Tutta l’adrenalina della F1, parola di Brad Pitt

Il cinema adora raccontare tutto quello che è emozione, rischio e velocità, ma è un amore non sempre corrisposto. I flop dei film sui motori che costellano la storia della settima arte, a volte clamorosi, sono tanti come tante sono le star che hanno finito per rischiare la propria carriera convinti che per fare centro bastasse piazzare un’auto sportiva su un angolo dell’inquadratura.

E Brad scende in pista

È esattamente quello che non promette “F1 – il film”, pellicola che già dal titolo ha un suono definitivo, di chi sa di aver mosso tutte le pedine giuste per guadagnare la pole position al box office.

A garanzia di tutto un volto simbolo di una generazione, Brad Pitt, ancora oggi uno dei belli di Hollywood ma più che altro ormai titolare di una carriera in cui può permettersi il lusso di scegliere liberamente, senza peraltro sbagliare quasi mai colpo. Nella vicenda, il vero antagonista è il suo compagno di squadra Joshua “Noha” Pearce, interpretato dall’attore britannico Damson Idris. Nel cast anche Javier Bardem nel ruolo di Ruben Cervantes, l’ex compagno di squadra di Pitt e proprietario di una scuderia in difficoltà, e nota a parte per la colonna sonora, firmata dal geniale Hans Zimmer.

Girato durante i GP

Secondo quanto raccontano le note ufficiali, Pitt e Joseph Kosinski, regista e produttore del film, erano stati coinvolti anni fa nelle fasi iniziali di “Le Mans ’66 – la grande sfida”, film sulla rivalità sportiva fra Ferrari e Ford che poi aveva preso altre strade. Ma l’idea di affrontare la F1 era rimasta nell’aria in attesa della trama e della tecnologia giusta, un doppio step che magicamente Kosinski era riuscito a riunire nel 2022, durante la produzione di “Top Gun: Maverick”, il secondo capitolo della pellicola cult interpretata da Tom Cruise.

Da una parte, la svolta che ha dato il via decisivo all’operazione, è stata riuscire a coinvolgere nel progetto Jerry Bruckheimer, leggendario e infallibile produttore dei più grandi blockbuster hollywoodiani, dall’altra l’arrivo di nuove telecamere miniaturizzate in 6K in grado di portare sul grande schermo tutta l’adrenalina provata da un pilota in gara. Lo stesso vale per le vetture utilizzate, delle Formula 2 e Formula 3 modificate con il supporto di Mercedes AMG e la consulenza di Lewis Hamilton (che figura anche fra i produttori) e Stefano Domenicali, che ha supportato la produzione per riuscire a girare alcune delle scene mentre si correvano 14 veri Gran Premi: dal primo ciak al GP di Gran Bretagna 2023 all’ultimo, nel corso della 24 Ore di Daytona dell’anno successivo. “Brad e Damson sono alla guida delle auto, il che è già di per sé piuttosto spettacolare, ma farlo di fronte ad un pubblico dal vivo, soprattutto alla velocità con cui schizzano le auto di Formula 1, non è semplice. È diverso da qualsiasi cosa abbia mai fatto prima: abbiamo girato durante Gran Premi veri e propri e le finestre per fare le nostre riprese erano molto brevi, fra 10 e 15 minuti, in cui dovevamo avere Brad e Damson in macchina, con le gomme calde e pronti per la partenza, e non appena finite le prove scendevano in pista. Significava avere 24 o 30 telecamere pronte, in funzione, e dovevo girare queste scene con estrema rapidità, il tutto davanti a centinaia di migliaia di persone”.

Una lunga scia di successi (e qualche flop)

I problemi dei film che hanno tentato di raccontare la F1, oltre alla credibilità, si concentrano su una manciata di punti che fanno da sempre la differenza: una sceneggiatura efficace, un budget adeguato, una promozione battente, il livello di recitazione, il realismo e la stramaledetta capacità di saper trasferire sul grande schermo quello che i piloti provano nel chiuso delle loro monoposto, quando a 300 km/h basta un pensiero sbagliato per diventare un ricordo.

Chi ama questo genere di pellicole sa che una breve e ideale carrellata può partire solo da “Grand Prix”, film del 1966 e primo in assoluto dedicato al mondo delle corse. Girato con mezzi per all’epoca all’avanguardia sfruttando la collaborazione con alcune scuderie dell’epoca e impreziosito dai cameo di piloti come Phil Hill, Jack Brabham e Manuel Fangio, riesce a portarsi a casa tre Oscar.

Tre anni dopo Paul Newman e sua moglie Joanne Woodward sono le star che svettano sui manifesti di “Indianapolis – Pista infernale”, dove ambientano una storia d’amore sullo sfondo della Indianapolis 500, la gara più leggendaria e seguita d’America. Non va altrettanto bene a Steve McQueen, il duro di Hollywood per eccellenza, così tanto innamorato di corse e velocità da scommettere di persona sulla buona riuscita di “La 24 Ore di Le Mans”, pellicola girata nel corso dell’edizione del 1970 della gara: una produzione costata uno sproposito e finita fra le peggiori pagine della carriera di McQueen.

Perfino Al Pacino, nel 1977, accetta di sedersi al volante di una monoposto nel ruolo del campione di F1 Bobby Deerfield, ma il baricentro di “Un attimo, una vita” si sposta in fretta dalle piste all’amore per una giovane infermiera di origini italiane. Con un bel salto temporale si arriva al 1990, quando il (quasi) debuttante Tom Cruise e la (quasi) moglie Nicole Kidman sono i protagonisti di “Giorni di tuono”, questa volta ambientato nel mondo delle corse Nascar e basta la loro presenza glamour a recuperare le spese. Al contrario non la sfanga Sylvester Stallone, che nel 2001 fa incetta di critiche e pernacchie per “Driven”, improbabile vicenda che ha come sfondo le gare della “Champ Car”.

Nulla da aggiungere per “Cars – Motori ruggenti”, capolavoro d’animazione del 2006 firmato Pixar-Disney talmente convincente da meritarsi altri due capitoli, “Cars 2” (2011) e “Cars 3” (2017). Per chiudere con “Rush”, pellicola di Ron Howard che sceglie di raccontare il mondo della F1 attraverso la storica rivalità fra James Hunt e Niki Lauda, e dedicare ancora un pensiero a “Le Mans ’66 – la grande sfida”, film che fa rivivere l’amicizia fra Carrol Shelby e Ken Miles (Matt Damon e Christian Bale), che riescono a portare la Ford sul traguardo dell’epica gara francese, lasciandosi alle spalle le Ferrari del Drake.

LA TRAMA

Conosciuto come “la più grande promessa mai realizzata”, Sonny Hayes (Brad Pitt) è stato il talento più cristallino della F1 negli anni ’90, fino a quando un incidente in pista non ha rischiato di mettere la parola fine alla sua carriera. Trent’anni dopo, Sonny si mantiene come pilota mercenario quando viene avvicinato dal suo ex compagno di squadra Ruben Cervantes (Javier Bardem), proprietario di una scuderia di F1 in difficoltà e sul punto di fallire. Ruben riesce a convincere Sonny a tornare in pista come ultima speranza per salvare la squadra e affermarsi come miglior pilota al mondo. Sonny correrà al fianco di Joshua Pearce (Damson Idris), giovane talento esordiente determinato a dettare le sue regole all’interno del team. Ma mentre i motori ruggiscono, il passato riaffiora e Sonny si rende conto che in F1 il suo compagno di squadra rappresenta la sua concorrenza più spietata – e la strada verso la redenzione è qualcosa che non potrà percorrere da solo.

CAST TECNICO

Titolo originale – F1 – the movie

Regia – Joseph Kosinki

Soggetto – Joseph Kosinki, Ehren Kruger

Sceneggiatura – Ehren Kruger

Produttori – Jerry Bruckheimer, Emily Cheung, Dede Gardner, Lewis Hamilton, Jeremy Kleiner, Joseph Kosinski, Chad Oman, Brad Pitt

Produttore esecutivo – Daniel Lupi

Produzione – Apple TV+, Monolith Pictures, Jerry Bruckheimer Films, Dawn Apollo Films, Plan B Entertainment

Distribuzione – Warner Bros.

Fotografia – Claudio Miranda

Montaggio – Stephen Mirrione

Effetti speciali – Gergely Glovotz, Faye Green

Musiche – Hans Zimmer

Scenografia – Mark Tildesley, Ben Munro

Costumi – Julian Day

Art director – Edd Cross, Hugh McClennand, Matilda Beard, Georgina Devine

Durata – 155 minuti

Uscita nelle sale – 25 giugno

CAST ARTISTICO

Brad Pitt – Sonny Hayes

Damson Idris – Joshua “Noah” Pearce

Callie Cooke – Jodie

Javier Bardem – Ruben Cervantes

Kerry Condon – Kate

Kim Bodnia – Kaspar

Shea Whigham – Chip Hart

Tobias Menzies – Banning

Sarah Niles – Bernadette

Joseph Balderrama – Rico Fazio

Samson Kayo – Cashman

Lewis Hamilton – se stesso

Max Verstappen – se stesso