Fusion di Keyloop, la piattaforma retail alla conquista del post-vendita

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Fusion Keyloop è una piattaforma digitale che rivoluziona le officine - foto © Keyloop

Della Automotive Retail Platform (ARP) Fusion di Keyloop, presentata per la prima volta al grande pubblico dopo l’anteprima all’Automotive Dealer Day di Verona, ci siamo già occupati in passato.

Se il core business della piattaforma Fusion è dedicata in particolare al retail, ovvero a dare supporto ai concessionari, abbiamo voluto rivolgere ad Alessandro Bartoli, Sales Director di Keyloop Italy, alcune domande per capire se il servizio offerto possa essere utile anche alle officine.

In effetti, essendo la missione di Keyloop quella di semplificare la vita a quelle aziende dell’automotive – che sono pronte ad evolversi per crescere in un mercato in rapida trasformazione – crediamo che i benefici possano interessare chiunque.
Fusion, infatti, è una piattaforma cloud-first, modulare, capace di integrare processi, dati e customer experience con una velocità di sviluppo senza precedenti.

Una piattaforma strutturata

Accettazione del cliente, diagnosi, creazione di un database e gestione delle riparazioni. Operazioni che con l’ausilio di una piattaforma strutturata possono semplificare la vita alle officine.

“Indubbiamente – spiega Bartoli – La nostra soluzione è modulare e quindi si può calare anche nella realtà riparativa, sia quella dei network più capillari sia quella delle officine indipendenti.

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Alessandro Bartoli, Sales Director di Keyloop Italy – foto © Keyloop

Collaboriamo già con realtà appartenenti a questa fascia. Il nostro servizio, pensato per rispondere alle esigenze di aziende di diverse dimensioni, offre soluzioni flessibili e modulabili in base alle specifiche necessità di ciascun cliente”.

Innovazione accessibile

Anche le aziende del settore riparativo possono cogliere l’opportunità di adottare le nuove soluzioni proposte?

Certo – prosegue Bartoli – grazie a un rapporto costi-benefici vantaggioso e alla flessibilità delle offerte, è possibile adattare i servizi alle proprie esigenze operative, rendendo accessibile l’innovazione anche a realtà di dimensioni contenute”.

Dunque investire a fronte di un ritorno in termini di efficienza.

“Se nel panorama del mercato automotive dei concessionari è la parte vendita che si sta trasformando velocemente, questo non esclude che anche la parte di post-vendita debba adeguarsi ed evolversi a fronte di investimenti in attrezzature e software.

La trasformazione dei powertrain, con l’avvento dell’elettrico e dell’ibrido, che io definisco il ‘passaggio dall’olio al chip’, richiede strumenti nuovi e una formazione di alto livello per poter essere in grado di dare un servizio di eccellenza al cliente.

Qualità e competenza si esplicitano nella diagnosi, nella sostituzione e nella manutenzione ma anche nella modalità con la quale ci si approccia al cliente e ai servizi che gli si offrono.

Parlo di prenotazioni online, gestione durante la riparazione… cose che utilizzando gli strumenti corretti possono fare la differenza rispetto, per esempio, di un’officina che operi in diretta concorrenza nella stessa area.

Sotto questo punto di vista questa porzione di mercato è per noi estremamente interessante e FUSION potrebbe essere la risposta alle sfide di oggi”.

Non solo vendita

Le Case coi loro dealer e le officine del loro network hanno già uno strumento come il vostro…
“Non tutte. Diciamo che le Case madri nel tempo hanno investito nella realizzazione di strumenti informatici da mettere a disposizione delle loro reti. Si sono attrezzate principalmente per il supporto alla vendita del veicolo.

Stellantis e Toyota storicamente hanno meccanizzato molto bene anche la parte di aftersales e aftermarket con numerosi strumenti e oggi è molto avanti in questo settore.

Tra Case che obbligano le loro reti a utilizzare piattaforme specifiche, mi viene in mente Ford, che in Italia utilizza la piattaforma eCheck, Jaguar Land Rover che ha avviato un nuovo progetto e Toyota che utilizza il software Toshiko.

Per molti altri la ricerca di soluzioni di supporto è lasciata alla discrezione dell’azienda.

Partner per ogni esigenza

I nuovi brand che si stanno avvicinando al mercato europeo e italiano sono quindi dei potenziali clienti per la vostra piattaforma.

“In questo campo e su questi mercati, i nuovi player cinesi stanno ancora sviluppando le proprie soluzioni digitali.

Per questo motivo, ci proponiamo a livello globale come partner per offrire una piattaforma pronta all’uso e facilmente adattabile alle esigenze di ogni mercato.

Si tratta di un’opportunità di crescita per Keyloop, anche perché qui stiamo vedendo la punta dell’iceberg ma molti altri player, estremamente forti, stanno arrivando dalla Cina, allettati dai volumi prodotti dai marchi che che per primi si sono affacciati sul nostro mercato.

Il supporto dell’intelligenza artificiale

Chiaro per quanto riguarda le grandi Case, ma per i più piccoli?

“Tutte le nostre soluzioni – conclude Bartoli – hanno logiche di costo che si basano sui volumi, ovvero l’estensione delle reti e il numero di ordini di lavoro erogati in un anno.

La nuova piattaforma FUSION è frutto di importanti investimenti da parte di Keyloop. Quello che FUSION può offrire, in termini di facilità di utilizzo, innovazione e prestazioni, grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, può portare anche le piccole realtà a fare un salto di qualità importante.

Forse ancor più che nelle grandi realtà. Il piccolo che certamente ha capacità di investimento inferiori deve avere un visione chiara che si tratta di un investimento che si ripagherà nel tempo e che superato il break even point gli consentirà di produrre reddito reale e di incrementare il proprio business.

Specialmente in ambito di fidelizzazione FUSION può realmente fare la differenza: costa molto meno fidelizzare e mantenere i propri clienti che farne di nuovi.

FUSION può certamente essere la risposta concreta per gestire al meglio fidelizzazione e generazione di business addizionale”.

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foto © Keyloop