sabato 25 Aprile 2026 - 09:40:43

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Aprilia RSV4 X-GP: 30 esemplari per i 10 anni in MotoGP

Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

Il Gran Premio di Catalunya, è stata l’occasione per presentare la Aprilia RSV4 X-GP, prodotta in soli 30 esemplari come celebrazione dei dieci anni dal debutto della RS-GP nella top class del Motomondiale.

La RSV4 X-GP è la quinta generazione del progetto X, unico al mondo e iniziato nel 2019 con la RSV4 X, poi con la Tuono X nel 2020, proseguito nel 2022 con la più evoluta RSV4 X Trenta e nel 2024 con la RSV4 X ex3ma.

Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

Aerodinamica della MotoGP

Aprilia Racing è sempre stata riconosciuta come la squadra all’avanguardia nello studio aerodinamico.

La RSV4 X-GP eredita quindi le forme della RS-GP25, partendo soprattutto dal design del posteriore, capace di replicarne fedelmente i flussi.

La grande novità dell’intero pacchetto aerodinamico, di derivazione MotoGP, sono le leg wings, tecnologia sviluppata e brevettata da Aprilia Racing, e le tail wings, entrambe introdotte soli pochi mesi fa sulla RS-GP25.

Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

La combinazione delle leg wings e le tail wings aggiungono carico aerodinamico nelle fasi di frenata e in curva, oltre ovviamente all’ala anteriore dalla forma unica, l’under wing e le cornering wings.

A questa evoluzione focalizzata sull’aerodinamica, si aggiunge un elemento unico, proprio dei prototipi di gara: il supporto sella strutturale in carbonio, realizzato da PAN Compositi, che integra le funzioni strutturali, aerodinamiche e di design.

Tutto questo rende la dinamica del veicolo, nella sua parte posteriore, ancora più simile a quella dei prototipi da corsa aumentando la percezione del grip e garantendo un feeling più diretto tra il comportamento dello pneumatico posteriore e la sensazione del pilota.

A completare il pacchetto, lo scarico sdoppiato SC Project, progettato per massimizzare le prestazioni e restituire un sound racing.

Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

Dotata di aerodinamica a effetto suolo, tecnologia sviluppata e brevettata unicamente da Aprilia Racing, la RSV4 X-GP ha una particolare forma della carena sulle fiancate che diminuisce la pressione dell’aria tra il suolo e la carena quando la moto è in piega in curva, tale da creare una deportanza che schiaccia la moto a terra.

Carbonio a go-go

Tutta la carenatura è realizzata in carbonio da PAN Compositi sfruttando gli stessi procedimenti utilizzati per la MotoGP.

Rispetto alla RSV4, la ‘X’ permette di quintuplicare il carico verticale in rettilineo, aumentando la stabilità e la precisione di guida, diminuendo al contempo la tendenza all’impennata, e di triplicare il carico a moto piegata, con grandi benefici in termini di aderenza in curva.

Evocativa della MotoGp è la speciale livrea che riprende la RS-GP25, ultima evoluzione del progetto MotoGP di Aprilia Racing.

Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

La tecnica

Il quattro cilindri a V di 65°, di 1.099 cm3 con specifiche racing SBK, è stato preparato dal Reparto Corse di Aprilia Racing per esprime 238 CV a 13.750 giri/min (con massimo regime a 14.100 giri/min).

La coppia massima è di 131 Nm a 11.750 giri/min.

A queste prestazioni contribuiscono:

  • la messa a punto specifica del V4
  • il rapporto di compressione aumentato,
  • l’adozione del filtro aria racing ad alta permeabilità Sprint Filter,
  • le trombette di aspirazione dell’airbox con specifiche racing,
  • l’impianto di scarico in titanio realizzato da SC Project replica MotoGP a doppio tubo, con compensatore,
  • la frizione a secco STM.
Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

Elettronica evoluta 

La centralina che gestisce tutti i controlli elettronici attivi è la APX di Aprilia Racing, un componente esclusivo, ultima evoluzione di quella protagonista nei Mondiali WSBK conquistati da Biaggi ed RSV4.

La centralina vanta strategie di funzionamento uguali a quelle implementate per le RSV4 impiegate nelle corse e con parametri completamente regolabili per adattarsi allo stile di guida e alle condizioni del tracciato, con acquisizione dati per l’analisi delle prestazioni.

In particolare, il sistema APX permette la gestione della calibrazione dell’antimpennamento e della potenza, del controllo di trazione e del freno motore per ogni singola marcia.

Il sistema APX è completato da un sistema GPS integrato.

Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

Ciclistica WSBK

Il telaio a doppio trave in alluminio, che da sempre rappresenta bene l’arte di Aprilia di produrre moto dalla ciclistica agile e rigorosa.

Le sospensioni Öhlins hanno un setup dedicato, tra le quali spicca la raffinata forcella pressurizzata.

L’impianto frenante Brembo prevede all’avantreno una pompa radiale 19×16, abbinata a pinze ricavate monoblocco GP4 MS con pastiglie Z04 e dischi freno DP 330 “T Drive” da 5,5mm, mentre il disco freno posteriore è morso da una pinza con nichelatura superficiale.

L’Aprilia RSV4 X-GP adotta un set di cerchi forgiati Marchesini in magnesio che montano gli stessi pneumatici slick utilizzati da Pirelli nel WSBK (anteriore SC-1 con misura 125/70 e posteriore SC-X con misura 200/65).

Immagine ©Aprilia Racing

Altri dettagli 

  • parafanghi in carbonio;
  • la pulsantiera al manubrio destro è racing by Jetprime;
  • pedane regolabili,
  • leva frizione, il tappo del serbatoio e le protezioni dei carter motore e della leva del freno anteriore realizzati da Spider,
  • piastra di sterzo con numerazione seriale dell’esemplare sono tutti in alluminio ricavato dal pieno,
  • radiatori di acqua e olio con tecnologia WSBK,
  • trasmissione finale con corona in titanio e pignone alleggerito realizzati da PBR,
  • catena RK 520.
Aprilia RSV4 X-GP
Immagine ©Aprilia Racing

Prezzo… da Instant classic

Ciascuno dei 30 esemplari di Aprilia RSV4 X-GP sarà proposto al prezzo per l’Europa di 90.000€ + IVA.

La moto sarà prenotabile esclusivamente online da settembre, accedendo all’area web FACTORYWORKS.APRILIA.COM.

Gli acquirenti avranno anche la possibilità di ritirare il proprio esemplare presso Aprilia Racing, visitando in esclusiva il Reparto Corse di Noale.

Oltre alla versione limitata e numerata della RSV4, riceveranno anche:

  • un laptop Yashi dotato del software per gestire i parametri della ECU e le strategie elettroniche,
  • un NFT dedicato per la copia virtuale del certificato di autenticità e di altri contenuti gestito tramite tecnologia blockchain,
  • le termocoperte IRC,
  • i cavalletti RCB in titanio anteriore e posteriore,
  • il tappeto e il telo copri moto.

E-Axle: manutenzione facile con l’attrezzatura Schaffler

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Il nuovo utensile speciale permette di smontare e rimontare rotore e statore con precisione e senza contatto. Immagine ©Schaeffler

Pur se a ritmi più blandi di quelli ipotizzati, la mobilità elettrica sta crescendo numericamente e i cosiddetti E-Axle, ovvero gli assali elettrificati, si stanno diffondendo.

Naturale che con il chilometraggio, nonostante la ridotta manutenzione che deriva dai pochi elementi soggetti ad usura, gli interventi sui motori elettrici diverranno sempre più frequenti.

Per le autofficine e le officine di riparazione di motori elettrici che vogliono investire in un business futuro, Schaeffler Vehicle Lifetime Solutions lancia l’utensile speciale dedicato agli e-axle, ovvero per la riparazione dei gruppi elettropropulsori.

La riparazione del motore degli E-Axle come alternativa alla sostituzione

Questo nuovo utensile consente lo smontaggio e il rimontaggio preciso e senza contatto tra rotore e statore, inevitabile per la presenza di un forte campo magnetico e possibile causa di danneggiamento.

Le officine possono così offrire ai loro clienti un’alternativa più vantaggiosa rispetto alla sostituzione completa del motore.

L’elevata robustezza e la precisione meccanica dell’attrezzatura, unite alla sua versatilità a diverse tipologie di motori elettrici, garantiscono uno smontaggio sicuro e accurato, mantenendo lo spazio radiale indispensabile anche in presenza di forti campi magnetici.

Con una forza fino a 10.000 newton, è in grado di allentare anche le tenute più difficili e inserire nuovi cuscinetti, il tutto senza danneggiare i componenti.

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Il nuovo utensile speciale per E-Axle di Schaeffler permette una riparazione professionale e sicura dei motori elettrici. Immagine ©Schaeffler

Stephan Niese, Director Global Product Management ePowertrain presso Schaeffler Vehicle Lifetime Solutions:

“Riparare invece di sostituire: questo è possibile solo con gli strumenti adeguati”.

“In quanto pionieri nelle innovazioni tecnologiche, siamo impegnati costantemente nella progettazione di nuove soluzioni”.

“Questo nuovo utensile apre le porte al mondo della riparazione dei motori elettrici e al futuro del gruppo propulsore elettrico”.

“Il nostro obiettivo è rendere la mobilità elettrica più sostenibile, conveniente e semplificarne la riparazione”.

“Durante la rimozione del rotore, è fondamentale seguire istruzioni precise per evitare il contatto tra i componenti: anche il minimo segno di abrasione all’interno del motore può causare danni”.

Lo strumento offre inoltre una presa ergonomica e un accesso agevole da tre lati aperti.

Il prodotto è già in commercio ed è compatibile con tutte le soluzioni di riparazione e i sistemi per assali Schaeffler esistenti, come E-Axle RepSystem-G e E-Axle RepSystem-M.

BMW iX3, la prima “neue klasse” e il trionfo delle piattaforme universali

Con la presentazione al pubblico mondiale della nuova iX3, a cui sono stati tolti i veli ieri mattina direttamente dallo stand BMW al Salone di Monaco, la “squadra di Casa” come possiamo senza dubbio definire il marchio bavarese, ha lanciato due segnali importanti, uno un po’ scontato e l’altro no.

Il primo è che il modello inaugurale della “Neue Klasse” è un SAV e non una berlina. Malgrado il progetto e il nuovo piacente design siano stati svelati negli anni passati con una vettura a ruote basse tre volumi, alla fine la Casa ha scelto il format più traversale ai mercati che ci sia, ovvero quello di una “Sport Activity”.

BMW iX3 Neue Klasse World Premiere 2025 – foto BMW

Il secondo riguarda il dietro front sul concetto di “all electric”, che molti costruttori stanno facendo oggi dopo le frettolose dichiarazioni degli anni scorsi e di cui BMW si è fatta portavoce silenziosa, evitando proclami troppo precipitosi. La Neue Klasse non inaugura una piattaforma elettrica nativa e dedicata come si va professando oggi, ma si sviluppa sulla base della collaudata e ancora evoluta CLAR condivisa con i modelli endotermici. Perché, semplicemente, questi ultimi continueranno a esistere. E a giudicare dai numeri, va benissimo così.

Il powertrain della BMW iX3 2026 – foto BMW

BMW eDrive generazione 6, +40% di efficienza

Per una volta trascuriamo il design, non perché non meriti di essere commentato ma perché lo ì già stato fin troppo. Lo stile asciutto e gradevole, con rimandi classici che BMW ha proposto fin dalla prima concept car si commenta da solo, l’unica cosa importante da dire è che pulizia e verticalità delle linee si traducono in un’aerodinamica molto efficace, con un Cx dichiarato di 0,24.

Ciò che davvero conta sono i progressi sottopelle: BMW annuncia infatti un sistema propulsivo arrivato ormai alla sesta generazione con un passo avanti notevole rispetto alla precedente. La versione di lancio iX3 50 xDrive, a trazione integrale e con quasi 470 CV di picco, promette infatti una riduzione delle dispersioni energetiche del 40% rispetto alla precedente.

Così come altri costruttori, poi, BMW ha scelto di diversificare la tecnologia dei due motori. Quello posteriore, che è il principale, è infatti sincrono, con un picco di 326 CV a 5.000 giri/min. e 435 Nm di coppia da 0 a 5.000 giri/min. Il suo riduttore monomarcia ha un rapporto di 9,6:1.

Il motore anteriore è invece asincrono, con 167 CV di potenza di picco a 4.600 giri/min. circa, una coppia di 255 Nm e un rapporto di 8,8:1.

Batterie, 110 kWh per 800 km

La tecnologia delle batterie agli ioni di litio prevede un’architettura a 800 V (circa 700 effettivi operativi) e una capacità netta dichiarata di 108,7 kWh. Sono molti, ma arrivano anche grazie ai progressi nello sviluppo delle celle di tipo cilindrico, che promettono una densità maggiore del 20% e una velocità di ricarica migliorata del 30%. Quindi è molta più energia senza un aumento proporzionale dell’ingombro.

Il dato davvero determinate però è l’autonomia dichiarata, di ben 800 km/500 miglia nel ciclo WLTP, 400 miglia nel ciclo EPA e addirittura 900 km nel ciclo di omologazione in vigore in Cina, dove iX3 sarà offerto in una versione specifica per quel mercato e prodotta a Shanghai.

Non male considerando che una lunghezza di 4,78 metri, un passo di 2,90 e un peso a vuoto di 2.285 kg, contenuto anche grazie allla batteria che svolge una funzione strutturale, ma anche una capacità di traino (con gancio estraibile elettrico opzionale) di due tonnellate.

Quanto alla ricarica, in modalità “fast” può gestire fino a 400 kW di potenza e quindi caricare l’equivalente energetico di 372 km in appena 10 minuti o passare dal 10% all’80% in 21 minuti. In corrente alternata a 11 kW o 22 kW (optional) con impianti trifase ci vogliono invece da poco meno di sei ore a 11 ore per la carica completa 0%-100%. La batteria dispone di funzioni Vehicle to Load, Vehicle to Home e Vehicle to Grid che consentono di condividere la riserva con dispostivi esterni, impianti di casa e reti pubbliche.

L’abitacolo della BMW iX3 Neue Klasse – foto BMW

Quattro computer

L’altra parte delle novità riguardano la gestione dei sistemi di bordo: BMW introduce una rete intelligente composta da quattro computer, uno dei quali, chiamato Heart of Joy, preposto al controllo del sistema di trazione e recupero energetico, e uno che cura invece la dinamica e uno, dalla potenza di calcolo particolarmente elevata, che governa tutti i dispositivi per la guida automatizzata.

BMW iX3 codice NA5, sarà prodotta a Debrecen, in Ungheria, dall’autunno e in vendita in Europa da inizio 2026. Il listino prevede al momento la sola iX3 50 xDrive con allestimenti base, MSport e MSport Pro a prezzi compresi tra 69.900 e 76.400 euro. Seguirà un modello base di prezzo e potenza inferiori.

MCM CC-133 V8 Alfa Romeo GT, destinazione Le Mans 2026

A poche settimane dalle 71 candeline, Fulvio Maria Ballabio ha la vitalità di un ragazzino: non c’è ospite e invitato all’evento ospitato sull’Autodromo di Lombardore, alle porte di Torino, con cui non scambi parole, abbracci e sorrisi.

Omaggio a Carlo Chiti

Quello che si celebra sul circuito del torinese è l’inizio ufficiale di un sogno, l’ennesimo di una vita costellata di obiettivi raggiunti, uno dopo l’altro, come fossero i puntini numerati cari all’enigmistica.

Questa volta significa dare il via al sogno di portare la “MCM CC-133 V8 Alfa Romeo GT” ai nastri di partenza della prossima edizione della 24 Ore di Le Mans.

L’auto vuol essere un tributo a Carlo Chiti, l’ingegnere che nel dopoguerra ha progettato monoposto da F1 alla corte di Enzo Ferrari e per l’allora Autodelta Alfa Romeo.

GPL, per rispettare l’ambiente

Ma la MCM CC-133 ha una particolarità: il poderoso otto cilindri che si intravede nella parte posteriore, in grado di portarla sulla soglia dei 300 km/h, è stato configurato a GPL, per dimostrare che l’alternativa ecologica non toglie nulla alle prestazioni più estreme.

Un team femminile

Non basta ancora, perché la vettura sarà affidata a un team che al momento è tutto al femminile.

E’ infatti composto da Tamara Vidali e Alexandra Gallo, la prima vincitrice del Campionato Italiano nel 1992 con un’Alfa Romeo Touring 155, la seconda Campionessa italiana femminile 1997 Lotus Elise.

Ballabio, ovvero l’energia pura

A tirare le file di tutto questo, come accennato, un inarrestabile Fulvio Maria Ballabio, imprenditore milanese detto il “Console volante” nonché fondatore della “Monte Carlo Motorsport”, unica casa automobilistica monegasca, ma soprattutto pilota che nella vita le ha provate davvero tutte.

Lo dimostra una carriera sportiva passata dalle Champ Car ai rally, dalla motonautica alle ruote coperte, dalla Formula 2000 a F2 ed F3, arrivando alla massima divisione possibile, la F1, ai nastri di partenza del GP di Rio de Janeiro.

In Formula 1 “con Prost davanti e Senna dietro”

Così Ballabio ricorda quell’avventura, interrotta quando un grave lutto familiare combinato con una scelta della scuderia gli impediscono di correre al fianco di Emerson Fittipaldi al volante di una “Spirit”, team britannico fondato da John Wickham, progettista con un passato alla March, la Gordon e la Coppuck.

La Centenarie, di natali monegaschi

La MCM CC-133 è il secondo progetto della “Monte Carlo Motorsport”, dopo l’esperienza della “Centenaire”, prima GT al mondo ad essere realizzata in fibra di carbonio, nata nel 1983 per celebrare i 100 anni dell’Automobile Club de Monaco e progettata da Carlo Chiti, Guglielmo Bellasi e lo stesso Ballabio.

Prima che Ballabio cedesse la società, era stata prevista una produzione limitata a 100 esemplari, ma alla fine ne furono prodotti soltanto 16, di cui cinque con motore Lamborghini, uno dei quali finito nel garage personale della famiglia Grimaldi.

Fra i presenti all’evento torinese anche Fausto Atzori, nonno materno di Pecco Bagnaia, che a Lombardore era di casa e che un giorno non meglio precisato potrebbe (forse) cimentarsi a bordo della MCM CC-133, replicando un celebre capriccio automobilistico che anni fa si era tolto anche Valentino Rossi.

Per l’occasione, e per celebrarne i 35 anni, a Lombardore non poteva mancare anche uno splendido esemplare della Centenaire, uno dei tanti progetti di Fulvio Ballabio, uno dei pochi uomini al mondo ad aver svuotato il cassetto dei sogni. Forse.

Kia Sportage 2025 Hybrid e Full Hybrid, quale scegliere?

Kia Sportage
La versione HEV della nuova Kia Sportage - foto © Auto Tecnica

Il nuovo Kia Sportage 2025 conferma la sua vocazione a best-seller del segmento C-SUV.

Forte di oltre 7 milioni di unità vendute nel mondo e con una gamma oggi ancora più elettrificata.

La filosofia di design chiamata in KiaOpposites United” dona alla vettura linee audaci e moderne, mentre l’abitacolo accoglie con materiali premium e una dotazione tecnologica di vertice.

Kia Sportagee
Abbiamo provato le nuove Kia sulle impgnative salite che da Torino portano a Superga – foto © Auto Tecnica

Dal doppio display curvo da 12,3” al sistema Kia Connect con aggiornamenti OTA. Ma è soprattutto sotto il cofano che si gioca la sfida più interessante: meglio il motore Hybrid o il più sofisticato Full Hybrid?

L’allestimento presentato

La nuova Kia Sportage 2025 debutta sul mercato italiano nell’allestimento GT Line che punta sull’equilibrio tra design, tecnologia e comfort.

Esteticamente si distingue per la firma luminosa LED Star Map, i cerchi in lega fino a 19 pollici e l’inedita calandra tiger nose a sviluppo orizzontale.

L’abitacolo accoglie con un ambiente premium: doppio display curvo, strumentazione digitale configurabile e materiali ecosostenibili Dinamica nei rivestimenti. per i cerchi in lega fino a 19 pollici e l’inedita calandra tiger nose a sviluppo orizzontale.

Kia Sportage
Lo schermo doppio arcuato domina il cruscotto della vettura – foto © Kia

L’allestimento presentato è disponibile su entrambe le motorizzazioni e si rivolge a un pubblico che cerca un SUV raffinato, connesso e pronto all’uso quotidiano come ai viaggi di lunga percorrenza.

Motorizzazioni a confronto

Il listino Kia Sportage 2025 propone due declinazioni ibride principali.

La prima è l’Hybrid (MHEV 48V), una mild hybrid con motore 1.6 CRDi da 136 CV, abbinato a generatore 48V da 12,2 kW e batteria compatta da 0,44 kWh.

Kia Sportage
Pulizia estrema nel cofano motore che contiene il MHEV – foto © Kia

L’elettrificazione supporta il termico in accelerazione, migliora l’efficienza e riduce emissioni, senza però consentire la marcia 100% elettrica.

Il peso contenuto (12 kg la batteria), i consumi medi WLTC attorno ai 5 e i 5,6 litri per 100 km e le emissioni di 129–145 g/km di CO₂ lo rendono particolarmente interessante.

Il Full Hybrid (HEV) è più complesso e potente.

Abbina il 1.6 T-GDi benzina turbo da 180 CV a un motore elettrico sincrono da 64,8 CV (47,7 kW) e batteria da 1,49 kWh (270V). La potenza combinata raggiunge 239 CV, con coppia massima di 280 Nm e possibilità di muoversi per brevi tratti in modalità EV. Accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi (contro gli 11,4 del mild hybrid), consumi medi di 5,5–6,0 litri per 100 km, emissioni di 124–135 g/km di CO₂.

Sportage Hybrid Vs. Full Hybrid

Sportage Hybrid (MHEV) Sportage Full Hybrid (HEV)
Motore termico 1.6 CRDi diesel 136 CV 1.6 T-GDi benzina turbo 180 CV
Sistema elettrico 48V Mild Hybrid (HSG 12,2 kW) Motore elettrico 64,8 CV (47,7 kW)
Potenza combinata 136 CV 239 CV
Coppia massima 320 Nm 280 Nm
Batteria 0,44 kWh – 48V (12 kg) 1,49 kWh – 270V (64 kg)
Accelerazione 0-100 km/h 11,4 s 7,9 s
Velocità massima 180 km/h 196 km/h
Consumi WLTC (medio) 5,0-5,6 l/100 km 5,5-6,0 l/100 km
Emissioni CO₂ (medio) 129-145 g/km 124-135 g/km
Peso in ordine di marcia Circa 1.630 kg Circa 1.665 kg
Prezzo di listino (da) 36.000 € 37.750 €

Prestazioni ed efficienza

Sul piano dinamico il mild hybrid resta più vicino a un diesel tradizionale.

È regolare, parsimonioso, adatto ai lunghi viaggi e ai clienti che percorrono molti chilometri.

Kia Sportage
Anche il posteriore della nuova Sportage è originale e “di peso” come il frontale – foto © Kia

Invece, il Full Hybrid punta a un equilibrio tra efficienza e piacere di guida: lo spunto è brillante grazie all’apporto del motore elettrico, mentre l’automatico a sei rapporti sfrutta meglio la coppia in partenza.

Interessante notare come lo Sportage HEV, pur più potente, mantenga valori di consumo e CO₂ addirittura inferiori alla variante MHEV, merito della maggiore capacità di recupero energetico e dell’assistenza elettrica anche a basse velocità.

La differenza di prezzo al listino è di circa 1.500-2mila euro, secondo l’allestimento scelto, ma a fronte di prestazioni nettamente superiori.

Pro e contro Hybrid & Full Hybrid

Sportage Hybrid (MHEV) ha dalla sua il prezzo di acquisto più contenuto, consumi molto bassi su percorrenze autostradali, semplicità costruttiva e peso ridotto risultando perfetto per chi percorre molti km all’anno.

Tuttavia le prestazioni sono più modeste della sorella maggiore, non marcia mai al 100% in elettrico e la tecnologia è meno evoluta.

Sportage Full Hybrid (HEV) tra i pro ha una potenza combinata di 239 CV, con accelerazione brillante, la possibilità di guida in modalità EV a basse velocità, emissioni CO₂ più contenute del MHEV, è disponibile anche in versione AWD e offre sicuramente un piacere di guida superiore, più dinamico.

Tra i contro il prezzo superiore, la batteria decisamente più grande che incide molto sul peso e consumi leggermente più alti in autostrada a velocità costante.

Tecnologia e dotazioni

Entrambe le varianti condividono la stessa architettura di bordo.

Kia Sportage
Il rinnovato fanale a sviluppo verticale – foto © Kia

Il cliente ha a disposizione display panoramici, head-up display opzionale e una suite completa di ADAS, dal Forward Collision Avoidance Assist al Highway Driving Assist 2, fino al Blind Spot View Monitor.

Il Full Hybrid si distingue per la disponibilità di funzioni aggiuntive come il Remote Smart Parking Assist, che permette di manovrare l’auto da remoto, e per la possibilità – come detto – di disporre della trazione integrale AWD.

Gli interni, realizzati con tessuti ecosostenibili Dinamica e inserti premium, sottolineano l’impegno di Kia verso materiali riciclati e processi produttivi a basso impatto.

Prezzi e gamma

Sportage MHEV 1.6 CRDi da 36mila euro (Business) a 46.250 euro (GT-Line Plus con DCT7).

Sportage HEV 1.6 T-GDi da 37.750 euro (Business) a 48.500 euro (GT-Line Plus AWD).

Kia Sportage
I designer Kia hanno modificato anche la fanaleria posteriore – foto © Kia

In entrambi i casi, l’allestimento è completo già nelle versioni di accesso, ma con pacchetti come il Premium Pack si ottengono comfort tipici di categoria superiore: head-up display, sedili ventilati e impianto audio Harman Kardon.

Due anime per un solo best-seller

Il Kia Sportage 2025 si conferma come SUV di riferimento per chi cerca un modello tecnologico, sicuro e sostenibile.

La scelta tra Hybrid e Full Hybrid dipende dalle esigenze.

Il primo è la soluzione ideale per chi privilegia i costi di gestione e percorre tanti chilometri su autostrada, il secondo rappresenta la sintesi perfetta tra efficienza e piacere di guida, offrendo prestazioni da segmento superiore senza compromettere i consumi.

Kia Sportage
Il cerchio da 19″ che caratterizza alcune versioni della nuova Sportage – foto © Kia

In entrambi i casi, lo Sportage non è solo un’auto: è un compagno di viaggio che unisce concretezza ed emozione, razionalità ed evocazione, incarnando in pieno la filosofia Kia di “Opposites United”.

GPL e trifuel, ulteriori novità per il mercato italiano

Kia ha confermato per l’Italia l’arrivo di una motorizzazione a GPL ed è in fase di sviluppo avanzato una variante trifuel: benzina-elettrico-GPL.

La prima adotterà il collaudato 1.6 T-GDi adattato per l’alimentazione a gas, con serbatoio dedicato e autonomia combinata sensibilmente superiore rispetto alle attuali versioni.

La seconda rappresenterà una soluzione ancora più flessibile e unica nel segmento C-SUV.

Grazie alla combinazione tra il sistema ibrido e l’impianto GPL, offrirà la possibilità di percorrere tratte urbane in modalità elettrica, viaggi a GPL a costi contenuti e l’affidabilità della benzina come backup.

Kia Sportage
Con entrambe le motorizzazioni la guida è decisamente piacevole – foto © Kia

Schaeffler VLS con Vitesco per l’aftermarket di alta qualità

Schaeffler VLS
Il sensore NOx misura in modo preciso e continuo la concentrazione di azoto nei gas di scarico dei veicoli diesel, contribuendo così a ridurre le emissioni inquinanti. Immagine ©Schaeffler

La divisione di Schaeffler Vehicle Lifetime Solutions (VLS) compie un passo avanti strategico con l’integrazione della gamma di prodotti Vitesco Technologies.

Un’iniziativa che apre nuovi segmenti di mercato e accelera lo sviluppo di soluzioni per la mobilità sostenibile attraverso l’acquisizione di tecnologie all’avanguardia nel campo delle emissioni.

Officine indipendenti sempre aggiornate

La crescente complessità dei moderni sistemi di trasmissione, caratterizzati da una sempre maggiore integrazione tra meccanica ed elettronica, rendono l’aggiornamento delle autofficine a livello di diagnostica e dell’approvvigionamento di ricambi di qualità una sfida giornaliera.

E’ l’effetto del boom della meccatronica, dei software e della connettività.

Schaeffler VLS affronta queste sfide offrendo formazione completa e informazioni tecniche attraverso REPXPERT, il suo consolidato portale per officine.

Un’iniziativa che consente alle officine indipendenti di adattarsi in modo competente ai nuovi progressi tecnologici.

Ricambi tecnologicamente all’avanguardia e con qualità OE

Sensori NOx ad alta precisione, unità di controllo e attuatori meccatronici avanzati sono componenti essenziali per soddisfare le rigide normative sulle emissioni, e al contempo offrire ai costruttori di veicoli e alle autorità di regolamentazione una diagnosi conforme alle normative.

Riparazioni eseguite a regola d’arte e con ricambi di qualità favoriscono la riduzione delle emissioni di CO2, migliorano l’efficienza del sistema propulsivo e riducono i costi operativi per l’utilizzatore finale.

Integrando la gamma Vitesco nella sua infrastruttura VLS, Schaeffler offre ai distributori l’accesso diretto a tecnologie fondamentali con qualità di primo impianto, supportate da un’infrastruttura consolidatadi.

Questi prodotti, che prima erano esclusivi della rete di assistenza dei Costruttori automobilistici, ora sono più accessibili.

Il patrimonio del primo impianto dei prodotti Vitesco è il cuore della strategia di co-branding “Schaeffler Vitesco”, che facilita l’integrazione e l’introduzione della gamma Vitesco nel mercato indipendente dei ricambi da parte della distribuzione.

Ramdas Cherupara, Head of Product Development & Management di Schaeffler Vehicle Lifetime Solutions:

“L’integrazione della gamma Vitesco rappresenta una tappa strategica e significativa per Schaeffler VLS.”

“I distributori e le officine beneficeranno di una infrastruttura consolidata, di prodotti di alta qualità e di un supporto tecnico completo per tutte le tecnologie di propulsione rilevanti per il mercato aftermarket. Nei prossimi anni è previsto un ulteriore ampliamento della gamma”.

Il Salone Auto 2025 fa tornare Torino la capitale dell’automotive

Salone Torino
Un'immagine della scorsa edizione - foto © Salone Auto Torino

Dal 26 al 28 settembre 2025 Torino tornerà a indossare l’abito più amato dagli appassionati dei motori, quello di capitale italiana dell’automobile.

Con oltre 50 marchi confermati e mezzo milione di visitatori attesi, il Salone Auto Torino 2025 si prepara a un’edizione che unisce esposizione statica, prove su strada, design e cultura in un format urbano diffuso e gratuito.

Un salone all’aperto tra storia e innovazione

Piazza Castello, Piazzetta Reale e i Giardini dei Musei Reali saranno il cuore della manifestazione.

In questi luoghi il pubblico potrà muoversi liberamente tra aree espositive e installazioni, osservando da vicino modelli che vanno dalle citycar elettriche alle supercar da sogno.

Salone Torino
foto © Salone Auto Torino

A rendere unico questo evento è proprio la sua formula.

Non è un classico salone al chiuso, ma una vetrina a cielo aperto che coinvolge l’intera città, trasformando Torino in un grande palcoscenico della mobilità del futuro.

Grandi marchi e anteprime

Ferrari, Lamborghini, Maserati, Tesla, BMW, Alfa Romeo, Jeep e molti altri: il parterre è tra i più completi in Europa.

Accanto ai big dell’automobile non mancano i nuovi protagonisti della mobilità elettrica e i brand emergenti cinesi, ormai sempre più rilevanti nel panorama globale.

Nei prossimi giorni gli organizzatori comunicheranno la lista degli oltre 100 modelli in esposizione, tra cui diverse anteprime italiane ed europee. Un’occasione imperdibile per toccare con mano vetture che presto vedremo sulle nostre strade.

La città come pista di prova

Non solo esposizione statica, in quanto il test drive è l’esperienza più attesa.

In piazza Castello – luogo iconico di Torino – verrà allestita un’area dedicata per provare su strada modelli elettrici, ibridi e termici di marchi come Hyundai, Kia, Polestar, Tesla e Mazda.

Salone Torino
foto © Salone Auto Torino

I percorsi si svilupperanno tra le vie del centro storico, permettendo agli automobilisti di valutare direttamente prestazioni, tecnologie e comfort delle ultime novità di mercato.

Un’esperienza dinamica che rende il Salone Auto Torino qualcosa di diverso rispetto a qualunque altro evento di settore.

Inaugurazione tra istituzioni e design

Il 26 settembre si terrà la cerimonia di apertura in piazza Castello con istituzioni, stampa e i principali rappresentanti del mondo automotive.

Nel pomeriggio, al Palazzo Reale, spazio al Turin Automotive Design Award (TADA), il primo premio europeo dedicato al design automobilistico cinese in Europa, organizzato con Italdesign e Auto&Design.

Un segnale forte della crescente interconnessione tra i centri di innovazione globali.

Un weekend di passioni

Sabato 27 settembre sarà animato dal Supercar Meeting Venaria Reale Torino, con 100 equipaggi selezionati tra i più prestigiosi collezionisti italiani.

Si tratterà di un corteo spettacolare che unirà la Reggia di Venaria al centro di Torino.

La domenica, spazio all’eleganza con il Festival Car a Revigliasco.

Salone Torino
Il logo della manifestazione di quest’anno – foto © Salone Auto Torino

Oltre 80 vetture storiche e youngtimer saranno esposte lungo le vie del borgo, in un’atmosfera unica, capace di fondere bellezza paesaggistica e passione automobilistica.

Coinvolta tutta la città

Il Salone non è solo auto.

Infatti, grazie al “pass convenzioni”, i visitatori potranno scoprire molti musei di Torino.

Luoghi, per intenderci, famosi e importanti come il MAUTO, il Museo Egizio e la Pinacoteca Agnelli, approfittando di agevolazioni su trasporti, hotel e ristoranti, e vivere Torino in tutte le sue sfaccettature.

Una vera esperienza immersiva che valorizza la città e la sua tradizione industriale e culturale.

Il Salone Auto Torino non è semplicemente una vetrina di modelli: è un racconto collettivo sul futuro della mobilità, ambientato nella città che ha visto nascere l’industria automobilistica italiana.

È un ponte tra passato e innovazione, tra storia e sostenibilità, tra cultura e design. Per tre giorni Torino non sarà solo capitale dell’auto, ma capitale della visione: quella di un mondo che continua a evolvere sulle quattro ruote, senza dimenticare le proprie radici.

Salone Torino
foto © Salone Auto Torino

ID. Polo, il ritorno elettrico della tradizione Volkswagen

ID. Polo
La ID. Polo presentata all'IAA di Monaco 2025 - foto © Volkswagen

Volkswagen rivoluziona la propria strategia di naming per i modelli elettrici.

E così la ID. 2all diventa ID. Polo, rilanciando un simbolo storico del brand nel pieno della rivoluzione EV del marchio.

A questo proposito, Thomas Schäfer, CEO Volkswagen, ha spiegato che “i nostri nomi sono profondamente radicati nella mente delle persone. Simboleggiano un brand forte, con qualità, design senza tempo e tecnologie accessibili. Ecco perché stiamo proiettando i nostri nomi storici nel futuro. L’ID. Polo è solo l’inizio”.

Dimensioni, piattaforma e produzione del modello

La nuova ID. Polo è un hatchback compatto elettrico basato sulla piattaforma MEB Entry, pensata per EV compatti.

Sarà dotato di trazione anteriore, alimentata da due opzioni batteria (38 e 56 kWh) e offrirà una autonomia fino a circa 450 km WLTP con supporto a ricarica veloce fino a 125 kW.

ID. Polo
foto © Volkswagen

Le sue dimensioni sono 4.053 mm di lunghezza, 1.816 mm di larghezza, 1.530 mm di altezza, con un passo di 2.600 mm.

Motori, tecnica e design

ID. Polo offrirà vari livelli di potenza, inclusa probabilmente una versione da circa 223 CV, marcando un primato per Volkswagen in questo segmento.

Tutte le versioni sfrutteranno un motore frontale su trazione anteriore, semplificando architettura e costi.

Dal punto di vista estetico e funzionale, si conferma il ritorno di comandi fisici come tasti e manopole per audio e climatizzazione, una scelta che risponde alle critiche verso interni troppo “touch-centrici”.

Strategia industriale e prezzi

Il lancio è previsto per il 2026, con anteprima al salone IAA di Monaco nel 2025.

Il prezzo base dovrebbe attestarsi al di sotto di 25mila euro, importo strategico per contrastare la concorrenza emergente nel segmento EV economico, come Renault, BYD e Hyundai.

Le linee produttive saranno aperte anche ad altri modelli come l’ID. Cross (EV dell’attuale T-Cross) e, secondo alcune anticipazioni, anche per ID. Golf, ID. Tiguan e ID. Passat.

Il valore di un nome

Polo evoca un’eredità solida, consolidata in oltre 20 milioni di esemplari venduti dal 1975.

Inoltre, adottando un nome familiare, VW riduce complessità comunicative e punta su una efficienza dei costi.

Infine, l’uso di badge riconosciuti – applicata a più modelli EV, mantenendo parallelamente attivi i modelli ICE/ibridi con lo stesso nome – permette di riaffermare e rafforzare il valore sia del brand sia del nome dei modelli.

In sintesi, l’ID. Polo inaugura un ponte tra passato e futuro.

È una elettrica che parla il linguaggio della tradizione e dell’innovazione tecnologica, pronta a guidare il cambiamento su strada della Volkswagen.

ID. Polo
foto © Volkswagen

Max Verstappen: “In Ferrari solo per vincere. Le mie curve preferite a Monza…”

(Clive Rose/Getty Images) // Getty Images / Red Bull Content Pool

Il giovedì dei weekend di gara è, come da consuetudine, il giorno in cui i piloti si dedicano alle domande della stampa, essendo liberi da sessioni in pista.

Abbiamo avuto l’occasione di partecipare al “Round Table” organizzato da Red Bull nel proprio motorhome con il pluricampione Max Verstappen, prima del tanto atteso Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza.

Curve di Lesmo

La nostra domanda si è focalizzata sul circuito di Monza e in particolare su cosa ne pensasse del recente restyling che ha visto ridurre l’altezza dei cordoli e il rifacimento dell’asfalto, nonché su quale fosse il suo settore preferito.

Devo ammettere che mi piace di più la nuova configurazione del circuito, trovo che l’asfalto offra più grip rispetto al passato. Inoltre è cambiato anche un po’ il layout e, per me, ora è più divertente. Il settore che più si adatta al mio stile di guida è quello centrale. Le curve che amo di più sono le due di Lesmo, la sequenza ravvicinata a volte può farti paura, ma quando senti che la macchina sta andando bene, può regalarti tanta soddisfazione.” ha risposto Max.

Un talento puro come lui non poteva che preferire le Lesmo, dove conta “il manico” e dove si può fare la differenza entrando senza timore. Le due curve a destra in sequenza, caratteristiche del tracciato brianzolo, sono all’apparenza simili ma in realtà molto diverse. La prima, più veloce, con un ingresso cieco e un punto di corda da ritardare il più possibile. La seconda, più secca e veloce, da fare anticipando la frenata per arrivare sul cordolo interno già in accelerazione.

A Monza non parte da favorito

Per la prima volta, a Monza Verstappen non parte da favorito, ma comunque da detentore del titolo.

“A Zandvoort abbiamo imparato che ogni circuito è sempre una lotteria, tutto può cambiare in pochi giri. E queste auto sono molto vicine in termini di prestazioni. Per cui si può sempre presentare l’occasione per prendere la testa della corsa se si fa una buona qualifica e si va all’attacco. Sono ottimista.” ha dichiarato.

Max Verstappen
Verstappen ha risposto alle domande della stampa italiana durante il media day giovedì 4 settembre 2025 presso il Motorhome di Red Bull Racing

Campionato

Per la prima volta in quattro anni, Max Verstappen non è in lotta per il campionato ed è curioso apprendere il suo punto di vista, in cerca di una reazione e di un ribaltamento della situazione:

Sì, lo ammetto, preferirei essere più in alto di così. Sapevo già dall’inizio che avremmo avuto una stagione molto competitiva. Ma c’è sempre un momento in cui le cose cambiano. A volte mi sento poco incisivo in questi momenti e questo non va bene. Per ribaltare la situazione bisogna cercare di reagire, lavorare insieme al team, cercare di capire come sia realisticamente la situazione e così via. Certo, ogni giorno scendo in pista sapendo che sarà dura in ogni caso. Ma ci sono molti piloti in questa condizione, non tutti sono fortunati a lottare per un mondiale

Max Vestappen in Ferrari solo per vincere

Monza è la Casa dei “Tifosi” e non poteva mancare un accenno alla Scuderia Ferrari:

Tutti i piloti sognano di guidare per la Ferrari, ma se vuoi andarci lo fai per vincere, non per altro. Non ti devi lasciare trasportare dalle emozioni. Certo, quando vinci con Ferrari la soddisfazione è sicuramente maggiore rispetto a vincere con qualsiasi altro Team.

Una mentalità da vincente, che non lascia spazio al trasporto emotivo, ribadendo il concetto che la scelta della scuderia deve essere dettata dalla ragione e da considerazioni ben ponderate, orientate al risultato finale.

Le sue affermazioni, peró, non chiudono di fatto la porta alla Rossa, lasciando aperto qualsiasi scenario per gli anni a venire.

Un consiglio ai più giovani

Max Verstappen ha voluto anche dare un consiglio ai più giovani, con un particolare riferimento ad Antonelli, quando gli è stato chiesto come si sentiva lui nell’anno del suo esordio (dieci anni fa, nel 2015):

Sono momenti molto difficili, perché molte persone non tollerano gli errori dei debuttanti. Invece bisogna dare sempre il massimo e mi piacciono i piloti che le provano tutte, proprio come facevo io nei primi anni. Bisogna soltanto avere un po’ di pazienza, anche perché non è facile esordire in un top team.

Verstappen lo scorso anno, nel 2024, a Monza (Photo by Mark Thompson/Getty Images) // Getty Images / Red Bull Content Pool

Euro 7 ed emissioni di particelle dagli pneumatici

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L’Unione europea ha fatto della transizione verso una mobilità più sostenibile una delle sue massime priorità.

Adottato nell’aprile 2024, il regolamento Euro 7 rappresenta un importante passo avanti, introducendo per la prima volta soglie di emissione di particelle dovute all’usura degli pneumatici, una misura che Michelin sostiene pienamente.

Questo regolamento valuterà le emissioni globali di particelle di usura generate da tutti i pneumatici venduti sul mercato europeo e non saranno più ammessi pneumatici che superino le soglie stabilite.

L’obiettivo è chiaro: ridurre significativamente le emissioni di usura dei pneumatici per salvaguardare meglio l’ambiente e dare riconoscimento ai produttori che sostengono i più alti standard di innovazione.

Ogni anno, il trasporto su strada in Europa genera quasi 500.000 tonnellate di particelle di usura dai pneumatici.

Non tutti i pneumatici sono uguali e, anche quando si tratta di questo fenomeno, i risultati sono differenti: in base alle scelte progettuali dei produttori – durata chilometrica, materiali e architettura – le emissioni possono variare fino a quattro volte.

Serve un   metodo   di   test   affidabile   e   rappresentativo

L’efficacia della normativa Euro 7 dipende dall‘affidabilità del metodo di misurazione.

euro 7
©Michelin

Attualmente sono in discussione due approcci:

  • Test su strada in condizioni reali

Questo metodo di prova misura le emissioni in grammi per chilometro e per tonnellata di carico.

Fornisce risultati affidabili, riproducibili e rappresentativi.

Sviluppato e supportato dall’industria automobilistica europea negli ultimi 6 anni in piena trasparenza con le autorità, è stato adottato anche dall’ADAC, l’associazione automobilistica tedesca, riconosciuta per il rigore dei suoi test e i cui risultati sono coerenti con quelli dei produttori, rendendo questo metodo il fondamento più solido per la normativa Euro 7.

  • Il metodo in laboratorio su tamburo

Ancora in fase di sviluppo, questa alternativa si basa su parametri parzialmente definiti e non trasparenti.

Questo metodo è pertanto soggetto a manipolazioni per soddisfare le soglie normative e potrebbe non riflettere accuratamente le emissioni reali.

Nel suo studio del giugno 2025, l’ADAC ha riconosciuto che questo approccio non è ancora sufficientemente affidabile per un’attuazione immediata.

Le discrepanze tra questi due metodi sono notevoli: nel 28% dei casi, i risultati ottenuti per lo stesso pneumatico divergono notevolmente.

Ad esempio, ad uno pneumatico con un indice di abrasione di 1,42 nel test su strada, sarebbe vietata la commercializzazione, mentre lo stesso pneumatico potrebbe essere venduto a seguito  di  un  risultato  di  0,83  ottenuto  attraverso  il  test  in  laboratorio.

L’adozione immediata del metodo basato sui test di laboratorio comporterebbe rischi sostanziali:

  • Rischi economici, incentivando l’importazione in Europa di pneumatici economici e meno innovativi;
  • Rischi ambientali, compromettendo gravemente l’efficacia delle normative Euro 7.

Michelin sostiene l’applicazione immediata del metodo di test in condizioni reali, pur continuando la ricerca su un approccio basato su test in laboratorio, che potrebbe rappresentare una soluzione complementare, a condizione che raggiunga la maturità tecnica.

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L’esperienza Michelin

Nel giugno 2025, l’ADAC ha pubblicato un nuovo studio su 160 modelli di pneumatici.

I risultati mostrano che i pneumatici Michelin emettono, in media, il 26% in meno di particelle rispetto a quelli di altri quattro produttori premium.

Questa performance conferma i risultati di uno studio del 2022, che già evidenziava una riduzione del 28% rispetto alla media del mercato.

Dal 2005, Michelin ha investito molto in ricerca e sviluppo per migliorare la comprensione e ridurre l’abrasione dei pneumatici.

Facendo leva sulle proprie competenze nella scienza dei materiali e con una progettazione che mira ad ottimizzare l’uso delle materie prime, Michelin ha ridotto le emissioni di usura del 5% tra il 2015 e il 2020, evitando l’emissione di 100.000 tonnellate di particelle.

In questo contesto, Michelin sarà pronta ad applicare la normativa Euro 7 già nel 2028 per i suoi nuovi prodotti e, nel 2030, per tutte le sue gamme per auto.

Lo studio ADAC è disponibile a questo link

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