 25,9 kWh (20,7 kWh effettivi), secondo quanto dichiarato dalla Casa, consente alla berlina di percorrere fino a 105 km in modalità puramente elettrica e all’Avant fino a 104 km, secondo il ciclo WLTP.

Un risultato che rappresenta un incremento del 45% rispetto alle generazioni precedenti, grazie a celle prismatiche ottimizzate e all’architettura cell-to-pack che massimizza la densità energetica.

La gestione dell’energia è affidata a modalità di marcia intelligenti: EV per la guida esclusivamente elettrica e Hybrid per la sinergia tra i due propulsori. Funzioni avanzate come Battery Hold e Battery Charge permettono di preservare o incrementare lo stato di carica della batteria in funzione delle esigenze del conducente e delle condizioni del percorso.

Ricarica rapida senza compromessi

La potenza massima di ricarica in corrente alternata raggiunge gli 11 kW, un incremento del 49% rispetto alla generazione precedente, consentendo il pieno di energia in sole 2 ore e 30 minuti.

Sull’Audi A5 e-hybrid sono necessarie meno di due ore e mezza per la ricarica completa – foto © Audi

Inoltre, grazie al network Audi charging – attivo in 29 Paesi europei con oltre 890mila punti di ricarica, di cui più di 55mila in Italia – l’esperienza di ricarica è semplice e (affermano in Audi) conveniente.

Comfort e sportività in equilibrio

Audi A5 e-hybrid sfrutta un telaio evoluto con sospensioni multilink a 5 bracci sia all’anteriore sia al posteriore e un assetto sportivo ribassato di 20 mm, disponibile come optional. Gli ammortizzatori adattivi e lo sterzo progressivo a servoassistenza e demoltiplicazione variabili garantiscono un handling preciso e una risposta pronta in ogni situazione.

Il comfort di bordo è paragonabile a quello di modelli di categoria superiore, come Audi A6, grazie all’eccellente isolamento acustico e alla qualità costruttiva del telaio, che offre un’elevata rigidità torsionale, verificata sulle strette e tortuose strade della Langhe dove Ato Tecnica ha avuto il primo contatto con la vettura.

Con l’intelligenza artificiale arriva l’auto del futuro

L’architettura elettronica di Audi A5 e-hybrid, forte di cinque piattaforme informatiche, porta la digitalizzazione dell’auto a nuovi livelli. Il sistema operativo Android Automotive OS e l’integrazione dell’intelligenza artificiale (ChatGPT) con l’assistente vocale consentono un’interazione intuitiva e un’esperienza di bordo evoluta.

La seconda generazione di proiettori e gruppi ottici posteriori introduce la funzione di segnalazione di prossimità e permette una personalizzazione avanzata delle firme luminose, con un massimo di otto configurazioni selezionabili.

Interni in equilibrio tra qualità, lusso e modernità

Gli interni della nuova Audi A5 e-hybrid rappresentano un connubio tra eleganza tradizionale e innovazione tecnologica. L’abitacolo offre un’esperienza di guida confortevole e tecnologicamente avanzata.

Negli interni, oltre alla qualità dei materiali, in evidenza il grande schermo concavo e quello esclusivo per il passeggero – foto © Audi

I materiali utilizzati sono di qualità, con rivestimenti in pelle pregiata e inserti in legno o alluminio che conferiscono un tocco di eleganza e raffinatezza. Un’unica, veniale pecca, qualche superficie in plastica lucida che potrebbe con il tempo mostrare impronte e graffi.

La plancia è dominata dal sistema “Audi Digital Stage”, che include un quadro strumenti digitale da 11,9 pollici, un display OLED curvo da 14,5 pollici per l’infotainment e (optional) uno schermo da 10,9 pollici dedicato al passeggero anteriore, realizzato in modo da non distrarre il conducente.

Questa configurazione crea un ambiente immersivo e tecnologicamente avanzato, enfatizzato da un sistema di illuminazione ambientale a LED che consente di personalizzare l’atmosfera dell’abitacolo secondo le preferenze degli occupanti.

L’Audi A5 e-hybrid offre un ambiente interno raffinato e tecnologicamente avanzato, con un’attenzione particolare al comfort e alla personalizzazione. La combinazione di materiali pregiati, design moderno e tecnologie all’avanguardia rende l’abitacolo della A5 e-hybrid un luogo piacevole e funzionale per conducente e passeggeri.

Allestimenti e prezzi

La gamma Audi A5 e-hybrid si articola in tre allestimenti – Business, Business Advanced e S line edition – con prezzi a partire da 64.300 euro per la berlina e da 66.700 euro per la Avant.

Caratteristico il posteriore tipicamente Audi – foto © Audi

La variante da 367 CV è disponibile esclusivamente con l’allestimento S line edition, a partire da 75.650 euro.

Una scelta premium per la mobilità sostenibile

Audi A5 e-hybrid rappresenta la sintesi perfetta tra prestazioni dinamiche, comfort e tecnologia di ultima generazione. Con un’autonomia elettrica superiore ai 100 km, un’efficienza ai vertici del segmento e una digitalizzazione avanzata, la nuova gamma Audi A5 plug-in hybrid è pronta a dettare nuovi standard nel panorama delle berline e Avant premium plug-in.

Scheda tecnica – Audi E5 e-hybrid

Motore termico 4 cilindri 2.0 TFSI a ciclo Miller (252 CV)
Motore elettrico Sincrono a magneti permanenti (143 CV – 350 Nm)
Potenza di sistema 299 CV (220 kW) – 367 CV (270 kW)
Coppia massima di sistema 450 Nm – 500 Nm
Trasmissione Cambio S tronic a 7 rapporti, trazione integrale quattro ultra
Accelerazione (0-100 km/h) 5,9 s (299 CV) – 5,1 s (367 CV)
Velocità massima 250 km/h (140 km/h in modalità elettrica)
Batteria Ioni di litio da 25,9 kWh (20,7 kWh effettivi)
Autonomia elettrica (WLTP) Sino a 105 km (berlina) – 104 km (Avant)
Ricarica AC 11 kW, ricarica completa in 2,5 ore
Dimensioni (Avant) Lunghezza 4,83 m – larghezza 1,86 m – altezza 1,46 m – passo 2,89 m
Bagagliaio (Avant) 361-1.306 litri (331-1.175 litri berlina)
Consumi combinati (WLTP) 2,0-2,6 l/100 km (299 CV), 2,1-2,7 l/100 km (367 CV)
Emissioni CO₂ (WLTP) 45-60 g/km (299 CV), 47-61 g/km (367 CV)
Allestimenti Business, Business Advanced, S line edition
Prezzo di listino Da 64.300 euro (berlina) – da 66.700 euro (Avant) – 75.650 euro (367 CV S line edition)
L’Audi A5 Avant e-hybrid durante il primo contatto sulle strade delle Langhe – foto © Auto Tecnica

Club 612, l’esclusivo circolo londinese per appassionati d’auto

Per quanto ormai possano sembrare un po’ anacronistici, a Londra pullulano tutt’oggi i “gentlemen’s club”, circoli aperti esclusivamente a soci di sesso maschile dove in realtà non succede molto, a parte sorseggiare whisky, fumare sigari e scambiarsi pettegolezzi sulla nobiltà britannica. Sono tanti, alcuni dei quali celebri in tutto il mondo come il “White’s”, nato nel lontano 1600, o ancora il “Garrick”, che lo scorso anno ha infranto la regola principe accettando anche le donne. Un universo parallelo che profuma di storia, tradizioni ed esclusività a cui da poco si è aggiunto un nuovo indirizzo, quello del “Club 612”, circolo che in realtà non discrimina i sessi preferendo concentrarsi su una passione trasversale: i motori.

L’auto come stile di vita

Il club, fondato da Richard Harrison e Ashley Chalak, rispettivamente avvocato e collezionista di auto d’epoca e dealer londinese di marchi esclusivi di hypercar, ha come scopo creare “Un punto d’incontro unico per chi apprezza l’arte e l’emozione della guida. Ci proponiamo di essere più di un semplice club per appassionati, quando piuttosto uno stile di vita”.

Tanti i privilegi

I soci avranno libero accesso a una club house riservata che funge da punto di ritrovo, un ambiente elegante in cui spicca la presenza di splendide auto da collezione e preziosi oggetti d’epoca, che offre anche un calendario di eventi sociali di vario tipo, dalla degustazione di vini pregiati alle mostre d’arte, alle serate musicali.

Fra i tanti servizi quello di concierge, che dà diritto ai soci di godere appieno di diversi vantaggi come il deposito premium per le proprie auto, con garanzia di trovarle sempre in ordine e in perfetta manutenzione, pronte per una gita fuoriporta o per partecipare ad un raduno.

Non manca il reparto di restauro e riparazione e il diritto a poter contare sull’appoggio di un team di supporto per chi partecipa a eventi importanti il Goodwood Festival of Speed, la Mille Miglia, la Arlberg Classic, le Ferrari Cavalcade Classiche, la Pechino-Parigi, l’East African Safari Classic, la Carrera Panamericana, la Targa Florio e molti altri.

Tutta l’adrenalina della F1, parola di Brad Pitt

Il cinema adora raccontare tutto quello che è emozione, rischio e velocità, ma è un amore non sempre corrisposto. I flop dei film sui motori che costellano la storia della settima arte, a volte clamorosi, sono tanti come tante sono le star che hanno finito per rischiare la propria carriera convinti che per fare centro bastasse piazzare un’auto sportiva su un angolo dell’inquadratura.

E Brad scende in pista

È esattamente quello che non promette “F1 – il film”, pellicola che già dal titolo ha un suono definitivo, di chi sa di aver mosso tutte le pedine giuste per guadagnare la pole position al box office.

A garanzia di tutto un volto simbolo di una generazione, Brad Pitt, ancora oggi uno dei belli di Hollywood ma più che altro ormai titolare di una carriera in cui può permettersi il lusso di scegliere liberamente, senza peraltro sbagliare quasi mai colpo. Nella vicenda, il vero antagonista è il suo compagno di squadra Joshua “Noha” Pearce, interpretato dall’attore britannico Damson Idris. Nel cast anche Javier Bardem nel ruolo di Ruben Cervantes, l’ex compagno di squadra di Pitt e proprietario di una scuderia in difficoltà, e nota a parte per la colonna sonora, firmata dal geniale Hans Zimmer.

Girato durante i GP

Secondo quanto raccontano le note ufficiali, Pitt e Joseph Kosinski, regista e produttore del film, erano stati coinvolti anni fa nelle fasi iniziali di “Le Mans ’66 – la grande sfida”, film sulla rivalità sportiva fra Ferrari e Ford che poi aveva preso altre strade. Ma l’idea di affrontare la F1 era rimasta nell’aria in attesa della trama e della tecnologia giusta, un doppio step che magicamente Kosinski era riuscito a riunire nel 2022, durante la produzione di “Top Gun: Maverick”, il secondo capitolo della pellicola cult interpretata da Tom Cruise.

Da una parte, la svolta che ha dato il via decisivo all’operazione, è stata riuscire a coinvolgere nel progetto Jerry Bruckheimer, leggendario e infallibile produttore dei più grandi blockbuster hollywoodiani, dall’altra l’arrivo di nuove telecamere miniaturizzate in 6K in grado di portare sul grande schermo tutta l’adrenalina provata da un pilota in gara. Lo stesso vale per le vetture utilizzate, delle Formula 2 e Formula 3 modificate con il supporto di Mercedes AMG e la consulenza di Lewis Hamilton (che figura anche fra i produttori) e Stefano Domenicali, che ha supportato la produzione per riuscire a girare alcune delle scene mentre si correvano 14 veri Gran Premi: dal primo ciak al GP di Gran Bretagna 2023 all’ultimo, nel corso della 24 Ore di Daytona dell’anno successivo. “Brad e Damson sono alla guida delle auto, il che è già di per sé piuttosto spettacolare, ma farlo di fronte ad un pubblico dal vivo, soprattutto alla velocità con cui schizzano le auto di Formula 1, non è semplice. È diverso da qualsiasi cosa abbia mai fatto prima: abbiamo girato durante Gran Premi veri e propri e le finestre per fare le nostre riprese erano molto brevi, fra 10 e 15 minuti, in cui dovevamo avere Brad e Damson in macchina, con le gomme calde e pronti per la partenza, e non appena finite le prove scendevano in pista. Significava avere 24 o 30 telecamere pronte, in funzione, e dovevo girare queste scene con estrema rapidità, il tutto davanti a centinaia di migliaia di persone”.

Una lunga scia di successi (e qualche flop)

I problemi dei film che hanno tentato di raccontare la F1, oltre alla credibilità, si concentrano su una manciata di punti che fanno da sempre la differenza: una sceneggiatura efficace, un budget adeguato, una promozione battente, il livello di recitazione, il realismo e la stramaledetta capacità di saper trasferire sul grande schermo quello che i piloti provano nel chiuso delle loro monoposto, quando a 300 km/h basta un pensiero sbagliato per diventare un ricordo.

Chi ama questo genere di pellicole sa che una breve e ideale carrellata può partire solo da “Grand Prix”, film del 1966 e primo in assoluto dedicato al mondo delle corse. Girato con mezzi per all’epoca all’avanguardia sfruttando la collaborazione con alcune scuderie dell’epoca e impreziosito dai cameo di piloti come Phil Hill, Jack Brabham e Manuel Fangio, riesce a portarsi a casa tre Oscar.

Tre anni dopo Paul Newman e sua moglie Joanne Woodward sono le star che svettano sui manifesti di “Indianapolis – Pista infernale”, dove ambientano una storia d’amore sullo sfondo della Indianapolis 500, la gara più leggendaria e seguita d’America. Non va altrettanto bene a Steve McQueen, il duro di Hollywood per eccellenza, così tanto innamorato di corse e velocità da scommettere di persona sulla buona riuscita di “La 24 Ore di Le Mans”, pellicola girata nel corso dell’edizione del 1970 della gara: una produzione costata uno sproposito e finita fra le peggiori pagine della carriera di McQueen.

Perfino Al Pacino, nel 1977, accetta di sedersi al volante di una monoposto nel ruolo del campione di F1 Bobby Deerfield, ma il baricentro di “Un attimo, una vita” si sposta in fretta dalle piste all’amore per una giovane infermiera di origini italiane. Con un bel salto temporale si arriva al 1990, quando il (quasi) debuttante Tom Cruise e la (quasi) moglie Nicole Kidman sono i protagonisti di “Giorni di tuono”, questa volta ambientato nel mondo delle corse Nascar e basta la loro presenza glamour a recuperare le spese. Al contrario non la sfanga Sylvester Stallone, che nel 2001 fa incetta di critiche e pernacchie per “Driven”, improbabile vicenda che ha come sfondo le gare della “Champ Car”.

Nulla da aggiungere per “Cars – Motori ruggenti”, capolavoro d’animazione del 2006 firmato Pixar-Disney talmente convincente da meritarsi altri due capitoli, “Cars 2” (2011) e “Cars 3” (2017). Per chiudere con “Rush”, pellicola di Ron Howard che sceglie di raccontare il mondo della F1 attraverso la storica rivalità fra James Hunt e Niki Lauda, e dedicare ancora un pensiero a “Le Mans ’66 – la grande sfida”, film che fa rivivere l’amicizia fra Carrol Shelby e Ken Miles (Matt Damon e Christian Bale), che riescono a portare la Ford sul traguardo dell’epica gara francese, lasciandosi alle spalle le Ferrari del Drake.

LA TRAMA

Conosciuto come “la più grande promessa mai realizzata”, Sonny Hayes (Brad Pitt) è stato il talento più cristallino della F1 negli anni ’90, fino a quando un incidente in pista non ha rischiato di mettere la parola fine alla sua carriera. Trent’anni dopo, Sonny si mantiene come pilota mercenario quando viene avvicinato dal suo ex compagno di squadra Ruben Cervantes (Javier Bardem), proprietario di una scuderia di F1 in difficoltà e sul punto di fallire. Ruben riesce a convincere Sonny a tornare in pista come ultima speranza per salvare la squadra e affermarsi come miglior pilota al mondo. Sonny correrà al fianco di Joshua Pearce (Damson Idris), giovane talento esordiente determinato a dettare le sue regole all’interno del team. Ma mentre i motori ruggiscono, il passato riaffiora e Sonny si rende conto che in F1 il suo compagno di squadra rappresenta la sua concorrenza più spietata – e la strada verso la redenzione è qualcosa che non potrà percorrere da solo.

CAST TECNICO

Titolo originale – F1 – the movie

Regia – Joseph Kosinki

Soggetto – Joseph Kosinki, Ehren Kruger

Sceneggiatura – Ehren Kruger

Produttori – Jerry Bruckheimer, Emily Cheung, Dede Gardner, Lewis Hamilton, Jeremy Kleiner, Joseph Kosinski, Chad Oman, Brad Pitt

Produttore esecutivo – Daniel Lupi

Produzione – Apple TV+, Monolith Pictures, Jerry Bruckheimer Films, Dawn Apollo Films, Plan B Entertainment

Distribuzione – Warner Bros.

Fotografia – Claudio Miranda

Montaggio – Stephen Mirrione

Effetti speciali – Gergely Glovotz, Faye Green

Musiche – Hans Zimmer

Scenografia – Mark Tildesley, Ben Munro

Costumi – Julian Day

Art director – Edd Cross, Hugh McClennand, Matilda Beard, Georgina Devine

Durata – 155 minuti

Uscita nelle sale – 25 giugno

CAST ARTISTICO

Brad Pitt – Sonny Hayes

Damson Idris – Joshua “Noah” Pearce

Callie Cooke – Jodie

Javier Bardem – Ruben Cervantes

Kerry Condon – Kate

Kim Bodnia – Kaspar

Shea Whigham – Chip Hart

Tobias Menzies – Banning

Sarah Niles – Bernadette

Joseph Balderrama – Rico Fazio

Samson Kayo – Cashman

Lewis Hamilton – se stesso

Max Verstappen – se stesso

Roberto Pietrantonio è il nuovo Presidente dell’UNRAE

Roberto Pietrantonio, Amministratore Delegato di Mazda Motor Italia, è il nuovo Presidente dell’UNRAE l’associazione che rappresenta le Case automobilistiche estere operanti in Italia.

La nomina è stata ufficializzata oggi, 6 giugno 2025, in occasione dell’Assemblea Generale dei Soci.

Chi è Roberto Pietrantonio

Ingegnere napoletano, Roberto Pietrantonio ha mosso i primi passi professionali nel Gruppo Fiat (oggi Stellantis), dove ha ricoperto ruoli nelle aree di progettazione, produzione e commerciale.

roberto pietrantonio
Roberto Pietrantonio

Nel 2003 è entrato a far parte di Mazda Motor Italia, assumendo nel tempo responsabilità crescenti fino a diventare Amministratore Delegato nel 2016.

In UNRAE ha fatto parte del Consiglio Direttivo per la prima volta nel 2016, con una partecipazione continuativa dal 2020.

“Accolgo con emozione e profondo senso di responsabilità la mia nomina alla Presidenza di UNRAE”.

“Si tratta di un incarico che rappresenta per me una fonte di grande orgoglio, che intendo onorare con spirito di servizio e massimo impegno, continuando al contempo a dedicare passione ed energia al marchio Mazda”.

Questa nomina segna per Mazda un traguardo significativo, che valorizza il percorso di competenza e dedizione costruito negli anni, rafforzando il ruolo di Mazda Motor Italia nel panorama istituzionale del settore automotive.

Hyundai Inster Cross, la cugina di campagna

Mettiamola così: se Lara Croft – l’eroina della saga “Tomb Rider” – decidesse di farsi un giro in città, probabilmente sceglierebbe la Hyundai Inster Cross. Un po’ perché ha un’immagine pubblica da difendere e un altro po’ perché oggigiorno non si sa mai: anche in città in fondo la strada può riservare sorprese.

In realtà è proprio l’immagine, sulla nuova compatta Hyundai 100% elettrica, ad essere la vera protagonista del progetto, al punto che i coreani preferiscono non definirla un urban Suv e tantomeno una semplice variante della Inster – che peraltro sta piacendo moltissimo al mercato – ma un vero modello a sé. Un po’ una forzatura, visto che le differenze sono più che altro estetiche, ma tant’è.

Pixel generation

Eppure l’operazione di dare un’altra immagine alla Inster non era affatto semplice, visto che il modello nasce già zeppo di particolarità e soluzioni estetiche non convenzionali, a cominciare dalle frecce anteriori e le luci di stop posteriori, raccolte in lunghe file di “pixel”. Un indizio, perché in realtà, più che al mondo di Lara Croft, l’immagine totale sembra uscita da “Mindcraft”, il videogioco d’avventura a cubi, con un design che la rende riconoscibile e dimensioni ultracompatte (3,84 m di lunghezza, 1,61 di larghezza e altezza, 2,58 di passo) sfruttate con sapienza.

Tanta voglia di fuoristrada

L’ispirazione, più che aspirazione, è l’outdoor, il mondo dei fuoristrada e lo spirito d’avventura: paraurti specifici, passaruota in rilievo, cerchi da 17” con colorazione brunita, barre portatutto, fari full Led, minigonne rugged da 4×4 e il tocco di fino del “Roof-basket”, il vistoso e coreografico portapacchi in metallo sul tetto (opzionale, in vendita a 600 euro) che amplia di 100 kg le possibilità di carico del bagagliaio, che fra l’altro parte da un minimo di 238 litri per arrivare 1.059 abbattendo l’abbattibile.

Insomma, tutto quel che serve per affrontare un fuoristrada “light”, da sentiero di campagna o poco più, visto che fra le opzioni non rientra la trazione integrale.

Altrettanto curati gli interni, con plastiche solide e assemblaggi riusciti, il tutto incorniciato con una piacevole commistione di tessuto grigio e dettagli giallo lime che compaiono qua e là, comprese le impunture dei sedili (tutti scorrevoli, reclinabili e inclinabili) e alcuni dettagli sulla plancia.

Dotazione completa

Definita “Made for Italy” pensando ad un’elettrica dedicata alle caratteristiche italiane, Paese fatto di borghi e paesini, ma anche centri città con strade strette, la Inster Cross si presenta al mondo con un solo l’allestimento, ma decisamente completo, con display touchscreen e cluster digitale (ambedue da 10.25”) abbinabile con i sistemi Apple e Android, connettività Bluelink con aggiornamenti OTA, controllo da remoto, retrocamera, sensori di parcheggio anteriori e posteriori e clima automatico.

A completare il reparto non mancano gli Adas della suite “Hyundai Smart Sense”: Highway Driving Assist, sistema di mantenimento corsia, riconoscimento attivo limiti di velocità, assistenza anti-collisioone frontale con riconoscimento veicoli, pedoni e ciclisti, Rear Occupant Alert Logic e Smart cruise control con Stop&Go.

Tutta sua la città

Il motore elettrico sviluppa l’equivalente di 115 CV e 147 Nm, con batteria da 49 kWh che con 120 kW di corrente si ricarica dal 10 all’80% in 30 minuti, mentre con corrente continua massima da 11 kW servono 4 ore e mezza per andare dal 10 al 100%. L’autonomia dichiarata è di 360 km che nel ciclo urbano (WLTP) può arrivare a sfiorare i 500. Cambio Shift-by-wire con selettore della modalità di guida, paddle al voltante per gestire la frenata rigenerativa e guida “one-pedal”, molto utile in città.

Piccola, ma decisa

La sorpresa più piacevole è quella che riserva la guida, perché la Inster si conferma piacevole, comoda, capace di assorbire le asperità del terreno e sufficientemente silenziosa per ascoltare la natura, nel caso ci si spinga su strade bianche. I 10,6 secondi per coprire 0-100 si fanno sentire quando è ora di spingere in autostrada e anche i 150 km/h dichiarati sono più che sufficienti per adeguarsi al traffico.

Il conto, please

Due i pacchetti opzionali: il “Plus Pack” (2.050 euro) e Safety Pack” (1.200). Il primo aggiunge Digital Key, tetto panoramico, luce ambiente interna e sil volante a Led, pompa di calore e pre-condizionamento della batteria. Il secondo pensa ad aumentare la sicurezza: Spot Collision Avoidance Assist, Surround View Monitor, Blind Spot Monitor e Parking Collision Assist.

Il prezzo di Hyundai Inster Cross, comprensivo di messa su strada (700 euro), è di 29.650 euro, con un’offerta lancio (nel weekend 7-8 giugno) che prevede una formula da 149 euro al mese con finanziamento Hyundai Plus e anticipo di 9.150 euro.

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