Sviluppato da HART, HRC US e ingegneri Honda R&D Japan, il CR-V mantiene intatto il powertrain di serie.
Celle a combustibile di seconda generazione made in Michigan (Fuel Cell System Manufacturing), batteria da 17,7 kWh e motore elettrico singolo anteriore.
Le uniche modifiche riguardano sospensioni abbassate di 25 mm, pinze da corsa, cerchi leggeri da 18″ e pneumatici Yokohama Advan A052 (265/45 R18), più roll-bar e sedile da corsa per la sicurezza.
Innovazione nel rifornimento d’idrogeno
Per il rifornimento, Honda si affida al sistema portatile FTcase di Zero Emission Industries.
Con dimensioni simili a un bagaglio a mano, consente a un unico operatore di erogare idrogeno senza pericoli, fatto fondamentale in assenza di infrastrutture locali, in quanto non esiste nessuna stazione a idrogeno in Colorado.
Prestazioni e autonomia
Il CR-V e:FCEV, costruito a mano negli Stati Uniti presso il PMC di Marysville (Ohio), vanta 174 hp e 311 Nm, un’autonomia di 270 miglia secondo EPA e 29 miglia in modalità pienamente elettrica.
Honda sottolinea la struttura ottimizzata per una rigidità aumentata del 9-10% rispetto ai modelli ibridi/turbo.
L’importanza di questa partecipazione
La partecipazione al Pikes Peak si inserisce in una tradizione che risale al 1994 con la vittoria nella EV Class (Civic EV), passando per l’EV Plus (1999), Fit EV (2014) e concept come CR-Z 4-motor (2015) e NSX-body (2016).
Al volante, quest’anno ci sarà Dai Yoshihara, un campione di Formula Drift e già vincitore a Pikes Peak nel 2020 (Unlimited) e nel 2022 (Expo).
La scelta dell’idrogeno per partecipare alla Pikes Peak rappresenta per Honda un banco di prova per valutarne applicazioni in contesti estremi e infrastrutture minimali.
Il mercato dei SUV elettrici si arricchisce di una proposta particolarmente interessante con il Jaecoo 5 BEV.
Si tratta di un crossover del gruppo Chery che punta tutto sulla versatilità outdoor e sulle soluzioni tecnologiche innovative. Con una capacità di traino di 750 kg – leader nella sua categoria – e la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L) da 3,3 kW, questo veicolo vuole essere la soluzione ideale per chi non vuole rinunciare all’avventura passando all’elettrico.
750 kg trainati in libertà
Una delle caratteristiche più significative del Jaecoo 5 BEV è la massa rimorchiabile di 750 kg, un valore che lo colloca ai vertici della categoria dei crossover elettrici.
Questa specifica tecnica consente di trainare roulotte di dimensioni medie per i weekend fuori porta, carrelli porta-attrezzature per sport outdoor, rimorchi per imbarcazioni leggere.
La capacità di traino rappresenta spesso un limite critico nei veicoli elettrici, dove il peso aggiuntivo impatta significativamente sull’autonomia. Jaecoo ha progettato il sistema di trazione e la gestione energetica per mantenere prestazioni affidabili anche in condizioni di carico elevato.
Una centrale elettrica grazie al V2L
Il sistema Vehicle-to-Load da 3,3 kW trasforma il Jaecoo 5 BEV in una vera e propria centrale elettrica mobile.
Con un’autonomia di alimentazione fino a 12 ore, il veicolo può supportare apparecchiature da campeggio (frigoriferi, piastre a induzione, illuminazione), strumentazione da lavoro per operatori outdoor, dispositivi di intrattenimento come proiettori o sistemi audio.
Questa funzionalità risulta particolarmente strategica nel segmento dei veicoli per il tempo libero, dove la necessità di alimentazione autonoma rappresenta un fattore decisivo nell’esperienza d’uso.
Amico degli animali
Il Jaecoo 5 BEV introduce diverse soluzioni tecniche dedicate al trasporto di animali domestici.
Un sistema di climatizzazione specializzato con filtri anti-pelo integrati, controllo intelligente della temperatura con sensori dedicati e purificazione continua dell’aria per ridurre allergeni.
Una dotazione completa di accessori di bordo, come le rampe antiscivolo con pendenza ottimizzata per piccoli animali, il sistema di alimentazione integrato per snack e acqua durante il viaggio, la gestione automatica del comfort ambientale.
Sistema di infotainment avanzato
Particolarmente originale l’equipaggiamento multimediale, che include una modalità karaoke professionale.
Sono a disposizione di chi viaggia un audio HD con tecnologia di riverbero intelligente, microfoni dedicati, la modalità di effetti sonori multipli (karaoke, studio, pop), la funzione di rimozione vocale per trasformare qualsiasi brano e infine la connettività Bluetooth per l’integrazione smartphone.
Posizionamento di mercato
Il Jaecoo 5 BEV si rivolge alle “nuove élite urbane” che cercano un equilibrio tra sostenibilità ambientale e libertà di esplorazione.
Il veicolo si posiziona nel segmento premium dei crossover elettrici, differenziandosi per la versatilità d’uso città-natura, soluzioni tecniche specifiche per l’outdoor e un approccio lifestyle-oriented piuttosto che puramente prestazionale.
L’arrivo di Omoda & Jaecoo nel mercato italiano rappresenta l’espansione europea di Chery Corporation, primo gruppo automotive cinese per esportazioni con 2,4 milioni di veicoli prodotti e oltre un milione destinati ai mercati internazionali.
La strategia italiana prevede un portfolio diversificato che spazia dai motori a combustione interna alle soluzioni elettrificate, con particolare focus sulle tecnologie ibride e full-electric.
Versatilità senza compromessi
Il Jaecoo 5 BEV presenta caratteristiche tecniche interessanti per il segmento, particolarmente nella gestione integrata di trazione e capacità di traino, autonomia energetica V2L e sistemi di comfort specializzati.
La combinazione di queste tecnologie suggerisce un approccio progettuale focalizzato sull’esperienza d’uso outdoor, settore in crescita nel mercato automotive elettrico.
L’efficacia commerciale dipenderà dalla capacità di comunicare questi vantaggi tecnici a un pubblico che cerca nel veicolo elettrico non solo sostenibilità, ma anche versatilità d’uso senza compromessi prestazionali.
All’International Paris Air Show si chiama Isola Piemonte, è di 250 mq e ospita 22 imprese l’area predisposta per accogliere le imprese piemontese che oprano nell’aerospazio.
La partecipazione è organizzata da Ceipiemonte nell’ambito del ProgettoIntegratodiFiliera “Aerospazio” della RegionePiemonte, finanziato dal PRFESR2021-2027 e del Progettodi Promozione Internazionale e Valorizzazione dei Beni Industriali finanziato da Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino.
Gli appuntamenti in programma all’ International Paris Air Show
Il 18 giugno lo stand del Piemonte ospita il workshop “Unleashing the Sky’s Potential: Aerospace Excellence, Innovative Trends, and Investment Opportunities in Piemonte”.
Intervengono all’incontro esponenti istituzionali e industriali di primo piano quali:
l’Assessore all’Internazionalizzazione Andrea Tronzano,
il Dirigente Area Sviluppo del territorio e Regolazione del Mercato della Camera di commercio di Torino Guido Cerrato,
il Presidente di Ceipiemonte Dario Peirone,
i rappresentanti dei key player internazionali localizzati in Piemonte: Leonardo, Avio Aero, Thales Alenia Space, Altec, Microtecnica Actuation Systems, Mecaer Aviation Group, e Lockheed Martin.
Si parlerà del ruolo strategico del Piemonte nell’ambito aerospaziale, con un focus sulle competenze industriali del territorio, le opportunità di business, le prospettive di investimento, l’adozione di tecnologie avanzate in settori quali manifattura, ingegneria, propulsione, automazione, sistemi unmanned, additive manufacturing e le nuove frontiere della lunar economy.
Il 17 giugno è in programma “Piemonte’s Ecosystem and its Investment Opportunities” un panel con selezionati potenziali investitori stranieri organizzata nella sede parigina dello Studio Legale CastaldiPartners per illustrare le opportunità di investimento del territorio piemontese e gli strumenti e i servizi a supporto degli investitori.
Il Piemonte come polo aerospaziale
La filiera risponde alle specifiche esigenze dei comparti Aeronautica, Spazio e Difesa grazie un’ampia gamma di prodotti e tecnologie all’avanguardia:
sistemi, sottoinsiemi, componenti e accessori strutturali e propulsivi;
apparecchiature elettroniche, elettriche, idrauliche e carburante;
interni;
sistemi di attuazione e controllo del volo;
sistemi di atterraggio;
MRO e customizzazione missioni;
fresatrici a 5 assi, trattamenti chimici dei metalli e per lo Spazio;
strutture e meccanismi, propulsione e RCS;
robotica e locomozione, controllo termico e ambientale.
Presente in stand anche l’innovativa esperienza interattiva presentata in occasione dell’ultima edizione dello IAC che mette in risalto il contributo strategico di Thales Alenia Space e delle aziende piemontesi nei principali progetti spaziali internazionali.
Grazie a un monitor touch di ultima generazione, dotato delle più avanzate tecnologie di CGI (Computer Graphics), è possibile esplorare in modo dinamico e intuitivo i dettagli di queste collaborazioni attraverso una piattaforma tridimensionale, che consente di manipolare modelli spaziali per una visione a 360°.
La documentazione video-fotografica arricchisce ulteriormente l’esperienza, evidenziando le eccellenze tecniche e produttive del Piemonte in progetti di rilievo globale come la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il programma Artemis e la missione Euclid, tutti progetti nati dall’iniziativa della NASA.
Appuntamento a Torino
Al salone sarà l’opportunità per invitare la business community globale alla decima edizione di Aerospace & Defense Meetings Torino, in programma dal 2 al 4 dicembre 2025, unica convention italiana dedicata all’aerospazio.
Sostenibilità, Big Data, Advanced Air Mobility, Space Economy sono alcuni dei temi che saranno al centro del programma di panel e conferenze.
A chiudere la tre giorni torinese sarà la seconda edizione del Lunar Economy Summit, che farà il punto su strategie di investimento per l’economia lunare, partnership e collaborazioni intersettoriale, competenze e tecnologie per lo sviluppo lunare e gli aspetti legati alla presenza umana sostenibile sulla Luna.
Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino:
“Da anni si rinnova la nostra presenza a Le Bourget con aziende eccellenti che anno dopo anno hanno conquistato prestigio internazionale, commesse e contatti, grazie ai grandi player del settore, ma anche grazie al qualificato e competitivo tessuto di oltre 450 pmi”.
“Approfittiamo di questa manifestazione anche per incontrare potenziali partner esteri e presentare il Piemonte come un territorio attrattivo e catalizzatore di investimenti, per la sua filiera aerospaziale ma non solo”.
“Ulteriore obiettivo di questa missione, infine, ricordare l’appuntamento dei prossimi Aerospace & Defense Meetings, in programma a dicembre a Torino”.
Le aziende piemontesiall’International Paris Air Show 2025
Nella capitale spagnola prende forma una delle più concrete innovazioni recenti nel mondo della mobilità elettrica.
Fiat, Free2move e Ample hanno inaugurato la prima stazione europea di battery swap modulare, in grado di sostituire la batteria di una Fiat 500e in meno di cinque minuti.
Un progetto pilota che punta a ridefinire gli standard di efficienza, flessibilità e user experience nella ricarica elettrica urbana.
Un’iniziativa pionieristica
Fiat è il primo costruttore europeo a introdurre la tecnologia di scambio batterie Ample, già attiva negli Stati Uniti.
A Madrid è stata avviata una flotta di 15 Fiat 500e equipaggiate con batterie modulari compatibili con le stazioni Ample, gestita dal servizio di car sharing Free2move, brand Stellantis.
“Questa iniziativa – ha dichiarato Olivier François, CEO Fiat e CMO globale di Stellantis – rappresenta un passo avanti fondamentale nella nostra strategia di elettrificazione. Vogliamo eliminare ogni barriera alla mobilità elettrica, inclusi i tempi e l’accessibilità della ricarica”.
Come funziona la ricarica modulare Ample
La tecnologia sviluppata da Ample si basa su un sistema di batterie intercambiabili modulari alloggiate in compartimenti standardizzati, compatibili con le piattaforme EV esistenti.
Le stazioni Ample sono completamente automatizzate. Il veicolo si posiziona sulla piattaforma e, in meno di cinque minuti, i moduli scarichi vengono rimossi e sostituiti con equivalenti completamente carichi.
“Abbiamo sviluppato un’infrastruttura in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di veicolo elettrico – ha spiegato Khaled Hassounah, CEO e co-fondatore di Ample – integrando il nostro sistema senza modifiche strutturali rilevanti. Siamo orgogliosi di collaborare con Fiat e Free2move per portare questa tecnologia in Europa”.
Benefici tecnici e impatto sulla mobilità
Il battery swap elimina l’attesa della ricarica lenta, specialmente in ambito urbano e per le flotte condivise, dove la disponibilità del veicolo è prioritaria.
Inoltre, le batterie Ample sono progettate per adattarsi senza riprogettare il powertrain o la piattaforma. Questo consente aggiornamenti anche su modelli già in produzione, riducendo i costi industriali e accelerando l’adozione.
Il sistema consente la diagnosi remota dei moduli e la sostituzione dei soli segmenti usurati, prolungando la vita utile complessiva del pacco batteria e migliorando la sostenibilità.
Infine, con batterie caricate off-line, le stazioni possono sfruttare ore non di punta, riducendo i picchi e integrandosi meglio con le fonti rinnovabili.
Madrid come laboratorio di mobilità avanzata
La scelta di Madrid non è casuale, in quanto si tratta di una delle città europee più avanzate nelle politiche di decarbonizzazione e sharing mobility.
La flotta Free2move di 500e con battery swap rappresenta un banco di prova operativo reale, utile per raccogliere dati, feedback e validare il modello in vista di un possibile progetto industriale su larga scala.
Elettrificazione sì, ma senza compromessi
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di Stellantis verso la mobilità sostenibile, con obiettivi ambiziosi di azzeramento delle emissioni e diffusione di soluzioni tecnologiche democratizzanti.
In questo quadro, Fiat punta a semplificare l’elettrico e garantire accessibilità, sia economica sia operativa, per tutti.
“Il nostro obiettivo – ha concluso Olivier François – è rendere l’auto elettrica la scelta più semplice e naturale per tutti. Con Ample dimostriamo che si può ricaricare in tempi simili a un pieno di benzina, e senza cambiare le abitudini”.
Prospettive future
La fase pilota di Madrid sarà seguita da un’analisi delle performance, dei costi operativi e della soddisfazione utente.
Se i risultati saranno in linea con le aspettative, Fiat e Stellantis valuteranno l’estensione del battery swap modulare ad altri mercati europei, con l’obiettivo di affiancare la ricarica tradizionale a modelli misti in funzione degli scenari d’uso.
La Aceman E rappresenta una svolta significativa nel panorama automotive elettrico di MINI.
Posizionandosi strategicamente tra la Cooper e la Countryman, con dimensioni e caratteristiche uniche, questo crossover completamente elettrico dimostra come sia possibile coniugare efficienza energetica, spaziosità e piacere di guida in un pacchetto compatto di poco più di quattro metri.
La filosofia del “Clever Use of Space”
MINI afferma che i principi progettuali del brand trovano nella Aceman E la massima espressione di ottimizzazione degli spazi.
Con una lunghezza contenuta, il veicolo offre abitabilità per cinque occupanti senza compromessi sul comfort. Il vano bagagli da 300 litri rappresenta un punto di forza significativo per la categoria, ed è estendibile fino a 1.005 litri con i sedili posteriori abbattuti.
Questa configurazione rende la MINI Aceman E particolarmente versatile per l’utilizzo quotidiano, dall’utilizzo urbano ai weekend fuori porta, mantenendo sempre la maneggevolezza tipica del marchio britannico.
Evoluzione dell’iconografia MINI
Il design della MINI Aceman E evolve i codici estetici tradizionali del brand attraverso la griglia ottagonale riprogettata con bordi estesi che si integrano nel paraurti anteriore.
Ma anche grazie ai fari distintivi che conferiscono carattere e riconoscibilità immediata. Il profilo angolare esalta la sportività del veicolo mentre i passaruota pronunciati sottolineano l’anima crossover. Infine, i cerchi bicolore da 18 pollici di serie creano un look dinamico e le barre sul tetto completano l’estetica “avventurosa” del modello.
Personalizzazione per tutti
Il marchio offre quattro livelli di personalizzazione: Essential (configurazione base elegante), Classic con richiami alla tradizione MINI, Favoured – con distintivi dettagli premium – e infine John Cooper Works, un’estetica motorsport con elementi Chilli Red.
La possibilità di scegliere fino a tre colori contrastanti per il tetto amplifica ulteriormente le opzioni di personalizzazione.
Prestazioni e motore elettrico
La MINI Aceman E monta un motore elettrico da 184 CV (135 kW) che garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi, con una velocità massima di 160 km/h. Il consumo energetico è di 14,7 – 14,1 kWh/100 km (ciclo WLTP) con emissioni di CO2 ovviamente pari a zero.
Un feeling da go-kart
Il telaio sportivo mantiene intatta l’essenza MINI, traducendo in chiave elettrica il celebre “go-kart feeling”.
La calibrazione del motore elettrico privilegia la risposta immediata e il comportamento sportivo, supportata da uno sterzo diretto per la massima precisione, un sistema frenante efficace per il controllo ottimale e una distribuzione dei pesi ottimizzata per la stabilità.
Autonomia e ricarica
La batteria da 42,5 kWh garantisce un’autonomia di 309 chilometri secondo il ciclo WLTP, rendendo la MINI Aceman E adatta sia all’utilizzo urbano sia ai tragitti extraurbani.
Le tecnologie innovative di ricarica includono la programmazione dell’orario di inizio, l’impostazione di una finestra temporale personalizzata, la pre-climatizzazione del veicolo e il monitoraggio remoto tramite app MINI.
Questa app consente il controllo completo del processo di ricarica, fornendo informazioni in tempo reale su tempi, costi e stato della batteria.
Design interno minimalista
Gli interni della MINI Aceman E combinano minimalismo e funzionalità grazie al volante compatto per la massima ergonomia, lo strumento centrale rotondo iconico che mantiene l’identità MINI, la caratteristica striscia di interruttori a levetta, le superfici tessili ad alto contrasto per un ambiente raffinato, e i sedili confortevoli progettati per lunghi viaggi.
La MINI Aceman E si rivolge a un pubblico urbano attento all’ambiente ma non disposto a rinunciare al piacere di guida. Il posizionamento tra Cooper e Countryman colma un gap di mercato importante per il brand, offrendo maggiore praticità rispetto alla prima e maggiore agilità rispetto alla seconda.
La MINI Aceman E rappresenta un esempio di come l’elettrificazione possa preservare e anzi esaltare l’identità di un brand storico. Combinando efficienza energetica, prestazioni soddisfacenti e il caratteristico DNA MINI, questo crossover elettrico si candida a diventare un riferimento nel segmento dei veicoli elettrici premium compatti.
La capacità di unire spaziosità, efficienza e piacere di guida in un pacchetto dalle dimensioni contenute conferma la maturità raggiunta da MINI nell’approccio alla mobilità elettrica, aprendo nuove prospettive per il futuro del marchio.
L’Audi A3 allstreet TFSI e è un modello significativo nel panorama dei crossover urbani premium plug-in.
Si tratta si un’auto ibrida ricaricabile che combina il DNA stilistico e qualitativo di Audi con tecnologie all’avanguardia, offrendo un’esperienza di guida che bilancia perfettamente efficienza, prestazioni e versatilità.
Il look all-terrain dell’Audi A3 allstreet TFSI e si ispira chiaramente ai modelli della gamma Q, con elementi distintivi come la griglia a nido d’ape con sviluppo verticale, minigonne protettive e archi passaruota specifici.
Termico ed elettrico a braccetto
Il sistema propulsivo dell’Audi A3 allstreet TFSI e si basa su un’architettura plug-in hybrid sofisticata che combina un motore termico 1.5 TFSI evo2 con un motore elettrico sincrono a magneti permanenti (PSM).
Questa configurazione eroga una potenza complessiva di 204 CV e 350 Nm di coppia, garantendo prestazioni brillanti e un’efficienza energetica di riferimento.
Il propulsore termico adotta il ciclo Miller, una variante evoluta del ciclo Otto che ottimizza il rapporto tra fase di compressione ed espansione.
Questa soluzione tecnica, abbinata all’iniezione diretta della benzina a 350 bar e al rivestimento al plasma delle canne dei cilindri, contribuisce significativamente alla riduzione dei consumi e delle emissioni.
Il motore elettrico da 116 CV e 330 Nm è perfettamente integrato nel cambio S tronic a doppia frizione a sei rapporti, garantendo transizioni fluide tra le modalità di trazione e un’erogazione di potenza lineare e immediata.
Batteria ad alta densità energetica
L’accumulatore agli ioni di litio da 25,7 kWh nominali (19,7 kWh effettivi) rappresenta un salto qualitativo rispetto alla generazione precedente.
Le 96 celle prismatiche, organizzate in quattro moduli, immagazzinano il 50% di energia in più grazie alla chimica ottimizzata e a un sistema di raffreddamento dedicato che mantiene costanti le prestazioni anche in condizioni di utilizzo intensivo.
Questa configurazione permette di raggiungere un’autonomia elettrica fino a 138 chilometri WLTP, un valore eccellente per il segmento che si traduce in percorrenze straordinarie superiori ai 300 km/litro ed emissioni di CO₂ contenute tra 7 e 8 grammi/km.
Sistemi di gestione intelligente della trazione
L’Audi A3 allstreet TFSI e integra un sistema di gestione intelligente della trazione con tre sistemi operativi.
La modalità EV per una trazione completamente elettrica fino a 140 km/h; l’Auto Hybrid, che gestisce automaticamente in modo ottimizzato l’interazione tra motore termico ed elettrico; la Battery Hold per conservare l’energia elettrica per utilizzi successivi.
Il sistema di recupero dell’energia, derivato direttamente dai modelli full electric Audi, permette una frenata elettroidraulica sofisticata.
Equilibrio tra prestazioni e dinamica di guida
Il motore elettrico gestisce autonomamente le decelerazioni lievi (le più frequenti), mentre quelle più intense coinvolgono progressivamente anche l’impianto frenante tradizionale. Il picco di recupero energetico raggiunge i 43 kW di potenza elettrica.
L’Audi A3 allstreet TFSI e accelera da 0 a 100 km/h in 7,4 secondi con una velocità massima di 225 km/h.
In modalità puramente elettrica, la vettura può raggiungere i 140 km/h, coprendo efficacemente la maggior parte degli scenari di utilizzo urbano ed extraurbano.
La coppia motrice di 350 Nm rimane costante in un ampio arco di utilizzo, da 1.500 a 4.000 giri/min, garantendo riprese brillanti e una guida fluida in ogni condizione.
Il DNA All-Terrain
Il crossover urbano Audi si distingue per l’assetto rialzato di 30 mm rispetto alle varianti Sportback e Sedan. In questo modo l’accessibilità è migliore e la posizione di guida dominante.
La ripartizione dei pesi segue un rapporto ottimizzato 55/45 tra avantreno e retrotreno, favorita dal posizionamento strategico della batteria sotto il pianale.
Le sospensioni beneficiano di una taratura specifica per la versione allstreet, mentre lo sterzo progressivo a servoassistenza e demoltiplicazione variabili garantisce precisione e piacere di guida superiori.
Sistemi di ricarica avanzati
L’Audi A3 allstreet TFSI e supporta la ricarica rapida in corrente continua (DC) fino a 50 kW, permettendo di portare la batteria dal 10% all’80% in meno di 30 minuti.
Invece, per la ricarica domestica, il sistema AC da 11 kW completa il rifornimento in 2 ore e 30 minuti.
L’integrazione con il network Audi charging, attivo in 29 Paesi europei con oltre 890mila punti di ricarica (55mila in Italia), facilita significativamente l’utilizzo quotidiano del veicolo con tariffe personalizzate e un unico contratto.
Equipaggiamenti e tecnologie di bordo
La dotazione tecnologica dell’Audi A3 allstreet TFSI e è completa, con schermo da 12,3 pollici per la strumentazione digitale e sistema di navigazione MMI plus con MMI touch, che propone suggerimenti per le destinazioni in base a tragitti precedenti, tenendo conto anche delle condizioni del traffico.
Si tratta di un infotainment in grado di apprendere le abitudini di utilizzo di chi guida l’auto.
Completano l’offerta lo smartphone interface, ricarica wireless, Audi sound system da 180 Watt e pacchetto sicurezza completo con assistenti alla guida avanzati.
Gli allestimenti disponibili (Business, Business Advanced e Identity Contrast) offrono configurazioni progressive che soddisfano diverse esigenze di personalizzazione e dotazione.
Tanti punti di forza tecnologici e di qualità
L’Audi A3 allstreet TFSI e rappresenta indubbiamente un punto di riferimento nel segmento dei crossover urbani plug-in premium. Infatti, eccelle in efficienza energetica e autonomia elettrica, integrazione tecnologica avanzata, qualità costruttiva tipicamente Audi, versatilità d’uso e praticità quotidiana, prestazioni bilanciate e piacere di guida. L’unico aspetto che potrebbe rappresentare una limitazione per alcuni clienti particolarmente esigenti è la piattaforma MQB su cui è basato il modello, ormai non più recentissima.
La decisione di utilizzarla si riflette in alcuni elementi a vista, come le dimensioni del display dell’infotainment che, pur essendo decisamente funzionale, è meno “generoso” rispetto agli standard più recenti del segmento premium. Tuttavia, questa scelta architettonica ha probabilmente permesso di ottimizzare i costi di sviluppo e mantenere un posizionamento di prezzo competitivo.
Listino e allestimenti
A proposito di prezzi… con un listino che parte da 50.900 euro, l’Audi A3 allstreet TFSI e si posiziona strategicamente nel suo segmento. Infatti, offre un rapporto qualità-prezzo interessante per un prodotto che non ha competitor diretti nel suo specifico segmento di crossover urbano plug-in compatto.
Il mix motorizzazioni previsto per la gamma A3 allstreet (50% Diesel TDI, 35% Benzina TFSI, 15% Plug-in TFSI e) indica come la variante ibrida ricaricabile si rivolga ancora soltanto a una clientela attenta all’innovazione tecnologica e soprattutto alla sostenibilità ambientale, ma non al grande pubblico che molti costruttori speravano di conquistare.
Un modello di riferimento
L’Audi A3 allstreet TFSI e si conferma come una proposta matura e convincente nel panorama della mobilità sostenibile premium.
La combinazione di tecnologie avanzate, efficienza energetica superiore e versatilità d’uso ne fanno un modello di riferimento per chi cerca un crossover urbano plug-in senza compromessi.
La Casa tedesca dimostra ancora una volta la capacità di interpretare le esigenze del mercato contemporaneo, mantenendo i valori di qualità, prestazioni e piacere di guida che caratterizzano i modelli Audi.
Come ormai tradizione, dopo ogni GP di Formula 1 il nostro Ottavio Daviddi ci delizia coi sui voti ai protagonisti del GP del Canada.
Mercedes: 10 e lode
Una grande prova corale, una crescita costante.
E’ presto per dire se la direttiva tecnica sulle ali (da Barcellona) e quella sui controlli del fondo (appena entrata in vigore) abbiano cambiato i valori in pista, dando slancio alla Mercedes e togliendolo alla McLaren, a Montreal fuori dal podio.
Di certo, nel GP del Canada George Russell (voto 10) è stato superlativo, autore della pole e di una vittoria mai stata in discussione.
Ma l’Italia dei motori può gioire per il primo italiano a podio da 16 anni, ovvero baby Antonelli (18 anni e 4 mesi, terzo più giovane pilota a riuscirci).
Kimi è stato felino al via su Piastri (e ce ne vuole di carattere, conoscendo la freddezza dell’australiano), poi sempre in controllo.
Davvero eccellente, non resta che incrociare le dita e augurarci che stia nascendo una stella.
Il pubblico di Montreal lo ha eletto, a forza di ovazioni, uomo nuovo della Formula 1.
Max gioca la sua partita con fare sornione, continua a dire – e tutti continuano a dire assieme a lui – che quest’anno non ci sono possibilità iridate, ma intanto non si lascia sfuggire nessuna occasione.
Peccato che la Red Bull proprio non riesca a venire a capo del problema del secondo pilota, Tsunoda (che a malapena è rimasto a galla, voto 6) non riesce a stare in scia all’olandese, anche tartassato dalla mano pesante (forse troppo) dei giudici.
Nel GP del Canada, la Mercedes è stata aiutata da temperature asfalto più alte di quelle attese, condizioni che la McLaren invece soffre.
Ma non si immagini una McLaren lenta, i tempi sul giro erano pressoché gli stessi della Mercedes, ma né Piastri né Norris avrebbe potuto attaccare Russell.
Tuttavia è chiaro che i riflettori non sono tanto sulla prestazione in sé – il risultato permette comunque a Piastri di allungare il suo vantaggio in classifica – quanto sul botto tra i due piloti.
O meglio: l’australiano dai nervi di ghiaccio non ha fatto altro che gestire la sua posizione, voto 10.
Nel paddock circola voce che la posizione di Fred Vasseur sia a rischio, lui incolpa i media, atteggiamento oggettivamente demodé nel mondo dell’iper informazione di oggi.
Meglio restare ai dati: questo 2025 è deludente sotto ogni aspetto, il risultato di Montreal è di nuovo mediocre.
Certo, la Ferrari è seconda nel campionato, ma come ammette Vasseur (quando non se la prende con “certa stampa italiana”) in Canada sono stati commessi troppi errori.
Le prestazioni della SF25 a tratti lasciano ben sperare, ma solo a tratti.
Ah, se solo si potesse infondere un po’ dello spirito di Le Mans anche alla Scuderia…
Alonso, invitato via radio a non esagerare con il piede destro, manda risposte al vetriolo: “Queste sono le gare, non stiamo facendo dei test”.
Ma la verità è che nel GP del Canada la Aston Martin manda segni di risveglio, mentre Fernando rispolvera il feeling e la voglia di lottare (voto 8); Lance Stroll (voto 5) è sui suoi livelli consueti.
Sauber: 7
La Binotto-Car continua a raccogliere punti, esaltando il veterano Hulkenberg (voto 7) più che Bortoleto (voto 5.5).
Haas: 7
Ancora un piazzamento, bene Ocon (voto 6) e bene anche Bearman (voto 6).
Williams: 5
Tutto male con Albon (senza voto), un po’ meglio con Sainz (che chiude decimo).
Ma lo spagnolo rimane in crisi: voto 6.
Alpine: 5
Gasly parte dal fondo e non combina molto (voto 5), Colapinto (voto 6) non malissimo (meglio in qualifica, a dire il vero).
Racing Bulls: 5
Meno brillanti di altre volte, i torelli di Faenza.
Lawson (voto 5) non si vede (e si ritira pure), Hadjar (voto 5) quest’anno ha fatto di meglio.
Pirelli: 7
La temperatura più alta manda in crisi molte squadre, tanti anticipano il primo pit.
Ma alla fine il bilancio della Casa italiana resta positivo.
Il GP del Canada visto da Mario Isola, Direttore Motorsport Pirelli
“Una gara tiratissima dall’inizio alla fine, basti pensare che la classifica al momento della neutralizzazione vedeva i primi cinque racchiusi in meno di sette secondi quando mancavano solamente quattro giri da percorrere prima della bandiera a scacchi”.
“Dal punto di vista della strategia, la doppia sosta si è confermata la più veloce, con la Hard come la mescola più performante”.
“Il pit-stop singolo è stato possibile ma, onestamente, è stata un’opzione percorribile da chi partiva nella seconda parte della griglia e aveva meno da perdere”.
“Chi invece era nelle prime file ha potuto spingere in tutti gli stint dando così vita ad una corsa molto intensa, con delle differenze anche molto marcate nella lunghezza degli stint e nella successione dell’utilizzo delle mescole”.
“La gomma più performante è stata la Hard, sulla quale peraltro avevamo pochi dati a disposizione visto che venerdì nelle libere l’ha utilizzata solamente la Sauber, mentre la Medium probabilmente ha sofferto un po’ le temperature più elevate rispetto alla prima giornata”.
“Questo era il terzo weekend dell’anno con la C6. Chiaramente, analizzeremo con grande attenzione i dati raccolti qui per valutare se e come utilizzarla ancora nel prosieguo della stagione dopo la pausa estiva”.
“Anche qui abbiamo visto che la differenza di prestazione assoluta fra la nuova arrivata e la C5 è relativamente piccola – fra un decimo e un decimo e mezzo – ma, come avevamo previsto ieri, la possibilità di avere una gamma più ampia ci ha permesso di offrire alle squadre un ventaglio di opzioni strategiche più grande”.
“Onestamente, senza avere la C6 a disposizione, qui avremmo dovuto portare la stessa terna del 2024 (C3, C4 e C5) e, con tutta probabilità, avremmo assistito ad una gara molto più lineare e con una sola sosta ai box”.
“Infine, lasciatemi dire che, da italiano, sono stato molto felice di vedere sul podio un nostro connazionale”.
“È la prima volta che accade da quando Pirelli è tornata in Formula 1 nel 2011 e, curiosamente, l’ultima volta che un italiano si è classificato fra i primi tre con una vettura equipaggiata coi nostri pneumatici si è verificata proprio qui a Montreal nel 1991 (Stefano Modena secondo con una Tyrrell-Honda, dietro Nelson Piquet, anch’egli gommato Pirelli ma con una Benetton-Ford)”.
“La nostra stagione proseguirà la prossima settimana con un importante test dedicato allo sviluppo delle gomme da bagnato per il 2026: grazie alla collaborazione della Ferrari potremo usufruire della Pista di Fiorano, dove gireranno Zhou Guanyu il 19 giugno e Charles Leclerc il 20”.
Dopo cinque anni alla guida del Gruppo Renault, Luca De Meo annuncia le sue dimissioni.
Il manager italiano lascerà la carica di CEO il 15 luglio 2025, uscendo da un’azienda profondamente trasformata, preparandosi a nuove sfide, forse nel mondo del lusso.
La notizia, attesa da alcuni osservatori del settore, è stata confermata oggi sia dal comunicato ufficiale dell’azienda sia da fonti stampa che riportano indiscrezioni (poi sembra confermate) su un possibile futuro in Kering, il colosso francese del lusso proprietario di marchi come Gucci, Bottega Veneta e Balenciaga.
Una trasformazione radicale in cinque anni
Nominato CEO nel 2020, in piena crisi pandemica e in un momento critico per Renault, De Meo ha avviato un piano di profonda ristrutturazione noto come “Renaulution”.
Tra i risultati più tangibili il ritorno alla redditività operativa dopo anni di risultati deludenti, il rilancio del marchio Alpine come laboratorio tecnologico e sportivo, l’accelerazione sulla transizione elettrica con l’ampliamento della gamma E-Tech e la riorganizzazione dell’offerta per una maggiore competitività, anche grazie a Dacia e Mobilize.
Sotto la sua guida, Renault ha lanciato nuovi modelli come la Mégane E-Tech Electric, il nuovo Scenic elettrico, senza dimenticare la Renault 5 e l’Alpine A290, vetture dell’anno 2025.
Inoltre, ha rafforzato le sinergie interne grazie a una struttura più agile e focalizzata sull’efficienza industriale.
Le parole del presidente e quelle del protagonista
Nel comunicato ufficiale, il presidente del consiglio d’amministrazione Jean-Dominique Senard ha elogiato De Meo per aver “riportato Renault su basi solide” e aver guidato l’azienda “verso una nuova fase di crescita”.
De Meo, da parte sua, ha dichiarato: “Abbiamo ottenuto risultati che molti ritenevano impossibili. Lascio un’azienda trasformata, pronta per affrontare il futuro”.
Un futuro nel lusso?
Secondo quanto riportato da diverse fonti, tra cui Le Figaro e Repubblica, De Meo sarebbe in trattativa avanzata per un ruolo ai vertici di Kering, notizia in seguito confermata.
La notizia sorprende, ma non troppo. Il profilo di de Meo – economista, poliglotta, appassionato di design e comunicazione – si adatta bene anche a un settore come quello del lusso, in cui branding, innovazione e visione globale sono centrali.
Nel corso della sua carriera, De Meo ha ricoperto ruoli chiave in Renault, Fiat, Volkswagen e Seat. È noto per aver lanciato la Fiat 500 nel 2007 e per aver modernizzato l’immagine di Seat, portandola a una nuova fase di crescita anche grazie al lancio del brand Cupra.
Che succede ora in Renault?
Il consiglio di amministrazione ha già avviato il processo di successione, attingendo a un piano già definito.
Nonostante l’uscita di scena del suo CEO, Renault appare solida. La ristrutturazione è stata compiuta, il portafoglio prodotti è competitivo e l’organizzazione è pronta ad affrontare le prossime sfide del mercato, inclusa la decarbonizzazione entro il 2040.
Se è vero che non esiste gara più leggendaria di Le Mans, allora sul traguardo non può che esserci un’altra leggenda come Ferrari. Un’equazione che piace agli dei dell’Olimpo, e che si è ripetuta per la terza volta di fila in tre anni, portando la poderosa 499P numero 83 di Yifei Ye ad imporsi nell’edizione numero 93 della più massacrante gara di durata che ci sia.
Il capolavoro di Robert Kubica
Oltre a Yifei Ye, pilota cinese classe 2000 con un passato nella Formula 4 francese e nell’Euroformula Open, ad alternarsi al volante della 499P in livrea Giallo Modena del team “AF Corse” anche Phil Hanson e Robert Kubica, pilota polacco quarantenne a cui è toccato l’onore di transitare sotto la bandiera a scacchi, momento clou di una carriera da incorniciare che l’ha visto trionfare nei rally e nella F1.
Una gara vietata ai deboli di cuore
Le cronache raccontano di una gara epica che ha racchiuso i primi quattro classificati in meno di trenta secondi: una manciata di tempo risultato decisivo nella sfida a due fra le vetture Made in Maranello e le Porsche #6, fra le poche avversarie a permettersi il lusso di impensierire i piloti Ferrari, con l’equipaggio formato dal trio Campbell, Vanthoor ed Estre costretto sul secondo gradino del podio.
499P: lei è leggenda
Ma a Le Mans, quarta prova del FIA WEC 2025, la bandiera a scacchi premia anche la 499P numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, teezi sul podio prima di un’altra vettura ufficiale della AF Corse affidata ad Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen.
Come accennato, il successo del team Ferrari rappresenta la terza vittoria consecutiva sul “Circuit de La Sarthe” dopo i successi del 2024 (con Fuoco, Molina e Nielsen), e quella ancora precedente del 2023, con Pier Guidi, Calado e Giovinazzi, una tripletta che consacra alla storia anche la Ferrari 499P, sport prototipo spinta da un powertrain ibrido che abbina un V6 con bancate a 120° e doppio turbocompressore da 2994 cc ad un motogeneratore elettrico sistemato sull’assale posteriore da 200 kW, al cambio attuale 272 CV.
Secondo il regolamento, grazie al filotto delle tre vittorie di fila, Ferrari conquista il diritto di conservare per sempre il Trofeo della 24 Ore, con il numero di successi che sale a quota 12 conquistati fra il 1949 ed il 2025.
Anche una Kawasaki 500 tra i ciclomotori e motociclette protagoniste da Aste Bolaffi.
Domani 16 giugno alle 15:30 presso lo Spazio Bolaffi di Corso Verona 34/D a Torino sarà ‘battuta’ anche questa Kawasaki 500 H1/D del 1973.
E’ uno dei 129 lotti tra cui moto di ogni tipo ed epoca, inclusi numerosi ‘progetti di restauro’ in grado di soddisfare ogni collezionista e budget, protagonisti dell’asta di Ciclomotori e motociclette.
La moto si presenta in condizioni non perfette ma buone per un restauro conservativo.
E’ infatti completa di tutte le parti, tranne il manubrio che è stato sostituito con Tomaselli aftermarket più basso e comunque coerente con l’epoca della moto.
La Kawasaki 500 H1/D nasceva con un singolo disco che in questo caso è stato raddoppiato, secondo un aggiornamento tecnico coerente con l’anno della moto.
Anche se la Kawasaki 500 per antonomasia è la Mach III (H1) arrivata in Italia nel 1969 e prodotta, nella sua forma più classica in 2 serie (H1 e H1/A).
La H1/B ebbe l’importante modifica del freno a disco anteriore.
La H1/D si inserisce nel filone stilistico nato con la 750 Mach IV (H2), caratterizzata dalla sella con un codino e dagli scarichi rialzati.
L’erogazione della coppia motrice, rispetto alle prime serie, fu resa più fluida.
Il telaio ebbe diversa inclinazione della forcella e il forcellone più lungo per rendere la moto più stabile alle alte velocità.
All’asta di Ciclomotori e Motociclette si può partecipare in presenza, online o telefonicamente.