venerdì 24 Aprile 2026 - 22:04:20

Home Blog Pagina 57

Kei-Car Suzuki: dal Giappone all’Europa?

kei-car

Kei-Car Suzuki, due parole che si coniugano perfettamente e che presto diverranno di uso comune anche in Europa, dove queste piccole auto a basse emissioni saranno il futuro, se si vuole realmente risolvere il problema del traffico in città e delle emissioni nei grandi centri abitati.

BYD (2% in Italia) continua la scalata al mercato

BYD
La nuova Seal 6 DM-i, secondo modello DM-i della gamma BYD - foto © BYD

Settembre 2025 si chiude con un nuovo record per BYD.

Sono state 2.488 immatricolazioni per una quota di mercato del 2%, che proiettano il marchio cinese nella Top 20 dei costruttori più venduti in Italia.

Un traguardo che nasce da una strategia tecnologica ben definita, una gamma in rapida espansione e una comunicazione efficace sugli incentivi, capace di intercettare un pubblico sempre più attento alle alternative ai motori tradizionali.

Crescita costante e presenza consolidata

Il risultato di settembre segna un consolidamento importante per BYD sul mercato italiano, dove il marchio ha ormai costruito una rete commerciale solida e una notorietà crescente.

Ma non è solo l’Italia a sorridere.

Infatti, la crescita si riflette su scala europea, con performance significative in Germania, Spagna, Gran Bretagna e Turchia.

In Germania, per la prima volta, BYD entra nella Top 20 con una quota dell’1,4%, mentre nel Regno Unito la crescita è ancora più decisa.

In Turchia, addirittura, il marchio si prepara a sorpassare gruppi automobilistici storici: un segnale che la strategia globale sta funzionando.

Il cuore tecnologico della strategia BYD

In Italia BYD è oggi leader con una posizione dominante nei Super Ibridi DM-i (PHEV), dove raggiunge una quota del 17%.

Al centro di questo successo c’è la Seal U DM-i, un modello che unisce comfort, efficienza e tecnologia di ultima generazione.

Il sistema ibrido DM-i è concepito per eliminare l’“ansia da ricarica”, sfruttando un motore termico ottimizzato per lavorare come generatore e un’elettronica raffinata per gestire l’energia nel modo più efficiente possibile.

Il sistema Super Ibrido DM-i

Si trattata di un sistema con architettura PHEV avanzata: il motore termico lavora principalmente come range extender, mentre la trazione è quasi sempre elettrica.

Elevata l’efficienza termica, oltre il 40% grazie a cicli di combustione ottimizzati e software proprietari.

L’autonomia combinata è superiore ai 1.000 km reali, con consumi record e tempi di ricarica ridotti.

Infine, il software intelligente permette la gestione predittiva dei flussi energetici basata su mappe GPS e condizioni reali.

Questa tecnologia, sviluppata interamente in house da BYD, si distingue dalle soluzioni PHEV europee per la sua impostazione “electric first”, che la avvicina più a un veicolo elettrico con range extender che a un ibrido tradizionale.

Il risultato è una fluidità da guida elettrica, con consumi contenuti anche in autostrada.

Seal 6 DM-i, il nuovo pilastro della gamma

Tra i protagonisti di settembre spicca la nuova Seal 6 DM-i, presentata in anteprima internazionale al Salone di Monaco.

Disponibile nelle versioni Touring e Sedan, è il secondo modello DM-i della gamma europea BYD.

Il suo debutto ha avuto un impatto immediato sia in termini di immatricolazioni sia di raccolta ordini.

La Seal 6 DM-i punta a conquistare la fascia medio-alta del mercato, con un design europeo e una dotazione tecnica.

Ciò significa una piattaforma e 3.0 con batteria Blade integrata nel pianale (CTB technology), sistemi ADAS di ultima generazione, infotainment intelligente con aggiornamenti OTA continui.

Incentivi e comunicazione

Una parte importante del successo italiano è arrivata dalla campagna di comunicazione sugli incentivi BYD, capace di amplificare gli incentivi statali con una proposta semplice e immediata per il cliente.

Questa iniziativa ha generato un elevato traffico nelle concessionarie, con risultati che si preannunciano ancora più rilevanti per ottobre.

Solide radici tecnologiche

Fondata nel 1995 come produttore di batterie, BYD è oggi una multinazionale hi-tech con attività che spaziano dall’automotive al trasporto ferroviario, fino all’elettronica.

È la prima casa al mondo ad aver interrotto la produzione di veicoli a combustione per passare completamente ai veicoli elettrici e ibridi plug-in.

Tecnologie proprietarie come la batteria Blade, la piattaforma , il sistema DiSus per il controllo intelligente del telaio e il super ibrido DMO testimoniano una capacità di innovazione verticale che pochi costruttori possono vantare.

Una rivoluzione silenziosa

La crescita di BYD è fatta numeri, tecnologia e strategia industriale.

In un mercato europeo ancora in transizione, il marchio cinese sta dimostrando che la mobilità elettrificata può essere accessibile, tecnologicamente avanzata e sostenibile.

Se settembre ha segnato un nuovo traguardo, i prossimi mesi diranno se BYD saprà trasformare questa ascesa in una presenza strutturale e di lungo periodo nel panorama automotive europeo. La rivoluzione BYD è iniziata ed è silenziosa, efficiente, elettrificata.

“Così abbiamo immaginato la Opel Corsa Vision Gran Turismo”

Corsa
Victor Uribe Chacon di fianco alla concept car Opel Corsa Vision Gran Turismo - foto © Stellantis

Dal Messico alla Germania, fino all’Italia.

Victor Uribe Chacon, responsabile del design degli interni di Opel Corsa GSe Vision Gran Turismo, racconta la genesi di questo concept, nato per il celebre simulatore di guida ma capace di incarnare la filosofia “Bold & Pure” del marchio.

Tra firme luminose iconiche, aerodinamica attiva, interni essenziali e richiami al passato Opel, il progetto unisce realtà e virtuale, aprendo scenari inediti sul futuro del design automobilistico.

Un messicano in Germania

Victor, parliamo di te: sei messicano, lavori in Germania e oggi presenti in Italia un concept straordinario. Quanto c’è di personale in questa Opel Corsa Vision Gran Turismo?

C’è molto, perché la Opel Corsa è un modello che conosco fin da ragazzo.

In Messico è stata venduta e fa parte della memoria collettiva, così come in Europa. Portare la mia esperienza culturale dentro un’icona Opel e reinterpretarla in chiave futuristica è stato entusiasmante.

Corsa
Un bozzetto della Opel Corsa Vision Gran Turismo – foto © Stellantis

Per me è un dialogo tra passato e futuro, ma anche tra le mie radici e la mia vita da designer in Germania.

Il progetto si inserisce nella filosofia “Bold & Pure” di Opel. Come avete declinato questo concetto nel design della Opel Corsa Vision Gran Turismo?

Bold & Pure” significa audacia e purezza.

Da una parte linee pulite, semplici, essenziali; dall’altra dettagli tecnici forti, precisi, iconici.

Questo concept ne è l’esempio perfetto: superfici fluide, quasi minimaliste, arricchite da elementi come specchietti, cerchi e firme luminose che parlano di tecnologia e motorsport.

È un equilibrio delicato che dà alla vettura un carattere immediatamente riconoscibile.

La firma luminosa è uno degli elementi che colpisce di più. Perché è così centrale nel linguaggio Opel?

La luce è un DNA del nostro brand. Con il “Compass” e il “Vizor” abbiamo creato un frontale che è diventato segno distintivo Opel.

Corsa
Victor Uribe Chacon – foto © Stellantis

Racchiude telecamere, sensori e tecnologia, ma in forma grafica pura e iconica. Sul concept abbiamo voluto spingere oltre, con firme luminose che catturano l’attenzione e danno precisione.

È come una bussola: indica direzione, parla di tecnica, ma anche di identità.

Aerodinamica al simulatore

Uno dei dettagli più evidenti è lo spoiler attivo e l’aerodinamica adattiva. Come avete affrontato questo tema pensando anche al simulatore?

Lavorare per Gran Turismo significava progettare un’auto reale… che però esiste nel virtuale.

Abbiamo dovuto curare l’aerodinamica come se fosse una vera auto da corsa: spoiler mobili, estrattore, frecce aerodinamiche.

Sul simulatore tutto questo funziona davvero, il giocatore percepisce differenze di stabilità e frenata. Era fondamentale dare una base tecnica solida a una vettura che, anche se digitale, doveva essere credibile.

L’uso del colore giallo è molto marcato. Perché questa scelta cromatica così audace?

Il giallo è vitalità, energia, contrasto. Non è un vezzo estetico.

Corsa
foto © Stellantis

È un accento che mette in risalto gli elementi chiave del design, come lo spoiler o i dettagli aerodinamici. All’interno come all’esterno, il giallo diventa un filo conduttore che amplifica il carattere della vettura.

È un colore che ti fa sorridere e ti trasmette emozione, come deve fare un’auto pensata per correre anche nei sogni.

Parliamo degli interni: avete scelto di rinunciare a schermi e pulsanti in eccesso per una soluzione più pulita. Ci spieghi questa filosofia?

Nelle auto da corsa reali ci sono mille pulsanti, cavi e display. Noi invece volevamo purezza e semplicità, senza rinunciare alla funzionalità.

Così è nato il concetto di “Painting with Light”, tessuti retroilluminati che sostituiscono gli schermi.

Aggiungiamo informazioni solo dove servono, con un head-up display che lascia lo sguardo libero. È un design ordinato, coerente e soprattutto immersivo.

La storia Opel proiettata nel futuro

Avete recuperato elementi della storia Opel, come i triangoli ispirati alla Manta 400. Quanto conta il legame con il passato?

Tantissimo. Ogni brand ha i suoi codici e noi non volevamo inventare dal nulla.

Corsa
foto © Stellantis

Il “truncate triangle” è un segno che Opel ha usato nelle auto da competizione degli anni Ottanta.

Reinterpretarlo oggi significa creare un ponte: chi conosce la storia lo riconosce subito, chi non la conosce lo percepisce comunque come un dettaglio tecnico forte.

È una forma di continuità che rende autentico il design.

Questa Opel Corsa nasce per un simulatore, Gran Turismo 7. Da designer, che esperienza è stata lavorare a un’auto virtuale?

È stato incredibile. Gran Turismo non è un semplice videogioco, è cultura automobilistica.

Per me sviluppare un’auto che non solo rappresenta il futuro Opel, ma che puoi anche guidare, è stato un privilegio.

Corsa
foto © Stellantis

Abbiamo persino fatto benchmarking virtuale, portavo la PlayStation 5 in studio, ci sfidavamo tra designer e confrontavamo performance e sensazioni di guida.

È stato un lavoro tecnico ma anche divertente, molto vicino allo spirito racing.

Le specifiche tecniche che avete ipotizzato (800 CV, 320 km/h, peso sotto i 1200 kg) sembrano quasi da auto reale. Potrebbe diventare realtà questa vettura?

È un concept, quindi nasce per ispirare e non per i listini.

Ma ogni concept Opel ha sempre avuto ricadute concrete: il Vizor, il Compass, i dettagli aerodinamici… tutti sono poi arrivati sulla serie.

Le specifiche che avete visto sono plausibili, realistiche. Non posso dire se vedremo mai questa Opel Corsa in produzione, ma sicuramente molte delle sue idee arriveranno sulle Opel di domani.

Un’ultima domanda: che cosa ti ha emozionato di più in questo progetto?

Due cose. La prima, vedere la reazione delle persone quando guidano la Opel Corsa Vision Gran Turismo sul simulatore, con il sorriso stampato in faccia.

La seconda, rendermi conto che un’auto pensata per il virtuale può influenzare davvero il futuro reale del design.

È la dimostrazione che sogno e realtà, oggi, non sono più così lontani.

Corsa
foto © Stellantis

Vredestein Quatrac, il quattro stagioni perfetto anche per Auto Bild Allrad 2025

Vredestein
Da oltre 30 anni Vredestein è leader nel segmento all season - foto © Vredestein

Il pneumatico quattro stagioni di Vredestein trionfa per il secondo anno consecutivo nei severi test comparativi della rivista tedesca.

Si è distinto per equilibrio, prestazioni e silenziosità in un mondo – quello degli pneumatici all season – in cui la competizione è serrata.

Infatti, ogni produttore punta a coniugare comfort, sicurezza e prestazioni in tutte le diverse condizioni climatiche.

Ma nel test 2025 di Auto Bild Allrad, è stato ancora una volta il Vredestein Quatrac a imporsi come punto di riferimento assoluto, conquistando il primo posto tra undici concorrenti e il giudizio “esemplare” da parte della giuria.

Prestazioni da primato su neve, bagnato e asciutto

Il test ha messo alla prova undici pneumatici quattro stagioni nella popolare misura 215/55 R 17.

Sono stati montati su una Volkswagen T-Roc ed esaminati in tre scenari: neve, bagnato e asciutto.

Per quanto riguarda la neve, nei Southern Hemisphere Proving Grounds in Nuova Zelanda, dove si simulano le condizioni invernali più severe, il Quatrac ha primeggiato per aderenza e spazi di frenata ridotti.

Per il bagnato, nei test condotti presso il centro TRIWO, in Renania Palatinato (Germania), ha dominato le classifiche di frenata e ha mostrato una resistenza all’aquaplaning senza punti deboli, secondo i tester.

Infine su asciutto il comportamento è stato altrettanto convincente, con spazi di arresto ridotti, precisione di guida e ottima stabilità anche alle alte velocità.

Silenziosità da riferimento, ideale per le EV

Un capitolo a parte merita la rumorosità.

I rilevamenti acustici hanno registrato 66,4 dB(A) a 50 km/h e 70,4 dB(A) a 80 km/h, valori eccellenti che lo rendono particolarmente adatto ai veicoli elettrici, dove l’assenza del motore a combustione rende il rumore di rotolamento molto più percepibile.

Vredestein
Vredestein Quatrac ha dominato il test Auto Bild Allrad 2025 – foto © Vredestein

Questo dato tecnico è significativo in quanto pochi pneumatici all season riescono a bilanciare così bene prestazioni dinamiche e comfort acustico.

Tecnologia e ricerca continua

Il Quatrac domina i test per il secondo anno consecutivo.

Nel 2024 aveva già conquistato lle preferenze di Auto Bild superando 14 concorrenti, grazie a spazi di frenata contenuti e sicurezza sul bagnato.
Il Quatrac ha dimostrato ancora una volta di essere leader nel segmento quattro stagioni – ha commentato Daniele Lorenzetti, Direttore Tecnico di Apollo Tyres – grazie alle sue superiori capacità dinamiche e alle caratteristiche tecniche che garantiscono una guida sicura e piacevole tutto l’anno”.

Lorenzetti ha anche anticipato l’arrivo di una nuova generazione di prodotti Vredestein per il prossimo anno.

Un’offerta completa di elevate prestazioni

La gamma Vredestein Quatrac è tra le più ampie sul mercato, con un ventaglio di misure e specifiche che copre un numero maggiore di veicoli rispetto a qualsiasi altro concorrente.

Include versioni standard e ad alte prestazioni, e ogni modello è stato progettato per offrire una frenata sicura e progressiva anche sul bagnato, resistenza all’aquaplaning grazie al disegno del battistrada ottimizzato, elevata aderenza e stabilità anche ad alta velocità e anche compatibilità con vetture ibride ed elettriche di ultima generazione.

A completare la gamma, la Quatrac Pro+ dedicata ai veicoli ad alte e altissime prestazioni, porta le qualità del marchio nel territorio delle sportive e dei SUV premium.

Una leadership costruita nel tempo

Fin dagli anni Novanta Vredestein è stato un pioniere nel segmento all season.

All’epoca erano in pochi a scommettere su questo tipo di pneumatico e oggi, la leadership è il frutto di decenni di sviluppo, prove e perfezionamenti continui.

In un’epoca in cui la versatilità è sempre più apprezzata – dai veicoli elettrici alle esigenze di chi percorre migliaia di chilometri l’anno – pneumatici come il Vredestein Quatrac dimostrano che è possibile conciliare tecnologia, sicurezza e comfort in un unico prodotto.

Il risultato ottenuto nei test rappresenta più che un semplice dato. Infatti, riflette un progresso tecnico costante che, di stagione in stagione, contribuisce a modificare e aggiornare gli standard del settore.

Nuovi cuscinetti e sistemi lineari Schaeffler per le macchine utensili

Schaeffler
Una delle caratteristiche del nuovo sistema KLLT di Schaeffler è un sistema di lubrificazione e di tenuta ottimizzato – foto © Schaeffler

All’EMO 2025 di Hannover, Schaeffler ha presentato un ventaglio di innovazioni.

Si tratta di novità che ridefiniscono il ruolo dei cuscinetti volventi e delle guide lineari nel mondo delle macchine utensili.

Un settore che oggi è al centro di due megatrend decisivi – automazione e lavorazione multiprocesso – e che richiede componenti sempre più performanti, flessibili e resistenti.

Cuscinetti di precisione

Per le applicazioni più spinte, come i mandrini delle macchine multiprocesso, Schaeffler ha sviluppato soluzioni di fascia alta.

Si tratta dei cuscinetti in acciaio Vacrodur per resistere a carichi elevati e mantenere rigidità anche a regimi estremi, e la serie YRTS per tavole di tornitura e fresatura ad altissima precisione.

Parallelamente, per i sistemi di automazione – assi di movimentazione esterni, cambi pallet e parti ausiliarie – nasce la serie YRTA, concepita per rigidità elevata ma bassa manutenzione.

La variante YRTAG, con ingranaggio integrato nell’anello interno, elimina componenti aggiuntivi, riduce peso e tempi di montaggio: una soluzione “ingegnosamente semplice” che incarna la filosofia dell’industria 4.0.

Efficienza per gli utensili motorizzati

Un altro debutto riguarda i cuscinetti a sfere a contatto obliquo PTB (Precision Tool Bearings), sviluppati specificamente per utensili motorizzati.

Offrono un compromesso ideale tra prestazioni e costi, perfetti sia per equipaggiamenti originali sia per il ricondizionamento, dove la continuità operativa è cruciale.

Ibridi contro la falsa brinellatura

In applicazioni a corsa breve, come sistemi oscillanti o assi secondari, il rischio di falsa brinellatura può ridurre drasticamente la vita utile del cuscinetto.

Schaeffler risponde con i nuovi cuscinetti ibridi DKLFA, dotati di elementi volventi in ceramica.

Questa scelta minimizza i danni da micro-movimenti e assicura stabilità anche in condizioni di lubrificazione critiche.

La nuova frontiera delle guide lineari

Il vero salto evolutivo arriva nel campo della tecnologia lineare con la serie KLLT.

Si tratta di un sistema con guida monorotaia e cuscinetto a ricircolo di sfere a quattro corone con disposizione a X, capace di compensare meglio le tolleranze delle strutture adiacenti.

Rispetto ai sistemi con disposizione a “O” (più rigidi ma meno tolleranti), il KLLT riduce le forze reattive una volta montato, risultando perfetto per strutture leggere in alluminio estruso o telai saldati.

L’integrazione di un serbatoio di lubrificante nei terminali prolunga gli intervalli di manutenzione, mentre la disponibilità di otto carrelli diversi (KWLT) consente la massima flessibilità progettuale.

L’anello debole che diventa un punto di forza

Spesso sottovalutati, i lubrificanti determinano in realtà gran parte della durata operativa di cuscinetti e guide.

Schaeffler lo dimostra con la gamma Arcanol, testata per stabilità chimica e prestazioni a lungo termine.

Scegliere il lubrificante corretto significa trasformare un punto debole in un vantaggio competitivo.

La meccanica che si rinnova

Le innovazioni presentate da Schaeffler all’EMO 2025 raccontano molto più che l’evoluzione di cuscinetti e guide lineari.

Infatti, sono il simbolo di una meccanica che cambia pelle, capace di adattarsi ai megatrend globali senza rinunciare alla precisione millimetrica che da sempre la caratterizza.
In un’epoca in cui l’automazione guida il futuro delle fabbriche, questi componenti invisibili diventano i veri protagonisti della trasformazione.

E ci ricordano che anche il movimento più piccolo, se ben progettato e ben lubrificato, può fare la differenza tra semplice produzione e eccellenza manifatturiera.

Europa vietata per Tesla Cybertruck, si arrende anche l’esercito americano

Cybertruck, l’enorme pickuppone elettrico made in Tesla, orgoglio su ruote di Elon Musk, non arriverà in Europa. La sonora bocciatura in fase di omologazione rimediata durante i test, ne blocca di fatto lo sbarco sulle sponde del vecchio Continente.

Standard di sicurezza insufficienti

L’analisi tecnica ha evidenziato troppe violazioni delle norme europee sulla sicurezza, con particolare riferimento ai soggetti considerati “vulnerabili” come i pedoni, i ciclisti e chi va in moto.

Gli spigoli vivi e gli angoli appuntiti che caratterizzano il design della carrozzeria, realizzata in acciaio inossidabile, rappresentano un pericolo per quanti sono all’esterno del veicolo. In più, mancando all’appello zone di deformazione per assorbire gli urti, carrozzerie senza spigoli vivi e limitatori di velocità per veicoli con peso superiore a 3,5 tonnellate, il Cybetruck non rientra negli standard europei di sicurezza passiva.

Nessuna deroga per i militari statunitensi

Una decisione che ha costretto perfino l’Agenzia doganale dell’esercito americano, la U.S. Army Customs Agency, a gettare la spugna, dichiarando che il corpulento veicolo Tesla non potrà essere inviato nelle basi americane. I militari che decideranno ugualmente di provarci, specifica l’esercito, lo faranno a proprio rischio e pericolo, accollandosi le spese per il rinvio negli Stati Uniti.

In pratica, sfruttando una deroga che permette all’esercito statunitense di importare veicoli propri invece di acquistarne di nuovi in loco, lo stato maggiore aveva richiesto una deroga al Ministero federale dei trasporti tedesco (FMoT) proprio per il Cybertruck, ma ancora una volta è arrivata una bocciatura, la seconda a stretto giro di posta.

Nascerà una versione europea?

Una delusione per Musk, che dopo aver fatto i conti le scarse vendite registrate in patria, sperava di rimediare esportando il pickup in Europa. Secondo alcuni rumor, Tesla sarebbe al lavoro per una versione europea di Cybertruck, più piccolo e soprattutto che risponda alle più restrittive norme sulla sicurezza passiva.

Opel inventa la Corsa elettrica che corre tra sogno e realtà

Corsa
Opel Corsa GSE Vision Gran Turismo, concept elettrica da 800 CV tra pista e videogioco - immagine © Opel

Il mese scorso l’IAA Mobility 2025 di Monaco aveva acceso i riflettori su una delle concept più sorprendenti dell’anno, la Opel Corsa GSE Vision Gran Turismo.

Oggi, 1 ottobre, Opel l’ha svelata anche per i media italiani, che così hanno potuto scoprire che non si tratta di un semplice prototipo da ammirare e basta.

Corsa
Immagine © Opel

Infatti, grazie alla collaborazione con Gran Turismo 7, la show car diventa anche un’esperienza di guida digitale, accessibile a chiunque possegga il celebre simulatore. Opel sceglie così una doppia via, reale e virtuale, per raccontare il futuro della sportività compatta elettrica, unendo heritage, innovazione tecnologica e un’inedita dimensione “phygital”.

800 CV, trazione integrale e boost istantaneo

Dietro le linee scolpite si nasconde un cuore totalmente elettrico, composto da due motori sincroni a magneti permanenti da 350 kW ciascuno.

Sono montati sugli assi anteriore e posteriore con una potenza combinata di 588 kW (800 CV) e una coppia di 800 Nm, valori che proiettano la vettura nel territorio delle hypercar.

La trasmissione monomarcia assicura linearità assoluta nella spinta, mentre la trazione integrale permanente ottimizza stabilità, trazione e precisione in inserimento di curva.

Corsa
Immagine © Opel

L’accelerazione è bruciante, da 0 a 100 km/h in appena 2 secondi netti, con una velocità massima autolimitata a 320 km/h.

A rendere la guida ancora più spettacolare interviene la funzione boost, che libera ulteriori 59 kW (80 CV) per quattro secondi, ricaricandosi poi in meno di un minuto e mezzo.

Un accorgimento che porta la dinamica di guida a livelli da motorsport, traducendosi in sorpassi fulminei e un comportamento in pista ancora più esaltante.

Efficienza e leggerezza grazie a materiali rivoluzionari

Uno degli aspetti più sorprendenti è il peso contenuto a soli 1170 kg, nonostante l’adozione di una batteria da 82 kWh.

Un risultato che mette in discussione i luoghi comuni sulle elettriche, solitamente penalizzate dalla massa delle batterie.

Corsa
Immagine © Opel

Opel ha ottenuto questo traguardo grazie all’impiego di materiali ultraleggeri e innovativi, come le fibre naturali Bcomp, capaci di sostituire la fibra di carbonio con pari rigidità strutturale e maggiore sostenibilità.

Questa scelta dimostra come l’ingegneria automobilistica stia entrando in una nuova fase, in cui la ricerca delle prestazioni non può più prescindere dalla responsabilità ambientale.

La Corsa GSE Vision Gran Turismo diventa così un laboratorio di soluzioni destinate a influenzare le generazioni future di veicoli Opel.

Muscoli, aerodinamica e memoria racing

Il linguaggio stilistico di Opel viene reinterpretato con audacia e rigore tecnico.

Corsa
Immagine © Opel

La filosofia del “Compass”, già vista sulle produzioni di serie, qui assume un ruolo strutturale.

Al centro della calandra campeggia il Blitz illuminato, attraversato da barre di luce orizzontali e verticali che definiscono la geometria dell’intero frontale.

Il design muscolare, più basso e largo rispetto alla Corsa di serie, è accompagnato da soluzioni aerodinamiche di livello assoluto come spoiler e diffusore attivi, parafanghi sagomati e ruote ottimizzate per ridurre la turbolenza.

Anche i dettagli cromatici seguono una logica funzionale e scenica: carrozzeria in bianco perla, inserti aerodinamici in giallo brillante, tetto e componenti in fibra Bcomp in nero profondo.

Opel non dimentica la sua storia sportiva con elementi triangolari richiamano la Manta 400 da rally, mentre l’uso della tecnologia Edge Lighting nella fanaleria posteriore crea un tratto distintivo che collega il presente digitale al passato analogico.

Interni essenziali ad alta tecnologia

All’interno, la filosofia Opel si traduce in una sorprendente semplicità.

L’assenza di schermi tradizionali libera la plancia, sostituita da un head-up display immersivo che proietta direttamente le informazioni sul parabrezza.

Corsa
Immagine © Opel

Il risultato è un abitacolo pulito, privo di distrazioni, pensato per esaltare il contatto diretto con la guida.

Il sedile sospeso ultraleggero con cinture a sei punti integra il conducente nell’architettura del veicolo, trasformando la posizione di guida in un prolungamento della struttura stessa.

Il roll-bar garantisce la sicurezza, mentre i tessuti illuminati lungo portiere e cruscotto si attivano come sistemi di segnalazione sensoriale, avvertendo della presenza di veicoli nell’angolo cieco.

Una nuova dimensione di ergonomia “sensoriale”, che arricchisce la guida senza appesantirla di schermi e comandi ridondanti.

Dall’Experimental GT alla Vision Gran Turismo

Sessant’anni dopo la Opel Experimental GT del 1965, la prima concept europea mai realizzata, la casa del Blitz torna a scrivere una pagina importante della propria storia.

La Corsa GSE Vision Gran Turismo rappresenta infatti il punto d’incontro tra tradizione e futuro.

È un modello fisico presentato nei saloni, ma anche un veicolo virtuale con cui milioni di appassionati possono interagire direttamente.

In questo modo Opel non solo riafferma il ruolo centrale della Corsa come icona del marchio, ma ribadisce anche l’ambizione del sub-brand GSE (Gran Sport Electric), nato per incarnare il lato più estremo e dinamico della mobilità elettrica.

Emozioni condivise

La Opel Corsa GSE Vision Gran Turismo non è un semplice concept da salone né un esercizio di stile per videogame.

Corsa
Immagine © Opel

È la dimostrazione che l’elettrico può essere pura emozione, senza rinunciare a leggerezza, innovazione e sostenibilità.

È la prova che un marchio storico come Opel sa rinnovare le proprie radici sportive parlando alle nuove generazioni di appassionati, non solo con auto reali, ma anche con esperienze digitali.

In un’epoca in cui il confine tra realtà e virtualità si dissolve sempre più, questa piccola compatta elettrica racchiude un messaggio universale: la passione per l’auto corre ovunque, che sia su pista, su strada o dietro uno schermo.

Scheda tecnica

Motorizzazione Due motori elettrici sincroni a magneti permanenti (uno per asse)
Potenza complessiva 588 kW (800 CV)
Coppia massima 800 Nm
Funzione Boost +59 kW (+80 CV) per 4 secondi, ricarica in 80 s
Trasmissione Monomarcia, trazione integrale permanente
Accelerazione 0-100 km/h 2,0 secondi
Velocità massima 320 km/h
Batteria 82 kWh
Peso complessivo 1170 kg
Materiali carrozzeria Fibre naturali Bcomp, componenti ultraleggeri
Aerodinamica Spoiler e diffusore attivi, parafanghi aerodinamici, ruote ottimizzate
Dimensioni cerchi 21” anteriori, 22” posteriori (Goodyear, con design bicolore)
Sospensioni Ammortizzatori Bilstein
Colori carrozzeria Bianco perla con inserti giallo brillante e nero opaco
Interni Volante sportivo minimale, head-up display, sedile sospeso ultraleggero con cinture a 6 punti, tessuti illuminati
Sicurezza Roll-bar integrato, avvisi sensoriali per angolo cieco
Debutto IAA Mobility 2025, guidabile su Gran Turismo 7
Corsa
Immagine © Opel

Quadriciclo Microlino: Made in Turin [VIDEO]

microlino

Il quadriciclo Microlino si pone sul mercato come una piccola auto elettrica da città.

E’ un quadriciclo e punta sulla qualità costruttiva e sull’estetica accattivante (opera di Icona Design) per colorare le strade delle città e aiutare a risolvere i problemi di traffico e parcheggio.

 

Citroën C5 Aircross, il Suv che pensa alla famiglia

Una certa dimestichezza con l’elettrico, in effetti, a quelli di Citroën va riconosciuta: più di 100 anni fa, il 4 luglio 1924, erano riusciti a illuminare a festa la Tour Eiffel, un’impresa titanica portata a termine sul simbolo assoluto di Parigi.

Esperienze che comunque “fanno curriculum” ora che l’elettrico non è più un azzardo per visionari fantasiosi ma la via di salvezza imboccata dall’automotive per salvare sé stessa e il pianeta.

Anzi, per il marchio del “Double Chevron”, l’anno che arriva è quello del “Reboot”, il giro di boa o addirittura un nuovo inizio, con l’elettrico destinato ad essere sempre più protagonista della gamma.

Il primo step della cronoscalata inizia con gli squilli di tromba che merita l’ammiraglia, la C5 Aircross, seconda generazione del Suv francese grandi forme che ha debuttato nel 2018 ed ora completa il rinnovamento completa della gamma in appena due anni, lanciato con l’obiettivo di ritagliarsi un posto al sole nell’affollato segmento C.

Più spazio interno

Per cominciare, la scelta di utilizzare la piattaforma Stellantis condivisa “STLA Medium” regala una manciata di centimetri in più, raggiungendo i 4,65 metri di lunghezza (+16 cm), 1,93 di larghezza (+5), 1,69 di altezza e 2,78 di passo (+6), misure utili per aumentare il confort dei passeggeri e la cubatura del bagagliaio, che parte da 565 litri, sale a 650 per le mild-hybrid e plana sui 1.668 per le elettriche.

Ma soprattutto, una scelta tecnologica che dà l’addio al diesel per abbracciare in pieno l’universo dell’elettrificazione, con due versioni mild-hybrid, una plug-in e due elettriche pure.

 

Un design palestrato

L’immagine, definita “aerodesign”, è di un Suv robusto e muscolare dalle linee tese e squadrate, con carreggiate larghe e spalle decise.

Il frontale è impreziosito da gruppi ottici Matrix Led adattivi a sbalzo collegati fra loro da una fascia nero lucido su cui spicca il logo del Double Chevron.

Fascia che idealmente prosegue nel posteriore, con un portellone verticale studiato per aumentare al massimo la capacità del bagagliaio.

Interni raffinati

L’interno, ispirato alla filosofia “C-Zen Lounge”, punta sulla raffinatezza evitando l’opulenza: i materiali, dalle plastiche ai tessuti alle finiture, molti realizzati con materiali riciclati, sono piacevoli al tatto e morbidi almeno quanto i sedili “Citroën Advanced Comfort” riscaldabili, ventilati e con 5 programmi di massaggio, che si reclinano tra 21 e 33° permettendo di trovare la postura migliore.

A dominare la plancia un cluster digitale da 10” per il quadro strumenti, affiancato da un “Waterfall Touchscreen” da 13” sospeso, ovviamente compatibile con iOS e Android, con l’aggiunta di un head-up display più largo del solito.

Nel tunnel centrale una piastra di ricarica a induzione o, in alternativa, 4 prese Usb-C e 2 da 12 Volt.

La gamma al completo

Due, come accennato, le elettriche pure in cui si coniuga la nuova C5 Aircross, abbinate ad altrettante batterie Nmc: la prima da 73 kWh, con potenza pari a 155 kW (210 CV) e 520 km di autonomia, ricaricabile il 30 minuti dal 20 all’80% utilizzando charger da 160 kW in CC o 6 ore sul wallbox di casa a 7 kW in CA.

La seconda da 97 kWh offre invece 170 kW (230 CV) e dichiara 680 km di percorrenza: servono 8 ore 55 minuti per ricaricarla completamente con una wallbox monofase da 7,4 kW, 6 ore e mezza con una trifase da 11 kW e 27 minuti con un punto di ricarica veloce da 160 kW.

La plug-in mette insieme il 4 cilindri benzina da 1,6 litri con 150 CV ed un powertrain elettrico da 92, per un conto totale pari a 195 CV, con una percorrenza a zero emissioni vicina ai 100 km ed un’autonomia totale che secondo la Casa dovrebbe superare i 1.000 km, che scendono a 650 in autostrada.

La batteria si ricarica in poco più di 5 ore su wallbox da 7,4 kW con caricatore standard da 3,7 KW o in poco meno di tre ore con il caricatore (opzionale) da 7,4 kW.

A chiudere la famiglia due versioni mild-hybrid 48 Volt che si affidano al tre cilindri 1,2 litri turbo con 136 o 145 CV.

Tre gli allestimenti disponibili (You, Plus e Max), a cui nei prossimi mesi si aggiungerà una versione “Extended Range”.

L’elettrica pura su strada

Per iniziare spazio alla 100% elettrica, al debutto sulla corpulenta C5, Suv pensato per raggiungere due target vicini e connessi: i lunghi viaggi e la famiglia.

Silenziosa, fluida, ben isolata dai rumori esterni e con le sospensioni Advanced Comfort dotate di Progressive Hydraulic Cushions che filtrano quanto più possibile le asperità della strada.

Nel corso del test con la più potente delle due, i consumi non si sono distaccati molto dai 680 km dichiarati, anche se con variazioni significative fra la guida in città e quella autostradale, dove i quattro livelli di frenata selezionabili dai paddle al volante sembrano incidere poco sui consumi.

La plug-in alla prova

I 195 CV a disposizione, con l’apporto del cambio automatico eDCS a 7 marce, permettono alla versione PHEV sorpassi autostradali decisi e una spinta fluida ma prevedibile che non accusa il passaggio da elettrico a termico.

Da default, la vettura parte in modalità Hybrid e quando possibile gestisce i due motori privilegiando la parte elettrica per ridurre emissioni e consumi.

La Electric si concentra invece sulla marcia a zero emissioni per circa 135 km o comunque ad esaurimento della carica, mentre la Sport rilegge le tarature di trasmissione, sterzo e acceleratore combinando la sinergia tra e due motorizzazioni per dare la maggior spinta possibile.

Uno sguardo agli Adas

Ottimo in viaggio il supporto del pacchetto “Drive Assist 2.0”, con cambio di corsia semiautomatico, sensori angolo cieco, visione Visionpack a 360°, avviso ostacoli in avvicinamento in retromarcia e telecamera di sorveglianza del conducente.

I prezzi

Si parte dal 33.900 euro per la Hybrid 145 You per arrivare ai 45.990 della plug-in Hybrid 195 CV Max.

In fase di lancio, C5 Aircross è offerta a 38.990 euro con finanziamento SimplyDrive che prevede 10mila euro di anticipo, 35 rate mensili da 249 euro e maxirata finale da 25mila.

Viaggiare in inverno, la guida pratica di Goodyear

È sempre così: sono sufficienti una manciata di giorni per passare dal caldo asfissiante al freddo, prima appena accettabile e di colpo gelido.

Passaggi che influiscono sul cambio dell’armadio e sull’umore ma non solo, visto che i pneumatici, le “scarpe” delle auto, sono i primi a risentire in modo pesante delle temperature esterne.

In qualsiasi stagione, i pneumatici giocano un ruolo fondamentale nel garantire il controllo e grazie a sofisticate combinazioni di mescola e disegno del battistrada, garantiscono maggiore aderenza sull’asfalto, migliorano la stabilità e assicurano una miglior trazione.

Caratteristiche che diventano essenziali in frenata e nelle curve, soprattutto su superfici fredde, bagnate o peggio ancora ghiacciate.

Secondo Ben Glesener, Senior Director Technology Consumer EMEA di Goodyear: “Da decenni noi di Goodyear siamo impegnati a sviluppare pneumatici bilanciati che offrano non solo prestazioni invernali eccezionali, ma che soddisfino anche altre priorità dei clienti, come il chilometraggio e l’efficienza dei consumi.

Tuttavia, consapevoli che una guida sicura è il risultato di un insieme più ampio di fattori, Goodyear da sempre supporta i propri clienti anche dopo l’acquisto con preziosi consigli pratici perché la sicurezza stradale è e deve essere una responsabilità condivisa”.

Nasce da qui, l’idea di un piccolo e veloce vademecum diviso in pochi punti dedicato da Goodyear alla “Manutenzione pneumatici invernali 101”.

In pratica, una serie di consigli pratici e immediati per mantenerli in perfette condizioni ed assicurarne sempre la massima efficienza su strada.

1 – LA CONSERVAZIONE STAGIONALE

La pulizia

Prima di procedere con lo stoccaggio è consigliabile un passaggio fondamentale: la pulizia. Lavare i pneumatici con acqua calda e sapone e lasciarli asciugare completamente per eliminare sporco e contaminanti.

Come conservarli

Un altro consiglio utile è di riporre i pneumatici in sacchetti opachi ed ermetici per evitare che la mescola si secchi.

Prima di sigillare, rimuovere quanta più aria possibile.

Attenzione all’ambiente

Va da sé: è meglio conservare i pneumatici al chiuso, lontano dalla luce solare, dall’umidità e dalle temperature estreme.

Evitare il contatto diretto con il cemento utilizzando una barriera protettiva come il legno o rastrelliere alle pareti per impedire l’accumulo di umidità.

L’impilatura corretta

Vanno sistemati in posizione verticale, uno di fianco all’altro, oppure chiusi singolarmente in sacchetti.

La rotazione ciclica

Un’operazione che se realizzata in modo regolare prolunga la durata e garantisce il corretto livello di usura.

Secondo Goodyear i pneumatici invernali vanno ruotati in base alle linee guida del produttore del veicolo, tenendo conto anche del chilometraggio dell’auto o del cambio di stagione.

Il controllo dell’usura (e la sostituzione)

I dati su questo argomento sono a dir poco allarmanti, mentre è bene sapere che i pneumatici invernali perdono efficacia al di sotto dei 4 mm di profondità del battistrada.

Diventa quindi necessario e fondamentale controllarne regolarmente l’usura per assicurarsi che non vi siano crepe visibili, rigonfiamenti o oggetti incastrati che potrebbero comprometterne le prestazioni.

Ogni stagione ha i suoi pneumatici

Quando la temperatura scende sotto i 7°C, è meglio procedere con il montaggio di quelli invernali.

Allo stesso modo, quando la colonnina di mercurio supera i 7°C, è arrivata l’ora di quelli estivi o quattro stagioni.

Il momento in cui sostituire quelli vecchi

Basta un’occhiata per capire se sono usurati, danneggiati, ma è sufficiente anche sapere che se hanno più di sei anni, allora è arrivato il momento di investire in un nuovo set.

2. LA SICUREZZA IN INVERNO

Importante quanto la scelta e la gestione degli pneumatici nei mesi invernali è il ruolo del conducente che, aldilà dall’abilità alla guida, deve affrontare la stagione fredda con cautela e preparazione.

Montare in anticipo

Passare al set invernale quando le temperature scendono sotto i 7°C.

Profondità e pressione del battistrada

Un’ispezione che andrebbe fatta regolarmente, perché un gonfiaggio insufficiente o eccessivo può ridurre l’aderenza e la sicurezza.

Se non si ha a portata di mano un manometro, ci si può rivolgere al rivenditore più vicino.

Solitamente, la pressione corretta dei pneumatici si trova all’interno della portiera del conducente o all’interno del tappo del serbatoio.

Le marcature affidabili

Assicurarsi che i pneumatici abbiano il simbolo 3PMSF, a conferma dell’idoneità e delle prestazioni testate in condizioni invernali estreme.

Regolare la guida

Procedere in modo fluido tenendo conto di spazi di frenata più lunghi: anche i migliori pneumatici necessitano di velocità ridotte e manovre delicate per garantire la massima sicurezza, soprattutto se le condizioni diventano estreme, con temperature inferiori a 3°C o in presenza di ghiaccio o neve.

L’IMPEGNO DI GOODYEAR

Nata nel lontano 1898 in Ohio, in quasi 130 anni di vita Goodyear ha creato uno dei più imponenti team del settore formato da tecnici, scienziati e collaudatori che operano presso il Centro di innovazione in Lussemburgo.

Ogni pneumatico invernale viene sviluppato in un processo che dura circa due anni e comprende centinaia di test, in laboratorio come su strada, in qualsiasi condizione climatica.

Le prove riproducono gli scenari più estremi che i conducenti potrebbero affrontare — dal Circolo Polare Artico alle stazioni sciistiche alpine — per garantire la massima sicurezza nella vita reale prima che i prodotti arrivino sul mercato.

La gamma di pneumatici Goodyear UltraGrip, riconosciuta con il simbolo 3 Peak Mountain Snowflake (3PMSF), è progettata per soddisfare i più severi standard di aderenza su neve, offrendo prestazioni elevate anche nei climi invernali più rigidi.

Questi pneumatici vengono valutati anche per la resistenza all’aquaplaning: la gamma offre inoltre prestazioni di maneggevolezza e aderenza ottimizzate in condizioni di freddo

Ultimi Articoli