sabato 25 Aprile 2026 - 11:18:09

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Honda Prelude: viva il coupé (per ora solo in Giappone)!

honda prelude

Dotata di un sistema ibrido e:HEV avanzato, un’esclusiva Honda, la nuova Prelude, come indica il nome, anticipa i futuri modelli sportivi nell’era dell’elettrificazione.

C’è ancora mercato per un coupé

Muso basso e affilato, linee della carrozzeria morbide ma espressive, esaltano un assetto basso e largo che evoca un senso di guida dinamica.

Il design dei fari esprime una luce multifunzione a forma di ala con strisce finemente modellate che salgono verso l’esterno, nonché la luce adattiva e la luce attiva in curva, che migliorano la visibilità durante la guida notturna.

La linea del tetto fluida e pulita è senza modanatura grazie all’uso della tecnologia di brasatura laser e all’adozione di un’antenna stampata su vetro.

La meticolosa attenzione ai dettagli si esprime anche con le maniglie delle porte esterne a filo e una griglia cromata nera.

honda prelude

Interno ‘asimmetrico’

Spazio e confort, non solo per il conducente ma anche per il passeggero anteriore, si esprimono nei sedili anteriori progettati in modo diverso per soddisfare esigenze separate.

Il sedile del conducente è sagomato per tenerlo saldamente in posizione, per la guida sportiva, quello del passeggero offre comfort insieme alla giusta sensazione di essere avvolti.

Il powertrain

La nuova Prelude è il primo modello equipaggiato con l’esclusivo sistema ibrido Honda e:HEV con tecnologia Honda S+ Shift.

Il sistema Honda S+ Shift emula un cambio virtuale a 8 rapporti.

Non c’è il tradizionale cambio meccanico; il sistema controlla con precisione il numero di giri del motore durante l’accelerazione e la decelerazione per ottenere una risposta diretta e una sensazione di cambio marcia nitida, come se il veicolo fosse dotato di un sistema di cambio a gradini.

Il sistema Active Sound Control (ASC) migliora la qualità del suono del motore offrendo un suono potente e sincronizzato con il numero di giri attraverso il sistema di altoparlanti.

Occhio ai consumi

La nuova Prelude presenta per la prima volta tra i veicoli Honda un nuovo Coasting Control, che consente al veicolo di decelerare come se fosse in folle.

Ad esempio, quando il conducente rilascia l’acceleratore in anticipo mentre si avvicina a un semaforo rosso, spostando il selettore di decelerazione su (+) mentre si trova nella posizione “D (drive)”, si allevierà il carico del conducente di dover utilizzare sia l’acceleratore che il freno.

La Prelude è dotata di tre modalità di guida distintive: Sport, GT e Comfort.

In combinazione con il comando Honda S+ Shift, che accentua le caratteristiche specifiche di ciascuna modalità, i conducenti possono godere di sei esperienze di guida distintive.

Inoltre, è disponibile anche una modalità “Individual”, che consente al conducente di personalizzare le impostazioni in sei aree: powertrain, sterzo, sospensioni, display del contatore, suono del motore e cruise control adattivo, per godersi la guida con il proprio stile personalizzato.

Per ora la Prelude è in vendita solo sul mercato giapponese.

Volvo detta il ritmo per l’acciaio verde

Volvo acciai
Volvo ha siglato un accordo per l'acciaio riciclato con SSAB, leader mondiale nella produzione di acciai - foto © Volvo

Alla vigilia della IAA Mobility 2025, il tema dell’acciaio verde torna al centro del dibattito sulla transizione sostenibile dell’industria automobilistica.

Una nuova indagine condotta da Transport & Environment (T&E) in collaborazione con il network “Lead the Charge” ha messo sotto la lente 18 costruttori globali.

Ne ha valutato trasparenza, obiettivi e concretezza delle azioni per decarbonizzare la filiera dell’acciaio.

Dal verdetto emerge che Volvo è il costruttore più avanti rispetto alla concorrenza, con performance quattro volte superiori alla media di settore, mentre gli avversari mostrano un significativo ritardo nell’allinearsi agli standard della neutralità climatica.

Volvo, il benchmark della filiera acciaio

Secondo l’indagine Volvo non si limita a dichiarazioni di principio.

Infatti, pubblica dati modellati sulle emissioni CO₂ legate alla sua filiera acciaio, aderisce all’iniziativa SteelZero, e ha fissato l’ambizioso obiettivo di avere il 50% di acciaio a basse emissioni di carbonio su ogni nuovo veicolo entro il 2030.

In termini industriali, significa integrare nella produzione sia acciaio primario decarbonizzato (proveniente da processi con idrogeno verde o alimentati da energie rinnovabili) sia acciaio secondario riciclato, riducendo drasticamente la dipendenza dai tradizionali altoforni a carbone.

L’affanno di Mercedes, BMW e Volkswagen

Sempre secondo l’indagine, la fotografia per i costruttori tedeschi è meno brillante.

Mercedes-Benz si piazza seconda, grazie a contratti con produttori di acciaio low-carbon come Stegra, ma resta indietro su trasparenza e quote effettive di acciaio verde impiegato.

BMW ha annunciato di voler portare il riciclo d’acciaio al 50% entro il 2030, ma ha ridimensionato l’impegno, applicandolo al complesso dei materiali secondari e non più al solo acciaio.

Volkswagen rimane in coda, con nessuna strategia chiara, obiettivi poco definiti e scarsa trasparenza.

Per un Paese, la Germania, che ha fatto della qualità ingegneristica il proprio marchio di fabbrica, il divario con Volvo su un tema tanto centrale rischia di tradursi in perdita di competitività e leadership.

Gli altri player che inseguono

La top 5 è completata da Tesla, GM e Ford.

Tesla rimane l’unico costruttore a rendere pubblici i dati completi delle emissioni Scope 3 legate alla filiera acciaio.

Ford e GM hanno fissato target chiari per l’uso di acciaio riciclato e a basse emissioni mentre – sempre secondo T&E e Lead the Change – Stellantis resta nella parte bassa della classifica con meno del 3% degli standard benchmark soddisfatti.

Normative e prospettive europee

Il rapportodi T&E non si limita a fotografare lo stato dell’arte, ma propone una roadmap regolatoria per accelerare la transizione.

Entro il 2030 è necessario utilizzare il 40% di acciaio verde, quota che deve diventare il 75% entro il 2035 e il 100% entro il 2040.

Inoltre, viene proposta una quota obbligatoria del 30% di acciaio riciclato entro il 2030, accompagnata da un label europeo per l’acciaio verde, così da aumentare la trasparenza e consentire confronti chiari tra costruttori.

Il futuro passa dall’acciaio

La mobilità elettrica ha già ridotto drasticamente le emissioni allo scarico, ma la vera sfida ora si gioca dietro le quinte della produzione.

Decarbonizzare l’acciaio significa non solo abbattere le emissioni industriali, ma anche assicurare all’Europa un ruolo guida nel mercato globale dell’automotive sostenibile.

Se Volvo mostra che cosa sia tecnicamente ed economicamente fattibile, la domanda diventa inevitabile: riuscirà l’industria tedesca a recuperare terreno o lascerà che la leadership passi definitivamente in mani scandinave e americane?

Alla IAA Mobility di quest’anno, il messaggio è chiaro: il futuro non si costruisce più con acciaio grigio, ma con acciaio verde.

“CASI-NO”, la campagna di bonus anti-burocrazia di BYD

C’è un pizzico di malcelata ironia indirizzata verso gli incentivi statali decisi dal Governo italiano, nella campagna promozionale lanciata da “BYD”, uno dei marchi cinesi in maggior crescita nel nostro Paese.

Nelle pastoie della burocrazia italiana

Accompagnata da intere pagine di giornale in cui campeggia la domanda “Casino o Casinò?”, ironizzando sulla lotteria delle prenotazioni, una delle più recenti declinazioni della burocrazia che finisce per penalizzare chi vuole realmente passare all’elettrico, la campagna “CASI-NO Incentivi Statali” nasce con l’obiettivo di semplificare e velocizzare la sostituzione dei veicoli più inquinanti in favore di quelli a zero emissioni.

Fino a 10mila euro di bonus

L’iniziativa prevede, in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 5, un bonus economico concesso da BYD che può arrivare fa 10.000 euro sull’acquisto di un nuovo modello del brand, nelle versioni elettriche o ibride plug-in DM-i.

Con questo programma, spiega il comunicato stampa, “BYD offre una risposta concreta a chi vuole passare a una mobilità più sostenibile, senza doversi scontrare con la complessità dei tradizionali incentivi pubblici né con limitazioni legate al reddito o all’area di residenza. L’obiettivo è chiaro: semplificare la scelta di una nuova vettura e rendere l’accesso al bonus immediato e senza ostacoli”.

Voce del verbo semplificare

Un’iniziativa lanciata rendendo l’intero processo semplice, trasparente, aperto a tutti, libero da intoppi burocratici, semplice e rapido. “La rottamazione diventa così un’opportunità concreta di risparmio, senza prenotazioni obbligatorie, senza il rischio di fondi esauriti, senza esclusioni dovute a requisiti restrittivi e senza ulteriori processi approvativi da parte di enti terzi”, aggiunge il comunicato.

Per spingere la campagna, BYD ha creato una campagna già presente sulla stampa italiana e a breve in onda anche sui canali televisivi, rivolta tanto a clienti privati quanto a imprese individuali.

Audi Concept C: il ritorno della TT (ma per ora è solo un concept)

Audi torna alle linee essenziali, alle superfici pulite e, in buona sostanza, a far trionfare il design nella sua accezione più classica.

La Casa dei quattro anelli ha svelato Audi Concept C, sportiva a due posti full electric che incarna la nuova filosofia di design dei quattro anelli e apre la strada al futuro.

Un processo che riprende quello applicato allo sviluppo della TT che conosciamo, anch’essa erede di un concept Avus, presentata al Salone di Tokyo del 1991 con lo stesso scopo, quello di tracciare la strada stilistica delle Audi verso il nuovo secolo.

audi concept c
Immagine ©Audi AG

Essenzialità tendente al minimalismo

Questo è fulcro della nuova filosofia di design Audi.

L’inedito volto del Brand è caratterizzato da una cornice verticale che reinterpreta l’heritage del marchio e da un’inedita firma luminosa a quattro elementi.

La configurazione del tetto abbina la versatilità di una roadster alla purezza delle linee tipica di una carrozzeria monolitica in stile coupé.

audi concept c
Immagine ©Audi AG
Immagine ©Audi AG

Ai materiali di alta qualità si accompagnano dettagli votati al minimalismo.

Massima essenzialità anche in abitacolo, così da scongiurare distrazioni.

Un obiettivo cui contribuiscono i comandi tattili forieri di un’esperienza straordinariamente intuitiva.

Davanti ricorda la Auto Union Type C del 1936

C’è un po’ della mitica Auto Union Type C del 1936 e della terza generazione di Audi A6 (2004) nel frontale della Audi Concept C.

Immagine ©Audi AG

L’abitacolo si sviluppa verso il retrotreno, mentre il tettuccio rigido retrattile a comando elettrico costituisce una prima assoluta per una roadster Audi.

Caratterizzato da una struttura a due elementi, consente di abbinare la versatilità di una vettura open air alla pulizia delle linee tipica di una carrozzeria monolitica in stile coupé.

Al retrotreno, la purezza delle forme si accompagna alla muscolarità delle svasature orizzontali.

Immagine ©Audi AG

Audi Concept C introduce una nuova firma luminosa a quattro elementi orizzontali. Una soluzione condivisa dai gruppi ottici anteriori e posteriori, in grado di rendere immediatamente riconoscibile la vettura.

La verniciatura nella tinta “Titanium”, calda e coinvolgente, trae ispirazione dalla lucentezza dell’omonimo metallo, emblema di leggerezza e resistenza.

Interni: comandi tattili e purezza delle forme

Gli interni sono caratterizzati da superfici nette, architettoniche e geometricamente studiate per garantire eccellente abitabilità per entrambi gli occupanti.

Il guidatore lievemente disassato verso il centro vettura.

audi concept c
Immagine ©Audi AG

Realizzati in alluminio anodizzato, i comandi fisici garantiscono l’esperienza tattile che ci si aspetta da un veicolo legato alla tradizione.

Il volante è il l’ emblema della precisione costruttiva che da sempre è la bandiera dell’Audi, insieme alla tecnologia.

L’illuminazione dell’ambiente, di tipo indiretto, si avvale di gradazioni naturali che vanno a sottolineare la nitidezza delle forme.

Tecnologia: il design sposa la funzionalità

La tecnologia deve favorire il progresso, senza divenire dominante.

Il display e il concept dei comandi di Audi Concept C seguono questa filosofia.

Lo schermo centrale da 10,4 pollici fornisce informazioni rilevanti in modo estremamente intuitivo in ogni situazione.

audi concept c
Immagine ©Audi AG

Audi Concept C: il design del domani spiegato da Massimo Frascella, Chief Creative Officer

In futuro, Audi si concentrerà su ciò che conta maggiormente: un’inconfondibile combinazione di essenzialità, tecnicità, intelligenza ed emozione.

Ce lo spiega Massimo Frascella, da circa un anno a Ingolstadt e fortemente coinvolto nel nuovo corso stilistico della Casa tedesca.

Cosa rappresenta questa nuova filosofia di design per il futuro del Brand?

La nostra vision è una call to action per tutta l’Azienda ed è cruciale per rendere il Brand, ancora una volta, marcatamente distintivo”.

“È la filosofia alla base di ogni decisione che prendiamo e miriamo ad applicarne i principi a tutti i livelli organizzativi. La definiamo “The Radical Next”.

Dunque il design non è più mero creatore di forme ma anche forza motrice?

Esattamente! Interpretiamo il design nel senso più ampio. Il nuovo approccio abbraccia ogni aspetto dell’esperienza Audi”.

“Vogliamo dare forma a un Brand capace d’ispirare il desiderio e generare un impatto culturale”.

Immagine ©Audi AG

“All’avanguardia nella tecnica” resterà il manifesto Audi

Vorsprung durch Technik rimarrà un elemento centrale del Brand?

Assolutamente sì. Negli Anni ‘80, quando l’Audi 100 quattro risalì il celebre trampolino per il salto con gli sci di Kaipola, in Finlandia, il Vorsprung durch Technik era emblema di progresso tecnologico e volontà di rendere possibile l’impossibile”.

“Per Audi la tecnologia è un mezzo per progredire, non un fine in sé”.

“Non vogliamo né nascondere né mettere in mostra il Vorsprung: dovrebbe ispirare senza essere dominante”.

“Per Audi la tecnologia è un dato di fatto, discreta eppure funzionale e presente proprio là dove il Cliente la desidera”.

“È una parte senza soluzione di continuità dell’esperienza di Brand”.

Immagine ©Audi AG

TT una parte rilevante della storia Audi

Audi TT ha estimatori in tutto il mondo. Sembra che tu abbia un rapporto molto speciale con questa vettura…

È vero. Nel 1998, quando la prima Audi TT arrivò in una Concessionaria di Torino, presi un giorno di ferie per osservare l’auto in tutta tranquillità”.

“Sono rimasto lì per ore, guardandola da ogni angolazione, toccandone ogni superficie. Il personale, probabilmente, pensava fossi pazzo”.

“Ma per me la TT era più di una semplice vettura. Era un messaggio: non c’è bisogno di gridare per essere ascoltati. Non hai bisogno di eccessi per rilasciare una dichiarazione. Hai solo bisogno di essenzialità”.

“E, soprattutto, hai bisogno di coraggio per seguire questo principio”.

Essenzialità è un termine che utilizzi spesso. Cosa significa per Audi questa forte propensione alla riduzione?

La radicale semplicità è al centro del nostro approccio”.

“Raggiungiamo la purezza riducendo tutto all’essenziale”.

“Viviamo in un mondo che è spesso frenetico e sovraccarico”.

“Quasi tutto è esagerato. Il pericolo di perdere la rotta è più grande che mai. La nostra responsabilità è di essere migliori e fare ciò che conta davvero”.

“E il risultato deve sempre produrre un’emozione”.

Quali sono i principi alla base della nuova filosofia (non solo) di design?

Le basi del nuovo approccio costituiscono la risposta a una domanda forte: come si pone Audi nei confronti del Cliente?”

“La soluzione si basa su quattro pilastri: clear, technical, emotional e intelligent”.

“Costituiscono e costituiranno il fondamento di tutto ciò che facciamo”.

E ora ammiriamo il tuo primo lavoro. Ti stai solo riscaldando?

Audi Concept C è la prima manifestazione di “The Radical Next”.

“È distintamente Audi. Proporzioni, superfici e dettagli sono sviluppati in modo chiaro e rappresentano la più pura espressione dell’identità del Marchio”.

“Audi Concept C introduce una presenza chiara, scultorea, massima espressione di solidità, priva di distrazioni. Definita dalla tensione e dalla purezza delle forme”.

“È un’interpretazione concreta della nuova filosofia progettuale e di design, simbolo della determinazione che trasformerà la nostra Azienda e l’intero Brand”.

Massimo Frascella, Chief Creative Officer Audi

Zenvo sceglie Castrol per la sua Aurora da 1.850 CV

zenva

Castrol, leader globale nel settore dei lubrificanti, ha annunciato una collaborazione tecnica con il produttore danese di hypercar Zenvo Automotive.

Il primo prototipo dell’hypercar ibrida con motore V12 ha esordito a luglio, sulla  celebre salita del Festival of Speed di Goodwood 2025, nel Regno Unito.

Oggetto della collaborazione la rivoluzionaria hypercar ibrida Aurora, per la quale Castrol fornirà soluzioni avanzate nel campo dei fluidi, che includeranno

  • olio motore,
  • refrigerante per il motore,
  • fluido di gestione termica della batteria,
  • liquido per freni,
  • olio del cambio.

Hypercar da 1.850 CV!

Alimentata da un motore V12 da 6,6 litri quadriturbo, sviluppato in collaborazione con MAHLE Powertrain e abbinato a un sistema con triplo motore elettrico, Aurora produce fino a un totale di 1.850 CV.

Sarà disponibile in due versioni, prodotte ciascuna in sole 50 unità: Tur, a trazione integrale e pensata per la strada, e Agil, a trazione posteriore più adatta alla pista.

Aurora contribuirà a plasmare il futuro dei fluidi, dei sistemi e della tecnologia ibrida, che entreranno a far parte della mobilità di tutti i giorni.

Olio Motore

Per il motore, Zenvo ha scelto Castrol EDGE 0W-40, che soddisfa lo standard tecnico HYSPEC

Si tratta di un fluido ideale per il funzionamento dei veicoli ibridi dove contaminanti, intermittenza del motore e inefficienze del sistema rendono gravoso il compito del lubrificante..

Cooling della batteria e del motore

Il fluido termico per veicoli elettrici Castrol ON sarà utilizzato per il raffreddamento della batteria.

Un efficiente raffreddamento, o meglio condizionamento della batteria favorisce ricariche ultrarapide e contribuisce a prolungarne la vita.

Castrol Radicool SF sarà il refrigerante per garantire che il motore V12 da 6,6 litri di Aurora rimanga alla temperatura di funzionamento ottimale in tutte le condizioni.

Liquido freni

Il liquido per freni Castrol React SRF Racing agirà sul sistema frenante carboceramico, chiamato a un lavoro impegnativo.

Castrol Transmax Limited Slip LL 75W-140 sarà utilizzato nella trasmissione automatica ibrida a sette velocità.

Tutti questi fluidi sono stati sottoposti al rigoroso processo di ricerca, sviluppo e test di Castrol per garantire qualità e prestazioni costanti nelle condizioni più estreme.

Chris Lockett, Senior Vice President, Electrification and Castrol Technology:

“Questa collaborazione riflette il desiderio condiviso nel ridefinire ciò che è possibile, coniugando prestazioni, precisione e innovazione per determinare il futuro della mobilità”.

“Rientra inoltre nell’impegno costante di Castrol a promuovere la tecnologia ibrida ad alte prestazioni, progettando i propri prodotti per soddisfare le rigorose esigenze di un veicolo altamente innovativo come Aurora”.

Jon Gunner, Chief Technical Officer di Zenvo Automotive:

“Castrol ha consolidato la propria posizione a livello mondiale nell’industria automobilistica nel corso dei decenni e il suo team opera ai massimi livelli, raggiungendo costantemente risultati su strada e in pista”.

“Con il suo approccio pionieristico e la creatività nelle collaborazioni, Castrol è il partner tecnico naturale per Zenvo e il nuovo programma Aurora”.

“Stiamo cercando di ridefinire i valori tecnici e prestazionali di riferimento, offrendo coinvolgimento per il pilota in ogni fase della performance”.

“La transizione senza intoppi dell’erogazione di potenza è qualcosa che Castrol ha aiutato a perfezionare e questa partnership sarà una componente intrinseca di Aurora”.

A Monaco tecnologia, stile e nuove visioni di mobilità di Omoda e Jaecoo

Omoda & Jaecoo
Il crossover medio-grande Omoda 7 - foto © Omoda & Jaecoo

Il Salone Internazionale dell’Auto di Monaco di Baviera (IAA 2025) si conferma terreno fertile per i costruttori emergenti.

Tra questi, Omoda & Jaecoo portano in anteprima europea i nuovi Omoda 7 e Jaecoo 5, pronti a sbarcare anche sul mercato italiano entro fine anno.

Non mancheranno inoltre le versioni già disponibili, come Omoda 5 BEV, Jaecoo 7 Super Hybrid e Omoda 9 Super Hybrid, proposte anche in test drive.

Quella di Monaco è quindi una passerella ma anche un banco di prova.

I brand del gruppo Chery mettono alla prova l’appetibilità delle loro tecnologie in un mercato europeo esigente e maturo.

Omoda 7, il crossover di nuova generazione

Il nuovo Omoda 7 è stato sviluppato per un target definito “Neo-Trendy Lohas”.

Si tratta di consumatori attenti al benessere, alla tecnologia e alla qualità della vita. Tecnicamente, si presenta come un crossover di dimensioni medio-grandi, con un design che riprende il linguaggio “Art in motion X”.

La calandra dal taglio futuristico è affiancata da luci ritmiche intelligenti a LED, mentre l’interno si distingue per un cockpit immersivo dominato da uno schermo mobile da 15,6 pollici e un impianto HiFi a 12 altoparlanti.

Per quanto riguarda comfort e acustica, i vetri doppi, le sospensioni multilink di ultima generazione e i sedili con funzione massaggio contribuiscono a un ambiente premium e silenzioso.

Il riconoscimento vocale a quattro zone consente a ogni passeggero di interagire in modo indipendente con il sistema di bordo.

Dal punto di vista tecnico, Omoda 7 sarà offerto con una gamma di motorizzazioni elettrificate, con particolare attenzione alle versioni super hybrid ad alta efficienza. L’architettura elettronica di nuova generazione supporta aggiornamenti OTA (Over-The-Air) e funzioni di guida assistita di livello avanzato (ADAS di ultima generazione).

Jaecoo 5, il compatto versatile per chi ama l’outdoor

Il Jaecoo 5 debutta all’IAA dopo la prima apparizione al MiMo 2025.

È un SUV compatto da 438 cm di lunghezza, progettato per chi desidera un veicolo agile in città ma capace di affrontare con disinvoltura anche contesti outdoor.

Omoda & Jaecoo
Jaecoo 5, progettato per chi desidera un veicolo agile – foto © Omoda & Jaecoo

Le motorizzazioni sono a benzina, ibrida HEV e 100% elettrica. Tutte le versioni sono a trazione anteriore, puntando su efficienza e costi contenuti.

Il telaio è ad alta rigidità e le sospensioni indipendenti, con sei modalità di guida selezionabili che spaziano dall’urban all’off-road leggero.

L’abitacolo è funzionale con interni certificati TÜV in ecopelle atossica, tetto panoramico da 1,45 m², bagagliaio da 480 litri (1.180 abbattendo i sedili) e oltre 35 vani portaoggetti. Anche gli animali domestici trovano uno spazio dedicato, segno di attenzione pratica alla vita reale.

Infine, per quanto riguarda l’infotainment, il cruscotto digitale integrato, il grande display verticale e l’illuminazione ambientale personalizzabile con 16 milioni di colori.

Dal punto di vista del posizionamento, Jaecoo 5 rappresenta l’alternativa compatta e accessibile a SUV più blasonati, ma con una dotazione tecnologica spesso superiore a quella dei diretti concorrenti europei.

Il gruppo Chery e la sfida globale

Omoda & Jaecoo fanno parte del colosso cinese Chery Corporation.
Si tratta di un vero
leader con 2,4 milioni di vetture prodotte annualmente e oltre un milione destinate ai mercati esteri.

L’espansione di Omoda e Jaecoo in Europa non rappresenta soltanto una sfida commerciale, ma culturale.

Veicoli pensati non solo come mezzi di trasporto, ma come spazi di benessere, tecnologia e libertà personale. Se l’IAA di Monaco è da sempre vetrina delle avanguardie, il messaggio dei due brand è chiaro: la mobilità del futuro sarà connessa, emozionale e accessibile.

Fiat Grande Panda: arriva la versione a benzina

fiat grande panda benzina
©Stellantis

E’ ormai prassi consolidata in Stellantis: il nuovo modello esce in versione elettrica, poi ibrida e infine nella versione più tradizionale (e accessibile), a benzina.

Fiat Grande Panda non è sfuggita a questa regola e oggi si aprono quindi gli ordini per la versione a benzina.

La gamma Fiat Grande Panda

La motorizzazione a benzina (100 CV con cambio manuale) va così ad aggiungersi alla Ibrida (110 CV con batteria agli ioni di litio da 48 volt e cambio automatico doppia frizione eDCT) ea quella 100% elettrica (batteria da 44 kWh e motore elettrico da 83 kW – 113 CV).

La versione a benzina è dotata di un motore turbo a 3 cilindri da 1.2 litri che eroga 100 CV e 205 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a 6 marce.

Il motore ibrido da 110 CV, abbinato a una batteria agli ioni di litio da 48 volt e a una trasmissione a doppia frizione elettrificata (eDCT), per garantire efficienza nei consumi e fluidità nella guida.

La variante elettrica con batteria da 44 kWh e motore da 83 kW che eroga 113 CV, per una guida a zero emissioni.

fiat grande panda benzina
©Stellantis

Quattro allestimenti

Ogni motorizzazione è proposta in quattro allestimenti distinti:

  • POP,
  • ICON,
  • LA PRIMA,
  • BUSINESS.

POP è l’allestimento base, con climatizzatore manuale, quadro strumenti digitale da 10″, supporto per smartphone e dotazioni di sicurezza complete (sei airbag, Lane Keeping Assist, frenata automatica d’emergenza, rilevamento stanchezza conducente e sensori di parcheggio posteriori).

ICON aggiunge fari anteriori e posteriori full LED e touchscreen da 10,25″ con mirroring wireless per smartphone.

LA PRIMA, top di gamma, offre cerchi in lega da 17″, volante rivestito, plancia in materiale riciclato e sostenibile “Bambox”, vano portaoggetti superiore chiuso, climatizzatore automatico, navigazione integrata e sensori di parcheggio anteriori e retrocamera.

BUSINESS, nasce dalla ICON e integra ulteriori contenuti per offrire il massimo della connettività e del comfort ai professionisti e le flotte aziendali. Propone lo stesso sistema di infotainment con schermo da 10,25”, con in aggiunta di serie la funzione di navigazione integrata. Inoltre, sono standard il climatizzatore automatico, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera e 3 prese USB-C.

fiat grande panda benzina
©Stellantis

Sette Colori

Tutti gli allestimenti sono disponibili in sette colorazioni vivaci:

  • Rosso Passione,
  • Bianco Gelato,
  • Azzurro Acqua,
  • Blu Lago,
  • Giallo Limone,
  • Nero Cinema,
  • Bronzo Luna.

Il prezzo e la promozione di lancio

In Italia, Grande Panda POP 1.2 100 CV benzina è proposta al prezzo di listino di € 16.900 (IPT e contributo PFU esclusi), con 1.000 € di sconto Fiat in caso di rottamazione di un veicolo omologato fino a Euro4 (€ 15.900) + 950 € di sconto attivando un finanziamento Stellantis Financial Services Italia S.p.a. (prezzo € 14.950) con una rata mensile a partire da 141€.

Esempio di finanziamento Stellantis Financial Services Italia S.p.a.:

Anticipo 3.357 € – Importo Totale del Credito 11.863,7 €. L’offerta include il servizio Identicar 12 mesi di 271 €.

Importo Totale Dovuto 14.364,7 € composto da: Importo Totale del Credito, spese di istruttoria 395 €, Interessi 1.949,3 €, spese di incasso mensili 3,5 €, imposta sostitutiva sul contratto da addebitare sulla prima rata di 30,65 €.

Tale importo è da restituirsi in n° 36 rate come segue:

n° 35 Rate da 141 €,

n° 1 Rata Finale Residua (pari al Valore Garantito Futuro) di 9.404,5 € incluse spese di incasso mensili di 3,5 €. Spese invio rendiconto periodico cartaceo: 0 € /anno. TAN (fisso) 5,99%, TAEG 9,17%.

Solo in caso di restituzione e/o sostituzione del veicolo alla scadenza contrattualmente prevista, verrà addebitato un costo pari a 0,1 €/ km ove il veicolo abbia superato il chilometraggio massimo di 30.000 km.

Offerta valida solo su clientela privata solo per contratti stipulati fino al 30 settembre 2025, non cumulabile con altre iniziative in corso. Offerta Stellantis Financial Services Italia S.p.A. soggetta ad approvazione. Documentazione precontrattuale bancaria/assicurativa in concessionaria e sul https://www.stellantis-financial-services.it/trasparenza (Sez. Trasparenza).

Le prime consegne della nuova versione benzina sono previste nel corso del primo trimestre del 2026.

All’IAA di Monaco con Kia l’elettrico diventa un concerto di… numeri

Kia IAA
La Kia Concept EV2 debutta a Monaco - foto © Kia

Alla IAA Mobility 2025 di Monaco di Baviera, Kia alza la sua offensiva elettrica.

Non si presenta con un singolo debutto, ma un vero e proprio “concerto” di novità.
Dalla
EV4, prima vettura elettrica Kia costruita in Europa, al concept urbano EV2, dalla première europea del SUV EV5 al rivoluzionario PV5, il primo modello nato dal programma Platform Beyond Vehicle (PBV).

A completare l’offerta, l’area test drive offre la possibilità di guidare tre protagonisti già noti al pubblico europeo: la compatta e premiatissima EV3, l’ammiraglia a sette posti EV9 e il crossover EV6 in versione restyling.

Kia EV4, la prima elettrica “Made in Europe”

La Kia EV4 segna un punto di svolta.

Infatti, è il primo modello elettrico del marchio a essere costruito direttamente in Europa, nello stabilimento di Žilina in Slovacchia.

Dal punto di vista tecnico, la piattaforma è la collaudata E-GMP a 400 V, con due varianti di batteria, 58,3 kWh e 81,4 kWh. La prima garantisce fino a 430 km di autonomia WLTP (410 per l’hatchback), la seconda arriva a 630 km (590 hatchback).

Kia IAA
La Kia Concept EV4 Hatchback GTL – foto © Kia

Il motore elettrico anteriore eroga 150 kW (204 CV) e 283 Nm, offrendo una guida fluida e reattiva.

La ricarica rapida in corrente continua consente di passare dal 10 all’80% in circa 30 minuti, mentre in AC i tempi vanno da poco più di cinque ore (batteria piccola) a oltre sette ore (batteria grande).

Le dimensioni rivelano l’anima doppia del modello: la berlina misura 4,73 metri, la hatchback 4,43 metri, entrambe con passo di 2,82 metri, a conferma di una vocazione urbana ma con spazi da segmento superiore. Non mancano tecnologie di ultima generazione come il sistema i-Pedal 3.0, la funzione Vehicle-to-Load (V2L) e un pacchetto ADAS completo.

Kia EV5, il SUV per la famiglia hi-tech

Se la EV4 punta alla praticità compatta, la nuova Kia EV5 vuole conquistare le famiglie.

Il SUV medio, lungo 4,61 metri, sfoggia un design muscoloso e un abitacolo spazioso con capacità di carico fino a 1.650 litri abbattendo i sedili posteriori.

Kia IAA
La Kia EV5 GT Line MY26 – foto © Kia

La gamma europea prevede batterie fino a 88,1 kWh, motori da 160 a 230 kW, con versioni a trazione anteriore o integrale AWD. L’autonomia dichiarata tocca quota 530 km WLTP, mentre lo 0-100 km/h può scendere fino a 6,1 secondi nella variante più potente.

Dal punto di vista tecnologico, EV5 alza l’asticella: tre display interni (due da 12,3″ e uno da 5,3″), aggiornamenti software OTA, sistemi di assistenza alla guida avanzati e persino sedili con funzione relax e massaggio.

Kia PV5, il veicolo commerciale diventa intelligente

Il debutto europeo più curioso porta il nome di Kia PV5.

È il primo tassello del progetto PBV – Platform Beyond Vehicle, pensato non come un semplice mezzo commerciale, ma come un ecosistema di mobilità flessibile.

Disponibile nelle versioni Passenger, Cargo e Cargo Long, il PV5 misura 4,69 metri di lunghezza e offre un passo di quasi 3 metri, puntando a massimizzare gli spazi interni. Sotto il pavimento trova posto una batteria da 43,3, 51,5 o 71,2 kWh, per autonomie fino a 400 km.

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La Kia PV5 – foto © Kia

Il motore elettrico raggiunge i 120 kW e 250 Nm, abbastanza per garantire elasticità e fluidità anche a pieno carico.

Non è solo un van, ma un hub tecnologico: sistema operativo Android Automotive OS, App Market, chiave digitale 2.0, gestione flotte avanzata (FMS) e ricarica rapida in 30 minuti dal 10 all’80%.

Kia Concept EV2, il SUV agile e compatto

Abbiamo lasciato per ultimo una vera anteprima per il marchio.

Il Kia Concept EV2 è un SUV agile e compatto e offre un’anteprima di un prossimo modello completamente elettrico. Progettato per trasformare il modo in cui gli utenti vivono gli spazi urbani, il Concept EV2 mette in evidenza come Kia potrebbe rivolgersi a clienti con una particolare attenzione al lifestyle, alla sostenibilità e desiderosi di sperimentare nuove tecnologie.

Una strategia che guarda oltre l’auto

L’IAA Mobility 2025 segna per Kia una tappa cruciale.

La gamma elettrica non è più un’isola sperimentale, ma un arcipelago strutturato che copre citycar, SUV, ammiraglie e ora anche veicoli commerciali.

La strategia PBV è la prova che l’azienda coreana non vuole limitarsi a produrre automobili, ma costruire piattaforme di mobilità in grado di adattarsi agli stili di vita, alle città e alle imprese.

In fondo, quello che emerge dallo stand di Monaco è una visione.

L’auto elettrica non è più un oggetto statico, ma un compagno di viaggio connesso, aggiornabile e in continua trasformazione.

Una sinfonia tecnologica che oggi suona all’IAA, ma che presto sarà la colonna sonora delle nostre strade.

Quando il software diventa il nuovo motore dell’auto

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All’IAA, Bosch presenta sensori, sistemi act-by-wire, e-axle, gestione energetica e soluzioni software per l’auto definita dal software - foto © Bosch

All’IAA Mobility 2025 di Monaco, Bosch ha mostrato la sua visione sul futuro della mobilità.

L’industria automobilistica è nel pieno di una rivoluzione silenziosa, fatta di algoritmi, semiconduttori e piattaforme software che stanno riscrivendo il concetto stesso di mobilità.

Per Bosch un ecosistema in cui il software, sostenuto da hardware innovativi, diventa la vera anima del veicolo.

La mobilità definita dal software

Non basta più avere un motore potente o un design avveniristico, le auto del futuro saranno definite dal software.

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foto © Bosch

Per funzionare, però, hanno bisogno di computer ad alte prestazioni e di una rete di sensori intelligenti.

Bosch ha presentato soluzioni che vanno dalle centraline zonali alle architetture centralizzate, capaci di sostituire le oltre 100 ECU oggi presenti in molti veicoli con pochi nodi di calcolo ad alta efficienza.

La chiave è l’integrazione: l’azienda tedesca connette freni, sterzo, propulsione, sensori e sistemi ADAS in un’unica piattaforma.

L’intelligenza artificiale end-to-end accelera i cicli di sviluppo e rende possibili aggiornamenti OTA, trasformando l’auto in un sistema sempre aggiornabile e personalizzabile.

ADAS e sensori, l’occhio digitale dell’automobile

I sistemi avanzati di assistenza alla guida sono ormai la base della sicurezza moderna.

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I sistemi avanzati di assistenza alla guida Bosch sono ormai la base della sicurezza moderna – foto © Bosch

Bosch ha ampliato la sua famiglia ADAS in tre livelli – entry, mid e premium – già adottati da decine di costruttori.

I nuovi radar SX600 e SX601 offrono un raggio superiore del 30% e capacità di calcolo assistite da AI, mentre le telecamere multifunzione consentono configurazioni flessibili a seconda dell’architettura elettronica del veicolo.

Novità anche per gli ultrasuoni, con chip TB293 e TB193 capaci di registrare dati grezzi per funzioni avanzate di riconoscimento, e per i sensori inerziali MEMS “un sensore per tutti”, riducendo complessità e costi.

Non manca l’innovazione per gli pneumatici: il nuovo sensore SMP290 integra Bluetooth e accelerometro, semplificando l’architettura e aprendo a interazioni dirette con lo smartphone.

Con Act-by-wire addio ai collegamenti meccanici

Bosch porta sul mercato i sistemi act-by-wire, che sostituiscono i collegamenti meccanici con segnali elettronici.

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foto © Bosch

Sterzo e freni diventano digitali, aprendo la strada a design più liberi, maggiore sicurezza passiva e nuove possibilità per la guida autonoma.

La soluzione brake-by-wire Bosch sarà presto montata su un modello di serie di un costruttore asiatico.

Al software il compito di orchestrare tutto. Il Vehicle Motion Management gestisce in modo integrato freni, sterzo, telaio e powertrain, trasformando l’auto in base alle esigenze – city car, sportiva o limousine – con un semplice comando.

Anche il comfort aumenta, con la funzione “Comfort Stop” che riduce fino al 90% i sobbalzi in frenata.

Powertrain e gestione energetica

Bosch mantiene un approccio tecnologicamente neutrale e accanto a soluzioni per motori a combustione e ibridi, propone innovazioni di punta per l’elettrico.

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foto © Bosch

Dai semiconduttori al carburo di silicio (750 e 1200 V) agli e-axle 3-in-1 raffreddati a olio, fino agli inverter ad alta densità di potenza, l’azienda punta a piattaforme scalabili e globali.

Interessante la nuova generazione di convertitori bidirezionali. Oltre a ridurre il 30% dello spazio, trasformano l’auto in un accumulatore mobile di energia, aprendo scenari di vehicle-to-grid.

Sul fronte software, algoritmi di modulazione della tensione migliorano l’efficienza dell’1,5% e aumentano la potenza del 10%, mentre la funzione eAxle Heating riduce i tempi di ricarica.

Fondamentali anche i sistemi termici. Con moduli pre-integrati e refrigerante R290, Bosch garantisce temperature ottimali per batteria e motore, migliorando durata e prestazioni.

La nuova batteria 48V agli ioni di litio, priva di piombo, assicura continuità di alimentazione per le funzioni critiche.

Diagnostica e aftermarket

Una delle novità più attese riguarda l’officina.

Bosch ha integrato i modelli Tesla nel suo software di diagnosi ESI[tronic], con traduzione automatica in tempo reale grazie all’intelligenza artificiale. Un passo decisivo per garantire indipendenza e competitività alle officine multibrand nel segmento EV.

Dall’hardware al software, l’auto diventa esperienza

Alla fine, il messaggio che Bosch porta all’IAA 2025 è chiaro.

L’auto non è più solo un mezzo, ma una piattaforma tecnologica dinamica, definita dal software e arricchita da sensori, attuatori e AI. Una trasformazione che cambia non soltanto come guidiamo, ma anche come viviamo la mobilità.

In questo orizzonte, l’auto diventa un’entità in continua evoluzione, capace di adattarsi ai desideri del conducente e alle sfide del mondo reale.

Un ponte tra l’ingegneria meccanica e l’intelligenza digitale: forse il vero inizio di una nuova era, in cui guidare non sarà solo spostarsi, ma vivere un’esperienza tecnologica, personale e sempre più consapevole.

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foto © Bosch

Idrogeno con potenza extra, BMW prepara la svolta dal 2028

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Nasce la nuova propulsione a celle a combustibile BMW-Toyota di terza generazione - foto © BMW

Il 2028 non è poi così lontano e sarà un anno cruciale per l’idrogeno e BMW.

Il costruttore tedesco si prepara a produrre in serie il suo primo sistema di propulsione a idrogeno di terza generazione.

Non più prototipi sperimentali o dimostrazioni su strada, ma un vero e proprio salto industriale che nasce dalla collaborazione con Toyota, partner storico dei tedeschi sul fronte delle celle a combustibile.

Già oggi nei centri di Monaco e Steyr crescono i test sui prototipi, mentre lo stabilimento austriaco di Steyr sta adattando le proprie linee per ospitare i futuri sistemi FCEV. A Landshut, invece, si lavora al cuore elettronico del progetto: l’Energy Master, capace di gestire tensioni da 400 a 800 volt e di dialogare con la batteria d’appoggio.

Una nuova generazione di celle a combustibile

Il salto tecnologico rispetto alle precedenti soluzioni è evidente.

Il nuovo sistema riduce del 25% gli ingombri, guadagnando in compattezza e permettendo una migliore integrazione nei modelli futuri.

Non si tratta solo di fare spazio sotto al cofano, ma significa poter inserire il pacco celle senza stravolgere le architetture modulari che BMW già utilizza per motori a combustione, ibridi plug-in ed elettrici puri.

A questo si aggiunge un miglioramento dell’efficienza complessiva, frutto di componenti ottimizzati e strategie operative più evolute.

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foto © BMW

Il risultato è un’auto a idrogeno più leggera, più performante e capace di garantire maggiore autonomia. E i numeri sono interessanti: la BMW iX5 Hydrogen, usata come laboratorio su strada, ha già mostrato percorrenze intorno ai 500 km con un pieno, effettuabile in soli 3-4 minuti.

L’industria che si muove

Il percorso verso il 2028 non è semplice perché la produzione in serie richiede linee dedicate e collaudi accurati.

Per questo BMW ha scelto Steyr come polo centrale: lì arriveranno i sistemi a celle a combustibile pronti per i modelli futuri. Ma il progetto è corale: Monaco si occupa di sviluppo e validazione, Landshut costruisce il cervello elettronico e Dingolfing avvierà i primi prototipi industriali già nel 2026.

È un mosaico che mette insieme competenze, investimenti e una visione chiara: offrire ai clienti un’alternativa concreta all’elettrico a batteria, senza rinunciare a prestazioni e praticità.

Una partnership di peso

In questa partita, Toyota non è un comprimario.

La casa giapponese porta con sé un’esperienza ventennale nell’idrogeno, già messa a frutto con la Mirai. BMW e Toyota condividono know-how, ricerca e approvvigionamento di componenti, puntando a una piattaforma tecnologica che potrà servire tanto le auto passeggeri quanto i veicoli commerciali.

E il vertice aziendale lo conferma. Joachim Post, responsabile acquisti di BMW, definisce il nuovo sistema “altamente efficiente, a zero emissioni”, mentre Oliver Zipse, CEO del gruppo, parla di una vera “pietra miliare nella storia dell’automobile”.

Le sfide dell’idrogeno

Resta però un nodo cruciale, l’infrastruttura.

Oggi in Italia ci sono appena due stazioni di rifornimento, destinate (forse) a salire a 36 entro il 2026, secondo i piani del PNRR.

In Germania la situazione è migliore, ma lontana dall’essere capillare. È chiaro che senza una rete adeguata, la diffusione delle auto a idrogeno rischia di rimanere confinata a pochi pionieri.

BMW scommette sul medio periodo: nel 2028 si attende un’accelerazione delle politiche energetiche e una crescita significativa delle stazioni di rifornimento in Europa e non solo.

Oltre il 2028

L’arrivo della propulsione a idrogeno di terza generazione non significa tuttavia abbandonare le altre strade.

BMW continua a investire nei veicoli elettrici a batteria, negli ibridi plug-in e perfino nei motori a combustione evoluti. La strategia è chiara: nessuna tecnologia unica può risolvere da sola le sfide della mobilità, serve un approccio multi-tecnologico.

E forse è proprio questo il vero valore dell’idrogeno in versione BMW: non sostituire, ma affiancare. Creare un ecosistema di scelte che permetta al cliente di avere sempre l’auto giusta, per l’uso giusto.

Il 2028 sarà così ricordato come l’anno in cui l’idrogeno è uscito dai laboratori per entrare davvero in catena di montaggio. Una rivoluzione silenziosa, ma dal potenziale enorme.

Forse, tra qualche anno sulle nostre autostrade sentiremo sfrecciare auto che non fanno rumore, non emettono fumi e che in pochi minuti ripartono con il pieno.

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foto © BMW

Sarà un suono diverso: non il rombo di un motore, ma il respiro discreto di una nuova era della mobilità.

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