martedì 28 Aprile 2026 - 14:48:30

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Sharing Historic Car Knowledge: a scuola di storia dell’ingegneria

Sharing Historic Car Knowledge

Miki Biasion, Emanuele PirroMike Robinson, Sergio Limone e Vittorio Roberti, questi gli ospiti della quarta edizione di Sharing Historic Car Knowledge.

Promosso dalla Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, con il sostegno della Camera di commercio di Torino, di ACI Automobile Club d’Italia e ACI Storico, il progetto sta coinvolgendo anche quest’anno alcune tra le più importanti scuole superiori e università italiane.

Un appuntamento formativo di altissimo profilo cui hanno aderito Politecnico di TorinoIEDIAAD e i principali istituti tecnici e professionali a indirizzo meccanico e automobilistico.

E’ stata un’occasione concreta per far conoscere agli studenti il patrimonio tecnico e culturale dell’auto sportiva storica direttamente attraverso la voce dei suoi protagonisti.

Sharing Historic Car Knowledge

Il progetto ha già coinvolto oltre 1.400 studenti

Il percorso unisce teoria e pratica, passato e futuro, cultura progettuale e passione sportiva.

Il cuore del programma è rimasto lo stesso: l’incontro diretto tra studenti e i grandi nomi del mondo dei motori, che in un ciclo di lezioni e workshop affrontano temi che vanno dalla progettazione al design, dalla competizione all’innovazione tecnologica.

Monica Mailander Macaluso, Presidente della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica:

“Con Sharing Historic Car Knowledge siamo particolarmente soddisfatti di offrire ai ragazzi un’esperienza formativa autentica ed emozionante, che li metta in contatto diretto con la storia e con chi questa storia l’ha scritta”.

“Crediamo che il passato dell’automobile possa diventare un potente strumento di ispirazione per costruire il futuro: per questo, ogni incontro è pensato come un’occasione per trasmettere passione, motivazione, competenza e cultura del progetto.”

Significativo, in questa edizione, il dialogo intergenerazionale proposto da Emanuele Pirro, cinque volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, insieme al figlio Goffredo, ingegnere in Formula 2, che ha coinvolto gli studenti del Politecnico in un confronto sulla collaborazione tra piloti e ingegneri.

Non meno rilevante l’appuntamento con i designer di Stellantis, giunti dalla sede di Vézelay (Francia) per un workshop negli spazi della Fondazione, che ha offerto agli studenti dello IED un’opportunità di confronto diretto con chi oggi disegna il futuro della mobilità.

Novità che si affiancano ai professionisti già protagonisti delle precedenti edizioni di Sharing Historic Car Knowledge come Mike Robinson, designer automotive di grande successo, Vittorio Roberti e Sergio Limone.

Il programma continuerà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti, che vedranno tra i protagonisti i designer di Pininfarina e Miki Biasion, due volte campione del mondo rally, in un calendario pensato per offrire agli studenti non solo conoscenze teoriche, ma anche occasioni di confronto, ispirazione e orientamento.

Anche in questo quarto ciclo di incontri, la Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica mette a disposizione di tutti i partecipanti non solo la propria collezione di vetture ma anche l’officina meccanica specializzata nel loro restauro e mantenimento.

Un progetto che continua a crescere e a generare valore, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il senso profondo del lavoro, della passione e dell’ingegno che animano la grande tradizione dell’auto sportiva.

Sharing Historic Car Knowledge

Gruppo Dumarey entra a far parte del marketplace SDVerse

Gruppo Dumarey

Il Gruppo Dumarey, leader nello sviluppo e nella produzione di sistemi di propulsione e veicoli, ha annunciato oggi di aver aderito a SDVerse.

Una mossa strategica che sottolinea il più ampio impegno di Dumarey verso la trasformazione digitale, l’innovazione e la sostenibilirà.

L’importanza di SDVerse

Utilizzando il primo marketplace B2B dell’industria automotive dedicato al software, Dumarey presenterà la sua offerta di software a una rete globale di acquirenti del settore automotive.

Inoltre, partecipando al marketplace SDVerse, Dumarey avrà anche accesso a soluzioni collaudate che accelerano il time-to-market.

Il Gruppo Dumarey per la mobilità

L’azienda belga, che ha una sede anche a Torino, è leader industriale e tecnologico globale specializzato in sistemi avanzati di propulsione e veicoli per i settori automobilistico, marittimo, ferroviario ed energetico.

L’azienda sviluppa e produce motori ad alte prestazioni, sistemi per veicoli, trasmissioni e soluzioni per combustibili alternativi, compreso l’idrogeno.

Sul marketplace SDVerse, Dumarey parteciperà sia come acquirente sia come venditore.

Potrà così acquisire componenti software fondamentali e presentare le proprie soluzioni proprietarie a un ecosistema più ampio di OEM e fornitori di primo livello.

Giorgio Bianchi, responsabile vendite e gestione programmi Dumarey Softronix presso Gruppo Dumarey:

“Siamo entusiasti di entrare a far parte di SDVerse sia come acquirenti che come venditori”.

“Questa collaborazione ci consente di accedere a una gamma più ampia di tecnologie software all’avanguardia, condividendo al contempo le nostre risorse e capacità software con un pubblico più vasto”.

“Si tratta di un passo avanti nella nostra mission di fornire soluzioni di mobilità intelligenti e sostenibili”.

Prashant Gulati, CEO di SDVerse:

“Il Gruppo Dumarey ha una comprovata esperienza nello sviluppo di sistemi innovativi per powertrain e veicoli”.

“La loro decisione di entrare a far parte di SDVerse riflette un più ampio cambiamento nel settore verso la digitalizzazione dell’approvvigionamento, lo sblocco della modularità del software e la riduzione dei costi di sviluppo”.

“La partecipazione di Dumarey rafforza il potere di un mercato condiviso, dove i principali innovatori possono scoprire, valutare e collaborare con una velocità e una trasparenza senza precedenti”.

Ammortizzatori pneumatici Sachs da ZF Aftermarket

ammortizzatori pneumatici sachs
Immagine ©ZF

L’aumento dei veicoli equipaggiati con sospensioni pneumatiche ha fatto crescere la domanda di ricambi che ZF Aftermarket può soddisfare con una gamma completa di ammortizzatori pneumatici Sachs.

Prodotti secondo gli standard OE, questi componenti garantiscono il comportamento di guida originale e possono essere installati facilmente grazie al loro design plug-and-play, che include tutti gli accessori di montaggio necessari.

Oggi, circa dieci milioni di veicoli sulle strade europee sono equipaggiati con sistemi di sospensioni pneumatiche.

Questa tecnologia porta con sé diversi nuovi componenti che necessitano di essere sostituiti, come la molla pneumatica stessa o, quando combinata con un ammortizzatore, l’intero montante pneumatico.

ammortizzatori pneumatici sachs
Gli ammortizzatori pneumatici Sachs corrispondono ai componenti OE in termini di qualità, funzionalità e precisione di montaggio. Immagine ©ZF

Facilità di montaggio e qualità OEM

Gli ammortizzatori pneumatici Sachs sono prodotti secondo le specifiche OE e garantiscono la pressione di esercizio definita dai costruttori di veicoli.

Assicurano inoltre un’installazione ‘plug-and-play’ e sono forniti completi di tutti gli accessori necessari, incluso il supporto superiore.

Sono completamente compatibili con i sistemi di controllo elettronico del rispettivo veicolo, consentendo funzioni di adattamento automatico dell’altezza da terra e lo smorzamento adattivo.

Ammortizzatori pneumatici Sachs per vetture premium

ZF Aftermarket offre già 22 codici di ammortizzatori pneumatici Sachs per diversi modelli quali:

  • Audi Q7,
  • Porsche Cayenne,
  • VW Touareg.

Nei prossimi mesi, la gamma sarà estesa ad applicazioni per Mercedes-Benz e Land Rover.

Gli ammortizzatori pneumatici Sachs combinano molla pneumatica e ammortizzatore in un singolo componente avanzato, ottimizzando spazio e funzionalità.

I sensori monitorano continuamente le condizioni stradali, i livelli di carico e i movimenti del veicolo, mentre un’unità di controllo elabora questi segnali per regolare le forze di smorzamento ogni due millisecondi attraverso una valvola proporzionale.

Questo assicura che lo smorzamento sia regolato dinamicamente per adattarsi alle condizioni di guida e migliorare controllo, stabilità e comfort.

Abbey Road Studios, dagli studi dei Beatles alla Volvo

La modalità di ascolto Abbey Road Studios Mode debutta sulla Volvo EX90

C’è un indirizzo a Londra, dove ogni giorno si raduna una folla di turisti e appassionati: dopo le foto di rito all’esterno, il “pellegrinaggio” si conclude con l’attraversamento delle leggendarie strisce pedonali, come Paul, George, John e Ringo nell’iconica copertina dell’omonimo album del 1969, undicesimo della loro carriera folgorante.

Sono gli Abbey Road Studios, al numero 3 dell’omonima via nell’elegante quartiere di St. John’s Wood, dove non c’è muro, cartello o albero che non sia ricoperto di firme, dediche e messaggi. Ma se gli Abbey Road Studios sono entrati nella leggenda della musica, il motivo non sono solo i Beatles, quanto piuttosto una fama conquistata nell’ambiente musicale internazionale per l’altissima professionalità dei tecnici e la grande qualità nelle fasi di registrazione.

Altro che semplice entertainment

È esattamente quel suono unico, distintivo e artigianale, figlio di echi, spazi e riverberi creati attraverso tecnologie sofisticate e altre legate al passato ma ancora oggi insostituibili, che Volvo ha cercato una nuova via per la dotazione entertainment delle proprie vetture. Così, “Abbey Road Studios” è diventata una modalità di ascolto basata su una tecnologia audio che riproduce fedelmente l’atmosfera unica del più leggendario studio di registrazione al mondo.

Annunciata lo scorso anno, la Abbey Road Studios sarà disponibile, gratuitamente tramite un aggiornamento over-the-air che verrà rilasciato nelle prossime settimane, su tutte le Volvo EX90 dotate del sistema audio Bowers & Wilkins High Fidelity Audio opzionale.

Photo: Abbey Road Studios

Sviluppata da Bowers & Wilkins in collaborazione con gli studios londinesi, questa tecnologia prende ispirazione dagli spazi acustici distintivi dello studio e dall’impronta sonora delle apparecchiature utilizzate da artisti e tecnici del suono per creare alcuni degli album più apprezzati della storia della musica, trasformati per l’occasione in un’esperienza di ascolto unica a bordo di EX90.

“Utilizziamo la tecnologia per migliorare la vita quotidiana di chi guida le nostre auto, per questo è con grande soddisfazione che introduciamo la modalità Abbey Road Studios nella Volvo EX90 – ha dichiarato Anders Bell, Chief Engineering & Technology Officer di Volvo Cars – l’aggiunta di questa esperienza unica al mondo è un ottimo esempio di come riusciamo a offrire più valore ai nostri clienti attraverso aggiornamenti over-the-air semplici ed efficienti”.

Abbey Road, la via dove è nata la musica

L’elegante edificio in stile georgiano, acquistato dalla “EMI” nel 1929, si presenta al mondo con una registrazione della “London Symphony Orchestra” diretta da Edward Elgar, ma la svolta arriva con la nascita dello “Studio 2”, specializzato nel rock, genere che allora si stava imponendo ovunque, e certificato nel 1957 dalla presenza di Cliff Richard and The Drifter.

Photo: Abbey Road Studios

È per questo che nel 1962, il produttore George Martin convince i Beatles a incidere negli studi Emi. Nello Studio 2, i “Fab Four” registreranno il 90% della loro produzione, ma a garantire la leggenda agli studi contribuiranno anche i Pink Floyd, che fanno altrettanto con i loro lavori fino al celebre album del 1975, “Wish You Were Here”.

Negli anni successivi le star non mancano, e dal numero 3 di Abbey Road ski alternano artisti come Queen, Spandau Ballet, Rolling Stones, Simple Minds, Police, Iron Maiden, U2, Oasis, Coldplay, Deep Purple ed Amy Winehouse, solo per citarne alcuni. Tante anche le colonne sonore uscite dagli Studios londinesi: “Guerre stellari”, “il Signore degli anelli”, “Braveheart” ed Eyes Wide Shut”, giusto per citare qualcosa.

Nuova Ligier JS50: ideale per la città

Per gli appassionati di automobilismo degli anni ’60-’80, il nome Ligier evoca sensazioni che spaziano dalla nostalgia al grande coraggio imprenditoriale.

Così come Brabham e McLaren, emulando Enzo Ferrari, si sono cimentati come costruttori realizzando auto sportive e da competizione che portavano il loro nome, negli anni ’60 Guy Ligier, campione di motociclismo e pilota di Formula 1 francese, iniziò a progettare e produrre le proprie auto sportive, destinate sia alla pista che alla strada.

Un’avventura umana e tecnologica che porterà il team a costruire fra gli anni ’70 e fino agli anni ’80 più di 20 monoposto di Formula 1 (per chi era adolescente o studente universitario in quegli anni – come lo scrivente – come non ricordare il periodo delle prese d’aria a periscopio di cui la Ligier F.1 era iconica?).

Negli anni ’80 Guy Ligier diversificò l’attività prima verso la produzione di cabine per trattori e poi ai quadricicli leggeri unendo le proprie forze con la Microcar e producendo la sua prima LIGIER, la  JS 4.

Una tradizione proseguita negli anni e che oggi si chiama JS50.

nuova ligier js50

La nuova Ligier JS50

Nella splendida cornice offerta dalla città di Torino sulla riviera sul fiume Po, abbiamo potuto prendere contatto e provare la gamma della nuova Ligier JS 50.

Per la cronaca, da appassionati quali siamo, ci teniamo a ricordare che anche con la JS50 prosegue il tributo a Jo Schlesser, sfortunato pilota e grande amico di Guy Ligier.

La Ligier JS50 2025, si presenta completamente rinnovata: è un prodotto che nasce dell’esperienza sportiva di alto livello di Ligier e dai 30 anni di sviluppo tecnologico  di Microcar, un collaborazione tecnica mirata a  soddisfare una domanda specifica in continua evoluzione.

nuova ligier js50

Il design è accattivante, rivisitato con elementi stilistici esterni e interni  ispirati a veicoli importanti e con dotazioni tecnologiche inedite per il segmento delle microcar.

Disponibile sia in versione Diesel, equipaggiata con il nuovo motore REVO D+ Euro 5+ di 499 cm3, sia in versione 100% elettrica che assicura un comfort superiore, sicurezza e connettività anche per i più giovani.

La si può guidare già dai 14 anni con il patentino AM (per le L6 che ha una  velocità massima di 45 km/h, come la JS50 Diesel) e patente B1 per le L7e  (solo elettrica che raggiunge i  75 km/h).

I colori disponibili sono per la nuova JS50 sono:

  • Bianco Ghiaccio,
  • Bianco Perla,
  • Grigio Asfalto,
  • Rosso Toledo,
  • Blu Odissea,
  • Blu Reef,
  • Nero Intenso,
  • Grigio Grafite,
  • Verde Velvet.

I prezzi partono da 14.990 euro  per la JS50 Diesel. Le versioni elettriche vanno  da 16.390 euro fino a 24.990 euro per la top di gamma L7.

 Come è fatta la nuova Ligier JS50

Le dotazioni di serie sono di alto livello: fari Full LED, interni con tablet da 10”, CarPlay/Android Auto, ricarica wireless, casse audio Pioneer; a richiesta servosterzo e climatizzatore (in base all’allestimento).

Le dimensioni esterne esprimono compattezza e la configurazione dell’abitacolo abitabilità e versatilità: 2.974 mm, 1.499 mm e 1.500 mm rispettivamente per lunghezza, larghezza e altezza rappresentano la sintesi dimensionale ideale per la mobilità urbana.

Il raggio di volta di 4,5 metri, coadiuvato dal servosterzo elettrico, permette manovre facili e la versatilità interna è favorita dalla notevole capacità di carico pari a suoi 471 litri di bagagliaio, un valore al top della categoria.

La versione Diesel è equipaggiata da un motore monocilindrico da 499 cm3, evoluzione REVO D+ Euro 5+, più efficiente e meno inquinante rispetto alle versioni precedenti.

nuova ligier js50

E’ stato prodotto e ingegnerizzato per ridurre al minimo consumi, vibrazioni e rumorosità, anche a freddo; potenza 6 kW (8,16 CV) a 2.250 giri/min e una coppia di  27 Nm; le emissioni di NOx sono state abbattute di ben 16 volte, mentre quelle di particolato si sono ridotte di 5 volte: un notevole risultato  possibile grazie a un processo di combustione più efficiente e all’adozione del sistema di post-trattamento dei gas di scarico tecnologicamente evoluto EATS (Exhaust After Treatment System) che comprende un catalizzatore di ossidazione (DOC), un filtro anti-particolato (DPF) e un modulo SCR con AdBlue (serbatoio da 5 litri).

Consuma poco, quasi niente

I  consumi sono contenuti in 3,0 l/100 km che con un serbatoio da 17 litri consente un’autonomia di oltre 500 km.

La  versione 100% elettrica è fornita con due motorizzazioni: la L6 Extended da 8,28 kWh (2 batterie) ha un’autonomia fino a 123 km secondo il ciclo WMTC (World Motorcycle Test).

La versione L7 High Performance da 12,42 kWh (3 batterie) ha un’autonomia di 192 km secondo il ciclo WMTC.

Il caricabatterie di bordo veicolo permette una ricarica di 2 kW/ora, e il quadriciclo si ricarica in 4 o 6 ore con una comune presa di casa.

La variante BEV, rappresenta una risposta concreta ed evoluta alla crescente domanda di minicar comode, sicure, tecnologiche ed efficienti: nella conferenza stampa ci hanno reso noto della crescente sensibilità della clientela adulta per questa versione della Ligier JS50.

Interessante e innovativo il telaio che è un monoblocco in alluminio con rinforzi strutturali e sospensioni MacPherson all’anteriore.

I quattro freni a disco di serie (ant: 220 mm/ post: 180 mm), con pinze freno flottanti (rosse di serie su tutti gli allestimenti) contribuiscono ad aumentare la già elevata sicurezza attiva del veicolo.

Le dimensioni degli pneumatici  vanno da 145/80 R13 B  fino a 165/60 R16 B.

La prova su strada

Muoverci a Torino ha consentito di valutare in marcia le qualità da cittadina della nuova Ligier JS50, sia nella versione Diesel, più orientata ai giovanissimi, sia nella versione BEV  più trasversale.

Saliti a bordo ci hanno  sorpreso innanzi tutto la buona visibilità diretta e il senso di comfort, fattori tali da farci dimenticare che eravamo  in un una minicar!

La qualità percepita in marcia e la dotazione di bordo sono buone e si viaggia  in modo piacevole.

Chiaramente le aspettative vanno calibrate alla tipologia di veicolo e, per la versione Diesel, anche se  le vibrazioni sono state drasticamente attenuate rispetto alle versioni precedenti, i limiti fisiologici di un monocilindrico a gasolio non possono essere neutralizzati completamente.

nuova ligier js50

Se l’NVH della diesel ha qualche riserva, la driveability e il disimpegno risultano piacevoli in città per la notevole coppia e la maneggevolezza.

Il comfort & ride sono adeguati anche se a nostro avviso si sentono in modo netto le (inevitabili) asperità stradali; buona la  frenata, sicura in manovre di emergenza e piacevole nei rallentamenti in cui si percepisce il regain.

Con la versione BEV (elettrica) le riserve di NVH sono superate e la combinazione di fluidità di conduzione, comfort interno, disimpegno e  maneggevolezza sono esaltate.

In conclusione  sarà per la silenziosità, le percezioni oggettive (e forse per l’età dello scrivente), ma fra le due versioni, peraltro entrambe azzeccate, quella BEV ci sembra più rispondente alle esigenze di una mobilità urbana attuale che sempre più necessita di veicoli piccoli, leggeri  e poco energivori per rispettare l’ambiente.

Una visione strategica della mobilità intelligente che alla Ligier, con la nuova JS 50, hanno saputo concretizzare.

Testo di Francesco Forleo.

Nuova Nissan Leaf: in arrivo la terza generazione

Punta su design, autonomia (ai vertici della categoria) e tecnologie avanzate per una guida totalmente connessa la nuova Nissan Leaf.

Nel 2010, Nissan Leaf ha rappresentato il primo reale tentativo di introdurre un’auto elettrica sul mercato europeo, e come tale si può dire abbia lanciato una ‘provocazione’ tra i ‘favorevoli’ e i ‘contrari’ all’elettrico’.

Finora sono state vendute 700.000 Nissan Leaf.

Nuova Nissan Leaf: vera alternativa al termico?

Scarsa autonomia e bassa velocità di ricarica sono i punti sui quali si fonda la propaganda anti-elettrico.

Questi sono, in effetti, gli aspetti fondamentali che non devono essere tracurati, piiché vanno a cambiare abitudini acquisite in oltre un secolo di dominio dei powertrain endotermici.

Nissan Leaf risponde con autonomia fino a 604 km, velocità di ricarica fino a 417 km in 30 minuti.

nissan leaf

Piattaforma e design

Realizzata sulla piattaforma modulare CMF-EV – la stessa di Nissan Ariya – la nuova LEAF adotta sospensioni MacPherson sull’asse anteriore e multi-link sul posteriore.

La nuova Nissan Leaf è stata disegnata presso il Global Design Studio Nissan di Atsugi, in Giappone, con l’obiettivo di contenere il coefficiente di resistenza aerodinamica, che risulta infatti di soli 0,25.

Maniglie delle portiere a filo, linea del tetto filante, sottoscocca chiuso e piatto sono stati gli elementi chiave per raggiungere questo risultato.

Le dimensioni esterne compatte, adatte alla guida urbana, e gli interni spaziosi, ergonomici e realizzati con materiali premium indicano la vocazione di vettura da famiglia.

Il bagagliaio offre 437 litri di spazio di carico VDA; è previsto il montaggio di supporti al tetto per l’installazione di barre trasversali.

Sette colori per gli esterni, tra cui l’esclusivo turchese LEAF – Luminous Teal, e rivestimenti interni disponibili in nero o bianco con accenti viola.

Tra le opzioni citiamo cerchi in lega da 18 pollici con pneumatici 195 sulla versione base, cerchi in lega da 18 pollici con pneumatici 215 sulla versione intermedia e cerchi in lega da 19 pollici con pneumatici 235/45R19 sulla versione top di gamma.

Capacità di ricarica

La nuova Nissan Leaf è offerta con due opzioni di batteria:

Batteria

Capacità

Autonomia (WLTP)

Standard

52kWh

Fino a 436km*

Estesa

75kWh

Fino a 604km*

 

*I dati dichiarati sono in attesa di omologazione

La ricarica rapida in corrente continua può essere effettuata con potenza erogata fino a 150 kW. Sempre secondo i dati in via di omologaizone, in autostrada a 130 km/h l’autonomia è di 330 km.

nissan leaf

Quanto sopra grazie al sistema intelligente di gestione termica della batteria – che garantisce una ricarica rapida e costante in un ampio intervallo di temperature – che funziona in tandem con il navigatore Route Planner di Google Maps.

La simbiosi fra i due sistemi permette di identificare le stazioni di ricarica lungo il percorso e di impostare e mantenere la temperatura ottimale per la ricarica.

Con un adattatore opzionale, la porta di ricarica V2L esterna può erogare fino a 3,6 kW di potenza elettrica per alimentare dispositivi esterni di piccole e medie dimensioni, come bollitori, luci portatili o griglie elettriche.

La nuova LEAF è compatibile con la tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G), che consentirà in futuro di reimmettere l’energia immagazzinata nella rete elettrica.

Assistenza per una guida sicura

Tra le tante tecnologie innovative di assistenza alla guida installate a bordo della nuova Nissan Leaf citiamo:

  • ProPILOT Assist con Navi-link, che mantiene la vettura all’interno della corsia e alla distanza di sicurezza dal veicolo che precede; legge i segnali stradali e adatta automaticamente la velocità ai limiti indicati; acquisisce i dati dal navigatore e regola la velocità nelle curve o sulle rampe autostradali.
  • e-Pedal Step e frenata rigenerativa regolabile, che garantiscono una guida comoda fluida utilizzando un solo pedale. I livelli di rigenerazione sono regolabili tramite leve al volante o automaticamente tramite il sistema Intelligent Distance Control, che adatta la rigenerazione in base alle condizioni del traffico.
  • Around View® Monitor, che tramite quattro telecamere perimetrali riproduce sul display centrale dell’Infotainment una vista dall’alto a 360° della vettura, è stato migliorato con la funzione 3D, che oltre alla vista dall’alto permette di selezionare singolarmente una delle 8 viste tra anteriore, posteriore, le 2 laterali e quelle dei 4 angoli della vettura, per individuare con maggiore dettaglio eventuali ostacoli non visibili in fase di manovra.
  • telecamera frontale che riproduce le immagini delle ruote anteriori e la porzione di strada circostante. Questo permette manovre precise in luoghi stretti, in presenza di cordoli, gradini o dissuasori stradali in cemento evitando possibili danni a ruote e carrozzeria.
  • cruise control intelligente,
  • sistema di assistenza al mantenimento della corsia,
  • sistema di monitoraggio del conducente.

nissan leaf

 Tecnologia per la connessione

La nuova LEAF offre un’ampia gamma di funzioni intuitive, molto utili nella vita di tutti i giorni, come ad esempio:

  • Suite di Google integrata, che permette di accedere ai servizi Google Maps, Assistant e Play Store direttamente dagli schermi da 14,3 pollici.
  • Comandi vocali per navigatore, climatizzatore e dispositivi multimediali.
  • app NissanConnect Services per interagire da remoto con la vettura e verificare lo stato della batteria, gestire la ricarica, regolare la temperatura dell’abitacolo, pianificare un viaggio sul navigatore e molte altre funzioni.
  • BOSE® Personal® Plus con anche un altoparlante integrato nel poggiatesta del conducente per isolare le indicazioni del navigatore e le notifiche del cellulare indirizzandole solamente al guidatore, consentendo ai passeggeri di ascoltare la musica senza interruzioni.
  • Aggiornamenti over-the-air e accesso unificato alle piattaforme di infotainment e mobili.

Prodotta nel Nissan EV36Zero a Sunderland

La nuova LEAF sarà realizzata nello stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito, uno degli impianti di produzione più avanzati d’Europa e pilastro fondamentale del progetto Nissan EV36Zero, l’Electric Vehicle Hub che darà vita al primo ecosistema EV completamente integrato al mondo, per la produzione di veicoli elettrici, batterie ed energia rinnovabile.

Arnaud Charpentier, Region Vice President, Marketing & Mobility, Nissan AMIEO:

“Con la nuova LEAF, offriamo un veicolo elettrico che unisce design elegante, autonomia straordinaria, sicurezza e il meglio dell’innovazione Nissan nel segmento”.

“Siamo entusiasti di vedere al più presto la terza generazione di questa iconica vettura sulle strade europee”.

Gli ordini di nuova Nissan Leaf partiranno nell’autunno 2025, con le prime consegne previste per la primavera del 2026.

Utrecht e Renault guidano la rivoluzione V2G

Renault e Mobilize protagoniste nel car-sharing V2G di Utrecht - foto © Renault

Giugno 2025 è un mese importante per Utrecht.

Infatti, il Comune olandese questo mese è diventata la prima città in Europa a lanciare un innovativo servizio di car sharing basato su tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G).

Il progetto – chiamato “Utrecht Energized” – non è soltanto un’iniziativa per promuovere la mobilità elettrica condivisa, ma rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma nel rapporto tra veicoli e rete elettrica.

Promosso da Mobilize (Renault Group), in collaborazione con We Drive Solar, MyWheels e l’amministrazione comunale di Utrecht, il servizio integra nella quotidianità urbana un principio fino a oggi più teorico che pratico.

Le auto elettriche non sono solo utenti della rete, ma possono diventarne parte attiva, immagazzinando e restituendo energia quando serve.

Come può un veicolo alimentare la rete

La tecnologia Vehicle-to-Grid consente ai veicoli elettrici di interfacciarsi con la rete in maniera bidirezionale, attraverso infrastrutture e software intelligenti.

“Utrecht Energized” intende essere un cambio di paradigma nel rapporto tra veicoli e rete elettrica – foto © Renault

In pratica, quando l’auto è parcheggiata e collegata a una colonnina compatibile, può restituire parte dell’energia immagazzinata nella batteria, soprattutto nei momenti di maggiore richiesta energetica.

Il progetto di Utrecht utilizza delle Renault 5 E-Tech 100% elettriche, equipaggiate con caricabatterie AC bidirezionali e collegate alla rete tramite infrastruttura sviluppata da We Drive Solar.

Il cuore del sistema è un software di gestione energetica (EMS) che comunica con la rete elettrica locale, tenendo sotto controllo in tempo reale domanda, disponibilità e prezzi dell’energia.

Sulla base di questi dati, il sistema decide quando è più efficiente caricare le auto – per esempio quando c’è abbondanza di energia solare – e quando invece conviene scaricarle per fornire energia alla rete.

L’architettura alla base del car sharing V2G

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è proprio la tecnologia che ne permette il funzionamento. È stata progettata per essere interoperabile, scalabile e sicura.

Le Renault 5 (elettriche) condivise non solo si ricaricano, ma restituiscono energia alla rete – foto © Renault

I principali componenti sono i veicoli V2G-ready, come Renault 5, e in futuro anche Renault 4, Megane e Scenic E-Tech, che integrano caricabatterie AC bidirezionali.

E poi le colonnine smart installate da We Drive Solar, capaci di comunicare secondo il protocollo ISO 15118-20, lo standard di riferimento per la comunicazione tra veicolo e infrastruttura in ambito V2G.

Infine, le piattaforme software che agiscono da “aggregatori” e coordinano i flussi energetici, ottimizzano l’uso della rete e garantiscono la sicurezza dei dati trasmessi.

Questo ecosistema tecnologico consente la gestione intelligente dei cicli di carica e scarica, con un’attenzione particolare al degrado delle batterie, uno dei temi più delicati in ambito V2G.

Le strategie adottate evitano cicli profondi o scariche prolungate, minimizzando l’impatto sul ciclo di vita delle celle e massimizzando invece i benefici in termini economici e ambientali.

I numeri del progetto e la visione per il futuro

Nella fase iniziale, 50 Renault 5 E-Tech sono già operative a Utrecht, prenotabili tramite la piattaforma di car sharing MyWheels.

Entro la fine del 2025 la flotta di Renault 5 E-Tech sarà estesa a 500 veicoli abilitati – foto © Renault

Entro la fine del 2025 la flotta sarà estesa fino a 500 veicoli abilitati V2G, rendendo Utrecht il primo esempio concreto in Europa di mobilità elettrica condivisa integrata in una smart grid urbana.

I vantaggi di questa soluzione sono molteplici. Dal punto di vista energetico, le auto parcheggiate possono contribuire alla stabilizzazione della rete locale, assorbendo energia in eccesso (per esempio da impianti solari fotovoltaici) restituendola nei momenti di picco.

Questo approccio riduce la necessità di impianti di accumulo statici e consente una gestione più flessibile e resiliente della domanda energetica urbana.

Impatti ambientali, economici e replicabilità

L’aspetto forse più interessante è la scalabilità del modello.

Utrecht può essere il primo esempio di una lunga serie di città europee ad alto tasso di rinnovabili, dove la mobilità elettrica non è solo un’alternativa “green” all’auto privata, ma diventa parte attiva del sistema energetico cittadino.

Dal punto di vista economico, il car sharing V2G consente di generare nuove entrate per gli operatori della mobilità, ridurre i costi dell’energia per gli utenti e ottimizzare gli investimenti in infrastrutture.

Quello di Utrecht è un progetto ambizioso tra Mobilize, MyWheels e We Drive Solar – foto © Renault

Anche i costi legati all’eventuale degrado delle batterie risultano sostenibili, se bilanciati da incentivi e da una gestione intelligente dei cicli di utilizzo.

Naturalmente, ci sono ancora sfide aperte, dalla necessità di aggiornare i regolamenti e le tariffe di rete, all’adozione uniforme degli standard tecnici a livello europeo.

Ma il segnale lanciato da Utrecht è chiaro: la transizione energetica e quella della mobilità possono e devono procedere insieme.

Un modello per le città europee del futuro

Utrecht Energized” non è un esperimento ma un progetto concreto, in funzione, che unisce tecnologia, sostenibilità e collaborazione tra pubblico e privato.

È la dimostrazione che, con le giuste condizioni, il V2G può uscire dai laboratori e diventare un pilastro della mobilità elettrica intelligente, rendendo le città europee più pulite, efficienti e indipendenti dal punto di vista energetico.

Renault, attraverso la sua divisione Mobilize, conferma così il suo impegno a guidare l’evoluzione non solo dell’auto, ma dell’intero ecosistema energetico.

Il futuro dell’auto non è solo elettrico, ma è connesso, integrato e utile alla rete.

L’iniziativa di Utrecht può diventare un modello per altre città europee – foto © Renault

Mercedes CLE 180: la sportiva che non rinuncia al comfort

Mercedes torna con un grande classico: la coupé di prestigio che coniuga il comfort di una classe E con le linee slanciate di un’elegante due porte. Un tempo a listino la Casa della Stella aveva più di un modello figlio di questa filosofia, dalla CLK arrivata a cavallo tra gli Anni ’90 e i Duemila alle varie Classe E e Classe S coupé. Oggi questo tipo di vetture si concentra sulla sola CLE, che rappresenta una sorta di riuscita sintesi di tutti i modelli del passato.

Il modello attuale ha una lunghezza di 4,85 metri, una larghezza di 1,86 metri e un’altezza di 1,43 metri. L’auto, che ha un passo di 2,87 metri, garantisce una buona abitabilità anche per i 2 passeggeri posteriori, che hanno parecchi centimetri per le gambe e che non si devono sacrificare neanche in altezza, potendo sfruttare una seduta abbastanza bassa. L’auto, grazie alla coda particolarmente lunga, gode anche di un buon vano bagagli, che regala un volume di carico di 420 litri.

Classica fuori, grazie a linee pulite e proporzioni impeccabili, la Mercedes CLE accoglie gli occupanti in un ambiente moderno e curato. La presenza di un grande monitor da 12”3 dietro al volante per la strumentazione digitale e di un generoso touchscreen centrale da 11”9 (posizionato verticalmente) rendono l’abitacolo particolarmente attuale e ben si sposano con elementi più “classici” come le bocchette dell’aria circolari o le forme sinuose di certi rivestimenti.

Per quanto riguarda l’infotainment, l’auto è dotata di tecnologa di trasmissione dati 5G, consente l’integrazione con numerose app di terze parti, ha tutte le connessioni con i dispositivi esterni e ha anche l’assistente vocale evoluto che risponde alle domande se chiamato con l’ormai storico comando “Hey Mercedes”.

Mercedes CLE: il powertrain ibrido a 48 volt

La Mercedes CLE è disponibile in numerose varianti meccaniche, con le più cattive che arrivano a scaricare a terra anche 381 CV (stiamo parlando della CLE 450). Ma per apprezzare l’idea che ha portato alla nascita di questa vettura non è necessario andare forte. Anzi, con versioni più “tranquille” si gode appieno della guida in souplesse, magari su strade panoramiche e magari al tramonto, con la luce giusta a illuminare il paesaggio. Ma prima di parlare delle doti dinamiche di questa elegante 2 porte, vediamo cosa ospita sotto il cofano.

La versione 180 della CLE che abbiamo provato è spinta da un classico 2 litri (in realtà la cilindrata dice 1.999 cc) a 4 cilindri da 170 CV. Il propulsore a benzina fa parte di uno schema mild Hybrid in cui la componente elettrica a 48 volt fornisce un ulteriore potenza di 23 CV. L’auto, che ha una coppia complessiva di 250 Nm, adotta una trasmissione automatica a 9 rapporti chiamata Speedshift MCT AMG. Rappresenta la versione evoluta della storica 7G-Tronic. Il cambio automatico non ospita al suo interno l’unità elettrica come accade normalmente. Il motore elettrico è separato e trasferisce coppia direttamente all’assale posteriore, con una maggiore prontezza di risposta alla pressione dell’acceleratore. Il tutto si traduce in uno scatto da 0 a 100 in 8”9 e in una velocità massima di 225 km/h.

Mercedes CLE: come va

La Mercedes CLE esprime un concetto di coupé tutto suo. Sportiva, ma senza esagerare, non si limita però certo a vestire con una carrozzeria due porte. Prima di tutto a livello di assetto. Completamente rivisto e 15 mm più basso, per regalare maggiore dinamismo tra le curve. Lo schema sospensivo è raffinato (MacPherson davanti, mutilino dietro) e, volendo, si può scegliere anche il Dynamic Body Control con regolazione attiva degli ammortizzatori, diversa taratura dello sterzo, che diventa più diretto e reattivo, e le quattro ruote sterzanti (fino a 2,5 gradi). Una scelta forse consigliabile sulle motorizzazioni dalle prestazioni maggiori più che su questa “180”, la cui dote principale è la fluidità senza forzature.

Il motore spinge bene sin dai bassi regimi e la progressione è regolare. Il cambio, dal canto proprio, asseconda le necessità del conducente e interpreta correttamente il ritmo tenuto. Il comfort è garantito anche dall’ottima insonorizzazione e dell’assenza di fruscii aerodinamici.

Alla voce consumi, infine, le sorprese non mancano. I valori omologati secondo il ciclo WLTP dicono 6,5 litri per 100 km sul misto e, viaggiando ad andature turistiche, non ci si discosta di molto da questo valore. Il trip computer, al termine della nostra prova, indicava 7,3 l/100 km.

CUPRA Terramar 1.5 Hybrid DSG 150 CV – “Born to pleasure”

Secondo l’autorevole pensiero di Coco Chanel, “Per essere insostituibili bisogna essere unici”. Un principio che in qualche modo, anche se seguendo percorsi mentali diversi, Cupra ha deciso di sposare a piene mani fin dall’inizio della sua carriera solista, nel 2018.

Risultato: è onestamente difficile non distinguere una vettura del marchio spagnolo in mezzo al traffico, vuoi per le tinte carrozzeria, vuoi per i dettagli, vuoi per un design unico, ma una Cupra non somiglia ad altro se non a sé stessa.

E di questi tempi, in cui per distinguere un Suv da un altro serve una solida preparazione di base, non è affatto poco.

Sorella della Formentor, da cui si distacca per una manciata di cm – è lunga 451, larga 186 e alta 158, contro i 445 di larghezza e 152 di altezza della prima – la Cupra Terramar nasce sulla stessa piattaforma di VW Tiguan e Audi Q3 (la MQB Evo), per allargare l’offensiva della gamma Suv-crossover da segmento C, habitat naturale del marchio.

Una linea nervosa

In compenso, con il più recente restyling estetico alla sorellina somiglia parecchio, specie nei coreografici gruppi ottici anteriori a Led divisi in triangoli che ricordano da vicino il puntatore del cannone al plasma di “Predator”.

Un dettaglio in più che incornicia un frontale aggressivo, con due nervature che attraversano il cofano per intero trascinando il logo ancestrale di “Cupra” al centro del campo visivo.

Sia chiaro: siamo su livelli altissimi di design e scelte stilistiche in cui diventa chiaro che nulla è lasciato al caso e l’attenzione è stata maniacale su ogni più piccolo dettaglio.

Le nervature frontali più esterne si allungano attraversando una fiancata in cui la parte di carrozzeria prevale per dare l’idea della robustezza.

Si arriva al fondo, dove i Led formano una linea unica che taglia in due l’ampio portellone, con un lunotto che al netto del design non sarebbe stato male avere di dimensioni leggermente più grandi, su cui sporge uno spoiler.

La capacità del bagagliaio della Cupra Terramar parte da 540 per arrivare a 642 litri.

Travel lounge

Eleganti, raffinati, con materiali ricercati e il solito gusto di saper piazzare dettagli che fanno la differenza, come la sofisticata illuminazione interna e le frecce d’emergenza – ad esempio – che riprendono il lampeggio anche sul lungo arco luminoso che segue a filo l’andamento del parabrezza.

Dotata del Cupra Virtual Cockpit da 10,25”, con sistema infotainment “Immersive” di Sennheiser con display touch da 12,9” a 6 altoparlanti, Full link wireless Apple Car Play e Android Auto, 4 porte USB-C, climatronic tri-zona, sistema di riscaldamento da remoto, tetto panoramico apribile a scorrimento elettrico.

La sicurezza Adas è assicurata dai sensori di parcheggio anteriori e posteriori, frenata di emergenza con rilevamento pedoni e ciclisti, riconoscimento segnali stradali, chiamata di emergenza e-Call, volante multifunzione racing

Sotto al cofano della Cupra Terramar

Sotto il cofano un 4 cilindri 1.5 turbo benzina a iniezione diretta con elettrificazione mild-hybrid da 48 Volt, con 150 CV e 250 Nm di coppia massima.

La trazione è anteriore, mentre il cambio è un DSG a doppia frizione con 7 marce.

Quanto basta per coprire da 0 a 100 in 9,3 secondi e toccare i 205 km/h di velocità massima.

Tutto il piacere della guida

Il setting sportivo (-10 mm), in combinazione con le sospensioni anteriori MacPherson e posteriori Multilink, lo sterzo progressivo e il servofreno elettrico, hanno permesso una distribuzione dei pesi che si sente nel confort di marcia, con notevole precisione dello sterzo, resistenza laterale e uscita di curva impeccabile.

La prova completa sul numero di agosto-settembre di AutoTecnica

BMW XM Label, potenza assoluta ed esclusività a braccetto

La nuova XM Label 2025 è la BMW M più potente di sempre - foto © BMW

BMW ridisegna il vertice della propria gamma ad alte prestazioni.

La nuova BMW XM Label diventa l’unica variante della XM con motore V8 elettrificato, mentre la più “piccola” BMW XM 50e prosegue invariata con la sua architettura a sei cilindri.

In pratica il V8 elettrificato resta protagonista della gamma, ma con nuove opzioni di personalizzazione – e una ricarica AC potenziata a 11 kW.

Insomma, un cambio di rotta strategico che rafforza l’identità di un modello pensato per chi cerca prestazioni estreme, esclusività e una personalizzazione senza compromessi.

Il debutto ufficiale della rinnovata XM Label è avvenuto il 14 giugno 2025, in occasione della 24 Ore di Le Mans.

La BMW M più potente di sempre

Cuore pulsante della XM Label è il sistema M HYBRID, composto da un motore V8 biturbo da 4.4 litri (430 kW – 585 CV) e un’unità elettrica da 145 kW (197 CV) integrata nel cambio automatico M Steptronic a otto rapporti. La potenza complessiva di 550 kW (748 CV) e 1.000 Nm di coppia la rendono la BMW M di serie più potente mai costruita.

BMW per questo modello dichiara 0–100 km/h in 3,8 secondi con una velocità di punta di 250 km/h (290 km/h con M Driver’s Package), un’autonomia elettrica (WLTP) fino a 76 km e un consumo medio combinato (WLTP) di 2,3 l/100 km e 33,7 kWh/100 km. Le emissioni di CO₂ sono pari a 53 g/km e la classe CO₂ è G con batteria scarica, B nel combinato.

Novità per esterni e interni

BMW aggiorna la XM Label anche sul piano stilistico, mantenendo il carattere del SUV ma aggiungendo nuove opzioni BMW Individual, tra cui la vernice Frozen Tanzanite Blue metallic, la griglia M con contorno nero lucido, una nuova Welcome Light Animation e cerchi di serie da 22” bicolore, opzionali da 23” neri.

Gli interni diventano ancora più esclusivi con l’introduzione di nuove finiture in pelle in tre tonalità: Night Blue con dettagli dedicati, Black con inserti in Vintage Coffee Brown e Silverstone con superfici interne nere.

Tutti i rivestimenti includono di serie cuscini comfort coordinati, per elevare il comfort a bordo.

Ricarica più rapida, fino a 11 kW in AC

La BMW XM Label aggiornata introduce un significativo miglioramento nella Combined Charging Unit, che ora supporta la ricarica AC trifase fino a 11 kW, riducendo drasticamente i tempi di ricarica rispetto al passato. Questa evoluzione rafforza la vocazione “ibrida plug-in” del modello, rendendolo ancora più versatile nell’uso quotidiano.

Un debutto in grande stile

La presentazione ufficiale è avvenuta a Le Mans, dove la XM Label ha condiviso la scena con la BMW M Hybrid V8 iscritta al FIA WEC 2025.

A rafforzare il connubio tra arte e tecnologia, BMW ha collaborato con Carl Cox, celebre DJ e produttore britannico, per trasformare i suoni della XM in un’esperienza audio unica, dove il basso del V8 diventa un battito ritmico che esprime l’anima del marchio.

Lusso e performance

In italia la BMW XM Label è offerta a partire da 185.600 euro, la BMW XM 50e (sei cilindri PHEV) da 137.500 euro.

Con il suo V8 elettrificato, prestazioni da supersportiva e un’estetica personalizzabile in ogni dettaglio, la BMW XM Label si conferma non solo come la BMW più potente di sempre, ma anche come un’auto iconica in grado di fondere lusso, performance ed efficienza in un’unica, inconfondibile presenza su strada.

Il propulsore eroga 550 kW (748 CV) e ha 1.000 Nm di coppia – foto © BMW

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