
Inarrestabile, incontenibile, travolgente: la marcia sui mercati di “BYD” è una sequela di aggettivi che ricordano le imprese dei grandi conquistatori raccontati dalla storia. Questa volta non è da meno, e un giorno i libri racconteranno che c’era in palio il ghiotto mercato europeo, reso asfittico da politiche, norme, dazi, regole, concorrenze e soprattutto prezzi che rendono l’elettrica un miraggio irraggiungibile per i tanti europei che vorrebbero, ma proprio non ce la fanno. Una serie di ostacoli astutamente trasformati in opportunità che in soli otto mesi hanno permesso al marchio di Shenzhen di conquistare una quota di mercato e volumi di vendita passati in un amen da 0,06 a 1,4%, roba che non da queste parti non si vedeva da qualche decennio.
Quando i segmenti sorridono
Lo scorso mese, per scendere nel dettaglio, BYD ha dominato sia il segmento delle passenger car con 1.945 unità immatricolate, sia il totale del mercato, quello che conteggia vetture e commerciali, con 2.247 nuovi veicoli immatricolati. Una strategia aggressiva fatta di tecnologie, modelli e prezzi che sta dimostrando tutta la sua efficacia di fronte ai pachidermi dell’automotive che ormai BYD vede solo nello specchietto retrovisore.
La leadership si fa ancora più netta nel segmento delle “NEV” (BEV+PHEV), dove a maggio BYD ha conquistato il primo posto con 1.945 immatricolazioni per una quota del 12,1 % mentre, nel cumulato annuo, i volumi sono 7.597 per una quota del 10,4%.
Non è da meno neanche il segmento plug-in hybrid (PHEV), dove un altro primo posto nel ranking mensile è al sicuro grazie a 1.571 immatricolazioni e una market share del 17,7%. Il merito va al successo del SUV SEAL U DM-i, un mix di efficienza, comfort e tecnologia che ha il pregio di aver eliminando l’ansia da ricarica, modernissima forma depressiva non ancora affrontata dalla psicanalisi.
Alla standing ovation si aggiungono i risultati del mercato dei veicoli commerciali leggeri elettrici (quota del 34%), con il primo posto nella classifica dei costruttori, sia a maggio con una quota pari al 34%, che nel cumulato annuo, con una market share del 24,3%.
Fa la sua parte anche il canale del noleggio a lungo termine, che assicura una quota del 2,2% nel mese e 1.3% nel cumulato annuo, con tassi di crescita più che raddoppiati rispetto allo scorso anno.
Cielo terso all’orizzonte
Indizi che confermano i sospetti: BYD è sempre più protagonista del mercato italiano e della transizione energetica, grazie anche ad un passaggio altrettanto fondamentale della conquista della fiducia nelle file dei consumatori italiani, non facili da convincere per antonomasia.
Ovvio che le prospettive per il resto dell’anno puntino verso sul bel tempo stabile su tutta la Penisola, consolidato dal silenzioso lavoro di fino di aumentare i punti vendita l’assistenza post-vendita, passaggio fondamentale per cementare la fiducia.
Ma la crescita “monstre” di BYD non è un caso isolato italiano: con la stessa aggressività, il marchio cinese è lanciato alla conquista del mercato del Regno Unito, con 15mila unità vendute nei primi cinque mesi dell’anno che significano una crescita del 408% ed una market share del 2,04%. Ancor migliore la situazione in Brasile, con 39.574 unità in cinque mesi e il mese di maggio chiuso con un boom di immatricolazioni (9.050 vetture), il doppio rispetto ad aprile. Per chiudere in bellezza con le cifre globali, altrettanto trionfali: più di 1.735 milioni di unità immatricolate nei primi cinque mesi dell’anno, con una crescita del 37% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Dolphin Surf, il meglio deve ancora arrivare
L’ultimo affondo è storia recente: il lancio della Dolphin Surf, la prima city car 100% elettrica tecnologicamente avanzata con un prezzo accessibile a tutti e che nel giro di pochi giorni ha fatto registrare più di 1.000 ordini.
















